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E’ necessario essere “in tempo”

Domanda: Come uno studente che impara Kabbalah necessita di relazionarsi in un mondo nel quale ci sono molti problemi: terrore, la crisi economica e lo squilibrio ecologico? Cosa c’è bisogno di fare?

Risposta: La verità è che il mondo è in uno stato molto più difficile di quello che potessimo pensare, nel quale mancano consapevolezza e conoscenza. C’è un periodo di reazione dalla natura, che sta accumulando le nostre influenze negative, tutta la distruzione che le tiriamo addosso. La maggiore distruzione esiste nel livello umano nelle relazioni tra di noi da questo noi influenziamo direttamente il posto più vulnerabile, il sistema stesso.

C’era un tempo in cui il danno causato non era così grande. Questo era quando distruggevamo qualcosa nella selvaggia, meccanica parte della natura. Dopo questo abbiamo cominciato a distruggerla nei sistemi più sottili, tipo i meccanismi elettrici o elettronici che attivano l’intera natura. Abbiamo finalmente raggiunto il programma in se stesso, dove ogni piccolo infortunio porta a terribili e negative ramificazioni in tutto il sistema.

Questo è il problema. Oggi abbiamo sviluppato uno stato dove distruggiamo la natura a quel livello, il livello del programma della natura. Noi dobbiamo adattare noi stessi alla natura su questo livello: noi dobbiamo comprendere ciò, scoprire ed essere sensibili alla forza superiore ed assieme a lei, partecipare all’organizzazione di tutti i mondi. Ma ancora non stiamo facendo questo. Questo ritardo si accumula via via e ci esploderà addosso.

Di conseguenza vediamo così tanti problemi nel mondo: terrore, disastri naturali e bancarotte di intere nazioni. Gli Stati Uniti stanno assorbendo duri colpi: proprio come la sua influenza sul mondo è enorme così è l’intensità con cui si sentirà la corruzione del mondo. Nel trattenere questo accadimento, i nostri amici negli Stati Uniti devono fare molti grandi sforzi per lavorare insieme con ciò.

In generale questo è qualcosa che tutti i gruppi del mondo dovrebbero fare. Il mondo intero affronta grandi colpi che possiamo prevenire. Noi possiamo specificamente aiutare in questo, nessun altro può fare niente, nemmeno un presidente. Tutto dipende dalla forza superiore e la nostra sistemazione con ciò. Più correggiamo noi stessi e raggiungiamo eguaglianza con questo, più bilanciamo e saniamo la natura.

In questa maniera noi possiamo trasformare ogni influenza negativa in positiva. Dopo tutto, ogni influenza negativa che scopriamo in questo mondo, dovuta alla nostra mancanza di sistemazione alla natura sarà ricompensata come la realizzazione del male che noi possiamo trasformare in bene. Quindi invece di un disastro che potrebbe arrivare se falliamo nell’ammorbidirla portando la Luce dentro ad essa, noi sentiremo l’opposto: una grande ascesa.

Il male ora si sta accumulando come risultato delle nostre opere. Il tempo è stretto, sta diventando critico. Tutto dipende da una domanda: Abbiamo abbastanza tempo per attirare la Luce verso questa carica negativa accumulata dall’umanità, trasformandola in positiva, oppure no? Questo è dove la decisione si prende sia che noi pieghiamo il mondo sulla scala della colpevolezza alla scala della giustificazione.

Centinaia di migliaia di tonnellate sono già state cumulate nel lato delle accuse, che possiamo trasferire al lato dei meriti, significa trasformare i peccati in meriti. Maggiore è una persona, maggiore è il suo ego. La cosa più importante è dirigersi verso la correzione. Io spero veramente che grazie ai congressi come questi, noi accumuleremo sufficiente potenza per attirare la Luce che Riforma quindi invece di accumulare energia negativa nel mondo, scopriremo il suo opposto: l’energia positiva.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 23.04.2013, Scritti di Rabash)

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Conta solo la preparazione

È molto importante il modo nel quale ci addormentiamo la sera, e anche di più, come ci svegliamo al mattino, come ci siamo allenati ad alzarci. Anche un corto tempo di risveglio prima della lezione del mattino potrebbe essere usato in maniera molto effettiva per risvegliare il cuore. Succede grazie a un desiderio comune condiviso da tutti, un tema, o una canzone che ci aiuta tutti quanti ad aspirare a un centro insieme.

Tale preparazione per la lezione è necessaria in modo che tutti si avvicinino a essa completamente pronti, come uno.

La prontezza è messa alla prova dal tuo desiderio, aspirazione per raggiungere qualche cosa di nuovo sia nel tuo cuore sia nella tua mente. Per ottenere la sensazione di essere chi dona, una persona dev’essere d’accordo nel inseguire la proprietà della dazione con tutta la propria devozione e di rifiutare qualsiasi profitto e ricezione. Lui deve “scaldare se stesso” un poco e sentire la differenza tra il suo stato desiderabile e quello reale, ad affinare la propria percezione e prontezza per cogliere i dettagli più profondi.

È molto importante preparare te stesso in questa maniera prima della lezione. Altrimenti starai ad ascoltare e non sentirai niente, come se ti stessi appena svegliando. E questa è una grande perdita. Una persona non preparata è come se non ci fosse alla lezione.

Dall’Alto viene presa in considerazione solo la preparazione, dato che è qui dove mettiamo avanti i nostri sforzi. Se mi siedo e mi sveglio a scapito della lezione stessa, allora accade non per i miei sforzi personali, ma grazie all’ambiente. Tale preparazione non è più attribuita a conto mio, e quindi è meglio per me che io lo faccia da me.
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(Tratto dalla Preparazione per la lezione del 23.04.2012)

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Trovate il vostro posto dove lavorare

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Paragrafo 44: E tutti gli elementi spirituali dell’inanimato, vegetativo, ed animato nell’altro mondo, che corrispondono alla Sefira di Malchut di Assiya, servono e aiutano il Partzuf di Nefesh di colui che si è innalzato qui.

Domanda: Quali sono gli elementi spirituali della natura inanimata, vegetativa ed animata?

Risposta: Tutte le cinque fasi, dalla fase basilare fino alla fase quattro, si collegano nello sforzo di un uomo. Sebbene ci sforziamo solamente rispetto all’intenzione, solamente rispetto alla natura umana che c’è in noi, ci sono anche altri strati nel desiderio, nel quale siamo gestiti, non avendo libero arbitrio. Questi strati del desiderio sono uguali ai nostri bisogni fisici e sono compresi nel nostro lavoro; lavorano su di noi mentre noi non possiamo influenzarli in alcun modo. Come dice Baal HaSulam in “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah“, gli elementi della natura inanimata, vegetativa ed animata, ascendono e discendono insieme agli elementi umani non avendo alcuna responsabilità propria.

Domanda: Ciò significa che nella spiritualità facciamo anche delle cose non per nostra scelta?

Risposta: Naturalmente. La stessa cosa succede anche nel nostro mondo poiché è un’esatta replica della spiritualità. Non devo lavorare sulla moltitudine delle forze spirituali che non appartengono al livello umano. A livello umano devo inoltre chiarire subito le cose e solo dopo compiere le correzioni. Primo, dovrei chiarire dove posso esattamente mettermi al lavoro in modo da fare dazione dove mi potrà portare a dei risultati concreti. Importantissimo è differenziare tra l’ “area di lavoro” e quella di “non lavoro”, ed impegnarsi di più nella prima.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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La mancanza di un buon esempio è di cattivo esempio

Dobbiamo costantemente vedere davanti a noi il buon esempio degli amici che ci mostrano l’esempio di una maggiore forza e di una maggiore dedizione. Quando guardo un amico debole, anche se si trova sul mio stesso cammino, cresce anche la mia debolezza. Dobbiamo essere d’accordo a lavorare insieme e a darci forza gli uni agli altri.

Il solo vedere le persone deboli, anche nella nostra società, ci fa solo del male perché ci indebolisce ponendo un cattivo esempio. Osservo un amico e anch’io inizio a pensare che posso studiare di meno e non andare alle lezioni tutti i giorni.

Devo dunque vedere un fuoco che arde in tutti. Il gruppo deve chiedere questo ad ogni suo membro. Nessuno può rimanere in disparte e studiare tranquillamente in un angolo. Ogni membro deve essere di esempio per gli altri. Devo sentire che ricevo da tutti delle vibrazioni di desiderio per lo scopo, sentire come avvengono in loro dei nuovi cambiamenti ogni giorno rispetto al Creatore e all’ambiente, in questo modo sentirò come se restassi indietro rispetto agli altri che stanno avanzando velocemente e mi sentirò attirato da loro, ed in questo modo invidierò egoisticamente il loro successo e non riuscirò a calmarmi. Ma se il gruppo non mi darà tutto questo, allora non avrò bisogno di questo gruppo.
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(Dalla 1.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 10.06.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Vedere l’unicità del Creatore

L’argomento della prima lezione del Congresso di Pietroburgo è “Non esiste nulla tranne Lui“. Questo è l’argomento principale che studiamo sempre.

In linea di principio, noi ci troviamo in una realtà speciale chiamata il Creatore e dobbiamo rivelarLo. Il “Creatore” (Boreh) significa “vieni e vedi” (Bo-reh in Ebraico). Se già dimoriamo in Lui, nella bianca Luce superiore, allora solamente Lui agisce e non esiste nulla tranne Lui”. Solamente Lui “ci dà i contorni”, ci dà forma; Egli è il principio ed Egli è la fine. Tutti i nostri pensieri e le nostre azioni originano da questa Luce superiore. Non esiste niente tranne Lui.

Da un lato, osserviamo le forme inanimate, vegetative ed animate nelle quali il Creatore agisce a 360 gradi, obbligandole e compiere ogni movimento. Esse non hanno alcun libero arbitrio; esse sono interamente sotto la Sua diretta influenza.

Dall’altro lato, noi stessi abbiamo un punto speciale, creato da Lui, che apparentemente esiste al di fuori di Lui. Questo punto ci dà l’opportunità di conoscere il Creatore – il solo che ci influenza. Infatti, in questo modo non andiamo da qualche parte esternamente, non ci allontaniamo da Lui, e non violiamo nessuna delle Sue azioni. La realtà rimane la stessa: non esiste nulla tranne Lui. Tuttavia, grazie a questo punto che sembra a Lui estraneo, io posso analizzare me stesso e Lui, io posso deliberatamente e consapevolmente portare me stesso al solo stato esistente nel quale non esiste nulla tranne Lui.

Io conseguo il Creatore grazie a questo lavoro. Attribuisco ogni frammento della realtà alla Sua unicità, ed in questo modo conseguo tutte le Sue azioni, tutti i passi, diretti e opposti a Lui, che Egli compie. Quindi, ritornando allo stato di unione e di unicità del Creatore, io mi inserisco in tutta la forza che Egli mi ha dato e mi rendo conto che non esiste proprio nulla tranne Lui.

In questo modo, reco a Lui piacere, e questo è il massimo piacere che posso arrecargli, e ciò significa a me stesso. Infatti, non esiste nulla tranne Lui.

Adesso abbiamo dunque bisogno, contro il nostro desiderio, di includerci volontariamente e completamente in questo concetto: “Non esiste nulla tranne Lui”.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 03.07.2013, Preparazione al Congresso di San Pietroburgo, lezione 1)

Cosa dobbiamo raggiungere quest’autunno

Abbiamo parlato e letto molto circa il nostro bisogno di unirci. Tuttavia, fino a poco tempo fa è stato un periodo relativamente tranquillo e noi non ci siamo ancora trovati pronti a renderci conto che il bisogno di unirci è il fattore decisivo e fondamentale, e tutto dipenda da questo.

Ne abbiamo sentito parlare per anni, ma non abbiamo capito che tutto quello che ci aspettiamo ha luogo precisamente nell’unione. Il “detonatore” non ha funzionato in noi, non c’è stato un “clic” interiore, ovvero la realizzazione che il risultato di tutto ciò che studiamo e facciamo è solamente in questo. Ma, ultimamente, sta incominciando ad entrarci dentro, soprattutto con l’introduzione dell’educazione integrale, che per prima cosa dobbiamo applicare a noi stessi.

In conseguenza alla nostra sequenza di congressi che continueranno fino in autunno, arriveremo alla qualità dell’ “automatismo”, nel senso che ci convinceremo che la correzione della nostra estraneità sta nell’unione di tutti noi insieme; questo è il nostro compito. Per quanto riguarda il desiderio per qualcosa di incomprensibile, più elevato, per la Luce, questo desiderio si manifesterà automaticamente se raggiungeremo l’unione corretta. Quindi, dobbiamo accettare il fatto che la realtà superiore, in termini di desideri (Kelim), è nascosta nell’unione. Più applicheremo questo concetto automaticamente, anche se è sempre più difficile gestire questo approccio, più saremo in grado di entrare nel mondo superiore.

Lo vediamo nell’esempio dell’esilio in Egitto, con il gruppo creato da Abramo. Al Faraone (l’egoismo) veniva chiesto, “Lasciaci andare!” In altre parole, “strappiamoci da te, andiamocene!” E quando queste parole furono esternate con sufficiente forza, arrivarono gli ultimi dieci colpi, le “dieci piaghe d’Egitto”.

In effetti, queste sono le ultime dieci manifestazioni dell’egoismo, quando lo spessore egoistico (Aviut) si esprime nei suoi ultimi dieci strati, quando una persona  è finalmente “maturata”. Sebbene queste dieci fasi di egoismo ci influenzino, esse ci sono anche di aiuto per elevarci e alla fine ci spingono nel mondo superiore.

In questo modo, l’egoismo stesso, mentre cresce (e cresce solamente nella misura in cui siamo pronti a connetterci al di sopra di esso), ci aiuta immediatamente. Diventa sempre più bollente e allora noi raggiungiamo un nuovo livello. Sono sicuro che dobbiamo iniziare a percepire queste dieci fasi dell’egoismo che cresce nella misura delle nostra unione. E allora, sentiremo che i nostri tentativi egoistici, da una parte, non ci danno niente, ma dall’altra parte, ci aggiungono un nuovo livello di connessione.

In altre parole, nella nostra unione abbiamo bisogno di iniziare a percepirci come più complessi, più “intricati” e, allo stesso tempo, vedere che questo sistema, come un circuito elettrico, è composto da varie componenti radio, che ancora non funzionano. Sembra che tutto sia in campo e noi proviamo ad unirci; solamente che ancora non c’è niente. Tuttavia, attraversando i colpi dell’egoismo, continuiamo a trovare sempre più nuovi spazi dove non c’è alcun contatto tra di noi a livelli più seri.

Ecco perché dovremmo vedere il nostro egoismo come un “aiuto contro me stesso”. Manifestandosi sempre tra di noi, aggiunge un’occasione per raggiungere l’ego comune che è necessario per il primo livello. Ciò significa che non c’è nulla “contro”, lavora insieme alla Luce, e noi dovremmo vedere in esso una sola singola azione da parte del Creatore: da una parte, la Luce, la linea di destra, e dall’altra parte, l’egoismo, la linea di sinistra.

In questo modo, esse lavorano di continuo, alternativamente, come due gambe, ed un uomo si muove in avanti nella linea di mezzo. Il Creatore, la Forza generale dall’Alto, controlla queste due proprietà, e dobbiamo metterle in pratica correttamente a partire dal fondo per diventare uguali al Creatore. La Luce ed il desiderio devono essere uguali per livelli, e più grandi sono, più vicini si innalzano al Creatore.

Il nostro gruppo Bnei Baruch è stato creato a metà degli anni 90, sebbene abbia degli studenti che mi arrivano dal 1991. Immaginate che da allora e fino ai tempi recenti abbiamo parlato a malapena dell’unione in modo serio. Abbiamo studiato le fonti, letto gli articoli, ma non potevamo ancora iniziare a farlo seriamente, in modo pratico. Solamente adesso abbiamo iniziato ad organizzare seminari per lavorare e sviluppare il metodo dell’educazione integrale, ma non ci eravamo impegnati in questo fino ad oggi perché era troppo presto.

Io sento che il gruppo ed il mondo sono adesso uniti e dipendono tra loro a vicenda. Fino ad oggi, non c’era una tensione come questa, non c’erano condizioni come queste che ci permettessero seriamente, attivamente e praticamente di iniziare a realizzare la nostra unione. Quindi, vedo i risultati degli ultimi mesi attraverso il desiderio (Kli) che creiamo. Il risultato dei nostri congressi precedenti è una sensazione sempre più grande del bisogno di unione.

Io dovrei comprendere che la spiritualità è tra di noi, solamente dentro di noi, solamente nell’incontro dei nostri desideri. Devo immaginare questa cosa automaticamente. Anche se l’egoismo si eleva al livello successivo, io devo sempre e comunque trovare questo stato velocemente, percepire la distanza, sperimentare l’odio di ciò che ci separa, ed aspirare ancora ad una maggiore unione.

Inoltre, questa unione sarà sempre più qualitativa. Non si tratta di una connessione a livello materiale, con le canzoni, o con le varie attività; al contrario, sarà sentita sempre più in profondità, sarà più interiore. Non sarà considerata in base ai parametri del nostro mondo, con le distanze e le persone ecc.

L’unione sarà scoperta sempre di più come una specie di sostanza spirituale, e sarà gradualmente rivelata come una rete di forze, come una connessione tra di noi che esiste nella realtà. Troveremo solo questo, e tutte le qualità esteriori che ancora immaginiamo scompariranno piano piano. Questo è il modo in cui il nostro Kli spirituale si manifesterà. Pensando alle questioni spirituali, immagineremo l’unione più chiaramente sotto forma di questa rete di connessioni tra di noi, dentro ogni Partzuf, tra i Partzufim, che è composta dalle Sefirot e dalle sub-Sefirot, e tutto si riunisce insieme nel sistema che è chiamato il “mondo”.

Questi mondi sono organizzati linearmente, in modo gerarchico, dipendono dall’egoismo e dal modo in cui noi ci lavoriamo ad ogni livello, da come viene dosato. E tutto questo rappresenta i 125 livelli della scala spirituale. E, allo stesso tempo, i mondi sono rotondi.

Questo intero sistema ci verrà presentato come l’unico esistente, e per noi sarà come dissolverci in esso gradualmente; noi non esistiamo, non c’è alcun corpo fisico, non c’è tutto il mondo fisico. Questo mondo confuso scomparirà.

Desidereremo la spiritualità comune invece di quella individuale, immaginandola solamente nella forma dell’unione che si manifesterà sempre più chiaramente tra di noi come una rete di forze. Ed in questa rete di forze, ci percepiremo veramente, percepiremo il nostro “io” interiore che esiste unito reciprocamente agli altri.

Allora, incominceremo a percepire cosa succede in questa rete invece di tutto quello che succede nel mondo materiale. Il nostro mondo è solamente una manifestazione esteriore della spiritualità nella forma che adesso siamo in grado di vedere. Ed è attraverso questi indicatori esteriori che dobbiamo cercare di scoprire la vera e sola rete esistente tra i desideri, l’intero sistema dell’universo. Questi tentativi incominceranno a manifestarsi nella coscienza di tutti, ed il sistema generale diventerà sempre più ovvio, determinando il solo esistente.

Penso che questo sia ciò che diventerà il risultato dei nostri sforzi e dei nostri congressi. Spero che succeda. Ma dipende dagli sforzi individuali di tutti e da quelli della nostra collettività nel movimento verso questo risultato.

Di conseguenza, inizieremo a collegare tutta la nostra conoscenza, il lavoro del gruppo, il lavoro con l’umanità, e gli studi delle strutture dei mondi spirituali. Tutto sarà aggiunto, delineando un unico quadro e noi in esso.

Questo dovrebbe essere il risultato del susseguirsi della serie dei nostri congressi. Mi piacerebbe moltissimo, quando saremo alla conclusione, che potessimo immaginarci molto chiaramente, a mente lucida, a vivere in questo sistema e percepire che esso determina il nostro stato interiore ed esteriore, lo stato del mondo, ed in generale di tutto. In un modo o nell’altro, questo quadro è creato sulla base di molti sforzi.
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(Dalla 2.a preparazione per il Congresso di Krasnoyarsk del 13.06.2013)

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Un prestito in termini spirituali

Baal Hasulam, “La Pace”: Queste sono le parole di Rabbi Akiva: “Il libro è aperto e la mano scrive”. Ogni stato in cui si trova una generazione è come un libro, e tutti i malvagi sono come le mani che scrivono perché ogni malvagio è scolpito e scritto nel libro fino a quando non sono così tanti che gli uomini non possono più sopportarli. In quel momento, essi distruggono questo stato di malvagità e si riorganizzano in uno stato migliore. In questo modo, ogni singola azione è calcolata e scritta nel libro, vale a dire nello stato.

Ed egli dice, “Tutti coloro che desiderano prendere in prestito posso venire e farlo”. Ciò significa che egli crede che questo mondo sia come un magazzino aperto senza un padrone, ma che ci sia un padrone presente, un custode che si trova nel magazzino e chiede ad ogni cliente il giusto prezzo per la merce che prende dal magazzino, nel senso dell’impegno nel Suo lavoro mentre egli è nutrito da questo magazzino, in una maniera che di sicuro lo porterà allo scopo della creazione, come a Lui piace.

Il suo scopo è di conseguire la dazione. Però, un uomo deve avere il potere per farlo, e non ha questo potere. Lo prende in prestito, anche se lo intende tutto per la dazione. Inoltre, è così anche se egli vuole ripagare, cioè, nel senso che non vuole usare nulla per se stesso. Egli usa il mondo intero per la dazione.

In base agli standard del nostro mondo, è impossibile riconoscere che un uomo come questo stia prendendo qualcosa in prestito. Voi sapete che si prende in prestito per un vantaggio personale. Qui, tutto è al contrario. A proposito, il divieto della Torà di dare in prestito con interesse deriva da questo. Nel mondo spirituale, nessun prestito deve essere restituito in misura maggiore di ciò che è stato ricevuto.

Quindi, le forze che non ho dall’inizio le prendo in prestito, ma non le prendo per me stesso. Esse non sono mie, le aggiungo solamente al desiderio per il bene della dazione. Invece che al Creatore, io dono a tutti, ed il mio intero obbiettivo è solamente di trasmettere abilmente questa dazione, come se arrivasse dalle Sue mani. Io non ho niente di mio a parte il mio altruistico io che stride con il desiderio egoistico al suo interno e che agisce al di sopra di esso. Perciò, in sostanza, non ho niente da restituire.

Domanda: Nonstante tutto questo, non è comunque chiaro. Come può una persona chiedere un prestito per sé nella spiritualità?

Risposta: Allora, ho detto che si tratta di un altro genere di prestito. Vedi, io non ho dei miei poteri di dazione. Inoltre, io (specificamente, io) voglio dare proprio come fa il Creatore. Io devo trasmettere e dare ciò che Egli desidera per il mondo.

Questo stato è descritto allegoricamente con una metafora che dice che il Creatore voleva donare alle nazioni del mondo il metodo della correzione. Però, esse non furono capaci di accettarlo. Quindi, Egli usò un gruppo di passaggio chiamato Israele, che significa “diritto al Creatore”. Gli uomini di Israele sono come i coordinatori che connettono la Luce superiore con l’AHP. Grazie a questo, Malchut può elevarsi in Bina e qui essere “addolcita”, in modo da passare la Luce dall’alto verso il basso.

Quindi, questo è chiamato prestito solamente perché un uomo non ha la forza della dazione, e la riceve dal Creatore. Tuttavia, egli non la usa per se stesso, come è solito avvenire nel nostro mondo egoistico. In questo mondo, un uomo cerca prima di tutto il vantaggio per sé, e poi, pensa al vantaggio degli altri, sia che si tratti di questioni finanziarie, benessere, o semplice piacere. Nella spiritualità, io non chiedo per me stesso. Voglio prendere parte alla vita del Creatore. Questa partecipazione è intesa completamente per la dazione. Per il bene di questa partecipazione, metto in moto tutto il mio desiderio al livello massimo possibile. Tutto il resto lo tengo temporaneamente “sotto chiave” sotto la restrizione.

Domanda: Quindi, come mai è necessario chiedere un prestito così per lo scopo della dazione?

Risposta: Si chiama ascesa, richiesta di correzione (MAN). Al Creatore io richiedo la forza di essere capace di esaminare, di correggere, l’azione stessa. Io voglio che Lui faccia questo, come è scritto:”Vieni dentro di me e compi l’azione della dazione”. E’ come un bambino appena nato che chiede aiuto alla sua mamma o semplicemente piange, e la mamma arriva e lo aiuta. Tutto il problema è di diventare internamente come “il pianto di un bambino”. E ci vuole tempo per impararlo…
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.04.2013 “La Pace”)

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Il buio d’Egitto prima dell’alba

Domanda: Cosa caratterizza la cima dell’esilio dal quale raggiungiamo la redenzione?

Risposta: Prima di tutto, l’esilio comincia quando noi sentiamo l’inclinazione al male che inizia quando questa inclinazione disturba la nostra connessione. Ho nostalgia per il Creatore e quindi ho nostalgia per la connessione, ma la mia natura mi sta bloccando il sentiero e non mi fa andare avanti. Questo è ciò che è realmente accaduto in quei tempi fra i figli di Giacobbe.

E al picco dell’esilio noi vediamo che il Faraone vince, e quindi ci troviamo nel “buio egiziano”, sotto il dominio smisurato dell’ “angelo della morte”, che non lascia speranza. Noi siamo così desiderosi di connetterci alla conoscenza che tutta la nostra vita dipende solo da questo, e contemporaneamente ne vediamo l’ impossibilità.

E precisamente dall’interno del buio che sentiamo il comandamento: “Andarsene”. E quindi la possibilità della salvezza ci è rivelata. In uno stato di impotenza assoluta, quando non vi è alcuna possibilità di salvezza, quando tutti sono disperati, senza speranza, soltanto il Creatore ci porta fuori alla luce, con la Sua gloria, attraverso Se stesso e tranne nient’altro che quella potenza superiore.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06.06.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Amore che frantuma il “cuore di pietra”

Domanda: Che cosa posso dare al Creatore?

Risposta: Hai sentito un certo dispiacere nel ricevere dal mondo di Ein Sof (infinito) e ti sei fermato e hai detto a te stesso che non desideri più ricevere. Nel mondo della frantumazione, il mondo di Nekudim, siete stati frammentati dal momento che non è possibile ricevere al fine di dare. Sappiamo dal TES che il Partzufim superiore ha fatto un errore intenzionale nei calcoli. Ma perché siete stati frammentati? E’perché voi avete scoperto un amore che non si poteva ricevere per dare, che non si poteva restituire!

Il riempimento in sé non è importante, non le cinque porzioni di cui l’ospite si serve. Le cinque porzioni già appaiono nel mondo di Adam Kadmon, e vi è chiaro se è possibile riceverle o meno.

Tutto è chiaro per quanto riguarda le porzioni, ma ora si scopre che il padrone di casa ha un atteggiamento speciale verso di te, che Lui ti ama! E non può sopportare questo atteggiamento e si frantuma.

L’amore si frantuma nel modo più grave, dal momento che non avete nulla da restituire, non c’è niente che potete fare. Così come una persona che si dedica a qualcuno, come una moglie con il marito, credendo completamente a lui. Se lei gli mostra che è pronta a fare di tutto per lui, lui non può rifiutarla, è l’amore incondizionato.

E ‘impossibile resistere a questo amore che si rivela nella frantumazione dei vasi, la creatura non può pagare per questo, non ha nulla attraverso cui completarsi. Quindi, a seguito della frantumazione, abbiamo finalmente cominciato a cercare e scopriamo che cosa possiamo dare in cambio per l’amore del superiore.

Come risultato abbiamo capito che le “due grandi Luci” sono: Malchut e Zeir Anpin, la creatura e il Creatore che diventano uno: “Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me”.

Domanda: non posso pagare per questo amore solo con la mia dedizione, apprezzamento, ammirazione, e il riconoscimento della Sua grandezza?

Risposta: No, perché non hai altro parametro tranne il tuo desiderio, non puoi misurare l’amore e non sai cosa sia l’amore. Sai cos’è l’amore solo tramite il tuo vaso. Pensi che esprimere il tuo amore verso il Creatore è ripagare Lui con un Masach (schermo) di parecchi chilogrammi di desiderio, ma l’amore è tipico solo del Creatore. Se si misura e si calcola ciò poi grazie alla connessione tra di voi, la Luce del Suo amore riempie i due di voi. Questo significa che “siete coperti da una coperta”. La Luce di amore viene dal Creatore e avvolge due di voi dal momento che entrambi raggiungete l’adesione; poiché l’amore reciproco è chiamato adesione, avete i vasi comuni che vengono riempiti dalla Luce comune grazie al Masach comune.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.05.2013, TES)

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Il legittimo perdono

Baal HaSulam, “L’amore del Creatore e l’Amore degli Esseri Creati”: Così, ogni Mitzvà che la persona compie colpisce il mondo intero. È come una persona che pesa i semi su una scala. Proprio come ogni seme che la persona mette sulla scala induce la decisione finale desiderata, in questo modo ogni Mitzvà che l’individuo compie prima del mondo intero è piena della conoscenza e sviluppa il mondo in quella direzione.

Si dice, “Ma un solo peccatore distrugge un gran bene.” Significa che il peccato di una persona riduce il peso sulla bilancia, come se quella persona avesse riportato indietro i fagioli che aveva messo sulla bilancia. Attraverso ciò una persona riporta il mondo indietro.

Domanda: Non capisco come possiamo raggiungere la correzione generale se ogni azione sbagliata compiuta da chiunque potrebbe rovinare tutto.

Risposta: C’è occultamento dall’alto verso il basso come il sistema dei mondi estesi, il che significa il sistema dell’occultamento. Esso opera in modo che, anche se noi, che siamo dei principianti, commettessimo dei grandi peccati, essi non conterebbero come tali.

Proprio allo stesso modo in cui perdoniamo un bambino che rompe qualcosa, in quanto non c’è nulla che possiamo fare. Ma quando cresce abbiamo alcune richieste e anche maggiori esigenze di una persona anziana, sebbene può anche essere perdonato la prima volta.

Quindi siamo operati e operiamo solo in base al nostro livello attuale, e in base a questo viene determinato il vantaggio o il danno che rechiamo alla società. Questo è il sistema di occultamento, la “giurisdizione spirituale”, che riduce l’influenza della Luce superiore e costruisce una sorta di cono in cui il punto più basso si distingue per le esigenze minime, al limite del “perdono”, e come noi ci eleviamo le esigenze si espandono sempre più.

È necessario che tu sappia inoltre, che nel tuo stato attuale, influenzi tutta la realtà. La persona è un mondo intero, ma non a scapito degli altri, e ognuno scopre tutto il suo mondo dentro di sé.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.06.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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