Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 3

La sfera di lamponi

La “sfera di lamponi” significa avere la totale ed assoluta perdita di tutto l’atteggiamento personale verso gli amici. Ci sbarazziamo di tutti i rivestimenti del nostro corpo fisico e delle qualità interiori di tutto ciò che abbiamo ricevuto dalla natura; solamente la scintilla rimane, le Reshimo, innate in tutti, il nucleo spirituale di ognuno, la propria aspirazione all’unità.

Se io mantengono comunque un diverso atteggiamento, delle differenze tra di noi, allora non è un gruppo. Il gruppo si ha quando tutti gli amici sono uguali, quando non vedo alcuna differenza tra di loro. Essi sono tutti Reshimot; ognuno è impegnato a raggiungere l’unione.

Durante la prima fase della presentazione del sostegno reciproco, il Creatore ci porta alla connessione e si tratta più che altro di uno stato teorico. Però, per formare una palla rossa come il colore del lampone, ci dovremmo già connettere attivamente con tutti. Il lavoro con questa sfera di lamponi inizia con gli sforzi di non vedere delle differenze tra gli amici e finisce quando tutti gli amici si uniscono in una persona sola.

Se siamo uniti come un gruppo omogeneo che fa le stesse cose, uguali alle altre connessioni che le persone realizzano in questo mondo, non si tratta ancora di “un solo insieme”. A dire il vero, in una unione fisica di questo genere, tutti vogliono raggiungere uno scopo; ognuno ha il proprio obbiettivo, ed ognuno è pronto ad unirsi per il bene del proprio obbiettivo personale.

Noi non ci comportiamo in questo modo. Qui, ognuno deve cancellare se stesso per il bene dell’unione con gli altri, abbandonando gli obbiettivi personali.

In questo auto-annullamento, non perdiamo il nostro pensiero o le nostre sensazioni ma otteniamo il pensiero dell’intero gruppo che è chiamato “come un uomo solo con un cuore solo”. Il desiderio collettivo viene rivelato e dentro questo desiderio ognuno percepisce le proprie qualità individuali. Come in un sistema di ingranaggi, l’uomo inizia a girare con tutti, senza pressione, e da qui capisce come ruotano e perché. Questo significa “sapere ciò che l’amico ha nel cuore”. Ognuno lo sa in modo differente, in base alle proprie qualità.

In questo modo diventiamo una sfera di lamponi.
[126594]

Materiale correlato:

Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 1
Le scintille che galleggiano

Il Maaser e la correzione spirituale

Domanda: All’interno del nostro piccolo gruppo abbiamo un comportamento di rispetto gli uni verso gli altri. Quanto dobbiamo mantenere tutte le condizioni, pagare il Maaser, studiare all’ Education Center, e così via?

Risposta: Pagare il Maaser non si applica ai gruppi.

Se c’è uno studente solitario che stà imparando assieme a noi, non so per esempio in Chukotka o alle Hawaii, non importa dove, cerchiamo di creare un atmosfera per lui nella quale può svilupparsi come un embrione nel grembo materno. Cerchiamo di creare un’incubatrice per lui con tutti i modi tecnici, con tutte le possibili vie e mezzi.

Se desidera avvicinarsi a noi, egli deve considerarci il suo gruppo. Organizziamo un gruppo di riferimento per lui, mettiamo in onda le lezioni ed i workshop, e le traduciamo in tutti i linguaggi. Durante una lezione regolare, ci sono 50 persone che lavorano con noi a vantaggio di quelli che sono dispersi in giro per tutto il mondo, te compreso.

Se una persona vuole avanzare, egli deve condividere la vita dell’intero gruppo, supportando la sua esistenza, ed aiutandola. Pagare il Maaser serve a mantenere tutti gli aspetti del palazzo, che costa un sacco di soldi, e di fornire un salario minimo a quelli che lavorano a tempo pieno nella divulgazione (i nostri salari sono molto più bassi di quelli medi nazionali).

Quindi tutti devono fare la loro parte in questo lavoro. Noi consideriamo che una persona è un amico del gruppo se partecipa seriamente. Questo è qualcuno che è presente alle lezioni, paga il Maaser e si occupa della divulgazione; non c’è alcuna differenza se questa sola persona, od un piccolo gruppo, od uno grande.

Il Maaser è qualcosa di molto importante, e questa non è solo un’idea finanziaria. Nella Torà è scritto in modo molto semplice: paga il 10% perchè non puoi correggere questa parte. La Luce Superiore correggierà il resto. E se non dai questo 10% perché è molto difficile sottrarlo a te stesso, allora lo sprecherai in tutti i tipi di cose senza senso, a cui ti attrae il tuo ego. Questo si riferisce alla correzione spirituale; ecco perché è così difficile pagare il Maaser.
[127823]

Materiale correlato:

Il senso spirituale della decima
Spalancate le porte a tutti!

Insegnare al mondo ad essere un embrione dentro di noi

Domanda: A volte accentuate l’importanza del gruppo e a volte l’importanza della divulgazione. Come possiamo capire questo correttamente per entrare ora nella “Luce”?

Risposta: Ogni persona ha bisogno di ricevere alimentazione dal superiore, ed insieme devono interiorizzare questo potere che hanno ricevuto allo scopo di crescere. Questo è il passo successivo dopo la costruzione dell’utero e di un embrione; il nostro successivo avanzamento avviene all’interno di questo sistema interno ed esterno: il sistema superiore e il sistema inferiore.

Per fare questo, abbiamo bisogno costantemente di cercare i nostri difetti, le nostre abilità d’aggiungere qualcosa per la crescita del nostro utero e dello stato dell’embrione; in altre parole, dobbiamo abbassare noi stessi. Se siamo pronti per questo e vogliamo che l’Uno Superiore sia il più grande possibile, se cerchiamo i modi per farLo crescere, svegliamo desideri cattivi, disideri corrotti in noi, i quali si risvegliano sotto forma di una protesta. In questo modo avanziamo accelerando i tempi “per il risveglio dell’alba.”

Diventiamo un uomo vecchio che cammina piegato e controlla se qualcosa è accaduto. E così cominciamo a far avanzare il nostro stato scoprendo le colpe, che usiamo per costruire ed espandere il grado superiore. L’utero diventa più grande, e ora il nostro embrione può anche crescere in esso. La richiesta viene dal basso, dall’inferiore, mentre la crescita, le fasi dello sviluppo si manifestano dall’alto, attraverso il potere dell’Uno Superiore. Questo è il modo in cui costruiamo noi stessi.

E una volta che completiamo i nove mesi dello sviluppo prenatale, siamo nati in un mondo spirituale, attraversiamo le fasi di un piccolo stato, raggiungiamo lo stato più grande, per divenire pronti ad assistere alla nascita di altri ed essere per loro come il superiore è per l’inferiore. Abbiamo bisogno di essere in questo stato in relazione al mondo e insegnare al mondo ad essere un embrione dentro di noi.

Domanda: Il Machsom è la linea dove paragoniamo le nostre qualità all’utero e impariamo a nutrire gli altri?

Risposta: Un embrione spirituale è uno stato oltre il Machsom. Se sono in grado di connettermi con gli altri e creare con loro un corpo unico con l’aiuto della Luce Superiore, che ci influenza e ci unisce in un singolo corpo completo, allora sono già al di sopra del Machsom. A questo punto stiamo già in grado di dare al livello minimo, e questo può essere fatto solo nel mondo spirituale, oltre il Machsom. Il Machsom è il confine, che determina sia se sono ancora nello stato di ricezione egoistico e sia se sono già in possesso di un certo grado di dazione.

Il Machsom è un tipo di restrizione in cui mi copro di un grado minimo. E le fasi di maggior restrizione e dazione sono costruite in cima ad esso.
[127334]

(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.02.2014. Lo Studio delle Dieci Sefirot)

Materiale correlato:

L’uomo invisibile che ha superato il Machsom
Educazione Integrale delle Masse

Di cosa ti vergogni?

Domanda: Quando sono in un gruppo, provo una qualche forma di vergogna e cerco di capire cosa voglia dirmi il mio ego in questo modo. Ma questa vergogna è in rapporto col Creatore o con il mondo fisico?

Risposta: Dimmi, di cosa dovrei vergognarmi in questo mondo? Si tratta del fatto che sono semplicemente una bestia? Anche se in me ci fossero difetti bestiali abnormi, essi non mi apparterrebbero. Di cosa dovrei vergognarmi? Voglio rubare? Si. Voglio peccare? Si. Ma queste non sono cose di cui vergognarsi. Queste sono normali caratteristiche umane e non c’è bisogno di pensare ad esse.

La vergogna può derivare solo dal fatto che ho la possibilità di avvicinarmi al Creatore ma io sminuisco le possibilità che Egli mi offre. Un sentimento del genere si manifesta solo allorché il padrone di casa rende onore al suo ospite e l’ospite inizia a provare vergogna. Ma questo avviene ai livelli più elevati. E quindi si dice anche che la vergogna è per le anime più elevate. Di conseguenza devo provare vergogna solo se io non sfrutto le opportunità che mi vengono offerte dall’Alto.
[127583]

Materiale correlato:

Non essere imbarazzato. Cresci!
La vergogna della disuguaglianza

Una scala alla cima riempita abbondantemente

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, Sezione 58: E ho nominato il commentario “Il Sulam” (Scala) per dimostrare che lo scopo del mio commentario è come il ruolo della scala: se si ha una soffitta riempita abbondantemente, si ha bisogno soltanto di una scala per raggiungerla. E poi, tutta la generosità del mondo si troverà nelle vostre mani.

Cominciamo il nostro lavoro con la costruzione di un gruppo di dieci persone che vogliono diventare uno con esso. Se trasformiamo queste dieci persone in un unico, poi cominciamo a scoprire un potere superiore dentro di loro.

Con la connessione del primo livello, scopriamo l’Ohr (Luce) haNefesh. E ottenendo la connessione in un cerchio più esterno scopriremo Ohr haRuach. Però questo Ohr HaRuach viene scoperto nel cerchio più interno, mentre l’Ohr haNefesh passa al cerchio esterno.

Se siamo pronti a connetterci in un cerchio ancora più esterno a noi, poi nel cerchio più esterno, riveliamo Nefesh, e nel cerchio più interno riveliamo Ruach, e nel cerchio all’interno riveliamo Neshama. (Supponiamo che c’erano 10 persone nel primo cerchio, nel secondo c’erano 100 persone e nel terzo 1000 persone). E così via, a Haya e Yechida. Segue che il nostro avanzamento dipende dall’espansione dei cerchi esterni.

Baal HaSulam ha chiamato il suo commento “La Scala” perché più ci muoviamo e avanziamo in avanti e includiamo ancora più amici con noi, grazie a questo, più saliamo la scala e più rafforziamo la connessione fra noi.

In questo modo ci trasformiamo in un Kli più grande nel quale tutta la Luce di NRNHY si rivela nei nostri Kelim: Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin, e Malchut. E poi c’è una Luce e un Kli connessi insieme in un tutto unico e raggiungiamo aderenza con lo scopo di creazione.

Ognuno di questi cinque cerchi, è diviso in un altri cinque e altri cinque,il che significa che l’Ohr NRNHY de NRNHY de NRNHY emerge e in totale emergono 125 livelli. Allora Baal HaSulam, facendo il suo commento sull’ intero Zohar, in tutta la sua altezza fino al completamento della correzione, spiega come salire ogni livello spirituale tramite la connessione a tutti i Kelim che saranno scoperti. Quindi lui ha chiamato il suo commentario, “La Scala”.
[127123]

(Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso Mondiale dello Zohar”, Giorno Uno 04.02.2014, Lezione uno)

Materiale correlato:

La vita che giace dietro il velo dello Tzimtzum
Sciogliersi nel vaso dell’unione

Adattatori della Luce

La Torà, “Esodo” Ki Tisa, 32:25 – 32:27 E Mosè vide il popolo, che loro erano stati esposti, Aronne li aveva scoperto perchè erano caduti in disgrazia davanti ai loro avversari.

Quindi Mosè si è seduto nella porta dell’accampamento e disse: “Chiunque è per il Signore, [lascialo venire] a me!” E tutti i figli di Levi si riunirono intorno a lui.

Egli disse loro: “Così dice il Signore, Dio d’Israele: ‘Permettete ad ogni uomo di mettere la sua spada a fianco e fatelo passare avanti e indietro da una porta all’altra dell’accampamento, e lasciate che ogni uomo uccida suo fratello, ogni all’uomo il suo amico, ognuno il proprio parente’. “

“… Ogni uomo uccide suo fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio parente” vuol dire liberare sé stesso dalle sue proprietà, abitudini, desideri, speranze e ricordi di cui uno ha più cura, cioè lasciar andare il nucleo della propria vita intera e il suo universo. Uno deve lasciare da parte tutte queste nozioni per sempre “, lasciarle scendere giù,” limitandole internamente, e poi gradualmente correggere tutte le altre qualità.

Un appello “Chi è per il Signore, [lascialo venire] da me!” sta per “Chiunque è per la dazione pura […]”

“E tutti i figli di Levi si riunirono intorno a lui” si riferisce a persone o ad alcune qualità umane che devono “stare fuori” (diventa evidente) dal punto di vista della parte interna della Torà.

Domanda: Allora, perché i figli di Levi prendono parte alla creazione del vitello d’oro?

Risposta: E’ successo perché non c’era Mosè, cioè nessuna illuminazione della Luce Superiore su Malchut. Quando la luce influenza Malchut, le proprietà che sono radicate in essa sorgono. In altre parole, i leviti si avvicinano a Mosè e quindi, se la luce non scende a Malchut, i Leviti rimangono sotto l’influenza del potere dell’egoismo di Malchut. I leviti non hanno scelta propria.

Si applica esclusivamente al governo di Mosè che scende attraverso ogni parte del sistema al popolo. Ecco perché Aronne, i Cohen, e i leviti sono solo “adattatori” che collegano Mosè con il popolo.
[127192]

(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.09.2013)

+125 Gradi secondo Lo Zohar

Recentemente molto è stato detto riguardo il Libro dello Zohar ma è ancora come una goccia nell’oceano in quanto come può la fonte della nostra vita spirituale, la forza che sostiene tutta la realtà, l’espressione e la rivelazione del Creatore all’essere creato, che è Il Libro dello Zohar, essere descritta in parole? Come può tutta l’abbondanza, tutta la Luce Superiore che deve essere trasmessa alla creazione tramite questo libro, tutto il Malchut dell’Infinito, l’anima generale totale, al fine di correggere e riempirlo, essere descritto a parole?

Il Libro dello Zohar ora è un sistema che lega il Creatore a tutti gli esseri creati, e così non abbiamo parole per esprimere la lode e il rispetto che abbiamo per esso. Com’è possibile che piccoli esseri umani come noi possono parlare di questo immenso sistema di mondi che si prende cura di noi nelle profondità di questa materia.

Però è precisamente quando veniamo in contatto con questo sistema immenso chiamato Il Libro dello Zohar che riceviamo un risveglio, sentiamo l’angoscia di venire in contatto con qualcosa di molto grande, una fonte eccezionale che è forte, potente, e speciale. Se adattiamo noi stessi a questo sistema, a questo meccanismo, a questo libro, anche per pochissimo, quanto più possibile, saremo ricompensati con un certo livello di contatto con esso, e tramite questo contatto, saremo ricompensati con la Luce che ci corregge, con una medicina che ci curerà, con la pozione della vita.

Al fine di conformarci al Libro dello Zohar, dobbiamo connetterci insieme come una persona. Questa è la prima condizione, ma soltanto se siamo concentrati sul Creatore. Se questo non viene fatto, non saremo organizzati come uno perché abbiamo bisogno della Luce per connettere tutte le particelle in un tutto. Questo deve essere focalizzato sul Creatore, per essere vicino a Lui, che significa vicino alla forza di amore e dazione.

Pero’il Libro dello Zohar ci aiuta ad avanzare verso questa condizione, anche da paesi molto lontani adesso si comincia da zero. Proprio come un termometro sulla scala spirituale, c’è un vantaggio, che è superiore a zero, e c’è un meno che è inferiore a zero. Ci sono +125 gradi sopra lo zero e – 125 gradi sotto zero. E’ impossibile salire a più se non si scende al meno dello stesso grado. Veramente è il meno che diventa un più.

Il Libro dello Zohar include tutti i livelli, tutti i nostri svantaggi. Tutto ciò che poi succede è lì. “Colui che è più grande del suo amico, il suo egoismo è ancora maggiore.” Il Libro dello Zohar può certamente aiutarci a correggere tutte le nostre trasgressioni minori, tutti i nostri errori stupidi, ci salva, e ci porta alla Santità, che significa amore e dazione.
[127210]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 10.02.2014, Scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

Il potere del Libro dello Zohar
Il problema è solamente dentro di Noi

Lo sforzo di scrivere le lettere del lavoro

Tutti i Mondi, I partzufim e le Sefirot sono rivelate nella connessione tra di noi. Tutto questo inizia dal livello di un embrione in cui una persona tratta tutti come se lei stessa non esistesse. E’ come nel caso della restrizione, dell’auto-annullamento. L’ego è soggetto alla restrizione come se non esistesse, e quindi la persona è incorporata nel suo ambiente come un embrione in sua madre.

Questo non succede tutto in una volta, visto che prima una persona deve attraversare i tre giorni di assorbimento del seme. L’auto-annullamento non è abbastanza qui visto che solo un modo per non disturbare il superiore. Comunque, per poter essere incorporato in Lui e diventare un embrione che aderisce alla parete dell’utero, devo attraversare i tre giorni dell’assorbimento del seme. Anche se faccio una restrizione su di me stesso, devo prendere le tre forme dell’ascesa, la linea di destra, quella di sinistra e quella del mezzo. Annullo me stesso anche dinnanzi ad esse ed accetto il dominio del superiore.

Il superiore per me è il gruppo. Non stiamo cercando il superiore da qualche parte su in Paradiso ma solo nel nostro ambiente. L’ambiente mi può trattare bene o male, ma non importa. Io sono pronto ad annullarmi di fronte ad esso rispetto a tutto quello che succede, sino a quando sarò aderito al gruppo nella fede sopra la ragione, e capisco che questo è il mio livello superiore. Il Creatore si rivolge a me attraverso gli amici.

Allora i tre giorni di assorbimento del seme trascorrono e sono pronto ad annullare me stesso di fronte al gruppo, continuo il mio sviluppo. Anche questo richiede auto-annullamento. L’embrione si annulla continuamente, ma attraverso di questo, inizio a sentire l’influenza del gruppo. Gli amici possono anche non sentire quello che mi danno, come nell’esempio di Rabbi Yossi Ben Kisma e dei suoi studenti, ma io ricevo dei veri discernimenti spirituali attraverso il mondo intero, attraverso tutto quello che mi circonda.

Dopo i primi quaranta giorni, raggiungo il livello di Bina. Questo periodo è detto i quaranta giorni di creazione dell’embrione visto che da quel momento in poi inizio ad assumere la forma del futuro essere umano. Bina attira la prima forma del Creatore per me. Quindi, il periodo di sviluppo dell’embione spirituale continua con tutti i riempimenti che riceve. La cosa principale è di annullarsi continuamente durante questo periodo. Più mi annullo al di sopra del mio ego, più riempimento ricevo. Il mio riempimento è il mio sforzo interno, il mio superare l’ego, che si trasforma nelle lettere del lavoro.

Le mie lettere del lavoro, ovvero il mio riempimento, vengono aggiunte nella forma di HaVaYaH. Il mio desiderio inizia a piegarsi per poter accettare la forma del futuro essere umano. E così iniziamo la nostra via spirituale.

Io credo che l’esempio della madre che insegna al suo bambino ad essere bravo ed a giocere in modo grazioso e seguire l’esempio dei più grandi, sia proprio un buon esempio. Se vogliamo diventare quelli che assomigliano al creatore, dobbiamo seguire il Suoi esempi. Il Creatore è il buono e benefattore, e anch’io devo provare che sono buono verso le persone. Se veramente mi sforzo in questa direzione, scoprirò che c’è una resistenza sempre più grande e che superandola, io inizierò a rivelare il Creatore.

Impariamo riguardo al Creatore dalla nostra inclinazione al male e non riceviamo nessuna forma già pronta da Sopra. La forma, il riempimento delle lettere, sono le lettere stesse! Noi costruiamo il Creatore attraverso i nostri desideri, attraverso l’auto-annullamento e l’auto-sottomissione, e attraverso lo sforzo di assomigliare al Creatore sempre di più al di sopra del nostro ego, che desidera l’opposto.
[127360]

(Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 13.02.2014)

Materiale correlato:

I tre giorni di Test per la lealtà
HaVaYaH: Le fasi della crescita della mente e del cuore

La gerarchia dei desideri

La Torà “Esodo” (Tetzave) 28:39, 28:42: “Tesserai pure la tunica di lino fino, lavorata a maglia; farai un turbante di lino e farai una cintura, un lavoro di un ricamatore. Farai pure loro dei calzoni di lino per coprire la loro nudità; essi andranno dai lombi fino alle cosce”.

Si sta parlando di correzioni che provengono dall’interno di una persona e appaiono in questa allegoria.

Una fascia che viene menzionata nella Torà è diversa da una fascia regolare dato che essa copre il corpo dall’ alto e separa la parte superiore dalla parte inferiore. La parte superiore rappresenta Galgalta ve Eynaim, i desideri di dazione. La parte inferiore sono i desideri di ricezione.

La nudità è un desiderio di ricevere che può essere corretto solo parzialmente. Quindi, solo dopo la correzione della parte superiore, che è simboleggiata dalla tunica, dal turbante e dalla fascia, si può iniziare a correggere la parte inferiore in modo parziale: dalla vita fino alle ginocchia. Questo significa la correzione dei desideri di ricezione.

Quei desideri che si trovano ancora più in basso, quasi non diventano corretti. Il loro utilizzo viene semplicemente fermato. Dato che la persona esegue una restrizione sul loro impiego. Questo è sufficiente.
[126228]

(Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno, 28.08.2013)

Materiale correlato:

Il significato di “Comandamento” nella spiritualità
La Comprensione arriva solo dopo la Realizzazione

Nove fasi del cammino verso l’unità, Punto 1

Al fine di capire meglio il processo relativo all’ educazione di una persona, abbiamo deciso di presentare le nove fasi che gli uomini in generale attraversano con l’analogia della radice presente nelle nove fasi di coloro che studiano la saggezza della Kabbalah.

Prendere confidenza con il Concetto del Sostegno Reciproco

Il sentimento del sostegno reciproco appare quando un uomo percepisce il gruppo e non se stesso, quando il concetto di gruppo gli appare grande e lo domina, sostituendo la percezione dell’io. Questo è esattamente il modo in cui la percezione dell’io scompare e compare il concetto del gruppo. Tutto questo non indebolisce l’uomo perché il sentimento del sostegno reciproco è più forte ed è effettivamente al di sopra di noi.

Questa sensazione è conseguita attraverso l’aiuto reciproco, attraverso la dazione reciproca di tutti verso ogni amico. Tutti si vogliono identificare con il gruppo, farne parte, abbracciarlo, ed esserne incorporati, essere come un solo uomo con un solo cuore ed una sola mente. Tutti sentono di essersi dissolti tra gli amici senza lasciare traccia. Tutti vogliono immergersi nel gruppo. E tutti si aiutano in questo.

Ognuno di noi si rivolge a tutti gli amici ed insieme parliamo di una cosa sola: di come connetterci. Come immaginare la connessione reciproca positiva tra di noi, nel modo in cui esisteva prima della frantumazione del vaso: un solo vaso, un solo desiderio, un solo pensiero, una sola intenzione, un solo sentimento, in cui ognuno percepisce gli altri come se si fosse una cosa sola.

Non dovremmo chiarire gli aspetti negativi perché vogliamo costruire quelli positivi, l’Arca di Noè. Vogliamo elevarci da questo mondo, allora perché dovremmo penetrarlo ancora più in profondità e immergerci dentro?! Noi vogliamo solamente il bene. Il Creatore porta un uomo verso il destino buono e dice: “Prendilo”. A cosa ci serve il destino cattivo?! E’ bene che non sappiamo quanto siamo opposti rispetto agli altri. Ci dobbiamo unire per entrare nella spiritualità. Ci uniamo ed è tutto qua, punto.

Raggiungiamo uno stato, come è detto: “come un solo uomo con un solo cuore”, “tutto Israele è fatto di amici”. Allora completeremo quest’ azione. Quindi, la prima fase è la fase del sostegno reciproco: diventiamo una cosa sola.

Ad una prima occhiata non resta niente da fare in seguito, ma è chiaro che parliamo solamente del sostegno reciproco secondo il principio de “la fine di un’azione sta nel pensiero iniziale”. La strada davanti a noi potrebbe essere lunga perché ci dobbiamo dare delle basi. E’ grazie a questa auto-costruzione che arriviamo a conoscere il Creatore.
[126435]

Materiale correlato:

Garantire la vita dell’amico
Prepariamoci all’arrivo dell’ospite tanto atteso