Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Dove è la nostra libertà?

Prima di entrare nel gruppo, avete libertà di scelta nell’entrare. Dopo essere entrati, avete solo una scelta: rafforzare la vostra connessione con il gruppo. Dovete stabilire con voi stessi che questa è la vostra libera scelta, e bisogna sempre continuare a farlo. Qui sta la vostra libertà!

La libertà non è quando faccio qualcosa che voglio, ma quando continuamente aggiungo il mio sforzo per questa connessione. Non abbiamo alcun libero arbitrio in nessuna altra cosa, tutto il resto avverrà automaticamente.

Questo è un principio molto importante. Non ho alcuna libertà dentro tutta la mia vita. Io sono un burattino completo. C’è libertà di scelta in un solo proposito: dopo che il Creatore mi ha portato nel gruppo e mi ha dato una scintilla nel cuore. Ho una sola libertà: inserire me stesso nel gruppo a cui aggrapparsi con le mani e denti il più possibile.

Una volta che ci si è “attaccati” al gruppo correttamente, dipendo da esso, dall’influenza dell’ambiente, e non esiste alcuna libertà in questo senso. Allora, dove siete liberi? Si è liberi nella misura in cui si aggiunge il vostro sforzo per rafforzare la connessione con l’ambiente, nonostante il proprio egoismo. È in questo modo aumentate la vostra dipendenza all’ambiente e la sua influenza su di voi. Non c’è altra libertà che questa!

Questa è la mutua garanzia e dobbiamo sommare sempre più principi ad esso compreso l’amore per gli amici e l’amore per il prossimo, giustificandoli con la fede al di sopra della ragione. Tutto è all’interno di questa libertà di volontà, questo approccio con il quale possiamo raggiungere l’obiettivo.

Il resto della mia vita si svolge secondo uno specifico “script”. Si può anche andare da un cartomante che sarà in grado di raccontare il vostro futuro. È possibile prevedere tutto in anticipo, a parte l’unica cosa che appartiene al vostro libero arbitrio. Tutto il resto è guidato dalla fede “cieca”.

E’ vietato prevedere il futuro, perché poi si potrebbe pensare di avere il libero arbitrio nella propria vita normale. Tuttavia, se si sa che non ci sono azioni libere, allora il futuro si rivela a voi. Eppure, non si può mai rivelare il futuro che si riferisce alla vostra libertà di scelta, perché dipende da voi.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 10/12/10, “L’amore per il Creatore e l’amore per gli esseri creati”).

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Acquisire un dizionario spirituale

Ho ricevuto una domanda: Perché è così importante nella Kabbalah di conoscere il significato dei termini? Qual è il vantaggio di questo? Dopo tutto, vediamo che una persona ha bisogno di studiare per un lungo periodo al fine di cogliere il fatto che le parole apparentemente familiare a lui hanno un significato completamente diverso. Ciò è molto difficile per un principiante.

La mia risposta: Sapere che i significati di parole familiari sono completamente diversi è molto importante, in quanto attraverso questo noi passiamo da un vocabolario corporeo a uno spirituale. In effetti, le parole sono familiari: “Sole, Luna, Terra, l’uomo, le parti del corpo umano, animali, bestie, la famiglia, giunto (Zivug), bacio, abbraccio” – tutte queste sono parole di questo mondo (del desiderio di ricevere) che usiamo nel mondo spirituale (il desiderio di donare). Noi aggiungiamo un significato diverso nell’interpretazione di ogni parola.

Baal HaSulam scrive nello studio delle dieci Sefirot, “Riflessione interna” che dobbiamo passare a definizioni spirituale e significati di parole, in modo che loro siano integrati nella nostra mente come in una scatola, in modo da poter capire il significato spirituale della parola nel momento in cui la si sente. Usando le stesse parole che ci sono familiari e cercando di aggiungere un significato diverso da quello comune, noi passiamo da una schermata che disegna per noi le immagini di questo mondo ad uno schermo raffigurante il prossimo, il mondo spirituale.

Noi non abbiamo altre parole per esprimere il Mondo Superiore, il mondo di forze e delle loro azioni. Ma dato che queste forze e le loro azioni sono attualizzati nel nostro mondo, ecco che noi chiamiamo queste forze e le azioni (radici) con i nomi delle loro conseguenze (rami). Per questo dobbiamo sapere il loro significato spirituale. E’ vero, questo è molto difficile per i principianti, fino a quando non ci si libera da prima, del contenuto corporeo di una parola non puoi riempirla di nuovo.

Cambiare la gente, dando alle parole un nuovo significato. Le parole “bacio”, “piedi” o “testa” di un Partzuf rimarranno termini fisiologici, ma potranno assumere il significato spirituale delle loro radici. In conformità con questa modifica, sarete testimoni dei cambiamenti che subiscono.

In definitiva, l’intera saggezza della Kabbalah è destinata a dare un dizionario spirituale per sostituire la vostra corporeità. Che cos’è questo “dizionario”? Inizierete a interpretare le parole nella vostra sensazione interiore. Voi sentirete, e quindi immediatamente comprenderete la parola in modo diverso. In quelle parole vi trasporterete da soli dal ramo alla radice.

Tenendo l’avanzamento e cambiando internamente, vedrete fino a che punto può trasformarvi il significato delle parole. Questo cambiamento è automatico. L’intero quadro spirituale è molto più forte del corporeo, e così, sarà sostituito il corporeo e tutte le sue definizioni, con un quadro interno.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 15.10.2010

Libro di Shamati, Art. 161 : “Cosa sono il Giorno del Signore e la Notte del Signore nel lavoro”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 795, Lez. 39
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Spiegazione dell’Articolo
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Articolo “La Libertà”, Lezione 2
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Navigando verso la meta sulle onde dello Zohar

Il flusso della storia attuale, le cui onde vengono verso di noi e in che forma questo non sia cosi importante. Quello che conta è che io stia sempre navigando su queste onde con l’intenzione di raggiungere lo scopo.

La storia attuale può essere espressa in tutte le forme possibili: questo non ha importanza. La cosa importante per me è che io rimanga sempre sopra su la narrazione dello Zohar e di pensare solamente a quello che io voglio ottenere attraverso la lettura. Io voglio raggiungere la forza di dazione!

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Rettitudine assoluta nella vita dell’anima

Domanda: Se il tempo necessario per il raggiungimento del mondo spirituale è attualmente in fase accelerata, allora in che modo si è raggiunta la rettitudine se tutti stanno facendo la stessa quantità di lavoro per quanto riguarda la propria anima?

Risposta: E’ proprio per questo che ognuno si risveglia alla spiritualità nel proprio tempo, non tutti in una volta. Ogni anima si risveglia quando è particolarmente necessario per quell’anima, dato che tutti noi abbiamo già subito trasformazioni e abbiamo acquisito il “merito passato” descritto come “merito dei padri”.

I nostri antenati sono passati attraverso incarnazioni che noi abbiamo già completato e che ci hanno dato un accumulo di “meriti”, una propensione per la spiritualità che siamo in grado di coltivare ulteriormente. Ma non c’è alcuna relazione con mio nonno sul fatto che mi possa aver lasciato la sua ricchezza spirituale. L’ereditarietà può essere trasmessa solo nel mondo materiale, ma le attività spirituali non hanno una discendenza concreta. “Il merito dei padri” sono i miei risultati raggiunti nelle precedenti incarnazioni (Gilgulim), che ora posso utilizzare per continuare l’evoluzione della mia anima.

Non siamo in grado di arrivare a conclusioni comuni sul processo spirituale che si sta verificando proprio ora, perché non consideriamo le incarnazioni di tutte le anime come una incarnazione collettiva, ma quando tutto si rivela a te, allora vedrai che tutto è assolutamente giusto . Per quanto per ora, è necessario vedere il lavoro e la meta spirituale che ci aspettano con l’intenzione voluta nel posto giusto. Non perdiamo il nostro respiro dietro la filosofia.
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Lo Zohar è il vincolo con la forza superiore

L’unica opportunità per essere in collegamento con la Forza Superiore che ci corregge è leggere Lo Zohar. Naturalmente anche gli altri libri ci aiutano in questo ma Lo Zohar ha la forza più potente per collegarci.

Se riuscissimo a mantenerci nella giusta intenzione per un periodo di tempo più lungo, potremmo leggere Lo Zohar più frequentemente. È un dato di fatto che siamo ancora incapaci di mantenere la giusta intenzione per più di 45 minuti. Tuttavia, durante questi 45 minuti dobbiamo concentrarci esattamente in ciò che desideriamo da lui ed in come immaginiamo il nostro stato futuro descritto dallo Zohar. Questo è molto importante.

Nel nostro mondo i bambini prendono esempio dagli adulti, desiderando diventare come loro in tutto quello che vedono. Niente è più importante per loro. Non hanno comprensione o qualcos’altro e semplicemente ripetono gli esempi che gli adulti gli dimostrano.

In maniera similare noi dovremmo desiderare sentire la realtà della quale ci parla Lo Zohar ed immaginare che tutto è il collegamento tra di noi. Lo Zohar descrive costantemente il collegamento tra di noi: Zeir Anpin, Malchut, le tre linee, limitazioni ed altro ancora. Noi riveliamo tutto questo tra di noi dato che i nostri desideri condivisi sono l’unico “posto” dove la rivelazione possa accadere. Per cui, non abbiamo bisogno di altro oltre un forte desiderio condiviso perché la Luce venga e riveli il collegamento tra di noi. Tutti i fenomeni di cui leggiamo nello Zohar vanno trovati li.

L’azione in se è abbastanza facile ma non facile da compiere. Ci vuole del tempo per arrivare al punto in cui io mi siedo davanti al libro, immagino che stia parlando del collegamento tra di noi, e al suo interno io trovo queste parole ed azioni. Tutto è nel collegamento tra di noi; è li dove il Creatore è rivelato.

È abbastanza difficile combinare tutto questo, ma quando lo ottieni, il desiderio di rivelare il collegamento tra tutti noi diventa l’unico vincolo con la Forza Superiore. E non hai un altro mezzo oltre il santo Libro dello Zohar il quale descrive tutti gli stati che rivelerai.

Ed allora, come un bambino che lotta per essere come un adulto, tu desideri rivelazione ed aspiri a questo con tutte le tue forze.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 12
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 770, Lez. 38
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 145
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Introduzione alla Saggezza della Kabbalah: “L’insegnamento della Kabbalah e la sua Essenza”, Lez. 2
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La sorgente di ogni forza

Domanda: In che misura devo sentire la mia dipendenza dagli amici? Il mio benessere dipende anche da loro?

Risposta: Se non ti senti bene, puoi rivolgerti agli amici e chiedere loro forza. Non ritieni che la luce abbia il controllo tutti gli atomi e le molecole? E che la salute provenga da essa come un bene?

Pensi davvero che la natura materiale viva con leggi proprie e che solo l’anima sia influenzata dalla forza della Luce? Questo intero “sogno”, che è il quadro del nostro mondo, compresi tutti i corpi e qualsiasi altra cosa, è una proiezione della Luce. Quindi perché non dovrei chiedere tutto quello di cui ho bisogno?

Hai bisogno di condizioni che permettono di essere interamente dedicato alla dazione. Queste condizioni sono tutto ciò che si dovrebbe chiedere. Il gruppo deve aiutare anche a fare questo: se capiamo che siamo assolutamente dipendenti dalla luce, poi sarà più facile per ogni persona rivolgersi alla Luce con una domanda.

Questo è vero per ogni esigenza. Per esempio, ho messo la mano in tasca sperando che mi prenderò un milione di dollari. Non ha funzionato? Questo significa che ho un problema con una mancanza di fede. Non c’è nulla che io non possa pretendere dal Creatore per il bene della dazione. Se si è certi che si voglia dare, allora chiedi. Questo è il modo di correggere il Kelim. Chiedi, ma non per te stesso.

Domanda: Dovrei chiedere al Creatore o il gruppo?

Risposta: Quando mi giro verso il gruppo, mi rivolgo al Creatore che è nascosto al suo interno. Il gruppo per se stesso non ha alcuna forza. Ma quando scavo nel profondo, nella forza di unità tra amici che hanno già rivelato il granello del desiderio spirituale, il Creatore è presente in quel grano e la Sua forza non è limitata in alcun modo.

Non c’è limite alla Luce. E ‘presente e senza limiti anche in un gruppo piccolo e debole. Io sono ciò che determina quello che ne deriva.

Quindi, devo sempre chiedere al Creatore attraverso il gruppo. Egli è la fonte di tutte le forze. La mia richiesta deve avvenire solo in base al principio che “Israele (me), la Torah (il gruppo), e il Creatore (la Luce), sono uno”.

Durante lo studio puoi chiedere qualsiasi cosa ti manca (compresa la salute e il successo) per consentire al tuo pensiero di essere in dazione. Questo perché tutto appartiene a un unico desiderio, ma lo si correggete in modi diversi. Tuttavia, in realtà, stiamo parlando sempre della stessa mancanza di Luce all’interno del vaso.
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Come misurare la fede al di sopra della ragione

Il nostro cammino consiste interamente della rivelazione delle azioni del Creatore nei nostri confronti e nel trovare la reazione corretta ad esse. Si definisce “lavoro del Creatore” quando desidero imparare due cose: chi mi sta facendo questo e cosa sta facendo. In altre parole, desidero rivelare l’azione e Colui che agisce.

La mia attitudine verso le azioni e Colui che agisce si forma attraverso le mie intenzioni di rivelarli. Rispetto a questo posso già essere considerato come un “essere umano”, “l’Io” che in qualche maniera si relaziona con “ciò che gli succede” e con “Colui che lo controlla”.

L’attitudine verso l’azione avviene “all’interno della ragione”, cioè all’interno ed in accordo alla mia mente. Se mi relaziono con Colui che agisce, con il Creatore che controlla queste azioni, in opposizione a ciò che sento a partire dalle Sue azioni, allora questo viene chiamato “al di sopra della ragione” o a prescindere dalla ragione. Se mi relaziono con il Creatore in funzione diretta delle Sue azioni, ciò viene definito “dentro la ragione”.

Comunque, valutiamo tutto il nostro lavoro solo in relazione al Creatore. Posso sentire le sue azioni come “amare oppure dolci”, percependole come “bene o male”, in accordo alle mie sensazioni. Anche se così, simultaneamente, ho anche l’attitudine di “vero o falso” in relazione al Creatore.

Non necessariamente amaro è sempre vero e dolce è sempre falso. Se mi elevo al di sopra della mia sensazione di “amaro o dolce” e invece di preoccuparmi della sensazione, rivelo che questa proviene dal Creatore (che è il bene che fa il bene), allora significa che sono nella fede al di sopra della ragione.

Sono incapace di farlo per conto mio, poiché vivo mediante le mie sensazioni. Tuttavia, posso ricevere aiuto dal Creatore e la differenza tra “dolce e amaro” non esisterà più. Allora significa che sono nella dazione e mi relaziono con Lui mediante la fede al di sopra della ragione.

Mi elevo al di sopra delle mie sensazioni a causa della forza che ho ricevuto da Lui e ora accetto questi stati piacevoli o sgradevoli, “bene e male”, allo stesso modo. Non solo mi arrendo alle circostanze; mi sento davvero in questo modo e ciò determina l’elevatezza della mia relazione con il Creatore.

Quanta più opposizione c’è tra il bene ed il male, mentre li percepisco allo stesso modo e benedico il Creatore per le cose cattive, così come per le buone, più alto è il mio grado spirituale. È l’altezza alla quale mi elevo al di sopra dei miei desideri e della soddisfazione, siano essi piacevoli oppure no. Questa viene chiamata la misura della fede nel Creatore.

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Tutti viviamo per il bene degli altri

Domanda: E’ sufficiente per noi correggerci per correggere il mondo?

Risposta: No, non lo è. Siccome tutte le anime sono connesse, una sola anima (grado) non può completare la sua correzione senza correggere le parti del prossimo grado. Nessuna persona vive per il suo beneficio; tutto il sistema è un sistema di dazione reciproca.

Pertanto, è impossibile per una persona correggersi per il proprio beneficio. Tutti viviamo con il fine di fornire la correzione e la soddisfazione agli altri. È impossibile per un’anima che si corregge non avere una parte che è stata corretta dai predecessori e una parte che deve correggere gli altri.

Sappiamo che la parte superiore di ogni anima, il suo GE (Galgalta ve Eynaim) esiste nella parte inferiore, l’Ahap (Ozen, Chotem, PE) dell’anima più alta, anticipatrice (Partzuf). La parte inferiore dell’anima, il suo Ahap, è situata nel GE dell’anima inferiore.

Così, la nostra libera scelta si trova nel luogo in cui non siamo connessi ad un’anima superiore o inferiore; si trova nella parte media dell’anima, la parte media della Sefirà Tifferet. Lì viene formato uno spazio libero per tutte le anime, è il nostro libero arbitrio. Essenzialmente, rappresenta un’unione speciale nella nostra anima, delle anime superiori ed inferiori. In questa unione, sono uguali, così ci danno la libertà di scelta.

Al di fuori dalla parte media della Sefirà Tifferet, le parti dell’anima non appartengono all’anima stessa. La parte superiore appartiene all’anima più elevata (il Partzuf precedente) e la parte inferiore appartiene all’anima inferiore, il suo “successore”.

Pertanto, viene sempre compiuto un calcolo nella dazione al superiore e all’inferiore. La decisione su questa dazione viene fatta nel mezzo; non c’è altra libertà. Questo punto medio nasce artificialmente attraverso l’unione di Binà e Malchut. È chiamato Klipat Noga, e costituisce il mio punto di scelta. A parte questo punto, tutto il resto non appartiene a me, ma ai Partzufim (plurale di Partzuf) superiori o inferiori in relazione a me. Mi trovo nel mezzo ed ho costantemente bisogno di decidere come sono connesso a loro.

Tuttavia, questo punto che prende la decisione è di fatto “l’Io” o “essere umano”, il quale è simile al Creatore. Da una parte c’è Malchut e dall’altra c’è Binà. In questo modo, c’è un contatto speciale tra Binà e Malchut (le qualità del Creatore e la creatura) in questo punto. Questo contatto fornisce una libera scelta per rendere la creatura simile al Creatore; viene chiamata “Adam” o “simile”.

Fino a quando non arriviamo a questa scelta, non siamo “umani”. L’umano comincia da:
1) La consapevolezza della differenza tra Binà e Malchut e
2) La connessione tra di loro.
L’essere umano cresce a partire da questo punto nel grado in cui è capace di servire gli altri con i suoi 613 desideri: i superiori con i suoi 248 desideri e gli inferiori con i suoi 365 desideri.

Se non lo fai, resti solo un punto; ma se lo fai, sviluppi il tuo Galgalta ve Eynaim ed essi si diffondono nell’anima comune: tutte le anime che sono superiori ed inferiori a te.

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