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Come funziona il meccanismo della correzione

Domanda: Come posso passare il mio punto nel cuore attraverso il gruppo, il quale funziona come un amplificatore spirituale?

Risposta: Usiamo mezzi esterni: i libri, il gruppo,il maestro, il nostro sistema di educazione e le connessioni che abbiamo in tutto il mondo. I kabbalisti determinarono queste condizioni per noi.

Se utilizziamo questi mezzi, costruendo per noi delle tracce esterne, ed includiamo il nostro desiderio verso la spiritualità in questo sistema, allora il desiderio comincia a crescere.

All’inizio ho solo il mio punto nel cuore. Questo punto lo do ai miei amici, ricevendo da loro tutti i loro punti! Però, di fatto, il sistema di connessione tra noi, tra le nostre anime, già esiste!

Tutto è stato preparato in anticipo durante la discesa dai mondi dall’alto verso il basso. Questa struttura è stata disposta per la nostra ascesa dal nostro mondo al Mondo dell’Infinito.

Ho bisogno solo di capire come incorporarmi in questo sistema: annullare me stesso, vedere gli altri come già corretti e desiderare, attraverso loro, di ricevere la Luce della Correzione.

Allora, riceverò dagli altri i loro desideri per la dazione, che aumenteranno a loro volta il mio desiderio. Dal principio io avevo un piccolo punto nel cuore, però non sapevo dove era diretto;

però io mi sforzavo nel gruppo e volevo entrare in esso, con questo io facevo già un’azione di dazione! Come risposta, ho ricevuto dagli altri una vera forza, un vero desiderio di dare!

All’improvviso vedi che realmente desideri ed apprezzi questo. Allora, ti arriva la seguente paura: “raggiungerò la dazione al Creatore, o finirò col non poterlo fare in questa vita?”

Per ora sono pensieri egoisti, però vertono su come si può ottenere la dazione! Questo si chiama “Lo Lishmà”: (a) cercare di dare e (b) pensare al beneficio.

Risulta che attraverso il gruppo, ricevi una direzione più interna, una direzione verso il Creatore.

Quando aspiri a Lui, allora ti avvicini alla fede, cominci ad attrarre su di te altra Luce Circondante.

Non è che la Luce cambi, tu sei cambiato! Per questo, la Luce ti influenza in un’altra maniera. Adesso la Luce può darti la qualità della dazione.

Quando ottieni la qualità della dazione, allora cominci ad ascendere al di sopra del tuo egoismo …

Questo è quanto volevi ottenere dal principio, però la Luce ha organizzato tutto in maniera tale che adesso puoi farlo non attraverso la forza, ma secondo il tuo desiderio.

All’improvviso, senti in che maniera ti riempie la qualità della fede, cioè la qualità della dazione; perché la fede è la dazione, Binà.

Essa ti libera dal tuo ego! Non è che ti separi dall’egoismo, ma ti da la forza per ascenderne al di sopra.

Questo è già al di sopra del Machsom.

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Giustificare il Creatore

Domanda: Cosa significa giustificare il Creatore? Come si manifesta questo processo all’interno di una persona?

Risposta: Una persona giustifica il Creatore, tutta la creazione, tutto il processo di sviluppo ed il governo Superiore una volta che attraversa i 125 gradini, dietro i quali si occulta il Creatore stesso. Quando una persona assume l’occultamento su se stessa, annulla l’occultamento del Creatore e si accorge che l’occultamento si trovava lì per il suo bene, affinché potesse costruire il suo schermo.

Grazie al suo lavoro al di sopra dell’occultamento, la persona acquisisce la rivelazione, la comprensione, la sensazione e la conoscenza. Di conseguenza, si eleva dal livello animale a quello umano. La persona occulta se stessa, affinché il Creatore non abbia la necessità di occultarsi. È scritto “In virtù del fatto che Mosè occultò il suo volto, fu meritevole della rivelazione del Volto del Creatore”.

Il Creatore può essere visto solo nella Luce Riflessa. Quando occulti il tuo desiderio di ricevere piacere, stai compiendo una restrizione dello stesso e di conseguenza, crei la Luce Riflessa. Allora, nella Luce Riflessa, riveli la Luce Diretta.

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Il cambiamento psicologico che trasforma il mondo completamente

Domanda: Perché Baal HaSulam scrive che il passo verso la natura della dazione non è più che un problema psicologico? Allora, che difficoltà c’è in questo?

Risposta: Il problema psicologico consiste nel cominciare a trattare ciò che mi succede come un’influenza esterna che agisce su di me. Dopo già si uniranno tutti i mondi, però per adesso, per noi, questa è una questione psicologica.

Dobbiamo provare a separarci da noi stessi, ed osservarci e valorizzarci come fosse da fuori (gli ubriachi a volte hanno questa sensazione di sdoppiamento).

La cosa importante è analizzare se stessi e dire che tutto ciò che mi succede, nel cuore, nella mente e nella mia vita in generale è dovuto al fatto che il Creatore mi riempie, mi dirige e gioca con me. Io non sono io, ma il suo gioco ed io stesso lo osservo.

Cosa posso fare? Sono completamente sotto il potere del riempimento interno che Lui mi fornisce; però in più mi ha dato un punto di “Archimede” per osservarmi e dire: “Tutto ciò che penso e tutto ciò che sento, tutto proviene da Lui”.

Domanda: Come ascendere al di sopra di questo stato?

Risposta: Bisogna esigere da lui che cambi la mia natura. In ogni occasione, Lui mi offre delle condizioni esterne speciali ed io devo chiedergli di cambiare le condizioni dentro di me (le mie qualità) e che le porti all’equivalenza con le condizioni esterne (le qualità del Creatore).

Per esempio, se entrassimo in un luogo con delle condizioni esterne che non siamo capaci di sopportare, normalmente desidereremmo cambiare l’ambiente a nostro piacimento.

“Il cambiamento psicologico” risiede nel capire che bisogna cambiare non le condizioni esterne, ma noi stessi. Dobbiamo adattarci alle condizioni esterne perché è impossibile cambiarle.

Possiamo trasformarci nell’equivalenza al nuovo ambiente ed allora ci sentiremo bene in esso! Questo è un cambiamento psicologico, una nuova maniera di trattare i cambiamenti che oggi avvengono nell’umanità; ma noi, come sempre, desideriamo cambiare la natura circostante e costruire il mondo secondo il nostro giudizio.

Tuttavia, già siamo entrati in un nuovo programma e questo mondo (ossia il Creatore, che lo dirige interamente) esige da noi che cominciamo adesso a cambiare andandogli incontro.

Intorno a me appaiono nuove condizioni: l’oscurità arriva nel mondo, tutto si avvolge, si contrae, diventa confuso e terrificante. Innanzi a ciò, non devo chiedere il cambiamento del mondo che mi circonda, ma di me stesso.

Vi rivelerò un segreto

Domanda: Qual è il segreto del raggiungimento dello scopo, dato che solo una piccola percentuale di quelli che studiano la scienza della Kabbalah ci riescono?

Risposta: Vi rivelerò un segreto: colui che non lascia il cammino, accada quel che accada, raggiunge lo scopo! Non esiste altra formula per il successo.

Dato che una persona attraversa stati molto difficili ed a volte non può credere che questo le sia accaduto, guarda all’indietro e le sembra impossibile che qualcosa del genere le sia accaduto;

però, in ogni momento, non importa cosa accada, deve vedere davanti a sé una sola meta. In ciò risiede la chiave per il successo. Non c’è niente di più importante di questo.

Per questo motivo, se mi chiedono cosa auguro ad una persona, dirò solo una cosa: “Che sia più veemente possibile nel raggiungimento dello scopo!”

Non può aiutare nient’altro; né una mente speciale o delle sensazioni raffinate, né molti sforzi, né la saggezza e neppure gli amici che le sono affianco.

Deve solo aggrapparsi allo scopo – come farebbe un bulldog – e non mollarlo, accada quel che accada!

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Non cedere davanti alla magia

Lo Zohar, capitolo Bechukotai, punti 5-6: Poiché abbiamo bisogno di evocare la santità suprema con atti e parole, quelli che provengono dal lato dell’impurezza devono risvegliare il loro lato con atti e parole.

E a prescindere dal fatto che Bilaam era il più grande di tutti i maghi nel mondo, Balak era ancora miglior mago di lui, poiché con la sua magia, Balak era più grande dei saggi.

Cosa significa questo? Perché devo risvegliare il lato dell’impurezza con atti e parole? Non sarebbe meglio tacere e non far niente, per non svegliare questi cani?

Ma no! Proprio con i miei atti e parole corrette – risvegliando il lato dell’impurezza oppure quello della santità – avanzo tra questi due verso l’alto.

“Magia” significa prendere la forza del Creatore ed usarla con astuzia, cioè, confondere l’uomo, rivelando la sua vera natura malvagia.

Sono le forze che sono dentro di noi e senza di esse, sarebbe impossibile rivelare il nostro egoismo.

Questi angeli – che vengono da parte del male – lavorano su di noi. Bilaam, Balak, Azazel, Aman e gli altri, sono le forze della frammentazione, sono parti della nostra anima. Non sono forze esterne. Al di fuori di noi, agisce solo il Creatore.

Prima della frammentazione, tutte le anime erano unite in un unico sistema ed esistevano in totale armonia ed unità con “l’Uno ed Unico”.

Quando avvenne la frammentazione, queste parti dell’anima finirono col connettersi in maniera egoista e sfruttarono questa connessione per divorarsi a vicenda.

Ciò è simile a quando un popolo si unisce, per assalire e conquistare l’altro.

Questa forza è impura. Da una parte, è una forza miracolosa di unione che ci arriva dal Creatore, dall’altra, la usiamo con un proposito egoista, per danneggiare gli altri.

Se vogliamo usarla così astutamente, allora potremo ottenere un gran successo per un periodo di tempo, anche se è chiaro che alla fine, tutto crollerà.

Vediamo che all’inizio, tutti i malvagi e i dittatori esortano il popolo, apparentemente all’unione, all’aiuto reciproco ed al socialismo. Una forza malvagia non può impossessarsi dell’uomo senza mascherarsi da una forza buona …

Questa forza corrompe l’uomo con una parte di verità, nella quale si occulta un grande inganno. In ciò consiste la magia.

Dall’esterno, ci sembra che ci offrano qualcosa di molto buono, ma all’interno si nasconde l’inganno, con il quale ci vogliono imbrogliare ed usare.

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Il primo incontro con la Luce

Domanda: Ci può descrivere la sua prima esperienza spirituale, il suo primo incontro con la Luce Superiore? Cosa si sente?

Risposta: La prima esperienza spirituale è unica per tutti. In generale, tutti attraversano gli stessi stati.

Quando una persona ha il suo primo incontro con la Luce, sente che tutto questo mondo è pieno di amore, con una forza calorosa ed illimitata. È una sensazione buona e calda; ed è così tutto il mondo.

L’uomo vive, vede gli altri e tutto il mondo e con questo sente che l’aria è diventata più densa, calda e dolce. Egli sente verso se stesso un’attitudine soave e dolce.

Questa è la prima sensazione spirituale che arriva all’uomo; ma lui, in generale, la dimentica.

Per questo succede in ogni modo, per dare all’uomo una testimonianza ed un appoggio e creare in lui alcuni nuovi vasi di percezione (Kelim) affinché avanzi.

Dopo questa prima esperienza spirituale – data dall’alto – l’uomo deve fare molti sforzi per raggiungere da solo le stesse sensazioni e dopo, farle diventare miliardi di volte più forti;

ma in questo caso, egli già dominerà queste sensazioni, le capirà e lavorerà con esse.

Tutte queste impressioni, inclusa la prima e le successive, vengono sentite dall’uomo all’interno del suo crescente punto nel cuore e dentro il suo vaso spirituale di percezione (Kli) e non nei limiti di fenomeni fisiologici e psicologici.

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Il lavoro interno del Kabbalista, 24.05.2010

L’uomo lo incontrò vagando per il campo e gli chiese: “Cosa cerchi?” Gli rispose: “Cerco i miei fratelli, dimmi, dove sono?”.

L’uomo che si perde nel cammino, che si è perso in questo campo della vita, non può continuare a vivere così. Egli cerca aiuto e persone simili a lui, i suoi fratelli.

Egli sente che deve trovare un altro cammino, non sul piano terreno, vivendo come un animale ma elevandosi al di sopra di questa vita al livello dell’uomo.

Per questo cerca coloro che sono pastori, ovvero coloro che governano i loro animali. Vuole unirsi a loro affinché diventino suoi fratelli e gli insegnino come essere un pastore, come elevarsi ad di sopra del suo animale.

“Il campo” (il desiderio) significa il luogo nel quale devono crescere i “doni della terra”, i risultati della vita. Nel campo pascolano “gli animali”, persone che non hanno uno scopo superiore, quelli che vivono solo qui e adesso;

ma, come posso trovare il cammino e riuscire ad essere “uomo” per ottenere “il pane” (le forze spirituali e la conoscenza) “dal campo” e dare “l’alimento” (la vita superiore) a tutto il mondo?

L’uomo piange a causa dell’animale interiore del quale deve liberarsi e salire al livello spirituale. Per questo gli è necessario un grande appoggio. Questo gli permette di aggrapparsi di più alla spiritualità che alla materialità che lo tira verso il basso.

Per questo io, per mia libera scelta, entro in un gruppo kabbalista, dove governa l’amore per gli amici, che vuol dire che non posso progredire senza di loro.

L’amore si ha quando ognuno sente che il gruppo è più importante di se stesso, è più importante del suo “asino”. Il gruppo è il suo “uomo” e con il suo aiuto può arrivare alla fusione con il Creatore, essere simile a Lui. Tutto ciò a condizione che si dia al gruppo per ricevere da esso le forze e potersi elevare al di sopra del suo asino, al livello dell’uomo.

La Luce che arriva attraverso il gruppo crea in mi quest’uomo. Il gruppo diventa il mio “corpo” e la Luce che lo riempie è la Luce della vita. L’unica maniera per ottenere ciò è l’amore verso i miei amici, quando li amo più di me stesso; perché loro sono la mia anima, le sue parti ed io sono solo un “asino”, il mio materiale. In questa maniera, sostenendoci reciprocamente, possiamo diventare uomini.

Le forze che impediscono la tua unione con gli amici si chiamano “esilio”. Sentiamo questo esilio se vogliamo unirci al gruppo e non possiamo, perché dentro c’è il Faraone ed egli governa il popolo di Israele in me. A causa del fatto che ci sforziamo nell’amore per gli amici, saremo degni di uscire dall’esilio e ricevere la Torà, la stessa forza che ci unirà.

Tutta la storia del popolo di Israele in Egitto e dopo il suo pellegrinaggio nel deserto, è un racconto sulle tappe della correzione dell’uomo. Dalla prima tappa, dal suo iniziale punto spirituale, fino al raggiungimento del desiderio “Israele” (diretto al Creatore), la terra di Israele.

Chi sei tu: il povero o il ricco?

Lo Zohar, capitolo Vaikrà, punto 129: l’offerta del povero è la più leggera: due tortore o due picconi giovani. E se no, porta farina e allora è perdonato.

In questo momento, si manifesta e si dichiara: “Poiché Lui non ha disprezzato né disdegnato la miseria del povero”, poiché l’offerta del povero è la più encomiata.

Si tratta dell’uomo: con che grandezza di desiderio (Aviut) può lavorare per la dazione. Nella misura in cui si rivela il desiderio di ricevere piacere, prende le parti più grosse e più maldestre della sinistra, e se può lavorare con loro per la dazione, si chiama “il ricco”;

però, se può prendere le parti più piccole del suo desiderio – i desideri più deboli – e li sacrifica, vale a dire, le avvicina al Creatore, allora si chiama “il povero”. La parola “sacrificio” (Kurban) deriva dalla parola “avvicinare” (Lekarev).

In base a quale parte del desiderio di ricevere piacere l’uomo s’avvicina al Creatore, usandola per la dazione, lui viene denominato“il ricco” o “il povero”. “Il ricco” da di più, “il povero” di meno. Ognuno nella misura delle sue capacità di lavorare con il desiderio per la dazione.

“Il sacrificio” è il desiderio che prima io usavo per ricevere piacere, però adesso lo avvicino al Creatore trasformandolo così da ricezione in dazione. Per mezzo dell’uso di questo desiderio nuovo mi sono avvicinato al Creatore, ho fatto un passo in più sui gradini della scala.

La luce infinita o l’oscurità infinita?

Quando studiamo la Kabbalah, entriamo in contatto con la Luce. Unendoci con quelli che hanno lo stesso obbiettivo e studiando insieme, ci incorporiamo attivamente in Malchut del Mondo dell’Infinito, dove tutti sono uniti interiormente come fossero uno.

A causa del fatto che desideriamo esistere attivamente in questo stato, attiriamo verso di noi la Luce nascosta da questo stato perfetto e con questo, acceleriamo il nostro sviluppo spirituale.

Questo si chiama diventare Isra-el, cioè, una persona che aspira “dritto al Creatore”, “accelera il tempo” con il suo studio, attira la Luce e la obbliga a rivelarsi;

ed anche “santifica i tempi”, cioè, vuole che la Luce la diriga alla dazione (la santità è la qualità della dazione).

Risulta che lo studio in un gruppo kabbalistico ci da “ le redini” o “il volante” e con il suo aiuto possiamo dirigerci; per mezzo delle nostre forme di sviluppo e della loro velocità, diventiamo indipendenti dalla Luce.

Dall’altro lato, la Luce è molto forte ed essa mantiene il programma di sviluppo per ognuno di noi e per tutti insiemi.

Per questo, cercando di accelerare il nostro sviluppo, cominciamo a sentire fino a quanto dipendiamo della Luce e dalla sua manifestazione. Solo con il suo aiuto possiamo avanzare.

La Luce mi eleva e mi abbassa, risvegliando in me il desiderio di svilupparmi per diventare un uomo “simile al Creatore” ed ascendere dal livello animale, al di sopra di tutta questa vita materiale.

Anche io spero che la Luce cominci ad influenzarmi. Mi preparo a donarmi ad essa, ad incorporarmi il massimo possibile agli studi, al gruppo, alla divulgazione ed a risolvere tutti i miei problemi che si sono accumulati durante il periodo di oscurità ed occultamento.

Risulta che sono uguale al “gallo” – dal proverbio sul gallo ed il pipistrello – che aspetta l’alba. Sto aspettando che arrivi l’alba ed illumini il mio cammino e mi rallegro che arrivi la Luce.

Però il “pipistrello”, che non si è preparato all’arrivo della Luce, al contrario, percepisce il risveglio che arriva dall’alto come oscurità.

Tutti i sette miliardi di persone, tutti noi, viviamo in un mondo. Però, colui che si prepara per l’arrivo della Luce e della rivelazione del Creatore, sente che tutto ciò che succede nel mondo è predeterminato per la rivelazione della Luce.

Se non si prepara, allora la stessa Luce che si sta avvicinando a noi, la percepisce come oscurità.

Anche se siamo nello stesso sistema comune, solo quelli che aspettano l’arrivo della Luce e la desiderano, la percepiscono realmente come Luce.

Quelli che non desiderano avvicinarsi alla Luce, all’amore per il prossimo, alla dazione, sentiranno sempre più crisi e problemi.

Siamo tutti nel Mondo dell’Infinito, però tutto dipende dalla nostra preparazione. Possiamo sentire in questo mondo la Luce Infinita come l’oscurità infinita, o non sentire niente come se fossimo incoscienti, vivendo come animali.

Tutto dipende dal nostro desiderio di diventare uomini, cioè di essere “simili” al Creatore nel suo amore e la sua dazione.

Tutti siamo responsabili per gli altri

Baal HaSulam scrive nell’articolo La garanzia spirituale (Arvut) che tutti coloro che si dirigono al Creatore sono un unico popolo, responsabili gli uni degli altri. Questa è la garanzia mutua.

La Torà (la Luce della Correzione) è stata data a questo popolo solo dopo aver chiesto ad ognuno se era disposto ad assumere il compimento del comandamento di amare il prossimo come se stesso, come è scritto: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”, cioè di prenderci cura degli altri non meno di come la Natura ci obbliga a prenderci cura di noi stessi.

Questa è la condizione per la quale possiamo attrarre la Luce della Correzione. Solo se riveleremo il nostro desiderio di unirci, allora arriverà la Luce e correggerà il nostro vaso spirituale.

La Garanzia mutua si ha quando ci troviamo come in un unico corpo, un organismo unico e dipendiamo gli uni dagli altri, elevandoci al di sopra del nostro desiderio.

Per questo, ognuno deve avere uno schermo anti egoista ed essere nel mondo spirituale nel grado della dazione (Chafetz Chesed) e relazionarsi alla sua vita materiale come qualcosa di necessario per l’ascesa spirituale.

Quando uno riempie l’altro, capisce che deve unirsi a lui, perché tutta la sua vita è predestinata a questo, come le cellule di uno stesso corpo.

Ogni cellula ed organo del corpo vive per compiere la sua funzione in relazione all’organismo comune.

Il senso della sua vita sono l’amore e la dazione. Quando sentiamo questa connessione tra noi, questa viene denominata una vita spirituale.

Se vogliamo unirci in questa maniera, allora riceveremo la forza per farlo!