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La chiave per capire Lo Zohar

Se vogliamo capire Il Libro dello Zohar, dobbiamo immaginare il rapporto fra noi: come l’intensità della connessione aumenta e diminuisce secondo le nostre azioni e i nostri sforzi. La rete che unisce è descritta dettagliatamente nel TES (Talmud Eser Sefirot): Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut il Partzufim di Atik, ed Arich Anpin che è Keter, Aba ed Ima, che è Hochma e Bina e ZON, che è Zeir Anpin e Malchut.

Noi siamo connessi da questa rete, siamo inclusi al suo interno. Più chiara questa rete diventa, più in alto ci eleviamo. Meno chiara diventa, più in basso scendiamo. Noi operiamo in questo modo.

Così, tutto il nostro lavoro è di evocare il più possibile il legame con Ie dieci Sefirot in cui esistiamo. Poi, ognuno di noi vedrà se stesso come Malchut che opera in queste dieci Sefirot, fino a che esse prendano la loro forma finale, la forma del mondo di Ein Sof (Infinità).

Quindi, TES e specificamente Il Libro dello Zohar furono scritti per evocare in noi la visione che siamo in Malchut del sistema superiore, dal quale noi muoviamo, richiamando il sistema totale.

Noi siamo parte di una rete, e occorre stimolare questa rete. In tal caso, ognuno sarà colpito e così, sentendo l’altro, avrà anche la possibilità di esaminare e capire come operare in questo intero sistema.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.06.2013, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Il successo materiale non garantisce quello spirituale

Rabash, “Riguardo l’andare sopra la ragione”: Si scopre che la persona possiede delle qualità che i suoi genitori le hanno donato, e delle qualità che ha acquisito dalla società, che sono un possesso nuovo. E questo gli arriva soltanto attraverso il legame con la società e l’invidia che prova verso gli amici, quando si accorge che possiedono delle qualità migliori delle sue. Questo lo motiva ad acquisire le loro buone qualità, che non possiede e di cui è geloso.

Attraverso la società, quindi, guadagna nuove qualità che egli adotta vedendo che essi sono ad un grado superiore al suo, ed è invidioso di loro. Questo è il motivo per cui ora può essere più grande di quando non aveva una società, dal momento che tramite la società, acquisisce nuovi poteri”.

La persona nasce come un piccolo animale, e il modo in cui cresce dipende dall’educazione. Se stiamo parlando di una comune educazione terrena, la persona allora si sviluppa tramite la società. Invidia gli altri e desidera il piacere, il denaro, il potere, la fama, e la conoscenza, ed è per questo che egli apprende dalla società il modo per raggiungere questi obiettivi, vale a dire, il successo in questo mondo. Se ha i presupposti per lo sviluppo spirituale, si ritrova in un ambiente che può instillare in lui nuove proprietà-spirituali.

Nella società materiale, la persona si sviluppa naturalmente, adottando istintivamente i valori della società e cercando di imparare da essa come raggiungere il successo terreno. Ma l’educazione spirituale è diversa perché richiede che la persona si annulli, cioè, essa gli dà la libertà di scelta: adottare i suoi valori spirituali dall’ambiente oppure no.

Solo nella misura del suo auto-annullamento sarà una persona in grado di vedere la società come più alta di lui. Egli dovrà applicare molto sforzo per guardare la società dal basso verso l’alto, e poi sarà in grado di ricevere dalla società i suoi valori, l’importanza e la grandezza dello scopo, e quindi progredire spiritualmente.

Il successo spirituale dipende non solo dall’ambiente, ma anche da come la persona lo utilizza, cioè, quanto si annulla e apprezza la società, se accetta di soffrire, vedendo gli altri superiori a sé. L’invidia costringe la persona a sentirsi umiliata, ma ha bisogno di capire che è vantaggioso vedere gli altri come grandi. Se è capace di un tale atteggiamento, allora avanzerà. Alla fine, una persona deve godere di poter stare in piedi contro il suo egoismo e calpestarlo al fine di raggiungere i valori spirituali e avvicinarsi alla meta spirituale.

È per questa ragione che, nella società materiale, il progresso è completamente opposto all’avanzamento spirituale. Il successo nel mondo materiale, inoltre, non garantisce che la persona sarà in grado di avere successo nella spiritualità, perché esso è determinato dal libero arbitrio della persona stessa.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.06.2013)

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Gli abiti del neonato nel Mondo Spirituale

Il Libro dello Zohar – Introduzione, “La Madre dà in prestito i Suoi vestiti a Sua Figlia.” La Madre è Bina o YESHSUT. Sua figlia è Malchut. Malchut è il desiderio di godere, che non esiste in Bina. Malchut può essere associato a Keter solamente se riceve da Bina lo schermo e la Luce Riflessa. Questo è ciò che viene chiamato i “vestiti”, l’indumento principale, la vestizione di Hassadim.

Questo è un principio fondamentale, basilare della saggezza della Kabbalah: come ottenere tutta l’abbondanza che il Creatore vuole darci così tanto.

L’intero mondo spirituale è il sistema dei rapporti tra il Partzufim superiore, da Malchut a Arich Anpin. Malchut del mondo di Atzilut è il contatto con questo mondo. Arich Anpin è la correzione finale (Gmar Tikkun). Dunque, ci muoviamo sempre tra questi stati.

Malchut, trovandosi al punto del Parsa, deve cambiare tutti i suoi indumenti nei quali si trova al di sotto del Parsa, lasciando solamente un punto per sé, e al posto di questo riceve tutti gli indumenti al di sopra del Parsa. In questo modo si dice che avanza per mezzo della fede al di sopra della ragione, la lealtà dell’anima, e nessun indumento precedente rimane con essa – nessun pensiero, nessuna sensazione, nessun approccio, niente che le appartenga al di sotto del Parsa, niente che sia suo personalmente. Non c’è alcun “mio!”. Rimane solamente un punto, senza colore e senza forma. E tutto ciò che ricevo, lo ricevo da ciò che è al di sopra del Parsa, e questo diventa il mio “Io”, la mia realtà.

Questo è il passaggio nel mondo spirituale: sostituire tutto ciò che è al di sotto del Parsa con tutto ciò che esiste al di sopra. Niente rimane del passato in una persona – nessun ricordo, nessuna traccia, nessuna ragione, nessun sentimento.
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(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.05.2013, Il Libro dello Zohar- Introduzione)

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Un percorso inevitabile

Baal HaSulam, “L’amore del Creatore e l’amore degli esseri creati“: La fase immediatamente dopo “ama il tuo amico come te stesso” è l’adesione.

Il comandamento dell’amore per gli altri ci porta al livello dell’amore per il Creatore. Si tratta di un percorso sicuro con tutte le opportunità, gli stati, e i mezzi di cui abbiamo bisogno. E’ impossibile scappare da questo usando diversi pretesti come: dire che non lo sappiamo o che non abbiamo potuto agire, dal momento che ognuno ha ricevuto ciò che gli serve.

La correzione di “ama il tuo amico come te stesso” comprende tutte le altre correzioni ed è la più odiosa in quanto è opposta dalla nostra natura, ma non abbiamo altra scelta, anche se ancora non abbiamo capito che non è la nostra unica base. Finché non scopriamo la necessità di questa correzione, non possiamo accedervi alla strada che conduce alla meta.

Domanda: Come portiamo contentezza alla forza superiore trattando tutti gli altri bene?

Risposta: In sostanza, è la stessa cosa. Immaginate che tutti gli esseri creati, tutte le persone sono i “figli del Creatore.” Questo è quello che dicono le fonti. Quindi, se fate del bene al figlio, certamente portate contentezza al padre.

Una volta il Creatore ha detto a Giona, il profeta, che Egli non può semplicemente abbandonare la grande città di Ninive, con 250.000 abitanti, nonostante i loro peccati. Il messaggio è chiaro: “Se tu li tratti con amore e li salvi, allora Mi porterai soddisfazione.”

Il Creatore non ha alcun vaso (Kli) per ricevere la soddisfazione da noi, quindi il mezzo per riceverla è l’intera realtà che si diffonde tra noi, tra ognuno di noi e il Creatore. E in questa realtà le altre persone devono essere al primo posto.

Quindi la diffusione del metodo della correzione e il preoccuparsi di tutto il mondo sono le azioni più preziosi che ci hanno permesso di svolgere e dobbiamo concentrarci su di esse. Naturalmente dobbiamo prima correggere noi stessi per sapere come relazionarci con il mondo.

Il calcolo è il seguente: “Faccio di tutto per portare contentezza al Creatore. Esprimo questo desiderio nel preoccuparmi del mondo o, più precisamente, nel preoccuparmi delle persone. I livelli inanimato, vegetale, e animale della natura potranno anche essi aderire alla correzione. Al fine di prendermi cura delle persone, devo correggermi e quindi ho dovuto iniziare correggendo me stesso.
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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah  del 02.06.2013 , Scritti di Baal HaSulam)

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L’educazione integrale

Domanda: Io ancora non capisco cosa sia questa “educazione integrale” di cui parliamo tutto il tempo.

Risposta: In sostanza, si tratta di cambiare il nostro approccio, di un nuovo “insieme di dati”, di una nuova prospettiva del mondo. Che cosa è un “integrale?” Chiariamo questo in termini geometrici. Supponiamo che ci sia una certa area che può essere suddivisa in piccoli quadrati di una certa dimensione. Quindi l’area di ogni quadrato è un quadrato (1 … ²). Inoltre, abbiamo anche delle parti più piccole che non sono dei quadrati.

Come si fa quindi a calcolare l’area generale del corpo (S)? Noi aggiungiamo tutti i quadrati all’area e poi dobbiamo calcolare l’area delle parti speciali (S-?). Se stessimo parlando di peso, dovremmo vedere quale sia il loro centro di massa (He-?).

Quindi dividiamo questa zona in quadrati ancora più piccoli e quindi li aggiungiamo. La somma (Σ) è chiamata un “integrale” (). Così calcoliamo da zero all’ infinito (), fino ai più piccoli dettagli.

Nello stesso modo si raggiunge il livello più basso della razza umana attraverso l’educazione integrale, fino all’ultimo dettaglio. Alla fine ognuno di noi, ogni “quadrato” è uguale a tutti gli altri. È in questo modo che l’ educazione integrale si rivolge alla generalità, all’interezza e alla complessità.

L’educazione non correggerà l’ego. L’ego rimarrà così come è, e non c’è niente che possiamo fare con esso: non può essere ri-addestrato, rieducato per passare dalla ricezione alla dazione. L’educazione integrale un po’ “smussa gli angoli”, ma non corregge l’umanità. Con la sua attuazione noi avviciniamo solo le persone ad uno stato che ci permette di portare loro la Luce, e la Luce compie già il suo lavoro, che noi chiamiamo “riforma”. La conclusione è che i cerchi che costruiamo effettivamente cambiano solo dopo che passiamo la Luce alle persone.
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Il cordone ombelicale per la connessione a colui che è superiore

Domanda: Può succedere che il gruppo non fornisca ad una persona il supporto di cui ha bisogno?

Risposta: Il gruppo fornisce ad una persona tutto il supporto di cui ha bisogno secondo la misura in cui può sentirlo. La questione è se egli è abbastanza sensibile per sentire questo supporto. Forse, non è collegato al gruppo per nulla, quel che succede non lo interessa, e vive la sua propria esistenza.

Viene a lezione, studia e và a casa. Dopo di che potrebbe venire a lezione ancora dopo un paio di giorni quando non ha altri impegni più importanti. Non gli interessa quel che succede nel gruppo. Non sviluppa la sensibilità interiore che permette di sentire la risposta, un’impressione, un’ispirazione da loro. Così facendo non riceverà nulla dal gruppo.

Il gruppo è un vaso, un mezzo per aderire a colui che è superiore, il posto dove l’embrione aderisce all’utero materno, la placenta che permette ad una persona di aderire al Creatore. Nel frattempo egli è solo nella forma di un embrione ed il gruppo è tutto il mondo, come lo è l’utero della madre. Comunque più tardi, riceve la forma del mondo intero.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.04.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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L’Amore assoluto al di sopra dell’odio fittizio

Domanda: Baal HaSulam spiega che se i genitori trattano il loro figlio con amore assoluto, il figlio inevitabilmente comincerà ad odiarli piuttosto che restituire il loro amore dal momento che non si preoccupa che i genitori smetteranno di amarlo. Riguardo al Creatore: anche noi inizieremo ad odiarlo quando scopriremo il Suo amore assoluto per noi?

Risposta: nel nostro lavoro spirituale dobbiamo raggiungere l’amore assoluto verso il Creatore, cioè indipendentemente dal tempo noi riceviamo piacere o punizione dal Creatore. La nostra crescita spirituale si basa sullo sviluppo dell’ amore anche se sentiamo un crescente sentimento di repulsione, fino a raggiungere l’odio assoluto, il che significa la sensazione che il Creatore ci odia sempre di più, mentre sviluppiamo un crescente amore assoluto verso di Lui, per lavorare nella fede al di sopra della ragione.

Così possiamo capire perché il Creatore ha creato in noi il desiderio in cui sentiamo il piacere o il dolore. Ma dobbiamo elevarci al di sopra di esso, in un nuovo sentimento di dazione, e quindi il nostro atteggiamento verso il Creatore diventa totalmente indipendente del Suo amore poiché stabiliamo il nostro atteggiamento al di sopra del sentimento di odio, secondo il principio “l’amore copre tutte le colpe”.
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Non è il posto che santifica una persona, ma è la persona che santifica il posto

Domanda: Cosa vuol dire essere “il popolo prescelto”? Lo si è per soffrire?

Risposta: Si viene scelti per fare un lavoro speciale nel mondo, e questo è stato espresso nel corso della storia. Sì, la sua missione è difficile, e viene compiuta in modi diversi.

Primo, la nazione dei Giudei ha dato al mondo la Torà, la connessione con il Creatore. Questa connessione era stata adottata in modi diversi dalle diverse parti della Malchut generale, come sono chiamate le nazioni del mondo. Esse persero l’idea originale e la usarono per il loro vantaggio, ognuna a proprio modo.

In questo modo si sono formate le religioni: Cristianesimo, Islam, ed Ebraismo così come lo conosciamo dopo la distruzione del Tempio. Sono inoltre nati diversi credo e diversi metodi da questa situazione, la cui origine a volte precede Abramo.

Nel complesso, il concetto della Divinità è interpretato in modo diverso da ognuno dei settanta vasi frantumati e dai loro discendenti. A livello individuale, percepiamo anche la vita e i nostri rapporti con il mondo e con la Divinità in modi diversi, ognuno si rapporta alla vita a proprio modo.

Per quanto riguarda le persone prescelte, sebbene i loro vasi siano frantumati, essi possono compiere delle azioni che sono dirette alla correzione grazie alla loro precedente preparazione.

Hanno provato quasi tutto una persona possa immaginare e sono stati gettati nei posti più strani! Tuttavia, alla fine ha raggiunto la “linea del traguardo”, l’ultima fase dell’auto-appagamento. Questa fase può durare per decenni e coinvolgere dei processi di cui preferirei non parlare, ma è cosi che vanno le cose, e la linea del traguardo si sta avvicinando.

Questi sono i risultati della precedente preparazione di questi vasi nei quali ci sono delle scintille della frantumazione, e perciò, essi rispondono in modo diverso alla Luce che Corregge. La Luce discende su tutti allo stesso modo, ma ogni nazione si risveglia in base alla propria unicità, ed ognuno progredisce a proprio modo. La Lue raggiunge tutti, ma la velocità ed il genere di cambiamenti sono diversi.

Se vedeste la Luce Circostante che arriva all’umanità e la fa avanzare, se conosceste l’essenza interiore di ogni nazione, non dovreste guardare i telegiornali. Sapreste esattamente cosa sta succedendo ad ogni nazione e ad ogni persona senza seguire i notiziari.

Domanda: Ma, comunque, chi sono gli “uomini prescelti”? Chi vi appartiene?

Risposta: Si tratta di un gruppo di vasi, di desideri, che hanno un certo Aviut (grossezza). Sono collegati in gruppo al fine di compiere un lavoro collettivo ed in questo modo muoversi in avanti. C’è una scintilla in questa nazione che è separata dal desiderio egoistico, una scintilla che in futuro potrà essere trasformata in una forza della dazione che cresce nel desiderio generale di una persona.

Domanda: Ha qualcosa a che fare con gli uomini che vivono in Israele?

Risposta: Non ha niente a che fare con la localizzazione geografica. Però, allo stesso tempo, questa nazione ha delle condizioni esterne speciali nella terra di Israele e, di conseguenza, delle condizioni interne che sono diverse dalle condizioni delle altre parti delle nazioni che sono disperse in giro per il mondo.

Parlando in senso generale, c’è un ordine nello sviluppo delle diverse parti dell’umanità. Primo, si tratta del nostro gruppo mondiale, e poi della nazione di Israele che vive nella terra di Israele, e poi della nazione di Israele che vive al di fuori della terra di Israele, e poi del resto dell’umanità, e questo avviene in base all’ordine di attrazione degli uomini alla correzione.

In passato, la nazione di Israele era costituita dai vasi corretti che si trovavano al di là del Machsom (la barriera), al di là del Parsa. Poi, è stata frantumata ed è affondata dentro l’intenzione egoistica di mescolarsi con AHP, al fine di raggiungere il livello più elevato possibile della correzione nel mondo.

Prima della distruzione del secondo Tempio, questi vasi appartenevano a GE (Galgalta ve Eynaim). Essi dovevano essere frantumati per penetrare i vasi delle nazioni del mondo poiché il Creatore voleva proprio dare a loro per primi la Torà. La “nazione di Israele” è la fase di preparazione, il legame. Deve attraversare tutte le diversità del suo destino in modo che adesso possa finalmente assicurare la correzione del mondo. Questo è quello che stiamo cercando di fare, di essere alla guida, essere dei pionieri. Perciò, i Giudei hanno ricevuto l’occasione di ritornare nella terra di Israele e da qui ritornare alle loro radici ed iniziare la correzione.

Domanda: La Terra di Israele è Santa anche in senso geografico?

Risposta: No, ma la connessione ad essa, anche a livello vegetativo, già comprende l’intenzione altruistica.

Un uomo santifica la terra. Un uomo santifica la natura inanimata, vegetativa ed animata. Tuttavia, noi non apparteniamo al livello “umano” poiché siamo ancora al livello animato. Quindi, la “terra di Israele” – che significa il desiderio di ricevere a livello inanimato – non è santa. Infatti, io non attribuisco questo desiderio a me stesso e lo santifico. Io vivo semplicemente nella terra di Israele perché ci sto bene. Se qui sento della pressione, lascerò questo posto, proprio come è successo due mila anni fa.

Ho incontrato molti israeliani al congresso del New Jersey, e nessuno voleva tornare indietro, tranne alcune persone che erano connesse a noi. Dei sondaggi mostrano che gli ebrei negli Stati Uniti stanno staccandosi da Israele e non vogliono essere identificati con Israele. Preferiscono essere dei Giudei americani, come membri di un’altra nazione. Sebbene si siano arrabbiati perché ne ho scritto nel mio blog, questi sono i risultati dei sondaggi che li hanno effettivamente presi in considerazione. Vedo la stessa cosa nelle conferenze e nelle lezioni che tengo in America.

Ad ogni modo non li rimprovero, naturalmente. E’ abbastanza naturale quando si vive in un certo paese e si è connessi a questo paese in modo egoistico allora si vuole sentirsi bene in questo posto. Si può ricordare la propria terra natale una volta ogni pochi anni. La maggior parte degli ebrei in America, compresi coloro che ho incontrato, non sono mai stati in Israele. Cos’hanno effettivamente da fare qui?

Domanda: Quindi, una persona deve vivere in Israele per completare la correzione?

Risposta: Baal HaSulam dice che una persona che è attratta dalla spiritualità è attratta dalla terra di Israele. Infatti, c’è qualcosa qui. Questa attrazione non può essere espressa a parole, è provocata dalla scintilla che c’è in noi. Ecco perché le persone che studiano la saggezza della Kabbalah vengono qui, anche se non sono ebrei. Sentono che la fonte è qui, che questo posto è diverso ed unico, e che qui ci si sente diversi che in ogni altro posto. Tutto questo non ha niente a che fare con le dinamiche e la qualità della vita esteriore, ma con ragioni molto più profonde.
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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.05.2013, Gli Scritti del Rabash)

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L’intero gruppo delle “decine”

Otterrete tutto nel gruppo delle “decine”, “esso è il gruppo composto da dieci amici che lavorano alla connessione tra di loro (un esercizio che conduciamo al presente), e non solo studiando Lo Zohar o Lo studio delle Dieci Sefirot.  Non sappiamo come il tutto sia stato rivelato, ma lo è stato.

Domanda: Come dovrei agire riguardo al mio gruppo di “decina”?

Risposta: Qualche volta, devo controllare me stesso riguardo alla decina, questo Minyan (un quorum di dieci). A volte ho visto questo Minyan come una persona, a volte ho visto me stesso oltre gli altri e a donarlo agli altri, e a volte ho visto me stesso inferiore agli altri ed essere sotto la loro influenza.

A volte sentiamo di essere insieme, come un campo di forza, nel quale siamo tutti egualmente incorporati uno nell’altro ed ogniuno è fatto da tutti i dieci. Quando ogniuno di noi è già fatto di tutti i dieci ed è incorporato in tutti i dieci ancora, ciò diventa 10×10, il quale è, 100. Il 100 sono incorporati nel dieci ancora e diventano 1,000, e così andando avanti. Eventualmente riempiamo quest’area nella nostra incorporazione mutuale così densamente da diventare un intera, solida superficie al di sopra del quale viene rivelato il Creatore.

Posso immaginare che è così a chi porta carenza nei dieci e gli altri si preoccupano come lo ZAT (la più piccola e settima Sefirot) o Bina. Sono in loro come l’utero di una madre e li costringe ad attrarre la Luce che Riforma al di sopra di me e quindi aderisco a loro con maggiore forza e conferiamo al di sopra di loro e li aiutiamo.

Posso anche scoprire questa attitudine nei dieci quando tutti ci connettiamo in uno unico. Dopo conferisco al di sopra di loro e ricevo da loro, Raggiungo questa unione con loro, sentendo che non solo ciò che facciamo lo condividiamo ma attendiamo la rivelazione del Creatore come risultato di questa unione e della collaborazione. Il momento della “decina” realizza il concetto di Minyan (connessione di dieci persone),in cui rivelo il Creatore.

Si dice “ Venivo e non c’era nessun uomo” il che significa che l’interezza nel quale il Creatore si rivelava era persa. Quindi il Creatore dice “Venivo e non c’era nessun uomo”. “Uomo” è l’immagine nel quale il Creatore si può vestire.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06.05.2013, TES)

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Il successo è determinato dalla preparazione

Domanda: Abbiamo bisogno di cominciare a prepararci adesso per diventare un gruppo di dieci per il congresso?

Risposta: E ‘impossibile ottenere qualcosa di serio senza preparazione. Se il successo è arrivato senza preparazione, vuol dire che è stato dato dall’alto: Sei stato spinto e stai correndo in avanti e hai avuto il risveglio per farlo. Questo successo non ti viene aggiunto come merito del tuo sforzo.

Ogni progresso serio dell’inferiore avviene solo a causa della preparazione ed è determinato dalla quantità dello sforzo. L’azione che mi ha portato dieci secondi per completarla potrebbe richiedere dieci anni di mia preparazione. Questa preparazione determinerà il potere dell’azione.

Quindi, abbiamo bisogno di pensare alla preparazione. Continuiamo a lavorare in gruppi di dieci per prepararci al congresso: per costruire un grande gruppo di dieci. In caso contrario, vi troverete al congresso persi nella folla di migliaia, e appena usciti dai confini del proprio gruppo di dieci. Tuttavia tu dovrai integrarti nel congresso con il tuo gruppo di dieci e vedere tutti come un unico gruppo di dieci.

Non si dovrebbe andare oltre i confini del cerchio, ma al congresso, tutti sono inclusi in questo cerchio. L’intero posto con tutte le persone sono circoscritti nei limiti del nostro circolo. In seguito, lavoreremo su come collegarci virtualmente con altri gruppi in modo che le distanze non ci separino.

Dopo lavoreremo in modo che il tempo non ci separi. Inizieremo a connetterci con i Kabbalisti che vivono in ogni momento dato che non il tempo non esiste! Noi comprendiamo come sia possibile eliminare le distanze perché possiamo collegarci virtualmente a qualsiasi punto del mondo. Ma neanche il tempo non esiste. Anche il nostro mondo ci avvicina al confine oltre il quale il tempo non esiste. Dobbiamo lavorare per far scomparire il concetto di tempo, spazio e movimento.
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(Dalla  1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah  del 28.05.2013 , Gli scritti di Rabash)

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