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Non uno spettatore, ma un partecipante

Durante la fase di preparazione, chi studia la Kabbalah non riesce ancora ad utilizzarla come una scienza esatta e ad operare secondo i fatti. In questa fase, realizzo me stesso nel gruppo, nello studio, nella connessione con il Rav, nella connessione con il Creatore, e attraverso le fonti. Io studio le fonti autentiche di Kabbalah che si trovano al di là del Machsom (barriera), anche se non l’ho ancora superato. Ai miei occhi anche il gruppo si trova al di là del Machsom, e in particolare il Rav così come tutti gli altri kabbalisti e il Creatore, la forza universale superiore.

Solo io, miseramente, sono qui che voglio essere incorporato in tutti loro. Sono incorporato in loro attraverso il gruppo che ha una guida. Lui non guida nessuno personalmente, appartiene a tutti. Insegna al gruppo secondo i libri kabalistici, che sono stati scritti in un gruppo, e tutti gli amici insieme vogliono scoprire il Creatore nell’unione generale.

Questa è la differenza tra la saggezza della Kabbalah e le altre saggezze: ora sono proprio come un bambino che cerca di comportarsi come un adulto, con l’aiuto di diversi “giocattoli” che i suoi genitori gli hanno dato. Se faccio questo, cresco correttamente, ho un gruppo, libri, e un insegnante, tutto ciò che mi serve. Se li uso come dovrei fare, avanzerò.

Uno dei mezzi più efficaci sono i nostri workshop. Facciamo il lavoro più importante non attraverso la saggezza ma attraverso la connessione: il workshop è un atto di connessione.

Io sento quello che dicono gli amici, e nel mio cuore e nella mia anima bramo di stare con loro, di partecipare alla loro unione, sentire quello che sentono, pensare quello che pensano. Sono incorporato in loro, e facendo questo comincio ad accettare le condizioni necessarie per la Luce superiore.

Siamo dieci persone sedute insieme e tra di loro trovo una calda sensazione comune. Anche se li sto vedendo su un televisore o su di uno schermo del computer, in realtà, sto guardando la connessione, la cooperazione reciproca tra di loro. Osservo e voglio trovarmi al suo interno.

Poi comincio a percepire la Luce che Riforma, la Luce Circostante, che sviluppa la mia anima.

Questo è il motivo per cui è così importante vedere il gruppo e sentire che io mi trovo al centro di esso. Mi unisco con gli amici, voglio legarli insieme, abbracciarli tutti, e sentire un desiderio interiore, un pensiero interiore, mente e cuore.

Dopo diversi esercizi come questo, comincio a sentirmi molto più vicino agli amici, a tal punto che attraverso di loro percepisco la spiritualità.

Non sottovalutate i workshop perché sono molto vicini all’unione. Avverrà a volte, sempre di più, e non solo sotto forma di ispirazione, ma come un’esperienza spirituale da cui l’illuminazione della luce Circostante si trasformerà nella vera Luce.
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Ritornando all’abbraccio del Creatore

Baal HaSulam, Lettera 25: E’ scritto nello Zohar che la Santa Shechinà è rivelata ad una persona che è premiata con il pentimento, come una madre amorevole che non ha visto suo figlio per un lungo tempo, e loro compiono molti sforzi per vedersi l’un l’altro e per questa ragione incontrano grandi pericoli; e finalmente loro hanno raggiunto questa lunga libertà attesa e sono ricompensati vedendosi l’un l’altro e allora la madre cade sul suo collo e lo bacia e lo conforta; e gli parla tutto il giorno e tutta la notte, raccontandogli dei suoi desideri e pericoli che ha incontrato sulla sua strada fino a quel giorno; e come lei sia sempre stata con lui, e non l’abbia mai lasciato, ma ha sofferto in ogni luogo dov’è stata, ma lui non può vedere questo.

Giudicando da come i Kabbalisti ci raccontano, il Creatore, la Shechinà, produce grandi sforzi in noi, per le anime, aiutandoci a svegliarci e ad avvicinarci gradualmente salendo la scala spirituale così alla fine saremo incorporati nella Shechinà e connessi ad essa. Infatti, non ci sono cambiamenti nella realtà. Tutti i cambiamenti risiedono solo nella nostra comprensione, nella nostra percezione, fino a che non scopriamo la buona e stabile Provvidenza superiore che non ci lascia per un sol momento ed è immutabile.

Alla fine una persona raggiunge che tutta la realtà è in assoluto riposo. Tutto ciò che è nato nelle sue sensazioni è la rivelazione dei vasi che devono essere corretti. Tutti i cambiamenti sono solo l’apparenza dei vasi corrotti, uno ad uno. La sensazione della creatura nei vasi che non sono corretti è ciò che dipinge il ritratto di un mondo corrotto per lui, e della cattiva Provvidenza, significando che non è eterna ed è incompleta.

Ma se la creatura avanza correttamente, lui comprende che dovrà costruire un supporto esterno per se stesso in forma di gruppo e un insegnante, com’è scritto: ”Fai di te stesso un Rav e comprati un amico e giudica ogni persona nella scala dei meriti.” Questo ambiente lo influenza costantemente e lo evoca. Questo agiterà una persona e farà in modo che non si dimentichi che tutto ciò che accade in ogni momento è la rivelazione e riempimento di Reshimot (geni spirituali) attraverso le quali una persona vede il mondo e lui deve correggere queste Reshimot.

L’ambiente lo aiuta a non dimenticare e lui verrà costantemente rinforzato da questo. Allora “colui che sceglierà un miglior ambiente” in accordo alle Reshimot che possono essere rivelate in lui al fine di correggerlo, non dimenticherà per un momento lo scopo della sua vita. Lui deve scoprire la giusta attitudine e allora sarà in grado di avanzare alla correzione fino a che non abbraccerà il Creatore.

Il luogo d’incontro tra una persona e il Creatore è chiamato la Santa Shechinà. La creatura prepara i desideri, i suoi vasi, in accordo ai quali il Creatore è rivelato. Così noi raggiungiamo l’adesione che è lo scopo della creazione.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 02.01.2013)

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Posti di controllo lungo i 125 livelli

Baal HaSulam,Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” Paragrafo 133: E’ piuttosto come un re che desiderava scegliere per sé i più leali di tutti i suoi sudditi nel paese e farli entrare a lavorare nel suo palazzo. Che cosa fece? Emanò un decreto con il quale chiunque lo avesse desiderato, giovane o vecchio, poteva andare al suo palazzo per impegnarsi a lavorare all’interno delle sue mura.

Allo stesso tempo, egli pose molti dei suoi servi a guardia delle entrate del palazzo e di tutte le strade che portavano al palazzo, e ordinò loro di allontanare astutamente tutti coloro che si avvicinavano e far cambiare loro direzione rispetto alle strade che portavano al palazzo…

E solamente i valorosi tra loro, coloro che avevano avuto pazienza, sconfissero le guardie ed aprirono le porte. Ed essi furono immediatamente premiati con la visione del volto del Re, il quale mise ognuno di loro al proprio giusto posto.

Le guardie sono incaricate di fare da sentinelle alle persone. L’uomo non deve avvicinarsi al palazzo del Re e oltrepassare il punto dove si trovano le guardie, a meno che egli non superi le sentinelle interne.

Il Creatore ha molti poliziotti che si trovano in ognuno dei 125 livelli, ed impediscono all’uomo di avvicinarsi. Mostrano all’uomo che gli è permesso di elevarsi solamente fino ad uno specifico livello, e che per il momento non gli permesso di salire oltre. E questo perché vedono che l’uomo non è ancora pronto per il livello superiore. Questo è ciò che succede tutte le volte.

Le guardie fanno in modo che un uomo non vada avanti di più (sebbene sia impossibile, poiché ci sono delle rigide leggi di conformità nel mondo spirituale). Le guardie rivelano le mancanze all’uomo – un posto per l’auto-analisi. Lo scuotono e non lo lasciano in pace nello stato in cui si trova procurandogli ogni genere di guaio.

Esse stanno di guardia all’uomo; la Luce ed il Creatore non hanno bisogno di sentinelle perché è impossibile procurare loro dei danni se all’uomo non è concesso  vederli. Tutto viene fatto in base all’equivalenza della forma; se io non sono pronto per un livello superiore, non lo riconosco.

Cosa vuol dire che non posso avanzare? Vedo che la strada davanti a me è bloccata? Se non mi sono ancora corretto al precedente livello, non posso avanzare e scalare la montagna per altri metri, ma le guardie mi aiutano e mi spingono verso i punti problematici. Esse sono presenti per proteggermi, spingermi, ed avvicinarmi, e mi aiutano a raggiungere i necessari discernimenti.

Tutto avviene in favore dell’uomo e della sua correzione.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah de 02.01.2013, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Grandi speranze

Domanda: Cosa ti aspetti dalle donne nel loro congresso e dalla loro mutua preparazione con gli uomini per il congresso di Arava?

Risposta: mi aspetto molto dalle donne perché sono la parte principale del nostro gruppo mondiale. Il fatto è che le donne sono molto più modeste degli uomini; sono molto attive, ma stanno dietro, ai margini.

L’aiuto delle donne è senza limiti, ma tutti i frutti del loro sforzo, silenziosamente lo danno agli uomini. Questa è la natura della donna. Bisogna notare che in questo loro sono certamente più vicine alla dazione di quanto lo sono gli uomini. Le donne fanno tanto, anche se noi non lo percepiamo. Perciò io stimo il loro lavoro e sono molto felice della loro cooperazione e partecipazione.

Oltre a ciò, in tutti i nostri gruppi in tutto il mondo, il numero delle donne non è inferiore a quello degli uomini, e questa è una forza immensa. Ora che l’umanità sta cominciando a muoversi gradualmente verso un nuovo stato con cui non ha familiarità, la partecipazione delle donne è particolarmente importante.

Noi abbiamo bisogno del loro desiderio, anelito, e della loro pressione sugli uomini. Noi abbiamo bisogno di renderle persino ancora più attive in modo che esse faranno pressione su di noi, come una donna verso suo marito che è sotto la sua costante supervisione. E’ molto importante che un uomo percepisca che sua moglie valorizzi il suo lavoro spirituale e che lo segua, lo spinga, comprenda di cosa fa parte e lo controlli. Questo fornisce all’uomo un senso e gli dà direzione.

Noi dobbiamo percepire questo, e allora saremo in grado di progredire meglio. Così da una parte dobbiamo dividere il nostro lavoro e parte dei nostri eventi tra uomini e donne. Ma d’altra parte dobbiamo incoraggiare la femminile a connettersi, ad unirsi, a lavorare insieme, e dare loro ogni occasione di condividere un unico enorme potente desiderio che ci forzerà a realizzarlo.
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Due reti

“I Progenitori,” il grado più alto dell’anima comune, hanno realizzato le correzioni principali nel sistema per poterlo attivare (sono indicati in rosso nella figura). Anche gli altri, “I figli” (marcati in verde), possono unirvisi.

Hanno già qualcosa su cui poter contare, ovvero, gli insegnamenti dei nostri Progenitori che hanno lasciato un sistema funzionante, interconnesso che opera secondo le leggi della similitudine delle luci e dei vasi. Questo è “l’insegnamento”, la Torà. Ed il “Creatore” è qualcosa che si rivela nel sistema.

Nel complesso, il sistema che esiste con un certo grado di equilibrio interiore e di unità è chiamato “Torà.” Inoltre, si può manifestare su diversi livelli, man mano più alti secondo quanto lo manifestiamo e quanto chiaramente riveliamo il Creatore in esso.

Allora chi siamo “noi?” Noi siamo I componenti spirituali del sistema che vogliamo rivelare.

Baal HaSulam scrive “nell’introduzione allo Studio delle dieci Sefirot” che I progenitori hanno preparato un sistema e ci hanno lasciato un metodo. Questo ci permette di evocare l’illuminazione dal grado che hanno raggiunto. Non importa dove tu sia, tu possiedi la caratteristica di poter stabilire una connessione e di connetterti in questo sistema che hanno costruito tra di loro.

Come ti connetti? Attraverso le scuole kabbalistiche, il gruppo, lo studio e l’insegnante. Usando questi strumenti mi connetto al sistema e questo inizia ad influenzarmi fino a che non sono completamente connesso. Questo è valido per tutti.

Per farlo costruiamo un sistema di prova tra di noi , ed in questo modo iniziamo a corrispondere ai Progenitori, il che attiva delle forze molto potenti. D’altra parte è molto difficile fare questo da soli; solo poche anime sono capaci di farlo.

Quindi, ci sono persone con il punto nel cuore (•) che aspirano verso la connessione con il sistema comune anche se non sono sicuri di cosa li spinge a farlo. Attraverso la realizzazione di una rete simile a quella dei progenitori, si collegano a loro ed in seguito entrambe le reti si fondono in una sola.

E poi la correzione del terzo livello – Le nazioni del mondo – inizia fino a che l’intero spazio diviene completamente riempito, sino a non lasciar alcun vuoto.

Così, come succede che vengono corrette le nazioni del mondo? Esse sono corrette attraverso la connessione. All’inizio sono tirate verso l’educazione, ovvero un messaggio sulla correzione viene diffuse tra di loro – E poi sono sollevate. Alla fine i vasi di AHP supportano il vaso del Galgalta ve Eynaim, e tutti si fondono in un unico Kli, che diventa internamente riempito con la Luce: la rivelazione della perfezione del Creatore alle sue creature. Questo è lo scopo della creazione.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 17.11.11, “L’Arvut (la Mutua Garanzia)

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Che cosa determina lo statuto del gruppo?

Domanda: In ogni organizzazione devono essere discussi dei modelli di comportamento, le cose che sono ammesse e quelle che non lo sono. Alcune organizzazioni lo chiamano statuto. In che cosa dovrebbe consistere lo statuto nei gruppi di educazione integrale? Quale dovrebbe essere la sua essenza?

Risposta: Prima di tutto, quello che ci lega è l’immagine del nostro stato futuro; è per questo che lottiamo. Questa immagine dev’essere promossa bene, ad un livello tale e con tale forza sia all’intero gruppo che ad ognuno di noi affinchè tutti possano sviluppare realmente il desiderio e la forza per raggiungerla.

Dobbiamo pensare costantemente all’elevazione di questo scopo in maniera che sia molte volte più importante di qualsiasi altra cosa che possa apparire davanti a noi, qualsiasi altro scopo egoistico e qualsiasi altra direzione.

Una persona deve ricevere costantemente supporto dal gruppo e dalla famiglia. Questo è essenziale. Quando qualcuno nella famiglia è contrario al suo studio, è causa di enormi problemi; vediamo che molte volte falliscono perché l’influenza della famiglia è enorme.

Al giorno d’oggi sappiamo che una persona è sostanzialmente sola. La Natura ha fatto questo di proposito per facilitare il suo viaggio verso l’integrazione. La persona non si sottomette a nessuna famiglia, clan, o regole del villaggio; sembra che siamo “sospesi” e questo fa sì che sia più facile realizzare tutto questo.

Perciò, dobbiamo assicurarci che il gruppo accompagni la persona ogni ora della sua vita, non solamente quando è fisicamente presente. Oggigiorno è facile da ottenere attraverso l’utilizzo dei mezzi di comunicazione.

Ogni persona, inoltre,  possiede un lettore MP3. Può registrare lezioni, discussioni, canzoni e giochi. Quando arriva a casa, il suo computer ha la stessa informazione sulle lezioni e sulle riunioni dei gruppi. Deve lavorare a questo ed essere costantemente in contatto con noi. Dobbiamo fare dei film, dei video clip, e cosi via.

Tutto questo è un’enorme quantità d’informazioni che lo deve pervadere e fargli gradualmente un lavaggio del cervello, nel suo cosiddetto cervello (non lo puoi chiamare in un altro modo), e lui è d’accordo volontariamente. Noi non nascondiamo quello che facciamo, lo stiamo riprogrammando.

Per quanto riguarda lo statuto, le cose principali sono quelle che portano un beneficio alla società. Tuttavia, le cose necessarie per l’esistenza di ognuno di noi vengono per prime. In altre parole, alimenta la “bestia” e dopo fa quello che vuoi di te stesso.

I desideri fondamentali che determinano la nostra vita sono: cibo, casa, famiglia e sesso. Essi sono seguiti dai desideri sociali: ricchezza, fama, potere e conoscenza, che sono delle aggiunte egoistiche alle necessità della vita.

Dobbiamo trasferirle ad una nuova dimensione: la ricchezza è il riempimento che avrai nel gruppo. La fama e il potere sono l’approvazione generale che avrai dal gruppo per essere lì; senti di essere un elemento necessario nell’intero sistema integrale dal quale dipendono. La conoscenza è la naturale conseguenza della natura, l’intero processo che sperimentiamo.

Perciò, lo statuto deve contenere chiaramente la spiegazione di questo schema di valori interiori di una persona, che sono necessari per la sua esperienza, sia come animale sia come elemento sociale. Prima ci assicuriamo che la persona non si preoccupi sulla sua esistenza corporale. Essa gli deve essere garantita ad un livello ragionevole.

Domanda: Una persona deve vivere in base alle leggi dello statuto, iniziando fin dai primi giorni, oppure questo può presentarsi dopo alcuni mesi, quando è pronto?

Risposta: Questo appare dopo un certo tempo, quando la persona è pronta e capace di realizzare questo nuovo formato di esistenza. Le relazioni nel gruppo devono essere sempre amichevoli e gioiose. Dovete mostrare agli altri che il traguardo è importante per voi.

Comprendiamo che a tutti noi accade di sperimentare delle discese e ascese, stati differenti. Tuttavia, allo stesso tempo, dobbiamo introdurre solo influenze positive nel gruppo. L’influenza negativa sparirà da se sotto l’influenza del potenziale positivo che accumuliamo nel gruppo al punto di raggiungere lo stato di “Ama il tuo prossimo come te stesso”.
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(Tratto da “Una conversazione sull’educazione integrale” n.9, 15.12.2011)

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Una fiamma d’amore

Rabash, “Lettera 24”: Riguardo la tua prima domanda che trattava lo stare guardinghi ed evocare l’amore nei cuori degli amici, che trovi indecorosi, io trovo che questo sia necessario per te. Conosci ciò che ha scritto Baal Ha Sulam che tra uomo e uomo uno comprende come comportarsi tra uomo e Creatore.

Questo è perché la luce superiore è in completo riposo ed è sempre necessario evocare l’amore, “Fino a che non piaccia l’amore del nostro matrimonio…”

E tu devi sempre stare in guardia, tutto il giorno e tutta la notte, quando senti uno stato di giorno o senti uno stato di notte. Noi diciamo al Creatore, “Tuo è il giorno e tua è anche la notte.” Così, anche la notte, l’oscurità della notte, proviene dal Creatore a favore dell’uomo, com’è scritto: ”Giorno dopo giorno pronuncia il suo discorso e notte dopo notte esprime il suo sapere.” (Il Commentario del Baal Ha Sulam, Parte 1, articolo 103).

Segue che devi evocare il cuore degli amici fino a che la fiamma non si eleva da sola, come i nostri saggi ci hanno raccontato a riguardo, “Quando tu accendi le candele.” Attraverso questo, sarai ricompensato con il risveglio dell’amore del Creatore su di noi.

Diverse condizioni sono coinvolte. Prima di tutto dobbiamo “stare in guardia per risvegliare l’amore nel cuore degli amici.” Noi dobbiamo farlo tutto il tempo, il che significa riguardo alla mia condizione: ”tutto il giorno e tutta la notte,” cioè, quando mi sento bene ed euforico e anche quando mi sento male e sono nell’oscurità.

Nonostante tutto, io devo evocare l’amore in ognuno dei miei amici, in ogni stato, “fino a che la fiamma si accenderà da sola.” Ciò significa che devo fare ogni sforzo al fine di diventare il combustibile per questa eterna fiamma. Se farò questo, allora sarò ricompensato evocando l’amore del Creatore, o l’amore del Creatore per noi.

Così noi vediamo che questa condizione è assolutamente cruciale, come un comando che sta al di sopra del tempo, dei luoghi e degli stati, che è un obbligo assoluto. In accordo, noi dobbiamo pensare cosa faremo successivamente se senza questa condizione non potremmo avanzare verso la meta. Non dobbiamo confonderci che l’obiettivo non è nient’altro che il raggiungimento del Creatore, l’equivalenza di forma con Lui, giacché la Sua attitudine verso di noi è amore o un desiderio di dare, che è l’espressione di quest’amore.

Allora noi dobbiamo costantemente reggere su questa meta: al mattino, una persona dovrebbe pianificare tutti i suoi pensieri e azioni e nel pomeriggio dovrebbe calcolare cosa ha fatto. E così giorno dopo giorno, tutta la giornata. Noi dovremmo dirigere tutto ad una richiesta: provare a evocare più amore possibile, o almeno un risveglio, l’importanza dello scopo, che è la stessa componente dell’amore, fino a che la fiamma non si accenda da sé. Ciò significa che il nostro risveglio dal basso sarebbe così forte che chiamerà un risveglio dell’Alto e l’unione di questi due risvegli, dal basso e dall’alto, creerà una grande fiamma.

Questo linguaggio non è solo figurativo. Chiunque aneli seriamente allo scopo deve accettare questo. Queste condizioni sono leggi generali.
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(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 18.12.2012)

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La distanza come chiamata per affrettarsi verso Lui

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” Articolo 101: Quindi, fino a quando uno non ha raggiunto la Provvidenza della rivelazione del volto, l’abbondanza della Torà e delle Mitzvot, che egli ha adempiuto, rende il suo occultamento del volto molto più pesante. Questo è il significato di: “il Creatore si nasconde nella Torà.”

In effetti, tutta la pesantezza che egli sente attraverso la Torà sono solo proclamazioni con cui la stessa Santa Torà lo chiama, risvegliandolo ad affrettarsi e a dare la misura del lavoro richiesto, dotandolo prontamente della rivelazione del volto, come Dio lo desidera.

Quanto più una persona si avvicina, più si sente lontana. Ma capisce anche che questa distanza è dato a lui di proposito in modo che si affretti a completare la somma necessaria del suo sforzo. Ma una persona che non possiede la giusta connessione, che non avanza correttamente, sente semplicemente l’aumento dell’ “indurimento del cuore”, che alla fine lo porta fuori strada.

Dobbiamo capire questa differenza chiaramente. Entrambi sentono l’ “indurimento del cuore,” sia colui che avanza correttamente che colui che non avanza correttamente. Ma loro lo interpretano in modo diverso e sentono il loro stato in modo diverso. Quello che sta avanzando correttamente è connesso al maestro, al gruppo, al Creatore, allo studio, e non perde un’occasione, egli è costantemente alla ricerca di modi per stringere la connessione, la garanzia reciproca. Capisce che solo l’adesione all’ambiente sarà in grado di scoprire il Creatore al suo interno.

Così sente il supporto. Quanto più scopre il male nel suo atteggiamento verso gli altri, tanto più questo lo spinge a connettersi con loro e lo obbliga a chiedere a se stesso e agli altri di stringere questa connessione. Invidia il successo degli altri che avanzano ed è frustrato quando si paragona a loro, ma questo lo spinge alla connessione e alla correzione.

Invece, una persona che non avanza correttamente, il che significa che non cerca la dazione e la connessione con l’ambiente, al fine di scoprire lo scopo della creazione in essa, ma aspira piuttosto al successo personale, non può ricevere il sostegno dell’ambiente dal momento che non ha stabilito questo supporto. Poi sente che questo percorso non fa per lui. E gli sembra che gli altri non capiscono nulla, che sono assurdi, ed è impossibile raggiungere questo obiettivo. Alla fine egli lascia il gruppo.

Quindi dovremmo prestare molta attenzione a se o non stiamo costruendo la giusta connessione con l’ambiente che deve sostenerci costantemente. Quando una persona cade, l’ambiente lo aiuta a rialzarsi, e quando è pieno di forza, allora deve investirla nell’ambiente, costruire una “riserva”, grazie alla quale in seguito riceverà l’aiuto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.12.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot)

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L’ultimo cancello

Noi vediamo che I Kabbalisti ritornano sempre agli stessi principi. Non ci sono molte regole nella spiritualità. Uno e lo stesso stato di ascese e discese, cosi come i loro motivi, ci ritorna in diverse maniere, ma essenzialmente è lo stesso principio tutto il tempo. Non riceviamo una nuova forza finché non arriviamo a una vera carenza.

Un servo del Creatore è una persona che cerca costantemente nuove forme di avvicinarsi a Lui. Quest’avvicinamento involve l’acquisizione di un nuovo vaso, il desiderio di donare, che va contro il nostro desiderio.

Una persona che inizia a studiare non comprende ancora che cosa significa “a favore” o “contro” il desiderio. Cosi continua finché scopre che acquisire la spiritualità è sia facile sia difficile. Passa molto tempo prima che inizi a sentire di che cosa si tratta.

È come un periodo interiore latente che traspira segretamente all’interno, a causa del quale una persona partecipa passivamente nel lavoro spirituale. Lui immagina ancora la spiritualità come a qualcosa di gradevole per il proprio egoismo, un’acquisizione che gli darà conoscenza, potere superiore sugli altri e riempirà tutti i suoi desideri. È questo il motivo per il quale arriva, avendo perso la fede di riempirsi in questo mondo. Per questo decide di ricevere riempimento spirituale.

Tutti pensano nella stessa maniera. Altrimenti, perché studiare? È cosi che tutto è organizzato dall’Alto, dalla natura, per attrarre una persona. E anche se tu dici un’altra cosa a una persona, non ti ascolta. Ma questa bugia benefica trattiene la persona durante questo periodo nel sentimento che sta per ricevere sempre di più nel suo desiderio di ricevere, nel proprio ego. Non ascolta veramente quello che gli viene detto, e anche se ripete spesso “il desiderio di dazione”, “fede sopra la ragione”, lui non sa veramente che cosa sia.

Lui attribuisce a queste nozioni la propria interpretazione interiore, ed è incapace di percepire altrimenti. Lui continua cosi, finché, grazie allo studio della saggezza della Kabbalah, e alcuni colpi di luci qua e là, lui inizia in qualche modo a comprendere il vero significato di certi concetti come il desiderio di donare, l’amore per gli altri, e innalzarsi oltre gli scopi egoisti.

Continua a sentire sempre di più ed è pronto per raggiungere la dazione. All’inizio è un consenso generale teoretico, qualcosa di astratto; dazione su tutto il mondo, umanità, il Creatore. Questi concetti sono piuttosto vaghi, sono distanti dalla persona stessa, dal suo cerchio, dalla sua realizzazione.

Per questo motivo è pronto a “Portare contentezza al suo Creatore”. Ma quando si arriva alle azioni pratiche, alla sua necessità di “amare il prossimo”, i suoi amici, non è pronto per questo. E a questo punto c’è ancora un grosso bisogno di lavoro necessario.

E ancora una volta, la Luce Superiore opera su di lui, cambiando i suoi vasi, finché inizia a sentire che la dazione si realizza all’interno del gruppo. Il Creatore chiede che realizziamo l’amore verso gli altri, il più possibile.

Questo è senz’altro una bugia, ma è un inizio. Ma quella persona diventa un servo del Creatore – se lui infatti esegue delle azioni che lo conducono finalmente al desiderio di donare. Senz’altro non è la persona che crea questo desiderio di donare, non è una conseguenza diretta delle sue azioni. E’ come se lui piantasse dei semi e vedesse che non spunta fuori niente. E continua a non avere dei risultati, il che gli causa dispiacere.

Allo stesso tempo lui vede un successo parziale, un poco più di comprensione e sentimento. Alla fine, comunque, lui arriva a “quelli che spargono lacrime” e vede che il proprio lavoro non lo porta a niente che all’appello, alla richiesta, alla preghiera per il Creatore. Quando arriva a questo stato, è chiamato “una preghiera di molti” e apre i cancelli del Cielo. Tutti i cancelli sono chiusi, tranne il cancello delle lacrime, che si apre. Questo è quanto scopre una persona.

“Cancelli” (“Shearim” in ebraico), viene dalla stessa radice della parola “dedotto” – (Meshuar) e indica il modo nel quale una persona immagina l’attesa ricompensa. Lui vuole ricevere qualche cosa in tutti questi cancelli, qualsiasi cosa diversa dalla dazione, e sulla dazione lui piange poiché si rende conto di non poter raggiungerla da solo. E inoltre non la vuole realmente ottenere finché non comprende la sua importanza.

Quindi una persona versa infatti molte lacrime finché costruisce il cancello delle lacrime, finché finalmente finisce di costruirlo desiderando la dazione e non riuscendo a raggiungerla. E per questo motivo è forzato a volgersi verso il Creatore. Fino a questo momento non aveva bisogno di Lui, ma adesso vede che il Creatore è necessario.

E come risultato, lui vuole la dazione e può riceverla unicamente dal Creatore. Arriva a tutto questo nel gruppo perché è impossibile altrimenti, e allora lui “raccoglie il frutto” . La Luce che Riforma viene e lo connette con gli amici e dentro di loro il Creatore è rivelato. Allora la persona si “rallegra” nel frutto del proprio lavoro spirituale. Questo è il percorso del servo del Creatore.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2012, Gli scritti di Rabash)

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L’arma più forte

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: Similmente, tutte le immagini fisse che conosciamo e usiamo per indicare materiali sono inconsistenti e non esistono nel loro proprio significato. Soprattutto, loro solo si vestono e si spogliano delle forme sotto l’influenza di condizioni come il caldo o il freddo.

Durante la lezione noi pensiamo riguardo alla forza che “dirige” il materiale che realmente non esiste. Se durante la lettura stiamo insieme, noi costantemente penseremo al gruppo unito e vorremmo scoprire la forza generale tra noi, allora scopriremo un mondo integrale e vivremo in esso più chiaramente, più emozionalmente e in una maniera più intensa che la nostra vita attuale.

Questa non è fantasia. Evoca queste forze. Ora stai guardando agli amici dormendo e loro ti guardano alla stessa maniera. Allora evoca queste forze insieme e comprenderai che esistono mondi tra voi e che tutto dipende dalla vicinanza e unità nella mente e nei sentimenti, nel vostro anelare e nell’inclinazione, nel desiderio di sentire l’essenza insieme. Improvvisamente vedrai come le forze astratte diventano qualcosa di reale e concreto.

Precedentemente avevi prestato attenzione a “sgrezzare” le forze corporali: caldo, freddo, pressione, ecc. Ma esistono forze più sottili e potenti in una persona persino quelle che operano nel micro-mondo a livello subatomico. Queste forze sottili ti rivelano la vera materialità. Quando entri in questo campo, scopri che è l’inizio e la fine di tutto, che tutta la creazione è qua nel suo piano. Qua, comunque, non c’è niente tranne che la falsa, artificiale, esterna immagine che è costruita per confonderti e farti focalizzare sulla correzione da falsi incentivi senza prendere il tuo libero arbitrio e quindi non trasformarti in un robot.

Questa realizzazione dovrebbe focalizzarci nello scopo principale, sullo sviluppo delle forze che esistono tra noi. Loro sono le nostre “armi” contro il male, contro tutti i problemi. Anche nel tuo mondo immaginario le forze subatomiche sono molto più forti delle forze ordinarie del macro-mondo. Molta energia è richiesta per causare una collisione tra particelle. Noi, comunque, entriamo nel campo delle nostre forze personali che operano tra gli amici. Questa è una tale grande intensità che non può essere misurata dai mezzi che deteniamo in questo mondo.

E’ una forza reale. Noi dobbiamo solo raggiungerla e apprendere come gestirla, giacché non sarà rivelata senza un’intenzione di dare, per il bene degli altri.

Domanda: Questo significa che ci sono forze in me che mi consentono di scoprire una nuova realtà? Come posso trovarle?

Risposta: Comincia ad agire, esercitati, ripara le connessioni con gli amici e attraverso questo consentigli di connetterli a te. Comincia ad evocarli allorché loro ti imprimeranno l’importanza dello scopo. Noi dovremmo fare questo sforzo tutti i giorni, ogni momento, perché il desiderio di ricevere si rinnova continuamente e ci chiede di rinnovare le nostre relazioni, per intero Ha-Va-Ya-H. Questo è tutto il nostro lavoro.

Se evochi e sistemi le forze che ti connettono con gli amici il più correttamente possibile, la forza della dazione e la forza della ricezione, scoprirai che le relazioni tra voi sono molto più importanti che il mondo corporale.

Arriverà, giacché studi e ti aspetti la Luce che Riforma ed essa t’influenzerà. Improvvisamente scoprirai che le relazioni tra voi sono la cosa più importante e allora comincerai a scoprire una nuova materia spirituale, che è molto più reale e concreta che quello che ti circonda oggigiorno. Sarà così potente, pesante e reale che la figura temporanea e immaginaria di questo mondo si dissolverà sul suo sfondo.
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(Dalla 4° Lezione quotidiana di Kabbalah 18.12.2012, “La Saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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