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Il segreto di un albero nel campo

Domanda: gli scienziati evoluzionisti vedono l’ordine e la struttura dell’evoluzione, ma non il suo obiettivo e questa è la ragione per la quale hanno degli ostacoli. Per esempio, un bosco di pini piantato artificialmente distrugge la vegetazione naturale e come risultato, avvizzisce a causa delle malattie. È evidente che dobbiamo lasciare che la natura stabilisca il proprio ordine. Come possiamo spiegare questo non solo in termini biologici, ma anche in termini di educazione globale?

Risposta: In altre parole, la domanda è su come correggerci in maniera giusta e naturale affinché la persona, per quanto sia molto contraria a questi pini, non distrugga il suo ambiente. Affinché questo avvenga, deve crescere come “un albero nel campo”, il che significa che si alimenta solo dal suo ambiente. Questo ha la priorità, è il punto principale, l’ambiente è tutto e la persona deve connettersi ad esso, fluire in esso. Questa è la vera legge dello sviluppo.

Dopotutto, l’obbiettivo è che tutta l’umanità si trasformi in un meccanismo unificato. Nel sistema adeguato, la persona non percepisce se stessa come un elemento separato che cresce al di fuori di questo meccanismo, ma è costantemente alla ricerca di possibilità di essere assorbita, di integrarsi sempre di più in esso. Questa forma di sviluppo è davvero impeccabile.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 15.04.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 921
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Zohar per tutti: Pesach “BeShalach (Quando Faraone lasciò andare il Popolo)”, Pag.42, “I carri di Faraone e le sue armi”, Punto 260
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione alla Prefazione della Saggezza della Kabbalah, Punto 11, Lezione 5
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Rav Baruch Ashlag: Articolo “ L’ Amore degli Amici”
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Una canzone conosciuta suona meglio

Tutti abbiamo bisogno di prepararci per il congresso in modo da arrivare con un animo elevato. Dobbiamo familiarizzare con tutto il materiale di preparazione, guardare tutti i filmati e imparare tutte le canzoni che canteremo li.

In questo senso, non ci dovrebbe essere nessuna novità o sorpresa per te. Più familiarizzerai con il materiale, più forti saranno le impressioni per te. Impariamo dalla struttura dei mondi che la prima unità tra le parti maschile e femminile non genera una nuova vita, ma crea vasi (Kli). La Luce si rivela in questo Kli soltanto iniziando dalla seconda unione.

Prima di tutto, la persona deve preparare i propri desideri (vasi, Kelim) ed è per questo che vale la pena familiarizzare con tutto il materiale. Se tutto è familiare alla persona, lui o lei sarà capace di raggiungere una connessione più forte durante il congresso. Se invece vediamo qualcosa per la prima volta, non saremmo capaci di dominarlo. Noi ancora non abbiamo il desiderio per questo, non c’è un posto per ricevere soddisfazione all’interno; è soltanto il primo incontro.

Ma un’incontro non è abbastanza per noi, vogliamo la partecipazione e riempimento. Questo è possibile se hai familiarita’ con il programma. Non stiamo parlando d’impegni individuali, ma piuttosto che dobbiamo sapere e partecipare in tutto quello che si svolge in scena.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011)

Quando la decisione è presa

Noi dobbiamo raggiungere lo stato in cui sentiamo di essere tra l’Egitto e la libertà e in cui ci rendiamo conto che, se ci uniamo, allora insieme ci innalzeremo al di sopra del nostro stato attuale e saremo in grado di fuggire da tutti gli stati in cui viviamo adesso. Ma fintanto che un uomo è inconsapevole della sua negatività e desidera rimanere in “Egitto”, non ha senso parlare con lui. E’ necessario fare esperienza dell’esilio in tutta la sua precarietà, con tutti i problemi e le disgrazie, per essere finalmente in grado di prendere la decisione di uscirne.

Il nostro punto nel cuore, “Moshe (Mosè),” ci tira (Moshech) in avanti partendo dalla nostra attuale condizione. Poi, ci renderà capaci di accettare volontariamente la “garanzia” (Arvut) ma non prima.

In questo stato, dentro un uomo, molteplici desideri si ritrovano insieme. Ovviamente, tutti i suoi “Egiziani” ed il “Faraone” sono ancora dentro di lui, ma anche “Moshe”, il Creatore, e la “nazione di Israele” si sono già rivelati in lui. Queste sono tutte qualità dell’uomo: vecchio, egoista, e nuovo, altruista.

Un uomo fa esperienza dei dubbi: sta uscendo dall’egoismo, dall’ “Egitto”? E anche molto tempo dopo che ne è uscito, egli ha dei dubbi: ho preso la decisione giusta, o dovrei tornare indietro? E così rimane fino a quando non corregge tutto il suo egoismo.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 17.09.2010, “l’ Arvut (la Garanzia Mutua)”

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Chi possiede lo schermo?

Lo schermo (Masach) non può essere posseduto individualmente. Su cosa si poggerà il mio schermo personale, sulle impressioni del mondo materiale? La chiave è il desiderio (o la sua mancanza) di unirmi con coloro che sono uguali a me.

Lo schermo si poggia sull’unione, copre la spaccatura tra me gli altri. Lo schermo che unisce si forma sopra questo abisso di rifiuto e di odio.

Quando scopriamo la spaccatura, dobbiamo “aggiustarla”. E come lo facciamo? La Luce scende e corregge il divario che è questo odio esistente tra di noi. Tutto l’egoismo spirituale (al livello di Adamo, l’uomo) che è derivato dalla frantumazione dell’anima collettiva esiste solamente tra di noi. Rispetto al mio egoismo individuale, è egoismo al livello animato.

Lo schermo si trova al di sopra del nostro stato da correggere: l’odio rimane al di sotto di esso, e l’intenzione domina al di sopra. All’inizio, si tratta di dazione per il bene della dazione, o della nostra indisponibilità ad usare l’odio sulla base del principio “ciò che tu odi, non farlo ai tuoi amici”. Poi, costruiamo il secondo schermo, in base al principio amare gli altri come noi stessi. Tutto questo avviene tra di noi.
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(Da una conversazione del 24/07/2010)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.04.2011

Shamati, Articolo 190: “Ogni atto lascia un’ impronta”
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Zohar per tutti: Pesach “Bo (Vieni al Faraone)”, Pag.13, “Questo mese sarà per voi”, Punto 158
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Scritti dell’ ARI, Shaar HaKavanot
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Pri Chacham
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Un caleidoscopio di mondi che cambiano

Anche rispetto alle teoria di Einstein o alla fisica quantistica, abbiamo bisogno di un nuovo approccio con un altro genere di valutazioni matematiche e di altri fenomeni. Il principio si applica ancora di più al mondo spirituale, dove abbiamo bisogno di organi sensoriali aggiuntivi e dove i nostri attuali cinque sensi e la nostra mente, che funziona seguendo lo stesso schema, non sono sufficienti.

Le nostre sensazioni animate sono limitate, ma in quale direzione le dobbiamo espandere? Dobbiamo sviluppare il punto nel cuore in una nuova dimensione. Poi, accanto all’ essere umano di questo mondo si presenterà una creatura del tutto nuova.

Noi abbiamo già le sue radici dentro di noi. Adesso abbiamo solamente bisogno di attirare la Luce superiore, l’energia speciale che farà crescere questo seme, questo gene spirituale, dentro un essere umano che ancora non c’è e che chiameremo uomo. I Kabbalisti lo chiamano anche anima.

Quando noi ci identifichiamo con esso, con le sue qualità, cambiando continuamente in conseguenza del nostro lavoro, incominceremo a conseguire il mondo che appartiene a questa nuova creatura, che noi abbiamo volontariamente sviluppato per conoscere la parte superiore con il suo aiuto. La chiameremo come la nostra anima che esiste nel mondo spirituale.

E questo nuovo essere umano può continuare a svilupparsi gradualmente fino quando non si allargherà all’intero universo. Esso possiede degli organi sensoriali, desideri ed opportunità senza limiti!

Noi nasciamo come animali, e l’allargamento del nostro spettro sensoriale è limitato ai telescopi, occhiali e cose del genere perché la nostra mente non cambia, ma funziona precisamente in base alla sua natura. Questa è la ragione per cui noi ancora ci troviamo nel livello animato, mentre “l’uomo” è l’entità spirituale che costruiremo accanto a noi. In esso, tutta la nostra percezione avrà la possibilità di cambiare.

Cambierà così tanto che da uno stato all’altro, da un livello spirituale all’altro, non riconosceremo nemmeno noi stessi o il nostro mondo che all’ improvviso si rivelerà a noi! Ad un tratto diventeremo, ogni volta,  qualcuno di diverso, non la stessa persona  nemmeno di un momento prima, non saremo più capaci di riconoscere il mondo che abbiamo intorno, perché tutto sarà assolutamente nuovo!

In verità, tutti i miei sensi – la mente ed il cuore- cambieranno all’opposto di come sono in questo mondo. Essi non cresceranno soltanto, infatti, essi sostituiranno completamente il sistema di movimento, tutta la mia percezione, nella misura in cui chiunque si trovi ad un livello inferiore non ha la capacità di comprendere la parte superiore.

Proprio come qui lavoriamo con i nostri sensi per rivelare la natura, lo stesso principio si applica nella spiritualità, ed essa è anche chiamata “la scienza naturale”, solo che qui la natura è inferiore, corporale, mentre nella spiritualità è superiore, spirituale. Ma il metodo scientifico rimane lo stesso.

Ovviamente, gli scienziati del nostro mondo non accetteranno questi concetti perché essi lavorano solo nell’ambito dei cinque sensi corporali, e quindi non considerano la spiritualità come scienza. Naturalmente, se qualcuno è limitato da una minuscola sfera di percezione, non essendo disposto ad accettare che essa e niente altro, è inutile discutere.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28/11/2010 “corpo e anima”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.04.2011

Shamati, Articolo 59, Riguardo a “Il bastone e il serpente”
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Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Parte 15, Punto 41, Lezione 4
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 936
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Solo un Passo

Domanda: Tutta l’umanità deve arrivare alla meta definitiva. Pertanto, qualsiasi deviazione dal cammino corretto sembra spaventosa …

Risposta: In essenza, correggiamo sempre i nostri movimenti basati sulla deviazione. Ad ogni passo che facciamo deviamo dal movimento corretto verso la meta ed esaminiamo questa deviazione.

La chiave è analizzare la deviazione prima di fare un altro passo. Si può fare solo un passo nella direzione sbagliata ed allora la persona deve ritornare immediatamente per evitare di fare due o specialmente tre passi nel cammino sbagliato. In quest’ultimo caso, la persona perde completamente l’opportunità di esaminarsi e sicuramente si allontanerà dal cammino. (Studiamo questo nel Talmud Eser Sefirot, nella sezione sull’uscita della Luce dal Partzuf e la connessione con gli stati precedenti al terzo passo).
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.03. 2011, il Libro dello Zohar)

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Perché è avvenuto il Big Bang

Domanda: In Internet, due approcci sull’evoluzione del mondo vegetale ed animato sono costantemente in conflitto: il Darwinismo ed il creazionismo. Cosa dice riguardo a questo la scienza della Kabbalah?

Risposta: francamente, Darwin ha ragione in quasi tutto. Probabilmente, questa eccezione non è necessaria, poiché lui semplicemente non è stato compreso. Dopotutto, lui era un uomo profondamente religioso.

L’evoluzione progredisce davvero in maniera consistente dove una cosa segue come risultato di un’altra. Lo sviluppo successivo è intriso nella natura e non possiamo negarlo. Tuttavia, questo non avviene in maniera arbitraria, poiché il desiderio egoista cerca costantemente delle possibilità per realizzarsi al massimo.

Il desiderio di ricevere vive in ogni momento che passa e non può lanciare uno sguardo al futuro. Non sa cosa gli verrà dato per elevarsi in alcune altre fasi. Il desiderio di ricevere ha un esclusivo obiettivo egoista: “Come ottengo quello che voglio? Come riempio me stesso?”.

Se il desiderio lavora e la mente lo serve, allora qualunque tipo di progresso, qualunque sviluppo successivo è assolutamente impossibile. Dopotutto, tratti costantemente con il tuo egoismo. A queste condizioni, l’evoluzione non si è spostata al di là della prima particella dell’universo.

Tuttavia, la scienza della Kabbalah parla delle Reshimot, i dati informativi intrisi nella scintilla iniziale dalla quale tutta la materia è emersa. Queste Reshimot vengono attivate una per una in catena e il desiderio comune le realizza, costruendo così la materia.

Questo è proprio il fattore dello sviluppo successivo. Nella teoria di Darwin, vediamo la sua manifestazione esterna, l’essenza nel motore, l’origine dell’evoluzione. Queste vengono come risultato delle Reshimot.

Cosa avvenne nel punto primario dal quale si scatenò il Big Bang? Fu infusa davvero in questo la materia di tutto l’universo? Logicamente, tale affermazione non ha nessun senso. C’erano solo due cose nella scintilla: l’energia e l’informazione. Esse includevano in sé tutta la creazione e da esse cominciò lo sviluppo. L’energia (la Luce) colpì l’informazione (le Reshimot) ed il processo ebbe inizio.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)

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