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Non perderti la Luce!

Domanda: Qual è il peso spirituale del congresso di dicembre? A quanti anni di studio equivale?

Risposta: Penso che nel prossimo anno non ci sia niente di simile. In quest’anno così importante, e direi decisivo, vedremo come il mondo si girerà verso l’unità e la connessione. Questi saranno solamente i passi preliminari, ma dobbiamo essere forti e ben preparati e il congresso dovrebbe fornirci questo.

Non si tratta solamente di fare un balzo in avanti, che altrimenti ci prenderebbe diciamo sei mesi. Se non ci connettiamo durante il congresso, non saremo capaci di svolgere il nostro compito. Il sistema di connessione che creiamo durante questi tre giorni dell’evento sono di estrema importanza per noi.

L’uomo può anche non studiare con noi quotidianamente, ma se perde il congresso e la sua preparazione si perderà i “mattoni di costruzione” di cui il vaso spirituale è costruito. Non si tratta della “saggezza” che sentiamo durante le lezioni, ma che adesso stiamo costantemente lavorando con la Luce che riforma.

Quindi vi avverto: non permettetevi di perdere le lezioni. Non è solamente lo studio. Sono momenti veramente preziosi durante i quali la Luce ci influenza effettivamente, in maniera molto più realista e intensa di prima.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.10.2011, “La Pace nel mondo”)

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Il vero lavoro è interiore

Domanda: Studio la Kabbalah da alcuni anni e per me è diventato chiaro che quello che importa di più è il mio lavoro interiore. Tuttavia mi sembra ancora di non capire realmente di cosa si tratti. Potrebbe spiegare più dettagliatamente che cos’è il lavoro interiore?

Risposta: Il mio lavoro interiore è cercare il più possibile di unirmi al lavoro interiore collettivo, di creare un vaso per la ricezione della Luce. La fine di un’azione è nel suo pensiero iniziale. Prima anelo allo stato nel quale io rivelo il Creatore. Che cos’è questo stato? È lo stato nel quale si uniscono diversi punti nel cuore. Se con questi punti nel cuore creo il giusto sistema unificato in cui risiede il potere della dazione, vi scoprirò la forza chiamata il “Creatore”. Scoprirò Lui in base al livello della nostra unione.

Il nostro lavoro interiore quindi è basato sull’unità, sulla garanzia mutua. È detto: “Ama il tuo prossimo come te stesso, è la vera regola della Torah”. Una regola (Klal) che contiene tutta la Luce. Questa è l’unica cosa di cui ho bisogno, ed è per questo che vi sono concentrato.

Cerco di fare diverse cose che portino all’unione dei punti nel cuore. Cerco delle opportunità per unirmi e per risvegliare gli amici verso questo obiettivo. Mi interesso affinché tutti siano nella stessa intenzione, pensiero, sull’essere ispirati e connessi in modo che questo fuoco tra di noi possa ardere. Allora lì riveleremo il Creatore.

La Sua rivelazione è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno. L’essenza dell’intera saggezza della Kabbalah è la rivelazione del Creatore agli esseri creati in questo mondo.
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(Dalla 2° lezione del congresso in Arava del 28.10.2011)

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Creare il modello di un mondo nuovo

Domanda: Nel congresso di dicembre vorremo celebrare la nascita di un mondo nuovo. Su che cosa dobbiamo concentrarci?

Risposta: Dobbiamo unirci per il bene dei valori che vogliamo mettere in luce nel congresso. Giorno dopo giorno dobbiamo mettere sempre più sforzo per sentire che viviamo in un mondo nuovo. Dobbiamo rappresentarlo, immaginarlo nelle relazioni tra di noi, in tutti i nostri pensieri e azioni.

Come scrive Baal HaSulam, noi dobbiamo creare il modello di una nuova società, che formerà le basi di un nuovo mondo e permetterà a tutti di imparare dal nostro esempio. Quindi, prima di tutto, dobbiamo scoprire questo mondo nuovo tra di noi. Dopo vedremo aprirsi per noi delle opportunità che non abbiamo mai sognato, nella vita comune, nell’industria, nel commercio, nell’educazione ed altro.

Non comprendiamo realmente questi stati, lasciamolo fare alla Luce. Se ognuno fa quello che può, tutto il resto funzionerà. Il nostro compito è di fare lo sforzo, e si apriranno le opportunità. Tutti i nostri sforzi si devono indirizzare verso il mondo nuovo, le nuove relazioni, la nuova società. Questo lavoro dovrebbe prendere tutti i momenti della nostra vita per stabilire un tono e creare uno stato d’animo nella divulgazione, nella preparazione del congresso e nelle relazioni tra i gruppi, in modo da sentirci sempre di più un unico gruppo…

Dovremmo vedere giorno per giorno la crescita dell’unità e creare un ponte tra la realtà desiderata e quella attuale. Se vediamo ancora i fenomeni negativi nel mondo significa che  non abbiamo raggiunto ancora la correzione tra di noi, e questo è l’unico motivo.

Dopo tutto la società si sviluppa in conformità a quello che le è stato preparato, mentre noi abbiamo la libertà di scegliere e la capacità di attrarre la Luce, che dopo si riversa su tutto il mondo e vi stabilisce l’ordine. Il congresso si avvicina e quindi è tutto molto serio.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.10.2011, “L’amore per il Creatore e l’amore per gli esseri creati”)

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Perfino il lupo amerà l’agnello

La materia della creazione è divisa in vari livelli: l’inanimato, il vegetale, l’animale e il parlante. Ci sono diversi livelli anche all’interno del livello del parlante infatti ci sono persone che esistono passivamente, simili al livello della bestia, e ci sono persone più progredite, come chi cerca un obiettivo che sia oltre la vita corporea ordinaria.

Alla fine ognuno dovrà comunque raggiungere il medesimo obiettivo della creazione, e allora ogni persona sentirà e comprenderà un suo desiderio speciale. Qualcuno desidererà una buona vita materiale, mentre un altro vorrà raggiungere qualcosa oltre la materialità, altri ancora vorranno trascendere questa vita. L’avanzamento verso il medesimo obiettivo varierà poiché ogni cosa, compreso il grado umano, è divisa in quattro livelli, che esisteranno fino alla fine della correzione.

Solo quando ciascuno sarà connesso, allora sarà creato un solo desiderio comune e perfetto. Nel frattempo, durante il processo della correzione, tra tutte le parti ci sono grandi differenze.  Ma la cosa più importante è che ogni genere e tipo scoprirà la meta della creazione e raggiungerà la fine della propria correzione.

L’uomo deve connettersi agli altri sullo stesso livello, come disse il profeta: “Il lupo pascerà insieme all’agnello”. Tutta la creazione riceverà una tale forza di unione e dazione che ci sarà pace a tutti i livelli della creazione. Tutto questo sarà possibile grazie alla correzione dell’uomo.

Questo “amore degli amici” non è solo uno slogan bello, ma si tratta del posto principale del nostro lavoro, l’uomo dovrebbe capire che il suo sforzo, il suo attacco e il punto principale del suo esercizio per conseguire l’obiettivo è “l’amore degli amici.” Questo è il vaso in cui scoprirà la forza superiore, il Creatore, l’essenza della vita.

Dovremmo focalizzare la nostra attenzione solo su questo, e qualunque altra cosa, lo studio e le altre attività, sono solo per conseguire questo vaso spirituale: l’amore degli amici.
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(Dalla parte 1° della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 27.10.2011, Gli Scritti di Rabash)

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La forza dell’Ambiente

Come conduciamo noi stessi verso lo stato nel quale sentiremo noi stessi e gli altri come un tutt’uno? Questo si fa costruendo un certo ambiente che non abbia neppure bisogno di essere messo alla prova. Al di là di tutto quello che ci circonda, un ambiente è il solo strumento capace di influenzarci e attraverso il quale possiamo influenzare noi stessi.

Se influenzo gli altri e sistemo tutto per fa sì che loro mi influenzino in un certo modo, questa influenza, passando attraverso di loro e ritornando a me, viene percepita da me come un’influenza esterna e questa mi cambia.

L’ambiente costruisce la persona. Se un bambino viene lasciato nella foresta, crescerà come gli animali che lo circondano. Se lui o lei viene mandato in una buona struttura prescolastica e in una buona scuola, diventerà quello che l’ambiente ha costruito su lui o lei. Dobbiamo solo preoccuparci dell’ambiente.

L’ambiente può farci diventare chiunque. Un ambiente ha potere su di noi proprio perché noi siamo integralmente connessi. Ognuno di noi è una parte di tutto il sistema, una piccola cellula in un enorme organismo ed è attraverso questo organismo che la sua idea, il suo potere, il suo piano, i suoi precisi pensieri ed i suoi sentimenti diventano nostri. Noi non possiamo resistere loro perché siamo inclusi in questo sistema.

Insieme costruiamo un simile ambiente, ma di fatto ognuno di noi deve imparare a farlo, perché il nostro scopo è di entrare consciamente nel prossimo grado con la comprensione di quello che facciamo.

Per la prima volta, l’uomo diventa il creatore di un nuovo livello della natura. Parlando in maniera pratica, non crea niente di specifico, piuttosto si adegua a questo sistema e diventa Adamo (uomo). La parola “Adamo” proviene dalla parola “Domeh”, che vuol dire simile al prossimo livello della natura.

Comincia così a capire l’intero sistema della natura: come funziona il pensiero universale, com’è governato e perché questo succede in questo modo e non nell’altro. Comincia a realizzare lo scopo della creazione e si eleva al di sopra di tutta la natura che noi percepiamo (inanimata, vegetale ed animata) al livello di “Adamo” (uomo) che è simile a tutta la natura nel suo piano più elevato, attraverso tutta la noosfera, la dimensione più elevata.

Presto o tardi la raggiungeremo, ma la domanda è: a che prezzo? Attraverseremo grandi sofferenze che ci forzeranno a cambiare oppure costruiremo una società che ci chiama, ci adegua a questa natura integrale e noi, consciamente, comprendendo, aspireremo ad essa con il nostro desiderio ed allora renderemo il nostro mondo migliore.
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(Dal programma televisivo “Il Mondo Integrale” del 16.10.2011)

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Essere felice è l’obbligo dello studente!

Noi dovremmo sempre lottare per la perfezione! L’uomo si sviluppa solo perché cammina costantemente sulla linea di destra, la quale è espressa dalla felicità. Dovremmo sempre immaginare dei buoni stati: quelli dello sviluppo, dell’ascesa, dello spirito elevato, del timore, della grandezza del Creatore e dell’importanza dello scopo.

A questo dovrebbe puntare tutto il nostro lavoro e tutte le nostre preoccupazioni, in modo da non permettere all’ego di portarci alla disperazione. Questo è molto importante.

Qualche volta può sembrare di affogare nell’utocritica e di scavare seriamente e dolorosamente in noi stessi. Questi possono essere considerati come dei segni di un grande uomo che lavora su di sé. Eppure non è un lavoro su di voi, state piuttosto seguendo il vostro egoismo.

Essere seri non significa andare in giro con una faccia triste, ma essere in una grande tensione, mantenere costantemente il sentimento della grandezza dello scopo. Dovreste elevarvi per immaginare lo scopo desiderato come ve lo desiderate, perché questo vi manterrebbe in un costante desiderio e timore di raggiungere lo stato della dazione al Creatore, per far piacere a Lui come alla persona amata.

È detto: “Non dovete avere altri dei”. Potete immaginare una situazione nella quale davanti a voi c’è solo il Creatore come vostro costante obbiettivo? Se così fosse, sviluppereste la vostra attitudine verso di Lui per capire come, a quali condizioni ed in quale caso, potrete dare a Lui? Solo quando siete insieme agli amici desiderando di essere con loro; ovvero, noi abbiamo un desiderio comune, una direzione nella quale  si connettono tutti e tutti sono attirati a Lui con lo scopo di renderLo felice: non c’è nient’altro che noi possiamo darGli!

Lo stato iniziale dal quale l’uomo comincia il giusto movimento verso lo scopo è l’immaginare questa situazione e vivere con questo desiderio. cioè la linea di destra.

Quando la Luce di sinistra si mostra opposta, capiremo che ci è stata data in modo tale da elevare la linea di destra anche più in alto, finché non raggiungiamo la vera dazione. La possiamo raggiungere solo se la linea di sinistra cresce ed avanziamo al di sopra di essa.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.11.2011, Gli Scritti del Rabash)

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Cadere su in Alto

Domanda: Quando controllo la mia integrità vedo che non posso preoccuparmi costantemente della garanzia mutua. Trovo che sia molto più facile prendere qualche concreto problema esterno e fare un segno di spunta nella mia agenda.

Risposta: Anche questo è un bene. Sono necessari anche i “segni di spunta”, dopotutto il nostro cammino riguarda solo il riconoscimento del male. Il problema è che difficilmente ci accorgiamo di avanzare.

Mi sento stupido eppure vengo ancora a studiare ed a partecipare alle attività del gruppo. Mi sento disperato, indifeso e carente di intenzione, ma vado ancora avanti. Allo stesso tempo però, non capisco che è la Luce ad operare su di me in questo modo. Se non fosse per lei non sarei capace di muovermi e collasserei del tutto.

Sperimenti contemporaneamente alti e bassi e, sebbene ti senta disperato, puoi ancora andare avanti, anche sentendo la mancanza di rispetto e il rammarico, abbracci ancora i tuoi amici e canti con loro. Se ti muovi costantemente in avanti, cadendo ma anche rialzandoti, questi non sono periodi alterni di disperazione ed incoraggiamento che cambiano di tanto in tanto, ma sono piuttosto due linee opposte l’una all’altra, tra le quali si trova l’ampiezza degli stati in cui ti trovi. Questo è già un segno di avanzamento.

E’ già un grande passo in avanti capire che oggi riconosco più accuratamente il male dentro me,  perché è la Luce a rivelare in me quello che non avrei potuto vedere precedentemente. Ieri pensavo di non danneggiarti in alcun modo ed oggi sono sorpreso di scoprire che ti tratto male e mi dispiaccio di non poter cambiare.

Da un lato questo mi fa sentire più disperato, ma dall’altro dovrei dire a me stesso: “Un attimo, da dove viene tutto questo? Mi sento peggio perché una Luce più grande fluisce su di me; questo è il segnale che sto vincendo, sto crescendo e con me sta crescendo l’inclinazione al male che è in competizione con me”.

La qualità del male rivelata in me è un segno di avanzamento. Non è facile riuscirci e costa cara una simile scoperta. Dopotutto acquisisco un grande tesoro ed alla fine scopro la rottura e come correggerla.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.10.2011, “L’Amore per il Creatore e l’Amore per gli Esseri Creati”)

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Non contate sugli Slogan

Domanda: Come posso concentrarmi sul quadro generale senza dare importanza a quale sia la parte che stiamo studiando?

Risposta: Solo la Luce che riforma dipingerà questo quadro. Puoi scrivere a chiare lettere: “Il nostro scopo è l’adesione al Creatore”. Il problema è che gli slogan in sé non spiegano niente e c’è di più, confondono i dettagli. Mi piacerebbe tenere a mente una frase senza rimuoverla dalla mia intuizione, ma devo ancora capirla.

Per produrre dei cambiamenti non abbiamo di un altro modo o mezzo se non la Luce che opera tutto il tempo ad un ritmo predeterminato, creando costantemente per noi le condizioni interne ed esterne, mentre la direzione generale è diretta verso il peggio. Se abbiamo successo nell’attrarre questa Luce in modo che ci riformi, non saranno necessari dei  conflitti drammatici tra la sua natura e la nostra, e  tutto potrà avvenire nella direzione opposta.

Oltre alla Luce non abbiamo bisogno di altro, se non del vaso e del nostro stato attuale. È la Luce che ci mostra i problemi e le minacce crescenti ed è la Luce che ti correggerà e ti libererà da questi conflitti orribili, ma solo se lo chiedi.

La Luce ti correggerà solo attraverso l’ambiente. Per il mondo è arrivato il tempo di capire ciò che fanno già molti esperti: tra di noi si è formata una chiara connessione reciproca che non può essere distrutta, così solo l’amore per gli altri potrà salvare le nostre vite dalla distruzione di massa; anche se in un primo momento non lo sentiamo, ci dovrebbe essere cooperazione, una garanzia mutua.

Anche se non tutti ancora notiamo i lacci che ci connettono, presto avremo bisogno di questo metodo, quando cioè tutti noi sentiremo nelle nostre ossa di essere connessi completamente agli altri in ogni modo possibile.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.10.2011, “L’Amore per il Creatore e l’Amore per gli Esseri Creati”)

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La musica che scalda il cuore

Domanda: Quale dovrebbe essere la musica da usare ai congressi affinché possa riscaldare i cuori?

Risposta: La musica per la festa non deve essere scelta a caso perché deve risvegliare dentro di noi dei sentimenti positivi, di contentezza per quello che sta accadendo. Ai congressi, così come ogni giorno, dobbiamo immaginare lo stato futuro che vogliamo raggiungere, dal quale vogliamo ricevere un’illuminazione, una spinta, un’influenza, in modo che la Luce che Riforma ci arrivi da lì e lì ci trascini.

Quando si guarda qualcosa di bello ci si sente automaticamente attratti. In questo caso però, dobbiamo immaginare da soli questa bellezza e farlo come un esercizio prima e durante il congresso. A dicembre ci immergeremo nel mondo del futuro per 72 ore. Abbiamo un unico vaso nel quale viene rivelata una forza generale di dazione, nella quale ci ritroviamo tutti.

Cosa scopriamo da tutto questo oltre al sentimento di euforia? Quali sono le nostre relazioni? Come interagiamo nella nostra famiglia, tra gli amici, al lavoro (con i nostri colleghi, datori di lavoro ed impiegati), nell’economia della nuova generazione, nell’ambiente e nella società? Stiamo entrando in un nuovo mondo e stiamo cominciando ad analizzarne i dettagli: cultura, educazione, scienza, il nostro atteggiamento verso ogni genere di cosa….

Qui la musica può aiutarci a sviluppare il giusto approccio alla vita, e non importa se contenga parole oppure no.

Ad ogni modo la musica non dovrebbe procurarci alcun pensiero triste, che ci riporti ai momenti di difficoltà o di disperazione, questa proibizione è valida anche per il nostro lavoro di tutti i giorni. La musica triste rappresenta la linea sinistra che può essere usata solamente se abbiamo costruito già da tempo una linea di destra forte in cui stare. Come scrive Baal HaSulam, possiamo passare solamente mezz’ora al giorno a farci un’auto-critica, a condizione di lavorare nella linea di destra per le altre 23 ore e mezza.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 01.11.2011 “L’amore per il Creatore e per gli esseri creati”)

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Il “giocattolo” più importante nella vita

È risaputo che Lo Zohar sia un libro speciale. Tutti dicono che contenga molti segreti e che abbia una speciale forza miracolosa (Segula). È vero. Durante la lettura de Lo Zohar ogni persona deve cercare di pensare alla cosa più importante che questo libro gli possa portare, ma solo a quello di veramente importante da chiedere. Soltanto una cosa!

Per esempio, porta tuo figlio in un negozio di giocattoli e digli: “Scegli soltanto un giocattolo!”, vedi come diventa strabico. Si gira confusamente da un gioco all’altro e ogni volta che ne prende uno, esclama: “Questo!, quello!, no, questo qui!”

Se Lo Zohar ti dona la cosa più importante del “negozio di giocattoli” nel quale sei entrato, pensa al “giocattolo” più importante per te e allora, da una catena di pensieri, arriverai a qualcosa di grande valore.

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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.10.2011, Lo Zohar)

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