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Lunga vita alla non-indifferenza!

Baal HaSulam scrive che ogni fenomeno nel mondo conta. Questa è la ragione per cui non dobbiamo annientarlo o sottovalutarlo, ma dobbiamo correggerlo. Tuttavia, seguendo questo percorso dobbiamo agire in modo organizzato, senza paura e senza nasconderci. Il mondo è entrato in una fase di sviluppo in cui dobbiamo scoprire tutte le carte: il nostro scopo, il nostro credo, e le nostre fonti originali sulle quali ci basiamo.

Va tutto bene se gli uomini non lo accetteranno subito, perché il loro odio verso di noi li spingerà a familiarizzare con il nostro metodo. La loro non-indifferenza tornerà loro utile. Nel frattempo, vediamo che il mondo si sta sviluppando ad un passo talmente veloce che nel giro di pochi mesi questi uomini vedranno che abbiamo ragione, e piano piano incominceranno ad avvicinarsi a noi.

Dovremmo utilizzare questo periodo in cui sono contro di noi. Infatti, coloro che non sono indifferenti hanno già una connessione con noi. Può essere negativa, ma è comunque una connessione. Sappiamo che i conflitti mi spingono a studiare il mio avversario per poterlo sconfiggere ma, nel frattempo, sono connesso e coinvolto.

Il problema lo abbiamo con coloro che sono indifferenti, mentre coloro che sono contro di noi sono di fatto i nostri compagni più vicini. Dobbiamo considerarli come la rivelazione dell’ego in una forma specifica, in modo da poterlo correggere.
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(Dalla 3 lezione al Congresso in Germania del 06.08.2011)

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Infiammare la scintilla di luce

Baal HaSulam, “Matan Torà (Il Dono della Torà) ” Qui davanti a noi c’è una chiara legge, che in tutti i 612 Mitzvot (comandamenti) e in tutti lì scritti della Torà non esiste uno che sia preferibile al comandamento : “Ama il tuo prossimo come a te stesso”.

Questo è cosi perché questi hanno il solo scopo di interpretare e permetterci di portare avanti il comandamento di amare gli altri correttamente, giacché lui dice specificamente “il resto è il suo commentario; vai e studia”. Questo significa che il resto della Torà è l’interpretazione di quel singolo comandamento, che il comandamento di ama il tuo prossimo come te stesso non sarebbe completo se non fosse per gli altri.

La Torà è la Luce che corregge i nostri desideri. Dobbiamo correggere tutti i 613 desideri e farli diventare dazione. Può essere dazione con il fine di dazione (non fare agli altri ciò che tu odi), nello stato di Hafetz Hesed, quando non nuociamo gli altri. In aggiunta, possiamo amare gli altri come noi stessi, il che significa ricevere con il fine di dazione. In questa maniera dobbiamo avanzare.

Esiste solamente l’uomo in questo mondo, e se vuole correggere la sua relazione con un’altro essere umano allora lui rivela in se 613 tipi di questa relazione, che rappresentano 613 desideri corrotti. Allora lui inizia a correggerli attraverso la Luce che Riforma studiando il sistema corretto. La Torà parla unicamente sugli stati corretti, sull’adempimento dei “comandamenti”, che riguarda le correzioni che dobbiamo attraversare.

L’introduzione al libro dello Zohar” spiega che la Torà è divisa in 613 consigli e 613 ordini. È su 613 Luci che correggono in noi 613 desideri egoisti diretti verso un altro.

Non stiamo parlando su di noi e neppure su questo mondo, ma sulla relazione con gli altri. Cercando di avvicinarlo, di raggiungerlo, io rivelo 613 desideri corrotti: Questa è la rivelazione del male. Allora, io voglio correggerli e come risposta a ogni desiderio arriva la Luce corrispondente e compie la correzione. Come fa esattamente, io non lo so, e non mi riguarda. Io voglio solamente rivelare il male e trasformarlo in bene, ma lascio i “dettagli tecnici” alla Luce.

Come risultato, i miei desideri diventano corretti (ottengo l’intenzione di dazione al posto dell’iniziale intenzione di ricevere) e sono riempito da quest’intenzione altruista. Questo significa che la Luce è presente in loro.

In realtà, da cosa può essere riempito il desiderio corretto? Può essere riempito soltanto da questo: io voglio e, di fatto, posso donare all’altro. Questo è il riempimento che chiamiamo NRNHY. Inizialmente, dal lato del Creatore che ha creato il desiderio di ricevere, solamente alla piccola Luce di Nefesh fu data una scintilla, una luce sottile che agisce in realtà.

Ci sono solamente la scintilla e il punto del desiderio chiamato “esistenza dall’assenza”. Tutto il resto, senza eccezione, viene soltanto dalla relazione tra il Creatore e la creatura, che vuole infiammare la fiamma d’amore tra di loro. In base alla legge dell’amore, è sufficiente donare per lo meno una piccola frazione a chi mi ama, e allora la mia attitudine legata a questo dono la rende infinita.

Dovremmo comprendere che identificando i 613 desideri che sono rivelati in relazione all’altro e correggendoli da ricezione a dazione, otteniamo un grande vaso di dazione. Ed è basato proprio sul punto di “esistenza dall’assenza “ che sente solo il desiderio di piacere. Noi abbiamo questo punto, e su di esso, noi costruiamo un grande vaso che è l’attitudine, dazione e amore.

La sua essenza é il punto. Espandendosi, essendo impregnato di sensazioni, il desiderio resta lo stesso. Tutto quello che ha è la sensazione di cosa, come e da chi riceve. In altre parole, è la percezione dell’attitudine del Creatore verso di essa.

Nelle quattro fasi della Luce Diretta, c’è solo il desiderio e La Luce della prima fase. Tutto il resto viene dalla reazione, la risposta della creatura nel percepire il Donante più che dall’essere riempito. Nella prima fase (il punto del desiderio con la piccola scintilla della Luce di Nefesh), inizia a sentire se stesso almeno un poco, e inizia a svilupparsi immediatamente in relazione al Donante.

Quindi, dobbiamo comprendere che l’intero vaso spirituale, l’intero mondo spirituale, si basa nell’interrelazione tra la creatura e il Creatore. Annullando questa relazione, sia per colpa nostra o no, rimaniamo nel nostro piccolo scuro desiderio, che è la nostra realtà.

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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06.2011 “Matan Torà (Il Dono della Torà)”)

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Un nuovo coefficiente è il catalizzatore dell’avanzamento

Incominciamo a svilupparci correttamente quando abbiamo finlamente capito che dobbiamo avere un nuovo desiderio di svilupparci. Questa è la ragione per cui abbiamo bisogno di un gruppo per studiare. Il gruppo ci risveglia e ci dona il desiderio e, attraverso lo studio, attiriamo la Luce che Riforma.

La Luce trasforma il desiderio avuto dal gruppo, dall’ambiente, in dazione. Dunque, incominciamo a crescere spiritualmente. Da questo momento in poi, le redini che giudano il nostro sviluppo sono nelle nostre mani, e noi dobbiamo incominciare a cavarcela con l’aiuto dell’ambiente e della Luce Circostante.

L’uomo che ha ricevuto l’invito ad elevarsi deve capire che questo desiderio viene rinnovato continuamente. Ci viene dato il tipico desiderio iniziale, “la sostanza”, ma noi stessi abbiamo bisogno di aggiungere l’aspirazione spirituale che stabilisce la forma attraverso la quale vogliamo usare il nostro desiderio iniziale: per la ricezione o per la dazione.

Perciò, dobbiamo sempre aspirare ad essere in ascesa, in uno stato di ricerca e di richiesta di aiuto dal gruppo e dalla Luce Circostante. Se un uomo sente di non avere alcun desiderio e necessità della Luce, ciò significa che non ha ricevuto il desiderio in più dal gruppo e non sente il bisogno di chiedere questa correzione.

Non soltanto gli uomini che stanno attivamente cercando la correzione e che studiano la Kabbalah, ma oggi tutta l’umanità è ad un punto di svolta, e questo punto si chiama crisi. Si tratta di una crisi vera perché dobbiamo riconsiderare tutto il nostro atteggiamente verso la vita.

Fino ad ora, siamo avanzati compulsivamente ed involontariamente, guidati dal nostro egoismo crescente. La Luce ha lavorato sul desiderio di godere e lo ha sviluppato linearmente e progressivamente. Tuttavia, all’improvviso, un nuovo coefficiente, “il catalizzatore dell’avanzamento”, è stato aggiunto a questo modo di operare.

Grazie a questo coefficiente, stiamo cambiando il nostro sviluppo sia qualitativamente che quantitativamente. D’ora in poi, non ci svilupperemo seguendo una linea pacifica e tranquilla – ma ci eleveremo qualitativamente verso il Creatore. Dunque, incominceremo a crescere come uomini chiamati Adamo, l’uomo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, Shamati 21)

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Tutto dipende da te

Poiché inizialmente ci manca l’aspirazione alla dazione ed abbiamo bisogno di arrivarci, darle una forma, ed organizzarla noi stessi, ci viene dato il lavoro nel gruppo per aiutarci a farcela. Nel gruppo, lavoriamo con altri uomini che noi, per così dire, vediamo davanti ai nostri occhi come “un aiuto che ci arriva dalla parte opposta”. Ed essenzialmente, invece di lavorare con uomini e desideri che ci sembrano estranei, lavoriamo con il nostro atteggiamento verso di essi. Devo imparare a trattarli come tratto me stesso.

Lavorando in questo modo, vedo le relazioni opposte: il rifiuto, l’odio, e l’alienazione. Però, allo stesso tempo, devo anche raggiungere l’attrazione, l’amore, e la vicinanza, e questo mi aiuta ad elevarmi al di sopra del livello animato, verso il livello del Creatore.

Questo avviene perché ci sono solamente due generi di relazioni con gli altri: ricezione e dazione, che sono opposte l’una all’altra. Dunque, io posso mettermi alla prova solamente attraverso la mia relazione verso il mio prossimo e provare a costruire e a dare forma, dentro di me, ad un bisogno di avvicinarmi agli altri, un bisogno d’amore – al di sopra di tutto l’odio e del rifiuto verso gli altri che mi vengono rivelati.

La rivelazione del male può essere scoperta solamente nei propri rapporti verso il proprio prossimo. Tutto questo coinvolge anche molto quello che si impara, il che può succedere sotto la condizione che io voglio avvicinarmi al mio prossimo, e uso tutta la mia forza per riuscirci. E allora scopro che mi sto muovendo in una direzione completamente opposta; mi allontano di più, rifiuto ed odio. Queste sono le qualità alle quali mi riferisco come “inclinazione al male”, poiché capisco che l’unione, la vicinanza, la connessione e l’amore sono “l’inclinazione al bene”, la qualità del Creatore (se la rivelo in me).

Tutto viene conseguito attraverso la propria relazione con il prossimo. E questa è la ragione per cui nel mondo ci sono molti uomini. Se io dovessi considerare il mondo intero e tutto ciò che c’è in esso, cioè l’umanità, la natura animata, vegetativa ed inanimata, la mia vita, i miei rapporti con gli altri uomini, gli affari, la famiglia, i parenti, e gli altri uomini, sia vicini che lontani, come un mezzo per raggiungere la qualità della dazione, allora userei questo mondo in modo corretto. Allora potrei dire che tutto è presente per aiutarmi e per servirmi, e che io sono qui per servire il Creatore. Il mondo intero è stato creato per me.

Se un uomo accetta che il mondo intero sia stato creato dall’Alto in modo corretto, e che ogni cosa si trovi al posto giusto per essergli di aiuto ad avere un’aspirazione, e per permettergli di fare uno sforzo e di usare il mondo stesso per acquisire il desiderio di donare al di sopra del comune desiderio di ricevere piacere (che è stato dato dal Creatore), allora quest’uomo ce la farà. La legge del “ho lavorato duro ed ho trovato” oppure “ho lavorato duro e non ho trovato, e non credo” sostiene che tutto è già davanti ai nostri occhi, tutto è qui, ed il resto dipende da noi.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.07.2011, Shamati 117)

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Riconoscere l’oscurità nel punto nero

Il Dono della Torà, il metodo della correzione, è impossibile senza la garanzia mutua, che rappresenta il modello, la messa in pratica di questo metodo. Si rivela la Torà, si lavora con Essa, e si mette in pratica questo insegnamento solo nella garanzia mutua.

Oggi, leggendo l’articolo di Baal HaSulam “La garanzia mutua”, cerchiamo di trovare sempre più vie per realizzare lo scopo della creazione. Noi ci troviamo nel desiderio egoistico e dobbiamo convertirlo nella forma della dazione che assume l’aspetto di un accresciuto desiderio di ricevere; dobbiamo arrivare a comprendere la negatività di questa forma.

La realizzazione del male può giungere attraverso dei problemi o attraverso la mente. E’ possibile anche una combinazione variata delle due possibilità. Questo dipende da quanto riusciamo ad impegnare la nostra mente ad aumentare la consapevolezza del male, senza aspettare che siano i problemi a farlo per noi. I problemi non fanno che allungare il tempo e ci spingono alle guerre e alle casualità attraverso il cammino della sofferenza, attraverso cioè delle condizioni veramente tragiche.

In un modo o nell’altro, dobbiamo comprendere il male in tutto il suo significato per arrivare a renderci conto che siamo nell’egoismo, nel desiderio di ricevere, e che tutti cerchiamo solamente il nostro vantaggio a danno degli altri uomini. Se non lo capiamo adesso, immaginiamo quanto più dovremo lavorare nella realizzazione del male soltanto.

Quanti altri colpi devo provare per vedere e comprendere che tutti i miei desideri sono egoistici? Sono talmente egoistici che io non considero nessuno, compresi i miei parenti, coloro che mi sono vicini, e i miei figli.

Si tratta di una condizione spaventosa. E’ scritto nelle Scritture: “Le mani delle donne misericordiose hanno bollito i loro stessi figli.” Questo è ciò a cui arriva il riconoscimento del male. Ma noi non sappiamo cosa sia.

Per non spingerci fino agli estremi, per risparmiare tempo, e salvarci da grandi sofferenze, possiamo usare la scienza della Kabbalah, la Luce che Corregge, ed il lavoro nel gruppo. Questa è la ragione per cui ci sono stati dati questi strumenti. E allora, nell’unione combinata della sofferenza con la Luce che Corregge, comprenderemo più in fretta il male.

Non abbiamo bisogno di altro tranne che di questa consapevolezza. Baal HaSulam ne scrive nel suo articolo “L’essenza della Kabbalah ed il suo scopo”. Perché abbiamo ricevuto questo articolo? Lo abbiamo ricevuto per accelerare la nostra realizzazione del male. Se useremo il suo potere correttamente in ogni possibile occasione, saremo in grado di fare questa analisi e di trarre le conclusioni, anche se dovremo affrontare delle sofferenze per avanzare verso lo stato che ci renderà capaci di compiere questa analisi.

Baal HaSulam scrive che stiamo vivendo l’epoca del Messia e perciò, considerando le opportunità che abbiamo, dobbiamo andare avanti, ed iniziare ad agire. Tutto dipende da noi, nella misura in cui attiriamo la Luce che Corregge.

Tuttavia, per prima cosa, questa analisi ci deve condurre al riconoscimento del male. E fare la conoscenza del nostro stesso ego non è piacevole. Abbiamo bisogno del sostegno dell’ambiente e dobbiamo studiare; dobbiamo diventare più forti internamente per rivelare a noi stessi questo ego. La chiave è nella rivelazione e attraverso di essa, senza alcun dubbio mi muoverò in avanti verso lo scopo. Se rifiuterò la rivelazione dell’ego perché mi risulterà spiacevole, allora questa consapevolezza ritornerà dalla “porta sul retro”, portandomi a vivere in condizioni veramente tragiche.

L’umanità può avanzare percorrendo un meraviglioso cammino, sperimentando soltanto pochissimo male. Da una goccia di veleno, da un piccolo quantitativo del male, potrò costruire un’enorme struttura per la mia analisi. Vedrò come questo male mi impedisce di connettermi con gli amici nel gruppo. Se userò completamente una piccola porzione del male, non avrò bisogno di altro. Un unico punto nero è sufficiente, ed io sono già in grado di comprenderne il significato.

Possiamo arrivare a tutto questo solamente con la forza della garanzia mutua, quando vorremo costruire insieme un sistema di garanzia mutua, per unirci come un solo uomo con un solo cuore, e così aiutarci a vicenda.

Adesso, immaginiamo che il mondo riconosca un poco di male oggi. Guardiamo agli sviluppi: rivoluzioni, dimostrazioni e rivolte. Giorno dopo giorno, la situazione sta peggiorando e ci avvicina ad Israele. Nessun altro paese si trova sotto una tale pressione esterna. Tuttavia, anche la pressione interna diventerà presto nota.

Perciò, dobbiamo capire che la garanzia mutua, l’unione, e l’analisi che ci portano al riconoscimento del male sono una questione di vita e di morte per noi. Non abbiamo bisogno di altro tranne che del riconoscimento del male perché, tanto grande sarà il nostro riconoscimento del male, tanto grande sarà la nostra volontà di liberarcene e non ci dimenticheremo più della Luce che corregge. Siamo come delle persone che hanno una malattia seria e pensano ad un rimedio che possa salvarle. La realizzazione del male ci eviterà di usarlo e ci spinge a trovare il giusto utilizzo.

Se oggi, i paesi e tutte le forme di organizzazioni riconoscessero il male, trasformerebbero il mondo nel Giardino dell’Eden in questo preciso istante. Perché gli uomini si sono inventati quelle sciocchezze che fanno oggi? Gli eventi del mondo di oggi ci fanno capire chiaramente che ci stiamo avvicinando ad una fase critica.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2011, “L’ Arvut (la garanzia mutua)

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Prepararsi a ricevere la Luce

Baal HaSulam, “La Libertà”: Prima di ricevere il metodo della Kabbalah, i figli di Israele si addossarono la rinuncia di qualsiasi proprietà privata, fino al punto espresso nelle parole “un regno di sacerdoti”, ed il proposito di tutta la creazione, aderire a Lui nell’equivalenza della forma: così come Lui da e non riceve, anche loro, daranno e non riceveranno. Questo è l’ultimo grado di Dvekut (adesione), espresso nelle parole “Nazione Santa” …

Come usciamo da questo mondo? Entriamo nel periodo di preparazione. Dopo, attraversiamo il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità) e ci eleviamo al livello chiamato “Chafetz Chesed”, cioè, dare per dare. Questo è il grado di Binà.

Dopo, ci eleviamo al grado di Keter, ricevere per dare, e ricevere la Luce di Chokhmà (Saggezza) mentre nel livello inferiore, riceviamo solo la Luce di Hassadim (misericordia).

Nel grado di Binà, cancelliamo la “proprietà privata”, il che significa, arrivare allo stato di Chafetz Chesed e si suppone che non utilizzeremo il nostro desiderio di ricevere. Anche questa è preparazione, la fase della correzione dei vasi. La ricezione della Luce avviene nel prossimo grado.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.06.2011, “La Libertà”)

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Un attacco dentro il cuore

Domanda: Ultimamente è come se il Kli mondiale stesse funzionando come un unico desiderio. Una volta, il Rabash aveva consigliato di far partire un attacco da questo stato. Che cosa esattamente staremmo attaccando?

Risposta: Noi stessi, il nostro cuore, la nostra pigrizia, il nostro orgoglio, le nostre abitudini del passato. Devo innalzarmi al di sopra di tutti questi calcoli.

La cosa più importante è di diventare una cosa sola con gli amici, di spingerci intenzionalmente nel gruppo. Voglio esserci sempre. Voglio perdere il controllo su di me ed acquisire e percepire il pensiero e le sensazioni degli amici. E’ come se mi perdessi in loro per mio stesso desiderio.

Questo significa acquisire il vaso della  garanzia mutua.

(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.07.2011, Matan Torà).

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Il problema è chi dimentichiamo

Il problema è che ci dimentichiamo continuamente del Creatore! E’ chiaro che lavoriamo in un gruppo. Infatti, è scritto che tutto dipende da questo, e che solo all’interno del gruppo abbiamo la possibilità di esercitare il libero arbitrio. Solamente nel gruppo posso fare quello che dipende da me.

La divulgazione è un altro modo. Vediamo che se facciamo un’ampia divulgazione, assorbiamo le aspirazioni di ogni altra persona e ci trasmettiamo i desideri reciprocamente. Ma dietro a tutte queste azioni di studio, di divulgazione, e al gruppo, dimentichiamo che facciamo queste cose solamente per dare piacere al Creatore. Questo concetto ci sfugge. Noi non Lo percepiamo e perciò, è come se Lui non esistesse per noi.

A volte ci ricordiamo di Lui e pensiamo: “Bene, me ne occuperò più tardi.” Ma così non va bene, perché non sto più puntando verso lo scopo, dritto come una freccia! Anche il più piccolo sforzo personale deve essere accompagnato da un’intenzione, quando “il risultato ultimo è nel pensiero iniziale”. Io faccio tutto solamente per dare piacere al Creatore, anche se non nemmeno so chi Lui sia e anche se nemmeno, all’inizio, Lo percepisco.

Ma come è scritto nei Salmi, “di notte” sono sempre “nel mio letto”, che significa che sono disteso nello stato in cui la “testa” ed i “piedi” ( tutte le Sefirot) sono sullo stesso livello, e non c’è niente, né pensiero né sensazioni; sono nell’oscurità assoluta. Ed inoltre, “cerco lui che la mia anima ama”.
E anche se non so dove guardare e cosa sia, continuo ancora a tenermi dentro questa ricerca con ogni artificio, e piano piano incomincio a ricevere qualche forma di impressione. Incomincia a funzionare.

Dobbiamo attirare la Luce Circostante in modo specifico dirigendo tutte le nostre azioni nel dare felicità al Creatore. Altrimenti, sarà come se avessimo iniziato un’azione senza averla completata. Non ci darà il risultato necessario.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.07.2011, Shamati N.5)

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Dietro i volti si nasconde il Creatore

Rabash, Shlavey HaSulam (Gradini della Scala), articolo “La Torà è chiamata la linea media”: Bisogna avere fede nel fatto che “Non esiste nessuno tranne Lui”, il che significa che solo il Creatore lo obbliga a fare buone azioni. Però, dato che non ha ancora meritato di sapere che è obbligato dal Creatore, il Creatore si investe in altre persone (come se esistesse al di fuori della persona) e realizza queste azioni con il loro aiuto.

Crediamo di essere circondati da molte persone, che ci influenzano in diverse maniere e che dobbiamo reagire davanti a loro; però, se cominciamo a relazionarci con loro (“loro” ovvero il gruppo di persone che studia la Kabbalah e non tutto il mondo esterno) come manifestazione del Creatore, come la Sua presenza tra di noi, come la sua immagine davanti a noi, allora mentre ci uniamo nel gruppo, cominciamo a studiarlo e raggiungerlo.

Bisogna avere fede nel fatto che dietro le immagini umane si trova il Creatore che realizza tutte le azioni delle persone.
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(Dalla lezione 8 del Congresso WE! Del 3.04.2011)

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Fa spazio alla Luce dentro di te

Domanda: Perché è stato necessario che ci allontanassimo dal Creatore fino al punto più lontano, per essere poi corretti e raggiungere l’adesione con Lui?

Risposta: Non è sufficiente discendere attraverso tutti i mondi fino al nostro. Dobbiamo discendere ancora più in basso. Solo quando entriamo in un gruppo, incominciamo a comprendere cosa sia un “uomo finito”. Allora, cadiamo sempre più giù, ancora più in basso di quando abbiamo iniziato a studiare.

Infatti, in precedenza, non avevano confidenza con la nostra inclinazione negativa e questo non ci faceva stare male. In quei momenti, pensavamo ancora che i desideri che avevamo fossero buoni, e più il nostro ego si sviluppava, maggiore era l’energia che ci forniva per progredire.

Allora, incominciamo a volerci unire tra di noi e a rivelare l’essenza interiore del gruppo. Lo facciamo mentre ci teniamo concentrati continuamente su questo pensiero, per trovare la connessione interiore tra di noi, che esiste, ma che ancora è nascosta ai nostri occhi. E’ solo allora che scopriamo di dimenticarcene sempre, di rifiutarla e di odiarla. Dunque, un uomo incomincia lentamente a comprendere la sua natura.

Si tratta ancora una discesa, poiché l’uomo non ha ancora rivelato tutto il suo male, e tutte le ascese e le discese sono definite dal modo in cui la creatura le percepisce. L’uomo non si vede ancora come lontano dal Creatore. Tutto ciò che comprende si basa sulla misura della sua lontananza da Lui, come se si allontanasse sempre di più.

Dunque, egli sente un vuoto anche più grande, più amarezza e frustrazione. Egli non capisce come può essere che, studiando e lavorando tanto, si senta andare indietro e gli sembri che il mondo diventi per lui sempre più oscuro. Tuttavia, alla fine, si rende conto che questo è il modo in cui la creatura si rivela, e che è necessario passarci.

Alla fine, egli si trova d’accordo, e questa condizione è considerata come “l’accettazione incondizionata”. Egli è preparato per qualsiasi cosa gli possa arrivare e pensa che vada tutto bene se si sente al di sotto di coloro che sono più in basso, quello che conta di più è non mollare!

In questo caso, egli riceve un assalto ancora più grande dall’ego mentre, allo stesso tempo, ottiene un’opportunità per correggerlo. In questa condizione l’avanzamento si basa su due opposti poiché, quando egli incomincia a correggersi, eguagliandosi al Creatore ed avvicinandosi a Lui ad ogni nuovo passo, egli deve rivelare la sua natura opposta nella “linea di sinistra”. Allora, in conformità a tutto questo, egli pregherà per ricevere la Luce nella “linea di destra” e correggersi in quella “di mezzo”.

Ciò significa che, nel corso dell’intera ascesa in Malchut del mondo dell’Infinito, fino all’ultimo preciso istante, all’adesione considerata come “Rav Paalim UMekabtziel (Colui che La benedice e La adorna), egli continuerà a rivelare una negatività sempre più grande.

Diversamente, non troveremmo dentro di noi il bisogno della Luce. Dobbiamo restare dove possiamo avere il Creatore dentro di noi. Questo luogo sarà opposto alle proprietà innate del Creatore, e allora dipenderà da noi cosa fare in questo spazio.

Questa è la ragione per cui vediamo questo vuoto, tutti i luoghi che sono in esso compresi, e tutte le sue parti considerate come separate, opposte e lontane l’una dall’altra, come i pezzi di un quadro rotto. Noi, invece, dobbiamo rimettere insieme i pezzi, fare in modo che combacino per metterli nella giusta sequenza, nel giusto ordine di causa ed effetto, in modo da allineare tutti i dettagli che sono stati separati.

Di conseguenza, io rivelo cosa il Creatore prova per me, che Egli è buono e che fa il bene, che ha creato il punto dell’ “esistenza dal nulla”, e che io mi devo correggere. Questa consapevolezza di essere stato creato “dal nulla” mi aiuta a capire l’ “esistenza dall’esistenza” (Yesh Mi Yesh) che mi ha creato.

L’intero processo, nel corso del quale comprendo che questo punto è stato creato da Lui, è necessario solamente per farmi conseguire la Luce infinita. Tutte queste fasi sono state prestabilite molto in anticipo, durante il progetto della creazione, prima della creazione di questo punto “dal nulla”, come è detto: “La fine di un’azione è nel suo pensiero iniziale”. Dunque, l’uomo arriva alla comprensione della forza che lo ha creato e alla comprensione di qual è stato il significato di tutto questo processo di correzione.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 08.05.2011 “Coloro che soffrono per il mondo”)

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