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I tre livelli in un gruppo

Nei confronti dei nostri amici ci troviamo di solito su uno di questi tre livelli:

1. Quando l’amico e il gruppo sono più grandi di noi, in altre parole,consideriamo i nostri amici e il gruppo come superiori a noi per sentire la loro grandezza;
2. Quando gli amici e il gruppo sono sotto di noi;
3. Quando sono uguali a noi.

Quando li considero come più grandi di me, mi metto in uno stato in cui sono in grado di imparare da loro, di ricevere da loro ciò che hanno, così come i piccoli imparano da quelli più grandi. Essi sono in grado di influenzarmi. Ricevo’ la loro energia, la loro forza, e la loro eccitazione.

Se li percepisco come più piccoli di me, allora io sono in grado di dare a loro così come un grande dà ai piccoli.

In entrambi i casi, ho un certo tipo di comunicazione con loro, sia quando da loro ho ricevuto la grandezza della meta, sia quando la accendo in loro, introducendo le mie forze, il mio investimento nella grandezza dello scopo, la grandezza dell’unione. E tutto questo avviene allo scopo di raggiungere uno stato in cui essere uguale a loro. E allora saremo veramente amici.

 

Quando essi sono sopra di me, sono i miei insegnanti. Quando sono sotto di me, sono gli studenti. E solo quando siamo uguali siamo amici. Questo è il nostro modo di sintonizzare i nostri pensieri nei confronti del gruppo. E vedo sempre: dove posso aggiungere, cosa posso ricevere, e dove posso diventare completamente uguale a loro.

Lo scopo deve essere sempre il confronto. E lo stato in cui si è sotto o sopra di loro è lo stato in cui mi adeguo in relazione a loro.
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Perché andiamo al Congresso?

Domanda: Il congresso in Brasile si sta avvicinando. Che cosa potrà dare a chi vi partecipa fisicamente?

Risposta: Se una persona ha già partecipato ad altri congressi e questa volta non può farlo, non dovrebbe essere molto critico. D’altro canto, queste persone sanno già che il congresso vale lo sforzo. Le persone che non hanno mai partecipato a un congresso, dovrebbero fare di tutto per essere lì.

Adesso i nostri congressi sono perlopiù sulla connessione. Le persone non vengono unicamente per sentire le mie letture. Il Congresso fa spuntare in me l’azione in modo che io formi un vaso, un desiderio, insieme con tutti. Allora io sento la differenza tra i miei pensieri privati e i pensieri del cerchio generale. Questi sono due livelli di pensiero e sentimenti totalmente diversi.

Il congresso permette alla persona di sentire un poco il sapore dell’unione, che è essenzialmente il “posteriore” del Creatore. Quando l’unione fa presa sulla persona, essa scopre che qui si trova una sensazione nascosta, il “punto di unione” di cui parla Baal HaSulam. Se la persona trova incanto nell’unione con il gruppo, raggiunge il sentiero che conduce verso il Creatore.

Perciò, il congresso è un’opportunità rara grazie alla quale la persona può continuare a camminare in sicurezza verso l’alto perché ha già le impressioni giuste. Io non credo che sia possibile ottenere questo attualmente senza una connessione fisica.

Quindi, è molto importante arrivare di persona. Una persona che sia già stata a un congresso generalmente comprende che dovrebbe farlo – a qualsiasi prezzo ragionevole. Ma se non avete mai sentito questo, allora seguite il mio consiglio: Venite e basta. In un paese come il Brasile, il prossimo congresso potrebbe essere tra due o tre anni. Vale la pena anche pagarlo a rate in diversi paghi mensili. In questo modo vi state comprando un vero bene, e se lo perdete ve ne pentirete più tardi. Un debito ragionevole non è cosi negativo. Non posporre la cosa più importante della vita per più tardi. Io vi consiglio fortemente di venire.
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(Dalla quinta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.04.2012, Gli scritti di Rabash)

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Prepararsi ad incontrare la Luce

La Luce superiore è in riposo assoluto, il che significa che non dovrei sperare che ci saranno dei cambiamenti da parte sua, c’è bisogno di cambiare solo me stesso, i miei desideri. Ed anche se è detto che le Luci agitano i desideri, c’è solo una sola Luce. La Luce è divisa in cinque fasci in corrispondenza del desiderio diviso in cinque parti, quindi il desiderio sente la singola Luce come se ci fossero cinque differenti Luci. Il vaso cambia e quindi si sente come se la Luce lo agitasse.

Se tutto dipende dal desiderio, significa che tutto il successo è determinato dalla sua preparazione. In funzione di come il desiderio si prepara, ovvero se sarà pronto oppure no per l’azione, per il suo incontro con la Luce, così sarà! Ecco perché la preparazione determina tutto il risultato di un’azione.

Noi non sappiamo quale azione sarà. Forse sarà una caduta persino più profonda in Egitto, oppure una delle piaghe d’Egitto?! O forse sarà il passaggio del Mar Rosso, la quale, in un modo o nell’altro, non sarà un’avventura molto piacevole, o la fuga dall’esercito del Faraone, o addirittura la ricezione della Torà sul Monte Sinai. Tutte queste situazioni possono essere quasi chiamate piacevoli passatempi, tutte trascorrono nella trepidazione, la paura, l’odio ed una grande tensione. Ma la preparazione determina se saremo capaci oppure no di superare tutto questo.

Quindi, proprio adesso, non abbiamo bisogno di pensare al modo in cui il congresso stesso andrà, ma solo a come possiamo prepararci per l’azione dell’unione ed il grado che ci sarà rivelato all’interno di questa unità ci mostrerà dove siamo. Forse siamo ancora in Egitto, o stiamo per uscirne, o forse siamo già al di là dei suoi confini.

Tutto dipende solo dalla preparazione dei nostri desideri (vasi, strumenti), mentre la Luce è in costante riposo. In funzione di come ci prepariamo a corrispondere alla Luce, riceveremo di conseguenza la sua influenza, cioè sentiremo come stiamo acquisendo la sua forma.

Vedrete che non ci sono ostacoli alla preparazione; essa è sempre benedetta e porta all’avanzamento. Mentre l’azione in sé è un incontro con la Luce ed essa può portare a risultati completamente opposti da quelli che ci aspettiamo. Il risultato sarà sempre per il nostro beneficio, ma ci può apparire come un colpo, come ad esempio le piaghe d’Egitto, che rappresentarono le fasi dell’avanzamento verso una nascita spirituale. Noi possiamo attraversarle in un batter d’occhio, una dopo l’altra, nella durata di un singolo congresso …
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.04.2012, “Domande e Risposte sul Congresso in Brasile”)

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Il ruolo di Israele nel mondo

Il ruolo del nostro gruppo generale internazionale è dare al mondo il metodo della correzione. Questo gruppo è in contatto con la Luce che Riforma, per sé stesso e per tutto il mondo. Questo gruppo oggi è chiamato “Israele”. Che cos’ha di speciale?

Cominciamo dal fatto che la Luce Circostante (Ohr Makif o OM), ovvero la Luce che Riforma, è nel grado superiore ed è astratta e nascosta a noi; ma essa può brillare su di noi nella misura in cui ci risvegliamo. Così possiamo rivolgerci alla Luce ed essa può rispondere alla nostra richiesta.

Quando risponde alla nostra richiesta? Quando la richiesta si eguaglia alla Luce, cioè se noi chiediamo in accordo alla maniera in cui essa è designata a rispondere. Noi siamo Galgalta ve Eynaim (GE) o Israele ed inoltre dobbiamo connetterci all’AHP e riceverne una risposta. Insieme, GE e AHP costituiscono dieci Sefirot, ovvero un Partzuf spirituale, o la creatura generale.

Da questo noi possiamo capire cosa ci sta succedendo. Dobbiamo risvegliare le nazioni del mondo (1) in modo tale che vogliano cambiare (2). Per farlo, dobbiamo rivolgerci alla Luce che Riforma (3) ed ottenere il suo aiuto (4) in modo tale da cambiare noi stessi e servire l’AHP.

Allora cosa dobbiamo fare nel frattempo? I cabalisti dicono che nel frattempo non c’è niente che possiamo fare. Allo stesso modo, la saggezza della Kabbalah è stata nascosta nel corso della storia. Le persone la custodirono e la passarono in segreto perché le masse non ne sentivano il bisogno, ma quando il mondo è entrato in una nuova era che richiede la rivelazione della saggezza della Kabbalah, allora la gente “fisica” di Israele è ritornata alla sua terra per compiere la sua missione ed i kabbalisti hanno cominciato a parlare di questa saggezza.

 

Tutto esiste per l’AHP, per le nazioni del mondo, la generalità che essenzialmente include tutta l’umanità. In questo senso tutti sono uguali agli occhi del Creatore. In verità, è detto che alla fine della correzione tutte le persone del mondo conosceranno il Creatore.

Tuttavia, prima di compiere la prima azione e rivolgerci alle nazioni, dobbiamo essere pronti a questo. Quindi, ci è stata data la possibilità di fare i primi passi senza nessuna connessione con loro, senza la loro conoscenza e così ci sviluppiamo durante i primi anni, preparandoci in questo modo al lavoro.

Ma ad un certo punto non possiamo avanzare ulteriormente se non diventiamo i mezzi per la correzione delle nazioni, cioè se non portiamo loro il metodo della correzione; e mentre lo facciamo, non correggiamo nessuno, è la Luce superiore che corregge tutti, incluso noi.

Così, dovremmo interrogarci sul nostro ruolo più energicamente. La risposta è che noi esistiamo per portare la correzione al mondo. Noi possiamo stare nel livello di Hafetz Hesed, nel livello di Binà, che non ha desiderio per sé stesso ed è completamente diretto al bisogno dell’inferiore. Per questo scopo Binà è diviso in GE che è diretto al Creatore e l’AHP che è diretto alla creazione, e il nostro libero arbitrio è la linea divisoria tra queste due parti.

Questo è il ruolo di Binà. Tutta la nostra divulgazione, tutta la nostra attitudine verso le persone dovrebbe essere determinata da questo schema.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.04.2012, “Il Ruolo di Israele ed il Mondo”)

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Relazionarsi verso ognuno con calore

Domanda: Come dovremmo relazionarci ai nuovi arrivati durante il congresso?

Risposta: Direi che non c’è una grande differenza tra i nuovi arrivati e gli studenti veterani. E’ così perché quando le persone si mescolano l’una con l’altra, la differenza è sempre lì, e in linea di principio non è importante quanto una persona sa, o a che livello lui o lei esiste, dato che questo è il riflesso dell’ intera umanità, che consiste dai più piccoli a quelli più grandi, coloro che già capiscono e forse sentono anche parzialmente il mondo superiore. Quindi la cosa più importante per tutti è mescolarsi l’uno con l’altro.

Gli studenti veterani devono aiutare i nuovi arrivati. Essi devono lavorare con tutte le forze, partecipare attivamente, e preparare tutto ciò che verrà messo in atto. Organizzeremo colloqui preliminari con loro su come condurre i seminari, come parlare con tutti e coinvolgerli e come connettersi a tutti con calore. La cosa più importante è dare l’esempio.
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(Da una conferenza dello Unity Day Mondiale, Preparazione al Congresso, 22.04.2012)

Tutto inizia con una donna

Domanda: Quanto è importante il lavoro pratico delle donne? Ad esempio, quant’è importante che le donne partecipino ai seminari invece di stare a fare le loro cose?

Risposta: Gli uomini non sarebbero capaci di fare assolutamente niente da sé!
Possono riunirsi, stare in giro, cantare come sempre, queste cose sono buone, ma è solamente preparazione. Il vero lavoro non può esistere senza la forte parte femminile che allo stesso tempo genera la sua aspirazione al traguardo comune. Non può essere in un altro modo! Noi vediamo questo dappertutto, sempre. Ci sono molti esempi nella storia. Questo viene dalla struttura del Partzufim superiore, dai mondi superiori; se noi non innalziamo questo desiderio a Malchut, esso non forma, e senza di esso, non accade niente. Perciò, le donne devono prendere questo molto seriamente.

Prima, io dirigo la mia attenzione verso la parte femminile perché tutto inizia da lì. Io vi chiedo di comprendere che qui tutto dipende dalle donne. Gli uomini possono essere “lanciati”, manipolati, e le donne lo sanno molto bene. La maniera giusta di manipolare gli uomini è basata nel dirigergli seriamente verso il traguardo; una donna può fare questo direttamente con il suo desiderio, con una parola sola, con qualsiasi cosa lei faccia. È molto facile per lei, per l’uomo è molto difficile, praticamente impossibile, avanzare per conto proprio.

È per questo motivo che c’è sempre stata una regola nella Kabbalah, che gli scapoli non potevano essere ammessi come studenti. È così perché senza il desiderio di una donna accanto a te che pensa al tuo successo, non sarai in grado di avanzare.
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(Tratto dalla seconda lezione del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Mentre gustiamo il rinfresco, non dimentichiamoci del Padrone di Casa

Baal HaSulam, Shamati #52, “Una Trasgressione Non Cancella Una Mitzva”: Ho udito un’altra parabola che parlava di due amici, uno dei quali era divenuto re e l’altro era divenuto molto povero ed era venuto a sapere che il suo amico era diventato un re. Il povero andò dal suo amico, il re, e gli parlò del suo cattivo stato.

Il re gli diede una lettera per il ministro del tesoro, nella quale era scritto che per due ore egli avrebbe ricevuto tanto denaro quanto ne voleva. Il povero arrivò alla tesoreria con una piccola scatola ed entrò e riempì la piccola scatola con il denaro.

Quando uscì, il ministro diede un calcio alla scatola e tutto il denaro cadde sul pavimento. Questo continuò per molto tempo ed il pover’uomo gridò “Perché mi stai facendo questo?”. Alla fine il ministro disse, tutto il denaro che hai preso in tutto questo tempo è tuo e lo prenderai. Tu non avevi i contenitori per prendere abbastanza denaro dalla tesoreria ed ecco perché è stato applicato questo stratagemma con te.

Noi dobbiamo essere pronti che nel momento in cui riempiremo la nostra “scatola”, essa sarà immediatamente svuotata. Tuttavia, non è così che continuiamo a riempirla meccanicamente sempre di più dalla tesoreria.

L’ego sente in che modo la scatola viene svuotata ogni volta e comincia ad allenarci a percepirlo come qualcosa di normale; ed allora cominceremo a chiederci perché avviene in questo modo, qual è il suo significato e non siamo d’accordo con questo.

Attraversiamo gli stessi stati ancora ed ancora, mentre la Luce agisce su questa inflessibile ripetizione e cominciamo a capire che non abbiamo bisogno di preoccuparci della scatola piena, ma del lavoro in sé. L’opportunità di trasferire il tesoro del Re da un posto all’altro ci dà riempimento ed allora raggiungiamo la dazione “Lishmà”.

Non dovremmo puntare e focalizzarci sul riempimento che è piacevole ed importante per noi oggi, ma pensare costantemente a cosa sarà importante domani. Dobbiamo farlo immediatamente ed allora saremo simili allo stesso vecchio uomo che cammina chinato e cerca come se avesse perso qualcosa. Egli è costantemente spaventato all’idea di perdere l’importanza dello scopo e cerca di chiarire cos’è esattamente questo scopo.

Lo scopo non riguarda le piacevoli sensazioni. Queste sono necessarie in modo che io possa elevarmici al di sopra e chiedere un diverso riempimento, per sentire l’importanza dell’Essere per cui sto lavorando e restare in occultamento. Io chiedo la rivelazione della grandezza del Creatore solo per fornire a me stesso il carburante per il lavoro. Come è detto: “La saggezza (Hochma) è per l’umile” e “La ricompensa per un comandamento è un comandamento”. È a questo che una persona deve aspirare, in modo tale che le venga permesso di elevarsi al di sopra di un’azione alla prossima azione, la quale non ha relazione alcuna con il piacere che ha ricevuto.

È come se avessi preparato qualche azione da solo, l’avessi eseguita da solo ed avessi ricevuto dei buoni risultati. Adesso ho bisogno di ringraziare il Creatore per aver eseguito tutto dall’inizio alla fine. Dopotutto, adesso capisco che tutto è avvenuto perché Lui mi ha dato il desiderio, il carburante, la direzione, l’intelletto e tutto il resto. Lui è quello che ha sistemato tutto, ed io non ho fatto assolutamente niente.

Dunque ho bisogno di fare un sacrificio (Kurban), per portare un’altra parte di me più vicina (Karov) alla dazione. Devo sacrificare il piacere che ho ricevuto grazie al lavoro di “qualcun altro” e ai soldi (Kesef) che non erano neppure miei, ovvero lo schermo, che ricopre (Kisuf) questo mondo. Il Creatore mi ha dato tutto questo e Lui mi ha dato anche il riempimento, ed io voglio elevarmi al di sopra di tutto questo e lavorare non per questo riempimento, ma per il bene della Sua grandezza.

In questo modo non perdiamo il livello che abbiamo ottenuto e non discendiamo. Adesso determiniamo uno scopo persino più elevato per noi stessi, come il vecchio che cerca qualcosa come se avesse perso qualcosa.

Noi in verità abbiamo perso qualcosa. Per un piccolo momento abbiamo sentito quanto è bello e piacevole essere nell’ unione e adesso dobbiamo elevarci al di sopra di questo piacevole sentimento verso l’importanza dello scopo, e questa stessa sensazione piacevole noi la vogliamo passare al Creatore in modo tale da portargli la gioia.

Ne consegue che tutto questo processo che ha attraversato, tutti i rinfreschi che l’ospite ha ricevuto dal padrone di casa, adesso li vuole restituire in modo tale da non riceverli per sé stesso. Questo è già uno stato che in un certo modo diviene pura dazione “Lishmà”, e questa è già la corretta attitudine.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.03.2012, Shamati #52)

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America: Dal sud al nord

Domanda: Sarò collegato al congresso nordamericano virtualmente, insieme ad altri amici. Come possiamo creare una potente unione durante il congresso? Come possiamo alzare la sua importanza anche quando siamo tutti scollegati nella corporalità e sentirci un unico Kli?

Risposta: Prima di tutto, vorrei consigliarvi di partecipare al congresso di New York. Questo è necessario senza alcun dubbio.

In secondo luogo, vi consiglio di leggere tutti gli articoli sul gruppo di Rabash e Baal HaSulam. L’unione, il cambiamento dell’atteggiamento di una persona verso il gruppo è ciò che è importante.

In terzo luogo, nella preparazione anche la divulgazione svolge un ruolo molto importante.

Quindi, dobbiamo cercare di aiutare per il Congresso, preparare e portare sempre più persone ad esso, che siamo in dubbio o meno dobbiamo prepararci ad aspettarli. Noi dobbiamo riunire quante più persone possibile e prendervi parte.

Inoltre, L’America del Nord dovrà prepararsi, con l’aiuto del Sud America, grazie ai nostri incontri in Colombia, Cile e Brasile. Questa sarà la preparazione reale, pratica, comprensiva non solo delle lezioni e conferenze, ma anche dalla partecipazione ai seminari.
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Una Scatola Nera che naviga nelle Onde di Luce

E’ molto difficile spiegare cosa sia la spiritualità, perché è una questione di sensazioni. Se una persona condivide certe sensazioni, capirà ciò che viene descritto. Ma se non è sullo stesso livello e non sente ciò di cui l’autore parla, lui non capirà nulla.

Tutto il nostro lavoro si svolge in “Egitto”, in esilio, quando non si sente ancora il Creatore, la forza superiore che ci può aiutare a superare il nostro desiderio di ricevere. Questo è un momento di scelta, ed è il momento migliore perché impariamo a lavorare contro il nostro desiderio.

Devo pensare costantemente che sono già in dazione, nel mondo spirituale, nella santità, e non creo alcuna partizione, nessuna barriera, nella via della Luce superiore che riempie tutta la realtà. Io annullo la mia personalità, il mio “io”, egoistico e anche se sento diversi stati che passano attraverso di me e provocano reazioni diverse nel mio ego, devo cercare di essere solo nella dazione pura.

E’ come se fossi già nel mondo spirituale, sono immerso in un mare di luce essendo totalmente equivalente ad essa. Questo perché tutto ciò che in realtà mi separa dalla Luce è il mio desiderio di ricevere, il mio ego, che assomiglia ad una scatola che non lascia passare la luce attraverso essa. Ho messo ostacoli per me, io sono l’unico che si distingue per il suo ego nella Luce. Tranne che per me tutto è corretto e pronto.

Vedo solo che questa realtà è distorta, che sono corrotto, e che il Creatore è cattivo e mi tratta male. Inoltre, mi sembra che ci sia un’altra autorità oltre al Creatore.

Tutto il nostro lavoro è quello di immaginare il nostro stato corretto, il modo in cui è realmente, e non ciò che è raffigurato nel nostro ego. Non c’è nulla, tranne il Creatore, ma il mio ego mi dice che ci sono molte forze diverse che prendono decisioni e ci sono anche io.

Mi sembra che sento e decido qualcosa da me, ma anche questo non è vero. Il Creatore è colui che mi manda tutte queste sensazioni in modo che in base alle impressioni che ricevo da lui in ogni istante, sarò in grado di fare il lavoro e annullare me stesso, i miei pensieri che mi sembra di pensare e di sentire in modo indipendente, che ricevo qualcosa per l’ambiente, il gruppo, e tutto il mondo esterno. Invece, devo immaginare che io sono totalmente sotto il controllo della luce superiore che riempie tutta la realtà.
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(Dalla prima parte dell aLezione quotidiana di Kabbalah del 2.04.2012, Shamati 59)

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Dissolversi nel Gruppo

Tutti i nostri molti anni di studio (abbiamo persone che studiano già da 10-15 anni) sono intesi solo per farvi raggiungere uno stato nel quale cominciate a lavorare nel gruppo, siccome capite che non c’è nient’altro. Tutto quello che avete fatto nel corso di molti anni era solo inteso per farvi capire alla fine che la sola cosa che può cambiarvi e rivelarvi quello che volete è di fronte a voi, anche se è nell’ultima fase.

Solitamente ci vuole molto tempo per arrivarci, convincendoci e cercando in qualche modo di evitarlo, di andare da qualche altra parte. Noi studiamo la kabbalah, facciamo tutto quello che abbiamo bisogno di fare riguardo alla divulgazione, di tutto, solo per evitare di lavorare in gruppo.

Persino una volta che abbiamo già capito che non c’è altra soluzione, ancora, all’ultimo momento, scappiamo cercando delle ragioni per non partecipare a questo processo. Non possiamo permetterci di chiudere gli occhi e lanciarci nel gruppo come nell’acqua e scomparire completamente in esso. Passa molto più tempo, dei mesi, qualche volta persino degli anni, finché una persona alla fine entra nel gruppo.

Ma noi possiamo accorciare questo tempo con il nostro sforzo congiunto e cercheremo di farlo.

Non importa da quanto tempo una persona studia, né la sua conoscenza, né se sia intelligente oppure no, forte o debole, persistente, stabile o pigra; quando entrate nel gruppo e vi unite alla sua forza comune, noi “scompariamo” in esso, vi dissolvete nelle qualità comuni dei vostri amici in misura tale che acquisite l’integrazione di tutte le loro abilità ed esse diventano vostre.

Non c’è bisogno che arriviate con delle scuse del tipo io sono ancora giovane, non sono ancora pronto per questo, forse dopo un po’ di tempo, al prossimo congresso. Adesso! Non ci devono essere altri pensieri! Non c’è altro all’infuori di questo posto e quest’azione che noi dobbiamo intraprendere.

L’azione è molto semplice: cercare di compiere quella che viene definita Prima Restrizione (Tzimtzum Aleph), elevarci il più possibile al di sopra del nostro egoismo, senza prendere in considerazione nessuna delle sue persuasioni, ragioni, trappole e sotterfugi. Noi dobbiamo capire che questo punta alle mancanze nella nostra aspirazione, nella nostra intenzione.

Quando la mia intenzione e la mia aspirazione non sono abbastanza forti, sentirò qualcosa che mi distrae e ciascuno di questi disturbi punta a quello che io ho bisogno di aggiungere alla mia intenzione per dirigerla seriamente e renderla forte abbastanza nella sua grandezza e vettore. In altre parole, ho bisogno di essere diretto verso lo scopo e di avere abbastanza forza per dirigermi verso di esso.

Ecco perché percepiamo i disturbi come un dato. Noi non proviamo mai dispiacere per essi, non diventiamo mai pazzi; al contrario, ogni volta che appaiono, ce ne eleviamo al di sopra e ci investiamo anche di più per diventare più vicini agli altri.

La cosa principale è avere pazienza verso i nostri amici, come l’abbiamo con dei piccoli bambini, con il nostro piccolo bambino preferito. Non c’è niente che possiamo fare a riguardo, è anche il nostro egoismo che non ci permette di connetterci con gli altri e ci mostra dove avvicinarci e dove posizionarci.
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(Dal Congresso di Vilnius del 23.03.2012, Lezione 2)

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