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La percezione del mondo: Quello che avverto é quello che vedo

Il nostro percorso evolutivo di perfezionamento, i cui valori parla l’antica e saggezza tradizionale, deve concretizzarsi in tutti gli aspetti anche quelli più materiali e peggiori. Si chiama ” correzione finale”. La trasformazione da individuo egoista in un individuo altruista. Acquisire cioè la capacità di superare il proprio innato egoismo, trascenderlo, per conseguire la capacità di donare al prossimo in modo assoluto.

Tutta la natura, tranne l’uomo, opera nella totale donazione, in maniera completamente altruista, solo che noi, non lo scopriamo.

Penso che se gli animali si mangiano l’un l’altro, in realtà non è proprio così, Non possiamo certo attribuire loro intenzioni altruiste, ma sappiamo che sono mossi dalla natura ed eseguono i suoi intenti e propositi che sono (della natura) di assoluta donazione. Mentre io invece no. Io eseguo la volontà e gli obbiettivi del mio ego che mi indirizza solo a ricevere. Anche quando guardo la natura, le attibuisco intenti egoisti che riflettono le mie imperfezioni.

Quando evolviamo, ci correggiamo, conseguiamo concetti ed immagini globali. Diciamo che il mondo inanimato, vegetale ed animale anch’essi si sviluppano, progrediscono in questo senso, intendendo con questo che la nostra nuova ed acquisita percezione ci mostrerà il mondo corretto. Sono io che all’improvviso vedrò un mondo perfezionato. Oggi vedi un mondo immerso nei conflitti e nelle discordie perché tu stesso sei tale.

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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 81 “Riguardo elevare MAN”
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Libro dello Zohar, VaYikhael (Mosè raccolse), Articolo 131 “L’ Ascesa della Preghiera ”, Lezione 7
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TES, Parte 2, Capitolo 2, Histaklut Primit, Capitolo Uno, Punto 14, Lezione 16
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 604, Punto 84, Lezione 41
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Parte 5: ARVUT
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 43 “Il caso di Verità e di Emunà (Fede)”
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Libro dello Zohar, VaYikhael (Mosè raccolse), Articolo 105 “Un Libro Sopra e un Libro Sotto”, Lezione 6
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TES, Parte 2, Capitolo 2, Histaklut Primit, Capitolo Uno, Punto 6, Lezione 15
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 603, Punto 81, Lezione 40
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 62 “Scende e incita, sale e si lamenta”
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Libro dello Zohar, VaYikhael (Mosè raccolse), Articolo “Quando Giona è caduto dalla nave”, Punto 83, Lezione 5
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TES, Parte 2, Capitolo 2, Histaklut Primit, Capitolo Uno, Punto 1, Lezione 14
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 602, Punto 77, Lezione 39
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Parte 5: ARVUT
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La perfezione è l’unione della ragione con il cuore

Il lavoro con la Luce e con lo schermo (Zivug de Hakaa) è un genere di azione in cui un uomo verifica con attenzione tutte le proprie impressioni, sensazioni, amore e odio, e decide come usare tutto questo, riducendo e, allo stesso tempo, sviluppando le proprie sensazioni. E’ detto:”Tanto più grande è una persona, tanto più grande è il suo egoismo,” nel senso che sono più forti le sue sensazioni.

Egli è grande in base al proprio livello nel quale può bilanciare linea di destra e quella di sinistra, la mente ed i sensi, e mettere insieme le due linee formando la linea di mezzo, unendo cioè le due linee nella dazione.

Perciò, ci sono due stati nel lavoro spirituale: l’amore ed il timore, che sono uniti insieme nel lavoro stesso. Amore significa che un uomo scopre un’opportunità di aggrapparsi a colui che è superiore e, di conseguenza, di comprendere e percepire i modi che usa il Creatore, tutti i Suoi modi. La chiave è comprendere!

E prima di questo, un uomo lavora, elevandosi al di sopra delle sue sensazioni e lavorando con la sua ragione, e fa tutto questo mentre consegue la ragione di colui che è superiore. In questo modo egli continua a muoversi lungo due linee, una per gamba.

Nel nostro mondo, la ragione ed i sentimenti sono sempre in conflitto e ci spingono a commettere degli errori. Tuttavia, nel mondo spirituale, ci assistono e si uniscono per un solo scopo, ed in questo modo un uomo diventa perfetto.
[50654]

(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.08.2011 Shamati 45)

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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 9 “Quali sono le tre cose che ampliano la Ragione dell’ uomo, nel lavoro”
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Libro dello Zohar, VaYikhael (Mosè raccolse), Articolo “Chiunque sia di cuore generoso, lascialo portare”, Punto 52, Lezione 4
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TES, Parte 2, Capitolo 2, Punto 5, Ohr Pnimi Punto 100, Lezione 13
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 600, Punto 72, Lezione 38
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Scritti di Baal HaSulam “La Nazione” (Inizia con: “In questo senso, siamo come un mucchio di noci…), Lezione 5
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Un’opportunità per fare il prossimo passo

Dato che tutti i cambiamenti sono fatti esclusivamente dalla Luce, ogni volta che agiamo, le nostre azioni ci mostrano quanto siamo inadeguati confrontandoci a essa. In altre parole, io devo agire come fa Lui per vedere quanto sono diverso da Lui nel mio attuale livello.

È del tutto simile a quando un bambino cerca di imitare il comportamento di un adulto. Dopo averlo fatto, lui si rende conto quanto le sue azioni siano corrette o incorrette. È come se stesse facendo degli esercizi mentre mette insieme dei piccoli blocchi giocattolo per fare delle strutture o facendo i compiti per la scuola.

Tutto questo è fatto per misurare noi stessi e confrontare i nostri risultati con quelli corretti. Il nostro avanzamento si basa sulle differenze rivelate tra il “desiderato e attuale”, tra quello di cui sono capace e quello che si suppone io sia adesso.

Questo significa che dobbiamo compiere costantemente delle azioni di dazione e di usarle per esaminare e valutare quello che non ho ancora ottenuto. Non devo disperarmi ogni momento che fallisco, ma piuttosto amare questo stato d’illuminazione. Dopo tutto, questo è quello che ci insegna ad andare avanti.

Questo non significa che io deva aver fatto qualcosa di male e per la quale sentirmi adesso in colpa. Per il contrario, ho avuto successo, e quindi mi è mostrato in che cosa devo avanzare. La Luce continua a mostrarmi i cambiamenti per fare il prossimo passo. Se io non ne fossi capace, la Luce non me li rivelerebbe, e si fermerebbe in uno stato nebbioso, come d’incoscienza. Io sarei insensibile e mi sentirei bene. La Luce non illuminerebbe le mie incrinature né mi mostrerebbe cosa fare.

Io non avrò nessuno cui parlare se non mi sarò preparato lavorando nel gruppo, studiando seriamente e facendo altre cose. Perciò, la Luce non mi permetterebbe di fare nessun’altra azione che non abbia delle fondamenta sottostanti. In quel caso, potrebbe sembrare che in me tutto sia a posto e non ci sia niente su cui lavorare. Io entrerei in uno stato illusorio che potrebbe durare molto tempo, addirittura degli anni.

Infatti, tutto si basa sulla preparazione, mentre la preparazione dipende dall’ambiente. Quindi, dobbiamo fare alcune azioni materiali, come studiare, il gruppo, la connessione con gli amici e tutti i discernimenti che lottiamo per fare insieme.

Se io sono entusiasta di unirmi agli altri e di trovare lì la proprietà di dazione, io dovrò formare in me l’attitudine al concetto interiore di “gruppo” e “luogo” dello spazio spirituale, il desiderio integro dove la proprietà della dazione mutua tra tutti quanti è rivelata.

È la Luce che ci insegna la dazione, e quando questa rivelazione raggiunge una certa piena misura al minimo livello, questa ci soddisfarà. Esperimenteremo la dazione in se e il suo origine, cioè della forza superiore che sostiene questa proprietà. Riveleremo non solamente la Luce, ma anche la sua fonte.

Rabash finisce la sua lettera: “Possa il Creatore aiutarci ad accettare il governo superiore oltre il tempo e lo spazio e ad aderire a Lui sempre”.
[43068]

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/05/2011, Gli scritti di Rabash)

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“Momenti di preparazione” – Giocare alla spiritualità

Al momento noi ci stiamo solo preparando a compiere davvero le azioni spirituali descritte nel libro “Shamati” (Ho udito). Leggiamo della dazione, della fede al di sopra della ragione, dei diversi stati spirituali e lo immaginiamo attraverso la nostra percezione materiale, all’interno del nostro desiderio egoista, ed in questo modo avanziamo.

Proprio questo è ciò che si chiama “momenti di preparazione”, quando sto solo giocando alla spiritualità, come se fossi già in questo luogo, perché in realtà è ciò che desidero.

Ma siamo realisti, come posso desiderare qualcosa che non so cosa sia? A volte la gente mi domanda: “Quando succederà, in un colpo solo?”. Vi posso solo dire che se volete dare, nessuno ve lo impedisce. Questa è la spiritualità.

Anche così non sappiamo cosa sia. Il nostro stato attuale, questa tendenza, è un regalo che abbiamo ricevuto dall’alto, per preparare il vaso all’illuminazione superiore. Questa è una tappa preparatoria che nasce grazie al desiderio ed alla Luce che lo provoca, queste due cose insieme si chiamano “punto nel cuore”.

Questo è qualcosa di nuovo, che si crea a partire dal desiderio e dalla Luce che arriva. Insieme formano una sensazione che ci dirige lungo il cammino spirituale. Se vogliamo sviluppare questo desiderio il più possibile, dobbiamo averne cura allo stesso modo del feto nell’utero di sua madre, fornendogli l’ambiente adeguato, i libri e lo studio.

Avanziamo solo grazie alla divulgazione della Kabbalah, aiutando e preoccupandoci per gli amici. Baal HaSulam scrisse che l’uomo può avanzare lui stesso o aiutare gli altri affinché ci riescano. Anche se una persona non è potuta avanzare spiritualmente ma ha aiutato gli altri a farlo, allora riceverà una piena ricompensa spirituale.

Lo vediamo nell’esempio di Yehuda Ben Nun, il quale si elevò al grado di Moshe ed entrando nella terra di Israele, divenne suo discepolo e leader del popolo, solo perché era suo aiutante, anche se non studiava.
[50244]

(Estratto della lezione sull’articolo del libro “Shamati” del 2 Agosto 2011)

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