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Educazione Integrale delle Masse

Siamo stati scelti, nel senso che abbiamo ricevuto dall’Alto il desiderio che ci chiama ad imparare, anelito per la connessione con il Creatore e la rivelazione del Creatore, che deve avvenire per tutta l’umanità.

Già si avvicina il bisogno per lo stato successivo; la natura sospinge tutta l’umanità in avanti. Però le persone non hanno e non avranno i suoi desideri. Migliaia o pochi milioni si uniranno a noi, ma è una frazione minuta dell’umanità intera. Non ci saranno altri.

La testa è sempre così: è piccola, come un microprocessore in un computer, ma definisce e decide tutto. Le parti rimanenti rendono conto a questa micro parte.

Quindi noi siamo questo “frammento”. Dobbiamo connetterci al resto dell’umanità, cominciare a lavorare con la gente, capirli, unirci a loro, trovare il vocabolario adeguato, creare un dizionario appropriato, immagini varie, esempi, e sviluppare i workshops adatti, etc.

Insegniamo ai piccoli bambini tutto ciò che hanno gli adulti, solo su un livello basso di semplici esempi, azioni semplici. Per consentire alle persone di sentire il loro livello prossimo auspicabile, la loro connessione, dobbiamo incoraggiarle costantemente, attirarle con qualcosa.

Noi stessi sperimenteremo discese e salite, e in accordo a questo, abbiamo bisogno di rafforzarci.

Gli altri non passano attraverso questo. Costantemente devono essere attratti, abbracciati, riscaldati, e serviti. Dobbiamo spiegare loro il metodo nella misura in cui hanno bisogno di capirlo in modo da essere connessi a noi e salire con noi. Noi li prendiamo come giovani bambini di strada, li facciamo sedere e li guidiamo. Il bambino è accanto a te, o anche sul tuo grembo, o ti sta correndo accanto sotto la tua supervisione perché lui non conosce la via e non deve neanche saperla. Si consiglia di non chiedere nulla alla gente, tranne una cosa: “Se siete con noi, tutto andrà bene”.

Questa dovrebbe essere la nostra via d’uscita per le masse. Senza di esse, dopo la creazione del nostro Kli collettivo non possiamo avanzare verso l’alto. Raggiungiamo il livello minimo ma non oltre. Infatti, abbiamo ricevuto un risveglio allo scopo di “tirare” l’umanità con noi. Dobbiamo trattarla con molta serietà. Potremo salire solo a seconda del nostro successo con un’audience ampia. Se non ci riusciamo, tutto ciò servirà come zavorra per noi, non permettendoci di salire.
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Congresso Educazione Integrale, Workshop 2: il gruppo ci fornisce i mezzi che ci permettono di anelare costantemente ai sentimenti giusti che tutta la mia vita, i mei pensieri e i miei sentimenti, tutti provengono dal Creatore, e che è organizzato in questo modo affinché tramite la connessione, ci rivolgeremo a Lui.

In generale, il mondo è diviso in due parti.

  • Le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’Alto, dal Creatore, in modo che possono avanzare a Lui. Il Creatore porta queste persone al gruppo, “mette la mano di una persona sulla buona sorte e dice, ‘Prendilo’. Poi sta a quella persona se scegliere o meno, il che significa essere incorporato nel gruppo, per diventare parte della corrente generale contro il suo ego o meno. Questa è la nostra scelta.
  • Il resto dell’umanità vive individualmente, ogni persona per il momento sola, in un moto Browniano a caso. L’ego si sviluppa in umanità, ovviamente, ma gradualmente, e non in un flusso di gruppo.

Le persone che fluiscono insieme con il gruppo sono necessarie a rafforzarlo e costruirlo consapevolmente. La cosa principale è di capire che nel momento che diventano parte di uno dei nostri gruppi o il gruppo generale, non hanno più nulla di privato o individuale. Ogni cosa che succede a loro è soltanto il risultato di un essere in un movimento comune con noi. Ora tutto ciò che ricevono è tramite il centro del gruppo e non importa se consciamente o no. Poi si diffonde a tutti e ognuno riceve secondo gli sforzi che deve fare nel flusso comune verso la connessione, verso il centro.

E lo stesso quando si tratta del nostro movimento verso il Creatore. Tutto quello che vogliamo mettere a fuoco su di Lui, o dire a Lui, o chiedere da Lui, per evocare la Sua dazione su di noi, l’influenza della Luce che Circonda, e così via, può anche venire solo attraverso il centro del gruppo. Per noi significa che il centro del gruppo è molto importante, come un punto dal quale possiamo far salire il nostro appello al Creatore e mediante questo, come attraverso un cordone ombelicale, riceviamo tutto e diamo tutto.

Immaginiamo il nostro cordone ombelicale attraverso il quale riceviamo e diamo tutto. Soltanto tramite questo cordone siamo connessi alla fonte della vita. Immaginiamo di essere un embrione nell’utero, e che tramite questa corda, tramite il centro del gruppo, riceviamo la nostra vita, tutta la forza spirituale, tutto quello che c’è.

Quando troviamo la connessione al cordone ombelicale, cominciamo a capire in quale modo tutto era costruito, e come effettivamente tutto discende a noi dalla Provvidenza superiore. Il nostro mondo è soltanto il mondo dei risultati, e pertanto nulla è mai nato da esso. Cominciamo a capire come possiamo influenzare la Provvidenza superiore ed evocare la miglior salita.

Così raggiungiamo uno sviluppo consapevole perché troviamo la connessione con la nostra fonte, e cominciamo a connetterci fra noi, ad attirare tutto da Lui e a rispondere ad esso correttamente. Sebbene, “non c’è nessun altro tranne Lui” il Creatore è alla fine una semplice fonte passiva. Tutto ciò che accade è solo attraverso la nostra dazione, secondo la nostra richiesta.

Allora come possiamo dare alla fonte tramite il cordone ombelicale? Attraverso il centro del gruppo, certamente, altrimenti non ci sarebbe contatto con esso. Scopriamo come salire al di sopra delle nostre mancanze, e connetterci in modo da ricevere la risposta dall’Alto, sentendo la cooperazione fra noi e il Creatore attraverso il tubo, attraverso la linea. Studiamo riguardo la linea in Kabbalah che va come un tubo dal mondo dell’Ein Sof (Infinito) fino al nostro mondo.

Noi serviamo come livello superiore per il pubblico e dobbiamo usare questo tubo in modo che la gente sarà nutrita da noi e gradualmente sarà tirata su. Ci sembra di sentiamo il punto di contatto con la Luce, con il Creatore, con il livello superiore, ma per qualche motivo non abbiamo davvero fretta di scoprirlo e usarlo in modo da cominciare a passare l’energia positiva dall’alto verso di noi e l’energia negativa dal basso in su.

La crisi che si sviluppa intorno a noi è per aiutarci con esso. Eventualmente, se non ci svegliamo in tempo, ci raggiungerà non solo spiritualmente, ma anche in senso corporeo ordinario. Dopo tutto, la crisi è destinata solo a svegliarci ad una connessione veloce con la forza immensa, con l’abbondanza, con la Luce superiore che include tutto, in modo da trasmetterla attraverso noi al mondo esteriore.

Se non faremo in tempo il mondo non ci tratterà dolcemente. Questo si riferisce specificamente a noi e alla saggezza della Kabbalah visto che siamo quelli che devono svolgere la correzione. Se faremo tutto in tempo, non vedremo proprio una crisi e non sentiremo nulla di negativo. Potremmo prendere misure preventive costanti.

Però, siamo in ritardo. Al momento siamo un po’ in ritardo. Spero che sia sufficiente, e che più tardi cominceremo a capire la responsabilità che abbiamo verso il mondo e capiremo che la crisi è una mancanza della forza superiore che deve essere trasmessa al mondo attraverso noi.

Come ci organizziamo il più rapidamente possibile in modo da prendere contatto con il Creatore, con il mondo esterno, per essere i conduttori della Luce superiore, dell’abbondanza? Dopo tutto per ogni aspetto della crisi questa è la soluzione. Dobbiamo sentire che siamo i conduttori che collegano il mondo superiore, con il mondo inferiore; questo è ciò che dobbiamo fare.

E’ detto: “Il superiore imparerà dal basso.” Dobbiamo capire meglio come dobbiamo rivolgerci al Creatore, sulla base della nostra divulgazione integrale ed educazione integrale a trasformare il pubblico. E’ proprio come quando siamo diventati genitori e abbiamo finalmente cominciato ad apprezzare il modo in cui i nostri genitori ci hanno trattato.

Quando cominciamo a legare le mancanze che vengono evocate nel pubblico con la soluzione globale integrale, con l’ascesa spirituale che il Creatore si aspetta che facciamo, è come includere le due estremità:

  • Su un lato, le masse con i loro apparentemente semplici bisogni quotidiani.
  • Sull’altro lato, il valore superiore che il Creatore ha messo davanti a noi, la connessione e il raggiungimento del sistema unico che include tutto nel quale Lui è rivelato come la forza rianimatrice.

Nel complesso questo è il modo in cui ci sviluppiamo, grazie al fatto che siamo tra l’incudine e il martello. Su un lato c’è il pubblico, le masse, e sull’altro il Creatore. Dobbiamo bilanciare le azioni del Creatore che ci spinge a connetterci, azioni che scendono dall’alto e sono soddisfatte nelle masse sotto forma di semplici problemi e bisogni umani, e alziamo la miseria e i problemi semplici attraverso di noi ad un livello più alto di connessione con il Creatore, sopra il tempo e lo spazio, sopra tutto ciò che è già in noi, allo spazio spirituale.

La nostra unicità è questa, come cominciamo a connettere i due mondi in noi per legarli a noi. Questa e la qualità speciale del gruppo che esegue questo lavoro, connettersi, includersi e legare i due mondi opposti al suo interno. Essendo una parte integrale, includiamo tutta l’umanità e abbassiamo il Creatore dall’Alto in esso. Così, attenuiamo la sensazione che c’è fra i due sistemi apposti di creazione. Questa è la nostra unicità e il nostro adempimento finale.

L’obiettivo finale dell’essere creato è effettivamente soddisfatto all’interno del gruppo, che significa nella connessione di umanità, cominciando dal centro, da noi, e diffondendo in cerchi più ampi. Stiamo già tirando coloro che sono dietro di noi, li invitiamo ad unirsi a noi, senza tirarli al nostro livello ma semplicemente agendo secondo il loro livello di desiderio e comprensione della crisi come un’aspirazione alla connessione.

Sentiamo che la crisi attuale è spirituale, mentre loro la sentono sul livello corporeo. Tuttora, nel complesso, la soluzione è una ed è quella di raggiungere un’equivalenza di forma con il Creatore e di sapere come essere in contatto con Lui affinché Egli si connetterà con noi secondo la condizione dell’equivalenza della forma. Questo è il metodo.
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(Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso di Educazione Integrale” Giorno Uno 2.02.2014, Workshop 2)

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La donna ideale al Congresso

Domanda: Come una donna dovrebbe svolgere idealmente il suo ruolo nei tre congressi imminenti?

Risposta: La donna ideale include tutte le donne nel nostro gruppo mondiale al suo interno. Tutte le donne sono connesse insieme; loro annullano il loro ego, il loro desiderio di fare pettegolezzo, di criticare, e il loro reciproco disprezzo.

Non è che loro hanno perdonato l’una all’altra le mancanze reciproche: piuttosto, sentono veramente che stiamo diventando un corpo intero. Il nostro intelletto e i sentimenti ci staccano e ci portano fuori da questo corpo comune collettivo dando a ognuno l’illusione che lui esiste separatamente dagli altri.

Veniamo al congresso con lo scopo di scoprire la verità, di vedere con una visione non distorta che il mondo intero è un sistema unico. C’è solo materia che è stata creata dal Creatore “dal nulla” in cui il potere di “qualcosa” domina. Soltanto amore e connessione risiedono nel mondo. E se a noi sembra altrimenti è soltanto perché non siamo così noi stessi. Se cambio me stesso in modo da connettermi con gli altri, poi sentirò direttamente il mondo superiore, qui e ora. Null’altro è necessario oltre che cambiare la nostra percezione.

La donna ideale di Bnei Baruch sente che questo sistema superiore, è incluso in essa, e guarda il mondo con gli occhi corretti. Sogno di vedere tali donne.

Domanda: Come facciamo il massimo? Come ci focalizziamo sul lavoro interiore in modo da ottenere questa immagine ideale più rapidamente?

Risposta: Cominciamo da qui, che tutti i problemi particolari che esistono nel gruppo cominciano a essere percepiti e corretti come un problema comune in famiglia. E noi siamo ancor più di una famiglia, siamo un corpo. Anche cento anni fa Baal HaSulam ha scritto che il mondo oggi è una famiglia, un sistema. Però noi non abbiamo ancora visto questo fino ad ora.

Speriamo che ora il nostro gruppo Bnei Baruch diventerà una donna unita e un uomo unito. E poi queste due metà sono in grado di connettersi con un’immensa fusione in cui il Creatore viene scoperto. Noi siamo già molto vicini a questa condizione; venite, cerchiamo di affrettare il nostro progresso in questa direzione.

Mi aspetto di vedere tutti grandi come risultato del congresso. E le donne qui svolgeranno un ruolo ancora più importante degli uomini. Sappiamo che le donne determinano silenziosamente l’ordine intero delle nostre vite. Allora, spero tanto che le donne ci aiuteranno a salire durante il corso delle prossime due settimane in modo rilevante. Dopo il congresso ci incontreremo già su un livello successivo. Ci auguriamo successo!
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(Da Kab.TV- Preparazione al Congresso 24.01.2014)

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Il veleno che guarisce

Non c’è altro tranne la Torà e la preghiera, cioè, la scoperta delle mancanze che devo chiarificare, riordinare tramite esse. Devo connettermi con gli amici in modo da creare la mancanza giusta che è imperativa per la connessione che avverrà tramite la nostra vicinanza, la nostra integrazione l’uno con l’altro, la connessione e adesione di tutte le parti frantumate.

Il risultato, aggiungiamo, le abilita a connettersi, e chiariamo che esiste qualche tipo d’ostacolo fra noi che ci disturba. Può essere che il Creatore che non ci permette di fare questo o è la nostra natura egoistica stessa, che è stata creata dal Creatore.

In altre parole, scopriamo i disturbi sul camino verso la connessione, la correzione, e il ristoro dell’intero vaso, l’unica anima collettiva in cui scopriamo il Creatore come un potere unico, e in questa maniera ci rendiamo conto dello scopo della creazione, essendo anche il nostro obiettivo personale.

Se lavoriamo su tutto questo, poi aggiungiamo le nostre vere mancanze: la nostra incapacità di ottenere la connessione. E di questo è detto: “L’Uno che fa pace in alto farà pace fra noi”, completerà la nostra unificazione, e ci connetterà. Una preghiera come questa sarà accettata immediatamente e noi meriteremo una risposta alla nostra preghiera.

La risposta alla preghiera arriva nella forma della Luce che Riforma che ci connette. Questa Luce si chiama la Torà. Pertanto è detto, “Creo l’inclinazione al male”, il desiderio che ci separa e non ci permette di connetterci. Nel momento in cui vogliamo connetterci, siamo inclusi l’uno con l’altro, per fondersi l’uno nell’altro, scopriamo che l’inclinazione al male si è svegliata in noi. E prima di ciò non mostra se stessa.

E’ nascosta in noi come un serpente e non la sentiamo. Però nel momento in cui cominciamo ad avvicinare l’una all’altra con l’intenzione di connessione, allora il serpente fa vedere la sua testa e non ce lo permette. Egli secerne il suo veleno, e poi capiamo, sentiamo, e scopriamo che cos’è “l’inclinazione al male”.

Però contro quest’inclinazione al male, la Luce che Riforma viene e la trasforma in inclinazione al bene. Cioè, senza questo ego non poteva succedere di raggiungere la connessione; è specificamente l’inclinazione maligna che diventa l’inclinazione buona. E come veleno di serpente, che da un lato è velenoso ma dall’altro viene usato come rimedio. Ogni rimedio è un veleno, ma un veleno preso in una dose molto piccola che può essere usato per trattare il malessere.

Il veleno è la base di ogni rimedio, ma ogni veleno non è un rimedio. Se abbiniamo il veleno del serpente al veleno dentro di noi, poi, la Luce di correzione, si rivela all’interno. Cioè come raggiungiamo la Torà; ovvero, abbiamo già la Torà (La Luce che Riforma) e la preghiera.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del  21.01.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Il vetro non se ne stà lì ad aspettare il proiettile

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar” Punto 33: E devi sapere che tutta la soddisfazione del nostro Creatore per aver dato alle Sue creature dipende dalla misura in cui le creature Lo percepiscono – sentono che Lui è colui che dà, e che è Lui colui che le diletta. Allora Egli trae un grande piacere da loro, come un padre che gioca con il suo amato figlio, sino al punto che il figlio sente e riconosce la grandezza e l’elevatezza di suo padre e suo padre gli mostra tutti i tesori che aveva preparato per lui…

Domanda: Come si accorda questo “giocare” con la sofferenza lungo la via?

Risposta: Quando una persona inizia a lavorare con la spiritualità divide se stesso in due parti. Da una parte, egli desidera acquisire il desiderio di dare e dall’altra parte, desidera correggiere il suo dediderio di ricevere sul quale costruisce la dazione. Quindi egli soffre entro il desiderio di ricevere ed ha piacere entro il desiderio di dare.

Domanda: E’ possibile sentire il “giocare” prima di attraversare il “Machsom”?

Risposta: No. Il “gioco” è una relazione con il Creatore dove io sono collegato con Lui, dove siamo assieme in un abbraccio, innamorati, ed egli mi riempie. Come sarebbe possibile sentire questo entro i vasi rotti? Se il Creatore doveva essere rivelato prima del “Machsom,” rimarrei per sempre dentro i vasi della ricezione e non potrei più riuscire a scappare dalla “Klipa”. Anche al tempo dello “Shevirat ha Kelim” il piacere non entra nel desiderio di ricevere per lo scopo di ricevere, è per questo che il “Masach” è stato precedentemente rotto. Così anche il vetro inizia a frantumarsi prima che il proiettile lo colpisca.

Un piacere spirituale ricevuto per lo scopo della ricezione mi inghittirebbe per sempre. Le droghe e molte altre dipendenze in questo mondo sono solo un piccolo assaggio di questo. Dopo la restrizione (Tzimtzum) la luce non può più entrare nel vaso senza il “Masach.” Nel momento stesso in cui si avvicina, anche prima del suo ingresso, il vaso è immediatamente frantumato, visto che non è pronto per ricevere, per sentirla. E così rimane solo una “Ner Dakik” piccola candela il cui fine è la correzione della frantumazione.

La Luce non entra mai nel desiderio di ricevere. Questo per via della legge di equivalenza della forma che è precedente alla creazione, e che è latente in tutta la creazione, ed è il desiderio del Creatore che la creatura sia come Lui, ovvero, perfetto.

E’ proprio dalla frantumazione, dalla distanza, che raggiungiamo il “giocare”. La via inizia da una grande desiderio, dalla sete. Visto che il “giocare” non è solo piacere. E’ come essere costantemente in contatto con Lui, io Lo “Gusto”, provo una grande varietà di sensazioni su tutti i lati e di tutti i tipi. Il “giocare” non è un piacere “leggero e scadente”, è qualcosa per cui non finiamo più di gioire, troviamo sempre più possibilità. Ma nel frattempo non sappiamo cosa sia il vero piacere che deriva dalla dazione.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 20.01.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Alleggerire il peso della correzione

Baal HaSulam, “Introduzione al “Libro dello Zohar“: Per capire queste domande e queste indagini, il solo approccio è di esaminare il fine dell’azione, cioè, lo scopo della Creazione. Per cui niente può essere capito a metà del processo, ma solamente alla sua fine. Ed è chiaro che non c’è nessuna azione senza uno scopo, perché solamente gli sciocchi possono agire senza uno scopo.

Un uomo non agisce mai senza uno scopo. Se un uomo non riflette, non c’è ragione per cui si dovrebbe sforzare; sarebbe un segno di disordine mentale o che è come un bambino che si muove in base al piano del suo naturale sviluppo, sebbene non lo si possa vedere nelle sue azioni del momento. Quando un uomo costruisce una casa per viverci, a noi è tutto chiaro. Ma dobbiamo capire che non possiamo sempre vedere il risultato preciso di un’azione. Se non vediamo il risultato, significa che c’è un certo disordine che non esiste in natura.

Parleremo del perché ci sono tali difetti nel mondo, ma per adesso accettiamo il fatto che provocano delle azioni non programmate.

Io so che ci sono coloro che si gettano alle spalle il peso della Torà e delle Mitzvot (plurale di Mitzva), dicendo che il Creatore ha creato l’intera realtà per poi lasciarla da sola, che a causa della indegnità delle creature non è possibile che l’Eccelso Creatore si prenda cura dei loro piccoli comportamenti meschini.

In altre parole, ci sono delle persone che non pensano che dobbiamo correggere il nostro desiderio di ricevere attraverso le Mitzvot, come è detto ” Io ho creato l’inclinazione negativa, Io ho creato la Torah come una spezia per essa”. Quindi la Torà è la Luce che Corregge, il mezzo di correzione nel quale c’è una forza speciale.

Il nostro desiderio è diviso in 613 parti e sono tutte corrotte “l’inclinazione di un uomo è negativa dalla sua gioventù”. Noi dobbiamo correggere l’inclinazione al male con l’aiuto della Luce che Corregge chiamata la Torà. Quindi, gli uomini che sostengono che questo non sia vero sono chiamati coloro che si gettano dietro le spalle il peso della Torà e delle Mitzvot. Essi vogliono vivere la loro vita normale e non correggere la loro natura e raggiungere l’equivalenza della forza con il Creatore ed aderire a Lui. Essi non comprendono lo scopo della creazione e non comprendono per quale ragione l’inclinazione negativa sia stata in primo luogo creata.

A dire il vero, essi parlano senza avere la conoscenza, perché è impossibile commentare la nostra bassezza e la nostra nullità, prima di aver deciso che ci siamo creati da noi stessi con tutta la nostra natura corrotta e sudicia.

Lo scopo della creazione è di dare il bene agli esseri creati. “Beneficiare” significa che l’essere creato diventa uguale al Creatore, poiché Egli è il bene e la bontà in una misura così totale che non può essere valutata. Io non posso fare qualcosa di buono ad un livello inferiore perché significherebbe che non sono generoso. Quindi, l’essere creato deve raggiungere il livello del Creatore, ma per sentire il Creatore, deve rimanere un essere creato. Quindi, quando l’essere creato si avvicina al Creatore, egli sente quanto opposto egli è rispetto a Lui. E’ solamente attraverso il contrasto tra la Luce e l’oscurità in un uomo che l’uomo sente la massima elevazione del livello di uguaglianza della forma con il Creatore.

Questa è la ragione della corruzione del mondo, e questa è la ragione per cui non capiamo o percepiamo il Creatore e così non possiamo giustificare questo stato.

Tutto questo è vero, ma dobbiamo studiarne la ragione. Il mondo è costruito apposta in questo modo, così che lo correggeremo da noi. Il mondo è in sostanza il desiderio generale e corrotto di ricevere. Per questo ci è stata data la Torà, non il libro della Torà ma la forza spirituale Superiore, la Luce che Corregge, a cui possiamo ricorrere per il nostro ego, per tutte le corruzioni che sono in noi, ed in questo modo realizzare la correzione fino a quando non saremo “coloro che si gettano dietro le spalle il peso della Torà e delle Mitzvot.”

“Ma mentre decidiamo che il Creatore, che è totalmente perfetto, è Colui che ha creato e progettato i nostri corpi con tutte le qualità ammirevoli e spregevoli, è sicuro che non potrà mai manifestarsi un’azione imperfetta dalle mani di un creatore perfetto, poiché ogni azione è testimonianza del suo creatore. E qual è la colpa di un brutto vestito, se qualche sarto non bravo lo ha creato?

Non possiamo dunque fare alcuna lamentela all’essere creato poiché se c’è il Creatore, tutte le lamentele dovrebbero essere per Lui.

Questa è la ragione per cui abbiamo detto che la creazione era inizialmente corrotta, in modo che la correggeremo da noi e nel corso della correzione raccoglieremo tutte le parti del puzzle così che percepiremo che Egli è il bene e la bontà che ci guida verso l’eternità e la completezza.

Una cosa del genere la troviamo in “Masechet Taanit,” 20: “Una storia su Rabbi Elazar che si imbatté in un uomo molto ripugnante.”

Rabbi Elazar, il figlio di Rabbi Shimon Bar Yochai, sentì dentro di sé la rivelazione dell’uomo più terribilmente ripugnante. Egli sentì che era pieno di tutte le possibili qualità negative che una persona potrebbe avere. E’ un livello molto alto. Poiché “il Creatore le ha create in contrasto tra loro” e “colui che è più grande del suo amico, anche il suo desiderio è più grande”. Ciò significa che Rabbi Shimon era pronto ad accettare la rivelazione di tutta la negatività in lui nelle forme più ripugnanti possibili.

Egli gli disse: “Quanto è ripugnante quest’uomo”. L’uomo replicò: “Va a dire all’artigiano che mi ha creato ‘Quanto è ripugnante questo vaso che hai fatto'”. Dunque, coloro che lamentano che a causa della nostra bassezza e della nostra nullità, per cui Egli non può tenerci d’occhio, e perciò Egli ci ha lasciato, non fanno nulla se non mostrare la loro ignoranza. Provate ad immaginare, se voi doveste incontrare un uomo che crea delle creature, precisamente in modo che soffrano e agonizzino tutta la loro vita come facciamo noi, e non solo questo, e che si getta le sue creature alle spalle, non volendo nemmeno occuparsi di loro, per aiutarle un pochino. Quanto spregevole ed indegno lo considerereste! Una cosa del genere può essere pensata di Lui?

Il Creatore ha creato tutto solamente affinché l’essere creato soffra? Naturalmente no. Le azioni imperfette non possono derivare dalle azioni di Colui che è perfetto.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Uno strumento per la rilevazione del Creatore

Domanda: Come possiamo stabilire lo stesso atteggiamento verso Il Libro dello Zohar come l’atteggiamento che stiamo provando a stabilire nei nostri workshops? Il punto è che nell’educazione integrale all’improvviso sentiamo che ci manca una fonte e se aggiungiamo Il Libro dello Zohar al workshop questo può elevarci ad un nuovo livello…

Risposta: Accadrà. Dobbiamo vedere Il Libro dello Zohar come l’adattatore fra il Creatore e noi. Il Creatore inserisce questo libro in noi, il libro si apre e ci costruisce, e con il suo aiuto si rivela.

Il Libro dello Zohar è un mezzo. Non è un libro nel senso ordinario, ma un insieme di mezzi per scoprire il Creatore nell’ essere creato.

Però il libro può essere rivelato soltanto in un gruppo pronto. Lo Zohar ci costruisce. Però la preparazione deve essere giusta per cominciare ad operare.

Domanda: Quando ti siedi di fronte al libro e non in un cerchio di amici, c’è una qualche illusione che lo studio dello Zohar sia uno studio individuale. Come possiamo superare questo allo scopo di sentire che siamo in un cerchio attorno al Libro dello Zohar con l’intero vaso globale?

Risposta: Dovreste parlarne prima della lezione. Questa si chiama l’intenzione prima dello studio ed anche durante lo studio. Essa deve venire dall’interno. Entrambi, Luci e vasi vengono chiariti dall’interno. Nessuna consulenza esterna aiuterà qui. Questo è chiaro.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06.01.2014, Il Libro dello Zohar – Estratti Selezionati, Parshat, “VaYikahel)

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Domanda: La connessione viene raggiunta dall’annullamento totale di ogni individuo fino allo zero. Però qual è la differenza fra questo e la psicologia ordinaria?

Risposta: La differenza è molto semplice: davanti a chi annulliamo noi stessi? Annullo me stesso davanti agli altri e loro annullano loro stessi davanti a me, qual è il prossimo? Il prossimo è solo la condizione di rivelare la forza della Luce.

L’auto-annullamento di ognuno davanti tutti gli altri crea un punto neutrale al centro del cerchio nel quale non opera nessuna forza egoistica. E il punto del nostro desiderio reciproco generale, poiché ci connettiamo e neutralizziamo il nostro ego. In questo punto stabiliamo la nuova realtà, uno spazio nuovo nel quale scopriamo la forza superiore.

Tutti i nostri desideri sono focalizzati al centro del cerchio in cui c’è la forza del desiderio, la connessione, l’auto-annullamento, l’unità, e la garanzia reciproca. Da una parte, è detto che non c’è spazio vuoto e che c’è sempre una qualità determinata, una forza precisa. Però qui al centro non c’è nulla.

Il posto si chiama desiderio. Qui c’è concentrato il nostro desiderio collettivo, ma è come se fosse annullato, dato che nessuno di noi vuole usare il suo desiderio, e vuole solo dare agli altri. In questo modo creiamo un posto speciale nuovo in una dimensione diversa, su un’altezza diversa.

Cominciamo da Malchut, e poi Zeir Anpin, Bina, Hochma, fino a quando raggiungiamo Keter, il punto della Yod. Significa che fra dieci sforzi che abbiamo fatto (Yod significa il numero 10 in ebreo) raggiungiamo il punto della Yod, nel quale è rivelato il Creatore. Questa è l’essenza del centro del gruppo, nella quale costruiremo uno spazio nuovo, una dimensione nuova con attributi speciali e il nostro annullamento. E’ qui, dove la forza superiore può essere rivelata.

Così, soltanto dopo la frantumazione e la correzione riceviamo un mezzo, un vaso, nel quale il Creatore viene rivelato. Altrimenti sarà impossibile rivelarLo perché non abbiamo un sensore per questo, nessun senso naturale può sentirlo. Appare soltanto quanto Lo abbiamo stabilizzato in questo modo: siamo tutti egoisti, ma vogliamo salire sopra il nostro ego e annullare noi stessi davanti a tutti gli altri. Vogliamo tutto questo in modo da somigliare al Creatore; vogliamo acquisire La sua forma e i Suoi attributi in modo da assomigliare a Lui.

Così creiamo uno stato nuovo al centro del gruppo che si chiama utero, Shechina. Soltanto con il nostro annullamento reciproco possiamo creare uno spazio nuovo con degli attributi nuovi in una dimensione nuova che non esisteva prima in Malchut di Ein Sof (Infinito). Questo posto per la rivelazione del Creatore appare soltanto grazie ai nostri sforzi.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 02.01.2014, Lezione sul tema: “9 Passi”)

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L’influenza del gruppo deve essere così forte da “non lasciarmi dormire”. Cioè, che non sarò mai in grado di dimenticare l’importanza della connessione; piuttosto, sentirò che questo pensiero è bloccato nella mia mente e nel mio cuore, un fondale permanente.

Conseguire questo è assolutamente possibile. Nessuno può lamentarsi del fatto che questo non funzioni. Se la pensa così, sta semplicemente mentendo a se stesso. Per questo, abbiamo bisogno solo di lavoro e di tempo.

Se la persona si pone sotto l’influenza del gruppo ed è sotto la sua forza guaritrice, non può staccarsi, come se lo attirasse un magnete o un qualche tipo di onda che lo trattiene nel suo campo. Egli si lega ad un ambiente che egli stesso ha scelto in una fase. Tuttavia, dopo che la scelta viene fatta, entra sotto l’influenza dell’ambiente, degli amici, apprezza gli stessi valori, e la pensa nel loro stesso modo, perché, se il gruppo è importante per lui, accetterà tutti i pareri, anche quelli che non apprezza, che non amava, e che prima non pensava fossero buoni e belli.

Vediamo dalla nostra vita che se amiamo e apprezziamo qualcuno, cominciamo ad accettare e copiare il suo comportamento, perché noi lo consideriamo superiore a noi e noi dipendiamo da lui.

Pertanto, l’ego non rappresenta un disturbo per noi, e se noi non ci riusciamo, la ragione di questo è che non abbiamo investito abbastanza energia per rafforzare il gruppo. Non abbiamo utilizzato l’invidia. L’insegnante impara anche dai suoi studenti, come si dice, “Ho imparato molto dai miei insegnanti, ancora di più dai miei amici, e ancor di più dai miei studenti”. Perciò, puoi imparare da chiunque tu insegni.

Nel momento in cui sentiamo una sorta di resistenza interiore, dobbiamo accettare questo come la “linea di sinistra”, contro la quale la “linea di destra” è risvegliata. La società starà contro questo disturbo e poi vedremo che questo non è un disturbo, ma piuttosto un’opportunità per connettere le due linee e costruire la “linea di mezzo” tra di loro al fine di avanzare ulteriormente verso una rappresentazione del Creatore.

Stiamo cercando di collegare le parti rotte dell’anima come se stessimo collegando degli ingranaggi. Tuttavia, non vogliamo che vengano premuti sugli altri e che siano costretti a ruotare come accade in una società normale.

Vogliamo che comincino a girare in modo sincronizzato aiutandosi a vicenda, evitando la pressione di uno qualsiasi di essi sull’altro. Tutti loro devono girare in pieno accordo e armonia. Cioè, ciascuno deve sentirsi completamente libero, senza alcuna pressione, perché la Luce gira e muove tutti insieme.

Quando il Creatore viene rivelato, non resta nessuna pressione di uno su un altro in qualsiasi direzione e tutti sono azionati per mezzo della luce. Come è scritto, “E il terzo gruppo verrà a riconciliarli con gli altri”.

Rivelando l’inclinazione al male dentro di sé, egli può verificare se è subito in grado di passare alla giusta correzione. Se accetta subito questa scoperta dell’ego come un aiuto, come qualcosa di buono e utile, “un compagno contro di lui”, allora egli sarà subito in grado di lavorare con questo e costruire la “linea di mezzo”, e la linea di mezzo è già la scoperta del Creatore, e allora il lavoro diventa così facile per una persona, senza nessun attrito, da sentire come se stesse semplicemente galleggiando per aria.

Tuttavia, è impossibile rimanere in uno stato come questo, perché le oscillazioni arrivano per tutto il tempo, destra e sinistra, e la persona oscilla tra loro nella linea di mezzo che si chiama la linea di sistemazione, equivalenza della forma.
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Un canale vivo di collegamento

Si dice: “Un uomo e una donna e la Divinità tra di loro. Chi sono questo uomo e donna? Nel mondo spirituale, tutto dipende da un ruolo specifico: una volta dò, un’altra volta ricevo. Infatti, per dare, devo anche ricevere, e per ricevere, devo anche dare.

Ne consegue che ognuno di noi una volta dà all’ amico e una volta riceve, cioè, esegue sia il ruolo maschile che femminile. Così si realizza: “Un uomo e una donna e la Divinità tra di loro.” Se siamo in questa connessione reciproca, allora il Creatore si rivela tra noi. E’ all’interno di questi canali di trasmissione di ricezione e di dazione che costruiamo l’immagine del Creatore (Borè), che vuole dire “Vieni e Vedi” (Bo-re).

Se costruiamo il rapporto corretto tra di noi secondo la legge dell’ equivalenza della forma, questo canale di collegamento sarà rinato, acquisterà la vitalità. Ci viene richiesto solo di fare uno sforzo per realizzarlo, e all’interno di esso, scopriremo che è vivo.
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(Dalla Prima Parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.01.2014 – Workshop)

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