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Il principe e il povero topolino

Domanda: Come posso annullare me stesso prima degli amici se io già mi sento sento più in basso degli altri?

Risposta: Sentirsi più in basso di chiunque altro non significa sentirsi difettato; piuttosto è l’opportunità di essere incorporati in ogni persona e di ricevere la miglior Luce di Nefesh da loro.

Se sono piccolo, io posso essere incorporato in un sistema piccolo o in uno grande, dipende tutto dal livello del mio auto-annullamento, che similmente è un’azione semplice. Se annullo me stesso prima di un picolo sistema, sono come un piccolo topo che è nato in una famiglia di topolini. Ma se posso annullare me stesso, con il mio ego in un grande sistema sono come una piccola principessa nel palazzo del re. Dipende in toto con quale ego io mi annullo.

Allora essere piccoli non è una cosa piccola. Benché il piccolo riceva solo la Luce da un primo livello – la Luce di Nefesh, che è illimitata.

E’ buono essere piccoli! E’ il miglior tempo per avanzare. E’ il piccolo che avanza.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.10.2012, Scritti di Rabash)

Siamo tutti uguali nel lavoro Spirituale

Dallo Studio delle Dieci Sefirot, Parte 3, Capitolo 13: significa che Keter è il primo per merito dal punto di vista della Luce di Yashar (Ohr Yashar), Malchut è l’ultima per merito, per via del fatto che riceve per ultima ed è la più lontana dalla Shoresh. E’ l’opposto dal punto di vista della Hitpashtut della Ohr di Hozer, ovvero la Sefira di Malhcut è divenuta la Shoresh ed è la prima in merito, e Keter l’ultima. Se ne ricava che tutti i Kelim si eguagliano allo stesso livello rivestendo la Ohr Yashar nella Ohr Hozer. E’ così per via del fatto che tutto quello che è meglio nell’Eser Sefirot de Ohr Yashar è peggio nell’Eser Sefirot de Ohr Hozer,e viceversa, tutto quello che è meglio nell’Eser Sefirot de Ohr Hozer, è peggio nell’Eser Sefirot de Ohr Yashar. E così tutti i Kelim si eguagliano.

Tutti i desideri riempiono gli uni gli altri; se la Luce Diretta e quella che Ritorna sono presenti, significa che un’azione spirituale si è già verificata e che non c’è differenza tra quelli che l’hanno compiuta esattamente. Gli amici non sono per nulla diversi gli uni dagli altri. Se l’Aviut (la profondità del desiderio) di uno ha compiuto il lavoro che doveva fare allora costui rimane identico a tutti gli altri.

Più è alta la Sefira della Luce Diretta, più è bassa la Sefira della Luce che Ritorna che la riveste; più è bassa la Sefira della Luce Diretta, più è alta la Luce che Ritorna. Di conseguenza, sono uguali. Nella Spiritualità, non c’è differenza tra di noi. Uno ha un’anima più alta, un altro ha un’ altra più bassa e rozza, ma alla fine fanno tutti lo stesso lavoro.

Un’ anima più elevata è più vicina alla Luce, ma questa “altezza” non permette alla persona di portare una grande quantità di Luce che Ritorna. Per via del fatto che i desideri più bassi interagiscono con lui, egli consegue uno schermo più largo, che quindi prende più Luce che Ritorna. Questo succede in ogni Sefira, che include tutte le altre Sefirot e raggiunge lo stesso livello di tutte le altre.

Quindi, quando impiego la mia ispirazione spirituale nel gruppo, ricevo indietro da loro una potenza del mio stesso desiderio corretto (Aviut) assieme alla sua “purezza” (Zakut), che ci rende tutti uguali. Loro avevano bisogno della mia aspirazione, ed io richiedevo il loro desiderio corretto. E’ come un feto all’interno di sua madre che definisce i processi che lei deve dare attraverso il suo corpo.

Allo stesso modo Malchut determina cosa fare relativamente a Bina. Secondo il fine della creazione, se un desiderio più grande è aggiunto al processo della correzione, tutte le volte questo diviene più importante. Ogni parte di Malchut che si collega a Bina definisce quello che Bina deve compiere, e Bina è obbligata a soddisfare questo requisito.
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(Dalla Terza Parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah 30.08.2012, Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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Uno stimolo dalla Luce

Siamo all’interno di una forza chiamata il Creatore (Boreh). Dal momento che non lo abbiamo ancora raggiunto secondo il principio di “vieni e vedi” (Bo-reh), gli diamo nomi diversi secondo la misura attuale della sua rivelazione verso una persona.

Io sono in questo campo di Forze insieme a tutti gli altri. La domanda è: come posso indurre la sua influenza? In effetti, questo è l’intero lavoro dell’uomo: come è possibile risvegliare questa forza in modo che possa elevarmi?

Siamo scesi di proposito dall’altezza spirituale al “livello zero”, e ora spetta a me ascendere alla stessa altezza. Per fare questo, devo risvegliare su di me la Luce che Riforma. Non c’è altra forza che mi possa elevare verso la spiritualità. Ho solo i mezzi che esistono al mio livello. Il Creatore mi sveglia dal sogno attraverso il primo “stimolo”, e poi devo elaborare, attraverso mezzi speciali come: il gruppo, lo studio e l’insegnante, ciò che mi ha risvegliato interiormente.

Quindi mi rivolgo alla Luce che, inizialmente, mi ha risvegliato. Chiedo che mi influenzi, e lo faccio coscientemente e consapevolmente. La Luce mi stimola di volta in volta affinché io instauri il mio atteggiamento verso di essa: che cosa le chiedo, che tipo di influenza mi aspetto, che cosa voglio raggiungere, e così via. Nel complesso immagino di essere in conformità con Colui che mi “stimola”. Devo osservare la sua forma, la sua immagine e chiederGli:

– “Voglio dare!”
– “Come vuoi diventare uno che dona? È davvero colui che da’? Come sarà il tuo dare?”
– “Non lo vedi? Io studio, lavoro in un gruppo e nella divulgazione, compio tutti i tipi di azioni, e chiedo in base a questo”.

Se una persona non esegue azioni indirizzate verso l’unione, non vi è alcuna base per la sua richiesta. Queste azioni costituiscono l’infrastruttura che egli può utilizzare per elevare MAN, una preghiera. Costruisco questa infrastruttura tra me e gli amici da cui sorge MAN, “la preghiera dei molti“. Non sarò mai in grado da solo di chiedere la connessione. Una preghiera per la connessione può essere solamente collettiva, o almeno tra due persone.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.10.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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La questione che riguarda tutti

Nel suo articolo “Corpo e AnimaBaal HaSulam chiarisce una confusione molto comune riguardo al corpo e all’anima. L’argomento riguarda tutti. Chi sono “io” in questo regno? Cosa mi succederà dopo che sarò morto?

Gli animali non si preoccupano di queste cose. Non hanno mai pensieri come questo poiché non percepiscono il tempo al di fuori della loro natura, né mai si elevano al di sopra della loro natura, mentre in cima alle sensazioni umane della vita c’è una percezione aggiuntiva di distacco che suscita le domande. Cosa accade fuori da questa vita?

Infatti noi apparteniamo all’eternità e in base al grado della nostra personale connessione con l’eternità, solleviamo diversi tipi di domande La nostra ricerca varia in intensità e forza, ma tutti abbiamo a che fare con queste domande in un modo o nell’altro.

Come risultato di questa ricerca, le persone sono arrivate a molteplici teorie e concetti. Esistono diverse migliaia di religioni, credenze, usanze e così via che Baal HaSulam divide nelle seguenti categorie:

  • Qualcuno pensa che non ci sia anima di qualche tipo e che il corpo sia una macchina, un sacco di combinazioni chimiche, e che sia guidato da impulsi elettrici.
  • Altri pensano ad un corpo come a qualcosa che possiede un’anima che entra in un corpo al tempo della nascita e ne esce alla morte.
  • Qualcuno pensa che, sebbene un’anima esista, pure il corpo possa vivere senza di essa. Noi sappiamo come collegare parti del corpo che sono state dilaniate e abbiamo imparato a trapiantare organi nuovi, a volte persino artificiali. Nel futuro forse creeremo i nostri corpi da un insieme di parti del corpo.

Per farla breve, le persone sono molto confuse riguardo a questo argomento. C’è o non c’è un’anima? È dentro o fuori dal corpo? Nessuno conosce la risposta precisa, né qualcuno ha qualche spiegazione scientifica di questa questione.

Perciò le persone scelgono teorie in base ai propri gusti. Nell’ultimo secolo sono state create numerose ipotesi che hanno portato un sacco di soldi ai loro autori. Comunque, finora, nessuna di quelle teorie fornisce una vera risposta al problema dal momento che non svelano l’argomento per intero.

Qui, interviene la saggezza della Kabbalah. Essa rivela la realtà fino alla sua completa portata: il Creatore, l’anima, e così via—in altre parole, tutto! Nulla è nascosto a noi qui.

Questo è il motivo per cui la Kabbalah è chiamata una “saggezza segreta”. Studia cose che sono a noi nascoste e le rende evidenti a coloro che studiano questa scienza. Certo uno deve investire un grande sforzo, ma verrà ricompensato in accordo al suo impegno. È un luogo dove si può scoprire la veracità, sebbene dobbiamo ricordare che la rivelazione nella Kabbalah è condizionata dai cambiamenti interiori dello studente.

La saggezza della Kabbalah non ha a che fare con attività esteriori come rituali, amuleti o cerimonie segrete. In modo molto accurato e chiaro richiede che una persona cambi interiormente.

La richiesta è molto rigida. Essendo controllati dal nostro desiderio di ricevere noi pensiamo sempre a prenderci cura di noi stessi. Questo ci rende “animali egoistici”. Pensate a questo, controllate, realizzate la vostra inclinazione al male, e trasformatela nel suo opposto: l’intenzione per la dazione. C’è una forza speciale che realizza la correzione quando lavoriamo nel gruppo.

In un modo o nell’altro l’attuazione dei principi della Kabbalah dovrebbero essere molto chiari per chiunque li voglia conoscere. Il problema risiede, diciamo, nell’essere pigri. Per questo, non ci sono troppe persone che sono riuscite a rivelare la verità finora.

La saggezza della Kabbalah afferma che non c’è anima che dimori nel corpo. C’è un vaso dell’anima anche chiamato “corpo dell’anima” un desiderio di ricevere che è totalmente orientato verso la dazione. È un vaso corretto per l’anima, cioè per la Luce che lo riempie in accordo alla legge della somiglianza delle proprietà e che è chiamata la “Luce dell’anima”.

Così, se la persona trasforma se stesso in un vaso che riceve la Luce, allora la Luce entra in lui. Dopo di che, uno ottiene un’anima che gli appartiene e che riflette il livello dei desideri con cui lui ha lavorato.
Ci sono cinque livelli della Luce dell’anima: Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida. In genere, una persona deve realizzare una grande anima comune e riconoscere il suo conseguimento spirituale in ogni cosa intorno a lui.

In quanto ai valori materiali, essi scompaiono, cessano di esistere, dal momento che i sensi materiali sono immaginari. Ci furono dati temporaneamente in modo che fuggiamo da questa realtà e ce ne andiamo nella spiritualità.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.09.2012“Corpo e anima”)

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L’invidia non è un difetto

Domanda: I Kabbalisti attribuiscono l’invidia alle qualità che aiutano la persona ad uscire da questo mondo ed entrare nel mondo spirituale. Ma perché dovrei invidiare gli altri? Dopo tutto ognuno è speciale e ognuno sta seguendo il suo sentiero personale. Perché mai l’unicità di un’altra persona dovrebbe rendermi geloso e spingermi sulla mia strada?

Risposta: Io evoco in me l’invidia, la brama e il desiderio di essere rispettato di proposito. Non è proprio come per qualunque persona normale che invidia il successo degli altri o che cerca la stima. In questo mondo noi invidiamo tutti i tipi di cose senza senso e veramente vogliamo cose frivole. Io, al contrario, prendo solo ciò che è necessario per vivere e non considero tutto il resto. Quando ho tutte le necessità di base, io costruisco me stesso per il lavoro spirituale e in questa cornice io utilizzo strumenti come l’invidia.

Diversamente, non avrò nulla con cui avanzare. L’invidia, la brama e il rispetto sono i tre approcci egoistici, e su cosa lavorerei senza di loro dentro di me? Sono queste tre qualità che mi tirano fuori da questo mondo; è come uscire dai mondi di BYA verso il mondo di Atzilut.

Così se voglio lavorare spiritualmente, guardo al lavoro degli altri e annullo me stesso davanti a loro. Allora vedo loro come i più grandi della nostra generazione: Loro sono andati molto avanti, loro hanno raggiunto la fine della correzione, e io li invidio. Se non li invidio sono senza forza e non mi posso muovere. Io ricevo tutta la forza per avanzare dal mio ego. Il giusto avanzamento con la giusta intenzione, che significa la forma che è rivestita nella materia è condotta a me dalla Luce, mentre la materia in sé stessa attraverso cui io ascendo è il mio proprio ego.

Domanda: Ma come posso difendere la giusta intenzione dall’invidia?

Risposta: L’intenzione viene costruita in relazione all’invidia, alla brama e al desiderio di stima. Tu cambi l’invidia in invidia verso il Creatore, il desiderio di rispetto in rispetto per il Creatore, la brama e urgenza di aderire a Lui. Senno, che cosa correggi? Che cosa costruisci, un castello immaginario sulle nuvole?

Domanda: Ma ancora, quando io provo invidia, il suo fuoco mi consuma.

Risposta: No, tu permetti a te stesso di evocare l’invidia, la gelosia, e il desiderio di stima solo dopo la restrizione, quando non è più per te, ma allo scopo di comprendere di determinare “lo spazio del lavoro”. Tutto dev’essere sotto controllo; altrimenti tu non puoi neppure cominciare.

In breve, prova. Non aver paura di cadere preda dell’invidia. Comincia a lavorare sopra di essa. Sei fortunato se invidi gli amici; è una cosa buona. Dopo tutto, non abbiamo altra forza per avanzare. Se vivessi da solo, senza un ambiente, sarei come un animale. D’altra parte, se la società mi incita e mi stimola mostrandomi costantemente che gli amici hanno ciò che mi manca, mi aiuta ad avanzare nella vita. Ho solo bisogno di un ambiente speciale che mi offra buoni esempi che io invidio.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.09.2012, “Pace nel mondo”)

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All’unisono con il mondo

Baal HaSulam, “Pace nel mondo”: Perciò pace del mondo e pace dello stato sono interdipendenti. Per questo motivo, necessariamente troviamo che la parte dello stato che è attualmente soddisfatta della propria vita, che sono quelli abili e intelligenti, ha ancora parecchio di che preoccuparsi per la sicurezza delle proprie vite, a causa delle tensioni con coloro che cercano di destituirli. E se loro comprendessero il valore della pace, sarebbero felici di adottare la condotta di vita dell’ultima generazione, poichè “tutto ciò che un uomo ha, lo darà per la sua vita”.

C’è una condizione semplice per la buona vita dell’ultima generazione, ed è sapere che ogni cosa sulla terra, in tutta l’umanità, tutto è integralmente e globalmente connesso e nessuno è libero da questa relazione generale. Tutti sono connessi con tutti in connessioni piene di cui noi abbiamo conoscenza e di cui non abbiamo conoscenza, quelle rivelate e quelle nascoste. Vi sono milioni di fili tesi tra noi attraverso i miei pensieri e desideri e tutto di me. Se non le ho ancora rivelate non significa che esse non esistano. Certamente esse esistono ed ogni giorno vengono sempre più chiaramente rivelate.

La sola cosa che posso fare è comprendere che cosi’ è come stanno le cose, ma la comprensione non basta—ho bisogno di giungere alla sensazione che sono in grado di utilizzare la situazione correttamente. Lascio che mi limiti quando faccio qualcosa di sbagliato e che mi spinga avanti nelle iniziative corrette, in accordo con il sistema generale in cui noi tutti siamo connessi gli uni agli altri.

Se non lo percepirò perderò questa opportunità: comincerò dicendo una cosa e facendone un’altra, che è ciò che sta esattamente accadendo oggi.

Bene, prima di tutto io devo capire questo e spiegarlo a quelli attorno a me. Ma alla fine, questo sistema deve essere a noi rivelato così che lo vedremo coi nostri occhi e interiormente, così che sentiremo i suoi segnali che vengono da cuore a cuore, da mente a mente.

Nessuno sarà in grado di pensare e contemplare da sé stesso. Ciascuno dovrà connettersi nei suoi pensieri a tutto il mondo. In altre parole, abbiamo bisogno di un cuore e una mente per tutti.

La vita in sé stessa richiede l’unità. Ci stiamo muovendo in questa direzione e la raggiungeremo comunque, se non ora, allora più tardi. Allora come possiamo attuarla? Potrà aiutarci qualche governo globale o polizia globale? Cosa possiamo fare?

Necessitiamo di mezzi speciali che ci mostreranno le connessioni tra tutti in un modo emozionale e cognitivo cosicché non la guarderemo solamente standone a lato, ma troveremo noi stessi veramente dentro di essa.

Allora automaticamente mi preoccuperò degli altri: se penso, penso a tutti; se prendo una decisione, tengo in considerazione tutti. Sarò fortemente e strettamente connesso al sistema generale. Senza questo non c’è possibilità che potremo avere successo.

Domanda: Tu hai descritto lo stato finale, ma non come raggiungerlo.

Risposta: È vero. Persino ora posso usare il mio buon senso e la mia mente corretta in modo da figurarmi come le cose dovrebbero essere. Se vedo già il sistema generale, come questo mi vincola al momento? Poi altre condizioni si riveleranno, persino più dure e sconosciute.

Eppure devo pensare obiettivamente al presente: ci sono dei componenti che sono connessi in un certo modo.

Come li connetto in modo che ciascuno senta tutti gli altri e ciascuno possa tenere in considerazione tutti gli altri?

Tutti conoscono completamente la natura degli altri e sono illimitatamente connessi a tutti in una varietà di connessioni e hanno una mente talmente ampia da poter prendere tutti in considerazione, da pianificare progetti immediatamente per conto di tutti e portare avanti le operazioni attuali, assicurando che queste siano ottimali e che nelle attuali circostanze siano le migliori possibili.

Diversamente, se ciascuno continuerà a portare avanti i suoi interessi personali sotto le condizioni della crescente connessione reciproca, tutto crollerà come un’auto i cui pezzi vanno in ogni direzione quando succede un incidente.

Così noi dobbiamo guardare l’immagine della nostra unità obbligatoriamente: tutti hanno la mente di tutti e tutti hanno i sentimenti di chiunque altro. Come è possibile ciò? Questa è di per sé una domanda. Ma persino ora noi già vediamo che la natura ci consegna questo problema.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah 13.09.2012, “Pace nel mondo”)

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