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Lezione quotidiana di Kabbalah – 29.08.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati 121 “Lei è come le navi mercantili”
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Libro dello Zohar, VaYikhael (Mosè raccolse), Articolo “Il Fuoco alla Vigilia di Shabbat”, Punto 169, Lezione 10
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TES, Parte 2, Capitolo 2, Histaklut Primit, Capitolo Tre, Punto 31, Lezione 19
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, pagina 608, Punto 95, Lezione 44
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Scritti di Baal HaSulam “La Nazione”, Inizia con “E’ quindi evidente che l’ amore nazionale…”, Lezione 7
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L’ingarbugliamento delle tasse

Domanda: Molti economisti suggeriscono di svoltare a sinistra verso il socialismo e di aumentare contemporaneamente le tasse sui capitali in tutto il mondo. Quanto può essere realistico uno scenario come questo?

Risposta: Non servirà. Qualunque azione che non faciliti l’unione tra gli uomini si trasformerà in qualcosa di distruttivo. Sarà facile vederne gli effetti negativi. La sola azione che può essere vantaggiosa è quella che conduce all’unione.

Oggi, per compiere una riforma economica o politica, c’è bisogno di considerare le leggi del sistema integrale. Si deve spingere e tirare il mondo verso la completezza, verso l’unione. Questo è il solo modo in cui ce la possiamo fare. In caso contrario, niente funzionerà.

Non si tratta di una questione di tasse e di leggi, ma di approccio. Prendendo i soldi ai ricchi per darli ai poveri, si rafforza veramente l’unione? Mettiamo di distribuire tutto il capitale in modo uguale in modo che anche il ricco ne rimanga contento. Tuttavia, proprio il giorno successivo, vedremo che quello che abbiamo raggiunto è un completo fallimento. A livello materiale, la nostra riforma è stata su larga scala e molto significativa, ma il suo effetto spirituale è rimasto zero. Questo zero ci ritornerà in un forma negativa.

Oggi, il mondo ha bisogno soltanto di unione. Deve diventare uguale al Creatore. Lo abbiamo aiutato a percorrere il cammino dell’unione? Questo è tutto ciò a cui si riferisce la domanda.

Nell’ipotesi peggiore, se non ci sarà altra via d’uscita, gli uomini saranno portati all’unione per mezzo delle disgrazie e delle catastrofi. Durante le guerre, tutti si uniscono. Lo sappiamo bene. Se non vogliamo farlo con le buone, saremo costretti a farlo con le cattive.

Questo è ciò che richiedono le forze della natura: oggi, dobbiamo essere più uniti con gli altri di quanto lo eravamo ieri. Non ci siamo uniti? Bene, allora saremo spinti a farlo nella stessa misura. Questa pressione si potrà presentare sotto forma di povertà o, forse, di guerre, epidemie, e altri disastri.

La crescita quotidiana è definita dal livello di unione che abbiamo raggiunto. Questo è il solo criterio. Le azioni in se stesse non sono importanti. L’azione potrebbe anche sembrare negativa ma, se porta all’unione, il suo risultato darà dei vantaggi che ci faranno raggiungere una maggiore corrispondenza con la natura.

La natura ci incoraggia verso l’unione sia attraverso la sofferenza che attraverso un cammino piacevole, siamo noi a volerlo. La chiave è di appoggiare la garanzia mutua e di costruire i nostri calcoli nello stesso modo in cui viene fatto in una famiglia. Abbiamo bisogno di una reciproca attenzione per il benessere della casa e del mondo. Allora, tutto sarà in ordine.

Questo significa che, prima di tutto, abbiamo bisogno di raggiungere il consenso in tutta la nazione di coloro che sono interessati all’esistenza nel paese, inclusi i ricchi e i poveri. Ci possiamo muovere in avanti solamente per mezzo dell’educazione, senza alcuna spinta o costrizione.

C’è spazio per tutto: religione, credenze, punti di vista opposti. Lasciamo che ognuno rimanga con il proprio “bagaglio”. Ogni uomo deve accettare solamente un unico principio: siamo tutti una sola famiglia, un’unica nazione, nessuno può programmare di uccidere nessuno.

Possiamo avere un punto di vista diverso da quello degli altri, ma continuiamo a vivere in un’unica casa, ed abbiamo solamente un’unica “torta” per tutti quanti. Quindi, dividiamola con il massimo vantaggio per tutti.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 08.08.2011 “La pace”)

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Il Linguaggio dei Rami che connette i Mondi

Domanda: In accordo alla descrizione del “linguaggio dei rami”, che definisce la relazione tra la radice ed il ramo, sembrerebbe che siano certe forze o anche campi a connettere differenti stati.

Risposta: Un campo di energia è un determinato stato. In realtà il linguaggio dei rami connette il campo o dominio della ricezione a quello della dazione. Ogni parola è destinata ad indicare il cammino di uno stato ad un altro ed a portarci da uno stato all’altro.

Si evince che il linguaggio dei rami non spiega qualcosa su di un solo piano, ossia su questo mondo oppure su quello superiore, cioè sul piano della ricezione o su quello della dazione; piuttosto, ti mostra il cammino, come se ti trascinasse, desiderando portarti dallo stato della ricezione a quello della dazione.

La principale differenza di questo linguaggio è che ci porta ad un altro livello, mentre tutti gli altri linguaggi restano sullo stesso piano e non provocano un’ascesa al prossimo grado. Il linguaggio dei rami è chiamato così perché aspira ad elevarti dai rami alle radici. È costruito come un ascensore o come una gru. È per questo che indica la radice spirituale ed inoltre contiene il suo codice completo: TANTA (Taamim-Nekudot-Tagin-Otiyot), i dati interni della radice.

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07. 2011, Talmud Eser Sefirot)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.08.2011

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 22 “Torà Lishma (Per il Suo Nome)”
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Libro dello Zohar, VaYikhael (Mosè raccolse), Articolo “L’ Ascesa della Preghiera”, Punto 145, Lezione 9
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TES, Parte 2, Capitolo 2, Histaklut Primit, Capitolo Tre, Punto 23, Lezione 18
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Pagina 607, Punto 92, Lezione 43
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Scritti di Baal HaSulam “La Nazione”, Inizia con “Infatti, la scintilla del nazionalismo è rimasta dentro di noi…”, Lezione 6
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Nascosto nella mia stessa ombra

L’uomo è stato creato con il desiderio di ricevere che aspira ad essere riempito, si sente imperfetto se ciò non avviene e vede tutto il significato della sua esistenza in questo. Oltre a questo, l’uomo non ha sensazione. Tutte le nostre sensazioni vengono esclusivamente dai piaceri che vediamo davanti a noi, cioè, da ciò di cui è costruito il nostro mondo. La realtà è composta dalle immagini dei piaceri che la nostra immaginazione ci dipinge.

Vediamo intorno a noi il mondo inanimato, quello vegetale, quello animato ed le altre persone, perché il nostro desiderio si compone di quattro livelli nei quali sperimentiamo le immagini di tutti i piaceri possibili; però se non vogliamo vivere tra queste illusioni e desideriamo vedere il mondo reale, dobbiamo vederlo non partendo dal desiderio di ricevere, ma dal desiderio di dare. Di fatto, è lì che troviamo la nostra radice e la nostra relazione con questa, cioè col Pensiero della Creazione, col suo programma ed il suo proposito. Il desiderio egoista però ci separa da tutto questo, dalla vera conoscenza, dalla sensibilità e dallo scopo.

Abbiamo un’opportunità unica di avvicinarci all’immagine reale, di mettere un velo sul quadro dipinto per noi dal nostro egoismo. Non è che dobbiamo smettere di vedere tutto questo, ma smettere di dargli tanta importanza come facciamo oggi. Invece di questo, dobbiamo cercare l’immagine delle radici che giacciono dietro, ciò che emerge nei desideri stessi se essi cambiano direzione dalla ricezione alla dazione.

Il desiderio è uno, ma tutte le sue parti (quella inanimata, vegetale, animata ed umana) devono trasformarsi in dazione ed allora vedremo le radici di questa immagine che viene vista nel nostro desiderio di ricevere piacere per noi stessi.

Questo viene fatto per mezzo “dell’ombra della santità”. Dopotutto, quando una persona si sforza per questo tipo di ombra, cerca di farla lei stessa, ma presto scopre che è incapace di farlo; trova che suo il volo dal desiderio di ricevere ed il cercare di mettere “un’ombra” su questo, ovvero provare a fare lo schermo, la restrizione ed il lavoro al di sopra di essa, è impossibile senza l’aiuto esterno. È richiesto un miracolo!

Un miracolo è qualcosa che è al di fuori delle mani della persona e non è disponibile direttamente per lei come un mezzo ovvio. Gradualmente arriva alla conclusione che la stessa radice, la forza superiore che vuole rivelare, deve aiutarla e darle l’occultamento.

Tuttavia, dato che la persona lo chiede per sua propria volontà, le viene contato come se avesse creato quest’ombra. Così occulta il suo desiderio di ricevere sempre di più, il che viene considerato come “non fare agli altri ciò che è odioso per te”, ed acquisisce la proprietà di Binà, dazione per dare (Chafetz Chesed).

Quando finisce il lavoro e si eleva al Monte Sinai al di sopra di tutti i suoi desideri egoistici, comincia a lavorare, anche a ricevere per dare, “nell’amare il suo prossimo come se stesso”. Gradualmente ogni desiderio diventa dazione e così via fino alla fine della correzione.

Tutto questo si ottiene per mezzo dell’occultamento o di quella che viene definita “modestia”. Si tratta del lavoro nel quale la persona cerca la maniera di occultare il suo desiderio di ricevere, di non utilizzarlo direttamente, in maniera egoistica e certamente di non utilizzarlo istintivamente senza pensare, ma solo dopo rigorose analisi e prove. Questa è la prima tappa del nostro lavoro.

Se l’essere umano in noi impara ad occultarsi dal desiderio di ricevere in noi, si separa da questo desiderio e si eleva al di sopra dello schermo. In questo momento, è connesso alla radice e compie dei calcoli al di sopra della ragione. Così continua il cammino ed avanza.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 25.07.2011, Shamati 39)

Restando per sempre nella spiritualità

Rimanere per sempre nella spiritualità significa accettare che il tuo ego non sarà mai riempito. Attualmente siamo proprio al principio del percorso spirituale, ed i nostri desideri di godere non trovano più riempimento. Loro continueranno a svuotarsi sempre di più, fino a che ci diverrà perfettamente chiaro che dobbiamo elevarci al di sopra di essi.

Non abbiamo nessun altra scelta. L’intero approccio precedente si è esaurito; questo intero gioco che è stato messo in moto dall’Alto per far crescere in noi i desideri di questo mondo è finito. Noi avremo bisogno adesso di lavorare su altri tipi di desideri. E vedremo subito questo fenomeno su scala globale.

Sentiremo una mancanza in tutto nei nostri desideri egoistici: la sicurezza, la fiducia, la vitalità, e la speranza per il futuro. Allo stesso tempo, si alzerà un’opportunità di connettersi con il Creatore e di chiedere l’adesione con Lui.

E tu ti rivolgerai a Lui non per nasconderti dalla sensazione di mancanza e vuoto fino a quel momento, ma semplicemente vorrai sostituire un piccolo riempimento con un grande. Chi non vorrebbe ciò? Questo è quello che di solito accade quando c’è qualche colpo per una persona, e lui immediatamente ricorda il Creatore e comincia a pregare.

Normalmente il tuo corpo bestiale non ti permette di pensare a Lui,  ma quando si spaventa, ti implora di chiedere aiuto al Creatore. E tu (l’umano in te) aspiri al Creatore perché la tua bestia ti spinge a Lui . E’ come se ti dicesse che non c’è nulla da mangiare e ti mandasse dal Creatore per chiedergli del cibo. E tu, l’umano, vai e chiedi per la tua bestia. Questa è la maniera in cui viviamo …

Ma se tu, l’umano, aspiri al Superiore, non perché senti una mancanza nel tuo riempimento regolare, bensì perché hai iniziato a sentire l’importanza della dazione alla quale l’ambiente provvede, quindi tu sviluppi i desideri spirituali al di spora dei tuoi desideri personali vuoti. Se tu fai ciò non perché vuoi riempire te stesso e approfittare in qualche maniera, significa che hai realizzato una rivoluzione interna ed allora inizi a preoccuparti del tuo vaso spirituale.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 18.08.2011, Shamati 53)

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Fare insieme i compiti

Baal Hasulam, giornale “Hauma’ ” (La Nazione): “Riflettendo sulla vita vediamo che il percorso di una nazione è simile a quello di un solo uomo, e la funzione di ogni individuo nella nazione è simile alle funzioni degli organi del corpo di un uomo. Come nel corpo di un uomo, allo stesso modo, è neccessario che trovi in se un equilibrio, un armonia piena nei suoi organi: gli occhi vedono, il cervello coadiuvato da essi può pensare e proporre, affinchè le mani agiscano, le gambe camminino etc. Ognuno (degli organi) è situato sulle proprie postazioni aspetta il suo compito – si, gli organi costituiscono il corpo della nazione: consulenti, datori di lavoro, lavoratori, capi, e via dicendo, devono operare in totale armonia fra loro. E questo è neccessario per condurre una vita normale per una nazione e per un esistenza sicura. E come la morte naturale dell’individuo che è frutto della disarmonia dei suoi organi, così la nazione, il suo declino naturale è frutto di un turbamento tra i suoi organi come testimania la nostra storia.”

E’ chiaro quindi, che il nostro corpo può continuare a vivere in modo corretto, sano, solo se tutte le sue parti sono collegati fra loro. Ogni parte sa come svolgere la sua attività rispetto al resto del corpo, e dispensare in tutto il corpo il suo lavoro ed i suoi elementi.

Dà ed in cambio riceve – e tutto ciò in piena armonia e totale coordinazione.

Questo è chiaro a ciascuno. Ma solo per noi non è chiaro che questa legge esiste in tutta la realtà, in tutto l’universo. Vi sono, tuttavia, manifestazioni improvvise ed esplosioni in diverse parti del corpo, ma in fin dei conti, ciò crea un unico e grande sistema di vita. Quindi può darsi che in tutto l’universo tutto si svolga in armonia totale, solo che non ci è chiaro che sia così!

E quindi anche nella società umana evidentemente è la stessa cosa. Più progrediamo e più ci accorgiamo gradatamente che vi è qui, un determinato processo, che ci conduce ad un rapporto più dipendente dell’uno con l’altro. E la domanda da porsi è, cosa in tutto questo legame e dipendenza si rivela sempre di più in noi – Dunque, cosa dipende da noi, qual’è la nostra parte, e qual’è quella della natura.

Da parte della natura si sta rivelando sempre più, fra noi, la reciproca dipendenza, mentre da parte nostra dobbiamo dare una soluzione a questa dipendenza. Ciò significa che dobbiamo connetterci nella giusta maniera, e restarvici. E’ molto simile al modo col quale cresciamo nella vita, in questo nostro mondo. Dove la vita ci impone tutta una sorta di esercizi, pressioni, opportunità di mutamenti, e nella quale siamo costretti a modificarci, ed eseguire questi esercizi per essere adeguati ed idonei al mondo.

La stessa cosa succede anche oggi giorno. Ciò significa che non abbiamo altra scelta che capire, che a quanto pare, la natura ci manifesta una sua nuova forma che non riusciamo ancora ad identificare esattamente. Perciò dobbiamo decidere come accettarla, e come svolgere correttamente gli attuali esercizi.

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Una bella donna, una bella casa e dei bei vasi

I saggi dissero: “Tre ragioni migliorano la saggezza dell’uomo: una bella donna, una bella casa e dei bei vasi.” La “bella donna” è Malchut, che diviene così bella perché io voglio entrare in Shechina, l’adunata di tutte le anime, e connettermi con tutti coloro che cercano di essere in dazione.

Le anime dei grandi Kabalisti di tutti i tempi e generazioni, che si sono trasformate, e tutti coloro che si sforzano per la correzione sono già li. Quelli come me sono considerati i miei amici, e coloro che mi seguono sulla scala spirituale e ottengono da me aiuto sono stati chiamati i miei discepoli . Insieme, noi vogliamo far parte di una sola anima,  Shechina  considerata una “bella donna”.

Una “bella casa” ed i “bei vasi” sono specifici alla persona che vuole correggere il suo cuore, tutti i suoi desideri, sono organi particolari della Shechina. Ogni giorno, egli si connette con lei per vedere cos’altro può depositare li perché ogni particella è aggiunta sul conto collettivo.

Quindi noi avanziamo, passo dopo passo, e soprattutto, dobbiamo rimanere sensibili. Ogni giorno ci sono date nuove opportunità per avvicinarci alla dazione, ma non il “combustibile” , il risveglio, il quale è fatto in modo tale che io lo riveli da solo.  Altrimenti, io mi comporterei come un burattino che si gira intorno mosso dai fili, ovvero da puro istinto, come un animale.

Ma mi fu data la libertà di scelta – di realizzare che non mi sento inspirato e ciononostante devo svegliarmi, senza alcun desiderio di farlo, ed iniziare la giornata, superando il sentimento di pesantezza : fisico ed emotivo, la confusione nella mente e gli altri disturbi, gli stati sgradevoli, i pensieri contro la dazione e i problemi esterni. E devo ringraziare per tutti questi ostacoli come per gli stati nuovi, sui quali io adesso ho bisogno di scegliere la mia attitudine verso la Shechina , Malchut del mondo di Atzilut che unifica tutte le anime.

Li, all’interno di esso, voglio vivere insieme connesso con ognuno e vedere la corretta umanità. E voglio che ogni giorno sia come nuovo per me, ovvero, voglio portare sopra, ancora una volta, ogni proprietà in modo che ogni goccia fu depositata sulla giuntura, il grande conto. E cosi noi ascendiamo.

Se la persona lavora in questa maniera e cerca in tutti i suoi stati personali di venire dai “bei vasi” (desideri) ad una “bella casa”, il cuore corretto, e riunirsi con la ”bella donna” , Malchut del mondo di Atzilut, quindi lui combina tutte queste tre condizioni e riceve il pensiero superiore. Ovvero, lui si eleva al di sopra del suo desiderio corrotto di ricevere piacere – con l’intenzione di dare.

La Santa Shechina rappresenta le nostre intenzioni le quali possono essere trasformate al di sopra dei nostri desideri corrotti.
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(Dalla prima parte della lezione del mattino 21.08.2011 , Shamati )

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