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Il dolore per tutta l’umanità

Dr. Michael LaitmanGli Scritti dell’Ultima generazione è un’articolo molto interessante perché Baal HaSulam non parla ai suoi studenti o ai Kabbalisti contemporanei, ma a persone normali. Egli si pone loro da una prospettiva pragmatica e paragona tutta l’umanità ai passeggeri di un treno che sta accelerando verso un ponte, ma al posto del ponte c’è un pendio scivoloso, e allora consiglia come e cosa fare per non caderci dentro.

Da questi scritti percepiamo quanto sia preoccupato per intera l’umanità, perché sa che potrebbe essere annientata. C’è un piano della Creazione che si deve adempiere a qualunque costo. Ma prima di arrivare al miglior stato possibile, l’umanità avrà sul suo percorso terribili sofferenze. Così, Baal HaSulam spiega cosa deve fare l’umanità per essere risparmiata da tali afflizioni.

L’articolo “Gli Scritti dell’Ultima generazione” è stato un grande lavoro con moltissime note, con l’intenzione di poterlo subito divulgare, ma poi comprese che la missione non era per la sua generazione, ma per la nostra. E per lui di certo non fu facile. Non possiamo lontanamente immaginare il travaglio interiore di un uomo che percepì tutte le persone del mondo come e più dei suoi figli, perché li amò spiritualmente sapendo ciò che li attendeva. L’amore corporale è egoistico, mentre l’amore spirituale è libero dall’amore di sé e pertanto è miliardi di volte più potente.
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Da Kab.TV “Sulla Nostra Vita” 18.05.2015

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Il peccato di Adamo e la correzione dell’anima

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Numeri” 1:20 – 1:27: Ed i figli di Ruben, il primogenito di Israele, i loro discendenti, le loro famiglie e il casato dei loro padri, contando tutti i maschi uno per uno, dai vent’anni in su, quanti potevano essere arruolati nell’esercito; coloro che furono contati, della tribù di Ruben, erano 46500.

Dei figli di Simeone, i loro discendenti, le loro famiglie e il casato dei loro padri, contando tutti i maschi uno per uno dai vent’anni in su, quanti potevano essere arruolati nell’esercito; coloro che furono contati, della tribù di Simeone, furono 59300.

Dei figli di Gad, i loro discendenti, le loro famiglie e il casato dei loro padri, contando tutti i maschi uno per uno dai vent’anni in su, quanti potevano essere arruolati nell’esercito; coloro che furono contati, della tribù di Simeone, furono 45650.

Dei figli di Giuda, i loro discendenti, le loro famiglie e il casato dei loro padri, contando tutti i maschi uno per uno dai vent’anni in su, quanti potevano essere arruolati nell’esercito; coloro che furono contati, della tribù di Simeone, furono 74600.

Si tratta delle particelle frantumate dell’anima che si assembla in un’unica anima generale.

La Luce Superiore entra nella minuscola particella spirituale e ci porta dentro tutto il suo potere e la sua energia che comprende l’universo intero, tutti i mondi, tutto ciò che il Creatore ha dato all’essere creato, e poi lo fa a pezzi. La frantumazione simboleggia la rivelazione del grande egoismo che c’è in essa, che è chiamato il peccato di Adamo.

Ora, un grande desiderio egoistico è stato rivelato nella minuscola particella che è esplosa in miliardi di parti, che è uguale all’infinita Luce Superiore. Quando la Luce entra nella particella, ci trasferisce tutta la sua grandezza in una forma opposta, nella forma di un aiuto che va contro. Ora, noi dobbiamo cambiare tutte le grandi qualità egoistiche nella qualità della Luce in base alla nostra connessione ed unione.

Ma non ritorniamo alla minuscola particella; piuttosto, ci connettiamo alla Luce Superiore e ne siamo coperti. E’ come se ci vestissimo di questa particella come un serpente che si veste della sua preda.

Dobbiamo capire che tutte le qualità, tutte le reciproche connessioni, tutto ciò che dobbiamo scoprire, è separato in una maniera assolutamente accurata e tutto ha il proprio posto. Queste sono le chiare e precise leggi che si basano sulla correlazione tra la Luce ed il desiderio, tra il Creatore e la qualità che è opposta a Lui. Tutto deve essere osservato in modo perfettamente accurato, e perciò è detto: verificate se calcolate tutto correttamente, se affrontate certi stati, se siete su un preciso livello spirituale, e se lo avete percepito internamente.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 17.12.2014

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Vietato = Impossibile

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ho seguito la vostra lezione lunedì 24 maggio 2014 sull’articolo, “Il Conduttore dei Somari” che a mio umile parere è stata meravigliosa. Ho capito dalle vostre parole che nella saggezza della Kabbalah è vietato raggiungere il mio “sé” in uno stato di Malchut. Su questo una serie di questioni si è sollevata in me:

1. Questo significa che l’obiettivo della saggezza della Kabbalah per me è di ottenere il mio “sé” come si trova in Bina (e potrebbe anche essere che il “sé” di ogni persona esiste in Olam Ein Sof), e non per correggere il desiderio ma per ricevere il desiderio di dare? Così poi potrebbe essere che la correzione dei desideri non è l’obiettivo, piuttosto è un mezzo per raggiungere il mio “io” (il Creatore)?

2. In questa situazione, nella saggezza della Kabbalah c’è un divieto contro il raggiungimento del mio “io” (una realizzazione del desiderio di raggiungere il mio “io”) in uno stato di Malchut (trovandoci mentre siamo nel nostro mondo di desiderio di ricevere)?

3. È possibile violare tale divieto, e c’è un altro (non Kabbalistico) modo conosciuto per una persona di raggiungere il suo “sé”?

4. Che cosa accadrebbe a una persona che, nonostante il divieto, raggiungesse il suo “sé”, mentre lui è nel nostro mondo?

Risposta: In Kabbalah nulla è vietato! Quando si usa la parola “vietato” o “proibito“, significa che è impossibile, e quindi non vale la pena di investire alcuno sforzo. Però, in generale, tutto è permesso, solo in un modo diverso. Così vai nel modo in cui ti hanno insegnato e otterrai!
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La Nazione Speciale

Dr. Michael LaitmanCongresso Sull’Educazione Integrale, Lezione n.1:

Domanda: E’ più facile per la nazione Israeliana comprendere o sentire che “non c’è nessuno tranne Lui” per via dell’unicità di questo paese e della sua educazione?

Risposta: Tutti dicono che gli Ebrei sono una nazione speciale; non è una novità. La domanda è che cosa sia questa unicità.

Gli Ebrei sono speciali perché in passato sono stati sulle vette spirituali. E’ il gruppo che è uscito dalla città di Babilonia insieme ad Abramo. Tutti i Babilonesi sono chiamati Yehudi (Giudei), deriva dalla parola Ebraica “Yichud” – “unione.” La parola “עברים – Ebrei” deriva dalla parola “עבר – mossi,” che si riferisce a coloro che sono passati dall’altra parte, alla parte altruistica. Israele sono coloro che hanno l’intenzione Yashar-El, diritto al Creatore. Ciò significa che tutti i nomi che si collegano a questa nazione derivano dalla sua ascesa spirituale.

Quando la nazione era sulle vette spirituali, superò il proprio ego e allora, in base al pensiero della creazione, subì due distruzioni – del Primo e del Secondo Tempio e di conseguenza la frantumazione dei vasi, di HGT e NHYM. Dopo la distruzione definitiva, la nazione fu esiliata per l’ultima volta, e adesso deve ascendere.

Poiché gli Ebrei erano ad un certo livello spirituale, il loro ego crebbe in modo naturale ancora di più dopo la caduta. Erano così anche prima della caduta, come si dice nella Torà, e cioè, tornando indietro al tempo dell’esilio in Egitto, questa nazione era testarda come un asino. Quando caddero dalle loro vette spirituali, diventarono ancora peggiori.

Naturalmente, sono cambiati enormemente durante gli ultimi duemila anni e hanno sopportato delle terribili sofferenze e di conseguenza hanno affrontato molti cambiamenti, ma ancora non hanno la minima idea di cosa sia la saggezza della Kabbalah e cosa significhi questo metodo che è la loro eredità spirituale. Ne sono totalmente indifferenti.

Questa è la nazione che si trova nello stato peggiore rispetto a tutte le altre nazioni perché ha caricato su di sé i Reshimo (ricordi) della sua caduta spirituale.

Di conseguenza c’è un’atmosfera speciale in Israele. In che modo avverrà qui la correzione? Dipende da noi. La correzione avverrà in modo naturale qui e parzialmente nelle altre nazioni, ma solo parzialmente perché le persone che hanno ereditato le radici spirituali devono ritornare ad esse ed insieme a tutti coloro che, per diverse ragioni, si risvegliano spiritualmente, fare da esempio al mondo intero.

Ma non mi voglio addentrare nel perché qualcuno in Sud America o in Siberia, per esempio, inizi a sentire un’attrazione per l’ascesa spirituale. Ci sono delle buone ragioni a questo riguardo. O succede come conseguenza della incorporazione reciproca dei geni spirituali, i Reshimot, che si sono succeduti durante gli ultimi duemila anni, oppure perché si scopre che una certa persona appartiene ad una nazione che si trovava ad una certa altezza spirituale.

Coloro che aspirano al Creatore sono chiamati Israele. Tutti i nostri gruppi intorno al mondo appartengono a questo gruppo, ma dobbiamo lavorare anche con la gente del posto. Non è facile, ma lo dobbiamo fare.

Non direi che è più facile per la nazione Israeliana sentire che “Non c’è nessuno tranne Lui”, poiché il suo ego è molto più grande di quello degli altri. E’ molto più difficile per la gente del posto arrivare a questa conclusione rispetto alle popolazioni degli altri paesi.

Da una parte, è più facile guidare ogni altra nazione sui livelli spirituali, ma, dall’altra parte, i due lati opposti della nazione ebraica sono molto evidenti. Non è un caso che gli Ebrei abbiano preso parte attiva in ogni movimento ed in ogni rivoluzione che ha provocato dei cambiamenti nella società, sebbene in quei momenti si sia trattato solamente di cambiamenti egoistici. Adesso è arrivato il momento dei cambiamenti spirituali.

Spero che vedremo come tutte le differenze tra i popoli e le nazioni, le culture e le civiltà scompariranno piano piano e tutti diventeranno la sola nazione del Creatore. Questo è ciò che dovrebbe succedere.
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Dalla Settimana Mondiale dello Zohar “Congresso sull’Educazione Integrale” Terzo Giorno, 04.02.2014, Lezione 1

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Egoismo — il nostro grande assistente

Dr. Michael LaitmanLa linea di sinistra ci aiuta a costruire la connessione tra di noi. Senza l’ego non saremmo in grado di ottenere una forma, per questo essa è importante. È come avere un foglio d’oro o di rame e martellarci sopra finché prende la forma giusta.

Si dice che la strada dell’inferno sia lastricata di buone intenzioni, questa è la motivazione dei nostri peccati, perché effettivamente le nostre intenzioni sono buone. Sei desideroso di lavorare con l’intenzione di dare agli altri, ma poi avviene uno choc, un corto circuito e tutto va in fumo; all’improvviso cadi nell’oscurità. Noi sperimentiamo stati di salita e discesa durante il lavoro spirituale, nel passaggio da Lo Lishma (non per il Suo Nome) a Lishma (per il Suo Nome), l’intenzione di dare. Abbiamo bisogno di questi momenti al fine di equilibrare correttamente i due stati, in modo che entrambi, la Luce e l’oscurità, il dare e il ricevere, siano armonizzati e una persona comprenda che è impossibile farne a meno. L’attributo di buio e l’attributo di Luce si equivalgono nel conseguimento del Creatore, e non è possibile usare l’uno senza l’altro.

Una persona deve andare sopra al proprio desiderio, e dare anche di più. Come se tutti noi ti dicessimo, ad esempio, “quanto sei fantastico e bravo”, perché hai fatto un favore a qualcuno, e sotto l’influenza di queste parole, sull’onda dell’entusiasmo, vuoi dare ancora di più! Ma poi, improvvisamente cadi, ci ripensi, e accade proprio come in quel gioco che facevamo da bambini: ti fanno camminare in avanti e poi, di colpo, ti gettano all’indietro e cadi. Tuttavia, al fine di migliorare, ci è dato un periodo di tempo durante il quale queste due forze devono essere bilanciate in noi correttamente.

Il desiderio di ricevere è la mente superiore poiché è solo grazie all’ego che cominciamo a capire e percepire il modo in cui stanno veramente le cose. La linea di destra, è dazione e amore, qui non c’è Din (Giudizio), non c’è limitazione, nessun contrasto, nessun dominio o controllo. La linea di sinistra invece include tutte le altre cose. È impossibile scoprire la Luce del Creatore senza di essa. L’ego è il nostro grande aiuto “contro”…noi stessi.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 31.12.2014

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Simboli sulle bandiere di Israele

Dr. Michael LaitmanGli emblemi ricamati sulle quattro bandiere principali sono conformi alle quattro creature terrestri che circondavano il Trono di gloria celeste.

1. L’immagine umana in basso al Trono corrisponde alla bandiera Ruben ricamata con piante che hanno le radici che recano una somiglianza esterna con un essere umano;

2. L’esterno del leone sotto il Trono replica la bandiera di Yehuda con un leone raffigurato su di essa;

3. La bandiera di Efraim ricamata con un toro corrisponde all’immagine celeste del toro;

4. L’aquila ricamata sulla bandiera di Dan somiglia all’immagine dell’aquila al Trono.

La spiritualità è un mondo di forze. Così i quattro emblemi sugli striscioni rappresentano le qualità spirituali: Hesed, Gevura, Tifferet, e Yesod.

Quando queste forze interagiscono e influenzano l’ego, ognuno di loro dimostra le sue determinate proprietà. L’egoismo di per sé non ha forma, né desidera altro che ricezione. Mentre, quando la qualità di dazione e amore lo influenza, l’ego manifesta i suoi impulsi egoistici.

Pertanto, l’immagine di un leone o la faccia di un’aquila, ecc., indicano gli stati che si possono ottenere se una persona è pronta a diventare uno strumento per la manifestazione delle proprietà del Creatore.

Questo denota un elevato livello qualitativo perché la faccia della bestia diventa il volto di un umano–Adamo (cioè simile al Creatore).

Il volto di un uomo, come la faccia del sole, emana energia quando raggiunge lo stato di “dare in assoluto”.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.12.2014

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Cosa succede all’anima dopo la morte?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa succede a una persona dopo la sua morte? Che succede all’ anima?

Risposta: Coloro che sono capaci di percepire la loro anima, questa vive dentro di loro perché essa non è collegata con la morte del corpo.

E per coloro che non hanno mai ottenuto la loro anima, resta solo una Reshimot (dall’ebraico “roshem” – un ricordo), che è un pezzo di informazione simile al DNA, un codice preciso che include tutto ciò di cui una persona consisteva.

Quando il corpo muore, questa parte informativa (Reshimot) deve connettersi con un corpo nuovo in questo mondo e ricominciare da capo. Ogni persona ha una Reshimot, che è la particella da cui eventualmente può sviluppare un’ anima.

Commento: Lei ha detto che le persone che hanno un’anima sono solo coloro che la costruiscono.

Risposta: Si è vero. Costruiscono dai loro desideri egoistici che sono basati sulle Reshimot, alcune particelle d’informazione che lavorano dentro il desiderio costringendo le persone a costruire l’anima.

Domanda: Che cosa ho? Che manca? Cosa dovrei costruire?

Risposta: Il nostro desiderio egoistico di ricevere è tutto quello che abbiamo. Però può essere che all’ improvviso un desiderio speciale si illumini in noi. Questo è il desiderio di percepire la nostra anima e capire perché viviamo, qual è lo scopo della nostra esistenza e la fonte della vita.

Significa che una Reshimot, quella piccola scintilla, il cosiddetto punto nel cuore, si sveglia dentro di noi. In questo momento, cominciamo a contemplare che cosa dovremo fare dopo, poiché quest’ aspirazione fa pressione su di noi e non ci lascia soli.
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Dal Programma di Radio Israeliano 103FM, 10.05.2015

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Le dodici tribù dell’anima comune

Dr. Michael LaitmanLa Luce emana da Est, perché è da lì che sorge il sole. Da lì arriva il vento dell’est, il più dannoso di tutti i venti. Da ovest arriva la neve, la grandine, il caldo, il gelo e la pioggia torrenziale.

Il sud è la fonte della pioggia e della rugiada benedette. Da Nord vengono mandate l'”oscurità” e le forze malevole.

(La Torà, “Bamidbar”)

Il posizionamento degli stendardi degli accampamenti dei Giudei corrisponde ai quattro lati della Luce.

Il sistema unificato chiamato l’anima comune è composto da dodici parti (le dodici tribù) che si rapportano e che sono collegate tra di loro in base ai quattro punti cardinali del mondo, i quali indicano le quattro parti-

Hochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut

E le insegne devono porsi l’una contro l’altra:

Bina – Hochma

Malchut – Zeir Anpin

Ogni parte è composta da 3 linee, con un totale di 12 parti (le 12 tribù). Il loro posizionamento rappresenta l’unione del vaso e dell’anima comune.

La Torà specifica sotto quale posizionamento devono stare. Lo stendardo indica lo scopo proprio di ogni campo che ha le sue qualità e caratteristiche. Perciò, lo scopo comune unico è espresso in essa attraverso un focus che è leggermente diverso, che ha una diversa angolazione.

Come esempio, diciamo che il corpo umano è composto da vari organi. Ognuno percepisce a proprio modo i movimenti, gli aiuti e tutto il resto che riguarda il corpo. Allo stesso modo, grazie alla varietà delle caratteristiche e al modo in cui si connettono tra di loro, si mostrano le qualità della forza generale, il Creatore.

La proprietà della dazione si mostra come conseguenza di enormi differenze egoistiche. La dazione è assoluta come l’amore di una madre: fa quello che vuoi; io ti amo comunque.

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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.12.2014

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Guardando il mondo attraverso un prisma di desiderio

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” 27:11 – 27:12: Se invece si tratta di qualunque animale impuro di cui non si può fare offerta al SIGNORE, l’animale sarà presentato davanti al sacerdote. Il sacerdote ne farà la stima, secondo che l’animale sarà buono o cattivo; l’interessato si atterrà alla stima fatta dal sacerdote”.

Questo parla del desiderio sul livello animato. In ogni persona c’è un grande numero di desideri: inanimato e parlante, cioè, cinque livelli da zero a quattro. Ognuno dei desideri deve essere integrato con gli altri per lavorare in dazione piena con l’intenzione per il bene del Creatore.

Però alcuni di loro non possono essere corretti in modo da lavorare con l’intenzione per il bene di dazione da soli. Non possono agire direttamente, ma in alternativa. Diciamo che l’asino è una bestia impura che non può essere portata al tempio come un sacrificio. Così può partecipare nel sistema generale di gestione portando avanti suo compito, ed è così che è in tutta la natura.

Nulla deve essere annullato; è solo necessario utilizzare ciò che ci viene a noi nel modo giusto. Poichè la Torà sta parlando dei desideri interiori, abbiamo bisogno d’investigarli dentro di noi, classificando e distinguendoli in base alla loro natura e correggendoli gradualmente in modo che ognuno di loro sarà diretto verso la dazione in qualche modo.

Tutti i desideri devono passare attraverso la prova del Cohen (sacerdote). Il sacerdote è il punto di connessione con il Creatore. Allora una persona ha bisogno di trovare il sacerdote dentro se stesso, questo è il punto più alto nel suo stato, e vedere il mondo attraverso quello. Solo allora lui esaminerà e chiarirà tutto correttamente.

Vedere il mondo attraverso il sacerdote significa che sto guardando il mondo attraverso la caratteristica di dazione e vedo che tutti tranne me, sono in uno stato corretto. A poi costantemente continuo a portare me stesso a vedere chiaramente che il mondo intero dipende da me e come ho bisogno di dare a esso, per venire alla giusta cooperazione reciproca con tutta l’umanità. E questo è il punto del sacerdote. Così lui diventa un insegnante. E’ detto: “E voi sarete un regno di sacerdoti, una nazione santa”, cioè gli insegnanti che si  preoccupano per tutta l’umanità.

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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 10.12.2014

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Il rimborso dei debiti nel Giubileo

Dr. Michael LaitmanLa Torà, “Levitico” 27:20 – 27:21: Ma se non riscatta il pezzo di terra e lo vende ad un altro, non si potrà più riscattare; quel pezzo di terra, quando rimarrà franco al giubileo, sarà consacrato al Signore come una terra consacrata e diventerà proprietà del sacerdote”.

Posiamo dare o vendere il nostro campo agli altri nel nostro mondo e nel cinquantesimo anno i debiti vengono cancellati e tutto torna com’era prima. Nel mondo spirituale questo è un sistema molto complicato, ma che funziona anche in questo modo. Lavoriamo molto sui nostri desideri per un lungo periodo e nel cinquantesimo anno (il giubileo) raggiungiamo un livello, dove questi desideri salgono al prossimo livello.

Rimborsando i debiti nel cinquantesimo anno (il livello di Bina) non è una discesa e un’ascesa ma una salita a un nuovo livello perché tutto ciò che si è accumulato durante questo tempo diventa il prossimo livello grazie al lavoro della Luce Superiore. Si corregge ciò che volevamo ma che non siamo riusciti a correggere. Questo stato speciale si chiama “Giubileo”. Se fosse mantenuto anche sul piano corporale potrebbe portare il mondo a uno stato completamente diverso. Sfortunatamente, una persona in questo mondo pensa che quello che possiede è la sua proprietà privata, ma tutto è temporaneo e, dopo un certo periodo tutto ritorna alla sua radice, al Creatore.

Domanda: Questo significa che quando penso “Voglio comprare una casa e lasciarla ai miei figli” è un errore dal punto di vista spirituale?

Risposta: Una persona deve prendersi cura di se stesso per non pesare sulla società. Lui deve prendersi cura dei suoi figli e insegnare loro una professione e lasciare a loro qualche eredità. Però la Torà ci consiglia di non dire a loro dell’eredità perché questo li può rovinare. Se un figlio sa che riceverà tutto dai suoi genitori, è portato a vivere una vita spensierata semplicemente aspettando: “Arriverà il tempo e riceverò tutto da loro, così posso prendere facilmente”.

Egli deve guadagnare da solo. Pertanto, i genitori dovrebbero essere severi con i loro figli, succede così a noi quando veniamo allevati spiritualmente. Ci vengono date certe condizioni e dobbiamo mantenerle, ma se non lo facciamo, ci vengono date condizioni anche più dure.
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Da Kab.TV “I Segreti del libro Eterno” 10.12.2014

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