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Non trascurare la routine quotidiana

Domanda: Durante il congresso di Arava il nostro gruppo ha raggiunto un nuovo livello. Ora dobbiamo aggrapparci ad esso e mantenerlo, e questo richiede repulsioni. Ma d’altra parte, secondo l’esempio che Baal HaSulam ci offre: “per saltare su un tavolo devi saltarci sopra”. Quindi qual è il punto successivo “sopra il tavolo” su cui dobbiamo concentrare i nostri sforzi?

Risposta: Questa settimana andremo tutti a casa e torneremo alla nostra quotidianità. Personalmente credo che la routine quotidiana sia la cosa principale, i congressi sono il risultato di quella routine. Giorno dopo giorno, lavoreremo su noi stessi sempre di più, aprendo quello che abbiamo raggiunto ora e tenendoci pronti per la nuova rivelazione. Il nostro lavoro consiste in questo.

Il congresso in sé non è un lavoro. Abbiamo fatto questi grandi preparativi e così ci siamo riusciti. Parte di questo successo è dovuto al congresso delle donne. In aggiunta a ciò, la raccolta di denaro per la nostra nuova casa e l’unione intorno a questo problema ha creato una forza sorprendentemente potente. Naturalmente, non dobbiamo dimenticare i congressi di Kharkov e Novosibirsk.

Alla fine vediamo che siamo maturati. Il mondo sta avanzando più velocemente in discesa mentre noi di conseguenza ci stiamo elevando. Qui dobbiamo chiarire i punti principali: frequentare le lezioni quotidianamente, leggere il mio blog in modo selettivo, partecipare ai workshop, e divulgare.

La cosa principale è l’auto-esame e il rapporto che si ha con sé stessi: la persona deve costantemente controllare sé stessa e la propria connessione con il gruppo.

In questo contesto, durante le lezioni e i workshop, siamo in attesa di nuovi stati e di problemi sempre più profondi. Oggi durante la lezione e il workshop continueremo quello che abbiamo iniziato durante il congresso di Arava.

In questo tipo di lavoro, riempiremo il vaso goccia a goccia, fino a quando non “salteremo” al livello successivo e, così, ancora e ancora. Non trascurate queste aggiunte quotidiane che si stanno accumulando “centesimo per centesimo”. Non c’è altro modo. Attraverso ciò scopriamo interiormente molti vasi e desideri. Anche se ci sembra che non succeda nulla, il risultato di tali sforzi, infatti, li scopriremo in seguito.

È la stessa cosa con un bambino che deve passare attraverso diversi stati nell’ambiente umano. Se non dispone di un ambiente del genere durante i primi anni della sua vita, allora nulla lo aiuterà in seguito: non importa quanto investirai su di lui, non sarà mai un essere umano. I diversi esempi di bambini Mowgli lo dimostrano. Come può essere? Il fatto è che lui nel tempo non ha sviluppato i suoi desideri.

Abbiamo a che fare con cose che sono essenziali al livello attuale del nostro sviluppo, e quindi dobbiamo dedicare il tempo allo studio e ai cambiamenti interiori, cercando di valorizzare ogni momento in questo lavoro.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.01.2013, Shamati 26)

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L’inizio di tutti gli inizi

Il contenuto dei Libri Kabbalistici può essere diviso in due parti.

Una di loro descrive il nostro lavoro nelle sensazioni tra di noi e spiega come attraversarle per raggiungere il Creatore, che non è situato da qualche parte bensì è tra noi.

Dall’altra, ci vengono forniti determinati testi Kabbalistici, come L’introduzione alla Scienza della Kabbalah, Lo Studio delle Dieci Sefirot e Il Libro dello Zohar, che sono assolutamente incomprensibili a noi. Questi libri parlano riguardo il grado verso il quale dobbiamo ascendere e le azioni che dovremmo compiere, quindi avendo riunito e ricevuto la proprietà della dazione, iniziamo a sentire il mondo superiore in questa proprietà.

Questo perché, basandoci sugli articoli e consigli di Baal Ha Sulam e Rabash, noi dobbiamo condurre azioni di unità tra di noi, e durante la lettura dei libri di testo riguardo ai mondi spirituali, noi attiriamo la Luce superiore a noi.

In altre parole, una parte delle risorse primarie è educazionale, formando le nostre connessioni corrette fino al punto che all’interno di queste noi sentiamo la qualità della dazione, il Creatore.

La seconda parte è dedicata al perseguimento dello scopo di unità tra di noi, durante lo studio, nella misura in cui la Luce superiore, le forze superiori, proprietà, gradi, mondi e Luci siano rivelati tra noi.

Noi dovremmo sforzarci in questo come un bambino che desidera diventare un adulto guidato dalla sua natura egoistica. Continua a mettergli pressione, insegnandoli come crescere e s’impegna instancabilmente in questo. Quindi, nella nostra crescita spirituale, noi dobbiamo provare ad essere come i bambini, e con la stessa energia giocare tutto il tempo ad arrivare al prossimo livello, a diventare adulti, esplorare questo mondo di adulti e relazioni adulte.

Per fare questo, da una parte, dobbiamo annullare noi stessi prima degli amici e dall’altra, essere sopra di loro, lavorando sull’unità all’interno del gruppo, cercare ogni opportunità da aggiungere, più profonda, più vasta e concentrare questo affinché ogni grande scintilla si unisca e brilli tra noi. Non dovremmo spaventarci che noi ci “sfreghiamo” l’uno contro l’altro come noci in un sacchetto, perché questa frizione produce anche scintille. Se noi conosciamo il perché facciamo questo, noi avremo successo.

La cosa più importante è che dovremmo costantemente essere coscienti del bisogno di unirsi e aderire al Creatore, e non aver paura. Non appena il gruppo o le persone individuali dimenticano perché sono qui, loro immediatamente diventano da un gruppo Kabbalistico ad una “cozzaglia di schernitori.”

Com’è scritto nei Salmi: “Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori.” Con queste parole il Re Davide comincia i conosciutissimi Salmi, il libro delle ragioni dell’uomo e appelli al Creatore. Sono accettati in tutto il mondo come lo sfogo del cuore umano. Questa è la cosa più importante! Questo è l’inizio di tutti gli inizi!

Noi sappiamo che i gruppi hanno molte condizioni particolari e problemi, ma tutti convergono in un punto – la realizzazione della legge “ama il prossimo tuo come te stesso” perché è la legge del Creatore. Quando l’egoismo si corregge all’amore, uno diventa simile al Creatore.
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(Dal Congresso di Novosibirsk 08.12.2012, Lezione 4)

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“Sbattere la testa contro il muro” o cominciare a pensare?

Domanda: Cosa significa chiedere al Creatore? Dov’è il Creatore? Come posso chiedere qualcosa da Lui se non lo conosco?

Risposta: Tu devi cercarLo! Ognuno dovrebbe immaginarLo nel suo cuore, o magari nella sua mente, benché i Kabbalisti non abbiano a che fare con l’immaginazione mentale.

Il Creatore è chiamato la forza generale della natura. Perché diciamo che ci rivolgiamo a Lui? E’ molto confondente questo. Ma c’è una forza che posso scoprire in accordo al mio desiderio. Nella nostra vita corporale scopro diversi fenomeni in accordo al mio desiderio. Se non avessi nessun desiderio, non vedrei, non respirerei. Per tutto, c’è prima un desiderio e poi l’esperienza, la scoperta, l’ascolto e la comprensione, apri maggiormente i tuoi occhi e fai un passo in avanti. E’ tutto in accordo al desiderio.

Qui è lo stesso. Il mondo spirituale è meramente una connessione che s’è occultata per il momento. In questa scopriamo la nostra vita che è indipendente dal corpo; il corpo è morto, mentre noi continuiamo a vivere in questa connessione. Questa è chiamata un’ ”anima.” Ora noi dobbiamo scoprirla. Il nostro corpo non interferisce. Se lo annulliamo – che significa che viviamo in esso perché siamo vivi, senza dargli attenzioni particolari, senza glorificarlo, usandolo com’è, alimentandolo, dandogli da bere, lavandolo e portandolo a dormire, prendendosi cura di lui come se accudissimo un animale e non più di questo – e investi tutto il resto nello scoprire l’anima, allora così la riveleremo.

Un’anima è la connessione tra tutti. Al fine di scoprirla, hai un punto, l’inizio di un’anima. Se questo punto è mancante, non c’è niente di cui possiamo parlare, sei libero, accudisci il tuo corpo, gioisci della vita. Ma se tu hai il punto nel cuore, l’inizio di un’anima che ti chiama, che non ti dà riposo, allora arriverai a un gruppo Kabbalistico e ti diranno come cominciare a rivelare la tua anima, la tua connessione con gli altri.

Non è una connessione tra umani, tra i loro corpi, ma una connessione tra desideri individuali nei quali c’è un punto, l’inizio di un’anima.

Immagina che ci sia una rete nascosta tra un milione di membri del nostro gruppo globale (benché ce ne sono molti di più). Questo è quello che dobbiamo scoprire. Nel momento in cui scopro la prima parte su 125 di questa connessione, io sono già sul primo livello del mondo spirituale e in questa rete, io scopro il mondo spirituale, me stesso, l’eternità al di sopra del tempo, movimento, e spazio, l’intera dimensione spirituale e la fonte di tutto ciò è chiamata “il Creatore.” Questo è quello verso cui siamo attratti.

Ci sono persone che hanno già scoperto la spiritualità, scritto riguardo a questo, e ci hanno detto accuratamente e in grande dettaglio come riempire questa rivelazione gradualmente e cosa dovremmo fare. Tutto questo è chiamato “Torà, il libro delle istruzioni. Non parla di alcuna azione fisica o movimento col nostro corpo; possiamo lasciare stare questo. E’ solo riguardo a come possiamo sviluppare la nostra sensibilità mediante la connessione con gli altri, con la forza superiore, e così raggiungerai l’eternità.

Domanda: Sto sedendo qui con il testo dello Zohar, cercando di sentire qualcos’altro rispetto a quello che c’è qui come un risultato dei nostri sforzi collettivi, ma non posso. Continuo, e fallisco continuamente. Tu dici: ”Chiedi al Creatore!” ma non so niente di Lui, non ho niente per cui possa tenere duro.

Risposta: Il mio consiglio è che se tu hai sbattuto la testa contro il muro un centinaio di volte, allora magari qualcosa si è “smosso” nella tua testa come risultato e puoi cominciare a pensare più profondamente riguardo al Creatore: “Chi si sta nascondendo là? Chi c’è nel mio cammino? Chi ha posto questo muro prima di me?” Tu non stai più colpendo la tua testa contro il muro, ma tu stai aggiungendo pensieri a questo. Una persona cresce saggiamente come risultato dei colpi, giusto? Questo è quello che mi aspetto da te.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 06.01.2013, Lo Zohar)

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Passando per il Congresso

Domanda: Come si dovrebbe risvegliare un nuovo studente che entra nel gruppo per fare il giusto tipo di lavoro?

Risposta: Il gruppo lo guida verso certe azioni e gli fonisce una possibilità. Non è per un caso che siamo quì e non in un’altra realtà. Nel mondo delle azioni possiamo esistere anche al livello “animale”, scollegati dalla spiritualità, che costruiamo sopra di noi. Sopra i nostri attributi di ora, creo gradualmente l’immagine di un essere unamo. La costruisco tramite la connessione agli amici e creando la forza del Creatore tra di noi. Queste sono azioni interne spirituali che sono al di sopra di quello che siamo al momento.

Nel frattempo ci colleghiamo al livello corporale senza intenzioni spirituali, e quindi costruiamo l’ambiente. Abbiamo l’infrastruttura necessaria per fare quello, che è “questo mondo” dal quale iniziamo il nostro sviluppo spirituale. Quì abbiamo una rara opportunità. D’altra parte, questa base è adattabile in un modo al mondo spirituale e dall’altro lato ci permette di esistere senza alcuna modifica per adattarci ad essa. La realtà che vedo e sento nei miei cinque sensi corporali è veramente un dono prezioso. Siamo sull’orlo di un’azione spirituale, un’ascesa spirituale, ed allo stesso tempo possiamo influenzare la spiritualità.

Domanda: E cosa posso fare se sono all’opposto e tendo ad essere scollegato? Per esempio, un  congresso si avvicina e non voglio andare. Questa è la frantumazione?

Risposta: Si certo. Ed inoltre la mancanza di desiderio di andare al congresso non è ancora il più grande dei disturbi.

Se sei stato invitato ad una festa che ti era piaciuta, sarai felice di andare ancora, visto che i sapori che ti piacciono e quello che succede e che eccita il tuo ego ti aspetta là, e quindi correrai alla prima avvisaglia.

In questo caso, comunque, avanzi spiritualmente e così senti che il congresso è un posto dove sforzarti. Ecco da dove origina il rifiuto: improvvisamente diventi pigro, diventi irriguardoso e “qualcosa di più importante” compare e ci sono altri piani… questo è il risultato della Luce che ti illumina, e quindi è una cosa buona, ma usala dove c’è un posto per lavorare.

Più avanziamo più ci sentiamo così. Vedrai che in questo modo ci saranno sempre meno persone con noi. Al momento assumiamo che più avanziamo più saremo in molti, ma in realtà non è così.

Nel 2007 ero in un tour in dieci città americane e c’erano circa 600 persone ad ogni conferenza che tenevo e 2000 a New York. Oggi, invece, ci sono circa 50-100 persone.

Perchè succede così? Perchè noi ci siamo evoluti e così anche il pubblico. Le persone non sono poi così attratte dalla parola “Kabbalah” di per se stessa. Comprendono di più e sanno che si tratta di lavoro interiore. Grazie alle Luci che ora sono più vicine, le persone capiscono qualcosa di nuovo ed in generale non vogliono andare alle lezioni o partecipare ai congressi

C’è una piccola minoranza rimasta e queste sono le persone che relizzeranno la correzione. Almeno uniremo “i pionieri” in qualche modo ma solo attraverso la sofferenza. Molto pochi si muoveranno per mezzo della luce, il resto si muove per via delle sofferenze…
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.10.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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Una busta vuota vale più di mille dollari

Dall’articolo di Baal HaSulamIntroduzione allo studio delle dieci Sefirot”: …è il cammino della Torà, cioè l’estesa preparazione che uno deve fare per preparare la purificazione del proprio corpo, prima che sia ricompensato realmente ottenendo Torà e Mitzvot.

Questo è parlare del cosiddetto “tempo di preparazione.” Una persona arriva a studiare Kabbalah, ma lui ancora non arriva a comprendere dov’è. Lui inizia con qualche lezione introduttiva, poi viene a conoscenza di un gruppo; lui partecipa in vari workshop e lavoro comune. Se lui si aggrega ad un gruppo, lui acquisisce nuovi valori e attitudini dal suo gruppo sia che lo voglia o no. Questo è come il suo periodo di preparazione comincia; dura fino a che uno non raggiunge uno stato chiamato “Lishma,” che significa che la Luce che Riforma comincia ad impattare in lui in una maniera in cui i suoi desideri sono alterati.

“Completezza del Cammino della Torà” sta per “chiedere un miracolo” significa gioire del processo della dazione. Si deve voler liberare degli interessi egoistici. Comunque, lui deve aspirare a questa condizione non perché vuole scappare dalle sofferenze, ma soprattutto per diventare capace di dare. Il dare deve diventare l’unico piacere. Quando una persona si eleva al di sopra dei suoi desideri egoistici, lui è ancora preoccupato di diversi problemi, ma sarà per il bene di prendersi cura degli altri. Lui considera solo questo tipo di comportamento come “vita.”

Una volta guidando con il Rabash verso una sauna, gli ho chiesto riguardo a come verificare il mio livello di “Lishma.” Lui mi ha spiegato che: ”Un tuo amico ti sta riconsegnando una busta con dei soldi che ti doveva. Ci sono 1000 dollari nella busta. Li conti e scopri che ce ne sono 999. Tu pensi che non sia un grande problema e decidi che il tuo amico semplicemente abbia sbagliato i calcoli dell’ammontare e abbia trascurato la mancanza di quel dollaro. Tu pensi inoltre che non valga la pena nemmeno menzionarglielo. Allora, sigilli la busta e chiudi la pratica.

Questo è chiamato “agire con la ragione.” Se conti i soldi e sei guidato da una sorta di calcolo, significa che sei governato dalla tua mente. Se conti il denaro e ancora accetti la stima dell’amico, (è ovvio che lui vuole restituire l’ammontare totale di 1000 dollari), poi tu accetti la busta senza esitazioni sia che contenga o meno l’intero ammontare che dovrai ricevere. Significa che vai al di là della tua opinione e al di sopra della tua mente.

Non importa quanti ti avrà restituito l’amico. Tu accetterai qualunque ammontare da lui anche se fosse un migliaio di dollari; non c’è un minimo che potresti accettare. Non prendi nessuna condizione e nemmeno pensi ad un possibile errore. E’ semplicemente impossibile! Accettando 999 dollari, sei 1 dollaro “sopra la ragione.”

Se apri la busta e trovi solamente un dollaro lì dentro, e tu comunque lo accetti come se fossero 1000 dollari, significa che la tua “fede al di sopra della ragione vale 999 dollari. E’ abbastanza significativo…

E’ il tipo di fede che non ti lascia avere niente in ritorno. Tu prendi il giudizio del Creatore o la stima del tuo amico come garanzia; così, tu senti come se avessi ricevuto tutto l’ammontare indietro. Senti “come se” il tuo amico ti avesse restituito l’intero ammontare di 1000 dollari, il 100%. Questa situazione ti riempie e ti dà forza per elevarti dal livello di “Lo Lishma” a “Lishma.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.11.2012, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Non con la saggezza, non con la forza, solamente con la pazienza

Baal HaSulam, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”, paragrafo 141: Non mi puoi trovare in nessun posto se non nella Torà. Perciò tieniti stretto alla Torà e cercaMi lì, e la Luce che è in essa ti correggerà e tu Mi troverai”, come è scritto, “Coloro che Mi cercano, Mi troveranno”.

Questo è quello che cerchiamo di fare, ci sforziamo di connetterci come un solo uomo con un solo cuore, conseguendo il sostegno reciproco e “ama il tuo prossimo come te stesso”, mostrando di essere pronti a questa connessione durante lo studio. E allora, in ogni momento, riveleremo quanto siamo incapaci di farlo, e poi tenteremo ancora, nonostante tutto, a pensare all’unione e alla connessione.

Speriamo che il nostro studio e la nostra connessione ci aiuteranno a rivelare il Creatore al fine di donare a Lui piacere. Questa diventa la nostra preghiera durante lo studio, un’azione di correzione, e ci porta più vicini al traguardo. Se gli amici provano a connettersi nel modo giusto, elevano il loro punto nel cuore al di sopra del loro ego, si liberano dal suo controllo, e si connettono con questo punto, il che avviene durante la lezione, che ci parla di questi stati, allora in tutto questo attireremo la Luce che Corregge. E questo sarà effettivamente il nostro sforzo.

Ci saranno sempre dei disturbi, ancora e ancora. Perciò, ci dobbiamo rendere più forti a vicenda, e proprio allora, quando arriva la disperazione e dei grossi ostacoli che si presentano sul nostro cammino, un uomo si sente disperato davanti ad essi, non sa cosa fare, vuole scappare, si stanca e cede, si lascia andare oppure fa l’opposto, si arrabbia e non sopporta questo stato. Ma proprio questi stati sono i più vantaggiosi per aggiungere una goccia in più di lavoro, un altro grammo di sforzo, con il quale attiriamo la Luce su di noi.

Colui che non si dispera e non cede è colui che ce la fa. In questo caso, né la saggezza, né la forza saranno di aiuto, solamente la pazienza. Il tempo sistemerà ogni cosa.

“Il Tempo” sta a indicare i numerosi sforzi che un uomo compie in ogni momento, anche i più piccoli. Questi sforzi si accumulano, si connettono e, alla fine, portano la soluzione.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.01.2013 “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Il gruppo “spinge” tutti in avanti

Domanda: In uno dei workshop del congresso di Arava è stata fatta una domanda sul punto di non ritorno che dobbiamo attraversare durante il percorso. Come facciamo? lo attraversiamo da soli o insieme al gruppo?

Risposta: Quando avanza, un gruppo unito supera tutte le fasi del percorso. Nonostante tutti possano essere sottoposti ad un particolare stato, in effetti, stiamo andando tutti insieme.

Domanda: Quindi, è possibile che il gruppo mi “trascini” attraverso un certo stato?

Risposta: Il gruppo non agisce in modo selettivo, scegliendo lui e solo lui, esso “spinge” tutti in avanti. Nessuno avanza da solo; il nostro intero modo è il gruppo. Non importa quanto una persona ci si dedichi, essa”mangia” ancora quello che gli altri fanno. Può trovarsi ad un livello inferiore, ma avanza ancora con tutti gli altri e di conseguenza, tutti passano il Machsom; tutti escono dall’Egitto, inclusi i “bambini”, le “donne”, gli “uomini” e gli “anziani”.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.01.2013, Shamati 213)

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Cercate il vostro posto sulla mappa dell’universo

Domanda: Come faccio a scoprire su cosa mi dovrei concentrare e in cosa consiste esattamente la mia auto-realizzazione?

Risposta: Non sarai mai in grado di discernere questi punti da solo. Un uomo non può trovare il suo posto e la sua auto-realizzazione a meno che non si realizzi dentro il gruppo.

Un po’ di tempo fa ho avuto un brutto incidente in macchina e mi sono fatto male al fegato. Una parte del mio fegato è stata asportata. Possiamo dire che questa parte di fegato che mi è stata tolta abbia una qualche realizzazione ora? Quando era dentro il mio corpo ed era collegata a tutti gli altri organi, questa parte forniva al corpo ciò di cui aveva bisogno e, in cambio, riceveva dal corpo tutte le cose necessarie. Questo è ciò che si chiama realizzazione.

Invece, quando questa parte viene separata dal corpo, non sa neanche più di essere un fegato. Solamente se decidiamo di essere connessi al corpo sapremo chi siamo. Ma, per adesso, siamo semplicemente una “cellula staminale”, attraverso la quale ogni organo può essere formato e non comprendiamo la nostra funzione.
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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.12.2012 “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot“)

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Congressi: Un nuovo livello

Domanda: A quale nuovo livello dovremmo puntare prima dei congressi?

Risposta: Il nostro scopo è uscire da noi stessi, al di sopra.

Avvicinandoci assieme, noi cominciamo a sentire quanto questo ci allontana, come ci ritiriamo dentro noi stessi e non ci lasciamo avvicinare facendo un passo in più. Lo stato di repulsione rivelata, l’incapacità di andare più vicino è l’egoismo reale.

L’egoismo non è quel sentimento di cui facciamo esperienza nella vita quotidiana: a casa, al lavoro, comunicando con le persone. Questo è il piccolo egoismo animale non correlato all’ego che dobbiamo correggere.

Noi dobbiamo correggere precisamente quell’egoismo che appare durante i nostri sforzi nell’ avvicinarci gli uni agli altri. Il nostro lavoro è agire contro di esso.

Inoltre, in ogni azione successiva, l’egoismo ci allontana ancor più, e questo chiaro ammontare di pressione e la repulsione portano una persona a uno stato di disperazione. E se una persona non abbandona gli sforzi nel continuare ad agire contro questo, prendendo parte ad ogni evento, comincia a realizzare che l’aiuto può arrivare solo dall’Alto, solo se arriva una forza speciale poiché non è in grado di farcela da solo.

Di sicuro, è impossibile dirlo anticipatamente, “Non sono in grado di fare alcuna cosa, lasciate che qualcuno mi aiuti.” Per fare ciò, infatti, hai bisogno di raggiungere uno stato di disperazione. Ma questo avviene solamente quando hai messo ogni sforzo, riempito la misura della seah (“seah” è un’antica unità di misura) e neanche ancora hai raggiunto niente. Supponi di aver riempito l’intero “bagaglio” o “bicchiere” con i tuoi sforzi e poi al massimo, all’ultimo step tu percepisci: ”Questo è tutto! Solo dall’Alto posso ricevere l’aiuto, solo questo mi può aiutare.” E’ il momento in cui una persona ha un’opportunità di chiedere e riceve aiuto.

Puoi immaginare quanto sforzo dobbiamo fare? Ma se lo facciamo insieme, in un’aspirazione mutua, tutto accade molto velocemente, se fatto separatamente, può necessitare non solo di anni ma di incarnazioni.

Questo è il perché, usando i nostri eventi per unirci, noi continuiamo ad aver bisogno di sforzarci e preparare noi stessi a rompere lo scudo dell’egoismo, andare dietro ad esso e connetterci con gli stessi punti nel cuore. Cosi’ raggiungeremo la stessa cosa che spero gli uomini raggiungeranno al loro congresso. E così noi ci staremo unendo.
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(Dalla Lezione virtuale del 06.01.2013)

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La rivelazione della connessione reciproca

A partire da adesso in avanti, dobbiamo progredire autonomamente. E qui viene rivelato un punto molto interessante. Fino ad un certo momento, io ho sentito di essere completamente influenzato dai miei studenti. Durante quei momenti ho insegnato ai miei studenti in base allo stesso sistema imparato dai nostri padri spirituali.

Ma ultimamente ho compreso che senza sostegno, senza connessione, senza un lavoro reciproco generale, non riuscivo più ad insegnare loro. Per questo servono gli sforzi degli studenti, il loro aiuto, ed il lavoro reciproco. Tutto questo è essenziale. Se, da parte loro, c’è il desiderio, una mancanza, allora posso parlare e spiegare in un modo semplice. Se c’è uno sforzo allora, di conseguenza, possiamo fare passi in avanti. Questo significa che si sta realizzando un preciso processo di correzione. Siamo arrivati a questo punto.

Ne consegue che dipendiamo gli uni dagli altri. Dunque, io mi rivolgo all’intero gruppo mondiale poiché non sono in grado di fare nulla da solo. Se in passato vi ho spinti e sono riuscito a fare qualcosa, adesso tutto è chiuso. Il desiderio generale si trasforma in qualcosa di veramente reciproco, e l’unione e la connessione sono rivelate in esso.

Non è ancora il punto dove siamo arrivati, perché nel frattempo tutto sta avvenendo senza alcuna connessione al nostro desiderio. Ma dobbiamo capire che è solamente attraverso un generale sforzo reciproco, sia vostro che mio, che saremo in grado di andare avanti. Si presenteranno davanti a noi delle nuove opportunità per esprimere le nostre idee, per dare nuove spiegazioni e, sebbene il sistema rimanga lo stesso, poiché tutto proviene dalla Luce e dal Kli, una nuova forma di presentazione e di riconoscimento si presenterà, la sua percezione.

Dunque, vi richiedo fortemente di essere più attivi, di partecipare di più a tutto, di connettervi alle lezioni. L’avanzamento generale dipende solamente dalle nostre reciproche azioni! Risolviamo insieme questo problema, visto che le azioni di correzione sono possibili solamente attraverso i nostri sforzi diretti a prenderci carico dell’ego e a porci al di sopra di esso con una qualità opposta. Se non ci saranno sforzi, allora non ci sarà alcuna correzione.

In nessun caso un uomo dovrebbe annullare l’ego. Dobbiamo elevarci al di sopra di esso. Sopprimere l’ego significa non permettergli di comandarci, ma allo stesso tempo significa sentirlo, viverlo, ed elevarci al di sopra di esso nelle nostre azioni. Questo lavoro deve essere rivolto solamente al mio gruppo mondiale e al Creatore.
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(Dal Congresso di Novosibirsk del 09.12.2012 lezione 5)

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