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Una ricetta per l’adesione: Non dimenticare di aggiungere la luce

Baal HaSulam, Shamati, articolo 25, “Le cose che vengono dal Cuore”: In altre parole, tutti i concetti sui quali lui costruisce il suo edificio, dicendo che uno deve sempre seguire il cammino del Creatore, è basato sulla Dvekut con il suo insegnante. Così, se lui perde le basi, allora tutti i concetti sono senza potere, giacché a loro mancheranno le fondamenta.

Quindi, uno non deve fare affidamento sulla propria mente, ma attaccarsi maggiormente ai libri e agli autori, perché solo questo può aiutarlo, e non con l’ingegno e l’intelletto, dato che questi non hanno vita.

Domanda: Cos’è l’adesione?

Risposta: Nel complesso, l’adesione avviene quando due persone hanno lo stesso desiderio, gli stessi pensieri, e gli stessi valori. In questi casi loro si “aderiscono” l’un l’altro.

La domanda è come possono due persone molto differenti aderirsi? Loro sono differenti in ogni senso e non si combinano in ogni caso. Non può esserci un adattamento perfetto in natura, quindi loro raggiungono la somiglianza e diventano “aderiti” l’un l’altro?

Se ogni lato si elevasse al di sopra di se stesso e non volesse utilizzare i propri attributi per se stesso, ma soprattutto dà all’altro tutto ciò che c’è in lui, e l’altro anche vuole elevarsi al di sopra dei propri interessi personali e agire in favore degli altri, di conseguenza loro si assomiglieranno. In che maniera? Nel dare, nella dazione, il che significa che loro si “aderiscono.”

Come può essere ottenuto questo? Loro non possono fare questo da soli, la Luce è necessaria qui per connetterli. E’ come un tipo di “sandwich” con la Luce nel mezzo, e questa è chiamata unione spirituale. Puoi inoltre comparare questo con un piccolo manubrio.

Domanda: Quindi come possiamo attirare la Luce affinché l’adesione si realizzi?

Risposta: Prima di tutto, ognuno deve elevarsi al di sopra di se stesso e chiedersi: ”Perché dovrei aderire a qualcuno? Cos’è l’adesione? Potrebbe essere che voglio connettermi agli altri per raggiungere qualcosa in questo mondo, come nel socialismo? O lo voglio al fine di raggiungere il Creatore? Chi è il Creatore?

In breve, al fine di raggiungere le azioni più semplici, devo rinnovare l’intero sistema giacché non esistono vie di mezzo nella spiritualità; tutto è integrale in essa. Come in una figura olografica dove al fine di cambiare una piccola linea necessito della giusta scala per cambiare l’intera figura.

Quindi ogni domanda che abbiamo realmente include tutto ciò in se stessa. Se chiedi cosa dobbiamo fare, la risposta è semplice – fallo completamente. Noi dobbiamo chiarificare chi è il Creatore, per cosa abbiamo bisogno di questo, cos’è l’atto della creazione, cos’è la libertà di scelta, e cos’è “ognuno dovrebbe aiutare il proprio fratello”, cos’è il gruppo, eccetera. Tutto dovrebbe essere incluso in questo. Noi possiamo vedere questa figura in differenti risoluzioni, ma in una maniera o nell’altra, tutto è incluso in questo.

Domanda: Possiamo elevarci sopra il nostro generale “circolare” desiderio di ricevere come in un pallone di aria calda e tenere questo stato generale tra noi?

Risposta: Ognuno di noi è un egoista e la spiritualità è la cosa che c’è tra noi che ci connette e ci porta all’unione.

Cosa sento dentro di me ora è chiamato “questo mondo,” e cosa sento tra noi è chiamato “il mondo superiore.”

Se tu ed io siamo vicini l’uno all’altro e differiamo solo da una misura (1), allora sento la Luce di Nefesh. Se la differenza tra noi si raddoppia (2), io raggiungo la Luce di Ruach tra noi giacché ora ho attraversato una distanza maggiore. Da un lato, il nostro ego cresce e ci separa, ma dall’altro lato, noi aderiamo all’altro nonostante l’ego e da questo raggiungiamo un’intensità maggiore.

La nostra missione è tenere duro in questo stato e costantemente ritornarvici e, se vuoi, puoi tenerlo al di sopra di te stesso. Cos’altro devi fare in questo mondo eccetto questo? Prendi una decisione su come la tua vita dovrebbe scorrere e se la vuoi far scorrere nella dimensione spirituale. Non posso importelo. Al congresso di Arava ti ho dato un esempio di cosa dovresti fare. Se vuoi riempire questo, allora fallo e i risultati saranno in accordo a questo riempimento.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 21.01.2013, Shamati #25)

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Esiste in me un “Essere Umano” che sta crescendo?

Domanda: Che cosa è considerato dare a un altro e perché non esiste una punizione diretta e immediata per chi non adempie questa Mitzvà di dare alla società?

Risposta: Dare all’altro significa che io aiuto l’altro ad avanzare verso lo scopo. Non è dazione a meno che non riguardi la necessità. Tutti hanno bisogno di necessità basilari per esistere, dal momento che i livelli della natura inanimato, vegetale, animato devono esistere su qualcosa, ma in ogni altro senso, non ci resta che aiutare l’altro ad attraversare la fase di sviluppo del livello “parlante”.

Per quanto riguarda la punizione immediata nel non mantenere la legge della dazione, questo non può essere. Questo perché la punizione immediata ti attiverebbe come i livelli di natura inanimato, vegetale, e animato – quando fai qualcosa di sbagliato, e vieni subito punito, fai qualcosa di giusto e immediatamente ottieni una ricompensa. Allora sei semplicemente “programmato”, proprio come un animale.

Qual è lo scopo di tutto ciò, se non c’è un “essere umano” che cresce in te? Può crescere solo dal riconoscimento e dalla comprensione, attraverso lo sviluppo e l’acquisizione di nuovi attributi e, soprattutto, con l’acquisizione di nuovi valori, elevando se stesso verso l’alto, al di sopra del livello attuale e al di sopra delle decisioni inutili.

Nella persona cresce qualcosa di simile al Creatore. Il mio corpo, tutto il mio mondo, appartiene ai livelli della natura inanimato, vegetale, e animato. Ora, però, io salgo più in alto e creo la parte “parlante” che si trova in me, che assomiglia al Creatore (∾).

Nel nostro mondo non esiste una cosa del genere, ma questo è in realtà ciò che diventa il mio “io”. Io sostengo tutto il resto solo sul piano dell’esistenza corporea necessaria.

Così non funziona secondo il principio del “dare e avere”, e il sistema di permesso e proibito non si adatta qui. Questo avviene perché devo costruire qualcosa al di sopra di me.

Domanda: Allora, chi rompe effettivamente le leggi della natura: la creatura o è il Creatore che ci permette di farlo?

Risposta: Certo che è il Creatore. Lo fa in modo che possiamo imparare “il vantaggio della Luce fuori dalle tenebre“.

La domanda qui riguarda la mia inclinazione e la mia tendenza. È un fatto che io cadrò e salirò più e più volte, come si dice: “Un giusto cadrà e salirà mille volte”, ma io lo voglio? Sono attratto da questo? Apprezzo questo percorso e questa direzione? Sono tenuto ad avere uno stimolo per questo: “Vuoi che questo accada?” “Mi prendo cura di sviluppare l’inclinazione e il desiderio per esso?” Ma come faccio? Non sono che un “pezzo” del desiderio egoistico? “Hai un ambiente, un gruppo, un insegnante, libri, la Luce che Riforma, tutto ciò di cui hai bisogno. Tocca a voi.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.02.2013, “La Pace”)

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Non si ha diritto ad un giorno di riposo

Domanda: Nel lavoro interiore, qual è un peccato che possa corrompere il suo esito?

Risposta: Se una persona è già incorporata nel lavoro interiore, ma ora è troppo pigra per sostenerlo in maniera costante e unirsi ad esso, è considerato un peccato. Dal momento che se non avanza, vuol dire che sta andando indietro. Fermarsi e stare nel mezzo è impossibile.

A volte pensiamo di poterci permettere di prendere un po’ di tempo libero e di riposo da questo lavoro, ma nella spiritualità non ci sono giorni di riposo, il tempo stringe costantemente e il contatore conta costantemente i nostri sforzi, quindi non è come nel nostro mondo dove ci si può fermare e restare inattivi per andare a dormire e non fare nulla fino al giorno successivo.

Nella spiritualità questo non esiste. Forse posso non eseguire alcuna azione fisica, ma in questo periodo attraverso molte Reshimot (geni spirituali), e se non le realizzo, allora vuol dire che vado indietro. Quindi devo fare in modo di avere sempre qualcosa da fare.

Il mio consiglio è quello di mettere se stessi, anche passivamente, sotto la massima influenza dell’ambiente: ascoltare melodie e canzoni, leggere il nostro materiale, vedere e ascoltare la lezione un’ulteriore volta, stare con gli amici. Ma dobbiamo stare molto attenti a utilizzare questo mezzo di comunicazione, dal momento che, se non ne faccio un uso corretto, insieme al guadagno e al grande beneficio esso può portare anche grandi perdite e danni.
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Sollevo la testa per guardare un amico?

Domanda: è possibile accelerare il risveglio del punto nel cuore di una persona?

Risposta:Sì, è possibile in due modi, ma prima voglio spiegare una cosa: le persone in cui il punto nel cuore non ancora non si è risvegliato appartengono al livello delle “nazioni del mondo” o AHP. Quelli in cui le scintille sono già risvegliate sono chiamati “Israele“, il che significa che aspirano direttamente al Creatore (Yashar-El). Essi sono attratti verso l’alto e devono prendersi cura di chi è al di sotto, in modo che i “punti nel cuore” possono essere svegliati solo da due azioni:

1. Un’azione dall’esterno – divulgando i nostri materiali, educazione integrale, libri, film, ecc

2. Un’azione interiore – connettendoci tra di noi, cosa che influenza tutti gli altri anche se non sono a conoscenza dei fatti esposti con il sistema in cui siamo tutti connessi.

 

Domanda: Può questo disegno illustrare il lavoro esteriore e il lavoro interiore del gruppo?

Risposta: Sì, può. La parte superiore (in rosso) è il lavoro dei punti nel cuore del gruppo, mentre la parte inferiore (in blu) sono tutti i desideri di ricevere del gruppo. Tutto questo appartiene alla stesso “corpo” del gruppo.

Domanda: Ciò significa che, da un lato, io lavoro con l’amico e lo vedo come la mia riflessione e correggo i suoi attributi in me, e dall’altra parte, gli dico con franchezza: “Hey! Stai facendo qualcosa di sbagliato … “

Risposta: No, questo non è il lavoro spirituale. Non ho bisogno di correggere in me gli attributi dell’amico, perché se è un amico, significa che il Creatore è dietro di lui. Così io lo guardo e a me sembra perfetto, corretto. Se vedo che c’è qualcosa di sbagliato in lui io lo attribuisco subito a me stesso.

 

Quindi non ho nessuna lamentela circa l’amico. Al contrario, ho solo lamentele su di me.

Nel complesso, devo mostrare costantemente agli amici un spirito elevato, fiducia e gioia nel percorso spirituale, e anche preoccuparmi del gruppo interiormente in modo che attraverso di me gli amici possano ricevere la Luce che Riforma.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.01.2013, Discorso per il completamento dello Zohar”)

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Un progresso spirituale

Domanda: Come possiamo trasformare l’intenzione di una persona nell’intenzione di molti, nella “preghiera di molti“?

Risposta: C’è una grande differenza. Se penso alla società, tentare di connettermi con loro al fine di trasmettere la Luce che si aspettano, si chiama una “preghiera di molti”, una “preghiera pubblica.”

Se ogni individuo del gruppo si comportasse in questo modo, noi formeremmo l’area della mancanza collettiva generale in cui tutti, mediante la loro inclusione in ognuno di noi, costituiscono già un progresso spirituale. Io penso a tutti, tu pensi a tutti, e così tutto il gruppo. Poi ognuno moltiplica la sua intensità per il numero di persone per le quali si vuole chiedere un riempimento. Si scopre che questa preghiera diventa già un vaso spirituale. Il vaso spirituale è un risultato della connessione. Se io prego per voi e voi pregate per me, allora ognuno di noi contiene l’altro dentro di sé. Allora i nostri desideri che comprendono l’un l’altro si connettono e creano un vaso spirituale tra di loro.

Questo significa che le parti dei nostri desideri in cui io prego per voi e voi pregate per me si connettono. La loro connessione diventa un vaso spirituale. Le parti in cui ognuno è per sé restano al di sotto.

Si scopre che influenzi la Luce solo attraverso la tua mutua inclusione tra di loro, in cui tu lo includi dentro di te e lui ti include dentro di sé. Quindi una persona non funziona nella spiritualità, ci devono essere almeno due, come si dice: “Il minimo di molti è due”. Così come: “O insieme o la morte”, il che significa che o hai un amico con cui esegui un’azione spirituale o sei morto, e non hai la possibilità di attirare la Luce che Riforma.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2013, Lo Zohar)

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Io do significa io esisto

Io mi divido in due parti: GE e AHP. La parte importante in me è GE, e in essa io sono in uno stato fisso.

D’altra parte, utilizzo il mio AHP solo per le esigenze di un altro: è come se “ingoiassi” il suo desiderio e cominciassi a servirlo. La Luce viene dall’Alto, e passo su questa Luce agli altri attraverso il mio AHP, che è l’unico modo in cui usare l’AHP.

Se, invece, l’altro non ha bisogno di nulla, il mio AHP non esiste. Si è piegata nel mio GE, e ritorno allo stato di piccolezza, allo stato fisso.

Questo avviene perché io in realtà non ho bisogno di nulla, tranne che del mio GE, e ho bisogno di loro solo al fine di essere pronto a dare agli altri. In ogni contatto io controllo immediatamente ciò che l’altro vuole e quando trovo dei desideri non realizzati in lui, distribuisco e sviluppo in me solo la parte in grado di fornire ciò che egli desidera dall’Alto. Solo a questo punto posso utilizzare il mio AHP.

Questo è chiamato il mondo spirituale: io non esisto. Io esisto solo nella misura in cui do agli altri. Fino a quando non ci sono gli altri, io sono niente, uno zero. La ragione è che il mio GE non sono io, essi sono solo lo stato di prontezza, di ricerca – chi ha bisogno della mia dazione?
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2013, Scritti di Rabash)

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Le porte al territorio del Creatore

La cosa più strana nella saggezza della Kabbalah avviene quando un principiante sente il messaggio riguardo “amore, unità, e inclusione reciproca” che sono totalmente contrari ai nostri desideri naturali. All’inizio, la Kabbalah ci appare come convenzionale, una scienza difficile: “Voglio comprendere il sistema, studiare i fenomeni dietro la facciata della natura, comprendere la forza superiore e i principi del Suo lavoro, studiare le leggi dell’universo e trovare le cause nascoste della storia…” In altre parole, una persona tende a studiare formule concrete e poi lui scopre che è tutto riguardante l’amore.

C’è qualcuno che seriamente indirizza questo soggetto? Hollywood? Le persone serie stanno sedute a Wall Street, mentre l’amore è dominio di compagni e “Bohemiene…”

Si impiega molto tempo per iniziare a comprendere il messaggio dell’amore. S’impiegano anni per avere questa informazione “va sotto la tua pelle” e raggiungere il cuore di ognuno. Il nostro egoismo non vuole accettare cose come l’amore, e neanche permette il messaggio che solo attraverso l’unità noi riveliamo una nuova realtà e che solo grazie all’amore noi ci eleviamo al nostro stato più elevato, diventare più gentili d’animo e riveliamo i nuovi mondi. La nostra esperienza materiale non provvede alcun esempio dall’alto, neanche questo prova questi stati in alcuna via.

Alcune persone sono maggiormente inclini ad accettare queste idee; agli altri, questo messaggio è veramente difficile da apprendere. Dipende dal fatto di essere pronti nelle nostre anime e sulla “profondità” del nostro desiderio (Aviut). Richiede anche persistenza, diligenza e un senso di totale necessità per raggiungere questo stato. Se entrambi questi fattori, un forte rigetto e un’attrazione travolgente, forzandoci a stare nel nostro cammino non importa cosa, allora, anche prima di raggiungere l’amore, noi continuiamo a scoprire che tutto dipende dalle nostre qualità. La Luce superiore ci influenza e iniziano diverse impressioni in noi; così, noi cominciamo a realizzare che i nostri cambiamenti interni o chiudono o aprono l’immagine del mondo superiore a noi.

Qualcosa “clicca” dentro di noi e cominciamo a vedere molto di più e avere sensazioni molto più acute di prima. Noi continuiamo a penetrare nella struttura della realtà; noi acquisiamo una più chiara ed ampia comprensione di ciò… Tutto dipende dal nostro cuore. E’ il posto dove sentiamo e distinguiamo tra tutti e tutte le cose che sono nel nostro campo di visione e sensazione.

Allora, la “porta” si chiude, come se un vestito nero scendesse sulle nostre sensazioni e l’intelletto, e ora di nuovo, noi ci fermiamo di comprendere e sentire qualunque cosa, come se camminassimo in un sogno e potessimo difficilmente far fronte alle nostre responsabilità. Il tempo passa, la porta si apre ancora, e così, si richiude. Quindi gradualmente noi cominciamo a realizzare che tutto dipende nel livello di apertura o chiusura della nostra mente e dei sensi.

E allora noi penetriamo profondamente dentro il centro del meccanismo che apre e chiude le porte. Dopo che siamo passati attraverso tutti questi stati molte volte, noi realizziamo che le “porte” ci mandano non solo verso qualcosa al di fuori di noi, ma verso gli altri. Quando ci sentiamo estremamente vicini a loro, i nostri occhi e le orecchie si aprono e avanziamo. Quando siamo più lontani da loro, tutto si spegne.

Questa è la via in cui la Luce ci impatta, così gradualmente formando la connessione tra le nostre sensazioni e la mente e costruendo la nostra attitudine verso gli amici, aggiungiamo maggior garanzia mutua, sensazioni profonde e aperte l’un l’altro, facendoci familiari con il mondo superiore e lo stato superiore. In questa fase, una persona realizza che questo mondo non è da qualche parte nelle nuvole, non è nemmeno dietro l’orizzonte, ma è soprattutto nelle nostre sensazioni: Più ci apriamo agli altri, maggiormente ci eleviamo.

Gradualmente, noi approcciamo i “bordi” e cominciamo a distinguere i dettagli del nostro desiderio di ricevere. Noi separiamo questo in diversi step e livelli; in visione di questo, costruiamo i desideri vicini alla mente.

Impiega diverso tempo. Noi dobbiamo includerci nel gruppo più che possiamo; letteralmente “buttarci” nel gruppo come dentro al mare; “perderci” in questo, dissolverci negli amici. Da questo tipo di “auto-annullamento,” uno si “immerge” negli altri e realizza che “non è importante cosa riceviamo da questa connessione e inclusione mutua. Tutto ciò che arriva dai nostri amici è territorio del Creatore. Tutto ciò che è in me è territorio dell’inclinazione maligna, “l’angelo della morte.”

Quando uno realizza così tanto, il requisito “di amare il prossimo come te stesso,” emerge. Uno sente che ha bisogno di loro e si sforza di relazionarsi a loro come se fossero veramente vicini a lui, come una madre che permanentemente abbraccia internamente il suo bimbo al fine di proteggerlo dai pericoli.

Da questo punto di vista è più facile avanzare, giacché uno ha già costruito il suo cammino correttamente: Uno già conosce che tutto è dentro di lui, dentro le sue sensazioni, nella sua attitudine verso gli amici e vicini, che nei fatti sono parti della sua stessa anima. Lui comprende che invece di vedere esternamente nella forma di natura inanimata, vegetativa e animata, lui deve osservare “dettagli” esterni che sono prodotti dalla sua mente e i suoi sensi come qualcosa che gli appartiene, ma allo stesso tempo sono separati da lui dalle “nuvole” e la “polvere” che coprono la sua percezione del mondo. Significa che uno deve ritornare a una visione chiara, anche se c’è confusione creata dall’inclinazione maligna; lui tende a unire la corretta visione del mondo e diventa un sentimento e intelletto unificato.

Questa è l’essenza del nostro lavoro. Se noi gestiamo questo, gradualmente ascendiamo la scala dei mondi. Al grado della nostra abilità nel ritornare nelle nostre parti “esterne”, li sentiamo come se fossimo riempiti dalla Luce superiore.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 16.01.2013, “Amore degli amici”)

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Trasformare tutti i meno in più

Domanda: Come faccio a fare un patto con il Creatore se non Lo conosco?

Risposta: La domanda è: perché è solo lo sposo che firma l’accordo di matrimonio (Ketubah) e non la sposa? C’è una sorta di impegno unilaterale qui? Lo stesso accade quando una persona firma un accordo con il gruppo o con il Creatore.

Ciò significa che la mia firma su questo contratto è sufficiente dato che l’accordo della controparte è certo. Quindi, solo chi esita e non è sicuro deve firmare, e in questo modo, è obbligato a firmare l’impegno.

C’è una forza superiore, e per rivelarla, ci deve essere una forza inferiore. La forza del superiore è la dazione e la forza dell’inferiore è il ricevere. La forza dell’inferiore deve raggiungere l’interezza nella sua mancanza per connettersi alla forza superiore che è eternamente intera.

La forza inferiore raggiunge l’interezza attraverso la connessione di 10 persone, poi di 100, e poi di 1000. Aggiungiamo sempre un altro zero.

Se non mi connetto con 10 persone, non posso essere definito una “unità” spirituale, e, se non mi connetto con 100 persone, non posso essere definito una seconda “unità” spirituale, che significa salire al secondo livello spirituale. Il contatore conta solo gli zeri aggiuntivi, e questo è considerato un salto al livello successivo.

Per adattarmi all’intera forza superiore, devo raggiungere almeno la connessione dei primi 10. Questo significa che devo connettermi a 10 persone in quanto secondo la nostra natura interiore, raggiungiamo il primo, la misura minima della dazione, # 1, attraverso la connessione di dieci persone, come un solo cuore e una sola anima. Allora, ho la prima forza della dazione.

Se mi è possibile connettermi a 100 persone in un modo simile a un solo cuore e una sola anima annullando totalmente me stesso, io raggiungo la seconda forza della dazione, il secondo livello spirituale. Di conseguenza, devo passare attraverso 125 livelli.

Per entrare in contatto con loro, firmo un contratto reciproco. Dobbiamo essere connessi in modo che ognuno si dimentichi di sé e si connetta con tutti come un tutt’uno. È impossibile farlo da soli e dobbiamo aiutarci a vicenda. Dobbiamo offrire a tutti la grandezza della meta, la connessione, il calore, e gli esempi positivi. Per fare questo, firmiamo un contratto, e questo viene chiamato patto.

Ognuno di noi passa attraverso stati di “+” e “-“, e abbiamo bisogno dei meno, per salire ai più, per “raddrizzare” noi stessi. Ciò è possibile se, mentre io sono in uno stato di “meno”, la società intensifica la mia intenzione. Il mio meno cresce e cresce anche il più, essi aumentano costantemente. Dopo un piccolo più, c’è un grande meno, e dopo un grande più c’è un meno che è due volte più grande.

È per questo che non posso mai superare il segno meno che ricevo e che mi butta sempre a terra. Io posso essere completamente buttato fuori pista, e posso continuare a lavorare, ma senza l’ispirazione e il pensiero. Quando cado in un tale stato, in questi meno, la società deve intensificare la mia intenzione.

È una buona cosa che ho ricevuto questo meno dato che ho bisogno di un meno grande, devo raggiungere la sua piena misura per riempire la mia misura. Il problema è come trasformarlo in un vantaggio. Per fare questo, ho bisogno di un’intenzione! Se la mia mancanza e l’intenzione della società si connettono, posso trasformare ogni volta i meno in più, e di conseguenza, salire costantemente. Questo si chiama fare un patto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.01.2013, Scritti di Rabash)

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Quello che ricevo dipende da me

Rabash, Lettera # 29: Ma una persona non ha la necessità di portare i rifiuti dal di fuori, come nel caso di concimare un albero. Deve tradurre le impurità dal mondo della rivelazione, il che significa, nel suo sentimento.

Domanda: Che cos’è per me “il rifiuto” e cos’è “il fertilizzante”?

Risposta: Dipende dalla tua scelta. Ti viene data la possibilità di decidere se preferisci mangiare dai rifiuti o cose buone dalle cose cattive? E tu scegli sempre qualcosa da queste due possibilità, ma a poco a poco l’ago della bilancia pende in direzione della dazione. Non hai la forza di annullare completamente la ricezione, ma in ogni caso, avanzi nella giusta direzione.

Nel tuo vaso, Kli, ci sono sempre tre parti. Nella parte superiore si può lavorare per il bene della dazione, nel mezzo regna la restrizione, e nella parte inferiore si trova qualcosa che si desidera per se stessi.

La linea di destra non può esistere senza la linea di sinistra, e la linea di sinistra non può esistere senza la linea di destra. Tutto deve essere diversificato, fino al Gmar Tikkun (la correzione finale), tutto il male funziona come bene.

Domanda: Questo significa che se gli amici creano un ostacolo per me, poi mi danno il “fertilizzante”?

Risposta: Dipende cosa intendi per “ostacolo”. Se gli amici mi dimostrano quanto desiderano riconoscere la grandezza del Creatore, ad un livello superiore, per l’adesione, per Gmar Tikkun, per l’unione e la connessione tra di loro, per la rivelazione della Luce, allora per me può rappresentare un ostacolo dal momento che questo approccio viene odiato dall’ego, ma può anche essere una motivazione che spinge in avanti.

La parte superiore mostra a quella più bassa la Luce, la Sua dazione, e quella inferiore, sentendo questo, deve chiarire se per lui questo è da considerare cibo o rifiuti. È scritto, “Diritte sono le vie del Signore, in esse vi è il solo cammino, ma i peccatori vi inciampano”. Posso decidere che la dazione per me è proprio la Luce che mi tira in avanti. Voglio aderire ad essa e superare me stesso per fare questo, anche se non è semplice riceverlo come cibo. E poi, in questo caso, io sono chiamato “giusto.” Ma se io non lo voglio, allora sono chiamato “peccatore”.

In questo modo, esamino me stesso secondo il principio di “una persona si vedrà sempre come mezza giusta e mezza malvagia”. Il superiore mi dà la Luce e io lo sento come Luce o come buio.

Per esempio, oggi durante la lezione c’erano molte persone sedute lì senza un buon umore. E sono stato molto felice di questo. Perché è così che si scopre una malattia. È molto buono. Ora, ciò che resta è portare la cura. Ma non la pensano così. Si sentono male.

Ciò significa che, la domanda è: Dipende da come una persona decodifica ciò che riceve. Non vi è alcun male nel mondo, ma tutto dipende da come si interpreta ciò che accade. Per me, la Luce, la forza della vita, può essere cibo o rifiuti. L’albero, naturalmente, riceve concime dagli animali, come una cosa buona, e noi dobbiamo scegliere, perché fin dall’inizio il “fertilizzante” che arriva dal superiore non sembra buono per noi. Questa cosa non mi sembra buona nella misura in cui sembra come un “escremento” e non come un tesoro…
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.01.2013, Scritti di Rabash)

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Perdere il proprio “io” materiale

Domanda: Come diventiamo un Partzuf inferiore che si annulla dinanzi a quello superiore e chiede di essere creato nel mondo spirituale durante il congresso?

Risposta: Il nostro Partzuf superiore è il gruppo e solo lì il Creatore si rivela. Trasformiamo il gruppo in Malchut, la Shechina, mentre la parte superiore è Zeir Anpin, il Creatore. Abbiamo bisogno di indurre lo stato in cui si rivela la nostra connessione con la forza superiore.

È abbastanza fattibile e molto probabile che accada. L’illuminazione da questo stato ci sarà concessa sicuramente, e la stiamo già ricevendo, ognuno secondo il proprio grado. Ma quando ci connettiamo veramente, allora invece di una illuminazione personale, noi riveliamo la Luce.

Sarà inoltre rivelata ad ogni persona nella misura in cui essa ha raggiunto l’unione e la esercita. Ma sarà una parte di Luce chiaramente definita e non un po’ di illuminazione esterna. Sono convinto che non solo durante il congresso degli uomini, ma anche durante quello delle donne potremo sentire una simile illuminazione. L’annullamento del nostro gruppo dinanzi al superiore significa che tutti rinunciano a sé stessi per il bene dell’unione e dell’ inclusione negli altri, e perdono lì i loro “io” materiali ed esistono unicamente sotto l’influenza spirituale.

Nell’articolo “600.000 anime” abbiamo studiato che vi è una sola anima, tutti raggiungono solo essa, e le spine nell’anima stessa. In verità, non c’è divisione e solo la forza dirompente ci sta causando dolore in questo momento perché pensiamo che ognuno di noi abbia la propria anima personale. Lo immaginiamo solo perché non abbiamo ancora ottenuto il raggiungimento completo e rimaniamo in confusione, nella nebbia, e nella perdita di coscienza. Pertanto, al congresso, speriamo di inserirci in questa anima.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2013, Talmud delle dieci sefirot)

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