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Domande sulla necessità di agire e sul prossimo congresso

Domanda: In una delle sue ultime lezioni ha detto che dobbiamo agire. Che cosa significa?

Risposta: Per meglio adattarci al mondo che sta diventando sempre più interconnesso e integrale, dobbiamo prendere la stessa forma. L’esperienza ci insegna che siamo già in ritardo per il mondo interconnesso, ed è per questo che le nostre azioni diventano sempre più erronee. Dobbiamo imparare la nuova struttura del mondo e corrispondergli, sarebbe la garanzia di successo nella vita.

Domanda: È possibile preparare i quindicenni al congresso? Hanno un buon desiderio di unirsi in futuro al movimento della garanzia mutua (Arvut). Con questi ragazzi oggi è difficile e vorrei che il mio secondogenito fosse capace di partecipare alla preparazione del congresso, non con gli adulti, ma con dei ragazzi della sua stessa età.

Risposta: Devi chiamare e risolvere questa questione con gli organizzatori; sono sicuro che tuo figlio troverà il suo posto e la sua attività nella preparazione e nel congresso.

Domanda: In paesi grandi come il Messino è molto difficile riunirci. Quanto è importante farlo fisicamente almeno una volta l’anno?

Risposta: se si può, sarebbe meglio riunirsi in gruppi più grandi possibile.

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Cadere su in Alto

Domanda: Quando controllo la mia integrità vedo che non posso preoccuparmi costantemente della garanzia mutua. Trovo che sia molto più facile prendere qualche concreto problema esterno e fare un segno di spunta nella mia agenda.

Risposta: Anche questo è un bene. Sono necessari anche i “segni di spunta”, dopotutto il nostro cammino riguarda solo il riconoscimento del male. Il problema è che difficilmente ci accorgiamo di avanzare.

Mi sento stupido eppure vengo ancora a studiare ed a partecipare alle attività del gruppo. Mi sento disperato, indifeso e carente di intenzione, ma vado ancora avanti. Allo stesso tempo però, non capisco che è la Luce ad operare su di me in questo modo. Se non fosse per lei non sarei capace di muovermi e collasserei del tutto.

Sperimenti contemporaneamente alti e bassi e, sebbene ti senta disperato, puoi ancora andare avanti, anche sentendo la mancanza di rispetto e il rammarico, abbracci ancora i tuoi amici e canti con loro. Se ti muovi costantemente in avanti, cadendo ma anche rialzandoti, questi non sono periodi alterni di disperazione ed incoraggiamento che cambiano di tanto in tanto, ma sono piuttosto due linee opposte l’una all’altra, tra le quali si trova l’ampiezza degli stati in cui ti trovi. Questo è già un segno di avanzamento.

E’ già un grande passo in avanti capire che oggi riconosco più accuratamente il male dentro me,  perché è la Luce a rivelare in me quello che non avrei potuto vedere precedentemente. Ieri pensavo di non danneggiarti in alcun modo ed oggi sono sorpreso di scoprire che ti tratto male e mi dispiaccio di non poter cambiare.

Da un lato questo mi fa sentire più disperato, ma dall’altro dovrei dire a me stesso: “Un attimo, da dove viene tutto questo? Mi sento peggio perché una Luce più grande fluisce su di me; questo è il segnale che sto vincendo, sto crescendo e con me sta crescendo l’inclinazione al male che è in competizione con me”.

La qualità del male rivelata in me è un segno di avanzamento. Non è facile riuscirci e costa cara una simile scoperta. Dopotutto acquisisco un grande tesoro ed alla fine scopro la rottura e come correggerla.

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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 31.10.2011, “L’Amore per il Creatore e l’Amore per gli Esseri Creati”)

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Lo schermo è rotto, non il desiderio

Domanda: Lei dice che i desideri sono rotti, ma io percepisco il desiderio come un qualcosa di integro. Che cos’è un desiderio “rotto”?

Risposta: Il desiderio di ricevere per amor proprio è indicato come “rotto”, mentre il desiderio diretto verso la “dazione”, al dare agli altri si dice sia “corretto” o genuino. Il desiderio non si rompe, mentre lo schermo sì.

Il desiderio è sempre salutare. Se il mio desiderio ha uno schermo, nel momento in cui arriva la luce la posso passare agli altri e mantenere solo quella che serve alla mia esistenza, questo significa che tutta la luce superiore passa da me agli altri. Essa non indugia mai in me ma circola costantemente dal mondo dell’infinito a tutti gli altri senza eccezione. Dopo mi sento assolutamente soddisfatto, e in me circola sempre la forza della vita.

Se non posseggo questa qualità significa che non possiedo lo schermo, quindi la luce superiore non raggiunge il mio desiderio ma ritorna immediatamente indietro alla sua fonte, realizzando la condizione della prima restrizione (Tzimtzum Aleph o TA): senza uno schermo la luce non entra nel desiderio di ricevere. Ecco perché sento di esistere “dentro di me” e non nella luce.

“La cosa dentro di me”, che io sono, è chiamato “questo mondo”, quello che percepiamo per ora. “Questo mondo” è quello che percepisco dentro di me.

Il mondo superiore è quello che sento fuori di me, quando mi collego al resto. In quel momento percepisco la vita di tutto il corpo, e tutta la luce del creatore passa attraverso di me a tutto il resto.

Questo è lo stato in cui posseggo uno schermo, quando mi sono collegato a tutti gli altri e passo loro la luce, e questo stato di cose è chiamato “corretto”, mentre lo stato nel quale non ho uno schermo viene chiamato “rotto”. Il desiderio non è rotto, ad esserlo è lo schermo, anche se spesso si usa  il termine convenzionale: un “desiderio rotto”.

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La rivelazione della Luce è la soluzione alla Crisi

Domanda: In che modo connettiamo la struttura dell’universo che stiamo studiando con lo sviluppo dell’attuale crisi?

Risposta: La Malchut del mondo dell’Infinito si è divisa in un enorme numero di pezzi egoistici separati, che ora devono acquisire la loro struttura comune.

Come? Noi non conosciamo e non possiamo conoscere questa struttura che è molto complicata ma ci verrà rivelata alla fine. Ma tra noi c’è un enorme numero di connessioni e le dobbiamo “ripristinare”. Le ristabiliamo quando lavoriamo l’uno con l’altro, quando divulghiamo e ci uniamo.

La Saggezza della Kabbalah parla di questo, che è esattamente ciò che dobbiamo fare,  il nostro obiettivo.

La crisi attuale da una parte è la rivelazione del sistema di interconnessione comune (colorato in rosso nel disegno), ma dall’altra parte è la dimostrazione del fatto che siamo degli egoisti e non desideriamo affatto essere connessi l’un all’altro. Ciascuno di noi è un egoista a sé stante.

Allora cosa facciamo? La crisi arriva perché siamo degli egoisti separati mentre il sistema attuale è altruistico. Dove possiamo nasconderci gli uni dagli altri? In nessun posto. Nessun sostegno ci aiuterà ora a risolvere la crisi, persino se in Europa continuassero a pensare intensamente a come trovare una soluzione, non sono in grado di pensare a nulla perché la sola cosa che può essere fatta è ripristinare un sistema integrato di connessione tra noi, e senza ristabilirlo non saremo in grado di ottenere nulla.

Tutto il problema è che la Luce superiore comincia a operare tra noi e possiamo aprirle la strada attraverso noi stessi gli uni verso gli altri. Questo è chiamato garanzia reciproca. Io rivelo la Luce per te e tu la riveli per me, e così la riveliamo reciprocamente, finché la Luce riempirà tutto il volume del mondo dell’Infinito.

Oggi ci troviamo all’inizio del percorso e tutto ciò lo dobbiamo fare  insieme. E’ per questo che esiste la Saggezza della Kabbalah, ed è il motivo per cui andiamo nelle strade e cerchiamo di spiegarlo alle persone.

Liberare tutto il fogliame e aprire le valvole per percorrere più velocemente il sentiero della Luce superiore sarà più facile nella misura in cui loro si uniranno a noi.

Spero che in questo modo ci avvicineremo velocemente a risolvere la crisi. Abbiamo una medicina, un rimedio per questo, abbiamo semplicemente bisogno di rivelarlo pienamente a noi e agli altri e iniziare ad usarlo.

Buona fortuna a te in questo. Io spero che, invece di vedere la luce in fondo al tunnel, noi la sentiremo attraversandolo.
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(Da la Serie della Lezione Virtuale della Domenica 16.10.2011)

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La Regola di Hillel

Fai agli altri come tu vorresti che loro facciano a te”. Il saggio Hillel ha formulato questa regola per quelli che volevano sbarazzarsi della loro intenzione egoistica, avvicinarsi al mondo spirituale e capire la rivelazione del Creatore ed i benefici che comporta.

L’uomo è confuso, non sa come approcciarsi a questo e solitamente si fida del fatto di essere capace di usare le sue attuali qualità e desideri che appartengono al nostro mondo. Nella vita; dopotutto, ha imparato delle cose, ricevuto un’educazione e realizzato qualcosa, pensa che l’ascesa al prossimo grado si realizzi seguendo certi canoni; e questo è il problema.

Ci siamo abituati ai meccanismi relazionali a noi familiari già dalla prima infanzia, alle loro leggi riconosciute e a quelle tradizioni. Il corpo, inconsciamente, ci dirige e ci porta ai pensieri, alle azioni, ai movimenti ed alle soluzioni predisposte dal sistema. Non capiamo che il mondo spirituale richieda un’assoluta rivalutazione di tutti i fondamenti. Io non continuo il cammino precedente, ma lo termino ed elevo un nuovo vettore, una nuova dimensione che non avrei mai immaginato prima. Questo non è solo un cambiamento, è un salto nell’ignoto.

Una volta c’era un uomo che desiderava raggiungere la dazione, passare da un’intenzione egoistica ad una altruistica, dal mondo fisico a quello spirituale ed andò da Hillel. Egli aveva già capito che non era capace di farlo da solo e che con la sua comprensione non sarebbe avanzato. Dopotutto l’insegnamento spirituale non è un corso universitario, non può essere insegnato attraverso i libri o le guide all’auto apprendimento.

L’ospite di Hillel capì di aver bisogno di ascoltare i consigli di un saggio e di seguirli “ad occhi chiusi”. Capì che questo era l’unico modo con il quale avrebbe potuto avere successo, essendo incapace di vedere il cammino che si rivelava davanti a lui, che  non si può vedere con una visione egoistica. Ecco perché andò da Hillel con la sua domanda.

Hillel personifica il corpo collettivo delle leggi, l’Halacha, in altre parole le regole per completare il cammino (Alicha) verso lo scopo della creazione. Il suo responso fu semplice: “C’è solo una regola principale: Non fare agli altri quello che tu odi”.

Per testare di essere sulla strada giusta, hai bisogno costantemente, in ogni singolo momento, di testare te stesso in relazione al tuo amico. Puoi pensare a lui così come pensi a te stesso? Puoi con cuore puro cambiare posti con lui ed avere cura del tuo amico allo stesso modo in cui hai cura di te stesso? Puoi avere cura del tuo amico allo stesso modo in cui hai cura di te stesso? Anche se lo critichi dentro, devi elevarti al di sopra di questo, essere al di sopra della tua attitudine negativa verso il tuo prossimo in tutte le sue manifestazioni.

Questa è la prima metà del cammino, quando cominci a stabilire il contatto con gli altri. Questo si manifesta nella tua conclusione di essere un disturbo. Diventi pronto per la connessione, ma semplicemente, non sei ancora capace di realizzarla. In questo modo, evochi la Luce che Riforma che avanza verso di te.

Chiaramente,  si divide in molte fasi la realizzazione del principio “fai agli altri come vorresti che gli altri facciano a te”. Ogni fase è qualcosa di differente, di nuovo e speciale. Continuerai a scoprire sempre di più i frammenti più grandi del quadro generale. Proprio adesso, pensi che sia sufficiente semplicemente non interagire con il tuo prossimo. Comunque, il tuo desiderio egoistico lo toccherà costantemente, lo toccherà molto. Vorrai obbiettargli, contraddirlo, schiacciarlo ed ucciderlo.

Ci saranno molte opzioni, poi comincerai a realizzare il tuo meccanismo interiore in relazione alla regola “ama il tuo prossimo come te stesso”. Il prossimo non è un problema così grande come la tua ascesa al di sopra del tuo egoismo, verso il grado di Binà, lo stato di Hafetz Hesed (deliziarsi in misericordia).

Il tuo “prossimo” è il tuo equipaggiamento di esercizi, il modello, il criterio, in relazione al quale puoi controllare gli approcci spirituali, le leggi e le condizioni qui nel nostro mondo. Dopotutto, dobbiamo rivelare il mondo spirituale proprio nel nostro mondo e non lontano, al di là dell’orizzonte. Si, la dimensione spirituale porterà nuovi parametri con essa, ma essi saranno rivelati nelle relazioni tra di noi, tra tutte le persone. Ecco perché è scritto: “Fai agli altri come vorresti che loro facciano a te”.

Questo principio è chiaro a tutti e tutti lo possono realizzare. Non ha requisiti preliminari per la persona. Agisci come sei. C’è un gruppo davanti a te e puoi lavorare su queste condizioni insieme ai tuoi amici. Smettila di cercare altre cose, non hai un altro metodo che porti alla rivelazione del Creatore. Questa è la prima condizione sul nostro cammino.

C’è un totale di due condizioni ed entrambe sono dirette al “prossimo” che s trova davanti a te. La seconda ed ultima condizione è “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.10.2010, “L’Amore per il Creatore e l’Amore por gli Esseri Creati”)

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Il disagio prima del Congresso

Domanda: Cos’è la paura che c’è bisogno di sentire prima del prossimo grande congresso di Dicembre?

Risposta: Il disagio prima del congresso è l’ansietà e la paura che non compierò quello che devo, in accordo al programma della creazione, che definisce chi sono io, le qualità con le quali sono stato creato e come posso partecipare ed investirmi di più per accelerare lo sviluppo di tutto il vaso spirituale.

Ogni persona deve sentirsi responsabile dello sviluppo di tutto il vaso comune e questo si riferisce alla misura della mia dazione al Creatore. Abbiamo bisogno di preoccuparci di questo e capire che tutto dipende solo da me.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.10.2011, Scritti del Rabash)

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La ginnastica per l’ascesa spirituale

Non riveliamo tutte le cose che desideriamo rivelare con le nostre forze o con il nostro attuale vaso di percezione, cioè il desiderio di ricevere piacere, ma piuttosto, nelle qualità di dazione. Il mondo corporale è rivelato nelle qualità della ricezione, mentre il mondo spirituale nelle qualità di dazione.

Non siamo capaci di vedere o sentire niente del mondo spirituale perché non abbiamo le qualità di dazione. Percepiamo tutto ciò che sperimentiamo nel nostro desiderio di ricevere piacere diretto “verso se stessi”, mentre nel mondo spirituale è percepito nel desiderio di donare, mentre si esce dal desiderio di ricevere piacere, “fuori di se stessi).

Come possiamo avvicinarci a questo se le due forme di ricezione sono opposte una con l’altra? I Kabbalisti dicono quanto segue: Gioca per la dazione, mettila in pratica, facendo la stessa azione con gli altri, quando tutte le persone, insieme con tutti quanti, cerca di “uscire da se stessa”, fuori dal suo ego, verso gli altri. Immagina quest’aspirazione il più possibile.

In quest’aspirazione, quando pensi che stai uscendo da te stesso verso gli altri, tu inizi a raggiungere, a percepire e a comprendere quello che è il mondo spirituale. Non ne capisci niente, non sei capace di analizzarlo o provarlo, o valutare le tue azioni. Ma questi sforzi costruiscono gradualmente la prontezza – (“muscoli”) dentro di te, che hai già ma che semplicemente non adoperi.

Le differenti parti del tuo futuro, il grande corpo della tua anima, sono incorporati in te, nel tuo punto nel cuore, come una goccia di seme, e questo corpo dell’anima si sviluppa attraverso i tuoi sforzi. Perché succede questo? Dato che i tuoi sforzi di uscire da te stesso verso altri esseri umani si combinano con gli sforzi di tutti quanti, uniti in un’aspirazione comune, questo attiva questi “muscoli”.

Quando tutte le persone nel gruppo pensano di uscire da se stesse verso gli altri, viene aggiunta la forza del proprio “muscolo” a tutti quanti. In questa maniera ognuno inizia a incrementare i propri “muscoli” con la propria abilità di sviluppare e di uscire da se stessi.

Ne risulta che ogni persona ha soltanto un punto di uscita da se stessa: l’aspirazione alla congiunzione. Ma anche il resto di quelli che pensano di uscire da se stessi, sono gli stessi che, includendosi in lui, costruiscono la struttura del futuro Partzuf in lui (e ogni persona fa questo in tutti gli altri).Questo non significa che loro diano qualche cosa dei loro “muscoli”. Loro gli danno la forza per lo sviluppo del gene dell’informazione (Reshimo), chiamato il suo punto nel cuore, una goccia di seme.

Di conseguenza, nessuno di noi è capace di svilupparsi da se in nessuna direzione, in nessuno dei “muscoli” dalle nostre 613 forze, desideri. Possiamo svilupparci unicamente attraverso l’inclusione mutua, uno nell’altro. Il Creatore ci invia amici, nemici, conflitti, guerre, problemi e pressioni, tutte queste situazioni diverse, per fornirci di questo tipo d’inclusione mutua. Quando noi lavoriamo correttamente alla base di questi problemi, quando più acute e drammatiche saranno queste sensazioni, più alti e ripidi saranno i gradi di ascesa.

È per questo che abbiamo bisogno di tutte quelle situazioni che sorgono nel gruppo e nella vita di ogni persona e le difficoltà nel loro lavoro interiore, e vediamo quanto possiamo avanzare specificamente sulle basi di complicazioni e problemi. Lo vediamo nei racconti della Torà: Più problemi sono rivelati tutto il tempo, e nuove ascese ci sono sopra di loro. È questo procede in questa maniera finché raggiungiamo la completa correzione (Gmar Tikkun).

Per questo motivo, quando noi leggiamo Lo Zohar, dobbiamo concentrarci sul fatto che tutti noi desideriamo uscire dal nostro ego verso gli altri. In questa maniera ognuno di noi incrementa il proprio vaso (desiderio) – il Partzuf speciale, costruito specificamente con l’inclusione mutua di tutti quanti.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.09.2011)

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Concorda con esso e sarà rivelato!

Domanda: Come posso io personalmente influenzare il processo dell’emergere dei mondi?

Risposta: Tu esisti già nel mondo dell’Infinito, hai solo bisogno di scoprire te stesso in esso. Noi tutti esistiamo nel cerchio del mondo dell’Infinito – tutti noi! Noi esistiamo automaticamente in questo sistema in uno stato ideale. Proprio ora anche noi siamo nel mondo dell’Infinito in uno stato completamente corretto, ma non in relazione con noi. Questo stato di assoluta dazione, amore e piena interazione di ciascuna persona con tutti gli altri è totalmente opposto a noi.

Viene gradualmente rivelato a noi nella misura in cui noi siamo capaci di sopportarlo. E’ lo stato più disgustoso, odioso e ripugnante che potrei immaginare. E questo è il motivo per cui mi viene rivelato nella misura in cui sono potenzialmente in grado di aderirvi in anticipo.

Negli scritti di Baal HaSulam “La Pace nel Mondo”, “La Libertà,” così come in altri articoli, noi studiamo che siamo tutti interconnessi come ruote in un meccanismo dove esse sono tutte rinchiuse insieme, concatenate in modo ideale. Loro sono così strettamente connesse che il più lieve movimento di una delle ruote causa il movimento dell’intero sistema. Ciascuno dipende da tutti gli altri, e ognuno deve muoversi armoniosamente. Inizialmente siamo in questo sistema.

Siamo tutti così diversi, e noi esistiamo in questa immagine (vedere il riquadro nel disegno sotto). Questa immagine può essere bidimensionale o tridimensionale, può essere qualunque cosa. In essa noi siamo strettamente legati come in un Cubo di Rubik: Ognuno di noi è composto da 613 desideri. In altre parole noi siamo completamente “intessuti insieme”

Ma fortunatamente, questa immagine non ci viene rivelata perché non siamo in grado di tollerarla. Tuttavia, noi esistiamo in essa, e noi eseguiamo tutte le nostre azioni automaticamente, incluse anche le attuali. E tutte queste azioni sono rette. In realtà, tutto ciò che facciamo è dazione gli uni agli altri. Ma noi non lo vediamo. Invece, noi vediamo un immagine opposta, quello che noi vogliamo vedere.

La Kabbalah ci conforma per rivelare gradualmente il nostro stato ideale così questa immagine comincerà a vivere in me, cosicché io voglio che essa viva in me. E allora diviene rivelato.

Non c’è niente di nuovo nel mondo. Semplicemente uno stato inizialmente creato dal Creatore e dove tu esisti fin dall’inizio diventa rivelato. Questo è perché la nostra sola saggezza è la saggezza che riguarda la rivelazione del Creatore, tutto questo sistema, e niente più di questo. Tutto quel che si esige da noi è di sentire la mancanza che quel che esiste divenga rivelato. Ma dobbiamo cambiare noi stessi e aderire a questa immagine per desiderarla e rivelarla. Questo è il nostro lavoro.
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La “torta a strati” dell’anima

Oggi non possiamo governare il nostro mondo. Oggi desidero apportare vari cambiamenti nel sistema finanziario, economico, commerciale, modificare i rapporti fra le nazioni, persone, coppie ma non riesco. Vi sono ulteriori turbamenti, condizioni particolari che non prendo in considerazione e per questo motivo, non riesco in nessun campo. Non ho una sufficiente conoscenza, ne tanto meno un rapporto con il nuovo mondo che, improvvisamente, si sta rivelando a noi e non riesco a contatarlo chiaramente.

Da cosa dipende?- Dipende dalle “scale” che, dal mondo Ein- Sof (mondo dell’eternità) discendono a noi. Queste scale sono già esistenti in noi. Anch’esse si creano sotto l’influenza delle reshimot (geni spirituali). Vale a dire, che anche le forze della dazione che appaiono e si rivelano a noi- anche loro esistono già in me, ed io le percepisco nello spazio al di fuori di me. Soltanto che esse non sono forze egoiste, ma forze di dazione, e questa è la mia “torta a strati”, questa è anche la mia percezione interiore del mondo. Ciò sono io.Tutto è in me. Non v’è nulla al di fuori dei miei confini.

“Io”- e’ in sostanza l’anima .

Se inizio a divedere me stesso in questo modo, vedo allora che il mondo attuale mi aiuta.
Si sta rivelando in noi, per cosi dire, la forza “cattiva” egoista- l’oscuro passato.Ed appare anche la forza altruista. Questi strati si stanno rivelando in me: comincio non tanto stentamente a recepirli al di fuori di me, ma in me. E sono , perciò, “confuso”, così perplesso, e non riesco quindi a ritrovarmi in questo mondo.

Quando iniziamo in qualche modo a capire questo sistema, vediamo come funziona sugli altri. Ci rendiamo conto che in noi appare una certa ” torta a più strati”: dal presente e dal futuro, le forze egoiste del passato, la percezione presente e le sensazioni indefinite e incomprensibili del futuro- il tratto della dazione, il tratto della connessione.

Questi strati si rivelano a me ancora non collegati in un unico sistema, perciò si chiamano “la nostra crisi”, la nostra separazioni fra queste parti. La crisi si chiama “integrale”, perchè non ci svela la connessione fra le parti. Cosa che ancora non è in noi e ciò rimarrà come un problema fino a che non impareremo a controllarlo.

Dov’è il problema?- Da una parte ho disegnato una domanda ed una crisi, e dall’altra parte “l’anima”. Cioè oggi, siamo sulla via di scoprire la nostra anima.

Quando uniremo in noi tutte queste parti, vedremo al loro posto un quadro interessante- vedremo che siamo composti da tre linee.

Le forze egoiste da un lato- sono la parte bassa della torta. Le forze altruiste o dazione- le forze superiori della torta. E la forza centrale- e il rapporto fra loro, quando cioè raccogliamo tutto ciò in noi e riusciamo a lavorare con esse. La parte centrale della torta riuscirà a legare la parte positiva altruista con la parte negativa egoista e potrà lavorare con le stesse. Questo è in effetti, il nostro lavoro- il lavoro della linea centrale.

Cosicchè, oggi con crisi ed impedimenti interiori, ci troviamo alla volta della rivelazione della nostra anima. Certamente il mondo è ancora lontano da ciò. Non lo scoprirà in questo modo, ma con il nostro aiuto- in modo molto più semplice, associandosi a noi e cosi’ via. Siamo già vicini a questa scoperta e dobbiamo andarle incontro.Tutto ciò è impresso in noi, dopo la prima restrizione (alef) si forma il masach (schermo) ed il Parzuf.

In questo Parzuf si trova già la nostra condizione futura. Il Parzuf e costituito dalla testa, che decide come congiungere dentro di noi queste due parti: una parte nella quale possiamo donare in assoluto e la seconda parte nella quale non possiamo farlo.

La testa si trova al di sopra, è così che ci organizza.

Oltre la ragione

Domanda: Come posso sapere per certo che mi sono elevato al di sopra della ragione?

Risposta: Elevarsi al di sopra della ragione significa entrare nella ragione del prossimo.

Noi esistiamo nel mondo dell’Infinito, ed io sono uno dei molti. Restando in me stesso, esisto all’interno della mia ragione: mi preoccupo per me stesso, penso a me stesso, in una corsa per il mio personale benessere. Questo è il nostro stato ordinario; inconsciamente e consciamente, pensiamo solo a questo.

Indubbiamente, i miei figli, mia moglie, i miei parenti ed amici e forse persino la mia nazione ed il paese in cui vivo sono anche parte della mia sfera. Questo è determinato da quanto dipendo dalla gente intorno a me e da che misura io sono soggetto alla loro influenza. In accordo a questo, li attribuisco al mio stesso Io.

Cosa significa ascendere al di sopra della ragione? Significa che mi muovo all’interno della ragione, dei desideri delle altre persone, invece di restare dentro di me. Io sono completamente al servizio di lui o di lei. Per me, l’altra persona è primaria, mentre io, il solo che esegue, sono secondario. Il prossimo è per me come un bambino amato, mentre io sono la madre di lui o di lei.

Questo è ciò che elevarsi al di sopra della ragione comporta. In altre parole è un cambio di priorità: adesso, per me il prossimo è più importante di me, come un bambino per sua madre. Questo è un vero segno del fatto che ho avuto successo.
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(Dalla 5° lezione del Congresso di Kabbalah di Toronto, del 17.09.2011)

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