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Colui che sta in piedi sulla Terra costruisce il Cielo

Dr Michael LaitmanBaal HaSulam, dal libro “Shamati” articolo 34 “Il beneficio della Terra”: Tutti i tormenti che esistono nel mondo, sono la preparazione ai veri tormenti. Questi sono i tormenti che l’uomo deve raggiungere, altrimenti non sarà in grado di acquisire nessun elemento spirituale perché non c’è Luce senza vaso. Questi tormenti, i veri tormenti, sono chiamati “la condanna e la calunnia della Provvidenza”.Questo è ciò per cui l’uomo prega, non calunniare la Provvidenza.

L’uomo che avanza verso il Creatore, passa molti stati sgradevoli che alla fine gli insegnano come ignorarli e come giustificare il Creatore oltre loro. Vediamo che la nostra vita è piena di errori fatali e bruciamo di vergogna per quello che abbiamo fatto in ogni momento della nostra vita.

Ci torturiamo di essere il male, per aver perso così tante opportunità di progredire rapidamente e raggiungere una buona vita. Anche ora non possiamo fare buon uso del tempo e dell’opportunità che ci è stata data.

È sbagliato pensare in questo modo. Non dobbiamo attribuire alcuna importanza alla realtà stessa e a come ci comportiamo e cogliamo le opportunità che abbiamo, piuttosto abbiamo bisogno di giustificare il Creatore per tutto quello che accade dentro di noi e intorno a noi. Non dobbiamo semplicemente giustificarLo per tutto quello che fa, ma dobbiamo anche capire che dietro tutta questa immagine c’è un quadro diverso del sistema superiore a cui dovremmo aderire al di sopra di tutte le brutte forme che ci appaiono davanti in ogni momento del passato e del presente.

Non dobbiamo rimpiangere nulla perché condanneremmo il Creatore che ha organizzato tutto! Tutte queste immagini devono rimanere veramente, e dobbiamo costruire un atteggiamento positivo verso il Creatore al di sopra di loro con i nostri sforzi. Il lavoro principale dell’uomo è questo.

Dobbiamo costruire lo stesso esatto atteggiamento non solo verso gli eventi negativi ma anche verso i buoni eventi, dal momento che vengono dall’Alto e non abbiamo motivo di metterci in relazione al bene o al male in modo diverso. Non fa differenza ciò che il Creatore ci presenta e come viene rappresentato nel nostro ego. In realtà, ciò che il nostro ego trova attraente come il successo, i risultati, e anche gli atti di dazione sono tutti motivi per rivolgerci al Creatore e attribuire tutte queste azioni essenziali a Lui. Abbiamo dovuto subire tutto questo compreso il buono, il brutto e gli eventi neutrali per poter costruire il giusto atteggiamento verso il Creatore.

Cambiando la nostra attenzione dalle vere azioni, da tutti i valori e tutti gli eventi del passato, del presente e futuro verso la provvidenza del buon Creatore, noi rivoltiamo l’immagine del mondo da negativa a positiva, dalla forma fittizia chiamata “questo mondo” alla forma di “mondo a venire”. Se vogliamo vedere come buoni tutti gli eventi più orribili o quelli più gioiosi, se vediamo tutto solo alla luce del Creatore che è buono, riflettiamo in tal modo tutti questi eventi in una luce opposta e con questo costruiamo la prima immagine del mondo spirituale.

In seguito vedremo che esiste un grande vantaggio per il nostro desiderio di ricevere, il quale ci raffigura tutto in forme opposte come un aiuto contro. Pertanto è scritto: “Il beneficio della terra”. Se ci rapportiamo al nostro ego in questo modo, possiamo costruire il Cielo al di sopra di esso.
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Dalla preparazione per la Lezione quotidiana di Kabbalah 07/03/2014

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Chiedere per gli altri

Dr Michael LaitmanDomanda: Cosa devo discernere nella mia vita come la cosa principale? Su cosa devo porre l’attenzione in primo luogo?

Risposta: La tua attenzione deve essere concentrata solo su una cosa: pregare per gli altri. Lascia che le persone si sentano bene in unione, bene perché il Creatore porta il bene a loro e loro ne godono.

Domanda: E per quanto riguarda i problemi negli altri ambiti della mia vita?

Risposta: Sembra che la tua preghiera non sia ancora completa. Il Creatore vuole che tu la perfezioni, ed è per questo che ti “colpisce” qui e là, indirizzandoti verso il traguardo. Se non siete abbastanza sensibili, avete la pelle dura o siete testardi, allora avete bisogno di avere alcuni “ritocchi al quadro”, aggiunti per dare il vettore desiderato. Infatti, più si avanza verso la meta, più le correzioni dovrebbero essere precise. Così, ad ogni passo, i colpi saranno più delicati al fine di guidarvi sul percorso con precisione.

Domanda: Come posso usarli?

Risposta: Dobbiamo accettarli con amore. Dopo tutto, sono come le indicazioni del navigatore che conduce lungo il percorso. Com’è possibile far fronte senza di loro? Volete capire o sentire dov’è la vostra prossima direzione? Avete bisogno di queste sensazioni dolorose: le scrollate, la frustrazione e il rifiuto.

Ogni volta, vi sforzate verso la meta con il loro aiuto, attraverso gli amici, il gruppo e il mondo, mantenendo il percorso solo verso il Creatore, al fine di portarGli tutto questo vaso. Il vaso può fare la correzione e, grazie a questo, sarà completamente impregnato del piacere del Creatore, unicamente al fine di portarGli piacere. Il mondo intero vorrà aprirsi affinché il Creatore lo riempia di bontà, e noi saremo in grado di trasformare tutto in dare a Lui.

Come possiamo avanzare verso questa dazione? Come possiamo imparare questo? Al di sopra delle cose sgradevoli. Se non potete rinunciare a ciò che percepite come buono ora e ridurre il grado di comfort nel desiderio di ricevere, come sarete in grado di rinunciare in seguito al piacere? Come pensate di convertirlo in dazione? Ecco perché dobbiamo passare le fasi di sviluppo.

Domanda: Questo significa che i problemi giungono a me in modo che sia più facile rinunciare alle cose piacevoli?

Risposta: Niente affatto. Li usiamo per qualcos’altro. Giungono nella vostra sensazione, si manifestano nei desideri dove non c’è la consapevolezza della grandezza del Creatore. Se in loro voi aveste sentito l’importanza del Creatore, non avreste sentito il dolore. Ogni sensazione sgradevole nasconde una mancanza di importanza del Creatore, e nient’altro. Non appena si percepisce che Lui è importante, il fastidio scompare. Allo stesso modo, per una madre non è importante il suo stato fino a quando il bambino sta bene. Com’è scritto “L’amore copre tutte le colpe”.

Quindi, dobbiamo pregare per gli amici e per il mondo intero. Tuttavia, non possiamo semplicemente sederci e pregare. Per giungere alla preghiera necessaria ho bisogno di lavorare in gruppo. La preghiera è il risultato di tutte le mie azioni, tutti i miei sforzi. Io aiuto gli amici e aiuto la società a capire che l’unico aiuto di cui sono capace è di direzionare gli altri all’unico obiettivo.

Gli sforzi materiali sono destinati infine a stabilire la connessione con le persone e a portarle al metodo che dà il giusto approccio. La carità di per sé non cambia il mondo in meglio e i governi sono impotenti anche in questo. È per questo che dobbiamo studiare il sistema dell’universo e capire che c’è un solo mezzo veramente efficace: riunire le persone a pregare per loro.

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Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 09/01/2014, Gli scritti del Baal HaSulam

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Dal deserto alla Terra d’Israele

Dr. Michael LaitmanDal Midrash Raba, Beshalach: “Le spie andarono in direzione del fiume di Eshkol, poiché in quelle zone scorreva a fiumi il succo dalle viti. Quando giunsero lì, Caleb ricordò le istruzioni che Mosè aveva dato loro: portare i dolci frutti succosi di Eretz Yisrael (la Terra d’Israele). Le spie ignorarono le sue parole perché non volevano mostrare come fosse feconda la terra. Allora Caleb li minacciò: se non prendete i frutti, tirerò fuori la mia spada e vedremo chi rimarrà vivo! Conoscendo quale eroe fosse Caleb e la sua grande forza, le spie gli obbedirono ma scelsero i frutti di dimensioni enormi al fine di dire al popolo, in seguito, che la terra che porta questi frutti insoliti è misteriosa e strana, e la gente comune non vi può sopravvivere”.

I frutti che ricevi quando inizi a lavorare con l’ego con l’intenzione di dare sono la Luce di Chochma.

Mentre la Luce di Chassadim è Nefesh e Ruach, qui vengono aggiunte anche Neshama e Chaya e Yechidà. Questo significa che si tratta delle grandi Luci nel raggiungere tutti gli elementi della creazione, del mondo intero, dall’inizio alla sua fine, raggiungere il Creatore, e tutti i Suoi attributi come la forza superiore, l’adesione a Lui al di sopra del livello della vita e della morte, salendo al livello di “la testa del mondo di Atzilut”.

Non solo è impossibile resistere alla tentazione di tali piaceri, la generazione del deserto che viveva di manna non può capire per quale motivo ne hanno bisogno. Se il Creatore non avesse ordinato loro di compiere queste azioni sarebbero rimasti nel deserto, perché l’attributo di Bina è così rilassante e sembra acqua che non vuoi altro. Sei felice con ciò che hai. Per resistere hai solo bisogno della manna e non avrai nemmeno bisogno di ricavarne alcun attributo o sapore particolare. Sei semplicemente felice con poco, senza approfondire nulla, perché hai una leggera connessione al Creatore, una Sua lieve illuminazione.

Questo stato prende il sopravvento e ti domina, e non ti lascia andare. È molto difficile superarlo e cominciare a lavorare di nuovo con l’ego, con il Faraone, con i problemi al fine di trasformarli e quindi raggiungere il livello della Terra d’Israele. È terribilmente difficile!

Questa è la ragione per cui la porzione settimanale della Torah sulle spie è molto drammatica. Immaginate un uomo nel fiore degli anni che ha una famiglia, dei bambini, una vita normale, quando tutto va bene, egli è benestante e felice della vita, non ha altre necessità, e tutto è semplicemente meraviglioso. La necessità di lasciare il deserto e di andare nella Terra d’Israele è la fede al di sopra della ragione, la quale è in contrasto con la sua condizione. La luce di Bina lo riempie a tal punto da soddisfarlo totalmente, e non vuole nient’altro.

Deve fare degli sforzi straordinari e deve aumentare l’importanza del Creatore ai suoi occhi, Egli gli insegna a risvegliare l’io dentro di sé al fine di elevarsi al di sopra di questo livello. Per di più, Egli gli insegna a farlo nonostante il suo desiderio e la sua comprensione, poiché al Creatore sembra una contraddizione.

L’uomo si trova in questa opposizione poco chiara che non può sopportare. L’unica cosa che può fare è avanzare con gli occhi chiusi, e questo è ciò che è accaduto alle spie. Esse si trovano nello stato di Hafetz Hesed e non vogliono niente per loro stessi. Solo Caleb li risveglia costantemente perché è collegato al Creatore in modo più stretto e capisce che questa è la missione del Creatore, mentre tutta la loro essenza vi si ribella.

Dovete schiacciare voi stessi internamente al fine di soddisfare le istruzioni del Creatore.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” del 02.04.2015

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La legge immutabile della Natura

Dr Michael LaitmanIl Creatore è la legge superiore e generale della natura. Nella Torah è descritto come Mosè gridò quando si rivolse al Creatore, ma non c’era nessuno a cui rivolgersi. Com’è scritto “Una voce chiama … nel deserto” (Isaia 40: 3).

Generalmente esprimiamo le nostre immagini, le nostre impressioni e il nostro rapporto reciproco con il Creatore proprio come esprimeremmo la nostra rabbia verso un computer malfunzionante.

Tuttavia, di fatto, la forza superiore è la legge immutabile della natura, e così è scritto: “Egli ha emesso un decreto, che non cambierà” (Salmo 148: 6). Non c’è nessuno quindi, a cui rivolgersi tranne te stesso!

Esiste un programma immutabile dentro il quale ci ritroviamo e dobbiamo lavorarci all’interno. In caso contrario, ci sforziamo e prendiamo i dolori fino a che raggiungiamo la consapevolezza di come continuare ad andare avanti.

Nulla cambierà in meglio se non lavoriamo su noi stessi, al fine di raggiungere una buona connessione con gli altri e, per di più, con tutti quanti! Non ci aiuteranno né i buoni rapporti in famiglia e nemmeno con tutti gli uomini. Le alleanze egoistiche qui non aiuteranno; deve essere tutto assolutamente altruistico.

Abbiamo bisogno di lavorare al di sopra di noi stessi, al di fuori di tutti i calcoli egoistici. Questo è il modo in cui dobbiamo prendere in considerazione tutti, solo con le connessioni altruistiche.

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Dalla trasmissione di KabTV “I segreti del Libro Eterno” 25/02/2015

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Dall’Egitto alla Terra di Israele

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nel Midrash Raba spesso è menzionata l’idea che i desideri negativi sorsero nelle spie mandate ad osservare la terra di Israele.

Risposta: Il punto è che nell’uomo esiste una debolezza iniziale che si oppone agli sforzi che gli permettono di entrare nella terra di Israele. Dopo tutto, qual è la differenza tra il deserto e la terra di Israele? Nel deserto puoi solo essere al livello di Bina, ma quando entri nella terra di Israele devi ascendere al livello di Chochma perché lì inizi a lavorare con i desideri egoistici che appaiono dinnanzi a te, e tu comprendi che adesso esiste un paradigma completamente differente, un modo di affrontare l’ego del tutto diverso. Adesso puoi iniziare di nuovo a portarlo fuori.

In Egitto hai acquisito l’ego e l’hai assorbito. Eri sotto il suo controllo ed alla fine è stato reso ancora più egoista di quello che erano gli Egiziani stessi. Inoltre hai portato fuori dall’Egitto quelli che sono chiamati i loro vasi. Durante i 40 anni di vagabondaggio, hai negato i tuoi desideri egoisti nel deserto e ti sei allenato ad innalzarti al di sopra di essi, fino al pieno successo nel farlo. In seguito c’è stata una pausa e non li hai più usati. Adesso che stai entrando nella terra di Israele, innalzi di nuovo l’Egitto dentro di te e, mano a mano, resusciti l’ego iniziando ad usarlo di nuovo.

Comunque, adesso rivolgi l’ego nella terra di Israele, visto che il desiderio dell’Egitto è stato trasformato completamente ed è stato rivolto al Creatore, all’attributo dell’amore e della dazione. Comunque, tutti i giganti (ossia gli ostacoli) ci sembrano incredibilmente grandi visto che, dopo essere stati nel deserto dove ci siamo abituati a mangiare la manna solo in relazione al Creatore e abbiamo sempre aspirato a raggiungere il livello di dazione, abbiamo bisogno di risvegliare il Faraone dentro di noi per liberare questa bestia e iniziare a lavorarci.

Questi sono i desideri più terribili che dobbiamo imparare a superare. È detto quindi, che ci sono sette nazioni di guerrieri che ci aspettano presso la terra di Israele, e che dobbiamo combatterle e conquistarle.

Così funziona l’Egitto dentro di noi e quindi, ogni giorno, l’uomo deve immaginare di essere appena uscito dall’Egitto e di star costruendo la terra di Israele rendendo esteriore questo ego interiore. Il Monte Sinai diventa una montagna sacra sulla quale è costruito il tempio.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 02.04.2015

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L’Abbondanza scendeva dal cielo

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11: 9-10): “Quando la rugiada cadeva sul campo di notte, vi cadeva anche la manna.

Or Mosè udì il popolo che piagnucolava, in tutte le loro famiglie, ognuno all’ingresso della propria tenda; l’ira del Signore divampò grandemente e la cosa dispiacque anche a Mosè”.

In ebraico il valore numerico della parola “rugiada” è 39, il che significa che comprende 39 Luci che scendono sotto forma di rugiada. Tale aspetto perfetto della Luce può effettivamente correggere tutti i veleni, le ferite e i nostri difetti egoistici.

A tale proposito, nel nostro mondo, la rugiada è un meraviglioso rimedio ma noi semplicemente non sappiamo come usarlo, mentre gli animali, gli uccelli e gli insetti raccolgono la rugiada e la bevono. Se noi seguissimo il comportamento degli animali e sviluppassimo le nostre medicine sulla base del loro comportamento, saremmo in buona salute, invece ci riempiamo di farmaci artificiali.

Dalla Torah (Numeri 11: 11-15): “Allora Mosè disse al Signore: ‘Perché hai trattato così male il tuo servo? Perché non ho trovato grazia ai tuoi occhi e da porre il peso di tutto questo popolo su di me?

Ho generato io tutto questo popolo? Ho fatto io nascere loro, che Tu mi dici ‘Portali in grembo come la balia porta il lattante’, alla Terra che hai promesso ai loro antenati?

Dove posso trovare io la carne da dare a tutto questo popolo? Perché continua a lamentarsi con me, dicendo: ‘Dacci carne da mangiare!’.

Da solo non riesco a portare tutto questo popolo, perché è troppo difficile per me.

Se questo è il modo in cui Tu mi tratti, Ti prego uccidimi se ho trovato grazia ai tuoi occhi, in modo che io non veda la mia disgrazia”.

Non è facile seguire il cammino spirituale perché dobbiamo scoprire tutti i problemi e chiedere la loro correzione. Eppure, nessuno vuole farlo, e questo è il motivo per cui la gente si lamenta, piange e chiede “Dacci la carne”.

Se tu desideri la carne, prego prenditela! Dopo tutto la manna può avere gusti diversi. Che differenza fa? Il tipo di cibo non fa differenza. Ancora oggi mangiamo una cosa ma sentiamo il gusto come di qualcosa d’altro.

Molto presto si potrà stampare tutto ciò che si crede da una stampante tridimensionale e dovremo solo premere un pulsante per ricevere tutto quello che vogliamo.

Non è questa la manna? In realtà è la stessa cosa. L’unica differenza è che tutto questo sarà dannoso per noi perché non è altro che semplice segatura imbevuta di diversi gusti e additivi nelle cartucce di queste stampanti.

E Mosè disse che questo è il modo sbagliato. Dobbiamo scegliere il modo naturale e non chiedere della carne qualunque, ma attirare la Luce Superiore che in realtà contiene tutto. Tuttavia, le persone si rifiutano di farlo e non la vogliono.

Domanda: Questo significa che la gente ha ricordi nostalgici della vita in Egitto?

Risposta: Non è nostalgia ma desiderio di tornare a lavorare nel proprio egoismo: “Noi non vogliamo seguire la via della connessione e dell’unione. Questo è il deserto per noi: è insapore, difficile e gravoso. Dacci la carne che è quello che ci rappresenta l’ego, noi vogliamo vivere a quel livello; nessuno ha bisogno delle 39 Luci, sono troppe per noi”.

Commento: Le lamentele del popolo mettono in difficoltà Mosè, il quale grida al Creatore: “Perché hai trattato il tuo servo così male? Perché non ho trovato grazia ai Tuoi occhi che hai messo il peso di tutto questo popolo su di me?”.

Risposta: Non si tratta di un vecchio leader che ha già circa 80 anni e che ha vissuto i suoi ultimi 40 anni nel deserto, guidando il popolo.
Mosè è la nostra qualità più antica, la quale ci conduce attraverso il deserto egoistico verso la terra d’Israele, ovvero l’unione. Non c’è nient’altro che possiamo fare qui. In realtà non vi è altra via d’uscita. Noi avanziamo verso l’annientamento e il massacro oppure, in accordo alle leggi della natura, ascendiamo al livello successivo.

Noi pensiamo di scegliere il nostro futuro ma non è così. Nessuno sa cosa gli porterà il futuro, quindi come potrebbe scegliere? È un gioco da bambini.

In realtà, tutto è predeterminato e l’obiettivo è già noto, non ci resta che decidere come raggiungerlo: nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile oppure opponendosi e rifiutandosi ostinatamente come un asino, e allora sarai picchiato fino a quando crescerai in saggezza.

La parola “Asino” in ebraico “Hamor” deriva dalla parola “Omero”: “materia”. La materia del nostro mondo è l’egoismo, ed è in base a questa materia che avanziamo in questo momento.

Noi siamo pronti a qualsiasi tipo di lavoro tranne che per evocare la Luce Superiore, perché questa arriva solo in base al livello della nostra unione. Quando ci avviciniamo l’uno all’altro la luce viene rivelata e più ci allontaniamo e ci separiamo l’uno dall’altro a causa del nostro ego, più essa scompare.

Nel nostro stato abbiamo solo bisogno di cominciare a connetterci e allora la Luce Superiore scenderà immediatamente dall’Alto su di noi. Cominceremo subito a sentire dove si rivela la vita, che cosa significa, dove stiamo andando e quale sarà il futuro di tutta l’umanità, ma per farlo, abbiamo bisogno di connetterci e di unirci.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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Un passo nella via della completezza

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:15): “[Mosè disse al Signore,] Se questo è il modo in cui mi tratti, Ti prego uccidimi se ho trovato grazia ai Tuoi occhi, in modo che io non veda la mia disgrazia”.

Mosè è la caratteristica che ci attira verso la meta della creazione. Viene ucciso o le persone lo seguono, nel senso che l’ego uccide uno dei due.

Domanda: Perché Mosè riceve così tanta sofferenza dalle persone?

Risposta: Perché lui vede che la grandezza, l’integrità e l’eternità li sta aspettando, mentre la gente non riesce a capire cos’è stato preparato per loro e a fare almeno un passo verso questo! Inoltre, se tutti avessero compiuto questo passo insieme, lui non avrebbe ricevuto così tanto dolore. Il dolore sarebbe scomparso immediatamente.

L’inizio della connessione e dell’unione è solo un problema psicologico. Sentiamo subito ciò che questo ci dà, ma il nostro primo passo in avanti deve avvenire attraverso una frattura interiore dall’ego. Tuttavia, l’uomo non è pronto a staccarsene, e così lui soffre.

Domanda: Il distacco dall’ego inizia con le piaghe in Egitto?

Risposta: No, le piaghe d’Egitto sono state necessarie per dividere il Mar Rosso, ovvero, l’allontanamento parziale dall’ego e l’inizio del lavoro con esso, e in seguito inizia il movimento attraverso il deserto in cui ogni passo ci porta sempre più lontano dall’ego, avvicinandoci sempre più agli altri! Noi lavoriamo in una tensione interna costante: pensare agli altri, sentire loro invece di noi stessi, lavorare per il loro bene.

Per l’ego questo è un deserto perché qui non c’è nutrimento da ricevere per il mio bene. Piuttosto, tutto è diretto solo verso la dazione.
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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La “Moltitudine Mista” nel lavoro spirituale

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:5): “Ci ricordiamo del pesce che potevamo mangiare gratuitamente in Egitto, i cocomeri ed i meloni, i porri, le cipolle e l’aglio”.

Domanda: Come mai, improvvisamente, torna alla memoria quello che mangiarono in Egitto?

Risposta: Le persone richiedevano ciò che avrebbe soddisfatto l’ego. MAN era per questo un nutrimento spirituale, la soddisfazione spirituale generata dal quello che do rivolgendomi e soddisfacendo qualcun altro. Tuttavia, quando i desideri egoistici sorgono dentro di me, inizio a sentire i loro bisogni proprio come se esistessi in questi desideri. Il che significa che le persone desideravano veramente la Luce di riempimento in questi desideri, la Luce di Chaya e Yechida che simbolizzano la carne. Sembra che dicano “Non abbiamo bisogno del riempimento spirituale, vogliamo la carne”, ovvero, ciò che si trovava nell’ego. Erano sorti dentro di loro i desideri egoistici, “la moltitudine mista”.

Ma questi desideri sorgono nella persona precisamente dalla prospettiva del suo lavoro spirituale, convincendola che “Non hai bisogno di questo; puoi ottenere tutto in un’altra direzione. Ti promettiamo il mondo che verrà e tutto quello che vuoi. Ecco, prendi questo libro, fai quello che c’è scritto e tutto andrà al suo posto. Non devi lavorare su te stesso”.

I desideri della “moltitudine mista” obbligano la persona ad esaminare se sta compiendo correttamente le Mitzvot (Precetti) di questo mondo. Esse richiedono di mantenere la Torah con l’aiuto di azioni fisiche piuttosto che non la correzione della sua anima, delle sue relazioni con gli altri.

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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 11.02.2015

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Aprire la strada verso l’unione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 11:18-20):E al popolo dirai ‘Preparatevi per domani e mangerete carne, perché avete pianto nelle orecchie del Signore dicendo: “Chi ci nutrirà con carne, era meglio per noi in Egitto”. [Pertanto], il Signore vi darà carne e voi la mangerete.

Ne mangerete non per un giorno, non per due giorni, non per cinque giorni, non per dieci giorni, e non per venti giorni.

Ma per un mese intero fino a quando non uscirà dal vostro naso e non vi verrà la nausea. Poiché avete disprezzato il Signore che è in mezzo a voi, e avete pianto davanti a Lui dicendo: “Perché siamo usciti dall’Egitto?”‘”

Il Creatore promette di nutrire i figli di Israele con il loro ego dicendo: “Prima vi sembrerà buono, ma quando raggiungerete uno stato in cui non potrete superare l’ego, inizierà a traboccare da tutte le parti, e cercherete un modo per frenarlo e non troverete una risposta, e l’ego inizierà a gestirvi e controllarvi. Così, a malincuore, avanzerete verso la morte, la sofferenza e la malattia, vedrete come i vostri bambini si faranno del male e moriranno davanti ai vostri occhi. Non sarete in grado di fuggire da nessuna parte! Tutti ciò che vi è caro: i vostri genitori, i vostri figli e i vostri nipoti soffriranno terribilmente per un lungo periodo di tempo. Essi vorranno morire, ma non saranno in grado di farlo. Questo è ciò che vi farà il vostro ego”.

I Profeti dissero che le donne virtuose cucineranno i loro figli e li mangeranno. L’egoismo interiore dell’uomo lo costringerà a comportarsi in questo modo. Questo è il posto in cui siamo diretti e tutto può succedere, come ci dissero i Profeti, se non ci rivolgiamo alla linea di destra in tempo, nella direzione della connessione e dell’unione affinché MAN possa iniziare a scendere su di noi.

Ascendere sull’ego non è affatto la morte. La morte è la libertà da una vita senza senso. Oggi, molti di noi rinuncerebbero volentieri a questa vita: è meglio non nascere affatto che vivere in questo modo. L’uomo, tuttavia, non può morire. L’uomo gira intorno ad un vortice di grandi problemi; striscerà e si aggrapperà con le unghie e graffierà se stesso fino a sanguinare, ma non sarà in grado di fare niente di se stesso. Egli sognerà di morire, ma senza alcun risultato.

Quando l’uomo si trova in punto di morte, in queste afflizioni mentali, comincerà gradualmente a capire la sua natura egoistica, fino a quando non sarà determinato a sbarazzarsene; tuttavia, non è proprio così facile ed immediato. Egli dovrà attraversare questa via fino in fondo, poiché la segue in base al metodo delle punizioni e delle sofferenze.

D’altra parte, lungo la via della Luce avviene tutto in maniera totalmente diversa: la Luce splende e si vede che da un lato vi è un abisso nero che inghiotte tutto, e dall’altro lato vi è la Luce. Lungo la via della sofferenza, d’altra parte, non c’è Luce, non si può vedere nulla, solo un grande vuoto pieno di sofferenze, e si vuole morire in ogni minuto perché la completezza sembra un grande dono.

Pertanto, la risposta del Creatore alla richiesta di nutrire le persone con la carne è molto dura: mangerete carne continuamente fino a quando vi darà la nausea e poi ritornerete ai vostri sensi. Questo significa che voi seguirete la via della sofferenza fino a quando capirete che la vita egoistica è la morte stessa e il Creatore che detestate è l’attributo dell’amore e della dazione. Provate a cambiare e a scegliere una delle due: il percorso dell’ego o la via dell’amore.

Per la prima volta nella storia ci troviamo a questo bivio. Vediamo come la natura del mondo si è unita internamente e l’antisemitismo si è rivelato. Le nazioni del mondo cominceranno tutte istintivamente ad odiarci, senza eccezioni. Loro si opporranno a noi, mostrando così i loro denti come dei lupi. Non è la loro volontà, ma il lavoro della Provvidenza Superiore che opera attraverso loro. Non è mirato a nient’altro se non al nostro ego. Se lo modifichiamo in attributo d’amore e di dazione, vedremo davanti a noi solo persone buone che ci amano.

Ce la possiamo fare!
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Dalla trasmissione di KabTV “I Segreti del Libro Eterno” 25.02.2015

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L’ottenimento empirico della Saggezza dell’Unione

Dr. Michael LaitmanQuando ci uniamo, i nostri desideri che sono così differenti, opposti e distanti gli uni dagli altri, si mescolano in un unico desiderio.

Ne deriva che, da una parte siamo completamente distanti ma dall’altra siamo uniti e quindi iniziamo a rivelare la singola forza della Natura.

Questo succede proprio perché abbiamo un egoismo enorme, ma al di sopra di questo stiamo cercando di giungere all’unione.

La Saggezza della Kabbalah si rivela solo alle persone che possiedono una sensibilità particolare, che sentono simultaneamente sia la loro disconnessione che la loro unione, in questo modo sarà rivelata gradualmente a tutti nel mondo.

È una così grande gioia vedere come i nostri gruppi Kabbalistici stiano nascendo in tutto il mondo. Molte persone giungono a studiare e vogliono imparare il metodo della connessione. Anno dopo anno, l’umanità sta diventando più confusa, sta perdendo la sua motivazione, disperandosi come un bambino piccolo che si è perso smarrendo la strada e che ora non sa dove andare.

Nel frattempo, stiamo comprendendo sempre più chiaramente di avere un unico metodo a nostra disposizione. Abbiamo solo bisogno di implementarlo dentro di noi e di offrirlo all’umanità, in modo che anch’essa si unisca e possa sentirsi ad un livello superiore di esistenza, perché tutti sono diventati uno.

Abbiamo ancora molto da imparare a questo riguardo. Non dimentichiamoci di avere imparato questa Saggezza dalla natura e non solo dai libri. Dobbiamo implementare la connessione tra di noi come un contrappeso all’egoismo che ci separa. Siamo come dei ricercatori che rivelano questo metodo in modo empirico.

Un gruppo Kabbalistico è un laboratorio in cui possiamo gestire un esperimento dentro di noi, anno dopo anno, lezione dopo lezione, registrando tutti i dettagli del processo che stiamo intraprendendo.

Solo nell’ultimo anno o due siamo giunti vicino alla fase pratica di implementazione. Prima di questo abbiamo solo studiato il sistema: com’è connesso in modo ideale, vale a dire il sistema dei mondi superiori.

Il mondo superiore e quello inferiore si trovano in sostanza nello stesso posto. Tuttavia, quando siamo divisi facciamo riferimento al nostro mondo come al mondo materiale. Quando ci uniamo allora sentiamo una realtà differente, armoniosa, connessa da una sola forza.

Tutta la natura diventa un organismo chiamato “La rivelazione della Forza Superiore”, la sola forza che si manifesta dentro di noi, visto che non può essere rivelata altrove esternamente, fuori dalla connessione tra di noi.

Questo significa la rivelazione del Creatore alle Sue creature secondo la condizione dell’equivalenza della forma.
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Dal Congresso in Guadalajara “Un cuore per Tutti” “Primo Giorno” 17.07.2015, “Lezione di Preparazione”

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