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Perché dovrei odiare me stesso?

Domanda: Perché si dice che una persona dovrebbe odiare se stesso e amare gli altri? Perché dovrei odiare me stesso?

Risposta: L’odio si riferisce alla tendenza di essere separato, ad allontanarti dall’oggetto odiato. Si tratta dei nostri attributi egoistici che ci disturbano dal raggiungere il Creatore e dal somigliarci a Lui; attributi che ci disturbano dal raggiungere l’amore e la dazione e che ci disturbano dal raggiungimento del collegamento tra tutti.

Questi attributi mi disturbano dal arrendersi, dal annullare me stesso, di perdere me stesso, il che significa lasciare il mio cuore corporeo e mente e dal tentativo di acquisire un cuore e mente di dazione e di vivere fuori di me.
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Rivelando la luce d’amore

Come risultato della frammentazione dei vasi capiamo che dobbiamo tornare allo stato che ha preceduto la frammentazione. Innalzando il MAN dallo stato frammentato, sforziamo noi stessi ad espandere i nostri vasi 620 volte. Poi raggiungiamo lo stato corretto dotato di tale intensità, come risultato del nostro sforzo riveliamo la Luce in tutta sua NRNHY, che è l’obiettivo della creazione.

Il Creatore vuole che riveliamo il Suo attributo d’amore e dazione, e non solo che gusteremo solo una goccia del Suo riempimento. E’ come un bambino che riceve 100 grammi di polenta dalla sua mamma e allo stesso momento effettivamente riceve anche tutto l’amore e attenzione che sua madre sente per lui.

Siccome siamo stati creati con il desiderio di ricevere, non possiamo assaporare niente più che una scintilla piccolissima, “una candela sottile,” di tutta la Luce. Questo ora è abbastanza allo scopo di essere in contatto e in qualche modo connessi al Creatore. Però tutto il resto è la Luce d’amore, la Luce di dazione, il nostro atteggiamento verso gli altri. Secondo la legge di equivalenza della forma, dobbiamo raggiungere lo stesso atteggiamento verso il Creatore allo scopo di rivelare la Sua attitudine verso di noi.

Per questo motivo ci hanno dato la frammentazione dei vasi in modo da scoprire e rivelare questo stato frammentato e da esso scoprire lo stato corretto. Poi saremo in grado di capire l’attitudine del Creatore verso di noi. Allora tutto il nostro lavoro è focalizzato sulla connessione fra noi, e così, oltre alla frammentazione, scopriremo i giusti rapporti d’amore e dazione invece che di separazione e odio.

Il Creatore è l’attributo d’amore e dazione rivelato all’interno del vaso, nel desiderio. Questo attributo è rivelato fra noi perché l’amore non può esistere in una persona ma deve essere diretto verso qualcuno. Ci impegniamo nella rivelazione di questo attributo e dobbiamo stabilire le stesse relazioni fra noi.

Prima non sentiamo nulla fra noi, né relazioni buone né cattive, ma cominciamo a lavorare su di esse evocandole l’un l’altra. Capiamo che una persona non potrà mai risvegliarsi all’ amore, dazione, e connessione da solo. Essa deve essere svegliata; le deve venir mostrato un esempio; invidia, lussuria, ed onore devono essere accesi; lui deve rispettare apertamente coloro che guardano bene gli amici e che dimostrano il loro amore, dazione e sollecitudine per tutti.

Dobbiamo invidiare chi si comporta in questo modo nel gruppo, si dovrebbe desiderare di essere come loro, e si dovrebbe rispettare questo comportamento. Si scopre che una persona viene risvegliata, e da Lo Lishma (non per il Suo bene) e diverse azioni con la giusta intenzione, si dovrebbe semplicemente imparare dagli altri e raggiungere Lishma (per il Suo bene). Nonostante l’indurimento del cuore, la persona deve sempre essere al di sopra di qualsiasi disaccordo, dei diversi problemi e conflitti fra gli amici dimostrando a tutti quanto fortemente egli anela all’amore e alla connessione. Tutto quello che raggiungiamo tramite la Luce che Riforma sono i livelli di connessione, gli stati che esistevano prima della frammentazione.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah dell 13.03.2014)

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Raggiungendo la Terra di Israele

La Torà, “Esodo”, 34:12: Guardati bene dal far alleanza con gli abitanti del paese nel quale stai per entrare, perchè ciò non diventi una trappola in mezzo a te.

Una persona ha degli attributi che non può correggere. Dobbiamo allontanarli, il che significa che dobbiamo chiarire le cose e capire che non possiamo gestirli, superarli, o cambiarli in amore e dazione.

Dopo tutto, non abbiamo nemmeno il potere di elevarci al di sopra di loro. Quindi abbiamo bisogno di espellerli, come se li distruggessimo, non usarli, nel senso che in realtà è come se non esistessero.

Tutti questi attributi sono al livello più basso egoistico chiamato “la terra di Israele“, e si rivelano in noi quando saliamo ad un livello superiore. Solo allora potremo definirli e identificarli. Quindi non dobbiamo collaborare in qualche modo con quello che viene chiamato le sette nazioni (gli attributi di HGT NHYM, le sette Sefirot), e stabiliamo che è vietato toccarli.

In contrasto agli attributi più grossolani, che non possono essere corretti, vi è un immensa Luce, la Luce del mondo di Ein Sof (Infinito). E’ per questo motivo che dobbiamo prescinderne e lasciare che il Creatore li corregga, poiché questi attributi appartengono alla nostra creazione.

Quando un desiderio viene creato dal nulla, tutti i sette attributi sono nella zona secca “qualcosa dal nulla”, in questo punto di connessione. Pertanto si rivelano all’ultimo momento, quando stiamo per salire tutti i livelli che possiamo correggere. La Torà si conclude con l’ingresso nella terra di Israele, e la persona ha ancora a che fare con tutti questi attributi. Come dovrebbe operare da qui in poi? Non ci viene detto. La Torà è data solo a noi come una guida per correggere quello che possiamo correggere.

Domanda: Ma poi c’è la storia di Davide, su Gerusalemme, sulla terra di Israele, ecc.

Risposta: Questo non è più il livello di Mosè, ma il livello dei profeti, e quindi è ancora più nascosto. Dobbiamo capire che tutto ciò che è descritto dai profeti negli scritti sacri sono livelli che abbiamo già vissuto in passato nei nostri desideri non corretti. Non avremo modo di subirli in futuro perché le fasi della distruzione dei due Templi e dell’esilio sono finiti. Dobbiamo subire solo la fase di cui la Torà stessa ci dice e che è sufficiente. Allora raggiungeremo la terra di Israele e la fine della correzione. La Torà ci racconta riguardo a quello che è successo nelle nostre radici, e quindi dobbiamo correggere lo stato di transizione dal Monte Sinai nel deserto del Sinai fino a raggiungere la terra di Israele.
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(Da Kab.TV “I segreti del Libro Eterno” del 16.09.2013)

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Scalare insieme sulla cima della montagna

Non importa se leggo Lo Zohar o se sono occupato in cucina; ciò che è importante è che io desideri ardentemente la Luce che Corregge e di connettermi con gli amici. Non posso desiderare ardentemente la Luce senza l’unità o la connessione. E’ una pre-condizione essenziale, della quale non ne parliamo nemmeno, poiché è ovvia.

Se non c’è alcuna connessione, il mio desiderio per la Luce è un desiderio egoistico e falso ed è solo per un mio vantaggio. Senza di essa non possiamo scalare il Monte Sinai perché da questo punto in avanti iniziamo a pensare solamente insieme.

Questo non succede automaticamente, è ovvio, e ce lo dobbiamo ricordare a vicenda sempre, e questa è la ragione del sostegno reciproco. Ecco perché c’è stato l’accordo di accettare il sostegno reciproco sul Monte Sinai, poiché nessuno può desiderare ardentemente un vero vaso a meno che tutte le altre parti di questo vaso non ne siano d’accordo, le 600.000 anime che formano il vaso completo.

Le 600.000 anime sono il simbolo del nostro desiderio ardente di raggiungere lo scopo programmandolo prima. Lo scopo finale è di raggiungere il livello chiamato 60 Ribo, Arich Anpin, e così dobbiamo raccogliere 600.000 anime, il che significa che dobbiamo desiderare di salire sulla cima della montagna insieme.

Domanda: Mentre leggiamo Lo Zohar, come rafforziamo il sostegno reciproco tra di noi attraverso il desiderio della Luce?

Risposta: Un uomo semplicemente non lavora senza un altro uomo. Questo è una regola. Perciò, “ama il prossimo tuo come te stesso” è la regola generale ed il solo modo con il quale possiamo ricevere la Torà. Senza questa regola la Luce non arriverà, o potrebbe arrivare ma solamente in un forma molto debole.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 11.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Scopriamo che siamo destinati non a mantenere il nostro legame con il Creatore e che non abbiamo bisogno di un vasto pubblico per mantenere la “sfera di lamponi“, invece dobbiamo avere questa sfera per servire un più vasto numero di persone. E soprattutto attraverso questa scoperta ci avviciniamo alla fine della correzione.

Il che ci rende possibile di vedere l’integralità, i legami, e l’Arvut (la garanzia mutua) in natura. Iniziamo a stabilire il nostro rapporto con un numero più vasto di persone: quanto ne abbiamo bisogno, perché senza non possiamo dare contentezza al Creatore, e quanto il Creatore vuole l’umanità e non noi.

Questo è il modo in cui conseguiamo il nostro destino e scompariamo. Una “nazione di sacerdoti” si ha quando non esistete. Servite sempre più persone, servite tutta l’umanità, e servite il Creatore. Ed in questo vedrete il vostro ruolo anonimo. Non avete alcuna parte o diritto in niente, in sostanza voi siete il legame di collegamento, un canale, un elemento di trasmissione. E questo è un bene perché in tutto questo possiamo veramente essere più vicini alla natura del Creatore.

Dobbiamo presentare e dare un esempio al mondo, e attraverso questo esempio trasmettere al mondo la condizione spirituale che abbiamo conseguito. Anche se nel frattempo questa è la parte opposta dello stato spirituale, se ce la facciamo a far girare il volto del mondo verso di noi, noi possiamo girare il nostro volto verso il Creatore. Rivolgendoci al mondo con amore, possiamo rivolgerci con amore verso di Lui. A questo riguardo è detto: “Dall’amore delle creature all’amore del Creatore”.

E per far girare il volto del mondo verso di noi, è necessario risvegliare gli uomini alla giusta comprensione della solidarietà con loro. Per questo è necessario trasmettere la tensione interiore nelle parole. Le parole devono essere molto chiare e profonde. Solamente in questo modo possiamo essere integrati nel cerchio più esterno, connettendoci veramente con loro. E allora riceviamo quel qualcosa in più che serve e che ci aiuterà ad elevarci e ad entrare in un livello superiore.

Il corretto educatore integrale per lo sviluppo spirituale deve risvegliare questo sviluppo in uno studente. Se ce la facciamo a raggiungere i cuori degli uomini, allora, soprattutto queste esperienze ed impressioni che risvegliamo in un numero maggiore di persone farà sì che riusciremo a far crescere la palla dal color del lampone, migliorando e rafforzando il punto di contatto con il Creatore e così percependoLo.

E’ detto: “Ho imparato da tutti i miei studenti”. Comprenderemo allora perché attraverso la connessione con gli studenti una persona può imparare di più che dagli insegnanti.
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Un Duetto: Il Creatore e il Creato su un violino

Domanda: Oggi, tanti dei nostri amici escono per incontrare il pubblico che ascolterà per la prima volta parlare sulla saggezza della Kabbalah. Come possiamo acquisire la fede tramite il pubblico?

Risposta: La fede proviene dal Creatore e la mancanza per esso proviene dal pubblico. Noi, d’altra parte, dobbiamo essere nel mezzo come i coordinatori, come un collegamento. Raggiungiamo il pubblico con le nostre intenzioni di dare piacere al Creatore poiché loro sono i vasi generali della nostra anima che è davanti a noi, e vogliamo farli unire in modo che il Creatore possa essere rivelato in essi affinché noi possiamo dare piacere a Lui.

Uscendo per andare al pubblico, dobbiamo sentire che siamo i rappresentanti del Creatore, che abbiamo ricevuto un’opportunità meravigliosa per dare piacere a Lui. Dimostriamo al pubblico che abbiamo una tale buona volontà e un cuore aperto, senza alcun auto-beneficio o domanda, ma soltanto con l’inclinazione per far loro del bene.

Se raggiungiamo il pubblico con questa intenzione, avremo successo. Siamo nello stato di Hafetz Hesed per quanto riguarda il pubblico e per quanto riguarda il Creatore, significa che riceviamo le dieci Sefirot di Hassadim, il livello dei sacerdoti (Cohanim). La cosa principale è di prepararsi nel modo giusto, proprio come i musicisti che sintonizzano i loro strumenti. Questo è effettivamente il modo in cui dovremmo calibrarci, come avvicinare l’arco sulle corde di uno violino avanti e indietro, così controllando le inclinazioni interiori con le quali usciamo al pubblico e l’inclinazione interiore con la quale ci rivolgiamo al Creatore. Questa via, quest’abbondanza, la Luce, fluirà attraverso di noi al pubblico senza alcuna interruzione da parte nostra. Le mancanze del pubblico salgono dal basso e la Luce scende dall’ Alto, i desideri dal basso e la Luce dall’ Alto.

Provate a sintonizzare voi stessi in questo modo, e all’improvviso sentirete che venite gestiti totalmente su un lato dal pubblico e sull’altro dal Creatore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5.03.2014, Scritti di Baal Ha Sulam)

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Il Creatore non cambia, noi cambiamo

La Torà “Esodo” (Ki Tissa), 34:8-34:11: E Mosè si curvò in fretta fino a terra e si postrò, e disse:”Se ho trovato grazia ai Tuoi occhi, Mio Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa di noi la tua eredità”. Il Signore disse:.”Ecco! Io stabilisco un’ alleanza; in presenza di tutto il tuo popolo, io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessun paese e in nessuna nazione, e tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera del Signore, perchè terribile è quanto io sto per fare con te. Osserva dunque ciò che io oggi ti comando. Ecco! Io scaccerò davanti a te l’Amorreo, il Cananeo, l’Hittita, il Perizzita, l’Eveo e il Gebuseo”.

Il Creatore è una legge, assoluta, un attributo ideale che non cambia e si rivela ad una persona ad ogni livello in una forma totalmente diversa. Nel livello precedente Egli aveva detto: “Io non camminerò in mezzo a voi dal momento che è un popolo di dura cervice, per non distruggervi sulla via.” E al prossimo livello Egli ha detto: “Sono pronto a portarvi avanti. “Tutto dipende dal livello al quale una persona è asceso. Il Creatore non cambia, noi siamo quelli che cambiano.

Quindi le parole: “… in presenza di tutto il tuo popolo farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessun paese e in nessuna nazione”, intende dire che “posso già essere tra voi nell’attributo che avete acquisito adesso, ed eseguire determinate azioni su di voi. “

Al livello successivo c’è un’altra discesa nell’ego, in modo da rivelarlo e ancora una volta chiedere ed attivare l’attributo di Mosè dentro di noi. E’ lo stesso su ogni livello. Tutto è accuratamente disposto in quanto questo è l’unico modo in cui la correzione di ciascuna parte può avvenire.
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(Da Kab.TV “I segreti del Libro Eterno” del 16.09.2013)

Che cosa preferisci?

Baal HaSulam, “L’introduzione al Libro dello Zohar,” Punto 69: Quando uno aumenta la propria fatica all’ interno della Torà e i suoi segreti, in tale misura, uno fa la virtù dell’ interiorità del mondo – che è Israele –o vola alto oltre l’esteriorità del nostro mondo, che sono le nazioni del Mondo.

Quindi tutto dipende dal preferire l’ interiorità all’esteriorità. Queste due parti sono essenziali nella Torà, nelle nostre azioni, nelle nostre intenzioni, in tutto. Dobbiamo sempre distinguere fra ciò che è più interno e ciò che è più esterno e preferire uno all’altro.

Così una persona si focalizza su se stesso, sull’obiettivo giusto e avanza. Infatti, non c’è nulla che dobbiamo fare ma tutto il tempo preferire l’interiorità all’esteriorità, e chiarificare ciò che è l’ interiorità e che cos’è l’esteriorità, preferendo l’una al di sopra dell’altra.

Una persona è come un dipolo, o come l’ago di una bussola. Preferisco che l’ago costantemente punti sulla spiritualità come risultato mettendosi al di sopra della corporeità. Qualsiasi cosa è più vicina alla dazione, all’interiorità del gruppo all’ interiorità del mondo, per concentrare i miei sforzi, devo sempre essere oltre qualsiasi cosa corporale. Questa chiarificazione è effettivamente l’unica cosa che sono tenuto a fare in qualsiasi momento, e nient’altro tranne quello.

Domanda: Come si può integrare il pensiero della creazione in questa divisione di interiorità ed esteriorità?

Risposta: Come potrebbe il pensiero della creazione adempiersi se non abbiamo il libero arbitrio per preferire l’ interiorità all’esteriorità? Questo è il modo in cui ci realizziamo.

Il pensiero della creazione è di fare bene ai i Suoi esseri creati, di portare l’uomo al livello del Creatore in modo che lui possa essere indipendente e anche assomigliare al Creatore. Questo ha già due opposti: come può essere indipendente e allo stesso momento assomigliare al Creatore? Questo è un paradosso. Allora dobbiamo sempre lavorare nella fede sopra la regione, nella dazione oltre la ricezione.

L’esteriorità è più vicina al mio ego, e alla mia vita; vorrei che l’ amore per me stesso, i miei desideri di ricevere, fossero sempre pieni e che mi sentissi bene. Mi vorrei sentire bene e confortevole in esso, vorrei che tutto fosse piacevole e tranquillo. L’ interiorità è dazione: è la preoccupazione degli altri, adesione alla società e all’insegnante, e tramite loro, adesione al Creatore.

Se non preferisco uno all’altro, come posso scegliere? Come posso formare me stesso? Questo è il mio lavoro. Senza di esso non posso formare me stesso in qualsiasi modo.

Quando una persona vuole acquisire una forma, egli evoca la Luce che Riforma e si fa il lavoro. Però senza la bramosia di una persona non c’è indipendenza e non c’è raggiungimento del Creatore poiché non c’è un vaso, non c’è il desiderio.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 3.03.2014, Scritti di Baal HaSulam)

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Istinto e intelligenza

Domanda: Cosa sono i pensieri e come influenzano il sistema generale?

Risposta: I pensieri appaiono dove ci sono alcuni desideri che si trovano in opposizione e in conflitto tra loro, la necessità è quella di creare un equilibrio in qualche forma.

Se, a causa della mancanza di differenza nei desideri, appare nessun pensiero, solo allora l’istinto opera.
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In Preparazione al Congresso  Integrale

Il buon futuro del Mondo

La realtà nella quale ci troviamo è delineata dall’influenza della Luce sul desiderio. Possiamo cambiare il rapporto tra la Luce ed il desiderio, consciamente o inconsciamente, con costanza, per fasi, intelligentemente, con le nostre forze, con il lavoro condiviso, oppure per caso, come è scritto: “Il Creatore farà tutto per me” (Salmi 138:8).

Tuttavia, in ogni circostanza, la realtà che percepiamo, sia fisica che spirituale, è raffigurata attraverso l’azione della Luce sul desiderio. E quando raggiungiamo l’equivalenza della Luce e del desiderio, li completiamo tra loro, facciamo fare pace tra di loro, portiamo la pace al mondo intero.

Perciò, anche le persone senza il punto nel cuore che non sono pronte a creare una connessione tra la Luce de il Kli e a rendere uguali la loro forma per mezzo del Masach e di Ohr Hozer, vedono il mondo in modo diverso. Non lo vedono come il mondo spirituale perché non ci sono componenti spirituali nella loro sensibilità. Tuttavia, poiché anche loro aspirano all’unione attraverso vari desideri, che si parli di desiderio di soldi, sicurezza, educazione, onore o controllo essi saranno sollevati da tutti i problemi della loro vita.

Naturalmente, piano piano, altri problemi si presenteranno per riuscire ad andare ancora più avanti, ma essi vedranno che il mondo si sta avvicinando al periodo buono. E questa è la buona strada, la strada della Torà, e non la strada della sofferenza. In conseguenza all’unione dell’influenza inconscia della Luce su di loro, essi vedranno che i cambiamenti sono per il meglio. Essi scopriranno il sistema che fa funzionare la realtà, cioè essi sentiranno che grazie alle buone relazioni tra di loro, il mondo sta cambiando, e che stanno cambiando la loro percezione e le loro reazioni interiori a ciò che sta succedendo.

Staranno meglio? Sì. Scopriranno altri fenomeni positivi? Sì. Ci saranno degli altri disastri naturali? Sì. Vedremo comunque come un uomo metterà in moto le proprie forze interiori connesse alla natura inanimata, vegetativa ed animata.

Spetta a noi comprendere che abbiamo l’arma più forte che ci possa essere. Tutte le forze della natura sono per noi, e anche il Creatore, infatti, vuole dirci: “Per favore, usaMi. E’ tutto nelle tue mani”.

Quando porteremo la pace nel mondo, gli uomini saranno immersi solamente in una connessione circolare. Forse, una parte di loro lavorerà un’ora al giorno; e con il resto del tempo tutti saranno immersi nei pensieri su come assomigliare al Creatore e sentiranno piacere nel farlo.

Ancora noi non capiamo come potrebbe avvenire, ma questo è ciò che sarà. Questo diventerà il centro della vita. Al di là delle necessità, gli uomini si occuperanno solamente della connessione con gli altri, nel portare la connessione tra loro ad una profondità ancora maggiore, ad una maggiore sensibilità, fino a quando il corpo fisico ed il mondo materiale saranno scoperti come immaginari.

Un altro mondo inizierà a comparire; saranno scoperte le connessioni che vanno al di là di questo mondo, e noi vedremo che tutte queste “ragnatele” sono interdipendenti. E di conseguenza, gli uomini inizieranno a comprendere la saggezza, il pensiero della creazione che è latente in tutte le sue parti. Questo è ciò che viene chiamato il lampo della Divinità, la rivelazione della Divinità, nel senso che tutto respira, e una cosa dipende dall’altra.
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