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Questo non è il vuoto, ma un foglio bianco

Domanda: Dobbiamo fare uno sforzo per mantenere la stessa intenzione durante il nostro lavoro?

Risposta: Non è necessario provare davvero a “mantenere” l’intenzione perché può essere rinnovata. Tutto il tempo arrivano nuovi desideri e nuove intenzioni che cancellano tutti quelli precedenti. E’ una buona cosa che tutto sia stato cancellato!

Indipendentemente da tutto, è necessario venire a patti con le discese, la confusione, le delusioni e l’impotenza, con tutti gli stati che aiutano a cancellare il grado precedente. L’uomo si trova in uno stato di vuoto finché non viene raggiunto il grado successivo.

Abbiamo bisogno di capire però, che in questo modo, rinnoviamo i nostri desideri in anticipo, ed è così che diventa costruttivo l’approccio a questo stato.

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Scavare più in fondo a se stessi

Domanda: Perché dice che quando l’uomo realizza l’unione eterna con il Creatore, per lui non ci sono più  lavoro, salite o discese?

Risposta: Perché l’uomo dovrebbe avere salite e discese una volta aver completato la sua correzione? Lo scopo delle discese è quello di rivelare un altro desiderio non corretto, per farvi scavare più in profondità nel vostro egoismo, per scoprire ciò che deve essere portato in superficie.

È simile al modo in cui viene arato il terreno prima di piantare i semi, queste sono tutte conseguenze del nostro lavoro spirituale.

Una volta aver rivelato e corretto interamente il suo desiderio non corretto, per l’uomo non c’è più alcun motivo per le discese o le salite, anche se continuerà a salire e a scendere fino a quando non raggiungerà la fine della correzione: il Gmar Tikkun.

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Lo schermo è rotto, non il desiderio

Domanda: Lei dice che i desideri sono rotti, ma io percepisco il desiderio come un qualcosa di integro. Che cos’è un desiderio “rotto”?

Risposta: Il desiderio di ricevere per amor proprio è indicato come “rotto”, mentre il desiderio diretto verso la “dazione”, al dare agli altri si dice sia “corretto” o genuino. Il desiderio non si rompe, mentre lo schermo sì.

Il desiderio è sempre salutare. Se il mio desiderio ha uno schermo, nel momento in cui arriva la luce la posso passare agli altri e mantenere solo quella che serve alla mia esistenza, questo significa che tutta la luce superiore passa da me agli altri. Essa non indugia mai in me ma circola costantemente dal mondo dell’infinito a tutti gli altri senza eccezione. Dopo mi sento assolutamente soddisfatto, e in me circola sempre la forza della vita.

Se non posseggo questa qualità significa che non possiedo lo schermo, quindi la luce superiore non raggiunge il mio desiderio ma ritorna immediatamente indietro alla sua fonte, realizzando la condizione della prima restrizione (Tzimtzum Aleph o TA): senza uno schermo la luce non entra nel desiderio di ricevere. Ecco perché sento di esistere “dentro di me” e non nella luce.

“La cosa dentro di me”, che io sono, è chiamato “questo mondo”, quello che percepiamo per ora. “Questo mondo” è quello che percepisco dentro di me.

Il mondo superiore è quello che sento fuori di me, quando mi collego al resto. In quel momento percepisco la vita di tutto il corpo, e tutta la luce del creatore passa attraverso di me a tutto il resto.

Questo è lo stato in cui posseggo uno schermo, quando mi sono collegato a tutti gli altri e passo loro la luce, e questo stato di cose è chiamato “corretto”, mentre lo stato nel quale non ho uno schermo viene chiamato “rotto”. Il desiderio non è rotto, ad esserlo è lo schermo, anche se spesso si usa  il termine convenzionale: un “desiderio rotto”.

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La rivelazione della Luce è la soluzione alla Crisi

Domanda: In che modo connettiamo la struttura dell’universo che stiamo studiando con lo sviluppo dell’attuale crisi?

Risposta: La Malchut del mondo dell’Infinito si è divisa in un enorme numero di pezzi egoistici separati, che ora devono acquisire la loro struttura comune.

Come? Noi non conosciamo e non possiamo conoscere questa struttura che è molto complicata ma ci verrà rivelata alla fine. Ma tra noi c’è un enorme numero di connessioni e le dobbiamo “ripristinare”. Le ristabiliamo quando lavoriamo l’uno con l’altro, quando divulghiamo e ci uniamo.

La Saggezza della Kabbalah parla di questo, che è esattamente ciò che dobbiamo fare,  il nostro obiettivo.

La crisi attuale da una parte è la rivelazione del sistema di interconnessione comune (colorato in rosso nel disegno), ma dall’altra parte è la dimostrazione del fatto che siamo degli egoisti e non desideriamo affatto essere connessi l’un all’altro. Ciascuno di noi è un egoista a sé stante.

Allora cosa facciamo? La crisi arriva perché siamo degli egoisti separati mentre il sistema attuale è altruistico. Dove possiamo nasconderci gli uni dagli altri? In nessun posto. Nessun sostegno ci aiuterà ora a risolvere la crisi, persino se in Europa continuassero a pensare intensamente a come trovare una soluzione, non sono in grado di pensare a nulla perché la sola cosa che può essere fatta è ripristinare un sistema integrato di connessione tra noi, e senza ristabilirlo non saremo in grado di ottenere nulla.

Tutto il problema è che la Luce superiore comincia a operare tra noi e possiamo aprirle la strada attraverso noi stessi gli uni verso gli altri. Questo è chiamato garanzia reciproca. Io rivelo la Luce per te e tu la riveli per me, e così la riveliamo reciprocamente, finché la Luce riempirà tutto il volume del mondo dell’Infinito.

Oggi ci troviamo all’inizio del percorso e tutto ciò lo dobbiamo fare  insieme. E’ per questo che esiste la Saggezza della Kabbalah, ed è il motivo per cui andiamo nelle strade e cerchiamo di spiegarlo alle persone.

Liberare tutto il fogliame e aprire le valvole per percorrere più velocemente il sentiero della Luce superiore sarà più facile nella misura in cui loro si uniranno a noi.

Spero che in questo modo ci avvicineremo velocemente a risolvere la crisi. Abbiamo una medicina, un rimedio per questo, abbiamo semplicemente bisogno di rivelarlo pienamente a noi e agli altri e iniziare ad usarlo.

Buona fortuna a te in questo. Io spero che, invece di vedere la luce in fondo al tunnel, noi la sentiremo attraversandolo.
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(Da la Serie della Lezione Virtuale della Domenica 16.10.2011)

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La Regola di Hillel

Fai agli altri come tu vorresti che loro facciano a te”. Il saggio Hillel ha formulato questa regola per quelli che volevano sbarazzarsi della loro intenzione egoistica, avvicinarsi al mondo spirituale e capire la rivelazione del Creatore ed i benefici che comporta.

L’uomo è confuso, non sa come approcciarsi a questo e solitamente si fida del fatto di essere capace di usare le sue attuali qualità e desideri che appartengono al nostro mondo. Nella vita; dopotutto, ha imparato delle cose, ricevuto un’educazione e realizzato qualcosa, pensa che l’ascesa al prossimo grado si realizzi seguendo certi canoni; e questo è il problema.

Ci siamo abituati ai meccanismi relazionali a noi familiari già dalla prima infanzia, alle loro leggi riconosciute e a quelle tradizioni. Il corpo, inconsciamente, ci dirige e ci porta ai pensieri, alle azioni, ai movimenti ed alle soluzioni predisposte dal sistema. Non capiamo che il mondo spirituale richieda un’assoluta rivalutazione di tutti i fondamenti. Io non continuo il cammino precedente, ma lo termino ed elevo un nuovo vettore, una nuova dimensione che non avrei mai immaginato prima. Questo non è solo un cambiamento, è un salto nell’ignoto.

Una volta c’era un uomo che desiderava raggiungere la dazione, passare da un’intenzione egoistica ad una altruistica, dal mondo fisico a quello spirituale ed andò da Hillel. Egli aveva già capito che non era capace di farlo da solo e che con la sua comprensione non sarebbe avanzato. Dopotutto l’insegnamento spirituale non è un corso universitario, non può essere insegnato attraverso i libri o le guide all’auto apprendimento.

L’ospite di Hillel capì di aver bisogno di ascoltare i consigli di un saggio e di seguirli “ad occhi chiusi”. Capì che questo era l’unico modo con il quale avrebbe potuto avere successo, essendo incapace di vedere il cammino che si rivelava davanti a lui, che  non si può vedere con una visione egoistica. Ecco perché andò da Hillel con la sua domanda.

Hillel personifica il corpo collettivo delle leggi, l’Halacha, in altre parole le regole per completare il cammino (Alicha) verso lo scopo della creazione. Il suo responso fu semplice: “C’è solo una regola principale: Non fare agli altri quello che tu odi”.

Per testare di essere sulla strada giusta, hai bisogno costantemente, in ogni singolo momento, di testare te stesso in relazione al tuo amico. Puoi pensare a lui così come pensi a te stesso? Puoi con cuore puro cambiare posti con lui ed avere cura del tuo amico allo stesso modo in cui hai cura di te stesso? Puoi avere cura del tuo amico allo stesso modo in cui hai cura di te stesso? Anche se lo critichi dentro, devi elevarti al di sopra di questo, essere al di sopra della tua attitudine negativa verso il tuo prossimo in tutte le sue manifestazioni.

Questa è la prima metà del cammino, quando cominci a stabilire il contatto con gli altri. Questo si manifesta nella tua conclusione di essere un disturbo. Diventi pronto per la connessione, ma semplicemente, non sei ancora capace di realizzarla. In questo modo, evochi la Luce che Riforma che avanza verso di te.

Chiaramente,  si divide in molte fasi la realizzazione del principio “fai agli altri come vorresti che gli altri facciano a te”. Ogni fase è qualcosa di differente, di nuovo e speciale. Continuerai a scoprire sempre di più i frammenti più grandi del quadro generale. Proprio adesso, pensi che sia sufficiente semplicemente non interagire con il tuo prossimo. Comunque, il tuo desiderio egoistico lo toccherà costantemente, lo toccherà molto. Vorrai obbiettargli, contraddirlo, schiacciarlo ed ucciderlo.

Ci saranno molte opzioni, poi comincerai a realizzare il tuo meccanismo interiore in relazione alla regola “ama il tuo prossimo come te stesso”. Il prossimo non è un problema così grande come la tua ascesa al di sopra del tuo egoismo, verso il grado di Binà, lo stato di Hafetz Hesed (deliziarsi in misericordia).

Il tuo “prossimo” è il tuo equipaggiamento di esercizi, il modello, il criterio, in relazione al quale puoi controllare gli approcci spirituali, le leggi e le condizioni qui nel nostro mondo. Dopotutto, dobbiamo rivelare il mondo spirituale proprio nel nostro mondo e non lontano, al di là dell’orizzonte. Si, la dimensione spirituale porterà nuovi parametri con essa, ma essi saranno rivelati nelle relazioni tra di noi, tra tutte le persone. Ecco perché è scritto: “Fai agli altri come vorresti che loro facciano a te”.

Questo principio è chiaro a tutti e tutti lo possono realizzare. Non ha requisiti preliminari per la persona. Agisci come sei. C’è un gruppo davanti a te e puoi lavorare su queste condizioni insieme ai tuoi amici. Smettila di cercare altre cose, non hai un altro metodo che porti alla rivelazione del Creatore. Questa è la prima condizione sul nostro cammino.

C’è un totale di due condizioni ed entrambe sono dirette al “prossimo” che s trova davanti a te. La seconda ed ultima condizione è “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.10.2010, “L’Amore per il Creatore e l’Amore por gli Esseri Creati”)

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Il rimedio per l’impotenza

Domanda: Se leggo i Salmi o altri testi kabbalistici, posso piangere. Queste parole sono molto vicine al mio cuore. Capisco che riguardano me ed i miei sentimenti e posso identificarmi col testo. Inoltre, capisco questi testi, essi penetrano nel mio cuore e mi portano alle lacrime.

Il Libro dello Zohar, comunque, è qualcosa di non chiaro, morto, senza colore e senza gusto e non posso essere commosso da esso. Allora, perché il Libro dello Zohar è considerato la più alta fonte attraverso la quale la forza superiore ci influenza? È impossibile sentire questo.

Risposta: In verità è così. Dobbiamo capire il principio fondamentale qui. È quando raggiungo uno stato in cui mi sento totalmente impotente di raggiungere lo scopo spirituale e capisco che tutte le mie preghiere, le lacrime e le richieste non hanno aiutato, che comincio a trovare le forze nascoste nello Zohar e capisco perché è stato scritto in quella maniera.

Se alcune fonti kabbalistiche mi commuovono emotivamente, queste emozioni sono a livello bestiale, non a livello umano, che è simile al Creatore. Questi sono tipici sentimenti corporali, come “Mi sento male”, “Lo voglio davvero, ma non riesco a raggiungerlo” e così via. Questi sono normali sentimenti umani che sono molto lontani dalla spiritualità.

Se davvero desidero la dazione, la connessione, l’unità e l’amore, che sono contrarie a tutti i miei poteri, alle ragioni ed ai desideri, perché io non posso proprio risvegliarli leggendo un testo o essendo impresso da immagini immaginarie o dalla mia comprensione di quello che è scritto, allora comincio a sentire che il Libro dello Zohar è la fonte del potere che esiste, per la precisione, nella dimensione superiore, al di sopra dei miei normali sentimenti, delle ragioni e delle sensazioni.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.10. 2011, lo Zohar)

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Il disagio prima del Congresso

Domanda: Cos’è la paura che c’è bisogno di sentire prima del prossimo grande congresso di Dicembre?

Risposta: Il disagio prima del congresso è l’ansietà e la paura che non compierò quello che devo, in accordo al programma della creazione, che definisce chi sono io, le qualità con le quali sono stato creato e come posso partecipare ed investirmi di più per accelerare lo sviluppo di tutto il vaso spirituale.

Ogni persona deve sentirsi responsabile dello sviluppo di tutto il vaso comune e questo si riferisce alla misura della mia dazione al Creatore. Abbiamo bisogno di preoccuparci di questo e capire che tutto dipende solo da me.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.10.2011, Scritti del Rabash)

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Applicazione per un uso interno

Attraverso tutta la storia del nostro sviluppo, oltre al periodo dell’esodo dall’Egitto fino alla distruzione del Tempio, quando Israele esisteva come una nazione spirituale, durante i duemila anni precedenti, i Kabbalisti erano abituati a creare dei piccoli gruppi tra di loro e questo era sufficiente.

Ma adesso dobbiamo costruire un nuovo sistema di mutua dazione in una forma assolutamente tangibile, così come sono tutti i collegamenti e i sistemi operanti nel mondo. Dovremmo cioè costruirlo non soltanto attraverso le relazioni interiori tra di noi, come i gruppi di Kabbalisti che rivelavano la qualità della dazione tra di loro; adesso la qualità della dazione deve essere rivelata nella materia di questo mondo!

Nella nostra vita sarebbe questa l’applicazione completa e tangibile di questa qualità spirituale, impressa in tutte le nazioni, nell’industria, nel commercio, nelle relazioni dell’uomo con il mondo e con la società, in tutti i sistemi giornalieri. Dev’essere rivelata in ogni grado, in ogni elemento e parte delle relazioni corporali, nella nostra intera vita in relazione con gli alimenti, il sesso, la famiglia, l’onore, il potere e la sapienza. In altre parole, in questo mondo tutto deve esistere con l’intenzione della dazione.

Prima di tutto, abbiamo bisogno di una nuova educazione, e allora potremo iniziare con le correzioni, perché se iniziamo a correggere la società prima di correggere noi stessi, sciuperemo tutto ancora di più. Il mondo potrebbe diventare peggiore al fine di farci vedere le nostre manchevolezze!

Se adesso non comprendessimo di essere corrotti dentro e intendessimo cambiare qualche cosa all’esterno, tutti i cambiamenti che implementeremmo si girerebbero di proposito dall’interno verso l’esterno per forzarci a tornare indietro, e prima di tutto, correggere te stesso. Basandoci in questa correzione interiore, saremo capaci di portare i cambiamenti esteriori: dall’interno verso l’esterno. Questo è l’unica modo per correggere la realtà.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah, del 06.09.2011, “La nazione”)

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Crisi: Connessione attraverso un’esplosione

Domanda: Com’è possibile che durante la frantumazione il superiore sapesse che la creatura stava per frantumarsi e anche cosi rispondesse alla sua richiesta?

Risposta: Certamente il Superiore sapeva, Lui Stesso predispose questa frantumazione! Altrimenti, come avrebbe potuto Malchut connettersi a Binà se non fosse per la frantumazione?

Quando le persone parlano dell’attuale crisi, si riferiscono a essa come a una sorta di rottura (la parola crisi viene dalla stessa radice). Ma non è corretto. La crisi è la creazione della connessione tra due qualità che non possono connettersi in nessun altro modo.

Nella tecnologia usiamo spesso questo metodo di connessione, quando le forze difensive di un determinato materiale devono essere distrutte per collegarsi a un altro materiale. Questo metodo è usato per saldare metalli, per incorporare uno nell’altro. Quando le cose non possono connettersi, distruggiamo le loro forze difensive, i limiti tra di loro, e le costringiamo a connettersi. Questo diventa possibile attraverso la loro frantumazione, forzatamente, attraverso un’esplosione.

Può sembrare strano che si debba ricorrere alla rottura, ma non le rompiamo, otteniamo una connessione. E sarebbe impossibile per noi unirci uno con l’altro se ognuno di noi non rompesse le rispettive frontiere. Dopotutto, la forza dell’egoismo, la forza del desiderio di ricevere piacere, che esiste in tutti i materiali, non permetterebbe che nessun altro entrasse nel proprio territorio. Per questo motivo abbiamo bisogno di usare una forza speciale contro di esso, che possa rompere i suoi confini, per poter introdurre un secondo materiale, una seconda qualità, come un visitante non desiderato.

Questo è quanto succede durante la frantumazione con Binà e Malchut. Ma se Malchut non riceve mai le qualità di Binà, non sarà capace di correggere se stesso. E non è capace di ricevere le qualità di Binà perché ha posto più restrizioni in se stesso, schermi difensivi – non desidera ricevere niente. Ha bisogno di essere frantumato per forza! Non accetterà mai di farlo di propria scelta.

Non accetterà la frantumazione e ricevere per il proprio beneficio. Tuttavia, senza la rivelazione della ricezione egoista, è impossibile rivelare le vere qualità di Malchut che sono opposte alla dazione e non gli permettono di ottenerle.

È per questo motivo che la frantumazione è stata predisposta dall’Alto. La chiamiamo cosi, ma in realtà è la connessione tra Malchut e Binà perché appena accade questo, le qualità di misericordia e giustizia si mischiano.

Alla fine abbiamo Binà e Malchut che sono fortemente connesse una con l’altra, ma frantumate. Anche questo è considerato un raggiungimento perché anche se sentono la distanza dal Creatore hanno l’abilità di correggere questa distanza perché sono connesse!

Ne risulta che la frantumazione è una grande correzione della costruzione di un vaso. È impossibile per noi ottenere la continuazione o qualsiasi altra correzione senza questo stato intermedio. È per questo che abbiamo bisogno di vedere una svolta, un punto di “biforcazione”, nell’attuale crisi –una possibilità per un giro netto verso uno stato completamente nuovo.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 09.04.2011, Prefazione alla saggezza della Kabbalah)

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La ginnastica per l’ascesa spirituale

Non riveliamo tutte le cose che desideriamo rivelare con le nostre forze o con il nostro attuale vaso di percezione, cioè il desiderio di ricevere piacere, ma piuttosto, nelle qualità di dazione. Il mondo corporale è rivelato nelle qualità della ricezione, mentre il mondo spirituale nelle qualità di dazione.

Non siamo capaci di vedere o sentire niente del mondo spirituale perché non abbiamo le qualità di dazione. Percepiamo tutto ciò che sperimentiamo nel nostro desiderio di ricevere piacere diretto “verso se stessi”, mentre nel mondo spirituale è percepito nel desiderio di donare, mentre si esce dal desiderio di ricevere piacere, “fuori di se stessi).

Come possiamo avvicinarci a questo se le due forme di ricezione sono opposte una con l’altra? I Kabbalisti dicono quanto segue: Gioca per la dazione, mettila in pratica, facendo la stessa azione con gli altri, quando tutte le persone, insieme con tutti quanti, cerca di “uscire da se stessa”, fuori dal suo ego, verso gli altri. Immagina quest’aspirazione il più possibile.

In quest’aspirazione, quando pensi che stai uscendo da te stesso verso gli altri, tu inizi a raggiungere, a percepire e a comprendere quello che è il mondo spirituale. Non ne capisci niente, non sei capace di analizzarlo o provarlo, o valutare le tue azioni. Ma questi sforzi costruiscono gradualmente la prontezza – (“muscoli”) dentro di te, che hai già ma che semplicemente non adoperi.

Le differenti parti del tuo futuro, il grande corpo della tua anima, sono incorporati in te, nel tuo punto nel cuore, come una goccia di seme, e questo corpo dell’anima si sviluppa attraverso i tuoi sforzi. Perché succede questo? Dato che i tuoi sforzi di uscire da te stesso verso altri esseri umani si combinano con gli sforzi di tutti quanti, uniti in un’aspirazione comune, questo attiva questi “muscoli”.

Quando tutte le persone nel gruppo pensano di uscire da se stesse verso gli altri, viene aggiunta la forza del proprio “muscolo” a tutti quanti. In questa maniera ognuno inizia a incrementare i propri “muscoli” con la propria abilità di sviluppare e di uscire da se stessi.

Ne risulta che ogni persona ha soltanto un punto di uscita da se stessa: l’aspirazione alla congiunzione. Ma anche il resto di quelli che pensano di uscire da se stessi, sono gli stessi che, includendosi in lui, costruiscono la struttura del futuro Partzuf in lui (e ogni persona fa questo in tutti gli altri).Questo non significa che loro diano qualche cosa dei loro “muscoli”. Loro gli danno la forza per lo sviluppo del gene dell’informazione (Reshimo), chiamato il suo punto nel cuore, una goccia di seme.

Di conseguenza, nessuno di noi è capace di svilupparsi da se in nessuna direzione, in nessuno dei “muscoli” dalle nostre 613 forze, desideri. Possiamo svilupparci unicamente attraverso l’inclusione mutua, uno nell’altro. Il Creatore ci invia amici, nemici, conflitti, guerre, problemi e pressioni, tutte queste situazioni diverse, per fornirci di questo tipo d’inclusione mutua. Quando noi lavoriamo correttamente alla base di questi problemi, quando più acute e drammatiche saranno queste sensazioni, più alti e ripidi saranno i gradi di ascesa.

È per questo che abbiamo bisogno di tutte quelle situazioni che sorgono nel gruppo e nella vita di ogni persona e le difficoltà nel loro lavoro interiore, e vediamo quanto possiamo avanzare specificamente sulle basi di complicazioni e problemi. Lo vediamo nei racconti della Torà: Più problemi sono rivelati tutto il tempo, e nuove ascese ci sono sopra di loro. È questo procede in questa maniera finché raggiungiamo la completa correzione (Gmar Tikkun).

Per questo motivo, quando noi leggiamo Lo Zohar, dobbiamo concentrarci sul fatto che tutti noi desideriamo uscire dal nostro ego verso gli altri. In questa maniera ognuno di noi incrementa il proprio vaso (desiderio) – il Partzuf speciale, costruito specificamente con l’inclusione mutua di tutti quanti.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.09.2011)

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