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Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.11.2011

Gli Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 159
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Il Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 108, Articolo “Il Palazzo del Desiderio, Tifferet”, Punto 673, Lezione 26
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TES, Parte 8°, Punto 25, Lezione 11
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KFS, Pagina 241, “Matan Torà” (Il Dono della Torà), Lezione 3
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La Regola di Hillel

Fai agli altri come tu vorresti che loro facciano a te”. Il saggio Hillel ha formulato questa regola per quelli che volevano sbarazzarsi della loro intenzione egoistica, avvicinarsi al mondo spirituale e capire la rivelazione del Creatore ed i benefici che comporta.

L’uomo è confuso, non sa come approcciarsi a questo e solitamente si fida del fatto di essere capace di usare le sue attuali qualità e desideri che appartengono al nostro mondo. Nella vita; dopotutto, ha imparato delle cose, ricevuto un’educazione e realizzato qualcosa, pensa che l’ascesa al prossimo grado si realizzi seguendo certi canoni; e questo è il problema.

Ci siamo abituati ai meccanismi relazionali a noi familiari già dalla prima infanzia, alle loro leggi riconosciute e a quelle tradizioni. Il corpo, inconsciamente, ci dirige e ci porta ai pensieri, alle azioni, ai movimenti ed alle soluzioni predisposte dal sistema. Non capiamo che il mondo spirituale richieda un’assoluta rivalutazione di tutti i fondamenti. Io non continuo il cammino precedente, ma lo termino ed elevo un nuovo vettore, una nuova dimensione che non avrei mai immaginato prima. Questo non è solo un cambiamento, è un salto nell’ignoto.

Una volta c’era un uomo che desiderava raggiungere la dazione, passare da un’intenzione egoistica ad una altruistica, dal mondo fisico a quello spirituale ed andò da Hillel. Egli aveva già capito che non era capace di farlo da solo e che con la sua comprensione non sarebbe avanzato. Dopotutto l’insegnamento spirituale non è un corso universitario, non può essere insegnato attraverso i libri o le guide all’auto apprendimento.

L’ospite di Hillel capì di aver bisogno di ascoltare i consigli di un saggio e di seguirli “ad occhi chiusi”. Capì che questo era l’unico modo con il quale avrebbe potuto avere successo, essendo incapace di vedere il cammino che si rivelava davanti a lui, che  non si può vedere con una visione egoistica. Ecco perché andò da Hillel con la sua domanda.

Hillel personifica il corpo collettivo delle leggi, l’Halacha, in altre parole le regole per completare il cammino (Alicha) verso lo scopo della creazione. Il suo responso fu semplice: “C’è solo una regola principale: Non fare agli altri quello che tu odi”.

Per testare di essere sulla strada giusta, hai bisogno costantemente, in ogni singolo momento, di testare te stesso in relazione al tuo amico. Puoi pensare a lui così come pensi a te stesso? Puoi con cuore puro cambiare posti con lui ed avere cura del tuo amico allo stesso modo in cui hai cura di te stesso? Puoi avere cura del tuo amico allo stesso modo in cui hai cura di te stesso? Anche se lo critichi dentro, devi elevarti al di sopra di questo, essere al di sopra della tua attitudine negativa verso il tuo prossimo in tutte le sue manifestazioni.

Questa è la prima metà del cammino, quando cominci a stabilire il contatto con gli altri. Questo si manifesta nella tua conclusione di essere un disturbo. Diventi pronto per la connessione, ma semplicemente, non sei ancora capace di realizzarla. In questo modo, evochi la Luce che Riforma che avanza verso di te.

Chiaramente,  si divide in molte fasi la realizzazione del principio “fai agli altri come vorresti che gli altri facciano a te”. Ogni fase è qualcosa di differente, di nuovo e speciale. Continuerai a scoprire sempre di più i frammenti più grandi del quadro generale. Proprio adesso, pensi che sia sufficiente semplicemente non interagire con il tuo prossimo. Comunque, il tuo desiderio egoistico lo toccherà costantemente, lo toccherà molto. Vorrai obbiettargli, contraddirlo, schiacciarlo ed ucciderlo.

Ci saranno molte opzioni, poi comincerai a realizzare il tuo meccanismo interiore in relazione alla regola “ama il tuo prossimo come te stesso”. Il prossimo non è un problema così grande come la tua ascesa al di sopra del tuo egoismo, verso il grado di Binà, lo stato di Hafetz Hesed (deliziarsi in misericordia).

Il tuo “prossimo” è il tuo equipaggiamento di esercizi, il modello, il criterio, in relazione al quale puoi controllare gli approcci spirituali, le leggi e le condizioni qui nel nostro mondo. Dopotutto, dobbiamo rivelare il mondo spirituale proprio nel nostro mondo e non lontano, al di là dell’orizzonte. Si, la dimensione spirituale porterà nuovi parametri con essa, ma essi saranno rivelati nelle relazioni tra di noi, tra tutte le persone. Ecco perché è scritto: “Fai agli altri come vorresti che loro facciano a te”.

Questo principio è chiaro a tutti e tutti lo possono realizzare. Non ha requisiti preliminari per la persona. Agisci come sei. C’è un gruppo davanti a te e puoi lavorare su queste condizioni insieme ai tuoi amici. Smettila di cercare altre cose, non hai un altro metodo che porti alla rivelazione del Creatore. Questa è la prima condizione sul nostro cammino.

C’è un totale di due condizioni ed entrambe sono dirette al “prossimo” che s trova davanti a te. La seconda ed ultima condizione è “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.10.2010, “L’Amore per il Creatore e l’Amore por gli Esseri Creati”)

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Il Sistema Superiore ci sta mettendo alle strette

Siamo stati creati con delle qualità che non ci permettono di creare una società sana e bilanciata. Non importa quanto ci sforziamo, la nostra attuale essenza non ci da quest’opportunità.

Anche se tutta l’umanità desidera veramente mettere tutto in ordine di proprio conto, il nostro difetto iniziale distruggerebbe tutto. Possiamo passare un milione di anni girando intorno all’idea dell’unità, ma non saremmo capaci di realizzarla. Soltanto la Luce Superiore può farlo. Le nostre “iniziative” possono creare solamente problemi.

Siamo sette miliardi, e il nostro egoismo ha continuato a crescere nel corso della storia. Siamo arrivati finalmente a un sistema “rotondo” che il nostro egoismo ha unito. Oggigiorno vediamo le viti stringere questo sistema. Lo vediamo compresso, più stretto e vediamo che rivela nuove connessioni tra di noi.

Questa interconnessione non si era manifestata prima, ma adesso sta venendo fuori. Possiamo marcare l’inizio di questo processo nel 1995, anche se negli anni quaranta Baal HaSulam scrisse che il mondo era diventato una famiglia.

Il 2012 arriverà tra poco, e il sistema si sta consolidando sotto i nostri occhi. Stanno venendo fuori nuovi fili continui di connessione reciproca. La reciprocità è garanzia mutua, non importa come si manifesti, se in maniera positiva o negativa.

In questa maniera la Natura ci costringe a unirci, e continueremo ad agire in modo tempestivo attraverso la sofferenza. La domanda è di quale tipo di compressione e pressione avremo bisogno per dire: “Basta, è arrivato il momento per fare qualche cosa con la società”. Comunque, per ora, siamo stretti nella morsa in maniera molto leggera.

In un modo o nell’altro soltanto la Luce che Riforma potrà darci la pace. Solo essa ci potrà rivelare la vera interconnessione e riuscirà a cambiarci in modo che vogliamo unirci, o, per essere più preciso, di accettare quello che già esiste.

Dopo tutto, siamo connessi, ma contro la nostra volontà. È da lì che viene la crisi. La crisi mondiale è la manifestazione della distanza del desiderato e dell’attuale. L’interconnessione universale è un dato di fatto. I professionali e i ricercatori lo attestano, e Baal HaSulam scrive su questo. È reale, ma indesiderata. Soltanto la Luce Superiore ci darà il desiderio necessario. Nient’altro aiuterà l’uomo a cambiare la propria natura.
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.11.2011

Scritti di Rabash, Shlavey HaSulam “Cosa cercare nell’ Assemblea degli Amici”
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 104, “Il Palazzo dell’ Amore, Hesed”, Punto 632, Lezione 25
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TES, Parte 8, Punto 20, Lezione 10
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KFS, Pagina 241, “Matan Torà” (Il Dono della Torà), Lezione 2
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Il rimedio per l’impotenza

Domanda: Se leggo i Salmi o altri testi kabbalistici, posso piangere. Queste parole sono molto vicine al mio cuore. Capisco che riguardano me ed i miei sentimenti e posso identificarmi col testo. Inoltre, capisco questi testi, essi penetrano nel mio cuore e mi portano alle lacrime.

Il Libro dello Zohar, comunque, è qualcosa di non chiaro, morto, senza colore e senza gusto e non posso essere commosso da esso. Allora, perché il Libro dello Zohar è considerato la più alta fonte attraverso la quale la forza superiore ci influenza? È impossibile sentire questo.

Risposta: In verità è così. Dobbiamo capire il principio fondamentale qui. È quando raggiungo uno stato in cui mi sento totalmente impotente di raggiungere lo scopo spirituale e capisco che tutte le mie preghiere, le lacrime e le richieste non hanno aiutato, che comincio a trovare le forze nascoste nello Zohar e capisco perché è stato scritto in quella maniera.

Se alcune fonti kabbalistiche mi commuovono emotivamente, queste emozioni sono a livello bestiale, non a livello umano, che è simile al Creatore. Questi sono tipici sentimenti corporali, come “Mi sento male”, “Lo voglio davvero, ma non riesco a raggiungerlo” e così via. Questi sono normali sentimenti umani che sono molto lontani dalla spiritualità.

Se davvero desidero la dazione, la connessione, l’unità e l’amore, che sono contrarie a tutti i miei poteri, alle ragioni ed ai desideri, perché io non posso proprio risvegliarli leggendo un testo o essendo impresso da immagini immaginarie o dalla mia comprensione di quello che è scritto, allora comincio a sentire che il Libro dello Zohar è la fonte del potere che esiste, per la precisione, nella dimensione superiore, al di sopra dei miei normali sentimenti, delle ragioni e delle sensazioni.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.10. 2011, lo Zohar)

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Il disagio prima del Congresso

Domanda: Cos’è la paura che c’è bisogno di sentire prima del prossimo grande congresso di Dicembre?

Risposta: Il disagio prima del congresso è l’ansietà e la paura che non compierò quello che devo, in accordo al programma della creazione, che definisce chi sono io, le qualità con le quali sono stato creato e come posso partecipare ed investirmi di più per accelerare lo sviluppo di tutto il vaso spirituale.

Ogni persona deve sentirsi responsabile dello sviluppo di tutto il vaso comune e questo si riferisce alla misura della mia dazione al Creatore. Abbiamo bisogno di preoccuparci di questo e capire che tutto dipende solo da me.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.10.2011, Scritti del Rabash)

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Esigere pane ed educazione

Il nostro obiettivo principale immediatamente non è cancellare le differenze tra gli strati più ricchi e più poveri della popolazione . Questo è l’obiettivo per il futuro.

Attualmente affrontiamo due questioni urgenti: la prima è innalzare lo standard di vita di ciascuno al di sopra della soglia di povertà, e la seconda è obbligare tutti a conoscere la garanzia reciproca, il nuovo mondo, la nuova economia, le nuove relazioni tra le persone, e i cambiamenti che la natura ci sta obbligando a fare. Un’Università che insegna queste cose deve essere costruita, e studiarvi deve essere obbligatorio, proprio come è obbligatorio per i ragazzi ottenere l’istruzione scolastica secondaria.

Considero queste due condizioni essere essenziali. Dopo tutto è scritto: “Se non c’è farina non c’è Torà.” Ma d’altra parte, se non c’è Torà (la conoscenza del nuovo mondo), non c’è farina. Per questa ragione, la gente deve essere educata e ricevere la farina, cioè il reddito necessario. Per ora, questo è tutto ciò che è necessario che venga fatto.

Mi si chiede spesso che consiglio pratico posso dare a una persona che ha sofferto abbastanza ed è pronta ad accettare la garanzia reciproca. Come una tale persona può entrare nel nuovo mondo? Ciò è possibile solo educando gradualmente una persona.

Non possiamo svegliarci proprio domani e, per qualche miracolo, essere in un nuovo mondo. Ogni cosa comincia con la correzione interiore di una persona.. Deve imparare a cambiare per mezzo dello studio e attraverso il suo ambiente. Se molte persone studiano, arriveranno a questo stato tramite la propria correzione e influenzandosi l’un l’altro.

E’ compito del governo, innanzitutto, fornire alla nazione la farina e l’educazione. La nazione deve esigere che il governo innalzi tutti sopra la soglia di povertà e che educhi tutti nello spirito della garanzia reciproca. Senza queste due cose noi non saremo in grado di andare avanti.

Non so dove il governo troverà i fondi necessari. Il governo potrebbe prenderli dai ricchi o iniziare a risparmiarli tagliando i suoi funzionari governativi, sta a loro. Calcoliamo quanti soldi occorrono. Non può essere una somma così grande. In un modo o nell’altro il governo deve fornite le cose necessarie alla nazione. Non potrà giocare con le persone come è stato fatto nel passato, così sarebbe meglio cominciare a pianificare in anticipo.

Non credo che dovrebbe essere una somma di denaro non realistica. Dovrebbero calcolarla e capire quali tasse dovrebbero essere aumentate e quali ridotte. Potrebbe esserci il bisogno di introdurre una nuova tassa per tutti, eccetto che per quelli sotto la soglia di povertà. Questo deve essere fatto. Come può essere che c’è gente che non ha abbastanza cibo?

E’ necessario anche insegnare alle persone, tramite programmi televisivi e seminari, come gestire il bilancio familiare. Non importa quali sono i loro redditi, le persone non possono vivere senza riflettere e fare qualunque cosa vogliano. Le persone devono imparare ad amministrare i loro mezzi. Molto spesso la gente non sa come farlo.

Ci sono specialisti, scienziati, economisti, e psicologi che possono spiegare come amministrare correttamente i soldi. Se uno ha una certa somma di denaro per una famiglia con cui vivere per un mese, questi specialisti possono calcolare quanto può essere speso e per cosa. Esiste tutta una disciplina accademica chiamata scienze della famiglia e del consumo.

La gente ascolterà e gradualmente diverrà ispirata; Improvvisamente raggiungeranno un’attitudine diversa verso la vita. Dopo tutto la gente non pensa troppo a quel che succederà loro domani. Noi non lo percepiamo e non ci viene insegnato. Le nostre scuole sono così lontane rispetto alla vita reale che non insegnano le cose necessarie come trattare le persone, i loro futuri mariti, mogli e figli o come gestire una famiglia in modo che ci siano soldi abbastanza per il mese. Tutte queste cose devono essere imparate.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.10.2011, Shamati #219)

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Quando la moda va fuori moda

Domanda: Oggigiorno molti prodotti superflui sono indirizzati alle donne: vestiti alla moda, gioielli, cosmetici, cibi dietetici, e così via. Veramente le donne rinunceranno a tutte queste cose?

Risposta: Se noi seguiamo i veri desideri delle persone, tutto accadrà semplicemente e senza difficoltà. La moda di oggi ci viene imposta da coloro che ne ricavano soldi. Veramente, non c’è nulla di realmente bello e utile nella moda. Stiamo parlando di un desiderio artificiale che viene imposto al pubblico. La moda è artificiosa; non deriva dalla natura umana.

Sicuramente, una donna desidera essere bella e indossare gioielli. E’ stato così per anni, ma senza la follia che l’accompagna oggi. Ora nuove regole sono costantemente dettateci, forzandoci a competere, cosa che alla fine ci porta solo più vicino al collasso.

Noi siamo comperati e venduti; loro ci stanno facendo diventare matti con tutte queste mode diverse. E’ andata troppo oltre, e non è per caso che la giovane generazione non la prende più molto sul serio, sebbene l’industria della moda e dei cosmetici facciano ancora miliardi di dollari.

Lasciate lavorare la Luce, e vedrete come la moda diverrà irrilevante, proprio come molte altre forme di egoismo.
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(Dalla parte 5 della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.10.2011 “La Pace nel Mondo”)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 04.11.2011

Scritti di Rabash, Articolo 18
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 100, “Il Palazzo del Merito, Gevura”, Punto 604, Lezione 24
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KFS, Pagina 261, Rav Yehuda Ashlag “La Pace”
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Libro dello Zohar, Brani selezionati, Lezione 1
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KFS, Pagina 241, “Matan Torà” (Il Dono della Toraà), Lezione 1
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Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Commentario della Scala, Pagina 694, Punto 33
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 488
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Libro dello Zohar, Brani selezionati, Lezione 2
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Applicazione per un uso interno

Attraverso tutta la storia del nostro sviluppo, oltre al periodo dell’esodo dall’Egitto fino alla distruzione del Tempio, quando Israele esisteva come una nazione spirituale, durante i duemila anni precedenti, i Kabbalisti erano abituati a creare dei piccoli gruppi tra di loro e questo era sufficiente.

Ma adesso dobbiamo costruire un nuovo sistema di mutua dazione in una forma assolutamente tangibile, così come sono tutti i collegamenti e i sistemi operanti nel mondo. Dovremmo cioè costruirlo non soltanto attraverso le relazioni interiori tra di noi, come i gruppi di Kabbalisti che rivelavano la qualità della dazione tra di loro; adesso la qualità della dazione deve essere rivelata nella materia di questo mondo!

Nella nostra vita sarebbe questa l’applicazione completa e tangibile di questa qualità spirituale, impressa in tutte le nazioni, nell’industria, nel commercio, nelle relazioni dell’uomo con il mondo e con la società, in tutti i sistemi giornalieri. Dev’essere rivelata in ogni grado, in ogni elemento e parte delle relazioni corporali, nella nostra intera vita in relazione con gli alimenti, il sesso, la famiglia, l’onore, il potere e la sapienza. In altre parole, in questo mondo tutto deve esistere con l’intenzione della dazione.

Prima di tutto, abbiamo bisogno di una nuova educazione, e allora potremo iniziare con le correzioni, perché se iniziamo a correggere la società prima di correggere noi stessi, sciuperemo tutto ancora di più. Il mondo potrebbe diventare peggiore al fine di farci vedere le nostre manchevolezze!

Se adesso non comprendessimo di essere corrotti dentro e intendessimo cambiare qualche cosa all’esterno, tutti i cambiamenti che implementeremmo si girerebbero di proposito dall’interno verso l’esterno per forzarci a tornare indietro, e prima di tutto, correggere te stesso. Basandoci in questa correzione interiore, saremo capaci di portare i cambiamenti esteriori: dall’interno verso l’esterno. Questo è l’unica modo per correggere la realtà.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah, del 06.09.2011, “La nazione”)

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