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Due desideri impegnati con il pensiero della Creazione

Il desiderio si divide in due parti a causa delle “quattro fasi della Luce Diretta”. Il primo gruppo di desideri appartiene al livello della radice, la prima metà del secondo livello di spessore. Il secondo gruppo appartiene alla seconda metà del secondo livello – Bina, il terzo livello, ZA e il quarto livello, Malchut.

Il primo livello è ancora parte della diffusione della Luce che agisce sul desiderio. La seconda parte appartiene al desiderio di ricevere che sviluppa diverse azioni e che vuole assomigliare alla Luce, che significa che appartiene alla reazione del desiderio alla Luce. La sua prima porzione, la metà bassa di Bina è la pianificazione dell’azione, come una “testa”.

Ma quando il desiderio si sviluppa, ogni livello include tutti i livelli che lo precedono. Nella fase uno c’è la fase radice, nella fase due c’è la fase uno e la fase radice, nella fase tre c’è la fase radice, fase uno e fase due, nella fase quattro c’è la fase radice, fase uno, due e tre. Ciò significa che ogni livello include tutte le fasi precedenti e aggiunge ciò che principalmente lo caratterizza.

La fase quattro, Malchut, è di fatto la creatura in cui tutte le altre fasi sono incluse, i vasi che hanno assorbito gli attributi della Luce e sono perciò chiusi alla correzione. Il livello del desiderio più puro che si trova nella creatura è il livello radice e i livelli uno e due sono chiamati “Israele”, mentre i livelli tre e quattro sono le altre nazioni del mondo che non possono correggersi da sé perché la Luce opera nei primi livelli mentre il desiderio determina tutto negli ultimi livelli.

Perciò i desideri di “Israele” possono essere corretti sotto l’influenza della Luce. Loro hanno solo bisogno di attrarre la Luce verso di loro quando lavorano contro il loro ego. Loro hanno ancora un piccolo desiderio di ricevere ed è come se non li disturbasse nell’avvicinarsi al Creatore. Il terzo e il quarto livello non possono attrarre la Luce da sé stessi poiché il loro desiderio è così forte che loro non possono neppure pensare a queste correzioni.

Ma in accordo con il pensiero della creazione, questi desideri devono essere corretti dal momento che la quarta fase è la vera creatura e lo scopo del Creatore. Israele è la connessione tra il Creatore e Malchut che può assorbire le qualità della Luce e con il suo aiuto, quando è incorporata e connessa con il restante desiderio, correggere la sua parte spessa.

Così c’è una commistione di desideri e come risultato, Israele include le nazioni del mondo e le nazioni del mondo includono Israele. Questa incorporazione viene dall’Alto, ma più tardi ci dovrà essere un chiarimento con l’aiuto del lavoro di Israele. Questa parte del desiderio che è penetrata profondamente negli altri strati può attrarre la Luce che Riforma e con il suo aiuto, chiarire sé stessa.

Certamente Israele deve percepire la pressione dell’AHP, delle nazioni del mondo che hanno bisogno di questa Luce, affinché il desiderio di attrarre la Luce sia formato. Israele di per sé non ha bisogno di nulla; inizialmente è solo i vasi di GE, Bina. Ma quando fa esperienza della pressione delle nazioni del mondo, sente che ha bisogno della correzione.

Allora Israele richiama la Luce che Riforma e corregge sé stessa quando si connette al corpo collettivo, GE. Il desiderio collettivo che essi allora costruiscono è chiamato “Terra di Israele”, e la connessione tra loro è chiamata “Knesset Israel” (l’Assemblea di Israele) o Shechina, l’assemblea di tutte le anime di Israele, poiché questa parte è già indirizzata verso la Luce (Israele significa “Yashar El” – “dritto al Creatore”).

Se Israele si occupa della correzione, la Luce Circostante comincia ad agire persino sulla seconda parte del desiderio, sulle nazioni del mondo, quando porta loro pace. Se Israele non si preoccupa della propria correzione, le nazioni del mondo sentono pressione e iniziano a fare pressione su di lei più fortemente. Le nazioni del mondo spingono Israele ad unirsi con le buone o con le cattive.

Il processo di correzione è reciproco: GE lo inizia e poi le nazioni del mondo vi si uniscono. Come il processo avrà luogo dipende da Israele, se loro affrettano i tempi, che significa se aspirano alla correzione o meno.

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(Dalla parte 1 della Lezione quotidiana di Kabbalah 9.09.2012, Shamati #46)

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La formula per portare compiacimento al Creatore

Tutta l’umanità è un corpo spirituale e la correzione non è intesa per la parte che può essere spronata a farlo ma in realtà per la parte che non può.

È possibile recare compiacimento al Creatore solo se noi completiamo tutta la formula. Correggo me stesso allo scopo di connettermi a Israele—per correggerlo, e poi per correggere tutte le nazioni del mondo.

Questo significa che la mia preghiera dovrebbe includere i seguenti componenti: me che correggo me stesso per costruire un desiderio comune con gli altri, la parte corretta del desiderio chiamata “Israele” o “Shechina” e Malchut.

Tutto ciò è per connettersi con le nazioni del mondo—per recare compiacimento al Creatore.

Noi dovremmo pianificare la fine del processo e questo è il motivo per cui io lo inizio. Se io non fossi d’accordo con il risultato finale—compiacimento al Creatore, non comincerei l’intero processo, dal momento che allora ciò sarebbe un’azione egoistica.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 9.09.2012, Shamati 46)

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L’insegnante struttura lo studente

Domanda: Come la Luce Ritornante espande Malchut?

Risposta: Il vaso di Malchut è un minuscolo chicco. È il desiderio più piccolo, una particella elementare con le Reshimot (geni informativi) all’interno. È come un seme senza vita che possiede solo la speranza di essere vivificato e questo è tutto.

Ma quando Malchut dentro questo minuscolo chicco, quando il “microprocessore” inizia a calcolare come reagire nei confronti del Creatore, creando la Luce Ritornante in esso, la sua reazione al Creatore, e nella Luce Ritornante, esso comincia a percepire il Creatore Stesso. Il Creatore viene rivelato dentro questa reazione.

Allora questa Luce Ritornante, l’attitudine dell’essere creato verso il Creatore, insieme con l’attitudine del Creatore verso di lui, che è ora rivelata sopra questo chicco, ritorna dentro il chicco e lo espande. Perciò Malchut si espande, e non solo si espande, ma prende anche la forma del Creatore. Questa forma è rivestita nell’attitudine dell’essere creato nei confronti del Creatore. Le due forme che sono rivestite nel desiderio lo espandono e conferiscono al desiderio la forma chiamata adesione.

Così quando uno studente desidera porre una domanda a suo modo e sta in questo ricevendo una risposta, funziona bene in una normale università dove il professore fa lezione dal podio. Potete o meno concordare con il suo metodo d’insegnamento, potete accettarlo oppure no, ma nello studio della saggezza della Kabbalah non funziona, perché l’insegnante “formatta” lo studente. Lo studente assume la forma dell’insegnante, proprio come io l’ho ricevuta dal mio insegnante. Questo è lo studio santo.

Potete essere d’accordo con ciò oppure no, ma non avanzerete se non la riceverete da me, persino se non vi piace ora e vi sembra cattiva e distorta. Tutto quel che voi ricevete da me può essere solo nella mia forma e deve essere rivestito in voi. Questa è la natura del mondo spirituale, e non c’è nulla che possiamo fare al riguardo; una forma è rivestita in un’altra. Questo è il motivo per cui io insisto che i miei studenti pongano domande a modo mio.

È la “formattazione” dell’anima; è il lavoro mutuo dell’insegnante e dello studente con l’aiuto dall’alto.
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(Dalla parte 3 della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.09.12, Lo studio delle dieci Sefirot)

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Fino a quando una persona si trasforma in un essere umano

Il metodo della Kabbalah ha lo scopo di cambiare una persona fino a che non si trasforma in un essere umano (Adamo), ossia colui che  è simile (Domeh) al Creatore. In ogni dato momento, giorno dopo giorno, la persona deve lavorare per elevare l’importanza di questo metodo e far riferimento ad essa in modo persistente. Dopo tutto, noi veniamo costantemente scagliati via dalla spiritualità come se il Creatore si distanziasse da noi.
Ci sembra che i nostri stati cambino continuamente: ci avviciniamo al Creatore e poi siamo più distanti da Lui. Ovviamente, però, succede solo nelle nostre sensazioni. Si risvegliano, infatti, in noi nuovi geni di informazioni e noi dobbiamo correggerli.

Una persona possiede 613 desideri che riguardano il Creatore. Non stiamo parlando di desideri materiali, di questo mondo, ma di specifici desideri verso il Creatore. Solo questi desideri dovrebbero essere corretti affinché diventino simili all’attitudine del Creatore verso di noi, cioè sono completamente diretti alla dazione e a portare gioia al Creatore.

Il pensiero originale del Creatore nel piano della creazione era di deliziare le creature. Una persona deve anche raggiungere lo stesso stato affinché il suo scopo diventi portare contentezza al Creatore. La somiglianza delle proprietà con cui il Creatore eleva una persona al Suo livello e si fonde, si unisce a Lui completamente e di conseguenza raggiunge lo scopo finale.

Nella via per raggiungere lo scopo, ci sono diverse fasi di avanzamento. Nella prima, durante migliaia di anni della storia umana e procedendo attraverso numerose reincarnazioni, l’uomo sviluppa il suo regolare desiderio terrestre di godere. Le reincarnazioni si rimpiazzano a vicenda perché il desiderio cresce costantemente e vuole sempre di più quando in esso si rivelano costantemente i geni dell’informazione (Reshimot).

Non vale la pena prestare attenzione ai corpi che vivono e muoiono, ma piuttosto ai geni dell’informazione che si rivelano nel desiderio di gioire, dandoci così un’illusione di esistere nel nostro corpo.

Nella seconda fase dello sviluppo, emerge in una parte del desiderio, ossia in alcune persone, un’aspirazione di rivelare il Creatore, di trovare il significato della vita. La prima persona che ha ricevuto questo tipo di desiderio è stato Adam HaRishon. Questa è la ragione per cui lui è considerato il Primo Uomo e molti altri l’hanno seguito. Queste persone sono chiamate Kabbalisti perché accettano il metodo della correzione che gli consente di rivelare il Creatore fino all’estensione alla similitudine delle loro proprietà con Lui.

Anche i Kabbalisti attraversano molte fasi di sviluppo e reincarnazioni, ma queste reincarnazioni sono leggermente differenti perché una di esse è il raggiungimento del Creatore, la forza che governa la natura.

Avendo ricevuto il primo risveglio attraverso la spiritualità, noi entriamo in quello che viene chiamato periodo preparatorio. In questo stadio, noi attraversiamo ancora molti stati, ma questa volta accadono in conformità con il metodo, al livello della nostra comprensione di esso. Sebbene il metodo sia disponibile per noi sotto forma di materiale leggibile, non è ancora stato rivelato nelle nostre anime.

Noi avanziamo in questo modo: attraverso la costruzione del gruppo e cercando di ispirarci l’un l’altro. Il lavoro principale sta nel migliorare l’importanza del metodo e trasformare noi stessi. In questa realtà non può essere cambiato nulla eccetto l’uomo stesso; un essere umano è l’unico che possa essere cambiato.

Inoltre, dobbiamo chiarire esattamente cosa può essere cambiato: solo l’intenzione che si trova nel desiderio di qualcuno. I desideri di per sé non si possono cambiare; lasciateli stare. L’uomo possiede 613 desideri in relazione al Creatore, e deve trasformare le intenzioni di questi desideri da egoistiche a intenzioni di dazione.

Una persona infatti, non percepisce di avere 613 desideri, o che sono di natura egoistica, o di voler trarre beneficio dal Creatore. Per il momento non ha nessuna relazione di sorta con il Creatore, nessuna connessione con Lui. La connessione con il Creatore comincia a rivelarsi gradualmente, in questo modo ci consente di scoprire la nostra inclinazione maligna. Se una persona è ancora immersa nel proprio egoismo, ha bisogno della correzione chiamata Torah, “una spezia per esso.” Con questo aiuto, una persona può cambiare la sua intenzione reindirizzandola dal proprio piacere a beneficio della forza superiore, il che significa che ha adempiuto ad un comandamento.

In accordo quindi all’ordine dei desideri che si rivelano in una persona, essa effettua 613 correzioni (613 comandamenti), fino a che non corregge l’intero vaso e riceve l’intera abbondanza che il Creatore gli ha preparato – ma con l’intenzione di portarla indietro alla Sorgente. In questo modo una persona raggiunge lo scopo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 07.09.2012 Shamati #175)

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Un sistema che divora sé stesso

Dobbiamo intensificare la divulgazione. Grazie alla divulgazione la gente sta già cominciando a capire la ragione della crisi. E’ meglio se lo imparano oggi (o ieri a dir la verità) poiché il processo di riconoscimento e comprensione richiede tempo. Una grande massa di persone non comprenderà immediatamente cosa sta succedendo. Non vedranno immediatamente la soluzione, poiché dovranno capire che la situazione non si risolverà da sé, che di fatto è l’uomo il problema e che è lui che dovrà essere corretto e non il mondo.

Riguarda un cambio di percezione: “Devo cambiare me stesso? Cosa è sbagliato in me?” Parlate con le persone per strada e provate a spiegare loro questo.

Dobbiamo rivelare la verità gradualmente spiegando i concetti di connessione e unità. Una persona suppone di essere del tutto connesso con le altre intorno a sé e noi dobbiamo portarlo al riconoscimento minimo del male, e allo stesso tempo non farlo chiudere. Proprio perché nessuno ama sentire questo genere di cose. Perciò noi forniamo spiegazioni oggettive e sembriamo un po’ distratti, portando l’esempio di altri e conducendo la persona ad un riconoscimento iniziale del male in modo che comincerà a percepire: “Si, c’è proprio un problema.”

Ne viene fuori che noi abbiamo semplicemente creato un mondo terribile. Invece che un sistema sanitario, abbiamo una fonte di malattie, il sistema educativo insegna il crimine e la prostituzione, le banche derubano e abusano dei clienti, l’industria manifatturiera impone ai consumatori prodotti inutili che si rompono in breve tempo e che devono essere sostituiti nel giro di un anno. In breve, abbiamo creato sistemi e meccanismi che non sono più a nostro vantaggio.

Si tratta di una crisi inusuale, che si verifica quando noi “pieghiamo la bacchetta” e alteriamo l’equilibrio. Cinquantotto anni fa creavamo prodotti di qualità e presumevamo che l’umanità avrebbe prosperato grazie ad essi. Ma oggi il “Sogno americano” sta collassando. Improvvisamente ne risulta che il sistema opera autonomamente, proprio come un tumore maligno che divora il suo stesso ambiente. Succede in ogni campo: nel commercio e nell’industria, nella sanità e nell’educazione; tutto sta collassando. Perché? Perché il nostro ego ha terminato la sua evoluzione ed è diventato “circolare” e chiuso. E’ giunto il tempo di porvi rimedio.
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(Dalla quarta parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah 06.09.201, “Lo shofar del Messia”)

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Il tipo di persistenza necessaria nel percorso

Domanda: Può una persistenza tenace aiutare a superare gli ostacoli nel lavoro?

Risposta: Non ci è richiesto solamente una persistenza tenace, ma anche chiarimenti persistenti. Il mio compito non è quello di tollerare, come un blocco di cemento, inflessibile ai cambiamenti e rimanere nelle mie preformate idee e comprensioni.

Naturalmente, questa non è la strada dell’avanzamento. Il Creatore vuole che ci sviluppiamo, che analizziamo ogni volta i nostri stati, e che raggiungiamo sempre più chiarimenti interiori qualitativi.

Nella spiritualità il potere non è determinato dalla quantità, non amplificando il “volume”. Potere maggiore significa sempre qualità superiore. Nella spiritualità non ci sono cambiamenti quantitativi in una forza, ma solamente cambiamenti in qualità.

Ogni livello superiore è sopra non semplicemente perché ha più potere. Ci sono tre stati: embrione, nutrimento e maturità (Ibur, Yenik, Mochin) e ognuno di essi contiene 10 Sefirot. Come si differenziano uno dall’altro? In questo mondo, vediamo chiaramente che un bambino piccolo prima diventa un bambino più grande, e dopo continua a crescere e diventa un adulto. Ma nella spiritualità tutto è determinato dalla misura della comprensione, la qualità dei chiarimenti.

All’inizio la persona non sa né sente niente e non è capace di discernere né di chiarire niente. Ma per lo meno annulla se stesso, questo è chiamato il livello inerte, NHY (la parte più bassa del Partzuf: Netzach, Hod, Yesod.) E dopo, in ogni stato è già capace di rimanere in dazione (Hafetz Hesed) –HGT, (la parte centrale del Partzuf: Hesed, Gevura, Tifferet). Quando si unisce con la ragione superiore, con la forza superiore sopra di lui, questo è chiamato HDB (la parte superiore del Partzuf: Hochma, Bina, Daat).

Tutti questi sono chiarimenti qualitativi e non una mera ostinazione. L’ostinazione è necessaria per utilizzare correttamente ogni momento.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.06.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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