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Scalare i livelli dei mondi spirituali

Domanda: E’ egoista l’amore della madre verso suo figlio e l’amore tra marito e moglie?

Risposta: Questo amore non è considerato egoista. Tutti i nostri desideri si dividono nei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano (1, 2, 3, 4). I livelli del desiderio inanimato che nascono nella persona sono simili ai desideri degli animali, solo che questi sono più sviluppati. Essi includono i desideri della madre in relazione a suo figlio oppure i desideri che appaiono tra gli sposi.

L’attitudine istintiva della madre verso suo figlio non è egoista. La natura obbliga un essere umano (la madre) a comportarsi in questa maniera per soddisfare il desiderio di un’altra persona (il figlio). D’altro canto, l’ego è il desiderio di provare piacere a spese di un altro essere umano, ovvero, è quando voglio sentirmi bene a spese di un altro. Anche il fatto che qualcuno si trovi in una cattiva situazione può darmi piacere.

Questo tipo di piacere potrebbe dividersi in molti livelli, ad esempio, posso ottenere piacere nel rendere schiava un’altra persona. Esiste anche il piacere nella possibilità di farle del male, di umiliarla e causarle sofferenza. Il piacere di sfruttare gli altri, più che un desiderio naturale di provare piacere, viene considerato egoista.

Il mio desiderio di ottenere piacere dagli alimenti saporiti, dalla comunicazione con i miei figli o da qualcosa nella vita che non fa del male a nessuno, non è considerato egoismo. Le azioni egoistiche sono dirette ad usare gli altri per un beneficio personale.

Riveliamo il nostro vero egoismo (spirituale) nel livello “umano” quando arriviamo al gruppo. Allora, cominciamo a sentire un’ostilità speciale verso ognuno e mettiamo un muro tra di noi.

In base alla misura in cui vogliamo riuscire ad avvicinare tutti, a studiare insieme, ad avere dei pasti in comune e ad unirci con il fine di raggiungere l’attributo della dazione, in questa misura sentiamo anche un odio più grande verso gli altri, un’avversione ed una ripugnanza nel connetterci. Il nostro ego si manifesta in questo momento in particolare. Questo non è presente nella gente comune; solo coloro che vogliono connettersi per raggiungere la spiritualità lo hanno. Queste persone scoprono che non possono farci niente. Perché? Perché più tardi svilupperanno una necessità per la forza superiore.

Da dove viene questa forza? È presente inizialmente in un sistema perfetto e scompare (si occulta) più tardi come risultato della sua frammentazione. Questa forza esiste, ma si nasconde dentro. Se cerco di unirmi ai miei amici e non sono capace di farlo, il mio livello di egoismo mi si rivelerà sempre di più (fino ad una certa misura). Questo sarà il mio primo livello spirituale, il 1° dei 125 dell’ascesa totale.

Lavoro a questo da mesi, fino a raggiungere lo stato in cui non sarò capace di superare me stesso. Allora, svilupperò il bisogno della Luce, la quale era solita riempirci e adesso è nascosta dentro e vorrò che arrivi, che si riveli e che ci connetta.

Questo requisito libera per me il primo livello spirituale; il mio amico, me e la Luce superiore tra di noi. Più tardi, il mio scopo sarà di raggiungere il prossimo livello, nel quale l’ego crescerà anche di più e scatenerà un odio che non sapevo neppure esistesse.

Sarò irritato e ripugnato per le piccole cose nel mio amico. Insieme, dovremo lavorare duro ed ascenderemo al secondo dei 125 livelli e così via fino alla fine della correzione.
[44827]

(Dalla 1° lezione del Congresso in Spagna del 3.06.2011)

Cos’è un desiderio brillante, fine?

Baal HaSulam, Lo Studio delle Dieci Sefirot, parte 1, “Tabella di domande e risposte sul significato delle parole”: articolo 15. Cos’è Zakh. Bechina Alef (la prima fase) del desiderio di ricevere si definisce come più brillante (Zakh) delle tre Bechinot (fasi) che la seguono.

“Fine” e “ruvido” si definiscono in relazione al desiderio di ricevere. Nella fase radice, Keter, non c’è assolutamente spessore (Aviut) del desiderio di ricevere, ma viene solamente dato il desiderio di dare, inculcato dal Creatore in ogni creatura. Pertanto, la prima fase (Alef) è l’inizio della creatura, del suo desiderio di ricevere ed è più brillante e più fine delle altre tre fasi che seguono.

Questo è dovuto al fatto che ancora non ha sperimentato molte impressioni dell’influenza del Creatore, della Luce, che la rende più brillante. La Luce non l’ha ancora sviluppato ad una profondità di desiderio adeguato al suo uso. È ancora l’inizio, l’embrione del desiderio ed in questo senso, è il più vicino alla Luce.

Non ha ancora nessun’azione indipendente, né una sua reazione. Tuttavia, quando comincia a reagire alla fine della prima fase, provoca l’apparizione della seconda fase, Bet.
[46417]

(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.06.2011, Talmud Eser Sefirot)

Non Gridare “No!” in piedi sulla soglia

Domanda: Quando una persona riceve un colpo dal Creatore, lui o lei deve capire logicamente che le è di beneficio; però viviamo mediante le nostre sensazioni e pertanto dobbiamo passare dalla comprensione mentale ad una sensazione autentica che è veramente per il nostro bene. Come avviene questo passaggio?

Risposta: Scopri che il Creatore non ti manda dei colpi, in realtà non sono colpi; è solo che il Creatore ti sveglia poiché Lui ti ama e desidera portarti allo stato più benefico. Scoprirai che il Creatore lo ha fatto intenzionalmente per elevarti un po’ al di sopra del tuo egoismo in cui ti trovi e che Lui non ha alternativa.

Supponi di essere in stato di incoscienza ed hai bisogno di essere rianimato, di riprenderti. Ovviamente mentre ti risvegli e recuperi la coscienza, ti senti male e soffri a causa delle ferite poiché hai perso la coscienza mentre eri in una condizione critica. Adesso ti stanno rianimando ed i dottori si rallegrano: “Il paziente è ritornato!”; ma perché sono così felici? Adesso stai gridando, ti lamenti e soffri … Non sarebbe stato meglio lasciarti in stato di incoscienza? Certamente no!

Adesso capisci dove ti fa male e perché, adesso devi solo creare in te l’attitudine corretta verso questa sofferenza: “Mi fa male dove non ho la connessione corretta con il Creatore”. Lui mi sta risvegliando, sta desiderando che ci amiamo nel primo gradino di affinità: il mio primo grado spirituale.

Da questo primo grado, Lui irradia la Sua attitudine verso di me, mi illumina con la Sua Luce e sento questo primo gradino spirituale nelle sue diverse manifestazioni come uno stato cattivo, poiché il mio ego non sopporta questo stato di dazione, di amore per gli altri, di connessione al di fuori di me. Sperimento l’oscurità, la malvagità ed il dolore. “Non lo voglio!”.

È vero! Sono conscio del fatto che non lo voglio, che mi sento male. Chi mi sta dando questo stato? Il Creatore? Perché lo fa? Lui mi indica che se adesso faccio uno sforzo per elevarmi al di sopra delle mie sensazioni e cambio la mia attitudine con quella desiderata dal Creatore, che Lui mi sta mostrando, allora entreremo in contatto, e questo deve succedere!

Però tu sembri rifiutarlo: “No, fa male! Allontanati da me! Non ho bisogno di sofferenza né di ricompensa! Non voglio niente! Bene se non vuoi, non vuoi, che possiamo fare …

Cosa può fare il Creatore? A qualsiasi ritmo, Lui ha dei piani per te. Lui capisce che sei uno stupido, così ti “circonda”: ti da ogni tipo di sofferenze e problemi nella vita, al di fuori di qualsiasi connessione con Lui, e non capisci, né senti che è Lui che ti sta risvegliando. Lui ti tira e ti punge da tutte le direzioni e regola i conflitti, le disgrazie ed i problemi per te.

Così ti stanca e richiama la tua attenzione affinché tu possa ricordarlo: “vedo … esiste il Creatore! Forse i miei problemi sono giustificati, forse è per il mio bene”. A questo punto cambi la tua attitudine. Le sofferenze addolciscono la carne e sei disposto a sopportare di più.

Allora Lui dispone le stesse condizioni del primo grado di adesione a Lui una volta ancora e questa volta la tua attitudine è differente. Francamente, non è molto conveniente e non ci si sente molto bene. È poco piacevole, ma possiamo sopportarlo. Adesso cominci a capire che l’incontro con il Creatore è al di sopra delle sensazioni piacevoli all’interno del tuo ego e devi elevarti al di sopra delle tue sensazioni piacevoli animate.

Possiedi già un certo grado di tolleranza e disposizione a soffrire ed allora cominci a lavorare con l’aiuto del gruppo. Non gridi più: “No”, stando sulla soglia. Sai di avere un gruppo, l’ambiente; vedi che il Creatore non ti ha ancora abbandonato e che sei ancora unito a Lui mediante l’alleanza.

Cominci ad impiegare tutto l’ambiente che Lui ha organizzato nella tua vita, come un mezzo affinché ti elevi al di sopra della tua percezione e cominci a costruire delle relazioni usando la mente, basate sull’analisi del “vero o falso” invece di “amaro o dolce”.

Questo è un discernimento di un umano invece che di un animale: “Come devo costruire la mia relazione con il grado spirituale per potermi elevare al di sopra della mia cattiva sensazione e non percepirla come tale? Non posso evitarlo è necessario per me se voglio restare connesso con il Creatore”.
[41869]

(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.05.2011, Baal HaSulam, lettera 19)

La Luce di Chokhmà, la base della vita

Baal HaSulam, lo Studio delle Dieci Sefirot, Parte 1, “Tabella di domande e risposte per il significato delle parole”: domanda 5, Cos’è Ohr Chokhmà? Una Ohr (Luce) entra nell’essere emanato nella prima espansione della Luce Diretta ed è il nutrimento generale e l’essenza dell’essere emanato.

Da parte del Creatore, la creazione termina nelle quattro fasi dell’espansione della Luce Diretta, Malchut del mondo dell’Infinito. Cioè, Lui creò il punto “a partire dall’assenza” (Yesh mi Ain), che si sviluppa lungo le quattro fasi, sotto l’influenza della Luce superiore che lo circonda.

L’influenza del Creatore sul punto della creazione è chiamata fase zero, Keter, ed all’interno di questo punto, hanno luogo le fasi dello sviluppo, uno, due, tre e quattro. La quarta ed ultima fase dello sviluppo del punto “a partire dall’assenza” sotto l’influenza della Luce è chiamata Malchut del mondo dell’Infinito.

Questo è ciò che il Creatore voleva dare all’essere emanato per sviluppare il desiderio di provare piacere in questo punto, in maniera tale che la percezione, la sensazione della Luce, l’attitudine del Datore verso di esso è considerata come “infinito”. È chiaro che qui non stiamo parlando di distanze fisiche, ma definendo le qualità dell’essenza interna di questo punto. Adesso questo percepisce e sente il Creatore, lo assorbe al suo interno senza nessuna restrizione, il che viene chiamato infinito senza fine.

Questo punto della creazione accetta completamente, senza nessuna restrizione da parte sua, tutto quello che il Creatore vuole dare, grazie alle Sue qualità di essere buono e benefattore. Tutto quello che succede più avanti è già la reazione dell’essere emanato per essere arrivato, con l’aiuto del Creatore, ad uno sviluppo così alto, completo e meraviglioso.

Adesso, accettando tutto quello che il Creatore gli da, l’essere emanato comincia a cambiare internamente e da parte sua, reagisce alla Luce che lo riempie. In altre parole, questa è la reazione dell’invitato a tutto il bene che ha sentito provenire dall’anfitrione ed alla soddisfazione data da Lui. Adesso, deve rispondere a questa soddisfazione ed all’amore che le è stato rivelato.

Questo non termina nello stato di Malchut del mondo dell’Infinito, anche quando da parte del Creatore, il lavoro è finalizzato. Adesso, l’essere emanato costruisce dentro di sé ogni genere di schermi ed occultamenti; rifiuta i regali, desidera occultare la relazione con l’Anfitrione finché non raggiunge la reciprocità.

Inoltre, tutto questo succede all’interno dell’invitato, è come se l’Anfitrione neppure lo sapesse. L’invitato rifiuta ed accetta, pone diverse condizioni col fine di accettare il regalo dell’Anfitrione. Tutto quello che succede sotto Malchut del mondo dell’Infinito è lo sviluppo interno dell’essere emanato che desidera riuscire ad essere come il Creatore.

È per questo che “La Luce di Chokhmà è la Luce che entra nell’essere emanato nella prima espansione della Luce Diretta”, cioè durante la prima influenza diretta della Luce circostante che questo sente. In realtà, tutto esiste nella Luce superiore, ma in base al grado del suo sviluppo, l’essere emanato sente come se la Luce alterasse la sua influenza su di lui. Proprio la prima influenza della Luce superiore sull’essere emanato, che è “il nutrimento generale e l’essenza dell’essere emanato”, è chiamata Luce di Chokhmà (Saggezza).

In altre parole, sono seduto dall’altro lato dell’Anfitrione e con tutto davanti a me. Vedo di fronte a me tutto il “cibo”, la fonte della vita e senza di essa, non posso esistere, morirò.

Tuttavia, dopo aver ricevuto questo alimento ed aver cominciato a vivere (come è detto, “Se non c’è farina, non c’è Torà), posso fare dei calcoli rispetto alla mia ricezione. È per questo che la Luce di Chokhmà è chiamata la base della vita ed è presente, in maniera aperta o nascosta, in tutte le azioni reciproche tra il Creatore e la creatura.

Anche quando parliamo dello stato in cui c’è solo una Luce, Hassadim (Misericordia) e nessuna ricezione, si dice che si è “quasi” separati dalla Luce di Chokhmà. Non si è completamente separati dalla ricezione, ma “quasi”.

È la stessa cosa nella nostra vita fino al un certo livello necessario, minimo, il quale non viene né condannato, né elogiato, poiché è necessario per sostenere l’esistenza. Questa è la quantità di ricezione delle necessità basilari della vita, definite dallo stesso essere emanato.
[45803]

(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.06.2011, Talmud Eser Sefirot)

La separazione porta una discesa e l’unità un’ascesa

Baal HaSulam, Shamati, articolo 34, “Il beneficio di una terra”: Ogni forma punta verso un’altra forma (spiritualmente opposta). Cosicché tutte le discese nelle quali uno sente la separazione (dagli altri e dentro di loro, dall’unione con il Creatore) sono un’opportunità per discernere tra qualcosa ed il suo opposto.

In altre parole, uno deve imparare il beneficio delle ascese dalle discese. Al contrario, sarebbe incapace di apprezzare l’importanza di essere stato avvicinato dall’Alto e delle ascese che gli vengono date … (Come è detto:) “Tanto come la Luce supera l’oscurità”.

Dopotutto, solamente a partire dalla separazione possiamo valorizzare l’unità tra di noi e stimare il raggiungimento della nostra unione come il raggiungimento del Creatore, della forza superiore. Dobbiamo cercare di dare le definizioni corrette: la separazione tra di noi è una discesa, mentre l’unità tra di noi è un’ascesa. La separazione, che significa uno stato di discesa, deve portarci la sensazione dell’assenza della Luce, mentre un’ascesa deve essere sentita come la presenza della Luce superiore, la Luce della dazione e dell’amore.

Dobbiamo interpretare correttamente le proprietà spirituali, le definizioni spirituali. Allora, gradualmente cominceremo ad adattarci ad esse ed a vedere il valore spirituale più elevato nelle parole tanto odiate da noi oggi: “unità”, “amore” e “adesione”.

Solo allora uno può accedere e considerare il fatto dell’adesione, per il quale il diletto ed il piacere nel Pensiero della Creazione possono essere acquisiti e questo è “Il Suo desiderio di fare il bene alle Sue creature”.
(41832)

(Dalla lezione 8 del Congresso WE! Del 3.04. 2011)

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Il cammino verso il Creatore è unico per tutti

Domanda: E’ vero che una donna può sintonizzarsi con il Creatore solo attraverso il gruppo degli uomini?

Risposta: Certamente no! La donna deve anche sintonizzarsi personalmente con il Creatore! Questo movimento attraverso il gruppo degli uomini è necessario solo per portare tutti noi a questo grado; però sintonizzarsi con il Creatore continua ad essere un processo individuale.

Come non può una donna essere connessa con il Creatore? Stiamo avanzando insieme: gli uomini non possono avanzare senza il desiderio delle donne, mentre le donne non possono avanzare verso il Creatore senza lo sforzo degli uomini. Tutto questo deve essere come tenere un bambino per mano.

Il movimento è la nascita in ogni nuovo stato, quando generiamo lo stato successivo. La donna non può essere un padre unico e neanche l’uomo. Devono restare insieme per creare una famiglia ed aver cura del cerchio famigliare comune, dopodiché loro producono i nuovi stati.

Però, tanto gli uomini, quanto le donne, hanno una relazione personale con il Creatore, mentre il movimento può avvenire solo nel gruppo. Mi sintonizzo con il Creatore in maniera individuale, ma come ricevo il riempimento? Lo ottengo attraverso il gruppo.

L’impatto dell’ambiente tanto sugli uomini, quanto sulle donne, è cruciale. La donna non può avanzare se non riceve l’influenza dell’ambiente, anche se è più per gli uomini che per le donne.
[41978]

(Dalla lezione virtuale in russo, Fondamenti della Kabbalah del 21.04.2011)

Unirsi dentro le due forze della natura

Ci sono solo due forze nel mondo: la forza della dazione e quella della ricezione. Interagendo l’una con l’altra, devono arrivare all’equilibrio, all’adesione e all’unità.

Il desiderio di ricevere comincia a formarsi all’interno del desiderio di dare, della Luce. Questa, influenza costantemente il desiderio di ricevere sviluppandolo, mentre il secondo risponde alla Luce. In questo modo cominciano ad interagire e come risultato, il desiderio di ricevere piacere si evolve fino a raggiungere l’abilità di agire da solo, di sperimentare, pensare e reagire davanti al desiderio di dare.

Pertanto, questi due desideri diminuiscono gradualmente, diminuendo sempre di più. Alla fine, questo ci permette di analizzare dei dettagli molto acuti che combinati, ci rendono capaci di costruire il sistema completo. È come se da un’analisi globale passassimo ad una ricerca molto acuta (come se stessimo utilizzando le pinze), la quale ci permette di ottenere informazioni non disponibili in un approccio generale. Quest’ultimo ci fornisce quello che manca nell’analisi particolare.

Come risultato, abbiamo bisogno di arrivare ad uno stato nel quale il generale ed il particolare siano totalmente analizzati e corretti. Per questo c’è stata la discesa dai mondi spirituali fino a questo mondo, seguita dallo sviluppo in questo mondo. Nel processo del suo sviluppo, il nostro mondo attraversa le stesse quattro tappe ed arriva alla creazione del desiderio di dare: dal basso verso l’alto, col fine di ritornare al Mondo dell’Infinito.

I kabbalisti, spiegandoci questo processo, sono molto attenti. In primo luogo sono scienziati e questa è la fisica delle due forze che agiscono nella creazione, la quale spiega come queste forze discendono a noi affinché ci connettiamo e cominciamo a lavorare con esse. Dopotutto, esse si realizzano solo nei nostri desideri, intenzioni e discernimenti.

In natura, queste due forze sono in equilibrio, ma si suppone che dobbiamo entrare in mezzo a loro ed assemblarle noi stessi, incorporarle entrambe completamente. Come la natura, il Creatore è composto di queste due forze, la sua forza della dazione e la forza della ricezione, attraverso la quale, Lui ci influenza in modo tale che noi stessi dobbiamo costruirci a partire da queste due forze. Questo è ciò che implica tutto il programma della creazione e dell’evoluzione.
[42017]

(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05. 2011, Talmud Eser Sefirot)

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L’intenzione è il piano d’azione completo

Domanda: Cos’è “l’intenzione”?

Risposta: Diciamo che il desiderio si trova in uno stato ed ora vuole passare ad un altro; per farlo è necessario indurre un’azione che lo trasporti dal primo al secondo stato. Il piano comporta quanto segue: la conoscenza precisa di dove sono, dove voglio stare e quali azioni e forze sono necessarie affinché io passi da uno stato ad un altro. Tutto questo programma è quello che chiamiamo “intenzione” o piano.

È come se “il piano della creazione” fosse il programma completo che definisce con cosa iniziare e con cosa terminare, quali passi seguire nel cammino, come utilizzare i materiali, le forze e gli strumenti per realizzare il suo pensiero iniziale. È detto: “Il risultato finale è nel suo pensiero iniziale”.

Nell’intenzione, tutto questo esiste potenzialmente e dopo si realizza nella pratica. Ciò significa che l’intenzione appare in me solo quando sono molto cosciente della situazione attuale e so esattamente quello che voglio acquisire. Cos’è che chiedono di solito: “Quali sono le tue intenzioni? Cosa vuoi ottenere? Quali risultati ti aspetti?”.

L’intenzione è un’espressione della necessità di un cambiamento che abbiamo già pianificato, compreso, sperimentato, implementato e portato a termine. L’azione stessa si realizza per mezzo della forza della Luce e pertanto, non corrisponde alla creatura. Solo le intenzioni hanno a che fare con la creatura: quanto ha conosciuto se stessa, il Creatore, come ed in che modo questo fa agire il Creatore. Una persona deve sapere il più possibile.

Mentre continuo a crescere, ascendendo lungo la scala dei gradi spirituali, chiedo sempre di più al Creatore, specificando tutti i dettagli delle Sue azioni. So già come agisce e come mi influenza, conosco in ogni dettaglio e particolare, come avrà luogo dentro di me, nel mio “corpo” (i desideri). Dalla mia esperienza di Lui e me, so già come avverrà tutto.

Alla fine ottengo certi dettagli che possono dirigere il Suo programma per Lui: capisco questo programma nella sua totalità, ogni suo elemento, tutti i suoi meccanismi fino ai suoi più piccoli giri. Quando arrivo alla fine della correzione (Gmar Tikun), arrivo a conoscere nella sua totalità il Suo piano dall’inizio alla fine, tutti i passi, dal Suo lato e dal mio. Ciò significa che ho acquisito l’intenzione completa.

La Luce è sempre in azione; però, come agisce e come devo esigere che Lui mi trasformi, tutto questo è il lavoro della persona che ha bisogno di conoscere il Creatore, la relazione tra la Luce e il desiderio.
[42121]

(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.05.2011, Talmud Eser Sefirot)

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Attenti al cane!

Domanda: Sentire odio verso gli altri, io sento come se un “animale” fosse nascosto dentro di me, che è più forte di me. Come posso guadagnare potere su questo “animale”?

Risposta: Guadagnare potere sul nostro ego è possibile solamente a una condizione: che possiamo vedere quanto perdiamo da questo “animale” che ci controlla. Noi siamo governati dal nostro ego che non ci permette raggiungere una vita eterna e perfetta in un mondo buono e gentile.

Se io potessi vedere quanto mi ruba l’ego, quanto mi abbia preso e non mi dia niente, allora io lo odierei. Ma non lo odio ma perfino lo amo; m’identifico con esso, perché, infatti, la mia intera vita è per soddisfarlo. Come faccio a sentire che l’ego è la morte per me?

La cosa più importante che io possa fare è entrare in un gruppo, l’ambiente che possa innalzare l’importanza della spiritualità per me,’importanza della dazione e l’unità con gli altri, perché grazie a questo in particolare io rivelo la vita nel livello umano. Se io sono impressionato dall’ambiente e questo mi può influenzare io acquisto la forza sufficiente per superare il mio ego.

Tutto il nostro lavoro e i nostri sforzi sono necessari per la rivelazione del male, il nostro desiderio egoista. Oggi mi sembra utile per me: Più desidero, più guadagno, più potere acquisto, o rubo. Di più, di più, di più…..Nella nostra società, quelli che hanno un grande ego sembrano avere più successo.

Devo convincermi che ottenere una buona vita in questo mondo mi priva di avere una bella vita spirituale e mi inganna dipingendomi una bella vita qui, in questo mondo. Questo è possibile solamente in un ambiente che mi “faccia un lavaggio di cervello”, che m’influenzi, che mi persuada. L’opinione dell’ambiente può lavorare cosi tanto su di me, che io vorrò superare il potere del mio egoismo.

Allora io inizierò a sperimentare la vita in un livello diverso, che non ho mai sentito prima. Questo succede istantaneamente, non c’è una transizione. Io sento immediatamente che c’è vita fuori di me, non dentro di me, mentre io cercavo di soddisfare me stesso sempre di più.

Contrariamente, io sento vita quando io esco da questo “animale” che non può assorbire niente.
Facendo il primo passo, io scopro il mondo spirituale. Che cos’è il “mondo spirituale”? La realtà nella quale io vivo attualmente è chiamata “questo mondo”. Ma la realtà che io sento fuori di me, nella connessione con i miei amici, con un essere umano, è chiamata “mondo superiore”, poiché è il livello umano, che è superiore a quello animato.
[45184]

(Dalla prima lezione del Congresso in Spagna, 03.06.2011)

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Lo specialista del desiderio

Domanda: Perché è molto più facile leggere quelle parti dello Zohar che Baal HaSulam spiega usando i termini kabbalistici?

Risposta: Ciò è dovuto al fatto che ci è chiaro che queste sono definizioni tecniche e non immagini terrene. Comunque, tutto dipende dal livello di attitudine della persona.

Se invito uno specialista ad aggiustare il mio computer, gli indico le immagini sul mio schermo e gli dico che non mi piacciono le tonalità dei colori o la qualità dello schermo, ma lui non guarda l’immagine presente. Uno specialista di computer guarda i segnali elettrici, le forze che creano queste immagini all’interno, la quantità di colori istallata nel sistema. Lui non si preoccupa dell’immagine in sé, visto che per lui non è nient’altro che un riflesso esterno, un simbolo di quello che succede all’interno, quello che indica il funzionamento adeguato o inadeguato del computer.

D’altra parte, quando gli mostro quest’immagine e gli chiedo come regolarla, lui me lo spiega in termini tecnici: “Qui hai bisogno di rimpiazzare HGT, NHY, di riconciliare le forze delle linee di destra e di sinistra …”, ed io non capisco neanche di cosa stia parlando.

Noi non ci confondiamo per quello di cui parla lo Zohar in questo o quest’altro modo, se è il linguaggio delle leggende o il linguaggio della Kabbalah, ma per la nostra incapacità di discernere correttamente l’immagine attuale e di renderci conto di cosa stia parlando. Ogni parola dello Zohar indica un desiderio che deve essere corretto. Non c’è nient’altro al di fuori di questo.

Il Creatore ha dato luogo al desiderio e questo deve essere portato alla correzione e riempito. Fin quando questo non raggiunge la sua correzione, seguita dal riempimento, stiamo solo parlando del desiderio. Non appena questo si corregge e si riempie, smetteremo di parlarne e cominceremo a discutere del prossimo grado, un desiderio più profondo, il desiderio che segue immediatamente.

È così che correggiamo un desiderio dopo l’altro, strato dopo strato. Quest’avvicinamento per tappe verso tutto il potere dei desideri dentro di noi, che correggiamo passo dopo passo, uno dopo l’altro, è chiamato Mishpatim, giudizio o reincarnazione delle anime. “Reincarnazione delle anime” significa che io sperimento sempre queste trasformazioni interiori.
[42584]

(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.05.2011, Il Libro dello Zohar)