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Lezione quotidiana di Kabbalah – 17.06.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 76 “Aggiungi sale ad ogni sacrificio
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Il Libro dello Zohar, Bereshit Bet (Genesi 2), Lezione 123
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Baal HaSulam, TES, Parte 2, Histaklut Pnimit, Punto 19, Lezione 14
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KFS, Introduzione al Libro dello Zohar, Pagina 111, Punto 4, Lezione 2
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Un filo vivo

Noi cresciamo unicamente con l’aiuto dell’ambiente, come bambini che prendono esempio dagli adulti. Nella misura in cui io apprezzo il mio ambiente, esso servirà di esempio per me. Se io vedo quelli intorno a me come delle persone ordinarie, non meglio di me, che cosa posso imparare da loro?

Se lavoro su di me, sul mio ego, per poter elevare gli amici, io li vedo come gli emissari del Creatore. Dopo tutto, oltre la persona c’è solamente il Creatore, com’è detto: “Non c’è niente tranne Lui”. Io posso crescere in tale ambiente.

Io cresco precisamente con la comprensione che non c’è nessun altro oltre il Creatore. Io devo vedermi costantemente in contatto con il Creatore, e come risultato, controllare quali attributi e pensieri mi separano da Lui, in “parole” e specialmente in “fatti”.

Questo è tessuto e diventa una richiesta, una preghiera, perché la persona inizia ad avere paura della disconnessione dal pensiero e da questo sentimento che può essere il primo, e molto debole sentimento di connessione con il Creatore. Se io riesco a sentire questo filo sottile che mi lega con il Creatore, io devo avere cura che non si rompa e scompaia. Nessuna interruzione può negare la ricognizione che io ho, che sono legato al Creatore da questo filo sottile.

Questa paura inizia a vivere in me, perciò io accetto tutti i problemi e difficoltà che sorgono nei miei pensieri estranei, nei desideri e confusione, io la prendo come una “compagnia”. Io vedo che il Creatore m’invia tutto questo perché io superi gli ostacoli e rafforzi la nostra connessione.

Io non posso superare gli ostacoli da solo, ed io devo chiedere aiuto al Creatore. Allora il Creatore mi da potere, e invece di essere un filo quello che ci unisce, adesso ce ne sono due.

Allora arriva un altro ostacolo, e grazie a questo, io ricevo un terzo filo. Poi, gradualmente, i fili vengono tessuti insieme e diventano una fune spessa che mi lega al Creatore.

Io non dovrei chiedere che “tutti i mali che vengono dovrebbero morire”, cioè che tutti gli ostacoli dovrebbero scomparire. Altrimenti, come potrei costruire la mia connessione con il Creatore? Io devo chiedere che il male sia “riformato” e voltato verso il Creatore, cioè, significa usare questi ostacoli, e mentre io li supero io rafforzo il mio contatto con il Creatore.

Ed io ho cura costantemente di preservare e rafforzare il filo che ci unisce, ed esso diventa gradualmente un tubo da dove fluisce l’energia della vita.

All’inizio io ricevo il potere della vita solo dal sentimento della connessione, ma più tardi io inizio a conoscere il suo carattere, le sue diverse facce, le sue diverse forme. Io accumulo esperienza: Quali ostacoli ho affrontato, come gli ho superati, grazie a quale richiesta, come ha sistemato questi ostacoli il Creatore per poterne fare dei fili che ci legano insieme. Perciò, io imparo come mi tratta il Creatore mentre io faccio diventare positivi gli stati negativi.

Io lavoro su questo contrasto di bianco e nero: Una volta io vedo il viso arrabbiato del Creatore sullo sfondo di un disturbo, e un’altra vedo i Suoi occhi dolci e amorevoli. Allora io inizio a conoscerlo da questi due aspetti, come un padre, che a volte guarda il figlio con un amorevole viso sorridente e altre volte con rigore, e in questo modo mi insegna.

Io rafforzo costantemente il contatto tra di noi, e i livelli di questa connessione determinano i livelli della scala spirituale. All’inizio la connessione è molto debole, solo per afferrarlo come un embrione nel ventre della madre. Ma più tardi la persona inizia a essere più attiva, uno stato chiamato Yenika (alimentare). Allora diventa “adulto”, che significa che lui sa come usare questa connessione coscienziosamente; lui la evoca più o meno e attraverso essa riceve la Luce per un certo traguardo.

Tutto questo dipende da quanto forte la persona si aggrappa al gruppo che gli provvede supporto, imparando costantemente. Allora la connessione si forma da questi fili sottili che sono creati dai suoi sforzi infiniti per non permettere che questa connessione si rompa nemmeno per un momento, che porta la persona alla rivelazione. Ma tutto il lavoro inizia dalla paura reverente che la connessione della persona con il Creatore si possa rompere.
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(Tratto dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2012, Shamati n.61)

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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 117 “Ha lavorato e non ha trovato, non credere
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Il Libro dello Zohar, Bereshit Bet (Genesi 2), Lezione 122
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KFS, Introduzione al Libro dello Zohar, Pagina 424, Punto 34, (Inizia con: “Lo stesso vale”), Lezione 21
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KFS, L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah, L’ Attualità della Saggezza della Kabbalah, Lezione 4
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Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Articolo 5
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Riguardo il Congresso nel nord di Israele e altri
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E l’oscurità brillerà come la Luce

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot” punto 138: Tuttavia dovreste sapere che la distanza tra i vestiti della Torà in questo mondo e i vestiti della Torà nel mondo di Azilut è incommensurabile…

“Vestiti della Torà” sta a disegni immaginari. Di fatto, non ci sono vestiti per niente, ma piuttosto esiste la Luce, e un vaso che dipinge la propria “realtà” contro la Luce al grado della loro similitudine. La Luce sta per assoluta dazione, e la sensazione del vaso dipende dal livello della sua corrispondenza con la Luce.

È questo quello che s’intende con vestiti della Torà, gli involucri che occultano la Luce dal vaso, dalla persona. E senz’altro, al livello di questo mondo dove uno è corrotto al massimo, succede che gli schermi che coprono la Luce siano i più grandi occultamenti possibili.

Tuttavia, la Torà in se, cioè la Luce nei vestiti non cambia tra la Torà di Azilut e la Torà di questo mondo, com’è scritto: “Io il Signore non cambio” (Malachi 3:6).

La Luce rimane costantemente in completo riposo, tuttavia, essa scende verso la persona in base al suo livello. Attraversa i “vestiti” che sono intesi per aiutare in qualche maniera la persona che li ottiene, e copre il proprio ego, facendo questo rivela la Luce, dato che riesce a cambiare il tipo di vestiti da oscuranti a rivelatori.

È cosi perché l’occultamento è il motivo per la rivelazione. Dopo questa correzione, dopo la rivelazione, l’occultamento è per la rivelazione come uno stoppino è per la luce che lo afferra. Più grande sarà l’occultamento, più grande sarà la Luce che si aderirà a esso quando sarà corretto. Perciò, tutti questi vestiti grezzi nei quali è vestita la Torà, in questo mondo, il loro valore non è inferiore alla Luce che vestono, ma è il contrario.

Indichiamo la Luce in rosso e i vestiti in blu. Più in basso scendiamo attraverso i mondi di Azilut, Beria, Yetzira e Assiya (ABYA), più vestiti troveremo. La Luce dell’Infinito è costante; tutto dipende dal posto dove si trova la persona che riceve. Certamente i principali vestiti del mondo di Assiya rivelano finalmente la Luce più potente alla persona. È chiamato “l’ordine opposto delle Luci e dei vasi”.

Domanda: Che cosa sono di fatto i vestiti?

Risposta: Schermi occultanti, c’è una legge sulla similitudine delle proprietà: Se tu possiedi un certo potenziale negativo (-), la Luce manifesterà se stessa negativa (-) in modo che ci sia uguaglianza tra di loro (=). Altrimenti sei incapace di rimanere in vita.

La Luce deve diminuire se stessa al tuo livello. È per questo che il sistema dei mondi (Olamot) esiste- il sistema degli occultamenti (Alamot): La Luce diminuisce fino al punto che tu la possa tollerare.

Domanda: Che cosa fa diventare i vestiti occultanti in rivelanti?

Risposta: Lo fa la persona. Sollevandosi oltre la ragione, uno prende la decisione di creare un vestito e chiede che esso nasconda il suo egoismo; allo stesso tempo lui lotta per essere sopra il proprio ego e di sollevarsi al livello della dazione. È cosi che una persona ottiene uno schermo e inizia a lavorare “in cima” a esso.

Nella stessa maniera il fuoco aderisce allo stoppino: La profondità dei nostri desideri, la nostra separazione dal Creatore, e le nostre aspirazioni eventualmente trascendono nella Luce. Non c’è Luce da se. I nostri sforzi intensificano lo spessore del desiderio, e l’oscurità inizia a illuminare. Senza lo stoppino non c’è il fuoco poiché il fuoco non può bruciare nel vuoto; ha bisogno di carburante, che brillerà e illuminerà come la Luce.

Domanda: Di che cosa abbiamo bisogno per questo?

Risposta: Dobbiamo accettare l’occultamento come il più grande aiuto che ci permette di muoverci gradualmente e avvicinare alla forza donante.
[78400]

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.05.2012, Introduzione allo studio delle dieci Sefirot)

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Molte reincarnazioni in un solo corpo

Domanda: Che cos’è una reincarnazione?

Risposta: Io sono nel desiderio di ricevere e scopro la frammentazione delle Reshimot (ricordi), significa che sento il mio legame con l’ambiente e il Creatore come se fosse rotto. Quindi io faccio gli sforzi per connettermi con l’ambiente al fine di diventare un recipiente adatto per il Creatore, per la Luce.

Supponiamo di lavorare sopra il mio desiderio frantumato, io ho chiesto e ottenuto l’influenza della luce che corregge il mio legame con i vasi frantumati che sono vicini a me, e noi collegandoci abbiamo raggiunto una maggiore compatibilità con la luce. Ora il vaso che è stato corretto da me viene riempito con la luce di Nefesh. Così io ho adempiuto al desiderio frantumato che è stato rivelato a me. Questo significa che ho vissuto una vita e ho eseguito una correzione.

Ora il livello successivo si è rivelato a me. Il precedente desiderio muore, non avrò più bisogno di lui. La luce che esce dal Partzuf spirituale precedente e si rivela nel prossimo Reshimo è maggiore e più avanzata. Questo significa che questo è ancora più rotto! Ma con l’esperienza che ho dalla vita precedente, so già come correggerlo. Pertanto, io continuo ad avanzare per correggere me stesso.

È necessario collegare i vasi rotti che sono ancora di più in opposizione uno rispetto all’altro e devo chiedere alla luce di connetterci. Così passa una vita dopo l’altra fino a quando raggiungo la mia correzione completa. Allora, i frantumi delle Reshimot cessano di essere evocate e rivelate dal momento che io ho corretto tutte le rotture, nel senso che ho attraversato tutte le mie vite. Queste vite non hanno nulla a che fare con il nostro corpo materiale che vive come un animale. È soltanto simile a un animale dal momento che la nostra vita simboleggia l’avanzamento del desiderio di ricevere.

In contrasto con la natura inanimata, vegetale e animale, noi siamo animali speciali in cui il desiderio di ricevere cambia continuamente e alla fine raggiunge un punto morto, che noi sentiamo oggi. Ci rendiamo conto improvvisamente che non è vita e che non capiamo dove stiamo andando. Le sofferenze ci obbligano a cominciare a chiedere sul senso della vita, circa il suo scopo e la sua radice. Nel desiderio che si sviluppa nei livelli inanimato, vegetale e animale, c’è già l’inizio di una nuova brama che ci obbliga a chiedere su ciò che c’è nel livello sopra di me.
[80163]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.06.2012, Scritti di Rabash)

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Garanzia Mutua: Non sogni rosei ma la vera realtà

Alcuni dei nostri gruppi trovano difficile legare la saggezza della Kabbalah con la garanzia mutua. Le persone che sono arrivate a studiare Kabbalah non vogliono veramente imparare la garanzia mutua e ovviamente non vogliono divulgare il messaggio della garanzia mutua al mondo.

In realtà li comprendo. Quando sono andato da Rabash all’età di 33 anni, ero uno scienziato devoto al mio carattere e alla mia previa occupazione. Prima di arrivare in Israele, dall’età di 6 fino ai 28, ho studiato e letto letteratura scientifica tutto il tempo. Anche questo derivava da una deficienza per scoprire il Creatore, la forza che governa qualsiasi cosa.

Dal Rabash, ho udito riguardo: “ama il tuo amico come te stesso.” In Russia questo principio è stato distorto a favore dell’elite e per me era veramente sgradevole ascoltare questo perché dietro alle parole di amore c’erano i peggiori imbroglioni e ladri che fecero l’esatto opposto e impiegarono gli altri per il loro bene. Era veramente difficile abituarmi all’idea che questo principio fosse il principio base della saggezza della Kabbalah, perché si suppone parlare dei segreti della creazione, e improvvisamente parla delle cose passate.

Poi ho cominciato a imparare il sistema interno: Risulta che il desiderio di ricevere rotto è diventato egoista, e per tornare al mondo di Ein Sof (Infinito), dobbiamo correggere il nostro ego. Questo significa che dobbiamo portare internamente e avvicinare a noi quello che sembra distante, per trasformare in amato ciò che sembra odiato. Nonostante il nostro desiderio corrente, nonostante l’orgoglio, le passioni, il rispetto, dovresti camminare e rinnegare il tuo ego sempre più avvicinandoti alle persone che odi. Così puoi scalare gli scalini del sentiero spirituale.

Solo dopo aver compreso la strada, mi sono fermato rabbrividendo quando ho ascoltato parole riguardo all’amore. Mi ci sono voluti dai due ai tre anni e non è stato per niente facile in comparazione alla forte repulsione iniziale. Ma il fatto di aver imparato il sistema e le sue leggi mi ha aiutato, come un dottore che legge il risultato di un test o i raggi-x. Poi ho capito da dove queste parole sono state prese; ho compreso che queste parole non hanno nulla a che fare con gli aspetti umani, o con il benessere e il vivere in fratellanza. E’ riguardo la fonte di tutti i nostri conflitti, riguardo alle basi della nostra natura, che noi, non avendo scelta, dobbiamo adempiere. Questo è quello che mi ha convinto.

Allora, noi dovremmo spiegare a tutti i nostri amici in Israele e non, cosicché loro possano capire che la divulgazione verso tutti quelli che vogliono imparare la saggezza della Kabbalah e la più ampia divulgazione della garanzia mutua al mondo intero è il significato del Tikkun (correzione). Se in passato un Kabbalista poteva correggersi attraverso se medesimo o con l’aiuto di un insegnante, oggi è impossibile.

Non sono stato io a dirlo, Baal HaSulam scrive riguardo al fatto che noi dobbiamo fare questo. Così non puoi raggiungere la correzione interna se non stabilisci un gruppo. Perché il gruppo cominci a vivere e avanzi nella giusta direzione, devi essere connesso al mondo intero. Inizialmente, la divulgazione dovrebbe essere fatta in Israele perché le persone di Israele dovrebbero diventare la fonte del sistema per l’intero mondo.

Così i cerchi si sono creati: Attorno a te c’é il gruppo, attorno al gruppo c’é Israele, e attorno a Israele c’é l’intero mondo. Se non prendi in considerazione questo sistema non avrai successo e non attrarrai la Luce che Riforma. Devi racchiudere tutto in una certa estensione. Questo deriva dalla rottura dei vasi e dalla correzione necessaria dell’intero percorso dal periodo vitale del quale parla Baal HaSulam. Le persone che non vogliono riempirsi così semplicemente non vogliono ascoltare cosa dice il nostro maestro spirituale.
[79524]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.06.2012, “L’essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Il Libro dello Zohar, Bereshit Bet (Genesi 2), Punto 55/1, Lezione 220
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KFS, Articolo “L’Arvut” (La Mutua Garanzia), Pagina 251, Lezione 11
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Unità Divisa

Baal Ha Sulam, “600.000 Anime”: In realtà non esiste niente al mondo otre a una sola anima, che è divisa , a causa dell’ egoismo dell’uomo, in 600.000 parti e una moltitudine di scintille spirituali.

Un’anima unificata è stata creata, e nient’altro. Esiste, e noi siamo sempre all’interno di essa. E se ci sembra che questo non è così, è perché siamo imperfetti. Per me il vaso generale si divide nel mio “sé” e gli “altri” invece di comparire a me come un tutto integrato dove c’è solo “noi”. E tutto il mio lavoro equivale a correggere la mia percezione.

Fino ad ora ero in un mondo le cui parti sembravano sconnesse e prive di interconnessione. Così è come sono costruito all’interno. E’ così che è sempre stato comodo per me vedere il mondo esterno, e io sono sempre trovato in buoni rapporti con esso. Tuttavia, oggi il mondo al di fuori sta assumendo forme diverse: ne risulta che l’inanimato, vegetale, animato e i livelli animati della natura sono strettamente interconnessi. Vero, non è così importante per me, eppure l’ecologia importa anche dal momento in cui le mie azioni sconsiderate evocano dei cambiamenti spiacevoli nei fenomeni naturali.

Ma la cosa più importante è che la stessa società umana sta diventando un unico “meccanismo”. Detto in modo diverso, il mondo oggi viene espresso come una sola anima, un solo vaso, mentre io non voglio riconoscere questa unità. Vedo che involontariamente entro nel mondo, che la realtà letteralmente “spinge” da dentro di me, anche se questo è contro la mia volontà. Voglio rimanere un egoista, ma la realtà della singola anima si sta rivelando a me.

Così, l’immagine del mondo frammentato viene solo rappresentata nello “specchio curvo” della coscienza umana imperfetta. Più velocemente comprendiamo questo e correggiamo la nostra percezione, più velocemente avremo successo.
[79185]

(Dalla 4°.parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28.05.2012, 600.000 anime)

Cosa rivelerebbe un cardiogramma dei desideri del cuore?

Domanda: Cos’è la Shechina?

Risposta: La Shechina è l’insieme di tutti i desideri creati dal Creatore uniti in un unico desiderio equivalente che si fonde con il Creatore nello stesso tipo di dazione come Egli è. Cioè, il desiderio di godere è pienamente corretto alla dazione.

Ma in relazione a noi, la Shechina è “nella polvere.” Il Creatore ha creato il desiderio di godere, e lo portò alla correzione finale: la finale, e la terza, esistono già nello stato corretto. Tuttavia, ci sentiamo come se fossimo al di fuori della Shechina, a tal punto che siamo nascosti dall’occultamento,dalla nebbia, e dall’inganno

Pertanto, ci sentiamo come se non apparteniamo a quel comune e corretto desiderio, e dobbiamo lavorare sodo per unirci con esso. Immaginate che ognuno è completamente corretto, ma voi, vedete il mondo completamente danneggiato. Pertanto, è necessario correggere la percezione e unirsi al resto del mondo, la Shechina.

Dovreste chiedere al Creatore per farvi divenire equivalenti a Lui, che è ciò che significa appartenere alla Shechina. Ma come si fa a chiedere perché non si può fare artificialmente? La richiesta viene dalla profondità del cuore in un modo che non può essere fermato.

Immaginate che tutti i desideri del vostro cuore erano visibili a tutti su un grande schermo, come se i sensori di un cardiogramma fossero collegati al cuore, mostrando a tutti i vostri desideri, i vostri pensieri, quelli degli altri, e i vostri sogni per il futuro. E voi eravate in grado di fermare questa trasmissione, e non avevate il controllo del vostro cuore. Ovviamente, ci si dovrebbe vergognare se questi desideri fossero relativi a voi stessi. Ma se si collegano questi desideri al Creatore, sapendo che Egli li manda a voi, allora non si ha niente di cui vergognarsi, allora non ci si deve vergognare dei desideri che si svegliano nel vostro cuore. Devi solo provare vergogna per qualcosa che avresti potuto fare per correggere il tuo cuore, ma che non hai fatto.

E poi si inizia cercandolo. Si vede che il Creatore ci invia desideri differenti, ci fa pensare a falsificazioni, furti, omicidi, violenze, sui modi per ingannare e usare tutti. Si potrebbero vedere queste immagini se il cuore fosse stato visualizzato su uno schermo. Ma tutti questi pensieri si stanno risvegliando in te dall’Alto, e tu non sei padrone di loro.

E con questo, si vedrebbe che hai avuto l’opportunità di fare ogni immagine come il Creatore, ma non lo hai fatto. E ora ti vergogni del fatto che non ti sai correggere o chiedere la correzione. Forse, non hai nemmeno fatto uno sforzo per correggere qualcosa, o forse hai provato e hai capito che non si può fare, ma non chiedere al Creatore per l’aiuto.

Tutti questi stati che avresti potuto correggere, ma non hai fatto, è perchè hai ora un sentimento di vergogna. Questo è ciò di cui ti vergogni , ma non ti vergogni delle immagini più terribili che si svolte nel tuo cuore e che sono venute dall’Alto.

Se provassi a portare tutto quello che hai in tuo possesso in equivalenza con il Creatore, allora inizieresti a rivelarne tutti i dettagli : da dove viene, perché, per che cosa, come chiedere aiuto, e come farlo funzionare. Ma se non avete intenzione di correggere voi stessi, allora non dovreste nemmeno aprire il pacchetto inviatovi o realizzare cio che vi arriva.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012, Shamati 50)

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