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L’Università in cui solo un gruppo può entrare

Domanda: Solo dopo che un figlio è cresciuto, riesce a comprendere la ragione per il quale suo padre è stato severo con lui. Tuttavia, come possiamo comprendere il Creatore nel momento in cui Egli ci manda della sofferenza e non aspettare che il tempo passi?

Risposta: Io, me stesso, non sono in grado di giustificare mio padre che è severo con me. Inizialmente, mi sono immerso nella mia vita “animale” e se mi sento male, la fonte di questo male diventa automaticamente cattiva ai miei occhi. Non mi piace fino al punto di odiarlo.

Quindi, la domanda è: come posso valutarlo in modo diverso? In linea di principio, è impossibile. Sono stato creato in questo modo. Il desiderio egoistico mi costringe a scappare dalla sofferenza e a ricercare il piacere.

Allora, che cosa vogliono da me? Come posso mostrare un atteggiamento mirato verso i problemi e, in sostanza, valutare obiettivamente Colui che li manda? Come posso capire che Egli opera sulla mia natura, come posso desiderare che dentro di me cresca qualcosa di più grande in modo che invece di un “animale”, da me venga fuori un essere umano?

Per fare questo, ho bisogno di un nuovo spirito e un nuovo senso in aggiunta a quelli vecchi che misurano solo il piacere e la sofferenza. Fino ad ora, come tutti gli egoisti di questo mondo, ho imparato solo come raggiungere il piacere e trarre profitto da esso, e viceversa, scappare dalla sofferenza, per quanto possibile e proteggere me stesso al massimo. Queste sono le norme egoistiche del nostro mondo. Il successo, qui, viene raggiunto da coloro che sono più forti, più ricchi, e più furbi, e quelle persone sono orgogliose di esser riuscite nella vita solo perché sanno come evitare il male e in che modo raggiungere il bene.

Quindi, non possiedo la forza di far crescere dentro di me qualcosa di più grande. Per questo, ho bisogno di una scintilla dal livello che si chiama uomo (Adamo), in modo che io possa svilupparmi verso un nuovo livello nel rapporto con il Padre. Lui mi manda problemi e devo essere consapevole del loro punto centrale.

Nel nostro mondo, mio padre è severo in relazione a me affinché io impari a livello materiale, ad ottenere piacere e ad evitare la sofferenza. Questo non è altro che addestrare l’ “animale”.

D’altra parte, per il progresso spirituale, ho bisogno di una scintilla che proviene dal livello più alto successivo. Questa scintilla è chiamata il “punto nel cuore“.

Inoltre, ho bisogno di persone che trasmettano questo messaggio: L’ambiente che mi aiuterà nel cammino, mi supporterà, e rafforzerà la mia comprensione che i miei problemi sono orientati verso uno scopo. Allora, non voglio cadere nella cieca ribellione sotto il peso della sofferenza, non voglio dare la colpa al padre che li manda, e ad ogni passo, interpreteremo correttamente il nostro rapporto. Capirò che Egli fa questo per dirigermi costantemente verso la meta e non importa ciò che Egli manda, se sotto forma di problemi o piacere.

Il rapporto tra il Creatore e la creatura è costruito in questo modo a livello della natura inanimata, vegetale ed animata, e poi, superiore a livello umano. Per questa fase cruciale di sviluppo, abbiamo bisogno:

  • Di una scintilla iniziale – il punto nel cuore.
  • Di un insegnante che possa spiegarmi perché il Creatore mi tratta così male sul piano materiale e verso quale scopo Egli mi dirige, come un padre che prende misure rigorose per preparare suo figlio per l’università.
  • Di un ambiente che alzi continuamente l’obiettivo ai miei occhi dicendomi quanto sia importante entrare in questa università e quanto mio padre mi ami, inviandomi dei problemi al di fuori dal suo amore. In questo ambiente, vedo gli esempi dei miei amici e posso seguire il percorso insieme a loro. Ci muoviamo in avanti, creando un gruppo di studenti dello stesso Padre e dello stesso insegnante, uno solo per tutti noi.

Se tutte queste condizioni vengono soddisfatte, la persona diventa davvero in grado di capire cosa sta succedendo. Con l’aiuto del gruppo, cerca di relazionarsi correttamente a tutto ciò che egli fa nella vita, e vede che tutto è per il suo bene. Anche se, con l’arrivo dei problemi, si sente in disaccordo a livello animale, ma se, dentro di sé, si alza immediatamente al livello dell’essere umano (Adamo), sente la gratitudine, e così continua per la sua strada

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(Da una conversazione sull’ “Importanza della riunione” 10.05.2013)

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1:0 In nostro favore

Baal HaSulam, “Shamati n.59 ” “Il Bastone e il Serpente”: Uno si esamina se sta avanzando in Kedusha (Santità) al contrario, poiché un altro dio è sterile e non produce frutti.

Soltanto una forza opera in natura. Noi possiamo chiamarla Dio o con qualsiasi altro nome, ma la cosa principale è che quest’unica forza gestisce tutto, crea tutto, controlla e corregge tutto. Non c’è un’altra forza che opera nella creazione.

Tutto è sotto il suo controllo, sul livello dell’inanimato, vegetale, natura animale e uomo. Da un lato abbiamo l’opportunità di esaminare e controllare che questa forza è l’unica, e dall’altro lato, abbiamo la capacità di pensare a dispetto di questa forza, al fine di essere in accordo con essa tramite i diversi sforzi che facciamo.

Effettivamente questi pensieri sono volti contro questa forza unica, contro il Creatore che viene definita “l’inclinazione al male

In realtà noi non facciamo nulla, dobbiamo solo dimostrare i nostri sentimenti e i nostri pensieri che sono opposti al Creatore, lo stato che è l’opposto rispetto a Lui. Questo stato è chiamato “il nostro mondo”.

Supponiamo di pensare negativamente di un’altra persona, questo significa che nella mia immaginazione questa persona è cattiva. Nella sua immagine che sta dentro di me, sento di odiarlo e lo tratto male, e questo mi tortura e ne risulta che mi sento male. Ma se amo qualcuno, mi sento bene.

Questo significa che l’inclinazione malvagia è stata data a noi inizialmente affinché possiamo sentire uno stato opposto al Creatore. Al punto che correggiamo la nostra inclinazione malvagia, questo significa il nostro ego, in dazione e amore, somiglianti al Creatore, in questo stato corretto sentiamo quello che sente il Creatore. Così ci connettiamo a Lui, ci avviciniamo a Lui, aderiamo e ci fondiamo con Lui. Quindi tutto quello che ci è dato, è soltanto per esaminare i nostri sentimenti.

In questo momento, tutto va bene. Noi siamo in uno stato totalmente corretto ma ci hanno dato la possibilità di correggere noi stessi e somigliare al Creatore attraverso il nostro libero arbitrio.

Che significa questo? Il Creatore poteva crearci come l’inanimato, vegetale, la natura animata, che esegue automaticamente tutte le azioni di carattere generale. Su questi livelli si ritiene effettivamente che non c’è nessun’altra forza ma che la forza gestisca tutto totalmente! Invece un uomo ha sentimenti e pensieri speciali che non fanno parte della nostra esistenza corporea ma che in qualche modo appartengono al Creatore.

Questi sono pensieri e sentimenti riguardo la nostra designazione, il nostro destino, su chi ci gestisce, di che cosa accade oltre il confine del nostro stato corporale, oltre la vita fisica. Un animale non ha tali pensieri, un animale non capisce e non lo percepisce. Ha istintivamente paura della morte e del dolore e non può pensare a tutto ciò che è più alto di quello.

Questo succede ora perché le nostre Reshimot (geni spirituali) sono di un livello superiore rispetto a noi. Quando ascendiamo dal basso verso l’alto e adempiamo la Reshimo, 1/0 allora sulla cifra 1 è la Reshimo del prossimo livello. E’ il punto nel cuore che ci porta avanti.

Tutti hanno un punto nel cuore ma nella maggior parte delle persone non è ancora rivelato. Quelli ai quali si rivela diventano grandi Kabbalisti nelle generazioni precedenti che hanno ottenuto la creazione e il Creatore. Oggi la Reshimo 1/0 si rivela in noi, il che significa che si tratta di 1:0 in nostro favore.

In altre persone, la Reshimo è ancora nello stato di 0/0, e il loro contatore rivela 0.

Ma questo zero accumula costantemente cicli interiori. Il contatore sta lavorando e costantemente trasforma le cifre (la Reshimo di questo mondo) finchè lo zero cambia in uno e una persona comincia a sentire il punto nel cuore, e poi lui deve avanzare.
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(Dalla 2° parte della Lezione di Kabbalah quotidiana 21.07.2013, Shamati #59 “ Riguardo il Bastone e il Serpente“)

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“Il lavoro è tanto, ma la ricompensa è grande”

Dall’articolo del Rabash “Fede”: “Rabbi Tarfon era solito dire: “Il giorno è breve, il lavoro da fare è tanto, i lavoratori indolenti, ma la ricompensa è grande, ed il Padrone di casa è insistente”. (Pirkey Avot 2:20) Se un uomo crede che non ci sia alcun patrimonio senza un Governatore ed ha fiducia che il Padrone esiste, un uomo si sente prigioniero.

Noi non siamo capaci di svegliarci da soli a meno che il Creatore non ci risvegli perché siamo fatti di materia senza non alcun alito di spirito di vita. Perciò, noi siamo chiamati creazione; vale a dire, siamo dominati dall’alto. Solo dopo che il Creatore ci ha risvegliati, vediamo che il lavoro è tanto, i lavoratori sono indolenti, ma la ricompensa è grande, ed il Padrone è insistente. Allora, incominciamo a lavorare.

A questo punto, la nostra libertà di scelta si accende. Il Creatore mette la mano dell’uomo sul destino positivo e dice: “Prendilo!”. In altre parole, l’azione del Creatore arriva prima; poi tocca a noi continuare il lavoro, nel senso che prendiamo ciò che il Creatore ci dà. Dobbiamo organizzare il nostro ambiente e studiarlo di modo che ogni giorno sia strutturato per permetterci di fare degli sforzi sia sull’uno che sull’altro.

Indipendentemente dal nostro solito carico di lavoro e dalle responsabilità della divulgazione, non dovremmo mai interrompere la nostra connessione con le fonti originarie. Solo se ce la facciamo a mantenerci sempre in contatto con queste fonti, arriveremo al risultato desiderato e atteso. Il lavoro è tanto, ma la ricompensa è grande, quindi dobbiamo preparare i nostri vasi per riceverla.

Tutto questo ci richiede di distribuire il nostro tempo su diversi segmenti: la vita normale, lo studio, e la divulgazione. Dovremmo prendere parte attivamente a tutti e tre e mai evitare o trascurare nessuno dei tre. Se io non considero anche solo uno di questi, non mi manterrò sulla linea di mezzo. Anche se non distribuiamo il tempo in parti uguali tra di essi, dobbiamo comunque prenderci cura di tutti e tre.

Dovremmo prestare particolare attenzione a queste faccende. Anche quando un uomo ha un lavoro di divulgazione molto importante, quest’uomo non dovrebbe mai dimenticarsi di studiare. Non ci sono scuse che giustifichino la perdita delle lezioni solo perché un uomo è occupato con la divulgazione. E’ davvero una cosa da non fare, poiché è detto: “Se tu Mi abbandoni per un giorno, Io lo farò per due”. E’ pericoloso. Se smettiamo di studiare a causa della divulgazione, i nostri guadagni alla fine si trasformeranno in perdite.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.09.2013)

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I cuori sono attratti al termine delle azioni

Il Libro dello Zohar – Introduzione, «Gioisci delle Festività e non dare al povero”: questo è il senso della denuncia della Verità circa la creazione dell’uomo, dicendo che lui è tutto bugie… Comunque, Hesed disse: “Lascia che venga creato perché egli fa misericordia”, poiché la misericordia che egli fa, che è necessariamente un atto che viene esaminato come dazione, attraverso di esso, viene progressivamente corretto fino a che non può impegnarsi in tutte le Mitzvot al fine di dare.

L’attributo di verità parla della questione del desiderio che è totalmente egoistico (allo scopo di ricevere) e che non può pensare ad altro tranne che riceve per se stesso. Allora perché è stato creato? Dopo tutto, non è degno di niente. Questo è il modo in cui una persona vede se stessa nello specchio della verità.

Ma l’attributo di Hesed è responsabile del fatto che una persona può cambiare. Questo perché la materia del desiderio può eseguire azioni di Hesed (misericordia).

Ma come è possibile? Dopo tutto, il desiderio di ricevere è una bugia totale e vuole solo trarre beneficio per se stesso. È vero, tutte le sue intenzioni sono per il suo bene, ma le azioni possono essere finalizzate a al fine di dare. Poi, nonostante questa scissione interna, nonostante il divario tra i pensieri e le azioni, le azioni che al momento hanno delle intenzioni imprecise, possono cambiare il desiderio.

Io uso le azioni di dazione al fine di raggiungere l’attributo di dazione. Anche se io non voglio raggiungere la dazione e mi sembra solo bramarla, se cerco di farlo il più possibile collegandomi agli amici, al Maestro, e al Creatore, allora insieme a questa bugia sulla parte dell’attributo della verità, queste azioni mi porteranno alla correzione.

Non posso evocare la Luce Circostante con la mia intenzione egoistica, ma l’azione stessa è al fine di dare e io sono consapevole di questo. Quindi evoco la Luce che Riforma ed essa mi influenza nella misura in cui mi sembra di voler uscire dalla mia intenzione egoistica al fine di ricevere e acquisire l’intenzione altruistica di al fine di dare.

È vero che non posso e non voglio dare, ma le mie azioni sono volte correttamente, e questo è sufficiente. Un’azione corretta insieme con l’intenzione sbagliata evoca la Luce che corregge l’intenzione.

Questo si verifica perché io sono fatto di un desiderio e di un’intenzione (un pensiero). Non riesco a controllare la mia intenzione, poiché voglio sempre per me stesso. A volte sembra che voglio veramente il bene degli altri, ma poi si scopre che è tutto un gioco fisso e che ho semplicemente mentito a me stesso dato che non capisco me stesso. Le mie intenzioni sono malvagie, sbagliate o cattive (per errore o anche intenzionalmente). Questo è il risultato della frantumazione dei vasi e non c’è niente che possiamo fare al riguardo.

Ma io posso eseguire delle azioni nel gruppo, nella divulgazione e nel parlare di educazione integrale. Se queste azioni sono disposte correttamente in modo che io possa adempierle, devo chiedere al gruppo e all’insegnante la forza di venire alle lezioni, al fine di acquisire gradualmente la saggezza e rivolgermi al pubblico al fine di trasmettere loro il mio messaggio in modo che possano accettare la mia opinione. Io preparo le mie azioni come se dessi il più possibile. Questo è sufficiente ad evocare la Luce Circondante, che in risposta comincia a cambiare la mia intenzione.

Questo avviene perché le mie azioni sono corrette e solo la mia intenzione è corrotta. Ora essa si aggiunge alle mie azioni attraverso la Luce Circondante che opera. Così “i cuori sono attratti dopo le azioni”, fino a quando l’intenzione corrisponde a quella azione.

Noi ci distinguiamo da tutti gli altri solo per la nostra intenzione con la quale attiriamo la Luce che Riforma. Se non lo facciamo, non ci riusciremo e le cose andranno ancora peggio. Si passerà attraverso un nuovo ciclo che alla fine ci porterà anche al bene, ma tramite la via della sofferenza.

Eseguire delle buone azioni non è un problema. Io posso dare dei regali solo perché c’è un angelo con un bastone in piedi dietro di me, e se mi fermo per un momento, ricevo subito un duro colpo. Si scopre che l’azione di per sé è buona, ma l’intenzione talvolta si cela, anche a me. Quindi l’unica cosa che mi serve è evocare la Luce Circondante attraverso miei sforzi.

Io cerco di aggiungere la giusta intenzione per quanto riguarda gli amici, l’insegnante, lo studio, e il pubblico poiché sono questi sforzi ad evocare la Luce che Riforma.

La materia del desiderio non cambia, le azioni non cambiano, l’ unica cosa che cambia è l’intenzione. L’intera creazione è intesa solo per stabilire la giusta intenzione e connetterla gradualmente alle nostre azioni.

Le azioni devono corrispondere all’intenzione. In primo luogo io non voglio ricevere nulla dal momento che non ho la giusta intenzione, e quindi posso già ricevere qualcosa grazie al Masach (schermo) e la Luce che Ritorna. Posso già dare in cambio, e poi io produco i desideri, i miei vasi di ricezione.

Questo significa che il nostro lavoro può basarsi sull’evitare ricevere o nel ricevere al fine di dimostrare che abbiamo capito ciò che l’amore del Creatore verso di noi è e vogliamo ringraziarlo per questo ripagandolo con la stessa attitudine.

L’importante è che l’intenzione determina la qualità dell’azione.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.08.2013, Lo Zohar)

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Rendi felice il povero

Il Libro dello Zohar, Introduzione, “Gioisci delle festività e non dare al povero”, Articolo 175: Il ruolo del Creatore è rallegrare il povero secondo la Sua capacità. Il Creatore appare durante le festività per guardare i suoi Kelim rotti.

Colui che anela a ciò che è più alto viene chiamato “povero”, colui che si sente “povero di conoscenza” e vuole raggiungere la rivelazione del Creatore. Le “Festività” sono “momenti” unici, stati unici, in cui tutti si trovano più vicini al Creatore. Proprio come quando la terra ruota sul suo asse e ruota intorno al sole e la luna gira attorno alla terra, subendo cambiamenti periodici. In altre parole, oltre a ciò che dipende dalla persona, nel “sistema operativo” generale, si verificano dei cambiamenti ciclici che a volte vengono scoperti e che a noi differenziano, a volte nel bene e a volte nel male.

Succede in questo modo, al fine di risvegliare sistemi aggiuntivi alternativi che ci influenzano e affrettano i tempi. E questi sistemi “periferici” passano attraverso vari processi, fanno parte del nostro lavoro, e ci portano gli stati, a volte rendendo il cuore pesante, a volte riempiendo il cuore di luce.
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(Dalla prima parte della Lezione del 26.08.2013, Il Libro dello Zohar)

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Vieni da Noi per la felicità

Domanda: E’ possibile mentre divulghiamo, invece di dare un messaggio e la promessa di risolvere i problemi, mandare un messaggio e promettere una felicità in più per le persone che non ammettono di avere dei problemi, che sono alla ricerca di nuovi piaceri? Il messaggio: Vieni da Noi per la Felicità…

Risposta: Certamente. Usciamo alle persone fin dall’inizio, prima che il “bastone” che li spinge verso la felicità li raggiunga. L’intero problema è in questo. Andiamo alla persona quando ancora non sente questo bastone, come se non esistesse, e spostiamola da uno stato neutro o di piccola felicità, a un migliore stato. Questa è la nostra intera missione.
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(Dal Congresso in Stoccolma “Joy in Unity” 31.08.2013, Lezione 3)

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Lavorare o filosofeggiare?

La Spiritualità non è conseguita con il lavoro della mente, come è detto: “La saggezza tra le nazioni- credete, la Torà tra le nazioni – non credete”. Ciò significa che la Luce che Corregge non è tra di esse. Perciò esse sono chiamate le nazioni del mondo e non ancora Israele. Questo è ciò di cui tratta tutta la discussione: Chi consegue il Creatore e chi no? Che cos’è il conseguimento?

Nella misura in cui acquisiamo i vasi della dazione e abbiamo delle percezioni in essi, conseguiamo il Creatore, che significa che i fenomeni avvengono nei nostri vasi della dazione. Non è possibile conseguire niente altro, tranne che le percezioni nei nostri vasi. Il primissimo semplice desiderio di ricevere si espande ed acquisisce un nuovo ordine. Prima, era stato frantumato in tanti pezzi contraddittori che si percepivano essi stessi come Israele e le nazioni del mondo, parenti ed estranei lontani.

Tutto questo apparteneva al mio desiderio di ricevere, ma a me sembrava come tutto un mondo che avevo intorno in forme diverse. Il mio ruolo è di connettere tutto questo in una cosa sola, di raccogliere tutti i pezzi e attaccarli a me trattandoli con amore. Devo capire che tutto mi è stato dato per correggere me stesso, il mio punto nel cuore, attraverso il quale acquisisco la giusta intenzione verso tutti i miei nemici, coloro che mi odiano e gli estranei, quando incomincio a percepirli come parti della mia anima.

E’ dentro di me che devo trovare il giusto atteggiamento verso di essi e allora correggerli. Se io realizzo questa correzione dentro la predisposizione interiore, vedo che tutto funziona. Tutti i nemici ed i miei problemi sono solamente una replica del mio stato interiore. E’ l’atteggiamento con cui divido tutta la realtà tra la Terra di Israele, il Libano, la Siria, la Giordania, la città di Babilonia, e i diversi paesi e le nazioni distanti, che significa che essi sono tutti i livelli del mio desiderio: inanimato, vegetativo e la natura animata, e il livello parlante.

Una volta c’era un unico desiderio, il mondo di Ein Sof (l’Infinito), ed ora esso è diviso in molte parti, che sentono di essere lontane tra loro e si odiano. Tutto questo può essere connesso in una sola forma, e in questo sta tutta la correzione dell’uomo e del mondo come una cosa sola.

Tutto questo si può realizzare solamente se chiedo la correzione. Tutta la differenza sta nel fatto se faccio della filosofia al riguardo usando la ragione o in contrasto ciò che vedo e alla repulsione che sento attraverso tutte queste parti, nella fede al di sopra della ragione, come parti della mia anima, sebbene sembrino così distanti e anche odiose. Allora incomincio ad avvicinarmi alla spiritualità, lavorando nel gruppo al di sopra del mio desiderio ed in questo modo lo risveglio sempre di più.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2013, Il Libro dello Zohar — Introduzione)

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Avvicinarsi alla gente con tutto ciò che è bene

Domanda: Come possiamo divulgare in modo da eliminare la paura?

Risposta: Quando usciamo per divulgare il metodo integrale al pubblico, non parliamo mai di nulla di negativo. Ci è vietato spaventarli in qualsiasi modo; perché ascoltando parole “cattive” si disperderebbero solamente in tutte le direzioni. Parliamo sempre del bene, della felicità e dell’amore, di come vogliamo raggiungerlo.

Non vi è alcuna necessità di orientare le persone nel vedere ciò che è male, sostenendo di convincerli che sarà ancora peggio.Fare questo è sbagliato, questo non è un approccio sano, non proviene dall’amore. Al contrario, noi vogliamo elevarli, vogliamo dargli più di quello che c’è ora. È un bene per te? Sarà ancora meglio. È un male per te? Anche così, sarà meglio! Abbiamo solo bisogno di pensare a come avvicinarci a loro con tutto il bene in modo che possano incontrarci felicemente.

Certamente, per poter iniziare una conversazione, dobbiamo conoscere fin dall’inizio che tipo di problemi hanno, ma solo all’inizio e poi passare immediatamente a ciò che è meglio.

Una persona potrebbe certamente dire: “Non ho bisogno di niente, mi va tutto bene, lasciami in pace”. Abbiamo bisogno di imparare a parlare con lui in questo tipo di condizione senza causare sentimenti negativi. Dobbiamo imparare ad essere positivi per tutto il tempo, dovremmo essere solo nella linea di destra. Se, in una persona, questa è sviluppata, allora mostrerà la linea di sinistra.

Domanda: Quando divulghiamo, come possiamo evitare la propagazione della paura personale?

Risposta: Se avete intenzione di divulgare per il gruppo e il Creatore, allora la paura personale scompare. Il gruppo è dietro di me. Il Creatore si trova insieme a noi. Di fronte a me si trova il mondo o qualche individuo, non importa. Chi è? Anche lui è il Creatore. Si scopre che di fronte a me e dietro di me si trova il Creatore.

Il mondo non esiste; il mondo è il mio stesso riflesso dentro di me. Non esiste il gruppo e non esiste il Creatore. Questo significa tutto, anche il riflesso dentro di me. Ho bisogno di portare tutto questo al fatto che non esiste nessuno tranne Lui.

Se mi comporto così, non avrò alcun timore. Nel lavoro con le persone, so che ora sto in piedi davanti al Creatore che sta giocando con me in questo modo. D’altra parte, mi rivolgo a Lui, e, allo stesso tempo, io aderisco al Creatore che si trova dietro di me. Questo perché tutto è stato creato affinché io connetta tutto il mondo attraverso di me in tutta la sua diversità, con l’unica forza che controlla l’intero universo, con la forza della dazione e dell’amore. E allora io Lo scoprirò; Egli si rivelerà a me.
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(Dal Congresso di Stoccolma “Joy in Unity, Lezione 3)

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Il Sistema operativo Spirituale: Avvicinarsi alla finestra successiva

Baal HaSulam, “Esilio e Redenzione: Il Creatore ci mostrerà in maniera evidente che Israele non può esistere in esilio, e non troverà riposo, come il resto delle nazioni che si mescolavano fra le nazioni e hanno trovato riposo e si sono assimilate tra di loro, fino a non farne rimanere una sola traccia.

Il popolo di Israele porta fisicamente un dovere spirituale e deve lavorare su se stesso al fine di attuare la sua missione nella vita. Oggi, il concetto di “Israele” è determinato non dalla nascita ma dall’inclinazione della persona a rivelare il Creatore. Coloro che hanno questa predisposizione sono nominati in conformità con il loro vettore, Yashar – El, diretti al Creatore. Coloro che aspirano a compiere la loro missione si distaccano dalla massa generale.

Inoltre, a causa di 2000 anni di esilio e del mescolarsi con le altre nazioni, questa parte si è ampliata con l’aggiunta di quelli che, in senso materiale, provengono da altri ambiti.

Così il “nucleo” interno è circondato da coloro a cui è successo di raggiungere la realizzazione spirituale nelle loro vite precedenti. Essi conservano delle Reshimot speciali e sono guidati dal “sgradevole” governo superiore che invia loro situazioni difficili e difficoltà.

Infine, i cerchi esterni sono costituiti da “le nazioni del mondo”, che sono disposti in conformità con le loro radici spirituali.

L’intera struttura, in sostanza, è spirituale. Tuttavia, fino ad ora, possiamo vedere solo i corpi invece che le anime. Associamo le persone ai loro corpi, che nascono, vivono la loro vita, soffrono, si moltiplicano, e poi muoiono e si trasformano in cenere.

Infatti, i corpi sono una semplice proiezione di un processo spirituale al suo livello materiale più basso. Come esempio, immaginate un sistema operativo che si compone di 125 finestre. In questo momento, nella nostra percezione, possiamo solo vedere la prima finestra che visualizza solo gli oggetti fisici: pietre, alberi, montagne, animali, sole, luna, stelle, e molto, molto di più, tra la gente.

Noi vediamo il mondo intero che è solo una rappresentazione del regno superiore. Qui è dove sono piantate le radici, ossia le forze che disegnano l’immagine corrente sul nostro schermo. Usando termini neurobiologici, direi che l’immagine su questo piano materiale è stata creata nella parte posteriore del nostro cervello da impulsi elettrici. Ciò rende possibile la proiezione dei mondi più profondi che prendono la forma di questa esteriorità materiale e possiamo vedere solo una finestra, un livello, alla volta. I nostri cinque sensi non ci permettono di discernere nulla oltre questo.

Se vogliamo vedere la causa, la vera immagine, dobbiamo sviluppare i cinque sensi di dazione. Questa transizione viene compiuta dalla Luce Circondante, che inneschiamo con l’aiuto del gruppo, attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah, e facendo tutto quello che serve. Il percorso è aperto.

Nel frattempo, viviamo in una sola “immagine” del nostro mondo, e ci reincarniamo in essa fino a raggiungere il livello successivo. A questo punto, ogni parte separatamente e tutte loro insieme, sono “sintonizzate” per elevarci internamente e avvicinarci a una schermata che mostra un’immagine più profonda. Tutto esiste solo per questo scopo. Tutto è coordinato. In altre parole, tutto ciò che accade nel mondo è sincronizzato ad ognuno di noi. Lo scopo di tutto ciò che arriva è una transizione ad un livello più alto.

Quali elementi dell’immagine che attualmente vediamo possono facilitare questo processo? Ad ogni livello, vediamo parti della natura inanimata (I), vegetale (V), animata (A) e parlante (P). Quindi, il nostro compito è quello di scegliere il livello parlante e dividerlo in componenti che possano essere utilizzate.

In generale, ci sono tre componenti. Abbiamo già chiamato tutte loro: 1 . coloro che aspirano direttamente al Creatore (Israele), 2 . il popolo ebraico, e 3. le nazioni del mondo. Per ascendere, si dovrebbe tenere un legame stretto con Israele poiché questa parte persegue il nostro stesso obiettivo, ossia, passare da uno schermo all’altro.

Per quanto riguarda “gli ebrei”, le loro Reshimot stanno dormendo ancora; le Reshimot esistono, ma non sono apparse, mentre nelle “nazioni del mondo”, queste Reshimot rimangono in un potenziale, non sono mai apparse in quanto le hanno ricevute solo come risultato di un’integrazione reciproca con il popolo di Israele che si è sparso in tutto il mondo dopo la distruzione del Tempio, cioè, dopo che si è verificata la frantumazione dei vasi.

Illustriamo questo con la struttura di un vaso che si compone di due parti principali: Galgalta ve Eynaim (GE) e AHP. Dapprima, (1) GE è in uno stato primario di dazione. Esso corrisponde ad Israele prima della distruzione. AHP sta per le nazioni del mondo, che sono nel stato di ricezione.

Nel suo secondo stato, Israele scende alle nazioni del mondo, e attraverso 2000 anni si mescola agli altri.

Poi, la Luce che Riforma (la Luce Circostante, Ohr Makif – OM ) inizia il suo lavoro. Essa influenza un mucchio di vasi rotti che cominciano a svegliarsi.

Non sappiamo da dove vengono: le dieci tribù di Israele mancanti, le parti in cattività del popolo di Israele, o le nazioni del mondo. In realtà, non importa. La cosa principale è che vogliono crescere e diventare Galgalta ve Eynaim, cioè, il desiderio di dare. È come se uno si svegliasse improvvisamente e questa missione diventasse più importante per lui o lei di tutto il “pasticcio” di questa esistenza materiale.

A quel punto, coloro che ascendono alla dazione sono chiamati Yashar El (dritti al Creatore) in base alla loro intenzione e a ciò che gli sta a cuore.

Gli altri si dividono in due parti: “Israele in esilio” e le nazioni del mondo. La Luce Circondante influenza principalmente le parti di Israele, dal momento che correggere gli altri è una loro responsabilità.

Di conseguenza, il nostro lavoro con il mondo deve essere coordinato secondo questa struttura piramidale. Nella parte superiore si trovano coloro che aspirano al Creatore (Israele), poi vengono gli “ebrei “. Entrambe le parti hanno delle Reshimot, sia nelle loro forme “silenziose” o esplicite. La parte superiore sta già percorrendo il suo cammino spirituale, mentre l’altra parte si unirà a loro solo sotto pressione o per disperazione in quanto queste sono le due parti che sono in contrasto con le nazioni del mondo e che recano l’onere della correzione.

In generale, oggi l’intero sistema è la transizione ad una nuova fase. In precedenza, gli ebrei eccellevano in molti altri ambiti della vita. Attualmente, hanno iniziato a prevalere le altre nazioni. La situazione cambia costantemente. Ora, i desideri delle nazioni si manifestano più apertamente ogni giorno che passa, ed è per questo che riescono in tutto il mondo. Tra poco, vedremo gli ebrei sbiadire gradualmente negli sforzi di questo regno materiale, mentre le nazioni del mondo, al contrario, prevarranno. Essi sostituiranno gli ebrei nelle cose che sono associate al successo materiale, mentre gli ebrei continueranno a raggiungere un livello più alto.

Questo spiega perché il popolo di Israele anticipa i disastri che sono di natura interna; se vogliono cambiare e non sono in grado di farlo da soli, avranno bisogno del Creatore sul percorso corretto di accelerazione, o, Dio non voglia, si verificheranno ulteriori disgrazie imposte dalle nazioni del mondo.

In questo mondo, Israele rimarrà in buona forma con l’eccezione di sperimentare animosità da parte delle altre nazioni.

Questo è il modo in cui il governo superiore si manifesta. Se uno non correggere ciò che deve, allora questo si trasforma in un fattore di coercizione. Questo significa che se Israele non risolverà i suoi rapporti interpersonali e non porterà l’unione alla gente, che, di fatto, è un luogo della rivelazione del Creatore, allora diventerà una fonte di guai e di disgrazie che verranno dalle nazioni del mondo nelle loro forme inedite e ancora peggiori.

È una legge. Non c’è niente che possiamo fare, se non facciamo il nostro lavoro correttamente. Il compito è quello di auto – elevare e poi spingere in avanti gli altri attraverso la divulgazione della saggezza della Kabbalah e divulgando la metodologia dell’educazione integrale che unisce le persone e insegna loro i modi per amare il prossimo come se stessi.

Il compito di correggere automaticamente ricade su coloro che aspirano al Creatore e le cui Reshimot si sono già svegliate.

Non hanno alcuna possibilità di fuggire dal momento che la legge è preordinata. Per di più, questo obbligo è imposto agli ebrei come nazione.

Nel corso della correzione, inoltre, quando questa raggiunge un certo livello, emergeranno gli ebrei che portano le Reshimot che sono associate alla distruzione del primo tempio e non del secondo tempio, le dieci tribù perdute. Essi non hanno mai sperimentato la lontana distruzione e quindi comprendono vasi puliti, mentre noi apparteniamo ad una parte più pesante dato che abbiamo attraversato la frantumazione due volte.

La Luce scende ai vasi di Galgalta ve Eynaim e poi attraverso gli ebrei che raggiungono le nazioni del mondo. D’altra parte, dobbiamo condurre la divulgazione non solo in Israele ma anche in altri paesi, così, direttamente tra le altre nazioni, poiché, come scrive Baal HaSulam, senza fare questo il popolo ebraico non uscirebbe dall’esilio. Dopo tutto, il loro unico obiettivo è quello di fornire la Luce agli altri, essere una “luce per le nazioni”. Quindi prima dobbiamo risvegliare il desiderio nelle nazioni del mondo (1). Solo allora avrà luogo la liberazione di Israele (2).

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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.08.2013, “Esilio e Redenzione”)

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Le tentazioni della linea di sinistra

Quando una persona non è strettamente connessa all’ambiente giusto comincia ad allontanarsi dal lavoro spirituale, dato che la linea di sinistra è così allettante!

Non si tratta unicamente delle tentazioni fisiche che ti distraggono temporaneamente, a cui puoi lavorarci e tornare al lavoro spirituale, ma si tratta anche di tentazioni come il controllo, la ricchezza, il rispetto, la lode e la conoscenza.

Probabilmente puoi immaginare che se le persone che studiano la saggezza della Kabbalah sono state autorizzate a ricevere una grande ricchezza, non vi è dubbio che chiunque potrebbe resistere a questa tentazione. Se a loro sono stati dati palazzi, yacht, e un esercito di servi, questo precederebbe qualsiasi altro desiderio che possono avere. Questo è il modo in cui ad una persona viene fatto il lavaggio del cervello. Si trasforma in un animale in una gabbia d’oro.

Ad essa può anche essere dato il controllo illimitato. Supponiamo che qualcuno vi dica: “Abbiamo bisogno che tu sia il presidente del mondo. Vogliamo che una persona gestisca tutto. Tutto ciò che desidera sarà immediatamente effettuato in tutto il mondo, attraverso l’intera gerarchia umana”. Allo stesso tempo non si tratta della correzione del mondo e della gente, ma di evoluzione tecnologica ordinaria.

Che cosa può fermare una persona? Niente.

Puoi anche essere sottoposto a esame non dalla ricchezza o dal dominio, ma dalla fama: ti viene detto che ti sei aggiudicato il premio Nobel per la Pace o che sei stato invitato a parlare davanti a una prestigiosa platea. Sei circondato da adulatori che ti lodano e si complimentano con te. Tutti guardano a te e vengono colpiti da te! Il Creatore può presentare davanti a te questo tipo di spettacolo.

E la cosa più importante è sapere che la società ti vede come il più saggio, il più intelligente, la persona di maggior talento di tutti. La conoscenza non è la ricchezza, né il potere né la gloria. La conoscenza umana ordinaria è coprire l’intero universo; tutti guardano a te come l’unico che comprende i segreti dell’universo. Qui il culto è molto più significativo dal momento che avviene in realtà tra l’ego e il livello successivo.

Lungo il nostro cammino spirituale è molto difficile evitare tentazioni come il dominio, la ricchezza, la fama; in effetti, è impossibile. Dobbiamo custodire e proteggere gli studenti che sono attratti da questo. Pertanto, in tutte le religioni e in molte società, il figlio è di solito accanto a suo padre in modo che egli possa passare a lui l’occupazione della sua vita. Il figlio non potrà mai opporsi e lo sosterrà sempre mantenendo la linea del padre in quanto vuole preservare il suo nome e il suo carattere.

Educare gli studenti in modo che saranno fedeli a te come fossero tuoi figli è molto complesso. Per fare questo, devi essere un tiranno per loro, in modo che non rompano con te, in modo che riceveranno il maggior numero possibile di colpi durante gli anni che sono con te, e cominciare a capire il motivo per cui avvicinarsi o allontanarsi: per il rispetto, per la conoscenza, o per la ricchezza? In questo modo, almeno, cominceranno a sentire queste cose.

Credo che gli studenti deviano dalla retta via in base alla loro distanza interiore da me, e secondo il disprezzo che provano per se stessi. In questo caso devo mostrare loro che non sono loro ad allontanarsi da me, ma che sono io che mi allontano da loro. Se uno studente si sviluppa correttamente, capirà che in realtà non viene allontanato, ma è sempre più vicino a me e poi supererà tutto. Se non lo fa, allora non accadrà nulla.
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(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2013)

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