Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

Verità e beneficio

Domanda: All’inizio il nostro lavoro è stancante e poi ci tiene occupati e ne siamo sopraffatti….

Risposta: Questo dipende dalla tua abilità. Se diventi un esperto nel tuo lavoro, allora il lavoro è un piacere per te. Quando ti piace quello che fai non senti il lavoro come un peso ma come un piacere, un’auto espressione, e quindi non ti senti stanco. Come un vero artista che si addormenta al cavalletto perché fisicamente spossato ma non perché ha separato se stesso dal lavoro.

Domanda: A volte mi sento così stanco da sentirmi senza la connessione con lo sviluppo spirituale e le attività del gruppo come un servitore che non ha più bisogno di nulla. Come si può arrivare ad uno stato di cooperazione reciproca?

Risposta: Dobbiamo lavorare assieme con tutti, questo è tutto. Io so che non c’è nessun altra via, e mi senbra di non poter andar d’accordo con questa cosa, è difficile per me, e vorrei fare tutto in modo diverso, ma non c’è scelta, è necessario; esiste un fine superiore.

Non può essere che io possa avanzare verso la verità perchè deriva un vantaggio da essa. La verità ed il vantaggio non esistono assieme. Il vantaggio sta solo dalla parte dell’ego.

Il fine superiore mi forza ad avanzare. Diamo felicità al Creatore con questo; ci innalziamo al suo livello.

Cerca di prendere degli obblighi verso il gruppo, verso gli amici, la responsabilità verso tutti; innalzati a questo livello, non abbassarti. Il Creatore di darà tutti i tipi di effetti collaterali. Supponiamo che stai facendo qualcosa di buono assieme ora. Egli ti spingerà verso un lavoro migliore, un migliore stipendio, delle condizioni migliori e così via.

Non si può accettare questo come una carità od una ricompensa. C’è solo un ritorno: io desidero scoprire le caratteristiche della dazione e dell’amore come risultato del mio lavoro. Quindi, cerca di tirarti sempre più vicino alla proprietà della dazione per tutto il tempo.
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La sorgente spirituale della lezione del mattino

Domanda: Qual’è la sorgente spirituale della lezione quotidiana di Kabbalah che si tiene dalle tre sino alle sei del mattino?

Risposta: Serve a svegliarsi con il pensiero per il Creatore ed a creare immediatamente una connessione con Lui visto che è Lui stesso a determinare tutta la giornata lavorativa che segue, durante la quale devi mantenere la stessa connessione che hai costruito nella lezione del mattino per tutte le altre realtà della vita.

Domanda: Perchè iniziamo a studiare proprio alle 3 e non alle 2:40 od ad un’altra ora?

Risposta: Di principio dovremmo iniziare a studiare a mezzanotte, ma questa non avviene alle 12 come pensiamo di solito. Bisogna dividere la notte in due metà ed anche questo tempo è variabile. Così bisogna iniziare a studiare a mezzanotte.

Domanda: Perchè non usiamo la forma della lezione che era abituale ai tempi di Abramo? Egli avrebbe invitato delle persone attorno ad un tavolo, gli avrebbe servito da mangiare e da bere e poi avrebbe dato una lezione.

Risposta: Si tramanda che egli avesse una tenda e che chiamasse tutti lì. La tenda era piantata lungo la via e i mercanti passavano da quelle parti, tutti i tipi di mercanti ambulanti, e andavano da lui per riposarsi e bere il tè. Contemporanemente elgi gli parlava del suo insegnamento.
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Entrando alla Terra di Israele

La Torà, “Esodo” (Ki Tissà), 33:11: Così il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parlerebbe al suo compagno, poi tornava nell’accampamento, mentre il suo inserviente, il giovane Giosuè figlio di Nun, non si allontanava dall’interno della tenda.

Coloro che hanno già ottenuto la proprietà della dazione parlano con il Creatore come fossero uguali perché la qualità di Bina nel suo punto più alto è simile al Creatore (la proprietà di Keter). A quel livello, si fondono l’uno con l’altro.

Giosuè non possiede gli stessi poteri di Mosè di scendere ai desideri più bassi (Malchut), alle persone, e interagire con loro la. Giosuè  rimane il punto di fusione ed è per questo che si chiama “servo di Mosè”.

Più tardi, Giosuè figlio di Nun entra nella terra di Israele (“terra” deriva dalla parola “Eretz” che significa “desiderio”, Malchut), in quanto Malchut è pronta ad accettare la qualità della dazione, mentre Mosè non è in grado di entrare nella terra di Israele perché egli rimane nella proprietà pura di Bina, quindi rimane distaccato da Malchut. Egli può correggerla, ma non riesce ad entrare. Questo diventerà possibile solo quando sarà conquistata tutta la terra di Israele, cioè quando Malchut accetterà tutte le proprietà di dazione ed amore. Allora, la proprietà di Mosè si rivelerà.
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(Da Kab.TV  “I Segreti del Libro Eterno” del 16.09.2013)

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In Preparazione al Congresso Integrale

L’importanza della Nostra Missione per il Mondo

1. Tutta l’umanità, tutta la natura, dopo la frantumazione è diretta verso l’unione. E noi siamo coloro che studiano la scienza dell’unione, la saggezza su come attirare un altro potere alternativo che ci aiuti a fare crescere l’unione.

Tutta l’Educazione Integrale consiste in questo, insegnare ad una persona a connettersi agli altri il più velocemente possibile. Finora non c’è stato bisogno di questo metodo, e adesso invece sta iniziando ad essere richiesto.

Noi siamo come uno stoppino, tutta l’umanità sotto di noi è come l’olio, e sopra c’è la Luce dell’Infinito.

Di conseguenza, se faremo di noi stessi un canale, tutto andrà bene. Ci deve ancora essere rivelato che se non connettiamo il superiore, il medio, e l’inferiore nelle tre linee, non possiamo agire.

Abbiamo bisogno della connessione con la forza superiore, di modo che passerà agli altri attraverso di noi, a coloro che stanno attraversando lo sviluppo per lo scopo di elevare l’inferiore alla scoperta dell’elevazione massima. Ed è questo il modo in cui ci comportiamo; ci muoviamo sempre in questo circuito chiuso: dal basso il desiderio è rinnovato, e dall’alto la Luce arriva.

2. Nel lavoro con coloro che sono parecchio giù è importante fare in modo che la sensazione preceda l’intelletto. Teoricamente è impossibile insegnare l’importanza della saggezza ad un ampio pubblico; è impossibile trasmettere la saggezza alle persone prima della percezione. Fuggirebbero.

Noi stessi siamo pronti a tollerare questa saggezza perché abbiamo un desiderio, il punto nel cuore. Senza questo desiderio anche noi fuggiremmo.

E’ necessario impiegare e mettere in moto i partecipanti, far avere loro delle impressioni, riunirli per dei lavori di gruppo, sviluppare ed allargare la loro capacità nella percezione, comprensione e nel modo di sentire e questo per portarli ad un chiarimento che permetta loro di espandersi dentro e di scoprire uno spazio dentro di sé che inizierà ad essere colmato con ogni genere di dettaglio: “il gruppo”, “l’IO”, e così via.

Quando riuniamo i partecipanti per discutere le domande in un lavoro di gruppo, essi piano piano si strutturano in base al modello integrale del mondo e prendono delle decisioni in modo completo, attraverso l’annullamento dell’io, attraverso il concetto della sfera di lamponi. Essi costruiscono nel gruppo una mini realtà condivisa dove c’è un punto centrale e i Kelim, i desideri, si vogliono connettere in un auto-annullamento, nella reciprocità, nel sostegno reciproco (Arvut), al fine di scoprire il Creatore. In un gruppo come questo di dieci persone, esiste il modello di tutta la realtà.

(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi verso il Cammino Verso L’Unità, Punto 7)

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La fiducia che ci collega con l’ambiente

Domanda: Qual è la connessione tra la fiducia e la gioia?

Risposta: La fiducia ci porta gioia. La sensazione di fiducia è il risultato dell’ illuminazione speciale che proviene dall’ Alto e sostiene una persona come su un cuscino d’aria, riempiendolo quindi con gioia.

Ci sono due tipi di fiducia: fiducia a causa di ciò che ho nella mia tasca, fino a che punto io sono più forte dell’ambiente, o la fiducia nell’ambiente, di quanto è forte l’ambiente e dal fatto che io sono incorporato in esso, il che significa che la mia fiducia dipende dall’ambiente. È uno dei due.

La fiducia è la connessione con l’ambiente quando sono sia più forte dell’ambiente o quando l’ambiente è più forte di me, ma io sono collegato ad esso. Il miglior sentimento di fiducia è quando io sono soddisfatto di uno stato di piccolezza. Poi, io sono sicuramente tra le braccia dell’ ambiente, fiducioso come un bambino nelle braccia di sua madre.

Quando un bambino cresce, non sente lo stesso senso di fiducia che sentiva prima. Ha già dubbi e ha paura di tutto, mentre un bambino in braccio a sua madre non si preoccupa di nulla, e questo è il momento migliore.

(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Mutazione innaturale nel livello animato

Domanda: Perché il desiderio di un animale non cresce con il tempo mentre invece solo il desiderio dell’uomo cresce?

Risposta: L’essere umano è quel animale in cui il desiderio di ricevere è cresciuto. Un essere umano è una sorta di mutazione innaturale dal livello animato, ed in verità, egli è chiamato Adam (uomo) solo dopo che egli raggiunge il Creatore, prima di questo egli appartiene ancora al livello animato.

L’uomo è la forma di dazione che acquisiamo dalla somiglianza al Creatore. Prima di questo noi chiamiamo noi stessi “esseri umani”, con un occhio verso il futuro, perché c’è un potenziale potere in noi che possiamo sviluppare per trasformarci in veri uomini spirituali.

Guardate il disordine e la rivolta che sta accadendo nel mondo moderno. E’ degno di chiamarli Adam (uomo)? E’ più da animali che sono diventati pazzi. Secondo il loro comportamento si può dire che l’uomo non è cambiato affatto dai tempi antichi e lui non è migliore in alcun modo rispetto all’uomo selvaggio primordiale, anzi è peggiorato. Siccome da allora il desiderio di ricevere è cresciuto, ci ha portato ancora più danni. Nessuno del nostro sviluppo è andato nella giusta direzione e quello che viene chiamato Adam è solo quella parte di noi che è simile al Creatore.
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Sempre ad un crocevia

Baal HaSulam, Shamati #53, “Il Problema del limite”:… Questo è il significato di, “Servi il Signore con gioia”. E’ così perché durante il Gadlut, non ha importanza sostenere che Egli conferisce il lavoro per essere nella gioia, visto che durante il Gadlut la gioia viene da sola. Invece, lavorare nella gioia gli viene dato per il tempo di Katnut, così che essi abbiamo la gioia anche se provano il Katnut. E questo è un grande lavoro.

Questo è chiamato la parte principale del grado, che è un discernimento di Katnut. Questo discernimento deve essere permanente, e il Gadlut è solo un aggiunta. Anche, si dovrebbe bramare per la parte principale e non per quelle aggiuntive.

Nel nostro lavoro noi raggiungiamo un intersezione, un bivio lungo la via, dopo il quale dobbiamo già misurare i nostri stadi lungo la via spirituale, o all’interno del nostro desiderio di ricevere o fuori da esso. Ogni cosa dipende da dove misuriamo il nostro stato, il nostro successo, il nostro continuo progresso.

Se noi misuriamo dentro il desiderio, allora siamo felici riguardo alla grandezza: l’altezza ed il riempimento. E’ la linea di sinistra che ci tira verso il lato dell’ego, secondo il quale aspiriamo a vedere ed a misurare ognicosa. Sulla linea di destra misuriamo tutto in relazione al gruppo ed al Creatore.

Nella linea di destra non siamo consapevoli dello stato in cui siamo e accettiamo tutti gli stati come lo stato perfetto. Questo significa che non consideriamo i nostri propri sentimenti, non importa quel che ci manda il Creatore. Misuriamo sempre tutto secondo la dazione, che significa fuori da noi stessi.

Sulla linea di sinistra è l’opposto: non ho altri pensieri che quelli per me stesso e riguardo a quello che mi capita, e questo è tutto quello di cui mi preoccupo per tutto il giorno.

Di conseguenza, il lavoro lungo le due line è diverso e dipende da quell che richiedo ad ogni stato. Se è della linea destra, richiedo di rimanere sulla via e sono preoccupato solo di perdere la direzione della dazione al Creatore attraverso l’ambiente e tutta la creazione.

In questo contesto lavoro sulla mia piccolezza, per rendere me stesso il più piccolo possibile. Voglio solo dare al Creatore il più possibile e non sento che sto dando o che Egli gode della mia dazione. Questo significa che diminuisco il ritorno in tutti i modi possibili, taglio tutti i fili e le vie per cui potrei ottenere un ritorno dalla mia azione di dazione, che cerco di accrescere il più possibile.

Questo tipo di lavoro è la massima dazione senza alcuna ricompensa. Il mio livello spirituale è dato dalla misura in cui posso fare dei ragionamenti puliti per la dazione assoluta senza alcuna ricompensa (come Rosh-Toh-Sof). E quindi mi sto già stabilizzando ed inizio a lavorare assieme al Creatore, mentre il Creatore apre sempre più opportunità per me.

Quando sono fermo sul livello precedente, chiedo sempre più potere per accrescere la mia dazione. Ovviamente, devo superare il mio ego sempre di più per poter ottere questo per non ricevere con lo scopo di dare. E posso convertire tutto quello che ricevo dal Creatore in dazione, e questo è un lavoro aggiuntivo a questo lavoro. Questo è il modo secondo il quale avanziamo.

Il problema giunge quando siamo arrivati proprio al bivio, dove è creata una separazione. Questo lavoro si ripete su tutti i livelli. Mano a mano che ascendiamo al prossimo grado spirituale, le Reshimot (le reminescenze) frammentate si rivelano. Devo sostare presso questo bivio per poter essere sicuro di dove è la linea di sinistra e dove è quella di destra. Non posso semplicemente girare a destra e non guardare del tutto la sinistra.

Questo è impossibile perchè una linea si fonda sull’altra linea. Se seguo la linea di destra correttamente e raggiungo un certo punto, anche la linea di sinistra cresce proporzionalmente, ma separo una linea dall’altra in modo da creare il mio “tronco” (Toch) e la “fine” (Sof) del Partzuf spirituale. Il posto dove faccio i miei calcoli è detto “testa” (Rosh). E così inizio a costruire il mio Partzuf spirituale. Questo è lavoro spirituale pratico. Questo è del tutto basato sulla figura del mondo che il Creatore rappresenta per me come conseguenza del mio atteggiamento verso la realtà.

Domanda: Dov’è il punto della nostra indipendenza nel disegno?

Risposta: Siamo indipendenti solo ai crocevia ma questi esistono continuamente. Dobbiamo sempre sentire di essere ad un bivio, come è detto “Devono sembrarti nuovi ogni giorno”. Tutto il tempo dobbiamo decidere e sempre scegliere la via di destra, e non cancellare la via di sinistra ma innalzarci al di sopra di questa.
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(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 3.02.2014)

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Preparazione per il Congresso Integrale: La crisi

“Come il vantaggio della Luce dal buio”. Dobbiamo spiegare agli uomini quale grande dono ci è stato fatto. Noi siamo coloro che devono guidare il mondo intero alla fine della correzione, il che significa alla rivelazione dello stato corretto dell’umanità.

Questa è la ragione per cui il mondo è rivelato nella sua globalità e la connessione tra tutte le sue parti è rivelata nella sua integralità: tutti sono incorporati in tutti gli altri e tutti dipendono da tutti gli altri, ed è impossibile correggere una parte del mondo senza correggere un’altra parte.

Perché tutti i nostri progetti falliscono? Perché sprechiamo miliardi di dollari e non succede niente? Guardate i leaders del mondo che stabiliscono il ritmo della politica, dell’economia, dell’industria, del commercio, della tecnologia, dell’educazione, della cultura e della famiglia: più elevato è il loro status e maggiore è il numero di persone che sono influenzate dalle loro decisioni, e più si sbagliano.

Ora, vediamo sempre più spesso che chiunque prenda una decisione da solo accetta di essersi sbagliato. La ragione è che possiamo solamente prendere delle decisioni nell’unione. Non ha importanza qual è il livello di unione, e non si deve raggiungere la fine della correzione per questo. Si dovrebbe soltanto prendere una decisione dal punto in cui si sta veramente cercando di rassomigliare al Creatore il più possibile, anche se il Creatore è nascosto.

Una nuova guida si sta rivelando nel mondo in questi giorni. Precedentemente, la guida si realizzava lungo una linea solamente e noi siamo avanzati solamente per mezzo della forza dei colpi. Ci sentivamo male e siamo scappati dalle sensazioni del male a quelle del bene, come gli animali. Ma adesso la guida è rivelata nelle due linee e così una persona non può prendere una decisione, poiché solamente il gruppo può occuparsene. Il gruppo dovrebbe trovare la soluzione nella linea di mezzo.

Alla luce dei cinque punti precedenti dell’educazione integrale, possiamo correttamente valutare la ragione per cui il mondo si trova in uno stato di crisi. Invece, non c’è nessuna crisi nel nostro gruppo e noi stiamo avanzando verso una unione che diventa sempre più grande. Questo è il motivo per cui discutiamo della crisi e la risolviamo da noi.
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(Preparazione al Congresso Integrale, Nove Fasi del Cammino Verso L’Unità, Punto 6)

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Crescita veloce

Domanda: A volte ho la sensazione che per un paio di secondi mi sembra di capire tutto ciò che dici e poi non capisco più niente ed è così costantemente più e più volte.

Risposta: Molto bene! Ciò significa che si sta digerendo il cibo spirituale rapidamente e che si sta crescendo rapidamente. Questo vi porterà a un certo accumulo e ad un certo risultato. Non fermatevi e non sentitevi delusi.
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Come pesci in un mare di Luce

Abbiamo bisogno di sentire che siamo totalmente all’interno della luce, come un corpo che è immerso in acqua. Da tutti i lati, il mio corpo è circondato dall’acqua che è strettamente collegata con tutti i miei movimenti.

In questo stato, ho bisogno di sentire che sono all’interno della Luce superiore affinché attraverso ciascuno dei miei movimenti minuscoli, nel pensiero o nel desiderio, in ogni tendenza del mio cuore e cervello, invito immediatamente la Luce a venire da me. Questo accade immediatamente senza alcuna transizione. Ho bisogno di raggiungere questa sensazione nella mia vita.

Tutti noi anneghiamo in queste acque e riceviamo ossigeno solo nell’ istante in cui ci muoviamo verso l’altro. Se i nostri cuori sono attratti ad unirsi tra loro, allora abbiamo qualcosa da cui respirare. Se il cuore non si vuole unire, noi non possiamo respirare senza aria. Abbiamo bisogno di sentire questo stato nel nostro lavoro spirituale: noi siamo sommersi in un mare di luce, come l’acqua, e l’ossigeno dipende solo dalla connessione tra di noi. Così abbiamo bisogno di forzare in qualche modo i nostri cuori a tendere verso l’unità.

La presenza di ossigeno dipende dalla nostra vicinanza l’uno all’altro. E poi iniziamo a collegarci, non per ricevere ossigeno, ma per dare gioia al Creatore! Come possiamo sollevare il desiderio di ricevere ossigeno al desiderio di dare gioia al Creatore, anche se sto soffocando senza aria?

Alla fine, si raggiunge lo stato in cui improvvisamente smettiamo di avere bisogno di ossigeno e ci sentiamo come pesci nell’acqua! Non dobbiamo nemmeno pensare a questo, ma solo su come possiamo portargli gioia.
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(Dalla 1 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.02.2014, Workshop)

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