Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Non contate sugli Slogan

Domanda: Come posso concentrarmi sul quadro generale senza dare importanza a quale sia la parte che stiamo studiando?

Risposta: Solo la Luce che riforma dipingerà questo quadro. Puoi scrivere a chiare lettere: “Il nostro scopo è l’adesione al Creatore”. Il problema è che gli slogan in sé non spiegano niente e c’è di più, confondono i dettagli. Mi piacerebbe tenere a mente una frase senza rimuoverla dalla mia intuizione, ma devo ancora capirla.

Per produrre dei cambiamenti non abbiamo di un altro modo o mezzo se non la Luce che opera tutto il tempo ad un ritmo predeterminato, creando costantemente per noi le condizioni interne ed esterne, mentre la direzione generale è diretta verso il peggio. Se abbiamo successo nell’attrarre questa Luce in modo che ci riformi, non saranno necessari dei  conflitti drammatici tra la sua natura e la nostra, e  tutto potrà avvenire nella direzione opposta.

Oltre alla Luce non abbiamo bisogno di altro, se non del vaso e del nostro stato attuale. È la Luce che ci mostra i problemi e le minacce crescenti ed è la Luce che ti correggerà e ti libererà da questi conflitti orribili, ma solo se lo chiedi.

La Luce ti correggerà solo attraverso l’ambiente. Per il mondo è arrivato il tempo di capire ciò che fanno già molti esperti: tra di noi si è formata una chiara connessione reciproca che non può essere distrutta, così solo l’amore per gli altri potrà salvare le nostre vite dalla distruzione di massa; anche se in un primo momento non lo sentiamo, ci dovrebbe essere cooperazione, una garanzia mutua.

Anche se non tutti ancora notiamo i lacci che ci connettono, presto avremo bisogno di questo metodo, quando cioè tutti noi sentiremo nelle nostre ossa di essere connessi completamente agli altri in ogni modo possibile.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.10.2011, “L’Amore per il Creatore e l’Amore per gli Esseri Creati”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.11.2011

Scritti di Rabash, Passaggi dall’ Articolo 26
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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 124, Articolo “Il Palazzo del Santo dei Santi”, Punto 785, Lezione 30
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Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Libro dello Zohar, Pagina 415, Punto 18, Lezione 7
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KFS, Pagina 263, Rav Yehuda Ashlag “La Pace”, “Primo Metodo: Natura”, Lezione 6
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L’egoismo e il piacere non sono compatibili

È impossibile godere egoisticamente. Quando un piacere vuole entrare nel desiderio, sentiamo il loro contatto solo per un attimo, dopo di che il desiderio diminuisce immediatamente.

Con i piccoli piaceri non sperimentiamo nemmeno una sensazione molto intensa che allunghi il contatto tra il desiderio e il piacere, i due si neutralizzano immediatamente: entrambi scompaiono e sono annullati. Nei grandi piaceri, a cui l’uomo aspira fortemente e che sogna per molto tempo, o nei piaceri speciali come sesso o arte sofisticata, l’uomo sente che il piacere arriva per una frazione di secondo e poi scompare immediatamente.

E ci chiediamo: perché?! Avviene perché il desiderio egoistico e il piacere dall’inizio non sono stati destinati  ad esistere uno dentro l’altro. La volontà di godere non può trattenere il piacere dentro di sé. I due sono opposti alla natura e, pertanto, non è contemplato che siano in grado di stare sempre insieme!

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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.11.2011, gli Scritti di Rabash)

La musica che scalda il cuore

Domanda: Quale dovrebbe essere la musica da usare ai congressi affinché possa riscaldare i cuori?

Risposta: La musica per la festa non deve essere scelta a caso perché deve risvegliare dentro di noi dei sentimenti positivi, di contentezza per quello che sta accadendo. Ai congressi, così come ogni giorno, dobbiamo immaginare lo stato futuro che vogliamo raggiungere, dal quale vogliamo ricevere un’illuminazione, una spinta, un’influenza, in modo che la Luce che Riforma ci arrivi da lì e lì ci trascini.

Quando si guarda qualcosa di bello ci si sente automaticamente attratti. In questo caso però, dobbiamo immaginare da soli questa bellezza e farlo come un esercizio prima e durante il congresso. A dicembre ci immergeremo nel mondo del futuro per 72 ore. Abbiamo un unico vaso nel quale viene rivelata una forza generale di dazione, nella quale ci ritroviamo tutti.

Cosa scopriamo da tutto questo oltre al sentimento di euforia? Quali sono le nostre relazioni? Come interagiamo nella nostra famiglia, tra gli amici, al lavoro (con i nostri colleghi, datori di lavoro ed impiegati), nell’economia della nuova generazione, nell’ambiente e nella società? Stiamo entrando in un nuovo mondo e stiamo cominciando ad analizzarne i dettagli: cultura, educazione, scienza, il nostro atteggiamento verso ogni genere di cosa….

Qui la musica può aiutarci a sviluppare il giusto approccio alla vita, e non importa se contenga parole oppure no.

Ad ogni modo la musica non dovrebbe procurarci alcun pensiero triste, che ci riporti ai momenti di difficoltà o di disperazione, questa proibizione è valida anche per il nostro lavoro di tutti i giorni. La musica triste rappresenta la linea sinistra che può essere usata solamente se abbiamo costruito già da tempo una linea di destra forte in cui stare. Come scrive Baal HaSulam, possiamo passare solamente mezz’ora al giorno a farci un’auto-critica, a condizione di lavorare nella linea di destra per le altre 23 ore e mezza.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 01.11.2011 “L’amore per il Creatore e per gli esseri creati”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.11.2011

Gli Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 159, Lezione 4°
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Il Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 121, Articolo “Il Palazzo del Santo dei Santi”, Punto 772, Lezione 29°
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TES, Parte 8°, Punto 29, Lezione 14°
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KFS, Pagina 241, “Matan Torà” (Il Dono della Torà), Lezione 6°
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Il “giocattolo” più importante nella vita

È risaputo che Lo Zohar sia un libro speciale. Tutti dicono che contenga molti segreti e che abbia una speciale forza miracolosa (Segula). È vero. Durante la lettura de Lo Zohar ogni persona deve cercare di pensare alla cosa più importante che questo libro gli possa portare, ma solo a quello di veramente importante da chiedere. Soltanto una cosa!

Per esempio, porta tuo figlio in un negozio di giocattoli e digli: “Scegli soltanto un giocattolo!”, vedi come diventa strabico. Si gira confusamente da un gioco all’altro e ogni volta che ne prende uno, esclama: “Questo!, quello!, no, questo qui!”

Se Lo Zohar ti dona la cosa più importante del “negozio di giocattoli” nel quale sei entrato, pensa al “giocattolo” più importante per te e allora, da una catena di pensieri, arriverai a qualcosa di grande valore.

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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.10.2011, Lo Zohar)

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Questo non è il vuoto, ma un foglio bianco

Domanda: Dobbiamo fare uno sforzo per mantenere la stessa intenzione durante il nostro lavoro?

Risposta: Non è necessario provare davvero a “mantenere” l’intenzione perché può essere rinnovata. Tutto il tempo arrivano nuovi desideri e nuove intenzioni che cancellano tutti quelli precedenti. E’ una buona cosa che tutto sia stato cancellato!

Indipendentemente da tutto, è necessario venire a patti con le discese, la confusione, le delusioni e l’impotenza, con tutti gli stati che aiutano a cancellare il grado precedente. L’uomo si trova in uno stato di vuoto finché non viene raggiunto il grado successivo.

Abbiamo bisogno di capire però, che in questo modo, rinnoviamo i nostri desideri in anticipo, ed è così che diventa costruttivo l’approccio a questo stato.

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 09.11.2011

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Il Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 117, Articolo “Il Palazzo del Desiderio, Tifferet”, Punto 745, Lezione 28
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TES, Parte 8°, Punto 29, Lezione 13
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KFS, Pagina 241, “Matan Torà” (Il Dono della Torà), Lezione 5°
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Scavare più in fondo a se stessi

Domanda: Perché dice che quando l’uomo realizza l’unione eterna con il Creatore, per lui non ci sono più  lavoro, salite o discese?

Risposta: Perché l’uomo dovrebbe avere salite e discese una volta aver completato la sua correzione? Lo scopo delle discese è quello di rivelare un altro desiderio non corretto, per farvi scavare più in profondità nel vostro egoismo, per scoprire ciò che deve essere portato in superficie.

È simile al modo in cui viene arato il terreno prima di piantare i semi, queste sono tutte conseguenze del nostro lavoro spirituale.

Una volta aver rivelato e corretto interamente il suo desiderio non corretto, per l’uomo non c’è più alcun motivo per le discese o le salite, anche se continuerà a salire e a scendere fino a quando non raggiungerà la fine della correzione: il Gmar Tikkun.

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Libro dello Zohar, Pekudei (Quantità), Pag. 112, Articolo “Il Palazzo del Desiderio, Tifferet”, Punto 705, Lezione 27
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KFS, Pagina 241, “Matan Torà” (Il Dono della Torà), Lezione 4
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