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Non essere imbarazzato. Cresci!

Domanda: Durante il workshop, sento costantemente vergogna del fatto che sediamo e giochiamo come bambini. Dopotutto tutti noi siamo adulti. Cosa posso fare a riguardo?

Risposta: Questo gioco è il componente della natura più importante e maturo. Chiunque gioca in esso cresce; e quello che non gioca, è ancora considerato come morto perché la sua crescita si è fermata.

Sai cosa simboleggia il gioco? Il gioco è quando io immagino il prossimo livello del mio avanzamento e lo desidero. In realtà è un segno di crescita.

Esattamente lo stesso gioco viene trovato nel vegetale e nelle condizioni dello sviluppo dell’animato. In essi esiste lo stesso elemento.

Mentre lavoravo sul mio dottorato in filosofia, ricevetti una domanda sulla teoria dei giochi.

Per crescere, la pianta necessita di creare in sé le condizioni adatte a farlo, per sviluppare in sé le forze della crescita. In questo modo cresce.

Lo stesso unico principio del gioco opera anche nella spiritualità ed anche nel nostro mondo, ad ogni livello dei mondi. Tutti! Quindi il gioco è la componente più stimata della natura.

Non è il gioco del calcio, ma un gioco del prossimo livello, un gioco di crescita.

Questo è il più onorevole impegno di una persona, poiché in questo modo essa cresce.

Tu passi attraverso una varietà molto ampia di stati, di sentimenti. Hai bisogno di accumulare tutto questo dentro di te per sentire la Luce Superiore. Essa ci circonda, ma noi non possiamo “afferrarla”. Noi abbiamo bisogno di tutti questi sentimenti, che devono accumularsi in noi sempre di più. Si accumulerà gradualmente in te, si assemblerà in un sensore, un rivelatore, un senso e poi lo scoprirai.

Questo è in verità il compito della creazione dell’anima. L’anima è come un sensore per sentire la Luce. Questo è tutto. Da un lato, sotto l’influenza dei tuoi desideri, viene creato in te l’attributo della dazione e dell’amore e dall’altro lato, in accordo ai tuoi desideri, la Luce Superiore opera, ti dà e ti promuove.

Quindi non c’è niente di cui essere imbarazzato. Cresci!
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(Dal Congresso di Vilnius del 23.03.2012, Workshop 1)

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Allenamento psicologico

Noi dovremmo provare a mettere in pratica il sistema che ci è stato offerto dai Kabbalisti, il metodo che possiede la capacità di cambiare il mondo.

Noi tentiamo di mettere in pratica il consiglio dei Kabbalisti come sola possibilità per il nostro inizio di sentire il nostro prossimo passo, l’unità, al di fuori di questo regno materiale.

In questo tempo, le persone cercano di essere minimamente connesse ed equilibrate con la natura integrale. Tuttavia, attraverso la nostra unità con gli altri, nel grado degli sforzi che applichiamo per connetterci con la natura eterna e globale e della nostra ispirazione di sentirla come qualcosa di tangibile tra noi, probabilmente finiremo con lo sperimentare una sensazione genuina di dazione ed amore, un sentimento caldo, un’onda che ci abbraccia tutti.

Questa forza è stata nascosta a noi fin qui, ma essa può apparire se noi tutti ci sforziamo per essa. Se noi abbiamo anche un minuscolo desiderio di raggiungere questo stato che in realtà ci è stato concesso e se facciamo uno sforzo di unirci, possiamo essere sicuri che già possediamo tutti i prerequisiti necessari per raggiungere l’unità.

Tutto quello che dobbiamo fare è desiderare di acquisire una sensazione di unità utilizzando le possibilità che abbiamo già ricevuto. La nostra aspirazione dovrebbe essere diretta a vedere e sentire il potere che riempie l’intero universo. Allora, realizzeremo che siamo piazzati all’interno del Kli unito (vaso) che è riempito di calore, Luce e dazione, come un feto nel grembo materno.
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(Dal Congresso di Vilnius del 23.03.2012, Lezione 1)

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Lotta e troverai

Domanda: La transizione al prossimo livello deve essere coscienziosa. Di che cosa abbiamo bisogno esattamente perchè le azioni siano coscienziose?

Risposta: Non c’è niente di specifico che possiamo fare perché le nostre azioni di transizione e il nostro viaggio siano coscienziosi. Dobbiamo unicamente attendere i cambiamenti che accadranno dentro di noi sotto l’influenza della Luce superiore. I miei sforzi evocano unicamente la Luce superiore, l’energia superiore, che mi influenza.

Anche adesso non so quello che mi accadrà nel momento successivo, perfino nella mia vita quotidiana. Tutto questo arriva dall’esterno ed è rivelato dall’Alto ogni momento della mia vita.

È la stessa cosa nel lavoro spirituale. Io dirigo me stesso verso la qualità di dazione, ma deve venire da me e influenzarmi, e allora io inizierò a comprendere quello che mi sta accadendo. Io posso solamente contribuire con l’aspirazione, ma sono incapace di comprendere.

Qui dobbiamo stare molto attenti al fatto che il nostro cammino in alto, in avanti, sia sempre accompagnato da una richiesta, un desiderio perché in effetti accada. La Luce superiore viene dall’Alto e fornisce una risposta. Essa ci da’ la risposta poiché non può venire niente da noi. Io aspetto solamente che la Luce si manifesti tra di noi.

Dato che non ho ancora un grande quesito, desiderio di andare ancora avanti, Ohr Makif (Luce Circostante) non si manifesta ancora in maniera sufficiente. Il quesito è uguale alla porzione di Luce che abbiamo ricevuto nella stessa intensità di desiderio che è apparso in noi? Questo è ciò che conta.

Raggiungere questo livello significa che stiamo arrivando alla soglia di valore della nostra domanda, della nostra aspirazione, del nostro desiderio. E allora troviamo la risposta al momento. La Luce opera sempre in maniera discreta, come dentro un atomo. Quando l’elettrone cade da un’orbita all’altra, rilascia un quarto di luce.

Per poter sollevarlo verso un’altra orbita, deve essere caricato con un quarto di luce. Allora si solleva e ancora una volta cade e rilascia un quarto di luce, e così via, in base al principio del laser. La natura è la stessa dappertutto. È per questo che lo stesso principio opera qui.

Dobbiamo sollevarci al livello limite.

Adesso siamo in un livello e continuiamo a saltare per raggiungere il secondo livello, ma ancora non ci stiamo arrivando. Scivoliamo costantemente in basso, perdendo questo livello, cercando di sollevarci ancora, e ancora una volta lo perdiamo. Come possiamo saltare per raggiungere il prossimo livello? Una volta raggiunto, non scenderemo più, né cadremo da esso.

Diciamo che state cercando di saltare sul tavolo. Saltate a metà, a tre quarti del punto, o a un quarto dal punto. Ogni volta cadete per terra. Una volta che riuscirete a raggiungere il tavolo, continuerete a stare lì.

Questo è quello che abbiamo bisogno di fare. Non vogliamo accettare niente che sia inferiore a  questo.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Assimilare i contenuti del Congresso

Domanda: Lei ha detto che nei prossimi giorni, invece di impegnarsi nella divulgazione è più auspicabile per noi scrutare il punto interiore per rafforzare l’unione…

Risposta: Io credo che voi dobbiate costantemente, in tutto il tempo libero, passare in rassegna tutti i materiali sulla garanzia mutua, sull’unione, sulla reciprocità e integralità. Potrebbe essere più utile il materiale elaborato, piuttosto della versione originale, poiché quella originale è scritta in un linguaggio particolare e può distrarvi dallo sperimentare questi contenuti in modo diretto. Forse dovreste semplicemente guardare il congresso un’altra volta.

Si dovrebbe vivere per questo e ripassarlo ancora e ancora per poter formare il Reshimo più forte, ovvero i ricordi, i sentimenti e lavorare con queste sensazioni. Scoprirete improvvisamente che abbiamo parlato di cose che forse sono sfuggite alla vostra attenzione là, o che forse avete sentito in un contesto diverso, in una prospettiva diversa. Dovete superare quello che è successo là e farlo diverse volte.

Ho constatato molte volte che le persone ascoltano in modo selettivo. Dio ti aiuta a prendere qualcosa dall’informazione che io ho messo lì, non segretamente, ma chiaramente, verbalmente. In realtà, la gente non cattura più del 10 – 15% di quello che ascolta. Personalmente, ripasso almeno due volte al giorno una qualsiasi lezione di Rabash (qualsiasi lezione! Non parlo nemmeno dei nostri congressi), a parte il fatto che vi ho partecipato.

Ho fatto anche un progetto: perché egli spiega in quella maniera particolare, dov’è l’inizio e dov’è la fine, come comincia una domanda, come la conclude, come procede dall’inizio alla fine, come sviluppa un tema, introduce domande aggiuntive, o come prepara un qualche compito non chiaro in mezzo. Provo ad “entrare”nella sua testa, a penetrare il suo approccio. Il risultato ottenuto da questo lavoro meccanico è che incomincio a sentirlo, inizio a percepire meglio.

E’ dunque necessario. Questo è quello che intendevo quando ho detto che non dovreste fare nient’altro. Siete voi quelli che avete sperimentato il congresso e che eravate all’interno, e ora dovete assimilarlo bene.
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(Da Kab.TV “Le Fondamenta della Società Integrale”, 26.02.2012)

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Una ragnatela di connessioni

Domanda: Ci dev’essere sempre una connessione tra un uomo e una donna. Quando è tra figlio e madre, questa connessione è dell’amore del figlio verso la madre e della madre verso il figlio. Quando è tra marito e moglie, è dell’amore della moglie verso il marito e dell’amore del marito verso la moglie. Quando è degli amici che compartono un’aspirazione e un traguardo, ci dev’essere simpatia e amicizia tra di loro. Che tipo di connessione dovremmo avere noi?

Risposta: Nel nostro mondo, la connessione tra madre e figlio, o tra uomo e donna e cosi via, viene dal nostro essere nello stesso livello egoistico e cerchiamo di ottenere qualche cosa da questo. Ci sono solamente due di noi che esistono: un marito e una moglie o una madre e un figlio.

Ma nel nostro caso siamo in tre: uomini, donne, e la forza superiore –il Creatore. In Lui, tutti e tre si riuniscono insieme in amore reciproco. Non è mai due di noi che si connettono! Questo non è amore animale ne dipendenza fisica. Ci lega insieme unicamente perché abbiamo uno scopo, e in esso, noi ci connettiamo insieme in un singolo tutto. È per questo che è un sentimento completamente diverso, che non ha niente in comune con l’attrazione animale di uno verso l’altro.

Scusate se sto dicendo questo riguardo al sentimento di una madre verso il figlio, per esempio, ma basicamente è quello che esiste nel livello animale.

Ma qui unicamente il Creatore e nient’altro ci costringe ad avere questa connessione. È solamente il Creatore perché noi chiediamo a Lui di manifestarsi tra di noi. Saremmo degli assoluti estranei senza di Lui. In altre parole, ogni volta che c’è una relazione tra di me e il mio amico, uomo o donna, io immagino la rivelazione del Creatore tra i noi.
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(Tratto dalla lezione n.2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Perché il deserto?

Domanda: Perché l’ultimo congresso in Israele si è tenuto nel deserto? Il simbolismo è davvero così importante per i Kabbalisti?

Risposta: Vediamo che davvero importa e fa la differenza. La prima volta che ci siamo andati è stato perché lì abbiamo un gruppo serio di 40-50 persone, che sono sparpagliate da un capo all’altro di piccoli posti nel deserto. Loro vivono nelle loro piccole case nel mezzo del deserto e coltivano per vivere, coltivando pomodori, cetrioli, peperoni, fichi, banane, ecc …

Teoricamente non piove mai nel deserto, il più delle volte abbiamo poche gocce una volta all’anno. Quindi, quello a cui abbiamo testimoniato è stato un fenomeno soprannaturale. Persino le persone che sono nate in quell’area ed hanno vissuto lì per più di 40 anni non hanno mai visto qualcosa del genere; figuriamoci il fatto che la pioggia è stata accompagnata da tuoni e fulmini, il che è completamente innaturale per il deserto. Noi vediamo questo come un buon auspicio.

Perché il deserto? Non è il deserto nel senso tradizionale. C’erano montagne lì. Essenzialmente, è un luogo deserto, ma non c’è sabbia.

Abbastanza curiosamente, ci sono enormi riserve d’acqua nel sottosuolo: dall’acqua salata, come nel Mar Morto, all’acqua con concentrazioni di sale, come in un mare o in un oceano normale, alla pianura, chiamata acqua dolce. In funzione di dove perfori la crosta terrestre, puoi produrre un tipo differente d’acqua e mentre nel sottosuolo c’è un oceano d’acqua, sopra c’è il deserto.

Ecco perché le popolazioni locali coltivano lì dei frutti e dei vegetali speciali. In funzione della concentrazione di sale nell’acqua che usano per irrigare il loro raccolto, ottengono un particolare sapore. Ad esempio, i fichi sono molto dolci per natura, ma se li irrigate con acqua salata, essi crescono diverse volte più grandi e diverse volte più dolci perché hanno bisogno di combattere l’acqua salata.

C’è anche una riserva naturale nella quale nascono degli speciali animali con le corna. Molte organizzazioni internazionali finanziano la riserva perché lì vengono condotti degli speciali esperimenti genetici.

In breve, è un luogo molto interessante. Nel deserto puoi davvero isolarti dalle distrazioni esterne. Noi siamo già andati lì diverse volte e ci è piaciuto; ma questa volta, ovviamente, il congresso ha superato tutte le aspettative.

Io penso che il posto del congresso ed il tempismo sono stati scelti bene. Noi dovremmo tutti essere contenti di quello che abbiamo ottenuto. Noi ci siamo sentiti come un singolo insieme ed attraverso questo possiamo continuare a sviluppare dentro di noi i rudimenti della visione del mondo in una maniera integrale. Da questo possiamo rivelare il Creatore per mezzo della legge dell’equivalenza della forma.
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(Da Kab.Tv “Fondamenti della Società Integrale”, del 26.02.2012)

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Aumentare la grandezza del Punto nel Cuore

Domanda: Hai detto che dobbiamo guardare il mondo attraverso il prisma del gruppo. In altre parole, tutto quello che ci succede nella vita fisica ci deve ricordare che dobbiamo riportare il pensiero ai nostri amici e al livello di unione che c’è tra di noi. Ho capito bene che tutto quello che succede serve a ricordarci questo? E’ questo il prisma del gruppo?

Risposta: Qui non ci sono memorandum da ricordare. Noi esistiamo in un gigantesco, infinito ed indivisibile mondo. Il Creatore non ha creato nulla tranne il mondo dell’Infinito. Tutto quello che esiste in ciò che comprendiamo e percepiamo, a parte il mondo dell’Infinito, è una percezione parziale dello stesso mondo dell’Infinito.

Riceviamo la grande Luce Circostante (Ohr Makif), la Luce della correzione, nella misura in cui siamo capaci di spingerci verso la percezione dell’indivisibilità del mondo. In altre parole, dobbiamo cercare di avvicinarci a questo mondo, cercare di percepirlo come una Luce completa, eterna e perfetta, come di fatto lo è, e non nel modo in cui noi immaginiamo che sia. Richiamiamo su di noi la Luce dai livelli superiori nella misura dei nostri sforzi, ed in questo modo cresciamo.

Oggi abbiamo raggiunto uno stato in cui siamo in grado di guardare il mondo e di incominciare a percepirlo come un solo insieme, e percepire noi stessi come coloro che lo rivelano. Questa è la necessità.

Perché abbiamo bisogno di un gruppo? Il nostro Kli (desiderio) comune si è frantumato semplicemente perché noi ricominciassimo a rimetterlo insieme con i nostri sforzi. Questi sforzi richiamano la Luce Circostante. Da una parte, la Luce Circostante aumenta la sensazione della nostra individualità, nel senso che il nostro egoismo cresce (la parte di sinistra, la linea di sinistra). Ma dall’altra parte, la Luce ci dà la sensazione di unità, la rivelazione della qualità della dazione (la parte destra, la linea di destra).

Quando non siamo nel mondo dell’Infinito, ma 125 livelli al di sotto, spingendoci verso di esso, con forza, come se fossimo su una sbarra, allora attireremo su noi stessi la Luce Superiore dallo stesso mondo dell’Infinito, nella misura della nostra aspirazione. La Luce aumenta sia il nostro egoismo che la nostra qualità della dazione – le due qualità opposte.

In questo modo riveliamo nel mondo dell’Infinito un potere che è di 620 volte maggiore rispetto a prima. Se, in precedenza eravamo al livello più basso, il livello zero, poi, conseguendo il 125° livello, accresceremo noi stessi di 620 volte. Conseguiremo tutte le Luci di Nefesh, Ruach, Neshama, Haya, e Yechida, ci eleveremo da Malchut a Zeir Anpin, Bina, e da Hochma verso Keter, ed in questo modo arriveremo allo stato dell’Infinito dal nostro mondo.

Tutte queste sensazioni non sono fisiche; sono dentro di noi. E’ come se gonfiassimo un organo sensoriale dentro di noi, che all’inizio è solo un punto, e questa è la ragione per cui si chiama il punto nel cuore, dove non siamo in grado di sentire nulla. Piano piano iniziamo a gonfiarlo usando le due linee opposte: la linea della ricezione e la linea della dazione, i desideri di godere e le intenzioni di donare.

Cresciamo, mentre ascendiamo lungo questi livelli, nella misura della nostra intenzione di donare e del nostro desiderio. Dunque, tutto dipende dalla nostra volontà, da quanto ci diamo dentro, dalla nostra aspirazione verso il successivo e sempre più grande livello.
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(Da Kab.TV “Basi della società indivisibile” 26.02.2012)

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Per non dimenticare

Domanda: Tu ci ripeti costantemente che l’unica cosa che dobbiamo fare è quella di lavorare con la luce. Ma noi siamo come dei sordi e costantemente dimentichiamo questo. Perché avviene questo?

Risposta: È scritto in tutti i libri riguardo al lavoro con la Luce. E dimentichiamo perché il nostro egoismo, la nostra natura, è contro questo. L’unica cosa che ci può aiutare è l’ambiente. Ma l’ambiente deve riflettere su questo, invece di parlare, perché le nostre parole non passano per niente. Se l’ambiente è costantemente in questo pensiero, nella ricerca intorno a questo, voi non dimenticherete.
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(Dal Congresso di Vilnius 25.03.2012, Workshop 4)

C’è una donna dietro ogni uomo di successo

Domanda: Le donne dovrebbero agire come se gli uomini si trovassero già nella qualità di Lishmà (intenzione altruistica)?

Risposta: No! Le donne non dovrebbero pensare che gli uomini siano già a tale livello. Li devono vedere come dei bambini: Tutti insieme stiamo partecipando a questo gioco. Loro trattano gli uomini come una madre tratta i suoi figli e come una moglie che manda il marito a lavorare.

Dicono che c’è sempre una donna dietro ogni uomo di successo, e questo è realmente vero. Non potrebbe essere in altro modo. Allora, vogliamo essere degli uomini fortunati!
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(Tratto dalla lezione 2 del Congresso di Vilnius, 23.03.2012)

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Seminari, Seminari, Seminari…

Domanda: Come posso prepararmi correttamente per un workshop? Come faccio, come partecipante, a promuovere il gruppo durante  il workshop?

Risposta: Come leader, “buttare lì” una domanda, o un’idea, o uno stato. E noi dovremmo discutere questo stato.

Ognuno dovrebbe pensare a ciò che vorrebbe dire su questo stato, e come dovrebbe completarlo, per non ripetersi, ma solo per aggiungere qualcosa a ciò che è stato detto così che, esso diventi un parere congiunto su un determinato argomento.

Domanda: Come dovrei guardare i workshop? Cosa non è permesso di dire?

Risposta: Non è permesso dire cose negative, ma solo cose positive.

In generale, l’intero congresso è basato sul fatto che noi saliamo sopra tutti i nostri problemi negativi: personali, del gruppo e del mondo. Pensiamo solo all’unione e viviamo solo di questo. Ecco perché noi non tocchiamo i problemi. Accenneremo a loro un po’ durante le lezioni, ma il workshop è costruito solo sulle ascese.

Parliamo solo del grado a cui desideriamo salire. Lo immaginiamo; cerchiamo costantemente di adeguarci. Cancellando noi stessi, e dalla connessione tra noi, cerchiamo di sentire che cos’è questo grado superiore, la luce che ci circonda, quali sono queste qualità, ecc.

Questo significa che in nessun modo si dovrebbe cadere sotto il livello a cui si desidera salire.

Domanda: Come possiamo capire se il nostro workshop ha avuto successo o no?

Risposta: Il workshop è stato un successo se la gente lo lascia con la sensazione che ha ottenuto la cosa più importante.

Domanda: Come possono i gruppi individuali che si connettono con noi durante i workshop metterli in pratica?

Risposta: Dovrebbero partecipare con noi ai workshop.

Colui, che è seduto da solo di fronte al computer, sentirà la nostra atmosfera. Egli ascolterà il focus del gruppo; che verrà trasmesso specificamente per tutti gli individui.

Per quanto riguarda i gruppi, discutono le stesse domande che “butteranno fuori” ai gruppi davanti a loro. Non importa per me se è qui davanti a me o è davanti a tutto il mondo.

I gruppi di tutto il mondo discutono l’argomento del workshop e fanno le stesse cose davanti a me. Se l’alunno è solo, ascolta il focus del gruppo e partecipa semplicemente insieme a loro.
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(Dalla Lezione virtuale del 22.04.2012, Preparazione al Congresso)

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