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Il ruolo della mente lungo la via spirituale

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 13:17-18): “Mosè li mandò a esplorare il paese di Canaan, e disse loro: ‘Andate su questa via nel sud e salite sulla montagna. Voi dovete guardare che [genere di] terra è, e le persone che la abitano; Sono forti o deboli? Sono pochi o tanti?’”.

Scalare la montagna e guardare la terra dall’alto, significa evocare la Luce Superiore, la quale si innalza temporaneamente solo perché voi la chiedete. Questo, tuttavia, non succede nella pratica, lo vedete soltanto, perché non potete fare altro che vedere.

Vedere può farvi sia salire che scendere, ma è essenziale per capire con cosa si deve lavorare, che vuol dire lavorare nella fede al di sopra della ragione. Per farlo dovete avere una grande conoscenza, perché non dovete seguire ciecamente ma dovete comprendere chiaramente tutte le istruzioni, le linee guida, l’intero sistema e come lavorare con la Luce Superiore. Questa è la ragione per cui la mente superiore viene attivata prima di ogni livello.

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Dalla trasmissione di KabTV “I segreti del Libro Eterno” 30.03.2015

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L’ascesa in quaranta passi

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Esodo 34:27-28): Il Signore disse a Mosè: scrivi queste parole per te stesso, poiché in base a queste parole Io ho fatto un’alleanza con te e con Israele. Lui è stato lì con il Signore per quaranta giorni e quaranta notti; non ha mangiato pane né bevuto acqua, ed Egli ha inciso sulle tavole le parole del patto, i Dieci Comandamenti (Esodo 34:27 – 28).

Parla dell’ascesa di Malchut a Bina.

“Quaranta” è la fase in cui l’uomo va completamente al di fuori dal suo stato egoista, sale su di esso in quaranta passi (il livello di Bina, la dazione) e raggiunge la caratteristica di “Mosè”.

La Torah dà all’uomo il metodo per la sua elevazione al livello di “Adam” in cui è liberato da tutte le sue caratteristiche egoistiche. Tuttavia, questo non significa che egli diventa un asceta, digiuna, smette di essere coinvolto in cose normali, smette di lavorare e non ha una famiglia, no! Comincia semplicemente dentro di sé ad entrare più profondamente nell’intenzione per il bene della dazione.

In tutto il resto egli vive una vita normale: lavora, si prende cura della sua famiglia e comunica con il mondo intero. Però adesso tutto questo è costruito solo nella direzione di avvicinamento alla caratteristica della dazione.

Tutte le necessità restano e tutto ciò che è superfluo viene gradualmente buttato fuori, e l’uomo si muove salendo al livello in cui dentro di lui rimane solo l’intenzione chiara di raggiungere la caratteristica della dazione che si chiama “l’ascesa in quaranta passi”.

“… quaranta giorni e quaranta notti; non ha mangiato pane né ha bevuto acqua”, questo significa che l’uomo è coinvolto solo nella dazione e la raggiunge quando entra già in contatto con il Creatore, al livello di Bina.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 30.09.2013

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Mantenere la connessione!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lei dice che quando l’uomo si sente male può collegare la sua sensazione al Creatore. Ma in questo caso non sto semplicemente accusando il Creatore di non avermi dato abbastanza Luce da stare bene?

Risposta: Prima di tutto non è così importante se benedico o maledicendo il Creatore, se lo tratto bene o male. La cosa più importante è non interrompere la connessione con Lui.

Anche se la connessione è schiena contro schiena, quando non sono soddisfatto del Creatore e sono costantemente in contraddizione con Lui, in lotta e in conflitto con Lui, questo non è importante. La cosa principale è di non dimenticare di avere una connessione con il Creatore.

Dobbiamo mantenere sempre questa connessione in tutti i casi e in tutte le circostanze. Non devo avere paura di scoprire di non essere contento di Lui.
Tieni sempre Lui davanti come tuo unico compagno. Tutto il resto sono solo immagini, ombre non persone, tutti senza eccezione, e loro sono stati dati a te in modo che rivelando il tuo atteggiamento verso il Creatore attraverso loro, rivelerai Lui.

Domanda: Ma come posso giungere alla qualità della dazione attraverso una rabbia costante e delle accuse contro di Lui?

Risposta: Vedrai quanto sia utile il fatto di maledirLo costantemente.

La chiave qui è la costanza, la continuità del tuo contatto: dalla mattina alla sera, senza fermarti. Tu presenti le tue richieste e le tue accuse contro di Lui, Lo incolpi e maledici, ma attraverso questo non attribuisci a te nessuna delle tue azioni, pensieri o desideri a qualsiasi altro fattore, attribuisci tutto esclusivamente a Lui.

Se questo è il tuo caso, allora potrai rivelare il Creatore lo stesso giorno. Riveli Lui in pratica, senza lunghi anni di ritardo. Abbiamo bisogno di una forte concentrazione e attenzione, attraverso le quali inizierai a capire come Egli ci governi, e di conseguenza farai il Suo gioco, quello che viene chiamato “Il ballo dello sposo con la sua sposa”. Da lì cominciamo a manifestare le intenzioni.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 22.07.2015, Shamati articolo 241

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Tre Generazioni, Tre Livelli

Dr Michael LaitmanDalla Torah “Numeri 10:33 – 10:34”: Essi viaggiarono a una distanza di tre giorni dalla montagna del Signore, e l’Arca dell’alleanza del Signore viaggiò tre giorni dinnanzi a loro per cercare un posto dove potessero stabilirsi. La nuvola del Signore li sovrastava giorno per giorno da quando partirono dall’accampamento.

L’Arca dell’Alleanza che viaggia davanti all’accampamento simboleggia l’intenzione di una persona che è seguita dai suoi desideri. Viaggia “con tre giorni di anticipo” perché dopo tre livelli la connessione tra l’intenzione ed il desiderio è completamente persa. Questa distanza deve essere mantenuta in modo che i desideri che non sono corretti seguano l’intenzione e che non siano capaci di usarla per i loro fini. Si tratta dell’avanzamento spirituale di una persona mentre cambia costantemente i suoi desideri in intenzioni sempre più altruistiche.

Domanda: Cosa succede se la distanza tra l‘Arca dell’Alleanza e le persone si riduce?

Risposta: Inizieremmo ad usare i desideri con l’intenzione per il nostro solo vantaggio. Tre livelli sono la distanza dopo la quale scompare la connessione. Nel nostro mondo, ad esempio, c’è una connessione tra tre generazioni: la nostra, quella dei nostri genitori e quella dei nostri nonni. Non sentiamo la generazione dei nostri bisnonni. Questa è la ragione per cui se una persona vuole imparare riguardo alle sue radici gli basta sapere chi sono i suoi nonni ed i suoi genitori. Tutto il resto è irrilevante. Nel nostro mondo questa perdita di connessione avviene in modo naturale.

Domanda: Perché l’intenzione è la sola a determinare il posto in cui stabilirsi e riposare?

Risposta: Perché solo con l’intenzione possiamo trovare i posti che sono pronti per la correzione secondo i loro attributi.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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Le 12 Tribù di Israele

Dr. Michael LaitmanLa formazione delle 12 tribù di Israele deriva dal fatto che l’intero desiderio ha 12 parti. Il desiderio in se stesso è composto da quattro fasi di sviluppo che corrispondono al nome di 4 lettere del Creatore. Oltre a questo, il desiderio è diviso in 3 linee. E l’intera manifestazione di questo schema è il Creatore.

Quattro fasi per tre linee fa 12. Quindi, l’intera società è divisa in 12 parti. Il che risale al tempo di Giacobbe. Quando Giacobbe era connesso all’enorme ego della fase successiva, egli fu “diviso” in 12 parti perché non poteva sopportare questa situazione da solo. E coloro che sono chiamati i 12 figli di Giacobbe iniziarono a lavorare sul loro ego per trasformalo in altruismo e in amore reciproco. E’ così che furono formate le 12 tribù con le 12 bandiere per tutti i campi.

Domanda: Ciò vuol dire che ognuno dei capi di una tribù: Giuda, Beniamino, Giuseppe e così via, è una parte più grande o più piccola del mio ego?

Risposta: Certamente. Una persona è un piccolo mondo! Ha tutto dentro di sé. Ogni nome corrisponde ad una particolare caratteristica, ed ogni caratteristica ha la propria specifica correzione.

Domanda: Che genere di ego aveva Giuseppe, visto che fu venduto come schiavo in Egitto: il più grande o il più piccolo?

Risposta: Giuseppe rappresenta la totalità di tutti i tipi di ego. Ciò significa che non aveva un suo ego, per questo è chiamato “Giuseppe il Giusto”. Ma, d’altro canto, soprattutto grazie alle caratteristiche dello Tzadik (giusto), che non appartengono a tutti, fu separato dai suoi fratelli. E così poté raggruppare tutte le loro caratteristiche ed entrare con esse in Malchut, nel senso che poté rivolgersi al Faraone. Le raccolse dentro di sé, e così egli è chiamato Giuseppe, che è il simbolo di colui che “raggruppa” (L’Asof).
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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Suonerete le trombe e sarete salvati

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Numeri 10:8: I discendenti di Aronne, i sacerdoti, suoneranno le trombe; questo sarà una legge eterna per i vostri discendenti.

Una tromba simboleggia una salita, la forza di ascendere. Solo il sacerdote ha questa forza perché egli è in contatto con il Creatore. I Leviti, d’altra parte, servono i sacerdoti. La parte della nostra anima che appartiene al Creatore, è chiamata sacerdote (Cohen). I Leviti, anche loro sono la parte superiore che appartiene al Creatore, e sono impegnati nella conduzione della luce da Lui a coloro che sono inferiori. I sacerdoti lavorano dal basso verso l’alto, per amore del Creatore, mentre i Leviti lavorano dall’alto verso il basso, per il bene degli esseri creati.

La Torah, Numeri 10:9-10: Se andrete in guerra nella vostra terra contro il nemico che vi opprime, dovete soffiare un Teruah con le trombe e sarete ricordati davanti al Signore vostro Dio, e quindi sarete salvati dai vostri nemici. Così anche nei vostri giorni di gioia, alle vostre festività e alle vostre celebrazioni di luna nuova, suonerete le trombe quando offrirete olocausti e sacrifici di pace, esse vi ricorderanno davanti al vostro Dio; Io sono il Signore vostro Dio.

Le trombe sono utilizzate al fine di aumentare l’intenzione, per qualsiasi cosa e dovunque voi siete diretti, e ciò per cui vi connettete. È così perché queste non sono trombe normali che suonano una marcia, ma vasi che fanno suoni speciali a frequenze speciali e in un ordine e sequenza speciale, ripetendosi più e più volte. Tutto questo simboleggia le fasi della correzione dei vasi e delle parti dell’anima che vengono corrette in questo modo specifico. E’ la parte più complessa della saggezza della Kabbalah. Suonare lo Shofar (corno) nel nostro mondo significa semplicemente emettere alcuni suoni, mentre è un azione molto seria nel lavoro interiore di una persona.

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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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Riforgiare l’egoismo in dazione

Dr. Michael LaitmanLa Torah, Numeri 8:4: Questa era la forma della menorah: era d’oro lavorato a martello, dalla base sino ai suoi fiori; secondo la forma che il Signore aveva mostrato a Mosè, così egli costruì la menorah.

Domanda: Perchè la menorah è fatta da un unico blocco d’oro?

Risposta: Forgiare la menorah di oro puro significa riplasmare il puro ego nell’attributo opposto per poter dare e donare la Luce.

Allo stesso tempo, il pezzo d’oro di partenza deve essere intero e non può essere fatto di diverse parti perchè dobbiamo raggiungere uno stato in cui tutto il nostro egoismo, tutta la nostra natura, diventa l’attributo dell’amore e della dazione.

Questa è la ragione per cui questa sezione settimanale della Torah è chiamata Beha’alotcha, che significa quando ascendi alla Luce.

Il Rabash ha detto che il termine “menorah” si riferisce al corpo di una persona, e che quando la Luce del Creatore riveste questo corpo, una persona si illumina come la menorah.

Comunque la questione è come può il corpo di una persona portare la Luce Superiore quando c’è talmente tanta differenza tra gli attributi della Luce e quelli dei vasi, il che significa il corpo di una persona. Quando parliamo del corpo, ci riferiamo all’egoismo.

Egli ci ha anche detto che le difficoltà nel creare il vaso sono chiamate una mancanza e che allora il riempimento per questa mancanza può entrarvi. Ma se una persona non ha mancanze, non c’è posto per un riempimento che venga in risposta a questa mancanza, chiamato l’aiuto dall’alto.

Allora, è chiaro che una persona non può agire senza mancanze perchè non ci sarebbe altrimenti spazio per i riempimenti relativi.

Le mancanze che ci sono state date sono un aiuto dal superiore. Senza di esse, una persona non avrebbe bisogni, e il desiderio per la correzione non si accenderebbe dentro di lui. Dobbiamo processare tutte le difficoltà dentro di noi da capo ed usarle come materiale per l’illuminazione.

Il nostro ruolo è di sentire che tutto è generato dal Creatore, ma che noi dobbiamo aggiustare questa cosa e porla correttamente dentro di noi. Allo stesso tempo, una persona è in uno stato di confusione totale, ha paure, preoccupazioni ed altre cose.

Questo significa che egli si è innalzato al livello in cui è come un fragile ramo nel vento e non può trovare la sua via attorno a sè. Questo è solo il punto di partenza nel quale egli è forgiato e trasformato in una menorah. Quando il suo egoismo si è ammorbidito, il processo di forgiatura inizia. Questa è la dura transizione verso l’attributo della dazione.

Comunque allo stesso tempo, quando troviamo la connessione con il Creatore, ciò diventa un piacere, una redenzione dal nostro serpente interiore, da tutto quello che odiamo.

In altre parole, noi dobbiamo odiare quello che è dentro di noi più del dolore, ed allora non lo sentiremo. Quindi il potere della nostra intenzione ed il nostro sforzarci per il fine deve essere più grande del dolore che sentiamo perché tutto questo è misurato secondo lo stesso parametro: la forza di attrazione (la forza della dazione).

Se la forza dell’attrazione verso l’obiettivo è più grande della forza del dolore (la forza di rigetto), allora non sentiremo la forza del dolore.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 4.02.2015

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La scala dell’unione

Dr. Michael LaitmanDomanda: È possibile misurare il livello d’unione tra la gente e, in base a questo, poter dire quanto siamo lontani da un altro olocausto?

Risposta: In base al grado di connessione tra di noi possiamo misurare il nostro posto sulla scala spirituale, chiamata La scala di Giacobbe, come saliamo i 125 livelli dal nostro mondo, attraverso cinque mondi fino a quando raggiungiamo Olam Ein Sof.

In ogni mondo ci sono cinque Partzufim, in ogni Partzuf ci sono cinque Sefirot che sommati sono 125 livelli (5 x 5 x 5). La differenza tra tutti questi livelli è la maggiore connessione e unione tra noi.

Questa unione si realizza sempre in un gruppo di dieci (Minyan). Se ci connettiamo correttamente ci annulliamo e, di conseguenza, cominciamo a sentire la connessione tra noi come una nuova forza spirituale che viene scoperta nella nostra connessione.

Quanto più ci connettiamo, tanto più ognuno di noi sente il modo in cui sale sulla scala dei livelli spirituali, fino a raggiungere il gradino finale.
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Dal Programma  radiofonico Israeliano 103FM, 12.07.2015

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La creazione di un desiderio comune

Dr. Michael LaitmanLa Torah, il Libro dei Numeri 10:1-3: Dio parlò a Mosè e disse: Fatti due trombe d’argento: le farai massicce e serviranno per la convocazione della comunità e per dare il segnale di partenza dagli accampamenti. Al loro suono si radunerà presso di te tutta la comunità all’ingresso della tenda del convegno.

L’oro è il desiderio di ricevere, e l’argento è il desiderio di donare. Perciò, il suono delle trombe d’argento che fa suonare le chiamate alla correzione è giusto per le persone.

Il suono delle trombe significa mettere insieme tutte le qualità di una persona e unirle. Il problema non sta nella correzione di una qualità o di un’altra, ma nella loro connessione. La cosa principale sta nel connetterle in uno schema, in un solo desiderio unificato.

Potete immaginare di provare a mettere insieme un corpo umano in base alle cellule, gli atomi, e anche in base al DNA e al RNA e così via, un’infinita quantità di reciproche connessioni nel loro lavoro vicendevole? E’ impossibile creare un sistema di questo genere!

No, però, lo dobbiamo fare. Noi dobbiamo creare una materia vivente dai nostri desideri morti, dalla materia inanimata, nello stesso modo in cui è avvenuto miliardi di anni fa prima dell’inizio del processo evolutivo quando il livello vegetativo emerse dal livello della natura inanimata e poi arrivò il livello animato e quindi l’uomo, Noi dobbiamo raggruppare tutto questo e legarlo insieme in modo che il desiderio vivente possa emergere, un desiderio che potrà stare nel Tempio, cioè avere un qualche contatto con il Creatore nell’assomigliarGli e nell’essere uguale a Lui.

Domanda: Perché è scritto, “Fatti due trombe d’argento; le farai massicce (dalla forma)…”

Risposta: Ci deve essere un desiderio che sia unico ed unito, soprattutto se viene dato dall’alto. Non abbiamo diritto di dividerlo. Il Creatore è uno, e perciò, tutto ciò che origina e discende da Lui è dato come una cosa sola a tutti.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 04.02.15

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Dentro e fuori

Dr. Michael LaitmanDomanda: Qual è il significato spirituale di “la mia terra”

Risposta: “La mia terra” è il desiderio che devo correggere. Uno non può farlo da solo, ma solo in unione con gli altri.

Gli altri sono parti della mia anima che mi sembrano come estranei e che a quanto pare si trovano al di fuori di me. Così posso riferirmi a loro come se non esistono o sono apparentemente lontani da me.

Ed io posso anche relazionarmi in modo diverso a loro attraverso la comprensione che sono dentro di me; queste sono le mie caratteristiche personali che si proiettano al di fuori di me dalla mia mente per rendere possibile per me lavorare con loro reciprocamente più liberamente e in modo espansivo, e posso vedere tutte le mie caratteristiche e il loro opposto.

Se io capisco che loro sono le mie caratteristiche, io posso accettarle. Ma se mi sembra che si trovano in qualcun altro, allora io non sono pronto ad accettarle o avvicinarmi a questa persona. Quindi una visione del genere delle mie caratteristiche interiori in forma di miliardi di persone intorno a me mi aiuta ad amplificare tutte le mie imprecisioni interiori, contraddizioni ed errori come una lente d’ingrandimento.

In questo modo, io posso correggermi scorticandomi perché se questa persona si trova al di fuori di me, sento più piccole le discrepanze tra noi e io non inganno me stesso! Ma se lui è dentro di me, allora io sono pronto ad accettare tutto ciò che c’è e non correggo mai me stesso. Così mi vedo dentro e fuori in forma di tutte le persone che mi circondano.
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Da KabT.V “I Segreti del Libro Eterno” 13.08.2014

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