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Il piccolo mondo perso

Domanda: Cosa dobbiamo fare per connetterci ai desideri delle altre persone? È sufficiente volerlo semplicemente?

Risposta: Necessitiamo di azioni concrete per spiegare per lo meno ad ogni persona perché si sente male. È simile alla maniera in cui ci comportiamo con i bambini piccoli. Se un bambino si lamenta e piange, in primo luogo dobbiamo spiegargli la ragione di quello che è successo affinché la prossima volta si tenga lontano da questa situazione. Dopo, dobbiamo spiegargli come correggere quello che è successo e come raggiungere il successo specificamente grazie a questi errori.

Adesso tutto il mondo si trova in una situazione peculiare mediante la quale gli si rivela il campo di forza superiore, la connessione tra tutti noi. Intanto, l’umanità non è preparata a questo; non corrisponde alle sue stesse qualità. Pertanto, la rete che si estende su di noi ci ricorda la sensazione della frammentazione, dei disastri e della crisi e non funziona niente per noi, niente è chiaro, tutto è come nelle tenebre, in uno stato di confusione.

Così, in primo luogo, dobbiamo spiegare al piccolo bambino perso perché succedono tutte queste cose, così come tutto il processo. Alcuni cominceranno a capire prima, altri dopo. In generale, questo si chiama riconoscimento del male, la prima tappa della correzione. Alla persona è stato detto: “Guarda, per questo ti senti male!”.

Adesso esamineremo cosa dobbiamo fare per sentirci bene. Se resti nel tuo stato attuale e non fai nessuno sforzo per arrivare ad avere la corrispondenza con la rete che ci si rivela, non arriverai ad avere una buona vita.

Qui il metodo, la saggezza della Kabbalah viene alla luce, questa spiega alla persona la ragione del male e come evitarlo. Poco a poco cominciamo a renderci conto che dipende dalla connessione corretta e buona tra tutte le persone, in quella che viene ben chiamata garanzia mutua perché così noi arriviamo ad avere la corrispondenza con questa rete.

Quanto più la faremo coincidere, meglio ci sentiremo. Almeno, da una cattiva sensazione, poco a poco cominceremo ad avvicinarci ad una buona.

Se avanziamo ancora di più, allora probabilmente ci prepareremo così bene per la rivelazione di questa rete che andremo di successo in successo. Tutto dipende dalla nostra preparazione.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.08.2011, Shamati 110)

Muoversi velocemente attraverso lo stato di occultamento

Un principiante è inclinato a lottare contro gli ostacoli e a cercare di spostarli dal cammino. Lui è incapace di connettersi ancora con il Creatore attraverso questi ostacoli e di vedere che tutto quello che avviene nella sua vita viene da Lui.

Per questo motivo lui spinge li ostacoli fuori dal cammino nel suo egoismo e si arrabbia con gli altri, mentre cerca di avere una bella e facile vita per se stesso, com’è abituale tra la gente del nostro mondo che ancora non sente la connessione con il Creatore. Questi sono i passi iniziali del nostro lavoro.

Ma dopo che una persona ha fatto degli sforzi per entrare nel gruppo, per connettersi con l’insegnante e i libri, la Luce inizia a colpirlo con più forza. E anche se lui non la sente, si rende conto del suo cambiamento interiore. Infatti, lui inizia ad accorgersi della connessione con la forza che governa, la causa di tutto quello che accade intorno, la forza che esiste da qualche parte nella natura, dentro di lui, e gli evoca desideri e pensieri.

Esiste un fattore governante dentro di lui, e la persona inizia a stabilire un contatto con esso, mentre si domanda perché Lui stia facendo tutto questo, per quale scopo, e in quale maniera lui sia tenuto a rispondere a questo. Una persona vive molto tempo finché arriva alla sensazione che tutto quanto sia scatenato da alcune forze interiori stillate dal Creatore. E allora, lui capisce che deve mettere un certo impegno nel gruppo, nella divulgazione e negli studi, per passare al più presto da questo stato di occultamento.

E quando non si dimentica più che tutto quanto proviene dalla forza interiore che lo risveglia e guida, il suo lavoro diventa più cosciente, preciso e pratico. Quindi, lui accumula gradualmente il desiderio necessario per rivelare Lui, che sistema il mondo attorno a noi, affinché questa connessione occulta sia finalmente rivelata.

Ma c’è ancora lavoro dopo questo, che continua fino alla fine della correzione a base di ostacoli. L’unica domanda da fare questa: Quanto velocemente una persona inizierà a riconoscerli e a utilizzarli per arrivare alla connessione, all’adesione con il Creatore?

Dopotutto, la Luce illumina il nostro desiderio incorretto, rivelando i suoi più profondi strati interni con ogni nuovo livello. Questa è l’unica causa del nostro dolore. Ma il dolore è un sintomo di malattia, lo spiegamento dell’egoismo, corruzione! Soltanto allora noi riceviamo l’opportunità di correggere noi stessi e il mondo alla scala dei meriti.

Quindi, è necessario lavorare su se stessi per giustificare qualsiasi stato che iniziamo a sentire più profondo, forte e irritante. Più una persona progredisce, più grandi e profondi saranno gli ostacoli che gli saranno presentati, e anche i colpi saranno più forti. Ma allo stesso tempo, lui inizia a capire quello che sta succedendo, perfino se anche i giusti possono cadere e diventare “peccatori” in modo che possano rialzarsi e tornare a essere giusti.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.05.2011, Gli scriti di Rabash)

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Trascinarsi fuori dal buco nero

I Kabbalisti ci consigliano di praticare nella nostra piccola “stanza da gioco”, nella “bolla” di questo mondo finché capiremo che non funziona niente. Chi ci ha dato questa sensazione? È la forza superiore che risiede fuori dalla nostra percezione, oltre il nostro mondo.

Questo è quello che ci fa “inciampare”. Questo è quello che ci conduce al fallimento invece che al successo. Perché? È per irritarci, per svegliarci. Il Creatore amoreggia con noi per farci iniziare a volerLo sempre di più e a svilupparci, per migliorare la nostra abilità, un vero bisogno della dazione che risiede fuori dalla nostra natura.

Mentre formiamo il desiderio di fare un passo fuori dal nostro angolo familiare egoista, iniziamo a realizzare quanto esso sia piccolo e circoscritto. È similare a un buco nero che non permette alla luce di entrare a causa dell’impassibile forza di gravità. Anche noi risiediamo in un “buco nero”, incapaci di uscirne. Dall’altro canto, possiamo coltivare la necessità di liberarci, “di desiderare senza desiderio”. Quello, lo possiamo fare.

Perché questo? Questo succede perché se noi lo sistemiamo correttamente, il gruppo lega tutti. Cosi succede nella vita quotidiana. Ovunque io vada, mi sono offerte delle cose che io non avrei scelto di volere.

Mi è detto che le pillole per il mal di testa è quello di cui ho bisogno, ma cosa succede se mi sento bene, se nella mia vita è tutto a posto? Allora mi è detto: “Ma come? Ti mancano le cose essenziali! Guarda il tuo vicino le ha già comprate. Abbiamo un assortimento che non puoi immaginare!”.

Infatti, non ho mai pensato a quei piaceri, ed io sono spinto inesorabilmente a provarli e a vedere da me. In altre parole, loro formano il desiderio in me, puntando su quello in cui io non ho nessun desiderio. E cosi succede, una volta dopo l’altra. È quello l’impatto della società.

Anche noi dovremmo creare un’agenzia di annunci del mondo spirituale, che lavorerebbe costantemente su di noi, formando una necessità di un desiderio del quale non abbiamo bisogno. In quest’agenzia, il mio lavoro si baserebbe nel sapere che a causa di esso, per mezzo di azioni esterne, io lavoro su di me.

Non importa se voglio manipolarmi per comprare un prodotto spirituale. Io metto il desiderio attraverso il gruppo, attraverso i loro desideri, e questo torna in me in modo irriconoscibile. Come risultato, io divengo ispirato, e letteralmente privo di necessità lotto verso il riempimento spirituale.

Quello che passa attraverso gli altri non è più mio. Il mio messaggio iniziale è stato saturato dal desiderio degli amici, e ora l’intero gruppo rimane agganciato a questa bugia: “Sai, è cosi interessante nella spiritualità! Confrontato con il nostro mondo, è come il cielo in terra!”.

Mi fanno il lavaggio di cervello con messaggi cui non credono. Vogliono vendermi un prodotto e trarne un profitto essendone gli inserzionisti per esso, mentre io prendo sul serio le loro parole facendo dei grossi sforzi per acquistare il mondo spirituale per me.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.04.2011, Gli scritti di Rabash)

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I segreti del Libro della Torà

Lo Zohar, capitolo “VaYaKhel” (E Mosè riunì), articolo 217: Il significato del libro della Torà in questo giorno. È scritto: “E lessero nel libro la Legge (in ebraico Torà) di Dio chiaramente e sentirono e compresero la lettura”.

Il segreto del libro della Torà si rivela solo tra di noi. Se siamo capaci di creare uno spazio tra di noi che da un lato sia determinato dal livello di odio tra di noi, separandoci gli uni dagli altri e dall’altro lato sia al di sopra dell’odio, questo creerà una connessione tra di noi, l’odio ci darà il potere della resistenza, “una resistenza”, mentre la connessione tra di noi ci darà la corrente per operare questa resistenza.

Quindi il lavoro si rivela in base alla corrente che passa per la resistenza: noi possiamo esercitare un motore, riscaldarlo o raffreddarlo, possiamo fare qualsiasi cosa. Queste due forze opposte possono beneficiarci quando ognuna di esse agisce contro l’altra.

Tutto dipende dal tipo di resistenza che si rivela. L’ego è in costante esplosione, mostrandoci molte forme opposte, il distacco, l’odio ed il rifiuto tra di noi. Vogliamo restare nella stessa connessione ed amore, ma dato che il nostro ego cambia costantemente, anche le nostre relazioni sperimentano delle trasformazioni.

La Luce è in riposo assoluto, ma il nostro desiderio di ricevere piacere cambia costantemente, il che si manifesta in diversi modi, senza riposo alcuno. Pertanto, stiamo rivelando costantemente dei nuovi stati chiamati Partzufim, in maniera tale che se vogliamo rivelare i segreti del Libro dello Zohar o del libro della Torà, questi ci vengono rivelati solo nella connessione tra di noi.
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.08.2011, lo Zohar)

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Entrare nel cerchio

Domanda: Che cosa dobbiamo focalizzare per poter rivelare la connessione nel nostro desiderio comune?

Risposta: Tutti devono lottare per visualizzare il gruppo (il mondo e/o per proprio conto) al meglio delle proprie abilità e di entrarci: un luogo senza corpi fisici ma soltanto con desideri con l’aspirazione al Creatore. Una persona vede come questi desideri sono connessi mutuamente all’interno di un sistema, desidera essere con loro, e si sente comunque separato. Sono tutti collegati, mentre lui non lo é.

E allora, nel grado della sua abilità di donare a loro, lui prega e chiede loro di influenzarlo come risposta, e di includerlo, di prenderlo dentro. Quindi, ballando in cerchio, permetti a una persona di entrare dall’esterno: Tu fai posto, e lui si unisce. Questo e quello che significa ricevere supporto dal gruppo.

Dipendendo da quanto forte sia la sua richiesta e da quanto desideri essere incluso nel gruppo, per poter avere la forza, il desiderio e pensieri da esso, e con quanta volontà lui voglia sostituire i propri pensieri e desideri con quelli del gruppo, senza lasciare niente di suo, al punto di annullare se stesso. E se invece di avere i propri pensieri e desideri, lui riceve qualcosa dal gruppo, noi diciamo che ha guadagnato in spiritualità.

Allora, nel gruppo nel quale è entrato, lui brama per ricevere la forza collettiva che riempie e collega loro.

Questa forza vive tra di loro: amore mutuo e connessione. Una persona desidera immergersi nelle forze che legano insieme tutte le parti del desiderio comune. Questo è visto come il suo coinvolgimento in adesione con il Creatore, quando lui riceve la mente e la sensazione di un grado superiore.

Facendo questo, lui non annulla se stesso, ma piuttosto, inizia a sperimentare se stesso come nuovo, nato grazie al fatto di aver annullato se stesso, di aver ricevuto pensieri e desideri del gruppo, raggiunto una connessione, e al suo interno ha sentito una forza vitale, la Luce. Questo significa che adesso, il suo vaso (Kli) e la Luce sono nuovi, spirituali.

Questi sono i primi passi che devi fare.
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Le fondamenta forti sono alla base dell’intera costruzione

Scritti di Rabash, Shlavei HaSulam (I Gradini della Scala). Articolo “Che cosa sono le fondamenta nelle quali la Kedushà (Santità) è costruita”. Quando si fa una costruzione nella materialità, vediamo che quelli che desiderano costruire prima devono scavare le fondamenta, e sulle fondamenta è fatta la costruzione. Nello scavare delle fondamenta, vediamo che dobbiamo discernere se fare una costruzione a un piano – cioè solo il piano terreno- oppure una costruzione a più piani. Di conseguenza, scavare le fondamenta nel suolo dovrebbe essere proporzionale all’altezza della costruzione. Le fondamenta non si scavano in una volta sola. Piuttosto, si costruiscono giorno dopo giorno in modo che siano più profonde, e allora sarà possibile fare delle costruzioni più alte.

Lo stesso ordine si applica anche nella spiritualità… E che cosa sarebbe scavare nella spiritualità? È una mancanza, quando la mancanza è scavata nel cuore, poiché il cuore è chiamato “desiderio”, un cuore è chiamato Malchut, e un cuore è chiamato “terra” o “suolo”…In altre parole, prima di iniziare a fare una costruzione, prima dobbiamo scavare nel suolo, cioè, portar via tutto quello che si trova nel luogo dello scavo.

In modo che la persona possa imparare le condizioni che le permetteranno, di essere similare al Creatore, e a realizzare il proposito della creazione, deve includere tutte le proprietà del Creatore una a una. È per questo che tutte le proprietà del Creatore e tutte le proprietà della creatura sono incluse in entrambi e intrecciate in tale maniera che alla creatura rimane un “ricordo” (impressione) di quello che sia essere similare al Creatore. Questo si ottiene attraverso la rottura che si espande dall’alto verso il basso fino alla profondità del desiderio, dal livello zero al quarto.

È cosi che completiamo l’inclusione reciproca delle proprietà del Creatore e quelle della creatura in maniera opposta a quella del traguardo. Questa forma contiene tutti i dettagli che sono assolutamente opposti al finale, totalmente corretto stato. Qui la vera creatura, “uomo”, appare, ed è chiamato per diventare come il Creatore in futuro. Da questo stato lui inizia ad ascendere da se per raggiungere il Creatore, la vera proprietà di dazione. In questa maniera l’uomo avanza dall’inizio della creazione al suo completamento, la fine della correzione.

Tutto è costruito dentro il desiderio di godere, nella materia della creazione. Più la utilizziamo, più potremmo costruire, e ciò significa che in primo luogo dobbiamo scavare nel desiderio di godere per sentire quanto sia opposto al Creatore. Questo significa che scaviamo a una grande profondità senza aver timore di scoprire quest’opposizione. È un sentimento sgradevole e frequentemente genera sofferenza. Dopo tutto, riveliamo la proprietà opposta alla benevolenza.

Dopo, arriviamo alla necessità della correzione e iniziamo a chiedere la Luce, la proprietà del Creatore, per correggere la proprietà della creatura. Questo si chiama “costruire una costruzione”. Dopo tutto, le persone sono incapaci di costruirla da se – la Luce costruisce. Dobbiamo proporzionare il vaso, il desiderio, ed esprimere la nostra richiesta in modo preciso. Se comprendiamo e facciamo richiesta precisa di quello che è necessario per salire un gradino, un altro “piano”, la Luce viene e lo costruisce. In questa maniera andiamo avanti.

Le fondamenta usate per costruire la struttura spirituale è il desiderio di godere, la sensazione della sua opposizione al Creatore. Più scaveremo in profondità, più in lato potremo salire.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.05.2011, Gli scritti di Rabash)

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Preghiera e gratitudine

Gli scritti di Rabash, Lettera 25: Uno dovrebbe sempre camminare su due percorsi che si negano uno con l’altro, sentendo mancanza e perfezione, cioè, preghiera e gratitudine.

La chiave è quella di ottenere un desiderio corretto. Iniziamo con una scintilla, senza avere un’idea di quello che realmente vogliamo. Veniamo portati in un luogo dove studiano Kabbalah senza comprendere quello che viene studiato, e per quale motivo dovremmo appartenerci.

Tuttavia, gradualmente, mentre facciamo ogni sorta di cose che non comprendiamo, iniziamo ad avere un’idea, un sentimento, una conoscenza. Mettiamo in chiaro la nostra attitudine verso tutto questo e realizziamo chi siamo, quello che dovremmo fare, dove siamo, e attraverso quali processi stiamo passando.

Quindi, da uno stato di totale ignoranza, mancanza di conoscenza e comprensione, da un desiderio ardente, inconscio e istintivo, facciamo una transizione graduale a uno stato dove otteniamo molta chiarezza e vediamo molti dettagli in più, cosa li abbia causati e per quale motivo siano necessari.

A questo punto iniziamo a vedere cosa sia più o meno importante per noi, e mentre leggiamo i libri, cerchiamo di leggere dentro di noi. Iniziamo a valutare se abbiamo nozioni di dazione, ricezione e desiderio di donare al Creatore, che sembra totalmente artificiale e irreale per noi. Non comprendiamo le nozioni dell’amore e connessione con gli amici che vengono discusse.

L’unica cosa che dobbiamo ancora aspettarci è la Luce che Riforma. Tutte le trasformazioni nel percorso spirituale, dallo stato zero, il punto nel cuore, in avanti, accadono unicamente in virtù della Luce. Se la persona pensa di poter fare qualsiasi altra cosa per progredire in qualche altro modo, fa un grosso sbaglio che potrebbe fermarlo nel percorso, o addirittura tentennare.

Perciò, uno deve fare del suo meglio per imparare sulla sua connessione con il gruppo: fino a che punto lui sia incapace di mantenerla, di non sentirne il bisogno né ricordarla poiché non gli piace pensare a questo, e in primo luogo ne è spaventato. Uno deve valutare tutte queste cose negative su se stesso senza annegarci.

Piuttosto, ogni volta che ti sono rivelate queste cose, cerca di superarle. Anche se sei incapace di dominare questo risentimento in modo naturale e di impiegarlo per fare il lavoro, va bene lo stesso. La chiave è quella di sentirlo per un istante, senza tirarti indietro, e di continuare ad andare avanti.

In questi sforzi che fai verso l’avanzamento, nonostante il tuo sdegno, risentimento e rifiuto, adesso c’è una specie di preghiera, che attrae verso di te la Luce Circostante. Sotto l’impatto della Luce, il tuo odio si mostra più concreto e definito, e inizi a capire meglio di cosa e per quale motivo sei risentito e disgustato. In altre parole, inizi a capire la tua vera natura.

Essenzialmente, studiamo solamente noi stessi in relazione a una certa forza considerata come la Luce superiore. Non è la Luce stessa che studiamo, ma noi contro di essa come sfondo. Non è la Luce quello che sentiamo, ma la nostra opposizione a essa. Cosi facendo, siamo pronti per pregare, per chiedere. Dopo tutto, dobbiamo correggere questi flussi interiori, superarli, e andare avanti nonostante tutto. In questa maniera la nostra preghiera per la Luce diventa più concisa e mirata con più precisione.

Quindi, la Luce esegue il suo lavoro e rivela il nostro desiderio egoista, “l’inclinazione al male”. Tutto questo è illuminato per noi dalla Luce che coltiva il nostro desiderio sia qualitativamente, sia quantitativamente, e in questo modo progredendo verso lo scopo.
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(Dalla prima parte della lezione e quotidiana di Kabbalah del 15.05.2011, Gli scritti di Rabash)

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E’ arrivato il momento per l’applicazione della Kabbalah pratica

Possiamo esercitare il nostro libero arbitrio solamente nel gruppo, nell’ambiente, scegliendo l’ambiente giusto nel quale vogliamo creare il modello dell’umanità corretta. E per questo, dobbiamo utilizzare il potere che viene dallo studio della saggezza della Kabbalah – il più forte potere in assoluto. La Kabbalah spiega gli stati spirituali direttamente, il che facilita mantenere la corretta intenzione.

Per aiutarci a ottenere la giusta intenzione abbiamo ricevuto dei libri scritti nel linguaggio della Kabbalah invece che con quello della Mishnah (leggende) o del Talmud. Perciò, ci riuniamo insieme in un gruppo e cerchiamo di creare una relazione nella quale tutti siano connessi uno con l’altro. La situazione esterna ci chiama all’unione: fa pressione su di noi e ci forza all’unità in modo che il metodo della correzione sia sparso ovunque nel mondo.

Risulta che viviamo nel tempo in qui la Torà rende concreto il lavoro interiore pratico. E questa Torà è benedetta e rimuove tutti i nostri peccati. Quindi, il nostro unico peccato, che è l’ego, l’intenzione egoista, sarà corretto.

Non esiste nient’altro di più importante che l’immaginare il nostro stato corretto in relazione alla connessione tra di noi, cosi come la rivelazione del Creatore e adesione a Lui, in modo che eventualmente arriviamo alla proprietà di dazione assoluta.

Dobbiamo realizzare questo scopo praticamente nel gruppo e nell’intera umanità, e studiamo la Kabbalah proprio per questo.

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Versione Audio

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.08.2011, Gli scritti di Rabash)

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Una bella donna, una bella casa e dei bei vasi

I saggi dissero: “Tre ragioni migliorano la saggezza dell’uomo: una bella donna, una bella casa e dei bei vasi.” La “bella donna” è Malchut, che diviene così bella perché io voglio entrare in Shechina, l’adunata di tutte le anime, e connettermi con tutti coloro che cercano di essere in dazione.

Le anime dei grandi Kabalisti di tutti i tempi e generazioni, che si sono trasformate, e tutti coloro che si sforzano per la correzione sono già li. Quelli come me sono considerati i miei amici, e coloro che mi seguono sulla scala spirituale e ottengono da me aiuto sono stati chiamati i miei discepoli . Insieme, noi vogliamo far parte di una sola anima,  Shechina  considerata una “bella donna”.

Una “bella casa” ed i “bei vasi” sono specifici alla persona che vuole correggere il suo cuore, tutti i suoi desideri, sono organi particolari della Shechina. Ogni giorno, egli si connette con lei per vedere cos’altro può depositare li perché ogni particella è aggiunta sul conto collettivo.

Quindi noi avanziamo, passo dopo passo, e soprattutto, dobbiamo rimanere sensibili. Ogni giorno ci sono date nuove opportunità per avvicinarci alla dazione, ma non il “combustibile” , il risveglio, il quale è fatto in modo tale che io lo riveli da solo.  Altrimenti, io mi comporterei come un burattino che si gira intorno mosso dai fili, ovvero da puro istinto, come un animale.

Ma mi fu data la libertà di scelta – di realizzare che non mi sento inspirato e ciononostante devo svegliarmi, senza alcun desiderio di farlo, ed iniziare la giornata, superando il sentimento di pesantezza : fisico ed emotivo, la confusione nella mente e gli altri disturbi, gli stati sgradevoli, i pensieri contro la dazione e i problemi esterni. E devo ringraziare per tutti questi ostacoli come per gli stati nuovi, sui quali io adesso ho bisogno di scegliere la mia attitudine verso la Shechina , Malchut del mondo di Atzilut che unifica tutte le anime.

Li, all’interno di esso, voglio vivere insieme connesso con ognuno e vedere la corretta umanità. E voglio che ogni giorno sia come nuovo per me, ovvero, voglio portare sopra, ancora una volta, ogni proprietà in modo che ogni goccia fu depositata sulla giuntura, il grande conto. E cosi noi ascendiamo.

Se la persona lavora in questa maniera e cerca in tutti i suoi stati personali di venire dai “bei vasi” (desideri) ad una “bella casa”, il cuore corretto, e riunirsi con la ”bella donna” , Malchut del mondo di Atzilut, quindi lui combina tutte queste tre condizioni e riceve il pensiero superiore. Ovvero, lui si eleva al di sopra del suo desiderio corrotto di ricevere piacere – con l’intenzione di dare.

La Santa Shechina rappresenta le nostre intenzioni le quali possono essere trasformate al di sopra dei nostri desideri corrotti.
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(Dalla prima parte della lezione del mattino 21.08.2011 , Shamati )

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Un’opportunità per fare il prossimo passo

Dato che tutti i cambiamenti sono fatti esclusivamente dalla Luce, ogni volta che agiamo, le nostre azioni ci mostrano quanto siamo inadeguati confrontandoci a essa. In altre parole, io devo agire come fa Lui per vedere quanto sono diverso da Lui nel mio attuale livello.

È del tutto simile a quando un bambino cerca di imitare il comportamento di un adulto. Dopo averlo fatto, lui si rende conto quanto le sue azioni siano corrette o incorrette. È come se stesse facendo degli esercizi mentre mette insieme dei piccoli blocchi giocattolo per fare delle strutture o facendo i compiti per la scuola.

Tutto questo è fatto per misurare noi stessi e confrontare i nostri risultati con quelli corretti. Il nostro avanzamento si basa sulle differenze rivelate tra il “desiderato e attuale”, tra quello di cui sono capace e quello che si suppone io sia adesso.

Questo significa che dobbiamo compiere costantemente delle azioni di dazione e di usarle per esaminare e valutare quello che non ho ancora ottenuto. Non devo disperarmi ogni momento che fallisco, ma piuttosto amare questo stato d’illuminazione. Dopo tutto, questo è quello che ci insegna ad andare avanti.

Questo non significa che io deva aver fatto qualcosa di male e per la quale sentirmi adesso in colpa. Per il contrario, ho avuto successo, e quindi mi è mostrato in che cosa devo avanzare. La Luce continua a mostrarmi i cambiamenti per fare il prossimo passo. Se io non ne fossi capace, la Luce non me li rivelerebbe, e si fermerebbe in uno stato nebbioso, come d’incoscienza. Io sarei insensibile e mi sentirei bene. La Luce non illuminerebbe le mie incrinature né mi mostrerebbe cosa fare.

Io non avrò nessuno cui parlare se non mi sarò preparato lavorando nel gruppo, studiando seriamente e facendo altre cose. Perciò, la Luce non mi permetterebbe di fare nessun’altra azione che non abbia delle fondamenta sottostanti. In quel caso, potrebbe sembrare che in me tutto sia a posto e non ci sia niente su cui lavorare. Io entrerei in uno stato illusorio che potrebbe durare molto tempo, addirittura degli anni.

Infatti, tutto si basa sulla preparazione, mentre la preparazione dipende dall’ambiente. Quindi, dobbiamo fare alcune azioni materiali, come studiare, il gruppo, la connessione con gli amici e tutti i discernimenti che lottiamo per fare insieme.

Se io sono entusiasta di unirmi agli altri e di trovare lì la proprietà di dazione, io dovrò formare in me l’attitudine al concetto interiore di “gruppo” e “luogo” dello spazio spirituale, il desiderio integro dove la proprietà della dazione mutua tra tutti quanti è rivelata.

È la Luce che ci insegna la dazione, e quando questa rivelazione raggiunge una certa piena misura al minimo livello, questa ci soddisfarà. Esperimenteremo la dazione in se e il suo origine, cioè della forza superiore che sostiene questa proprietà. Riveleremo non solamente la Luce, ma anche la sua fonte.

Rabash finisce la sua lettera: “Possa il Creatore aiutarci ad accettare il governo superiore oltre il tempo e lo spazio e ad aderire a Lui sempre”.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15/05/2011, Gli scritti di Rabash)

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