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Muoversi velocemente attraverso lo stato di occultamento

Un principiante è inclinato a lottare contro gli ostacoli e a cercare di spostarli dal cammino. Lui è incapace di connettersi ancora con il Creatore attraverso questi ostacoli e di vedere che tutto quello che avviene nella sua vita viene da Lui.

Per questo motivo lui spinge li ostacoli fuori dal cammino nel suo egoismo e si arrabbia con gli altri, mentre cerca di avere una bella e facile vita per se stesso, com’è abituale tra la gente del nostro mondo che ancora non sente la connessione con il Creatore. Questi sono i passi iniziali del nostro lavoro.

Ma dopo che una persona ha fatto degli sforzi per entrare nel gruppo, per connettersi con l’insegnante e i libri, la Luce inizia a colpirlo con più forza. E anche se lui non la sente, si rende conto del suo cambiamento interiore. Infatti, lui inizia ad accorgersi della connessione con la forza che governa, la causa di tutto quello che accade intorno, la forza che esiste da qualche parte nella natura, dentro di lui, e gli evoca desideri e pensieri.

Esiste un fattore governante dentro di lui, e la persona inizia a stabilire un contatto con esso, mentre si domanda perché Lui stia facendo tutto questo, per quale scopo, e in quale maniera lui sia tenuto a rispondere a questo. Una persona vive molto tempo finché arriva alla sensazione che tutto quanto sia scatenato da alcune forze interiori stillate dal Creatore. E allora, lui capisce che deve mettere un certo impegno nel gruppo, nella divulgazione e negli studi, per passare al più presto da questo stato di occultamento.

E quando non si dimentica più che tutto quanto proviene dalla forza interiore che lo risveglia e guida, il suo lavoro diventa più cosciente, preciso e pratico. Quindi, lui accumula gradualmente il desiderio necessario per rivelare Lui, che sistema il mondo attorno a noi, affinché questa connessione occulta sia finalmente rivelata.

Ma c’è ancora lavoro dopo questo, che continua fino alla fine della correzione a base di ostacoli. L’unica domanda da fare questa: Quanto velocemente una persona inizierà a riconoscerli e a utilizzarli per arrivare alla connessione, all’adesione con il Creatore?

Dopotutto, la Luce illumina il nostro desiderio incorretto, rivelando i suoi più profondi strati interni con ogni nuovo livello. Questa è l’unica causa del nostro dolore. Ma il dolore è un sintomo di malattia, lo spiegamento dell’egoismo, corruzione! Soltanto allora noi riceviamo l’opportunità di correggere noi stessi e il mondo alla scala dei meriti.

Quindi, è necessario lavorare su se stessi per giustificare qualsiasi stato che iniziamo a sentire più profondo, forte e irritante. Più una persona progredisce, più grandi e profondi saranno gli ostacoli che gli saranno presentati, e anche i colpi saranno più forti. Ma allo stesso tempo, lui inizia a capire quello che sta succedendo, perfino se anche i giusti possono cadere e diventare “peccatori” in modo che possano rialzarsi e tornare a essere giusti.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.05.2011, Gli scriti di Rabash)

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HaVaYaH: Le fasi della crescita della mente e del cuore

Tutte le differenze e tutte le parti della creazione in generale sono contenute nella divisione in quattro livelli: inanimato, vegetale, animato ed umano. Questa divisione deriva dalle quattro fasi dell’espansione della Luce Diretta, HaVaYaH, l’apice della lettera “Yud” e “Yud, Hey, Vav, Hey”, le fasi dello sviluppo del desiderio, chiamate Keter, Chokhmà, Bina, Zeir Anpin e Malchut.

Quando lo sviluppo arriva all’ultimo passo, a Malchut, essa comincia a reagire di fronte a tutti gli stati localizzati davanti ad essa. Se Malchut non sente niente e non prende coscienza di niente, allora quello che succede viene chiamata tappa zero, nella quale riceve soltanto e comincia a percepire che consiste interamente del desiderio di ricevere. È la prima tappa, il livello inanimato.

Se essa sente che è nel desiderio di ricevere, ma non è d’accordo con ciò, questo è già il livello vegetale. Una pianta ha già la sua scelta, sta superando qualcosa, vuole vivere la sua vita; però non può ancora realizzare i suoi movimenti e non capisce i suoi impulsi interni.

Quando comincia a realizzare dei movimenti in relazione all’ambiente, cercando di non dipendere da esso e di svilupparsi in una direzione, in accordo al suo carattere individuale, questo è già chiamato livello animato. Questa persona differisce molto dal suo ambiente.

Il livello successivo si ha quando comincia ad usare attivamente il suo desiderio di ricevere ed allora vuole essere individualista, come se il livello vegetale non fosse semplicemente d’accordo ad obbedire agli ordini della sua natura e cerca qualcosa di più nella vita. Vuole uscire dal governo dell’ambiente e liberarsi da esso, come nel livello animato; inoltre vuole uscire dal controllo del Creatore ed arriva ad essere simile a Lui. Allora significa che è arrivato al livello umano.

Tuttavia, è possibile vedere lo sviluppo delle fasi di HaVaYaH da un altro punto di vista, dalla forma nella quale il governo superiore viene rivelato alla persona al di sopra di lei.

Se una persona è sotto il completo controllo del Creatore, significa che sta dando completamente, solo che non se ne accorge. Ogni persona del mondo sta lavorando al 100% per la dazione e sta lavorando per il Creatore. Non è opposta a niente e non sa neppure che può esistere, sta agendo sotto il controllo del Creatore, cioè è nella dazione completa.

Dopo, il suo egoismo cresce e comincia a prendere coscienza di questo ed allora capisce che è opposta al Creatore; e quanto più la persona si sviluppa, più cresce il suo egoismo, è come se fosse uscita dal controllo del Creatore e comincia ad essere in disaccordo con Lui. Certamente, sta ancora realizzando tutti gli ordini dall’alto, ma il fatto è: quanto capisce di questo, di quanto si rende conto e quanto è d’accordo.

Risulta che tutto il nostro gioco non sta nelle azioni in sé e nemmeno nella maniera in cui disponiamo le nostre vite, ma da quanto siamo d’accordo oppure no con le azioni dell’Anfitrione al di sopra di noi.

Quanto più disaccordo si risveglia nella persona, quanti più reclami ha per il Creatore riguardo al suo governo, più grande è la crescita dell’egoismo e simultaneamente, essendole stata rivelata questa opposizione, ha bisogno di volersi correggere per essere d’accordo con Lui ancora una volta.

È per questo che “quanto più grande è la persona, più grande è il suo egoismo”. D’altra parte, sta già realizzando le azioni di una persona matura e si dirige alla similitudine con il Creatore e verso l’accordo con Lui, dandosi completamente al controllo del Creatore, a prescindere da ogni resistenza del suo egoismo.

Queste fasi dello sviluppo possono essere viste nel nostro desiderio di ricevere e nel desiderio di dare: l’HaVaYaH diretto e quello opposto, cioè nel desiderio e nell’intenzione, nella mente e nel cuore. È così che i livelli dello sviluppo si sviluppano in una persona.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.08.2011, Shamati)

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Trascinarsi fuori dal buco nero

I Kabbalisti ci consigliano di praticare nella nostra piccola “stanza da gioco”, nella “bolla” di questo mondo finché capiremo che non funziona niente. Chi ci ha dato questa sensazione? È la forza superiore che risiede fuori dalla nostra percezione, oltre il nostro mondo.

Questo è quello che ci fa “inciampare”. Questo è quello che ci conduce al fallimento invece che al successo. Perché? È per irritarci, per svegliarci. Il Creatore amoreggia con noi per farci iniziare a volerLo sempre di più e a svilupparci, per migliorare la nostra abilità, un vero bisogno della dazione che risiede fuori dalla nostra natura.

Mentre formiamo il desiderio di fare un passo fuori dal nostro angolo familiare egoista, iniziamo a realizzare quanto esso sia piccolo e circoscritto. È similare a un buco nero che non permette alla luce di entrare a causa dell’impassibile forza di gravità. Anche noi risiediamo in un “buco nero”, incapaci di uscirne. Dall’altro canto, possiamo coltivare la necessità di liberarci, “di desiderare senza desiderio”. Quello, lo possiamo fare.

Perché questo? Questo succede perché se noi lo sistemiamo correttamente, il gruppo lega tutti. Cosi succede nella vita quotidiana. Ovunque io vada, mi sono offerte delle cose che io non avrei scelto di volere.

Mi è detto che le pillole per il mal di testa è quello di cui ho bisogno, ma cosa succede se mi sento bene, se nella mia vita è tutto a posto? Allora mi è detto: “Ma come? Ti mancano le cose essenziali! Guarda il tuo vicino le ha già comprate. Abbiamo un assortimento che non puoi immaginare!”.

Infatti, non ho mai pensato a quei piaceri, ed io sono spinto inesorabilmente a provarli e a vedere da me. In altre parole, loro formano il desiderio in me, puntando su quello in cui io non ho nessun desiderio. E cosi succede, una volta dopo l’altra. È quello l’impatto della società.

Anche noi dovremmo creare un’agenzia di annunci del mondo spirituale, che lavorerebbe costantemente su di noi, formando una necessità di un desiderio del quale non abbiamo bisogno. In quest’agenzia, il mio lavoro si baserebbe nel sapere che a causa di esso, per mezzo di azioni esterne, io lavoro su di me.

Non importa se voglio manipolarmi per comprare un prodotto spirituale. Io metto il desiderio attraverso il gruppo, attraverso i loro desideri, e questo torna in me in modo irriconoscibile. Come risultato, io divengo ispirato, e letteralmente privo di necessità lotto verso il riempimento spirituale.

Quello che passa attraverso gli altri non è più mio. Il mio messaggio iniziale è stato saturato dal desiderio degli amici, e ora l’intero gruppo rimane agganciato a questa bugia: “Sai, è cosi interessante nella spiritualità! Confrontato con il nostro mondo, è come il cielo in terra!”.

Mi fanno il lavaggio di cervello con messaggi cui non credono. Vogliono vendermi un prodotto e trarne un profitto essendone gli inserzionisti per esso, mentre io prendo sul serio le loro parole facendo dei grossi sforzi per acquistare il mondo spirituale per me.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.04.2011, Gli scritti di Rabash)

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Da che lato si inclinerà il piatto della bilancia?

Al giorno d’oggi è difficile dire quale sarà il ruolo dei diversi paesi nel nuovo mondo globale. Tutto dipende da come opererà Israele nel regno spirituale e da che lato si inclinerà il piatto della bilancia; in che tipo di equilibrio si saranno sistemati l’America, la Russia e il mondo arabo.

L’Europa sta perdendo la sua influenza. Le principali forze rimanenti sulla mappa del mondo sono il mondo arabo, l’America e Russia. La Cina non riuscirà ad uscire dal suo nascondiglio, il suo posto è in fondo al mondo e la crisi non le darà abbastanza tempo per svilupparsi. Presto inizieremo a sentire che il mondo non ha bisogno di ciò che produce, perché avremo bisogno solo del necessario e la Cina non produce oggetti che siano di vitale necessità.

In questo momento è impossibile tuttavia prevedere qualsiasi cosa con precisione, perché tutto dipende dalla nostra libertà di scelta. Se ci comportiamo correttamente e bene, allora queste forze si stabilizzeranno in equilibrio e gli americani non utilizzeranno i paesi arabi per far fronte a chiunque e per governare il mondo, che sarebbe quello che vogliono fare oggi.

Ecco perché Israele è diventato un ostacolo che vogliono rimuovere, per poi spostarsi in direzione della Russia e della Cina; per realizzare questo programma vogliono usare la forza del fondamentalismo arabo più estremo, alleandosi a tutti i suoi rami terroristici.

Questo fenomeno è già noto ed è stato descritto in molte fonti. Non dico una sola parola qui come mia opinione. Dobbiamo capire che tutti i buoni cambiamenti che si possono fare nel mondo possono avvenire solo sopra la natura, cioè solo con l’aiuto di un metodo di correzione! Non c’è possibilità di ottenere qualcosa con la forza, specialmente in un paese come Israele. Con i recenti disordini possiamo vedere come si sta realizzando il programma americano.

Tutte queste manifestazioni e richieste sono parte della grande politica, il cui obiettivo è quello di livellare quest’area per stabilirvi il potere del fondamentalismo arabo. Gli americani si aspettano che questo diventi un’arma potente nelle loro mani. Questa tendenza o programma esiste da molto tempo e si sta gradualmente realizzando.

L’America percepisce l’Islam come una forza esterna che le permetterà di controllare il mondo. Ma tutto questo è stato organizzato per Israele dall’Alto al fine di spingerlo verso una soluzione spirituale. In questa situazione la Russia e la Cina devono sentire di essere nostri alleati perché anche loro sono in pericolo. Siamo solo un “piccolo ostacolo” sulla strada degli Stati Uniti, mentre loro due sono il vero obiettivo.

Questo è l’equilibrio di forze che gli americani vogliono stabilire nel mondo. In effetti, quale altra forza abbiamo disponibile oggi che possa essere manipolata e usata per combattere che abbia la garanzia nel petrolio, come la forza di pressurizzazione del fondamentalismo? L’Europa è invecchiata completamente e anche la Russia nel corso degli anni è cresciuta molto debolmente ed è invecchiata, non ha l’energia che aveva una volta, ed è evidente anche dalla dinamica del prodotto interno lordo.

Anche la Cina manca di un potere reale perché è occupata con la produzione di “giocattoli”. Questa attività non la rende influente per il potere. Si tratta di un centro di grandi risorse finanziarie e umane, ma questo paese non si è ancora costruito. La sua psicologia è quella di rimanere in disparte, come ha fatto per millenni. Il fatto che i cinesi ora siano dispersi in tutto il mondo, non è una “invasione”, perché la loro psicologia interiore non è cambiata e ciò li blocca.

Tutto questo è stato calcolato magnificamente ed è organizzato dall’Alto. Tutto parte da un programma rigoroso, che potete leggere ne I Profeti nel quale è descritto cosa succederà al mondo alla fine dei giorni. Israele si trova proprio sulla punta della lancetta della bilancia, determinando la direzione del prenderò il mondo ed i passi che farà.

Questa tendenza è molto precisa ed è già chiara a molti. Non sto rivelando niente di nuovo. Alla fine otterremo una maggiore consapevolezza di un semplice fatto: che non possiamo contare su nulla tranne che sulla forza superiore. Ma questo non significa urlare semplicemente al cielo “Salvami!”, piuttosto dobbiamo compiere azioni reali e attirare a noi questa forza. Proprio come l’America attrae verso se stessa le forze straniere ed opera attraverso loro, anche noi attiriamo la forza superiore per operare con il suo aiuto, ed io penso che ci sia garantito il successo delle forze buone. Dobbiamo solo continuare a lavorare e a fare ciò che è necessario.

Sono inutili tutti i tentativi di altri grandi progetti, e noi riusciremo ad attutire tutto questo male, facendolo soffocare da solo, solamente agendo correttamente.
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Non cercare gli analgesici, cerca invece il trattamento

Domanda: Continueremmo a soffrire fino alla fine della correzione?

Risposta: La sofferenza è la sensazione di aree incorrette dentro di noi. Appena inizierò a vederle correttamente, non lo considererò più come sofferenza; per il contrario, sentirò gratitudine verso la Luce per mostrarmi qualcosa di me che posso correggere.

Il dolore chiama l’azione. Se io ho una ferita che non fa male, è molto pericoloso perché permetterebbe alla malattia di insidiarsi. Ma se io sento il dolore, la malattia (non la ferita in se) mi costringe a cercare un trattamento.

Ma allora, il dolore fa bene o male? È possibile scollegare un determinato centro nervoso nel tuo cervello e smetterai di sentire dolore. Se la tua gamba va in fiamme, non sentirai nemmeno che ti stai bruciando. Se il tuo braccio rimane incastrato in una macchina, non lo noteresti. Il dolore è l’aiuto che ci fa vedere il difetto! Quindi, dobbiamo vederlo come un mezzo di correzione.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.05.2011, Gli scritti di Rabash)

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I segreti del Libro della Torà

Lo Zohar, capitolo “VaYaKhel” (E Mosè riunì), articolo 217: Il significato del libro della Torà in questo giorno. È scritto: “E lessero nel libro la Legge (in ebraico Torà) di Dio chiaramente e sentirono e compresero la lettura”.

Il segreto del libro della Torà si rivela solo tra di noi. Se siamo capaci di creare uno spazio tra di noi che da un lato sia determinato dal livello di odio tra di noi, separandoci gli uni dagli altri e dall’altro lato sia al di sopra dell’odio, questo creerà una connessione tra di noi, l’odio ci darà il potere della resistenza, “una resistenza”, mentre la connessione tra di noi ci darà la corrente per operare questa resistenza.

Quindi il lavoro si rivela in base alla corrente che passa per la resistenza: noi possiamo esercitare un motore, riscaldarlo o raffreddarlo, possiamo fare qualsiasi cosa. Queste due forze opposte possono beneficiarci quando ognuna di esse agisce contro l’altra.

Tutto dipende dal tipo di resistenza che si rivela. L’ego è in costante esplosione, mostrandoci molte forme opposte, il distacco, l’odio ed il rifiuto tra di noi. Vogliamo restare nella stessa connessione ed amore, ma dato che il nostro ego cambia costantemente, anche le nostre relazioni sperimentano delle trasformazioni.

La Luce è in riposo assoluto, ma il nostro desiderio di ricevere piacere cambia costantemente, il che si manifesta in diversi modi, senza riposo alcuno. Pertanto, stiamo rivelando costantemente dei nuovi stati chiamati Partzufim, in maniera tale che se vogliamo rivelare i segreti del Libro dello Zohar o del libro della Torà, questi ci vengono rivelati solo nella connessione tra di noi.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.08.2011, lo Zohar)

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Il mondo intero si unisce a Toronto

Domanda: Come possiamo usare meglio il congresso di Toronto per arrivare al grado della garanzia mutua?

Risposta: Spero che quando andrò a Toronto, faremo insieme dei chiarimenti, studieremo, parleremo e realizzeremo degli eventi tutti uniti, con i nostri studenti di tutto il mondo. Allora potremo saltare al gradino successivo nella nostra divulgazione.

Ho molta speranza nel fatto che tutti i nostri amici dell’America alla fine organizzino la connessione con noi e vengano al congresso, perché dobbiamo capire che il nostro buon futuro è molto vicino e tutto dipende solo da come acceleriamo il tempo.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 5.09.2011, “La Nazione”)

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La mancanza di fiducia

Il sistema economico deve coincidere con la condizione della Società.

Fino ad ora, abbiamo sviluppato e modernizzato il sistema egoista, nel quale tutti hanno guadagnato in accordo alle loro forze e capacità. Le materie prime, l’esercito, la politica, la frode e così via, tutto era connesso alla rete dei legami egoistici tra di noi e la formula di tutti era di massimizzare i guadagni.

Tuttavia, il beneficio può essere differente. Per esempio, alcuni pagano enormi quantità di denaro per essere rispettati e temuti. Altri optano per qualcos’altro, tutto dipende dal tipo di società; però, in ultima istanza, tutti i mezzi fanno parte della rete che ci unisce ed essenzialmente, che determina tutto.

Unendoci a questo, lo roviniamo per mezzo del nostro egoismo, dell’invidia, della lussuria e della vanità, come individui e come nazioni, perché il generale ed il particolare sono uguali. Di conseguenza, questa rete che si estende in tutto il mondo, è impregnata di ogni tipo di desideri, impregnata dal sudore della storia dei paesi e delle nazioni ed influenzata dalle loro religioni e dai sogni sul futuro …

Tutto è tessuto in questa rete e pertanto, non possiamo capirla. Tutta la realtà è intrappolata all’interno di questa rete delle nostre relazioni egoistiche corrotte. Ci sono troppe variabili e fattori di influenza e non sappiamo in che modo descriverli con una formula: centinaia di paesi, di presidenti e primi ministri, di eserciti, di denaro e risorse naturali, di preferenze religiose e mentalità, di guadagni del passato e di speranze per il futuro …

È impossibile comprendere questo complesso immenso di dati ed è per questo che il nostro sistema economico viene definito da questa povera immagine che siamo capaci di discernere partendo dalla rete comune. In relazione a questo, chiunque sia capace di capirla bene, può prevedere e guadagnare di più.

È successo questo fino ad ora. In accordo alla legge dell’uguaglianza del generale e del particolare, posso estrapolare le mie qualità nel paese e nel mondo intero, mentre esistiamo in una natura egoistica. Fino ad un certo punto, potrei capire i principi del funzionamento del paese e del mondo e di conseguenza creare e coordinare le istituzioni governative di potere e di controllo.

Tuttavia, al giorno d’oggi, la nostra connessione viene sostituita da un’altra. Un nuovo programma è stato istallato e viene aggiornato costantemente in base all’ultima versione. Questo ci obbliga a cercare sempre l’unità e la garanzia mutua ed anche se non realizza i nostri desideri, questo è lo stato attuale delle cose.

Noi, in cambio, non sappiamo come avvicinarci a questa rete e stiamo perdendo la capacità di comunicare correttamente con gli altri. Il mondo sperimenta la mancanza di fiducia: le banche non hanno fiducia nei fabbricanti ed i governi non si fidano gli uni degli altri, ma questo è naturale. Prima la connessione era chiara: “Tu mi dai, io ti do”; all’interno del nostro egoismo ci capivamo a vicenda.

La situazione però è cambiata, ma noi non siamo cambiati, siamo ancora nella nostra vecchia natura ed allo stesso tempo scopriamo una nuova relazione che è del tutto incomprensibile per noi dalle nostre posizioni precedenti. Non ci rendiamo neppure conto del suo carattere altruistico.

È qui che radica il problema, che non può essere risolto per mezzo dei metodi tradizionali. La domanda adesso è: come avanzerà la società verso l’unità? Le ragioni non sono importanti, sia l’economia, una minaccia per la sicurezza o la necessità di una pace sociale, possono spingerci verso di essa. In ogni caso, solo nel movimento verso l’unità la società comincerà repentinamente a capire il mondo: “Ah, è così! Cosa si può fare ora? Cosa dobbiamo fare?”.

Dobbiamo introdurre l’educazione integrale, non ci sono altre soluzioni. Dobbiamo imparare e chiarire in che modo costruire una nuova unità che non sia basata sulla nostra natura e connessioni precedenti, in che modo cambiare un po’ la nostra natura. Anche se non lo desideriamo assolutamente, questa è l’unica possibilità di adattarci alla natura che ci si rivela, alla rete di relazioni altruistiche. Solo allora saremo capaci di mettere in ordine la nostra vita, al contrario, perderemo la strada completamente e andremo in bancarotta in tutti i modi possibili.

L’economia moderna è costruita sul principio di “prendi e dammi”, come si dice: “Vedi e guadagna dagli altri”. Cosa succederebbe se le persone, i settori industriali, i paesi ed il mondo intero non fossero capaci di negoziare gli uni con gli altri? Il mondo tornerebbe alla sussistenza agricola: io consumo quello che produco. Questo sarebbe un disastro, ma il mondo potrebbe arrivarci.

Per questo oggigiorno sono così importanti un’educazione integrale e la comprensione delle relazioni globali. Dovremo definitivamente trovare le forme corrette di presentazione per spiegare questo al mondo.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1° Settembre 2011, “La Nazione”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.09.11

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Lezione del 07.08.2011
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Le fondamenta forti sono alla base dell’intera costruzione

Scritti di Rabash, Shlavei HaSulam (I Gradini della Scala). Articolo “Che cosa sono le fondamenta nelle quali la Kedushà (Santità) è costruita”. Quando si fa una costruzione nella materialità, vediamo che quelli che desiderano costruire prima devono scavare le fondamenta, e sulle fondamenta è fatta la costruzione. Nello scavare delle fondamenta, vediamo che dobbiamo discernere se fare una costruzione a un piano – cioè solo il piano terreno- oppure una costruzione a più piani. Di conseguenza, scavare le fondamenta nel suolo dovrebbe essere proporzionale all’altezza della costruzione. Le fondamenta non si scavano in una volta sola. Piuttosto, si costruiscono giorno dopo giorno in modo che siano più profonde, e allora sarà possibile fare delle costruzioni più alte.

Lo stesso ordine si applica anche nella spiritualità… E che cosa sarebbe scavare nella spiritualità? È una mancanza, quando la mancanza è scavata nel cuore, poiché il cuore è chiamato “desiderio”, un cuore è chiamato Malchut, e un cuore è chiamato “terra” o “suolo”…In altre parole, prima di iniziare a fare una costruzione, prima dobbiamo scavare nel suolo, cioè, portar via tutto quello che si trova nel luogo dello scavo.

In modo che la persona possa imparare le condizioni che le permetteranno, di essere similare al Creatore, e a realizzare il proposito della creazione, deve includere tutte le proprietà del Creatore una a una. È per questo che tutte le proprietà del Creatore e tutte le proprietà della creatura sono incluse in entrambi e intrecciate in tale maniera che alla creatura rimane un “ricordo” (impressione) di quello che sia essere similare al Creatore. Questo si ottiene attraverso la rottura che si espande dall’alto verso il basso fino alla profondità del desiderio, dal livello zero al quarto.

È cosi che completiamo l’inclusione reciproca delle proprietà del Creatore e quelle della creatura in maniera opposta a quella del traguardo. Questa forma contiene tutti i dettagli che sono assolutamente opposti al finale, totalmente corretto stato. Qui la vera creatura, “uomo”, appare, ed è chiamato per diventare come il Creatore in futuro. Da questo stato lui inizia ad ascendere da se per raggiungere il Creatore, la vera proprietà di dazione. In questa maniera l’uomo avanza dall’inizio della creazione al suo completamento, la fine della correzione.

Tutto è costruito dentro il desiderio di godere, nella materia della creazione. Più la utilizziamo, più potremmo costruire, e ciò significa che in primo luogo dobbiamo scavare nel desiderio di godere per sentire quanto sia opposto al Creatore. Questo significa che scaviamo a una grande profondità senza aver timore di scoprire quest’opposizione. È un sentimento sgradevole e frequentemente genera sofferenza. Dopo tutto, riveliamo la proprietà opposta alla benevolenza.

Dopo, arriviamo alla necessità della correzione e iniziamo a chiedere la Luce, la proprietà del Creatore, per correggere la proprietà della creatura. Questo si chiama “costruire una costruzione”. Dopo tutto, le persone sono incapaci di costruirla da se – la Luce costruisce. Dobbiamo proporzionare il vaso, il desiderio, ed esprimere la nostra richiesta in modo preciso. Se comprendiamo e facciamo richiesta precisa di quello che è necessario per salire un gradino, un altro “piano”, la Luce viene e lo costruisce. In questa maniera andiamo avanti.

Le fondamenta usate per costruire la struttura spirituale è il desiderio di godere, la sensazione della sua opposizione al Creatore. Più scaveremo in profondità, più in lato potremo salire.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.05.2011, Gli scritti di Rabash)

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