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Tutto inizia dal gruppo

Abbiamo bisogno di costruire il nostro lavoro secondo una disposizione precisa.

  1. Non posso rivolgermi al tutto, al grande pubblico, prima che sia incluso con il gruppo (gruppo di dieci)
  2. Solo dopo che mi sono incluso in esso, ricevo la Luce circostante (Ohr Makif).
  3. Dopo di che influenzo l’intero, la gente, quello che noi chiamiamo “educazione”
  4. Ci uniamo a loro.
  5. Io porto il tutto al gruppo, che si chiama portare le “nazioni del mondo” a “Israele”, e tutti meritano la scoperta del Creatore.

Dal gruppo trasferisco al tutto (←) e dal tutto ritorna al gruppo (→), e per mezzo della luce Circondante riceviamo la Luce Interiore (Ohr Pnimi). Perché ora abbiamo un Kli, il desiderio di ricevere, insieme con l’intenzione.

Io mi trovo semplicemente nel mezzo, migliorando l’operazione. Io lavoro in un gruppo con Galgalta ve Eynaim (GE), e con il pubblico, che è l’AHP, e io sono rimasto a metà del terzo superiore (1/3) di Tifferet dove  c’è libera scelta.

Pertanto, se non sono incluso in un gruppo, non so da dove cominciare. Ognuno dei miei passi deve partire da questa inclusione e questa è l’azione più importante e il fondamento di tutte le azioni. Se vi è l’inclusione, allora è possibile continuare ad agire, se non c’è inclusione, allora è impossibile continuare. Infatti, dopo questo non agisco con le mie forze, ma in particolare per la forza della mutua inclusione che ho ricevuto dal gruppo, grazie alla sottomissione. La mia forza individuale è egoista e solo attraverso l’annullamento del mio ego, attraverso l’inclusione tra gli amici (1), posso ricevere da loro la forza di dazione, con il cui aiuto mi rivolgo al pubblico (2).

E poi io lavoro con esso anche in base a come ho lavorato con il gruppo di dieci. Il mio inserimento all’interno della società è come l’inclusione con il mio bambino a cui voglio dare tutto il bene. Io non condiscendo, anzi, chino il capo davanti al pubblico con l’amore.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.08.2013, conversazione riguardo le decine)

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Costringete il vostro “Asino” a lavorare

Domanda: Come si mantiene la giusta intenzione quando si compie la divulgazione su internet, se non è un esercizio fisico ed un amico non ci può ricordare l’intenzione?

Risposta: Voi state divulgando il materiale corretto in internet. Gli amici ti guideranno essi stessi nel modo corretto ed infatti non si avrà alcuna distrazione a meno che non ci si distragga intenzionalmente.

Dei desideri estranei vengono risvegliati in voi in ogni momento: navigare in altri siti o abbandonare il computer e fare qualcosa d’altro. In questo caso, vi dovete certamente contenere. Staccatevi da tutte le altre fonti come televisione e radio, staccate il vostro accesso ad altri siti come quelli delle notizie, quelli di vario intrattenimento, e così via. Fatte tutto il possibile per limitare la vostra “bestia” in modo che non sia attratta in nessun posto, in quanto non c’è nessun posto in cui essere attratti. Chiudetela in una gabbia e costringetela a lavorare.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 25.08.2013, Domande e risposte con il Dott. Laitman)

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Il passaggio attraverso i Mondi

E’ impossibile inventare qualcosa che non esiste in natura. Forse non c’è un analogo nel materiale in cui la costruiamo da o allo stesso livello, ma deve esistere. Prendiamo tutti gli esempi e le analogie da ciò che già esiste in natura; non possiamo inventare niente che sia totalmente nuovo.

E’ assolutamente impossibile. C’è solamente un unico nuovo punto in tutta la creazione – qualcosa dal niente (Yesh Mi Ayin). Tutto il resto, tranne questo “atto iniziale della Creazione” (Genesis Maase) è la conseguenza dell’incontro del vaso e delle proprietà della Luce nelle diverse connessioni. Quindi, possiamo trovare un esempio solamente dalle qualità esistenti e creare delle forme parallele.

Tutto ciò che costruiamo nel nostro mondo, che significa nelle nostre sensazioni egoistiche, è chiamato “questo mondo”, e ci sono esempi di questo in natura. Se vogliamo continuare il nostro sviluppo studiando la saggezza della natura, dobbiamo sviluppare una nuova percezione che sia concentrata sulla dazione. Allora potremo anche soddisfare tutti gli esempi che considerano il donare attraverso di noi.

Non possiamo trovare degli esempi delle qualità superiori in questo mondo materiale, e quindi tutto il progresso scientifico finisce sul confine tra il nostro mondo ed i mondi superiori. Ancora prima che la scienza si esaurisca, il nostro desiderio materiale di ricevere raggiungerà un punto morto e terminerà. Il nostro sviluppo finirà ad un certo punto, perché non possiamo trovare dei nuovi esempi che vogliamo mettere in pratica in questo mondo.

Cosa ancor più importante, abbiamo perso il desiderio di cercarli per inventare nuove cose e di conseguenza avanzare a livello materiale. Ci troviamo in un punto di transizione, siamo sul punto di rivelare dei nuovi desideri spirituali.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.08.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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I “Buoni Segni” lungo la strada

Un uomo non può avere fiducia e fare affidamento solo su se stesso prima della correzione finale. Un uomo deve essere sempre sotto l’influenza di vasi e desideri più elevati, ed esplorarli semplicemente grado per grado, aderendo ad essi senza contare sulle proprie “riserve”.

Noi avanziamo solamente grazie alla fede al di sopra della ragione, cioè, solamente al livello di adesione ad un livello superiore. Solamente da qui possiamo attirare e ricevere le risposte corrette e i segni corretti per il nostro stato attuale. Il principio di “fatti guidare solamente da quello che vedi” si riferisce ai desideri corrotti, ma per restare in marcia, io mi devo “attaccare” ad un livello più elevato per mezzo della fede al di sopra della ragione.

Tutti possono trovare dei “segni” che dimostrano loro di avere ragione. Ma questo è proibito. La mente qui non funziona ed io non la coinvolgerò. Anche le spiegazioni dei Kabbalisti servono solamente per avvicinarci ai concetti spirituali, per aggiungere conoscenza, un vero sostegno, e questa conferma può trovarsi solamente in Colui che è Superiore quando io cancello la mia capacità di capire e faccio mio il Suo pensiero.
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(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.09.2013, Lo Zohar)

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Se creiamo una connessione condivisa tra di noi al di sopra dei nostri desideri egoistici e ci annulliamo in essa per donare al Creatore e per dare a Lui soddisfazione e usiamo tutto questo per il lavoro con le persone perché vogliamo avvicinarle a noi e attraverso di noi avvicinarle al Creatore in modo che il Creatore donerà a loro attraverso di noi, allora scopriremo tutti i “mondi” superiori, l’intero sistema. Non esiste al di fuori degli umani, ma solo tra di noi.

E anche la natura inanimata, vegetativa ed animata, scopriremo che è dentro di noi. Improvvisamente scopriremo dentro di noi le giraffe, i leoni, tutti gli animali selvaggi, ogni pianta, e tutti gli umani. Tutto questo è solamente una copia delle nostre qualità.

Una volta avevamo altre qualità, allora si vedevano i dinosauri che vivevano nel mondo. Ed ora le qualità sono cambiate ed i dinosauri sono scomparsi. Nei nostri tempi le qualità dentro di noi si stanno trasformando molto rapidamente e vediamo che molte specie di piante e di animali si stanno estinguendo. Si dice che ogni giorno scompaiono nel mondo 150 specie, con un ritmo così rapido, il nostro desiderio di ricevere cambia, si sviluppa e avanza.

A noi sembra che niente sia cambiato a livello vegetativo ed animato, ma essenzialmente ogni giorno dei cambiamenti molto grandi avvengono in natura, perché è interamente inclusa dentro un uomo. La stessa natura è solamente una copia delle nostre qualità interiori.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.08.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Non costruire un “Vitello d’Oro”

E’ molto difficile convincere una persona, sebbene abbia già cominciato a studiare la Kabbalah, che dobbiamo connetterci con gli altri. Essa non ha un desiderio o un bisogno per loro. Al contrario, la persona media preferisce avvicinarsi ai suoi vicini e ad altri. Dopo tutto, sente che per lei è preferibile mantenere dei buoni rapporti ed evitare conflitti in modo da avere una vita più sicura.

Ma una persona che ha ricevuto un desiderio personale di scoprire il potere più alto, per scoprire il mondo e conoscere il significato della vita, diventa molto individualista. Non vuole essere connessa con nessuno, sente che la domanda essenziale si trova dentro di lei. Dunque le è molto difficile sentir parlare di connessione, che le appare come un gioco per bambini ed incomprensibile in qualsiasi forma.

E’ per questo che oggi sono molto felice per essere riuscito ad iniziare a parlare di questo. Siamo giunti vicini a trovare il punto fondamentale. Se saremo preoccupati di ciò tutto il tempo, tutto il resto sarà rivelato mediante essa al suo interno, all’interno della connessione fra di noi.

La nostra unità è quel punto nero attraverso cui passiamo la barriera (Machsom) verso un altro mondo, “la cruna dell’ago” di cui il Creatore dice: “Aprite un varco per me come la cruna di un ago”. Dopo esserci collegati con un solo cuore, in un unico desiderio, noi siamo connessi ad un punto. Tutti i nostri punti sono connessi ad un punto che crea un’ apertura come la cruna di un ago. Se ci prepariamo in questo modo, allora apriamo un passaggio verso il nuovo mondo, quindi il livello più alto sarà rivelato a noi, questo è il primo passo sulla scala spirituale.

Questa esigenza di connessione è preparazione per il ricevimento della Torà. E’ chiaro che non realizzeremo la connessione se non con l’aiuto del potere superiore. Ma il nostro lavoro è di sentire i bisogni di connessione e di costruire una preghiera comune.

E’ logico che non abbiamo nulla per cui pregare, sia privatamente sia collettivamente, fatta eccezione della necessità di raggiungere la connessione. E così scopriamo tutti i risultati positivi di cui abbiamo bisogno. Ma se decido da solo che devo capire di più, per avere più successo, o anche ad amare di più, questo dimostra la mia superbia. E’ necessario chiedere soltanto per la connessione, e di diverso da questo, nulla: questa sarà la nostra preghiera comune.

La “preghiera dei molti” non può essere diversa da questo –soltanto di unità. E non fa alcuna differenza quello che viene fuori da questo, i risultati saranno precisamente in base alla disposizione della scala o dei livelli che dobbiamo salire sempre più in alto. Non stabiliamo la loro disposizione; piuttosto decidiamo soltanto che dobbiamo connetterci sempre più forte tra tutti noi.

Questa significa che non chiedo una ricompensa. Essa verrà da sé, si scoprirà nella società, vale a dire nella connessione fra noi, e che stiamo cercando solo questo. Questa è una verità molto semplice, ma continua a scivolare perché il nostro ego si rinnova continuamente. Siamo ripetutamente forzati a ritornare alla ”preghiera dei tanti” nella quale siamo uniti come uno, in un’unica richiesta.

E se vogliamo aggiungere le altre richieste a questo, anche gli obiettivi spirituali più alti, come il successo nell’educazione integrale e l’attrazione di tutte le persone ad essa, ma poniamo questo come nostro obiettivo personale, allora ciò non è corretto. Questa volta è ancora lo stesso orgoglio che ci forza a decidere che tipo di connessione deve esserci fra noi. Così si costruisce un “vitello d’oro”.

Il “vitello d’oro” non è soltanto il lavoro di una persona per il bene del suo ego. Non dicono nulla di ciò nella Torà. Il “vitello d’oro” è il desiderio della persona di stabilire per se stesso la forma del suo avanzamento spirituale personale invece di desiderare semplicemente la connessione. Il “punto nel cuore” raccoglie tutti i punti e sale la montagna in modo da ricevere la Torà, la Luce che Riforma. E poi tutti i desideri che sono raccolti ai piedi della montagna si collegheranno allo stesso punto e spariranno nel punto di connessione.

Ma, nonostante tutto questo, una persona è attratta dal decidere qualcosa da sola, per aggiungere una sorta di richiesta privata che gli è indispensabile per il suo avanzamento a servizio del Creatore, questo è chiamato un “vitello d’oro”. Questi sono livelli spirituali molto elevati. L’intero sistema spiegato nella Torà di come ci dobbiamo muovere in modo da raggiungere il completamento della correzione, dall’inizio alla fine, è soltanto con la forza di connessione e con nient’altro.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 26.07.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Non punizione, ma una Responsabilità Integrale

Domanda: Che cosa significa che l’intero sistema si arresta se uno di noi non partecipa nel modo giusto?

Risposta: E’ come una valvola di motore, improvvisamente si blocca e ferma l’intera macchina, o un componente della scheda madre del computer è bruciato. Comunque, c’è un significato all’importanza di questa unità. E’ la scheda madre o qualcosa di meno importante? Mentre nel sistema integrato, i componenti non sono più o meno importanti; questa è circolare e ogni cosa è importante allo stesso grado come ogni altra unità. Se scompare, l’intero sistema si ferma.

Inoltre se si brucia un componente, si bruciano tutti, perché questo è incluso in tutti loro. Noi siamo come ingranaggi in un meccanismo dell’orologio. Se un ingranaggio è guasto e non gira, si bloccano tutti e l’orologio si ferma.

Il sistema funziona grazie al fatto che tutti i componenti sono collegati uno con l’altro e funzionano insieme. E se una parte si ferma, ferma l’intero sistema. Nessun ingranaggio può essere rimosso dagli altri o è sufficiente ad attivarli come vuole. Questo non può essere. In un motore funzionante, tutti gli ingranaggi girano, e se improvvisamente alcuni si bloccano, l’intero sistema si arresta.

Non puoi entrare in un sistema e poi abbandonarlo. Sei dentro contro la tua volontà e non puoi farci nulla. Durante tutta la storia fino ad oggi noi siamo solo cresciuti; tutto il sistema è cresciuto solo grazie all’egoismo. E quando è cresciuto, ha cominciato a mostrare tutti i collegamenti fra le sue parti.

Oggi i rapporti fra noi si rivelano sempre più. Ogni giorno scopriamo decine o centinaia di fili che sono tesi da me a voi e da voi a me e a tutte le altre persone. Di giorno in giorno questa piovra ci afferra sempre più nei suoi tentacoli, tramite nuove connessioni, da tutti i miei pensieri e desideri verso tutti e da tutti a me.

Siamo connessi da innumerevoli fili vincolanti; ce ne sono tanti e sono intrecciati così strettamente che alla fine si fondono e divengono un campo enorme. In questo momento il mondo sta attraversando precisamente questo processo: in ogni momento questa connessione sta diventando più forte, essi definiscono le nostre vite. Prima erano nascosti, ma oggi questi rapporti sono rivelati. Infatti, non vengono create nuove connessioni, anzi il sistema che era già esistente viene scoperto.

Ma almeno questa rivelazione sta cominciando a giudicarci e a chiedere una risposta. La crisi mondiale si sta spargendo ed intensificando, rivelando le nostre interconnessioni, e ci sentiamo peggio. Questo sistema si sta rivelando come già esistente, chiede di iniziare ad agire dal grado di questa scoperta.

Suppongo che il 10% delle connessioni ci sono rivelate. Non conosciamo o capiamo il 90%, ma dobbiamo ottemperare con il sistema al grado della scoperta di connessione reciproca. Se noi aspiriamo ad essere supportati da essa allora stiamo camminando nella via della Luce (“Achishenah”); siamo in accordo con il sistema, vogliamo esserne parte, cooperare, e lavorare insieme, e vogliamo aderire al potere più alto. La legge che lavora in questo sistema e connette tutte le sue parti è chiamata il Creatore, il potere superiore, la Luce.

Anche se non vogliamo essere associati con esso e non vogliamo partecipare con esso, il sistema continua a lavorare. Allora la differenza, questo spazio, tra il suo stato attivo e la nostra riluttanza a lavorare viene sentito come una crisi. Il sistema continua a rivelarsi perché secondo il programma, 6,000 anni sono stati assegnati per il suo sviluppo.

Per esempio, in un altro anno il sistema si rivelerà, ed è colpa nostra e la mancanza di cooperazione non è più del 10% ma del 20%.

Allora sentiamo la crisi al doppio della crisi presente, ed anche peggio, perché questo è un sistema integrale che moltiplica la sua reazione. Così sarà più volte peggio del presente. Immaginate le temperature di 50 gradi più calde o 50 gradi più fredde; le coltivazioni muoiono naturalmente, anche tutto il bestiame. E che cosa abbiamo intenzione di fare?

Se non partecipiamo al sistema, non obbediamo alla legge della natura che siamo tenuti a rispettare, allora la sua forma vera sarà rivelata. Non è una punizione che qualcuno ci manda intenzionalmente. Semplicemente la vera immagine è in fase di essere rivelata: che non stai partecipando al sistema comune, e quindi stai danneggiando te stesso. Il Creatore non vi punisce in generale, Lui è pronto ad aiutarvi. Semplicemente non vuole togliervi la vostra libera scelta. Voi stessi dovreste decidere chi volete essere: un peccatore o un virtuoso.

Se sono consapevole del sistema, voglio essere più consapevole di esso e partecipare in esso come una parte integrale, questo si chiama “la preghiera dei molti”. E allora posso pregare per gli altri o per la mia partecipazione al sistema, questo non fa alcuna differenza, in ogni caso si considera che sto pregando, prego per tutto allo scopo di adempiere al mio obbligo riguardo tutti. Chiedo soltanto che mi si conceda la forza di partecipare a tutto per tutti nel modo giusto. Mi sento responsabile per tutti, per il mondo intero, sono obbligato a svolgere le mie funzioni. Infatti, con questo definisco lo stato di tutto il resto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.07.2013, Scritti di Rabash)

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Il Creatore in ogni oggetto del nostro mondo

Domanda: Com’è possibile arrivare a sentire che attraverso la cooperazione con un altro uomo io sto dando soddisfazione al Creatore?

Risposta: Perché succeda abbiamo bisogno di immaginare che dietro ad ogni amico, dietro al gruppo, si trovi il Creatore, che “non c’è nessun altro tranne Lui”, e che tutte le nostre relazioni sono infatti con Lui e non con nessun altro, è solo il quadro del mondo che mi confonde.

Adesso le persone sono sedute davanti a me. In questo io devo sentire che sono collegato a loro; sono collegato al Creatore. Più mi comporto rispetto a loro in una forma sempre più chiara e diretta, più intensamente io mi annullo davanti a loro, più intensamente mi annullo rispetto al Creatore. Dall’altra parte, più provo a donare loro correttamente, di portarli in questo stato, allora più sarò come il Creatore. Vale a dire, mi relaziono con loro sia come persone più grandi di quello che sono io (superiore) o come persone che sono più piccole di quello che sono (inferiore), ed io mi ritroverò sempre nel mezzo, tra questi e quelli.

In conclusione, sia con gli uni che con gli altri, questa è la mia relazione con il Creatore. E questo è ciò che mi viene dato in modo che io possa vedere il Suo rapporto rispetto a noi attraverso gli altri; è stabilito in questo modo affinché sia più facile per noi riuscire a lavorare con loro. Tutto dipende dalla nostra motivazione.
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(Dal Congresso di Stoccolma “Gioia ed Unione” 30.08.2013, Giorno Uno, Lezione 2)

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Il modo per sentire l’anima collettiva

Domanda: Lo stato del mio gruppo è uguale a ciò che acquisiamo con lo “Schermo“? Lo stato del gruppo è lo “Schermo”?.

Risposta: Quando spingo il mio ego, il mio “io” lontano da me, e voglio prendere parte al gruppo con tutta la mia volontà, allora conseguo il mio stato corretto. Se ognuno di noi fa la stessa cosa, allora incominciamo a creare ciò che è chiamato un “gruppo”.

Questa intenzione condivisa che è la somma (?) delle nostre intenzioni (Kavana), è chiamata “Neshama” (Anima). E’ completamente nostra.

Con la divulgazione del metodo integrale, il 99% dell’umanità inizierà a percepire quest’anima attraverso di voi. Tutto ciò che si trova sopra di voi è il gruppo, compresi i Kabbalisti delle precedenti generazioni e tutti coloro che sono veramente più in alto di voi. E tutto ciò che si trova al di sotto di voi è il 99% dell’umanità. E voi diventate il canale, il conduttore, tra il livello superiore e quello inferiore.

Domanda: E’ possibile dire che nel preciso momento in cui inizio a sentire che le informazioni stanno passando da me a loro, il gruppo incomincia a formarsi? E’ come se io fossi responsabile per coloro verso i quali faccio divulgazione, ed essi entrano automaticamente nello stato di gruppo?

Risposta: Essi sono collegati a te, diventano parte del sistema generale del mondo, sebbene non consciamente, come dei bambini piccolini. E lentamente, nella misura della loro partecipazione a questo, essi raggiungono la consapevolezza, la sensazione dell’anima collettiva.
[116155]

(Dal congresso in Stoccolma “Gioia ed Unione” 1° giorno 30.08.2013, Lezione 2)

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Lo Zohar: Il programma di controllo del “Computer” della creazione

Il Libro dello Zohar, “La Notte della Sposa,” Paragrafo 145: La parola HaVaYaH è scritta sei volte, e ci sono sei versi da “i Cieli dichiarano” e fino a “La Torà del Creatore è perfetta” (Tehilim [Salmi], 19:2-8). E questo è il segreto della parola BERESHIT, che è composta di sei lettere: “IL CREATORE HA CREATO ET (I) CIELI E LA TERRA,” sei parole in tutto.

Lo Zohar spiega il programma: “C’è un programma davanti a te. Leggilo, parlane, e discutine. Coloro che ci riescono, lo ricordano, e coloro che non ci riescono, lo dimenticano; non importa. Lavoraci. In ogni caso non lo comprenderai. Ma, impegnandoti in questo programma, leggendolo e volendo conoscere di cosa si tratta e di cosa parla, lo stai piano piano mettendo insieme dentro di te, dentro i tuoi vasi, nei tuoi discernimenti.”

Questa è la ragione per cui leggiamo del programma di funzionamento. Esso si riveste in noi nella misura in cui noi vogliamo che lo faccia. Il testo stesso ci aiuta ad essere in qualche modo connessi a questo programma.

Ci sono anime differenti. Per la prima generazione il programma che è stato scritto nella forma della Torà era sufficiente, le generazioni che sono seguite hanno avuto bisogno di aggiunte, i Profeti, la Mishnà, Gemarah, e sempre più nuovi libri. Nel complesso, però, essi spiegano tutti il programma iniziale, i cinque libri della Torà, aiutandoci a desiderare di mettere insieme questo programma dentro di noi di modo che inizieremo effettivamente a funzionare in base a questo programma.

Domanda: Se seguiamo l’analogia del computer e del programma, allora l’hardware è il nostro desiderio di ricevere. Cosa fa il programma con il desiderio di ricevere, come lo fa funzionare in modi diversi?

Risposta: Nel nostro caso l’ hardware, il desiderio di ricevere, non cambia. Rimane lo stesso. A giudicare dall’Hardware il computer è perfetto. Tutta la differenza tra i programmi sta nelle connessioni, nei loro numeri, nella loro capacità di connettersi.

Il software connette solamente tutte le parti del computer, dà un numero ad ogni casella di memoria, in base alla sua importanza, e collega tutte le celle. Di conseguenza, ogni cella di memoria contiene alcune informazioni e sono tutte collegate in base ad un certo ordine. Questo ordine può anche cambiare, ma fa tutto parte dello stesso software.

Questo è ciò che effettivamente abbiamo. Tutte le celle adesso contengono uno e zero e tutto dipende dalla connessione tra queste celle. Questa è la vita, questo è tutto il software, tutto il programma di funzionamento, e tutto ciò che c’è. Non prendiamo in considerazioni le attuali celle di memoria, non lo zero e non l’uno in ogni cella. Cos’è importante e cosa determina le cose è l’ordine della connessione tra le stesse e la dinamica delle reciproche connessioni che cambiano costantemente, poiché questo è ciò che determina il flusso di informazioni che viene percepito in noi come il flusso della vita. La stessa cosa succede adesso nel nostro corpo.
[113298]

(Dalla 2.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.07.2013, Il Libro dello Zohar — Introduzione)

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