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La forza che splende in te

Noi iniziamo il nostro percorso spirituale con un risveglio dall’Alto, dal così detto “punto nel cuore”, che si sveglia in certe circostanze e ad un certo momento in una delle nostre reincarnazioni. Non sappiamo il perché, ma ad un certo momento l’uomo sente la mancanza della sensazione di riempimento nel suo desiderio di gioire, in qualsiasi cosa faccia nella vita.

Dall’altra parte, inizia a sentire un nuovo desiderio addizionale che lo porta da qualche parte. Come succede spesso nelle nostre vite, inizia a sentire simultaneamente i due punti. Diciamo che inizia a sentirsi scontento in un lavoro e che presumibilmente un’altra occupazione potrebbe dargli più soddisfazione. Diventa insoddisfatto in diverse situazioni della vita, e allo stesso tempo inizia a vedere nuove possibilità.

Anche qui accade lo stesso, ad un certo momento divento insoddisfatto della mia vita, senza che questo richieda delle circostanze drammatiche, come bancarotte o altri problemi, semplicemente non sento soddisfazione. Allo stesso tempo inizio a seguire una nuova e non chiara direzione e arrivo in un posto che sembra mi soddisfi di più.

Qual è la differenza? Fino a questo punto non c’è nessuna differenza. Molte persone si uniscono a dei circoli, società, gruppi, o movimenti spirituali new age, oppure trovano soddisfazione praticando degli sport e attività hobbistiche.

All’inizio, quando la persona trova la saggezza della Kabbalah, non gli è chiaro quello che succede e come questo sia diverso dagli altri posti. Lui sente: “Se vuoi ottenere qualche cosa, tu devi unirti al gruppo” ma quest’idea non sembra essere speciale, dato che ci sono tanti altri posti dove questa si porta avanti condizione.

Spesso viene chiesto alle persone di unirsi agli altri e questo spesso impone uno sforzo esteriore. Ogni tanto è chiesto loro di fare uno sforzo interiore per connettersi agli altri, ad esempio, diciamo in una unità militare, dove tutti devono avere cura degli altri per arrivare al traguardo chiaramente egoista.

Questo è molto diverso in un gruppo Kabbalistico, nel quale dicono: “Solo raggiungendo la dazione otterrai una forza generale per donare”. Ma dove si prende? Non dovrai soltanto lottare per connetterti con i tuoi amici, ma dovrai anche chiedere che una nuova forza speciale si riveli dentro la vostra unione.

Questa nuova forza si rivelerà come risultato delle tue nuove attività, cioè il tuo desiderio di unirti in maniera non egoista, come in un gruppo militare, ma in conformità al consiglio dei Kabbalisti, gli insegnanti che ci conducono verso una nuova dimensione superiore. Se ascoltate quello che dicono e leggete quello che scrivono sulla dimensione superiore, vi unirete al gruppo e cercherete di raggiungere l’unità con i vostri amici. Imparerete anche come amare i vostri amici, e leggerete libri che delucidano la connessione e amore tra di voi.

Dovete aspettarvi che i libri e gli sforzi per connettervi con gli altri vi rivelino una nuova forza chiamata “dazione e amore”, allora crescerete da questa forza di amore e dazione. La forza superiore che splende in voi vi conferirà questa sensazione.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 01.11.2011, Gli scritti di Rabash)

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Mille studieranno e noi arriveremo alla luce come un solo uomo

I saggi hanno detto: “Mille persone vengono a studiare, ma solo un uomo arriva alla Luce. Lo studio di mille crea l’opportunità per una persona di arrivare alla Luce, perché tutto cresce nella forma di una piramide e non c’è un altro modo.

Tutto il livello inanimato da origine ad una pianta e tutto il livello vegetale ad un animale. E’ impossibile portare qualcuno alla Luce senza che mille comincino a studiare ed entrino nel livello più basso.

Sono le mille persone che costruiscono il vaso in modo che il loro lavoro risulterà in una forza che raggiunge la Luce. In altre parole, acquisiscono la loro unità generale.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.11.2011, Gli Scritti del Rabash)

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Deve accadere qui e adesso

Nel momento in cui entriamo nella sala del congresso, dobbiamo connetterci immediatamente al desiderio grande e collettivo, essere pronti per il congresso ed aspettarci che succederà qui e adesso! Dobbiamo pensare che accadrà necessariamente qui e adesso (come è detto riguardo all’attesa dell’arrivo del Messia, ogni giorno). Questo crea l’azione e succede davvero.

Arrivare al congresso non è abbastanza e dobbiamo prepararci. È una buona idea studiare il materiale del congresso. Non fa parte del mio piano sorprendervi con delle nuove idee, viceversa più familiarità avrete con il materiale e parlo di cose apparentemente conosciute, in risposta al nostro desiderio diretto a quello che avete letto ascoltato e studiato, più sarò capace di portare davvero delle nuove spiegazioni.

Mi piacerebbe vedere che le persone al congresso capiscano, sentano il materiale e sappiano in anticipo cosa dirò. Gli argomenti delle lezioni e le fonti su cui si basano si possono trovare nel materiale per la preparazione al congresso. Noi dobbiamo studiarlo perché non dovrebbero esserci sorprese e tutto il nostro avanzamento dovrebbe avvenire internamente, connettendo e rivelando dei nuovi stati.

Questo si chiama avanzamento. Le parole del materiale possono essere le stesse, ma l’impressione che lasciano e la profondità che rivelano saranno nuove, e noi le sentiremo in un nuovo modo e ad un altro livello.

Quindi dovremmo studiare il materiale e le canzoni con il cuore, in modo da esserci familiari. Questo è molto importante, infatti se abbiamo assaggiato qualcosa e poi lo riassaggiamo, sembra piacevole e nuova; ma quando assaggiamo qualcosa per la prima volta, ne sentiamo appena il gusto.

Si dice la stessa cosa sul peccato: la prima trasgressione non è considerata un peccato perché l’uomo non sa cosa può succedere e l’ha semplicemente provato; ma non appena l’ha “assaggiato” e vuole continuare, come disse Adamo del frutto dell’Albero della Conoscenza: “Ho mangiato e ne mangerò ancora!”, allora è già un problema.

Dovremmo “assaggiare” i materiali del congresso in anticipo in modo tale che, durante il congresso, “continueremo a mangiare” e a scoprire il vero gusto. Non è abbastanza leggere una mezza pagina e pensare di essere pronti. Noi dobbiamo costruire i vasi, i nostri strumenti di percezione, sistemarli proprio come un impasto caldo e lavorato, per riscaldarci. Il sentire o no qualcosa dipenderà dalla preparazione generale.

Più siamo preparati, più potremo riuscire velocemente, sia nel cuore che nella mente, e realizzeremo la rivelazione se entrambi cuore e mente lavorano correttamente.

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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.11.2011, “L’Amore per il Creatore e l’Amore per gli Esseri Creati”)

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Domande sull’ego, la divulgazione, la depressione ed i teenager

Domanda: Ho capito che nel nostro mondo ci sono delle leggi e delle forze. Quale legge o forza mi impedisce di raggiungere la dazione e perché? Come posso cambiare questo dentro me?

Risposta: Il tuo egoismo ti trattiene da questo scopo ma può essere domato solo da una forza esterna che agisca solo quando studi, comunichi con gente simile a te ed insegni agli altri, perché la forza della correzione è nascosta tra noi.

Domanda: Se il 99% dell’umanità non può cambiare niente da solo, esattamente cosa stiamo cercando di cambiare in loro con i nostri sforzi per la divulgazione?

Risposta: Noi, l’1%, dovremmo correggerci attraverso l’unione nel gruppo, ed attraverso la forza della nostra unità (Arvut) uniamo tutto quel 99% che è fuori dal gruppo. Vedi “L’Introduzione al Libro dello Zohar”, articoli 70-71.

Domanda: Può essere depresso un uomo o una donna che studia e divulga la Kabbalah ed è nel nostro ambiente? Se così fosse, quale ne è la ragione? Possono studiare la Kabbalah le persone che hanno una tendenza ereditaria e genetica alla depressione o alle manie?

Risposta: Nel nostro tempo, la depressione è il fenomeno più comune, e la sua cura è un coinvolgimento maggiore nelle attività del gruppo.

Domanda: A casa ho tre teenager che si rifiutano assolutamente di ascoltare la saggezza della Kabbalah. Come e quando posso parlare loro di questo argomento?

Risposta: Non parlare della Kabbalah finché non cresceranno e desidereranno ascoltarla da soli.
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Attiva il Gruppo

Nel gruppo c’è una costante circolazione di desiderio. Per me la chiave è essere più attivi nell’analisi e nella correzione, perché la mia attitudine corretta verso gli altri ritorna a me migliore e rinforzata, introducendo così dei cambiamenti nel modo in cui il gruppo mi influenza. In base alla misura in cui valorizzo gli amici, la mia debole spinta evoca una forte retroazione.

Tutto qui dipende da quanta importanza attribuisco loro. Potrebbe essere che il gruppo sia molto grande, ma non lo stimo per niente, o potrebbe essere che sia piccolo, ma lo considero come il miglior ambiente del mondo. Questa è la mia scelta. Cambio il mio destino costruendo con loro l’attitudine corretta. Fino ad ora  è avvenuto tutto secondo il piano della natura: sono cresciuto e loro mi hanno riempito di entusiasmo, ma adesso mi è stata data l’opportunità di creare un’attitudine identica verso di loro.

E’ possibile grazie alla frammentazione dei vasi, come risultato della quale oggi vedo i miei desideri come estranei, isolati e indipendenti da me. Ho l’opportunità di correggerli esternamente ed io stesso costituisco solo il punto che il Creatore ha accesso in me.

Tutta la realtà, tutte le anime sono davanti a me ed io sono una scintilla che ha bisogno di costruire l’attitudine corretta verso di loro e di relazionarmi a loro come il Creatore si relaziona agli esseri creati, perché queste anime sono il mio vaso spirituale. Mi è stata data l’opportunità di cominciare a relazionarmi a loro consciamente, intenzionalmente, e loro in risposta mi rinforzano. Scopro così gradualmente di avere una connessione con il Creatore e ne deriva che il mio vaso è Malchut riempito di Luce superiore.

Solo qui c’è la mia sola scelta. Il gruppo, da parte sua, mi darà tutto quello che mi è necessario, ma se non coopero selettivamente e non lo voglio specificamente, il mondo mi porta al cammino della sofferenza, chiamato “a suo tempo”.

Attiva il gruppo se vuoi essere sul cammino veloce e giusto verso lo scopo, perché dall’ambiente corretto riceverai la Luce, la forza dello sviluppo accelerato.

Oggi percepisci Malchut dell’Infinito come “questo mondo”. Questa realtà ti influenza e ti cambia in base al modo in cui ti ci relazioni. Tutto dipende dalla tua attitudine, dalla misura in cui crei ed inviti su di te l’influenza degli amici. Portali nell’angolazione corretta della tua percezione e loro faranno attecchire la Luce su di te, dopotutto hai a che fare con Malchut dell’Infinito data a te per il lavoro.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 09.11.2011, “Matan Torà [Il Dono della Torà])

 

Il congresso di Arava è una disconnessione programmata da tutti i disturbi

Domanda: A cosa serve l’isolamento del gruppo al congresso nel deserto di Arava?

Risposta: Ci riuniremo qui per gettare le basi di una nuova società, il cui scopo sia quello di raggiungere l’adesione al Creatore. Al fine di riuscirci, dobbiamo raggiungere l’adesione tra di noi, e per riuscire in questo, dobbiamo unirci, disconnetterci da tutti i disturbi che arrivano dal mondo esterno. Infatti siamo piccoli e ci dobbiamo dare forza a vicenda, e non dobbiamo lasciare che il mondo interferisca con quello che stiamo facendo. Questa è la ragione per cui andremo nel deserto.

In passato certi gruppi di Kabbalisti prendevano delle misure molto più straordinarie per isolarsi dall’ambiente esterno. L’uomo deve concedersi più di libertà da questo mondo confuso e insensato per raccogliersi un po’ di più in se stesso e capire quale sia il suo destino.

Nel turbine della vita, frastornati dal baccano delle radio e delle televisioni, non possiamo far emergere la voce sottile della nostra anima o raggiungere una labile ispirazione interiore. Il fatto è che non abbiamo l’energia per farlo. Anche i Kabbalisti, che hanno vissuto centinaia e migliaia di anni fa in un mondo completamente diverso, che non conoscevano le “meraviglie” dei mezzi di comunicazione, si isolavano, togliendosi dal loro ambiente abituale, addirittura “andavano in esilio”, lasciando le loro case senza portarsi dietro niente; vagavano per anni e tiravano avanti con quel che riuscivano a guadagnarsi per mangiare.

Noi non sappiamo nemmeno cosa stiamo perdendo nel mondo moderno, che ci subissa e ci insudicia con la sua sporcizia. Vogliamo ottenere qualcosa di meraviglioso? Se lo vogliamo, allora quali sforzi stiamo facendo per scappare da queste bassezze?

Varrebbe la pena trovare il tempo per questo genere di isolamento, durante il quale sentiremo solamente le nostre forze, senza i disturbi del mondo esterno. Prendiamoci un giorno nella vita per sentire che siamo noi invece di sentire chi sono loro, questi disturbi.

Ovviamente non costringiamo nessuno a partecipare e non facciamo una lista di chi verrà e di chi no. Non spuntiamo elenchi per il futuro. Chi non vuole o non può venire, non lo faccia. In questo senso, tutto è lasciato alla libertà individuale. Però, se un uomo viene, deve partecipare alle iniziative che il gruppo ha stabilito per aiutarci a staccarci da tutto, per sentire solamente noi stessi.

Non desiderate delle volte essere soli con voi stessi? Questo è anche il modo in cui il gruppo vuole essere solo con se stesso, per sentirsi. Entriamo in una stanza, chiudiamo la porta e restiamo con i nostri pensieri. Ed è così che vogliamo fare. In realtà, questa è un’idea chiara e comunemente accettata. Ma per noi non è solamente un minuto di riposo, ma un distacco dal “livello delle donne e dei bambini” per ascendere al “livello degli uomini”.

Nell’articolo “L’importanza del gruppo” il Rabash scrive: “Quando un uomo lavora lungo il cammino della verità, ha bisogno di isolarsi dagli altri uomini. Infatti il cammino della verità richiede una certa forza di carattere perché va contro il pensiero comune. Le opinioni del mondo sono costruite sulla conoscenza e la ricezione, mentre le opinioni della Torah sono costruite sulla fede e sulla dazione. Se un uomo è distratto, allora si dimentica subito di tutto il lavoro del cammino della verità e cade nel mondo dell’amore per se stesso. Solamente nel gruppo gli amici si aiutano a vicenda, e perciò ogni uomo riceve dal gruppo la forza per combattere le opinioni comunemente accettate”.

Il mondo superiore è il nostro mondo interiore. Dobbiamo spostare la nostra osservazione dall’esterno all’interno. Perciò, con l’aiuto degli amici, proveremo ad entrare in noi stessi, a guardarci dentro, per acquisire una saggezza profonda, per raggiungere l’intimo significato della Torah. Non c’è altra scelta e ne abbiamo bisogno.

Un uomo deve essere costantemente immerso nella sua interiorità, penetrare nelle sue profondità, ed è proprio qui che rivelerà il vero mondo. Il mondo esterno ci confonde di proposito in mondo che attraverso i conflitti e la resistenza, costruiremo la nostra strada puntando all’esterno. La nostra lotta consiste nel penetrare sempre più nel profondo la realtà del mondo che abbiamo davanti ai nostri occhi, e che ci spinge verso l’esterno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.11.2011 “Arvut (Garanzia Mutua”)

Il vero lavoro è interiore

Domanda: Studio la Kabbalah da alcuni anni e per me è diventato chiaro che quello che importa di più è il mio lavoro interiore. Tuttavia mi sembra ancora di non capire realmente di cosa si tratti. Potrebbe spiegare più dettagliatamente che cos’è il lavoro interiore?

Risposta: Il mio lavoro interiore è cercare il più possibile di unirmi al lavoro interiore collettivo, di creare un vaso per la ricezione della Luce. La fine di un’azione è nel suo pensiero iniziale. Prima anelo allo stato nel quale io rivelo il Creatore. Che cos’è questo stato? È lo stato nel quale si uniscono diversi punti nel cuore. Se con questi punti nel cuore creo il giusto sistema unificato in cui risiede il potere della dazione, vi scoprirò la forza chiamata il “Creatore”. Scoprirò Lui in base al livello della nostra unione.

Il nostro lavoro interiore quindi è basato sull’unità, sulla garanzia mutua. È detto: “Ama il tuo prossimo come te stesso, è la vera regola della Torah”. Una regola (Klal) che contiene tutta la Luce. Questa è l’unica cosa di cui ho bisogno, ed è per questo che vi sono concentrato.

Cerco di fare diverse cose che portino all’unione dei punti nel cuore. Cerco delle opportunità per unirmi e per risvegliare gli amici verso questo obiettivo. Mi interesso affinché tutti siano nella stessa intenzione, pensiero, sull’essere ispirati e connessi in modo che questo fuoco tra di noi possa ardere. Allora lì riveleremo il Creatore.

La Sua rivelazione è l’unica cosa di cui abbiamo bisogno. L’essenza dell’intera saggezza della Kabbalah è la rivelazione del Creatore agli esseri creati in questo mondo.
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(Dalla 2° lezione del congresso in Arava del 28.10.2011)

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Creare il modello di un mondo nuovo

Domanda: Nel congresso di dicembre vorremo celebrare la nascita di un mondo nuovo. Su che cosa dobbiamo concentrarci?

Risposta: Dobbiamo unirci per il bene dei valori che vogliamo mettere in luce nel congresso. Giorno dopo giorno dobbiamo mettere sempre più sforzo per sentire che viviamo in un mondo nuovo. Dobbiamo rappresentarlo, immaginarlo nelle relazioni tra di noi, in tutti i nostri pensieri e azioni.

Come scrive Baal HaSulam, noi dobbiamo creare il modello di una nuova società, che formerà le basi di un nuovo mondo e permetterà a tutti di imparare dal nostro esempio. Quindi, prima di tutto, dobbiamo scoprire questo mondo nuovo tra di noi. Dopo vedremo aprirsi per noi delle opportunità che non abbiamo mai sognato, nella vita comune, nell’industria, nel commercio, nell’educazione ed altro.

Non comprendiamo realmente questi stati, lasciamolo fare alla Luce. Se ognuno fa quello che può, tutto il resto funzionerà. Il nostro compito è di fare lo sforzo, e si apriranno le opportunità. Tutti i nostri sforzi si devono indirizzare verso il mondo nuovo, le nuove relazioni, la nuova società. Questo lavoro dovrebbe prendere tutti i momenti della nostra vita per stabilire un tono e creare uno stato d’animo nella divulgazione, nella preparazione del congresso e nelle relazioni tra i gruppi, in modo da sentirci sempre di più un unico gruppo…

Dovremmo vedere giorno per giorno la crescita dell’unità e creare un ponte tra la realtà desiderata e quella attuale. Se vediamo ancora i fenomeni negativi nel mondo significa che  non abbiamo raggiunto ancora la correzione tra di noi, e questo è l’unico motivo.

Dopo tutto la società si sviluppa in conformità a quello che le è stato preparato, mentre noi abbiamo la libertà di scegliere e la capacità di attrarre la Luce, che dopo si riversa su tutto il mondo e vi stabilisce l’ordine. Il congresso si avvicina e quindi è tutto molto serio.
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(Dalla 5° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.10.2011, “L’amore per il Creatore e l’amore per gli esseri creati”)

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Perfino il lupo amerà l’agnello

La materia della creazione è divisa in vari livelli: l’inanimato, il vegetale, l’animale e il parlante. Ci sono diversi livelli anche all’interno del livello del parlante infatti ci sono persone che esistono passivamente, simili al livello della bestia, e ci sono persone più progredite, come chi cerca un obiettivo che sia oltre la vita corporea ordinaria.

Alla fine ognuno dovrà comunque raggiungere il medesimo obiettivo della creazione, e allora ogni persona sentirà e comprenderà un suo desiderio speciale. Qualcuno desidererà una buona vita materiale, mentre un altro vorrà raggiungere qualcosa oltre la materialità, altri ancora vorranno trascendere questa vita. L’avanzamento verso il medesimo obiettivo varierà poiché ogni cosa, compreso il grado umano, è divisa in quattro livelli, che esisteranno fino alla fine della correzione.

Solo quando ciascuno sarà connesso, allora sarà creato un solo desiderio comune e perfetto. Nel frattempo, durante il processo della correzione, tra tutte le parti ci sono grandi differenze.  Ma la cosa più importante è che ogni genere e tipo scoprirà la meta della creazione e raggiungerà la fine della propria correzione.

L’uomo deve connettersi agli altri sullo stesso livello, come disse il profeta: “Il lupo pascerà insieme all’agnello”. Tutta la creazione riceverà una tale forza di unione e dazione che ci sarà pace a tutti i livelli della creazione. Tutto questo sarà possibile grazie alla correzione dell’uomo.

Questo “amore degli amici” non è solo uno slogan bello, ma si tratta del posto principale del nostro lavoro, l’uomo dovrebbe capire che il suo sforzo, il suo attacco e il punto principale del suo esercizio per conseguire l’obiettivo è “l’amore degli amici.” Questo è il vaso in cui scoprirà la forza superiore, il Creatore, l’essenza della vita.

Dovremmo focalizzare la nostra attenzione solo su questo, e qualunque altra cosa, lo studio e le altre attività, sono solo per conseguire questo vaso spirituale: l’amore degli amici.
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(Dalla parte 1° della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 27.10.2011, Gli Scritti di Rabash)

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Essere felice è l’obbligo dello studente!

Noi dovremmo sempre lottare per la perfezione! L’uomo si sviluppa solo perché cammina costantemente sulla linea di destra, la quale è espressa dalla felicità. Dovremmo sempre immaginare dei buoni stati: quelli dello sviluppo, dell’ascesa, dello spirito elevato, del timore, della grandezza del Creatore e dell’importanza dello scopo.

A questo dovrebbe puntare tutto il nostro lavoro e tutte le nostre preoccupazioni, in modo da non permettere all’ego di portarci alla disperazione. Questo è molto importante.

Qualche volta può sembrare di affogare nell’utocritica e di scavare seriamente e dolorosamente in noi stessi. Questi possono essere considerati come dei segni di un grande uomo che lavora su di sé. Eppure non è un lavoro su di voi, state piuttosto seguendo il vostro egoismo.

Essere seri non significa andare in giro con una faccia triste, ma essere in una grande tensione, mantenere costantemente il sentimento della grandezza dello scopo. Dovreste elevarvi per immaginare lo scopo desiderato come ve lo desiderate, perché questo vi manterrebbe in un costante desiderio e timore di raggiungere lo stato della dazione al Creatore, per far piacere a Lui come alla persona amata.

È detto: “Non dovete avere altri dei”. Potete immaginare una situazione nella quale davanti a voi c’è solo il Creatore come vostro costante obbiettivo? Se così fosse, sviluppereste la vostra attitudine verso di Lui per capire come, a quali condizioni ed in quale caso, potrete dare a Lui? Solo quando siete insieme agli amici desiderando di essere con loro; ovvero, noi abbiamo un desiderio comune, una direzione nella quale  si connettono tutti e tutti sono attirati a Lui con lo scopo di renderLo felice: non c’è nient’altro che noi possiamo darGli!

Lo stato iniziale dal quale l’uomo comincia il giusto movimento verso lo scopo è l’immaginare questa situazione e vivere con questo desiderio. cioè la linea di destra.

Quando la Luce di sinistra si mostra opposta, capiremo che ci è stata data in modo tale da elevare la linea di destra anche più in alto, finché non raggiungiamo la vera dazione. La possiamo raggiungere solo se la linea di sinistra cresce ed avanziamo al di sopra di essa.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.11.2011, Gli Scritti del Rabash)

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