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Una base stabile per il Gruppo

Domanda: Come deve essere il lavoro di gruppo sulla sua connessione al fine di aderire al maestro e non consentire ai virus esterni di tirare l’intera società da qualche altra parte?

Risposta: Il gruppo deve imparare il metodo di correzione sul sentiero spirituale dall’insegnante, ma realizzarla in sé. Il collegamento tra gli amici deve fornire tutti di un tale potere, di una tale base, in modo che saranno pronti a stare al loro posto, senza l’insegnante. Hanno bisogno l’insegnante solo per essere in grado di avanzare costantemente nella giusta direzione.

Ma al livello che è già stato raggiunto, il gruppo deve essere già essere in tale connessione reciproca da creare una base stabile così da non aver bisogno di nessuno. Nel collegamento tra loro scoprono il Creatore e in questo modo avanzano.
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(Dalla 1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2014, Tema della Lezione: “L’insegnante”)

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Sconfiggere l’ Ego con l’Aiuto dell’Ambiente che ci circonda

Avendo raggiunto un certo punto nel sostegno reciproco, mi ci attacco, lo considero, ne godo, e voglio svilupparmi in esso. Ma in conseguenza alla Luce che Riforma che richiamo, questo punto incomincia a crescere in un modo che non è desiderabile.

La Luce non funziona mai in modo da condurmi semplicemente in Ein Sof (l’Infinito), verso la correzione. Al contrario, in base al suo piano, nelle sue relazioni con il vaso, mi deve mostrare quanto io sia opposto ad essa. Quindi, nella misura in cui io faccio degli sforzi per unirmi, il mio desiderio fortissimo, il mio lavoro, ed i miei sforzi si trasformano in oscurità.

Nel momento in cui accetto il sostegno reciproco come la reciproca unione che deve risiedere tra di noi nella spiritualità, il posto dove sentiamo che siamo insieme e non siamo separati, gli ostacoli che si chiamano egoismo sono rivelati. Questo egoismo non è più parte di questo mondo, ma è proprio il vero egoismo che viene rivelato in contrasto alla nostra unione, alla nostra connessione, e al nostro sostegno reciproco.

Tutti i discernimenti durante la discesa sono semplicemente un’indicazione di quanto siamo deboli quando si tratta di sostegno reciproco, e niente altro che di questo. Qui viene rivelato il sostegno reciproco del livello successivo: qual è la connessione tra il sostegno reciproco ed il Creatore? Qual è il Suo atteggiamento verso questo? Come Egli si riveste in esso? Come può il nostro sostegno reciproco descrivermeLo? E così via.

Ci sono due generi di sostegno reciproco che funzionano durante le fasi della discesa e dell’ascesa, ed è il divario tra loro che determina l’altezza del livello che si raggiunge.

In questo modo avanziamo. Da una parte dovrei sentire l’influenza della Luce su di me il più possibile, e dall’altra dovrei chiarirmi questa sensazione: “Da dove arriva e perché? Come posso capovolgerlo nella sua forma opposta ed avanzare verso il livello desiderato?”. In seguito questi due discernimenti diventano la testa ed il corpo del Partzuf: la testa determina cosa succede al corpo e come dovrebbe funzionare. Ma questo succede solamente se si controlla il desiderio.

Nel frattempo provate sempre a guardarvi anche da fuori: Cosa vi sta succedendo? Cosa vi sta facendo la Luce? Come siete cambiati e come dovreste cambiare? Come dovreste rispondere ad ogni singolo stato?

Da una parte queste domande occupano tutta la vostra mente e tutte le vostre sensazioni, e vivete questi stati dai quali non sapete proprio come uscire. Ma dall’altra parte, dovreste sapere che il Creatore vi manda questi stati in modo che risolviate i problemi che sono creati solamente in riferimento a Lui e allo scopo. La soluzione dei problemi inizia con il fatto che lo scopo è arrivare ad assomigliare a e ad avere l’equivalenza della forma con il Creatore e questo è più importante del problema. Nel complesso, tutto è meno importante del sostegno reciproco.

La chiave del sostegno reciproco è il riconoscimento dell’importanza dello scopo. Lo è perché il sostegno reciproco è una specie di sentimento interiore che dobbiamo conseguire: io stabilisco lo stato interiore e come tratteggia la nuova realtà. Non si tratta solamente del punto della nostra unione; si espande e diventa il punto della nuova realtà. E’ questo riconoscimento dell’importanza dello scopo che lo sostiene e lo sviluppa.

Dobbiamo sempre chiarire ciò di cui abbiamo e non abbiamo bisogno per elevare l’importanza del concetto del sostegno reciproco.

Da qui, ritorniamo alla grandezza del gruppo e del suo effetto su di noi. Questo effetto dovrebbe essere versatile; dovremmo usare l’invidia, la lussuria, l’onore, l’ambizione, tutto ciò che mi preme addosso, mi spinge, e mi scuote. Questo dovrebbe essere il modo in cui ognuno si comporta con tutti gli altri.
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La vita spirituale – Un rinnovamento perpetuo

Domanda: Perchè  “La sfera di lamponi” scompare tutto il tempo e l’unico modo per poterla tenere e far crescere è rivolgersi alla comunità esterna?

Risposta: Ogni attività nella spiritualità è innovazione. Anche nel nostro mondo succede in questo modo, ma semplicemente non possiamo prestare attenzione a questo fatto. Nulla ritorna quello che era prima: per tutto il tempo stanno avvenendo nuovi chiarimenti e correzioni, una nuova scoperta del male e la sua correzione verso il bene.

Nella spiritualità non può esserci alcuna fermata, non può esistere uno stato stazionario. Ogni stato deve essere rinnovato per tutto il tempo. Questo  come nell’amore, come nelle relazioni tra le persone, dove dobbiamo sempre costantemente aver cura dei rapporti. Se vogliamo tenerli, dobbiamo svilupparli e farli crescere, aprendo nuovi stati.

In questo mondo, sino alla fine della correzione, riceviamo un regalo, un favore, un aiuto nel lavoro: riveliamo i desideri rotti specificamente forniti dal Creatore in modo tale da avere materiale per il rinnovamento. Grazie a questo possiamo rinnovare le relazioni e sviluppare i nostri sentimenti continuamente.

Ma se non ci fosse stata alcuna frammentazione, su cosa potremmo contare per costruire le nostre innovazioni e modifiche? E quando ci innalziamo dagli stati fisici a quelli spirituali, allora vediamo che la spiritualità è in un’evoluzione continua. Senza di questi, il mondo spirituale non esiste. Anche nel nostro mondo, secondo la fisica quantistica, l’elettrone non può esistere senza movimento.

Se lo fermiamo, scompare. L’intero universo delle particelle elementari, che ruotano attorno al proprio asse a velocità terribili mentre viaggiano nelle loro orbite, è movimento e cambiamento. L’intero micro lavora a frequenze superiori e si avvicina alla velocità della luce.

Nelle nostre vite anche la velocità dei cambiamenti cresce e tutto l’apparato tecnico, l’elettronica, i cumputer, tutto lavora a velocità sempre più elevate. Questo ci da un’idea della quantità di cambiamenti che siamo printi ad includere nell’unitàdi tempo, l’unità di un’influenza. Tutto dipende dalla velocità, dalla frequenza con cui avviene il cambiamento.

Ogni  Partzuf include dieci Sefirot, ed ognuna di loro ne include altre dieci e così via ad infinitum. Allora deve esserci una frequenza molto alta in ogni intervallo in modo da includere tutti questi cambi infiniti di integrazione mutua di questo in quello e di quello in questo, e così via. I cambiamenti devono essere costanti ed ad una velocità molto alta.

Allora quando raggiungiamo la sfera di lampone, iniziamo a sentire che non è possibile tenerla fissa. Qui cominciamo a capire tutto della nostra psicologia: se noi non lavoriamo su qualche tipo di sensazione, di osservazione, tutto il tempo, allora questo scompare. Non è rivelato chiaramente in questa vita per il fatto che stiamo diventando un solo composto solo fatto di animale e di essere umano. E l’animale in me esiste senza cambiamento, come il resto degli animali. E se  la mia testa è coinvolta solo nell’occuparsi del mio animale, allora sento che tutto per me è a posto.

Ma se io inizio ad occuparmi dell’essere umano dentro di me con la mia mente, allora avrò bisogno di cambiamenti in questo punto. Allora io costantemente ed incessantemente dovrò decidere che cosa è più importante per me, l’animale dentro di me o l’essere umano? E’ l’uomo che cavalca l’asino o l’asino che cavalca l’uomo; chi porta chi?
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 7.01.2014, Lezione sul tema: “La preparazione per il congresso”)

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Il problema è solamente dentro di Noi

Il desiderio di ricevere non scompare; non nasce, non si sviluppa, e non cambia; rimane solamente nascosto o si rivela nella misura in cui può essere usato. L’occultamento del desiderio e la sua rivelazione avvengono in base ai gradini della scala spirituale.

L’intero sistema è già organizzato e costruito dall’alto in basso: quando i livelli scendono verso il basso, essi nascondono in sé un’altra parte del desiderio di ricevere. Il suo uso è a noi nascosto, poiché non possiamo usarlo nel modo corretto.

Per impedire agli esseri umani dal fare errori quando ascendono dal basso verso l’alto, i desideri vengono gradualmente rivelati a loro, ma soltanto la parte del desiderio con la quale possono lavorare correttamente.

L’intera scala spirituale è un segno dell’ampiezza di quanto del nostro desiderio può esserci rivelato in modo da poterlo usare, in modo che saremo in grado di superarlo e correggerlo, e non perderemo la testa, volendolo colmare ad ogni costo.

Se ci venisse rivelato immediatamente un desiderio forte, penseremmo solamente al suo appagamento egoistico. Se ci venisse data una posizione molto importante, per esempio, se fossimo responsabili di tutte le stazioni radio e di tutti i canali televisivi, allora non parteciperemmo più alle lezioni. Diremmo che avevamo delle cose più importanti da fare, che dovevamo prenderci cura del mondo.

Perciò, non ci viene data questa posizione ma qualcosa di più semplice. Tutto dipende da quanto ci possiamo veramente preoccupare e prendere cura del mondo e, naturalmente, in base a cosa va bene per il mondo e se è arrivato il suo momento. Se potessimo avanzare di più da soli, potremmo dare al mondo di più poiché è pronto per questo. E’ già aperto, disponibile. Potremmo donargli di più ed avvicinarlo a noi ed insieme potremmo elevarci ad un livello più alto.

Il mondo è il livello più basso, e noi siamo il livello intermedio, e sopra di noi c’è un livello ancora più elevato, il Creatore. Dobbiamo risvegliare il mondo in modo che il mondo ci risveglierà. Ciò significa che dobbiamo donare al mondo e diffondere il messaggio ovunque sia possibile. Allora il mondo incomincerà a risvegliarci, e noi saremo in grado di elevarci verso il livello superiore e compiere le azioni spirituali per il mondo.

Tutto è già al suo posto, ed è chiamato cerchio interno e cerchio esterno, e poi c’è un altro cerchio ancora più esterno. Il problema è solamente dentro di noi.
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(Dalla 3.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2013, Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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Che cosa fai quando il Creatore è ovunque?

Domanda: Da un lato, è scritto: “Non esiste nessuno tranne Lui“, ma, dall’altro, una persona si chiede: “Se non c’è nessun altro oltre il Creatore, se tutto dipende da Lui, allora cosa posso fare?”

Risposta: “Non esiste nessuno tranne Lui” significa che tutto proviene dal Creatore affinché io possa rivelarLo per davvero e stare con Lui in aderenza. Lui mi lascia spazio per poter compiere il mio lavoro, Lui non mi blocca da nessun punto di vista, ma piuttosto mi da’ l’opportunità di diventare come Lui.

Ma in ogni altro riguardo, è vero che “non esiste nessuno tranne Lui.” Non dovrei pensare che ci sia qualcun altro vicino a me. Vedendo la moltitudine di fattori che mi influenzano, devo capire che in sostanza, tutti questi fattori sono solo Lui.

A volte sento provenire da Lui delle positività, talvolta delle negatività, inoltre, i vantaggi e gli svantaggi possono assumere varie forme. Ma alla fine mi dico: “No, Lui è sempre una grande positività, e mi influenza solo attraverso vantaggi di vario genere. Nel frattempo, a volte li percepiscono come vantaggi e a volte come aspetti negativi. Così, devo cambiare me stesso affinché tutto possa diventare per me un vantaggio. “Allora, Io e Lui saremo uguali, e questo stato si chiamerà adesione.

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.02.2013, “Discorso per il completamento dello Zohar”)

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La dispersione è un bene per coloro che sono malvagi ed il congresso è un bene per coloro che sono giusti

Gli Scritti del Maggid di Koznitz, “Il Lavoro di Israele”: I saggi dicono:“La dispersione è un bene per coloro che sono malvagi ed il congresso è un bene per coloro che sono giusti”. Questo per via del fatto che un uomo malvagio si separa dal Creatore, Pensa di poter gestirsi da solo grazie al suo proprio desiderio e quindi dice: “Comanderò io”, il che è la sorgente della frantumazione.

E quindi ciascun malvagio sente “Comanderò io” e così sono nel mondo della separazione e non possono collegarsi come un cerchio perché non possono sedere assieme, e quindi l’essere dispersi va bene per loro. Comunque anche se i giusti lavorano per il creatore secondo il loro proprio stile, hanno sempre un obbiettivo per una cosa in comune: Il loro Padre nei Cieli, e si riuniscono e radunano come fossero un solo uomo ed un solo cuore.

Quando ciascuno abbassa se stesso ed esalta il lavoro del Creatore, questo conferisce potere alla mente per lavorare per Lui così non si sente superiore al suo amico, e nel mondo della verità sono uniti l’uno all’altro.

Una persona deve convincersi il più velocemente possibile e non perdere tempo sino a che finalmente ascolta e crede che il mondo spirituale non è al di là di qualche galassia molto distante o in una dimensione lontana. Egli è invero in un’altra dimensione, ma questa è nel suo cuore e nei pensieri del suo cuore. Ogni cosa giace nel cuore dell’uomo, nei suoi desideri: “il cuore capisce,” il cuore pensa.

Solo controllando il desiderio è possibile raggiungere la dimensione superiore in cui abita colui che è superiore, dove è Colui che dona a quello inferiore, quello che riceve nei suoi pensieri, desideri ed intenzioni.

Uno può avere dei pensieri che sono volti all’unità ed agire per conto dell’unità solo attraverso l’annullamento di se stesso e attraverso la sottomissione; ovvero, il pensiero dei giusti si può unire visto che sono tutti volti alla stessa singola sorgente, verso la loro unificazione con il Creatore. I pensieri dei malvagi, comunque, sono ciascuno per il proprio tornaconto e così sono separati e non possono raggiungere nulla.

Quindi dovremmo scoprire il più velocemente possibile in un modo vero e decisivo che il primo livello spirituale consiste nell’auto annullamento, nella connessione con gli altri in ogni modo possibile. Non dovremmo aver paura che questo sia troppo schietto e che qualcuno possa spaventarsi e correre via. Il Creatore ci fornisce un esempio mostrandoci che l’intero mondo è in una crisi terribile che trafigge con la disperazione ed il senso di impotenza i cuori delle persone.

Quindi come risultato dei nostri sforzi di connetterci egoisticamente e di trovare la spiritualità dove in realtà non c’è, dobbiamo trovare questa impotenza. E quindi, da quest’impotenza, come è scritto “ed i bambini di Israele sospirano struggendosi per il lavoro” saremo forzati a rivolgerci alla forza superiore e chiedere che Egli ci salvi.

Il più velocemente e correttamente scopriamo il fatto di non aver il potere di raggiungere l’auto-annullamento, più velocemente saremo capaci di raggiungere la verità. Questo è possibile solo attraverso la connessione, l’unità e lo sforzo verso la singola sorgente.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah  del 22.04.2013)

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Su un’altalena

Domanda: Ogni volta che mi sento a mio agio, mi sento gettato da qualche parte come su un’altalena: da uno stato buono o uno stato cattivo. Come posso trovare la linea di mezzo nei movimenti da sinistra a destra?

Risposta: Noi siamo buttati avanti e indietro dal punto di equilibrio perché è l’unico posto dal quale possiamo avanzare. Se voglio aderire al gruppo, all’insegnante, ai libri, alla meta, allora realizzo me stesso.

Il centro è di solito opposto al mio desiderio e alla mia mente. Il punto di equilibrio è sempre al di sopra della linea di destra e sinistra, nella linea di mezzo. È la fede al di sopra della ragione, al di sopra di quello che il cuore e la mente mi dicono. Allora cosa posso tenere affinché io non conti sulla fortuna? L’unica cosa che mi può guidare è ciò che il gruppo, l’insegnante, e i libri mi obbligano a fare.

Dovremmo solo assicurarci di capire e di aver sentito il consiglio giusto. Ci sentiamo così sicuri che l’insegnante volesse dire ciò che pensiamo ed effettivamente discutiamo di questo l’uno con l’altro. Ognuno sente qualcosa di diverso, quindi come posso essere sicuro che quello che ho sentito sia giusto?

Se mi annullo al fine di aderire al gruppo, comincio a sentire il consiglio giusto. Più una persona è grande ed elevata, più deve umiliarsi.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2013, Shamati 72)

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I segni del successo e del fallimento

Domanda: Quali sono i segni del successo o del fallimento del lavoro interiore, e qual è la rivelazione che abbiamo nelle nostre sensazioni e nel lavoro esteriore?

Risposta: Non possiamo dire cosa sia a nostro favore e cosa no perché, per il momento, noi ci mettiamo in moto solamente con l’ego, e vogliamo che tutto funzioni esattamente nel modo in cui lo vogliamo noi, senza alcun problema. E’ un’esigenza naturale, egoistica.

Tuttavia, dovremmo capire che questo è effettivamente impossibile. Solamente i grandi problemi, le grandi sofferenze ed interferenze e chiarificazioni possono tirarci fuori dall’ego. Tutte le domande che mi fate si riferiscono principalmente a questo stato.

“Perché abbiamo dei problemi nel gruppo, in famiglia? Perché incontriamo diverse interferenze quando iniziamo ad impegnarci nella divulgazione, nell’educazione integrale? Non sappiamo cosa fare!”

Naturalmente, queste domande si presentano perché dobbiamo correggere tutto questo. Si presentano lungo la strada, Le vediamo come degli ostacoli esterni? Non sono esterni e non sono estranei, ma sono le nostre interferenze interiori in cui si rivelano adesso.

Tuttavia dovreste prestare loro attenzione. Dovreste lavorare solamente sulla connessione nonostante l’influenza degli impedimenti e dei colpi esterni. Dovreste abbandonarli e impegnarvi nell’unione interiore. Questo è il solo modo in cui li potrete superare.

Per quanto riguarda i segni del successo o del fallimento nel lavoro interiore, se desiderate ardentemente la connessione e l’unione, nonostante le interruzioni – o effettivamente grazie a loro – è un segno di successo. Tuttavia, se improvvisamente iniziate ad allontanarvi tra di voi, allora non vuol dire niente di buono.

Semplicemente non capite come tutto questo funziona. Ci dobbiamo concentrare correttamente in modo che sentiremo sempre delle interruzioni, in ogni direzione, e saremo colpiti dalle nostre nuove qualità e dalle nostre sensazioni. E’ impossibile farcela senza di esse, perché questa è la materia che dovete correggere e al di sopra della quale ci si deve costantemente innalzare.

Supponiamo che qualcuno faccia qualcosa contro di voi o dica qualcosa di spiacevole e di non vero; supponiamo che qualcuno voglia lasciare il gruppo, o che abbiate una sensazione personale di discesa, queste sono tutte le qualità al di sopra delle quali vi dovete immediatamente unire. Poi, queste qualità saranno colmate dentro di voi e diventeranno parte del vostro stato corretto. Allora, quando aggiungerete ancora delle azioni così a questo stato, sarete già in grado di avvicinarvi al Machsom (barriera).
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(Da una conversazione sul Gruppo e la Divulgazione del 21.10.2013)

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Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar”, paragrafo 17: In questo modo, ci troviamo di già in questa misura della perfezione, meritevole ed adatta al Perfetto Creatore che ci ha fatti, anche nel nostro attuale, secondo stato, perché questo corpo non ci mancherà in nessun modo, poiché finirà e morirà, ed è solamente qui per il tempo necessario per essere poi cancellato e acquisire la nostra forma eterna.

Come è scritto, “Io ho creato l’inclinazione negativa.” Riguarda tutto la forma corrotta che rivela se stessa dentro di noi di modo che noi la annulliamo. Così facendo, conseguiremo la massima profondità della creazione e arriveremo a conoscere la forza superiore, lei, la sola, l’unica. Questo è il modo in cui funziona. Dobbiamo essere grati di avere delle circostanze che ci permettono di comportarci in un certo modo, ascendendo così al livello del Creatore.

In questo mondo, mentre impariamo qualcosa, rimaniamo chi siamo, con l’aggiunta di qualche conoscenza che è esterna a noi. Nella spiritualità, le cose nuove si manifestano a noi internamente e ci arrivano attraverso i nostri desideri e le radici.

Di conseguenza, noi cambiamo continuamente e rinasciamo del tutto in ogni singolo momento. Ogni cambiamento interiore ci trasforma in qualcun altro. La nostra nuova forma non è connessa in nessun modo con gli stati precedenti, cioè, con qualcosa che ci è successo precedentemente, prima che una nuova azione spirituale sia emersa dentro di noi.

Non c’è niente altro se non una catena di cause ed effetti. Oltre a questo, tutti i nostri pensieri e le sensazioni acquisite al nuovo livello differiscono completamente dalla fase precedente.

Dobbiamo essere pronti a questo e prepararci ad attraversare varie condizioni quando ci troviamo ancora al livello preparatorio. Disperazione, delusione, apatia, ed indifferenza sono sostituiti dall’entusiasmo e dall’eccitazione.

Attraversiamo l’intero spettro delle sensazioni che ci permettono di analizzarci e di veder svanire gli stati precedenti mentre ci spostiamo ai nuovi livelli.

In questo momento, l’ampiezza tra le nostre ascese e le cadute non è così grande, e non sono nemmeno molto significativi i vari dettagli della nostra percezione del mondo. Nonostante questo, le nostre sensazioni animate possono essere opposte ai giudizi che facciamo. Per esempio, quando cadiamo proprio in fondo, consideriamo questo stato come l’ascesa ad una nuova altezza. La cosa principale è rendersi conto da chi stiamo ricevendo le discese e cosa Egli vuole raggiungere mandandocele.

Oppure potrebbe essere il contrario: l’euforia, come prendere delle droghe o vincere la lotteria, può essere considerata come un vicolo cieco che non contiene nemmeno una minuscola scintilla di Luce e ci trascina giù allo stato animale.

Io valuto le situazioni non per come le sento, ma attraverso la loro importanza e lo scopo. Tutto non dipende dallo stato di per sé, ma dalle valutazioni che facciamo. E perciò, la nostra principale preoccupazione è di passare dalle sensazioni all’analisi di quanto sia collegato al nostro scopo. Noi esaminiamo tutto quello che abbiamo intorno su come si relaziona e quanto si avvicina nella corrispondenza e quanto è utile allo scopo. Per esempio, se la discesa che ho sperimentato e che mi allontana dallo scopo serviva alla mia conseguente ripresa, allora sarò felice. In questo modo, cerchiamo di mantenere la connessione con lo scopo e misuriamo i nostri stati interiori attraverso di esso.

Alla fine, incominciamo a sforzarci di restare nello stato di perfezione. Tutto quello che passa attraverso di noi ci aiuta ad analizzare noi stessi ed in questo modo aderiamo allo stato di fusione in una cosa sola.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 03.07.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Un fiume di domande sul congresso a San Pietroburgo

Domanda: Che cosa devono fare i gruppi delle decine nel quadro della preparazione al congresso?

Risposta: Prima di tutto, avete bisogno di materiale per il congresso in modo da poter creare una connessione con ciò che accadrà lì con tutta la vostra forza.

Domanda: Che tipo di ambiente, che tipo di atmosfera, abbiamo bisogno di creare nel Kli mondiale per aiutare ogni amico ad avere pronto l’accesso al congresso, per innalzarci tutti insieme ad un nuovo livello?

Risposta: Ricordi come ti sei preparato per la nascita del tuo figlio o per il vostro matrimonio, esternamente e internamente. Comprensibilmente, la cosa principale è la preparazione interiore: “Dove stiamo andando? Verso la connessione. Che altro possiamo fare per riuscire a collegarci e con questa connessione scoprire la Luce, la caratteristica della dazione, che viene scoperta nella misura in cui diventiamo uguali ad essa? “

In definitiva ho bisogno di venire al congresso completamente pronto, senza aspettarmi sorprese tranne una, la nostra connessione, e nulla più. Non ho bisogno di una nuova saggezza, voglio connessione. E con questo sento il testo con una nuova profondità e, in generale, tutto sembrerà nuovo per me, frizzante e luminoso.

E al contrario, se non ci sarà la connessione, di certo mi sentirò come se non mi rimanesse nulla.

Cioè, dobbiamo vedere e capire che tutto dipende dalla connessione e la connessione dipende dalla preparazione.

Domanda: Riguardo alla connessione di cosa dovrei essere più preoccupato, la mia preparazione o quella degli amici del gruppo della decina?

Risposta: Quella degli amici. Se parliamo di spiritualità, prima di tutto ho bisogno di essere preoccupato per le esigenze spirituali degli amici. Questa è chiamata la “preghiera dei molti“, una preghiera per gli amici. Si dice: “Chi prega per il suo amico riceve la risposta per primo.”

Domanda: Che cosa dovremo richiedere al congresso, una transizione verso un urlo interiore completo?

Risposta: La preparazione. In particolare noi non gridiamo perché non siamo preparati, non aggiungiamo un “penny e un altro penny”, in modo che essi si combinino in un unico grande urlo. Al posto di questo noi ci aspettiamo: “Allora, quando la svolta sarà già pronta?” Questo non accadrà mai senza la preparazione.

Domanda: Come possiamo evitare di cadere in una mancanza di partecipazione al congresso?

Risposta: Questo dipende ancora una volta dall’atmosfera e dalla preparazione. Se la persona è pronta, allora lui apparentemente sprofonda in un campo di forza che non lo lascia facilmente andare.

Domanda: Abbiamo bisogno di vedere un passaggio attraverso il “Mar Rosso” al congresso di San Pietroburgo?

Risposta: E anche l’Arvut in piedi d’avanti al “Monte Sinai”.
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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 25.06.2013, Gli scritti di Baal HaSulam “La pace nel mondo“)

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