Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.06.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 145 “Cosa significa “Darà Saggezza specificatamente ai saggi
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Il Libro dello Zohar, Bereshit Bet (Genesi 2), Lezione 127
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Baal HaSulam, TES, Parte 2, Histaklut Pnimit, Punto 51, Lezione 18
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KFS, Introduzione al Libro dello Zohar, Pagina 115, Punto 12, Lezione 5
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.06.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Baal HaSulam, Igrot, Lettera 34
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Il Libro dello Zohar, Bereshit Bet (Genesi 2), Lezione 126
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Baal HaSulam, TES, Parte 2, Histaklut Pnimit, Punto 46, Lezione 17
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KFS, Introduzione al Libro dello Zohar, Pagina 113, Punto 9, Lezione 4
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.06.2012

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 24
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Il Libro dello Zohar, Bereshit Bet (Genesi 2), Lezione 125
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Baal HaSulam, TES, Parte 2, Histaklut Pnimit, Punto 33, Lezione 16
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KFS, Introduzione al Libro dello Zohar, Pagina 112, Punto 6, Lezione 3
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La fede che brilla in una notte oscura

Se il Creatore si rivela o arriva almeno un po’ più vicino ad una persona secondo l’equivalenza della forma che essa ha raggiunto, la persona non deve consentire a sé stessa di essere accecata e godere di questa piacevole sensazione durante la salita. Al contrario, il tempo dell’ascesa è il luogo più adatto per lavorare, quando noi chiediamo di aggiungere il massimo sforzo al fine di mantenerci più stretti nello studio, nel gruppo, nei libri e nella divulgazione.

Dovremmo cercare di massimizzare questo tempo e capire che nessuno garantisce che tutto questo non si fermerà al minuto successivo. Pertanto, ora, si devono utilizzare tutti i mezzi che abbiamo, per legare sé stessi allo stato di ascesa, così che, anche se lo stato piacevole si trasformerà nell’esatto opposto e diventerà oscuro e sgradevole — uno stato di nebulosità, confusione e impotenza — quindi anche in questi stati che sono pieni di disperazione, si desidera rimanere aderenti al Creatore.

Questa vicinanza non sosterrà gli stati piacevoli, ma anche se ti senti male ora nel tuo desiderio di ricevere, tu vuoi rimanere fedele per aderire al Re. Così né le salite né le discese potranno influenzarvi anche se sentirete o non sentirete un riempimento nei vostri vasi di ricezione. Al contrario, è quando non c’è nessun riempimento che si può essere sicuri che si sta operando senza alcuna ricompensa, al fine della dazione.

Per fare questo avete bisogno di un “patto”. Se brami per la dazione, scoprirai che puoi formare una grande alleanza con il Re, e che il Creatore manterrà questo patto. Così si può essere sicuri che quando le discese arrivano e ci si sente completamente vuoti e non ci si puo’ mantenere nella dazione, grazie al vostro lavoro precedente, sarete in grado di rimanere aderiti anche nel “buio”.

Tutto il nostro lavoro avviene di “notte”, dove ci sono la dazione e la fede. Come si dice: “Dacci la tua grazia al mattino e la tua fede nella notte,” dal momento che è la “notte” il momento in cui la fede e la dazione sono rivelate.
[80707]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.06.2012,Shamati 76)

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Il Creatore governa con amore

Domanda: Nel cammino spirituale il mio desiderio egoistico si affronta con sensazioni spiacevoli.

Risposta: Fino al punto in cui finalmente ti alzi e senti quanto buono é realmente. Proprio ora sei orgoglioso di te stesso come un gallo pomposo, quindi per forza che non è piacevole. Ma dopo, tu comincerai a valorizzare l’attitudine del Creatore e vedrai che Lui sta veramente mostrando umiltà. E’ detto che là dove rivelerai la grandezza del Creatore, rivelerai la Sua modestia.

Non c’è nulla che sia più grande della modestia, benché l’egoismo non sia d’accordo. La modestia è il risultato di una reazione alla Luce Circostante del Creatore, che è il livello maggiore. Non appare alla prima volta, è preceduto dalla realizzazione del fatto che l’Uno superiore governa con amore. Per noi, potenza significa tirannia e oppressione, mentre in spiritualità è l’opposto: L’Uno Superiore ti mostra l’estensione alla quale Lui si china prima di te. E cominci ad avvalorarLo per questo.

Domanda: In questo caso, chi lavora con chi: Lui con me, o io con Lui?

Risposta: E’ un lavoro mutuo. E’ detto “Io sono il primo.” In altre parole, il superiore ti porta tutti i tuoi stati; tu sempre esisti all’interno delle circostanze create da Lui. Quindi, prima di tutto, devi ricordarti che vivi in un mondo che Lui ha formato. E dopo, devi guardare te stesso di lato: ”Come sto reagendo a questo? Sono capace di fare qualcosa o sono completamente debole? Sono arrabbiato? Ho ceduto? Come rispondo al mio stato attuale? Posso cambiare a uno stato desiderato? E che cos’è esattamente?

Nella ricerca per i significati per permettere questa transizione, scopri che è possibile cambiare solo il tuo stato verso il superiore. Questo significa che devi chiedere a Lui di farlo.

In quanto al superiore, Lui ha costruito un ordine ristretto, una catena di stati attraverso la quale Lui ha bisogno di guidarti. Se sei in accordo con il Suo piano, se chiedi di andare al prossimo stato, allora puoi rivelarLo come buono e propizio. Dopo di questo, tu lo desideri e questo ti riempie. Comunque, se tu non chiedi per il prossimo stato, allora si manifesterà attraverso qualità cattive e brutte sensazioni.

Così è impostata la catena, e tutto dipende dalla tua preparazione. Forzando lo stato successivo, lo ricevi come un regalo, e viceversa, rigettando il nuovo stato lo sentirai come una forma di sofferenza, che tuttavia continua a insegnarti qualcosa.

Domanda: Questo significa che la mia richiesta determina le sensazioni lungo il cammino?

Risposta: Si. Tu hai bisogno di innalzare MAN, una richiesta per la correzione.

Domanda: Comunque, l’umiltà mi priva della forza. E’ impossibile avanzare in questa maniera finché lo sviluppo non sia costruito in un forte desiderio egoistico. Che cosa rimarrà dopo la rinuncia a me stesso? Forse otterrò una nuova mente, ma essenzialmente io, me stesso, non esisterò a lungo.

Risposta: La rinuncia a se stessi è realizzata attraverso il potere della mente, per mezzo di conoscenza vicina con il Creatore, quando chino la mia testa, quando lavoro completamente al mio desiderio. La rinuncia a se stessi è una transizione attraverso un’azione di dazione, io comincio precisamente con la rinuncia, io accetto un nuovo ordine di lavoro in accordo con ciò che ho bisogno di unire con coloro che mi circondano maggiormente, penetrare i loro desideri, e formare un nuovo vaso. Questo richiede tante diverse e interdipendenti azioni fino a che non riesco a mettere insieme delle parti tra loro dipendenti.

Quindi non c’é fine in questo modo. Il Creatore semplicemente vuole che diventi “un bravo e intelligente ragazzo”. Quando ti chini prima del Creatore, ti stai veramente inchinando prima della proprietà della dazione, elevandola al di sopra del tuo egoismo, e continuando a lavorare con questa proprietà. Allora cominci ad attribuire al tuo ego la dazione.
[79332]

(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.05.2012, Baal HaSulam “600,000 Anime”)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.06.2012

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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 30 “L’ Essenziale è il desiderare solo il dare in assoluto
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Workshop: “Come possiamo aumentare l’ intensità della nostra connessione?”
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L’Italia è sull’orlo di un precipizio

Opinione (Mario Monti, Primo Ministro Italiano): “Grazie al contributo delle forze politiche e dei sacrifici del popolo Italiano, siamo indietreggiati dal precipizio – ma il buco si sta allargando e potrebbe inghiottirci. Siamo di nuovo in una crisi.”

Il mio commento: Dal bordo di un precipizio si può cadere, ma si può anche volare…
[80782]

Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.06.2012

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Rav Yehuda Ashlag, KFS Pagina 153 “Il Corno del Messia”
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Workshop “Che cosa portiamo al 99% nelle Tavole Rotonde”
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Eleva i tuoi desideri ad un nuovo livello

Baal HaSulam:L’Arvut (Garanzia mutua)”: Con questa responsabilità collettiva, ogni membro della nazione è stato liberato dalla preoccupazione dei bisogni del proprio corpo e poteva mantenere il comandamento di “Ama il tuo amico come te stesso” in maniera piena, e dare tutto quello che possedeva a una persona bisognosa.

Questo significa che riceveremo un piacere cosi grande nel nostro sentimento, che nella nostra vita corporale non avremmo bisogno di altro che non sia necessario per la nostra esistenza, proprio come gli animali che non hanno bisogno di biscotti ma unicamente di cibo naturale che è sufficiente per loro. Se i nostri desideri, che non sono nel livello animale smetteranno di confonderci e ci eleveranno al livello “Umano”, ci sbarazzeremo di tutto il superfluo che solamente inquina la terra e rimarremo unicamente con ciò che è necessario per le nostre necessità basiche nella vita corporale.

Dalla connessione con gli altri noi raggiungiamo il riempimento nel livello “Umano”, similare al Creatore. Poi, non penserete al piacere personale più del necessario. Noi scopriamo il Creatore nella connessione con gli altri e naturalmente diamo tutti i nostri poteri per i bisogni degli altri. Per questo si dice: “Io risiedo nel mio popolo”.

Giacché non si preoccupava più dell’esistenza del proprio corpo, poiché sapeva di essere circondato da seicentomila amanti leali, che erano pronti per provvedere a lui.

È la società che supporta che innalza l’importanza della connessione ai miei occhi e provvede un certo senso di sicurezza che non avrò carenza di nessuna delle necessità basiche, che permette alle persone di preoccuparsi degli altri.

Più tardi, anche questo sparirà ed io riceverò tutto grazie all’unità con la società; io non dovrò vedere il sistema che provvede la prova dell’amore e dell’interesse delle persone che mi circondano. L’amore che io sento per loro riempirà tutti i miei vasi.
[79445]

(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.05.2012, “L’Arvut (Garanzia Mutua))

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 18.06.2012

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Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 8 “Qual’ è la differenza tra l’ Ombra di Kedusha e l’ Ombra della Sitra Achra”
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