Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.11.2012

Preparazione alla Lezione
Video / Audio

KFS, Rav Yehuda Ashlag, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 319, Punto 8, Lezione 3
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Parashat “Emor”, Punto 61, Lezione 5
Video / Audio

TES, Volume 3, Parte 8, Punto 47 “Ohr Pnimi” , Lezione 32
Video / Audio

Workshop: “Costruire una Casa”
Video / Audio

Riasunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
Audio

Quello che è buio per l’ego è luce per me

Il gruppo è l’AHP del superiore. Devo annullare me stesso, rinunciare al mio AHP e rimanere solo in GE per aderirmi all’AHP del gruppo. Sento l’oscurità e nonostante ciò, devo annullare me stesso e integrarmi con gli amici.

Questo è il nostro lavoro. Adesso noi siamo in due Partzufim, in alto e in basso. Io sono sotto il Machsom (barriera) e il superiore intenzionalmente abbassa il suo AHP, il gruppo, per me. Se io desidero connettermi a lui, con gli amici, devo restare solo nel mio GE. Non c’è nessuna altra scelta.

Quali azioni sono necessarie per farlo?

Prima di tutto, c’è l’annullamento del mio AHP (1). Successivamente, è necessario intensificare il mio GE quanto più possibile. Io mi annullo (↓), e quindi posso collegarmi al superiore (→), per vederlo e riceverlo.

Il superiore sembra oscuro e io sono pronto a riceverlo in quel modo. È buono per me, poiché è superiore, e io lo valorizzo. Esso è raffigurato come oscuro per il mio ego, ma è buono per la mia “fede al di sopra della ragione.”

Al momento io annullo me stesso davanti al superiore, e noi diventiamo un unico vaso, e dopo sarò pronto a ricevere la sensazione di grandezza, di connessione, di espansione. Questo è semplicemente perché il nostro GE e AHP compongono insieme le dieci Sefirot.

Quindi non è l’AHP del superiore di più ma il mio AHP che è diventato superiore. È come un bambino che dice: “questo è mio padre! Questa è la mia mamma!” da questo lui capisce che appartengono a lui.

Inoltre, questo superiore ha il proprio GE e AHP, che è un totalmente diverso AHP da quello che egli mostra a me.

Ma il superiore rimane in uno stato di piccolezza e comincia a sollevare i nostri comuni dieci Sefirot, l’AHP al quale voglio aderirmi con il mio GE e quindi trascendere il Machsom.

Per questo dovremmo comprendere che non abbiamo nessun altro AHP e nessun altro superiore oltre al gruppo.
[90648]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah, 19.10.2012, L’Arvut, La Garanzia Mutua)

Materiale correlato:

Laitman blog: Un’apertura per la Luce
Laitman blog: Due desideri impegnati con il pensiero della Creazione

Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.11.2012

KFS, introduzione allo Studio delle dieci sefirot, Lezione 2
Video / Audio

Libro dello Zohar, Lezione 4
Video / Audio

TES, volume 3, Parte 8 , Punto 47, Lezione 31
Video / Audio

KFS, L’Essenza della Sagezza della Kabbalah
Video / Audio

Riasunto della Lezione quotidiana di Kabbalah
Video (Non disponibile)  / Audio

Il pulsante nascosto

Domanda: Gli sforzi interiori causano sofferenza. Possiamo dire il contrario, cioè che questi dolori provengono direttamente dalla natura in forma di uragani e altri disastri naturali?

Risposta: Nel complesso, la risposta è sì. Invece di ricostruire le case che sono state distrutte dall’uragano e ricevere colpi ancora più terribili, possiamo muoverci internamente a lavorare e fare sforzi mentali. Questi sforzi dovrebbero essere qualitativi, sebbene la natura ci obbliga a muoverci verso sforzi quantitativi.

Questa differenza tra la qualità e la quantità è enorme. Lo sappiamo dalle leggi della piramide, che è divisa in quattro livelli: l’inanimato (s), il vegetativo (v), l’animale (a) e l’umano (h). Nel livello dell’essere umano noi facciamo degli sforzi mirati a uno scopo.

Ma le altre persone sono a un livello più basso. Pensate agli sforzi che devono fare per l’intera larghezza della base della piramide! Che grande area di desiderio ricoprono, quante tonnellate di cemento e ferro, quante ore di lavoro consumate, quante malattie attraversate e quale grande mancanza viene risentita!

Noi siamo al di sopra di questo livello e possiamo cambiare le difficoltà e le sofferenze di miliardi di persone per molti anni con un clic su un pulsante.

Ma non credo che spingere questo pulsante sia più facile che un migliaio di anni di lavori forzati. Non è per caso che il popolo di Israele gridò nel deserto e che era disposto a tornare al duro lavoro in Egitto, a lavorare di nuovo per il faraone, solo per evitare di spingere questo pulsante.

Questa è l’essenza della decisione che una persona deve prendere, così che il nostro mondo non scompaia fino alla fine della correzione.

Premendo questo pulsante tu devi essere consapevole e realizzare ciò che dovrà succedere, non puoi fare clic ed essere sorpreso dall’esito; nella spiritualità tu premi il pulsante solo quando sei a conoscenza di tutte le azioni che succederanno dopo. In altre parole la forma della redenzione esiste già in esilio.

Devi immaginare il processo; altrimenti non hai scelta, perché scegliere significa comprendere il futuro ed è per questo che lo scegli.

Qualitativamente, questo lavoro è molto più difficile rispetto al lavoro ordinario. Quindi anche se avrebbero potuto farlo, loro gridarono: “Lasciaci tornare indietro! Lasciaci cambiare questo lavoro con il precedente tipo di lavoro!”

Domanda: Allora perché i kabbalisti sostengono che il percorso della Torà è più facile rispetto al percorso delle sofferenze?

Risposta: Cerca di pesare due cose diverse con la stessa scala: un quantum di luce con miliardi di tonnellate di rocce. Possono essere paragonati? L’energia della luce interiore è miliardi di volte maggiore del peso fisico delle rocce. Ma queste cose sono incomparabili nella tua percezione egoistica, nei tuoi sensi immaginari. Prima dobbiamo cambiare la nostra scala di valori. È scritto: “il giusto è il fondamento del mondo”. La sua potenza e valore sono molto più grandi di tutta l’umanità. Senza di lui la gente non può fare nulla, loro non esistono affatto nella spiritualità. Quindi non si possono pesare i due tipi di sforzi dallo stesso strumento.

Domanda: Allora tutti dovranno spingere quel tasto alla fine?

Risposta: No, nemmeno tutti i figli di Israele, il che significa tutti coloro che anelano direttamente al Creatore. Tutti partecipano nel premere il pulsante, ma è difficile dire chi avrà il ruolo di protagonista nel futuro.

Da un lato, una persona non può avanzare senza un leader. In ogni generazione ci deve essere qualcuno che tira in avanti e trascina gli altri. D’altra parte, può esserci qualcosa di simile al Sinedrio, un gruppo di persone che sono pronte e in grado di trovare la forza generale che condurrà il popolo dalla connessione fra loro. Non credo che c’è qualcuno  in grado di fornire una chiara prognosi, ma non importa. La cosa principale è che noi stiamo avanzando. Ciò che è necessario è che questo dovrà accadere. La mancanza di conoscenza in questo caso non è un problema.

In un modo o nell’altro, tutti parteciperanno nel processo fino alla fine della correzione, fino all’ultimo clic, tutti saremo nella piramide. Solo la luce della fine della correzione trasformerà la linea in un cerchio. I livelli della scala spirituale non cambiano, e solo quando in tutti i Malchut entrerà la correzione e raggiungeranno il Keter diventando uguali ad esso, succederà che tutte le forme scompariranno, fatta eccezione per il cerchio.

Domanda: Quele tasto è l’amore per gli altri?

Risposta: Sì, ma attraverso l’amore per gli altri, aneliamo all’amore del Creatore, dobbiamo ricordare questo.
[92149]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah,  04.11.2012, Matan Torà, (Il dono della Torà))

Materiale correlato:

Laitman blog: I rappresentanti del mondo superiore
Laitman blog: La forza dell’Ambiente

Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.11.2012

Preparazione alla Lezione
Video / Audio

KFS, Rav Yehuda Ashlag, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot, Pagina 315, Punto 1
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Parashat “Emor”, Punto 5, Lezione 3
Video / Audio

TES, Volume 3, Parte 8, Punto 45, Lezione 30
Video / Audio

Scritti di Baal HaSulam, Pri Chacham, Introduzione alla Torà
Video / Audio

Sintesi delle Lezioni quotidiane
Video  (Non disponibili) / Audio

Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.11.2012

Preparazione alla Lezione
Video / Audio

Scritti di Baal HaSulam, Shamati, Articolo 40 “Fede nel Rav, qual’ è la misura
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, ParashatEmor”, Punto 5, Lezione 2
Video / Audio

Introduzione al Libro dello Zohar, Pagina 428, Punto 40, Lezione 30
Video / Audio

Shamati 115: Il fatto dell’ Inanimato, Vegetale, Animale e Parlante
Video / Audio

Preparazione alla Lezione
Video /Audio

Seminario riguardo l’ indipendenza del Gruppo
Video / Audio

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 926
Video / Audio

Workshop di Unità
Video / Audio

Scritti di Baal HaSulam, Beit Shaar HaKavanot, Punto 17
Video / Audio

Workshop di sole Domande
Video / Audio

Libertà tra il Creatore e il faraone

Baal HaSulam: “Matan Torà” (Il Dono della Torà) articolo 13: Ci sono due parti nella Torà: 1) Mitzvot tra l’uomo e Dio, e 2) Mitzvot tra l’uomo e l’uomo. Ed entrambi mirano alla stessa cosa – portare la creatura allo scopo finale di Dvekut con Lui.

Mitzvot governando le relazioni tra le persone condensando al principio “Ama il tuo amico come te stesso.” E Mitzvot che governano le relazioni tra uomo e il Creatore condensano al principio “Ama il Signore, tuo Dio.” Così ci sono due livelli nella via di riempimento la Mitzva dell’amore: Primo, una persona lo riempie con rispetto all’umanità, e se lui ha successo, allora raggiunge il completo amore del Creatore.

Perché il processo è diviso in due parti? Il punto è che se non ci fosse la frantumazione dei vasi, come risultato di questo il mio mondo sembrerebbe essere popolato da molte persone, io non avrei basi, nessuna fondamenta, al fine di concludere le azioni della correzione, siccome queste azioni hanno bisogno di essere celate.

Dall’altro lato, se il Creatore mi è rivelato, io sono corrotto, condannato, schiavizzato, annullato, venduto e deprivato del libero arbitrio. In breve, in questo caso, io devo dare poichè non ho scelta. Quando vedo Lui, non ho altre scelte. Lui mi controlla, mi domina e io divento un “angelo” che non detiene il libero arbitrio.

Al fine di esercitare il libero arbitrio, io devo essere distaccato dal Creatore e imparare come donare da coloro che non mi obbligano a fare ciò con la forza. Loro lo fanno, comunque, evocandomi sofferenza. Per esempio, loro mi mandano l’uragano Sandy o uno tsunami. Ma questi disastri non mi spingono avanti verso le correzioni, giacché io non sento che questi arrivano direttamente dal Creatore, e quindi mantengo il mio libero arbitrio. Nel complesso, noi siamo costantemente in uno stato di vaghezza.

Questo mondo ci è stato dato affinché noi potessimo essere liberi dal Creatore e quindi ci sono due tipi di Mitzvot. Ci sono Mitzvot che collegano relazioni tra persone, che noi manteniamo senza alcun obbligo. Noi realmente aumentiamo la nostra ricognizione interna di come esse siano necessarie e col tempo mentre diventiamo esperti noi cominciamo a capire che siamo realmente liberi in questo.

Al momento io non ci credo. Io sono spinto da dietro da un bastone e attirato in avanti dal punto nel cuore. Non guardo più i lati, ma solo avanzo e ripiego. E’ questo il libero arbitrio?

Sulla strada, comunque, noi cominciamo a stabilire la connessione tra noi; noi sentiamo che siamo liberi nella resistenza tra il Creatore e il Faraone. La vera libertà è celata in questo punto di mezzo, nel mescolamento tra buono e cattivo (la buccia di Noga). Questo è dove l’intenzione, col significato di uomo, è nata. L’intenzione è uomo.

Così i Mitzvot sono divisi in due parti giacché noi dobbiamo essere in uno stato di occultamento al fine di esercitare il libero arbitrio, allorché prima adempiamo alle Mitzvot tra persone per poi finalmente ottenere le Mitzvot tra uomo e Creatore.

L’ammontare di Mitzvot è determinato dai nostri 613 desideri che sono divisi in 248 “organi” e 365 “legamenti” nell’anima di una persona. Noi dobbiamo correggere tutti questi desideri con l’intenzione al fine di dare.
[92106]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah, 04.11.2012, “Matan Torà” (Il Dono della Torà)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il Faraone: Lo schiavo fedele del Creatore
Laitman blog: Elevarsi con l’aiuto del faraone

Una scintilla di Luce in un mondo virtuale

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 3: “Il caso della realizzazione spirituale:” Dal momento in cui il desiderio di ricevere è chiamato “creatura” e un “nuovo discernimento,” l’espressione comincia precisamente dal posto dove il desiderio di ricevere inizia ad assimilare impressioni. Il discorso sono discernimenti, parti d’impressioni. Per ora c’è già una correlazione tra la Luce e il desiderio di ricevere.

Domanda: Cos’è la Luce?

Risposta: Qualcosa di speciale è evocato in te, un fenomeno eccezionale e tu la chiami Luce. Quando arriva, sai che cosa intendi quando la si nomina.

In quel momento, comunque, non hai il vaso corretto per sentire questo fenomeno. Fino a che non acquisisci il raggiungimento spirituale, tutti i tuoi desideri sono mirati al tuo auto-beneficio: ”tutto per me stesso, per il mio bene, usare gli altri, tutto per il mio bene e contro gli altri.” Questa è più o meno la strada di come le cose funzionano oggigiorno e allora essendo in questi desideri non puoi sentire il fenomeno della dazione, amore, cooperazione, connessione e un’aspirazione verso l’esterno – tutte le cose che sono chiamate “Luce.” Per te non è Luce ma oscurità.

Qualche volta si fa scuro e cattivo: Tu ti senti impotente e non hai voglia di fare niente; non vedi nessuna luce alla fine del tunnel. Questo è come i tuoi desideri ti appaiono senza la tipica illuminazione del nostro mondo, senza quella sottile illuminazione che rischiarerà l’oscurità nel vaso.

Dopo tutto, nei nostri magri desideri, solo un piccolo bagliore si può far vedere, dando un po’ di vita e gioia. Questa scintilla è così piccola che questa può penetrare persino gli egoistici vasi di ricezione. Io vivo in loro ai livelli inanimato, vegetativo e animale; l’intero sistema umano è al di sopra di questo e io non sono parte di questo.

Ci sono desideri di ricevere e desideri di dazione su quel livello che saranno rivelati in me l’uno opposto all’altro. La linea sinistra è l’inclinazione maligna, il vero ego che è rivelato nella misura in cui voglio connettermi agli altri e così agisco. Così attiro la Luce che Riforma e provo ad acquisire la forza benevola e lavorare tra le due inclinazioni nella linea di mezzo, che è chiamata Adamo (uomo).

Allo stesso tempo io sono sul livello dell’animato, sotto il dominio del mio piccolo ego, ricevendo solo una “candela sottile” nel vaso che è stato costruito dei primi tre livelli. Da un punto di vista spirituale, questa non è considerata vita o un’esistenza. Allora il nostro mondo è chiamato mondo virtuale, esso è come se esistesse al di sotto del livello di coscienza.
[90105]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.10.12, Shamati #3)

Materiale correlato:

Laitman blog: Fino a quando una persona si trasforma in un essere umano
Laitman blog: Una scintilla che penetra dal piano superiore

Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.11.2012

Workshop
Video / Audio

Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.11.2012

TES, Volume 3, Parte 8, Histaklut Pnimit
Video / Audio

Workshop
Video / Audio