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La corrente del pensiero

Domanda: Ultimamente spesso ci dici che abbiamo bisogno dell’influenza positiva del potere della nostra mente l’uno sull’altro. E’ possibile trasmettere la grandezza dello scopo e del Creatore con il potere della nostra mente?

Risposta: E’ possibile solo se si è “inclusi” uno nell’altro. Nel nostro livello corporale siamo in grado di trasmettere pensieri e sensazioni corporee. Questo non è solo telepatia, ma in realtà è spiegata da un elevata sensibilità che permette ad una persona di sentirsi un altro o di entrare nella sua natura.

Nella spiritualità, tuttavia, si viene a contatto l’uno con l’altro in un desiderio generale collettivo, in comuni attributi collegati, e quindi fluisce naturalmente da persona a persona. Questo è l’attributo di ascesa da un livello a un altro quando GE dell’ inferiore si collega con l’AHP del superiore, che è quello che la saggezza della Kabbalah ci insegna.

(Dalla lezione virtuale del 17.03.2013)

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Il nostro killer numero uno è la nostra pigrizia

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 35, “Riguardo la Vitalità della Kedusha”: Quindi, è una correzione che ogni volta che uno offre qualcosa e ha una discesa, lui deve cominciare nuovamente, significa nuovi scrutini. E ciò che si aveva nel passato è caduto nella Sitra Achra, e lei lo tiene sotto la sua autorità come deposito. Dopotutto uno riceve ogni cosa che lei ha ricevuto da lui durante questo tempo.

Così noi possiamo vedere che tutto ciò che accade è in nostro favore. Grazie ai desideri che il Creatore ha frammentato e gettato nel mare delle forze impure (Sitra Achra), all’altro lato, dentro il desiderio egoistico di gioire, noi abbiamo una possibilità di avanzare verso la Santità, attraverso i desideri di dazione. Questi desideri di ricevere ci forzano ad attirare sempre più luce.

Al momento attiriamo una piccola Luce e i desideri della Sitra Achra immediatamente la ingoiano. Questo avviene varie volte fino a che la misura è riempita, e poi l’”ego” vomita tutto ciò che ha ingoiato, e ritorniamo a tutta la Luce che abbiamo tentato di attirare per un po’ ma eravamo incapaci di trattenere. Così la Sitra Achra aiuta una persona ad accumulare il proprio sforzo, raccoglie tutte le Luci sottili, e poi gliele rimanda come un’unica misura che consente a lui di raggiungere il livello spirituale.

Questo è perché noi creiamo gli “animali santi” dalla discesa, dagli stati in cui noi generalmente non vogliamo e non ci piacciono. Ma noi dobbiamo comprendere quanto grati dobbiamo essere a tutti i meccanismi nel sistema della Provvidenza superiore e specialmente per il sistema delle forze di impurezza, le quali governano su di noi durante tutto il periodo di preparazione, fino a che non entriamo nell’autorità della Santità, del desiderio di dazione.

Fino a che la forza dell’impurezza ci domina, questo adempie il suo ruolo con la massima dedizione, che è più grande della dedizione al sistema della Santità. Dopotutto, la Sitra Achra deve lavorare nella maniera opposta al Creatore. E’ un “angelo” speciale, un sistema unico, che segue il comando del Creatore, il Suo desiderio, e conduce azioni che sono opposte alla Santità in accordo al decreto dall’Alto.

Una storia simile è raccontata in una delle lettere di Baal HaSulam: Un re nomina diversi furfanti per governare il suo soggetto che egli ha deciso di elevare al rango di primo ministro. Al fine di fare questo, il re manda i suoi servi vestiti come criminali e assassini, e grazie allo scontro tra loro lo schiavo leale cresce sempre più.

Tutti i “furfanti” che devono combatterlo adempiono il loro lavoro con cattiveria e furbizia creativa solo perché è l’ordine del re e non perché è la loro volontà. La forza impura, i nostri sistemi interni che a noi appaiono così orribili, funzionano alla stessa maniera.

Tutti i crimini che avvengono nel mondo, gli assassinii e capitolazioni, sembra contraddire il desiderio del Creatore e noi dobbiamo odiarlo. Comunque, dovremmo comprendere che non c’è la malvagità – non ci sono criminali al palazzo del Re ed è il Suo sistema che opera in due direzioni: dalla parte buona e dalla parte cattiva. Noi dovremmo solo odiare la nostra pigrizia poiché non possiamo adempiere il nostro libero arbitrio nello scegliere il nostro ambiente, il gruppo, l’unico posto dove siamo liberi.

Non dovremmo lamentarci riguardo a qualsiasi evento nella nostra vita, eccetto uno: la nostra inabilità di affrettare al tempo giusto, ad usare l’ambiente e con il suo aiuto avanzare e ad accelerare (santificare) il tempo.
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(Dalla Preparazione della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.03.2013)

La Nascita è un passo in avanti verso l’uscita dal buio

Se in un gruppo sono tutti connessi all’amore reciproco, allora tutti dovrebbero sentire ciò che sentono gli altri. Allora non ci sarebbe il caso in cui uno si sente bene e un altro si sente male; tutti sentirebbero ciò che sta accadendo in un solo cuore. Chi non condivide la preoccupazione generale non sentirà la gioia generale che segue.

Non sappiamo perché il Creatore crea improvvisamente certe situazioni in cui alcune persone sono più connesse di altre. Dipende da molti fattori e soprattutto dalla preparazione di tutti e in che misura uno sente che questo è il suo gruppo.

In questo caso anche le persone che sono sempre state parte dell’ “Egitto”, il che significa che apparentemente danneggiano i “figli di Israele” i quali soffrono a causa loro, ora hanno la stessa possibilità di avanzare verso la spiritualità. Queste due parti del gruppo hanno la stessa possibilità di avanzare e diventa chiaro che si tratta di due facce della stessa “moneta”, dello stesso stato.

Coloro che non si trovano fisicamente nel buio possono sentire come se effettivamente sperimentano la sofferenza generale, grazie alla loro adesione a coloro che hanno ricevuto il colpo. L’intero gruppo globale non può sentire lo stesso problema fisico, ma tutto dipende dalla nostra adesione, dalla connessione tra gli amici.

Poi ognuno sente un dolore estraneo, come una malattia di una persona cara. L’intero gruppo globale può condividere lo stesso dolore. Anche il mondo intero può farlo, se correggiamo noi stessi, cresciamo più forti, e ci eleviamo. Poi le onde delle nostre preoccupazioni, i diversi tipi di onde, buone e cattive, si diffonderanno in ogni direzione e faranno un “rumore” nel mondo che può essere gioioso o preoccupante. Poi lo stato generale sarà corretto insieme a noi.

La Luce è nata dal buio. Così ci sarà un risultato opposto a tutti i problemi fondamentali. Lo stato successivo è nato nel buio e ogni nascita è l’opposto. È sempre come una svolta ad un vicolo cieco.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.04.2013, Shamati 36)

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Chiudere il cerchio

Cosa abbiamo raggiunto durante il Congresso europeo? Prima di tutto, abbiamo creato tra noi una certa comprensione reciproca.

Ci siamo assemblati insieme come un unico gruppo europeo. Non è importante che le lingue e in parte anche la mentalità ci separino. È Babilonia come lo era 3800 anni fa, quando essa fu divisa in parti separate. Oggi siamo la stessa Babilonia e veniamo di nuovo insieme, ma non per continuare la sofferenza babilonese. Piuttosto, per unirci secondo il metodo rivelato allora al mondo.

È come se stessimo chiudendo il cerchio, come se stessimo tornando allo stesso stato. Non è importante che, invece di tre milioni di Babilonesi oggi ne abbiamo sette miliardi. È semplicemente un’ulteriore divisione dell’anima generale, in modo che, per ciascuno di noi sarà più facile correggere la sua piccola particella. Ma in sostanza, noi rappresentiamo la parte di Babilonia che è pronta per questa correzione.Tutto il nostro Kli mondiale (vaso o desiderio) è specificamente la “crema” che sale verso l’alto e ha bisogno di essere radunata e unita, e quindi avrà luogo la correzione del mondo intero.

Penso che qui abbiamo raggiunto tale comprensione reciproca, e ora abbiamo un lavoro serio da fare: compiere la nostra missione.

Vedrete come ognuno di voi arriverà ad una grande richiesta, come ognuno di voi potrà diventare un insegnante, un educatore. Le persone si aggrapperanno a voi come agli specchi perché non capiscono la situazione in cui si trovano e, in particolare, al metodo di correzione che scoprono improvvisamente: “Come possiamo unirci? Come ci sediamo in cerchio? Di che cosa dovremmo parlare? Come interagiamo tra noi? Come si fa a scoprire il contatto tra noi?”

Qui ci riferiamo a piccoli dettagli che sentiamo dall’interno perché noi li viviamo, mentre spiegarlo a qualcuno in modo scientifico e sistematico è difficile e molto complesso. Tutti capiscono che se una persona sente qualcosa dentro, è una cosa, ma quando comincia a passarlo a qualcun altro e l’altra persona, che non capisce o sente il materiale, lo ripete solo in modo meccanico, allora questa è completamente un’altra cosa.

Così, ognuno di voi sarà molto richiesto. Cominciate ad essere coinvolti nell’educazione integrale e virtuale e vedrete come la gente sarà attratta da voi. Il peso di ognuno di voi sarà misurato in oro.

Il Creatore si rivolgerà a noi solo quando abbiamo un passaggio verso il mondo esterno, e non altrimenti. Questo è scritto su in ogni libro di Kabbalah. La natura è stata creata in questo modo: attraverso un sistema di divulgazione aperto, completo. E se attraverso di noi si aprisse un canale verso il mondo esterno, allora la Luce superiore passerebbe e risplenderebbe sul mondo attraverso di esso. Non si fermerà in nessun luogo, circolerà e si rivelerà. Se non la ostacoliamo, ma permettiamo un canale aperto, la Luce fluirà attraverso di noi.
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(Dal Congresso Europeo della Germania del 24.03.2013, Lezione 6)

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Le contrazioni che precedono la nascita di un nuovo mondo

Domanda: Abbiamo raggiunto il punto più basso dal Creatore?

Risposta: Siamo alla porta di casa per sentire il Creatore. Noi possiamo dire dall’osservazione cosa sta succedendo nel mondo e in noi stessi. Ci siamo esercitati abbastanza, abbiamo tenuto un gran numero di congressi, inclusi quelli nel deserto. Noi speriamo che il congresso attuale, la prossima settimana di Pasqua in Israele, così come i nostri sforzi, che sono diretti all’unità e alla connessione mutua, diventeranno l’ultimo tentativo e noi raggiungeremo la rivelazione.

Noi non sappiamo quando accadrà. Accade sempre inaspettatamente. E’ descritto nelle fonti originali. Parlando in generale, siamo di fronte alla porta di casa della rivelazione spirituale. Come regola, questo emerge sempre dall’oscurità. La transizione al prossimo passo avviene sempre in maniera simile all’Esodo dall’Egitto nel mezzo della notte o nella natività di un bambino che viene al mondo dal niente, dall’oscurità.

Speriamo di ricevere la rivelazione qui ed ora. Dobbiamo stare allerta, aspettare, e sperare che questo ci avvenga in ogni minuto delle nostre vite. Anche se non avviene in maniera immediata, le mie comprensioni ed esperienze continuano a dirmi che ciò avverrà sicuramente.

In nessun modo posso firmare per esso o impegnarmi che accada, giacché tutto ciò che succede a noi dipende da tutto il mondo. Ecco perché né io né il più grande Kabbalista del mondo sono in grado di prevedere come e quando accadrà. Siamo pionieri. I precedenti Kabbalisti erano individualisti; hanno rivelato la spiritualità tra di loro, in piccoli gruppi, come i discepoli di Rabbi Shimon, studenti dell’ARI, Ramchal e Baal HaSulam.

Ora, è il nostro turno di passaggio al livello successivo. Non posso prevedere con precisione la data esatta o eventuali condizioni specifiche che ci porteranno alla rivelazione. Tuttavia, siamo alle porte, alla vigilia di entrare in un regno spirituale. Nove mesi di sviluppo intrauterino sono finiti e il lavoro è già iniziato.

Questo è lo stato, ci troviamo in questo momento. Può durare per un po’, in modo simile a come un bambino si muove leggermente avanti e indietro, e la madre sente questi movimenti come contrazioni del parto. Siamo già in questa fase.

Domanda: E’ il punto più basso dal Creatore rispetto all’umanità?

Risposta: E’ il punto più lontano e allo stesso tempo è il più vicino. Dopo tutto, ci deve essere una differenza di potenziale.

Da un lato, “le contrazioni del parto”, enorme tensione ed enormi sforzi, sono inevitabili. Ci si può chiedere, che cosa sta accadendo? Comunque sappiamo dalla vita di tutti i giorni che questo è il modo in cui i bambini sono nati. Tutto andrà bene.

Domanda: Come possiamo percepire la vita di questo punto: individualmente all’interno di ognuno di noi o in gruppo?

Risposta: Non è più un punto. Saremo nati quando ci collegheremo. Il collegamento tra noi sarà una costruzione costituita da dieci parti, le dieci Sefirot – la prima immagine di un bambino che nascerà. Questa costruzione di dieci parti deve avere una certa struttura: una tensione interna ed un potere enorme che collega insieme tutti i desideri antagonisti ed egoisti. Un’unità degli opposti completi crea una “tensione”, dove la Luce superiore diventa rivelata.

E’ una legge della fisica, una tensione molecolare superficiale, nient’altro che questo! Osserviamo le stesse cose in ogni cosa attorno a noi: in natura, nelle tecnologie. Ogni fenomeno naturale è costruito da opposti.
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(Dal Congresso Europeo del 22.03.13, Lezione 1)

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Un approccio maturo ai problemi

Un approccio maturo ai problemi è quando sai di poter raggiungere l’obiettivo solo superando il problema. Tu superi le sensazioni spiacevoli nel tuo desiderio di ricevere, sopra il buio, e lì chiedi la connessione con il gruppo, con il Creatore. Anche la tua preghiera è falsa, e interiormente aspetti solo che il problema vada via, che l’oscurità si dissolva almeno un po’, in modo che sarai in grado, in una certa misura, di riposare, di rilassarti e di sentirti al sicuro.

Ma mantieni te stesso e cerca una connessione e adesione con il gruppo, con i libri, e con l’insegnante. Tu sei come un bambino che vuole tenerli tra le braccia. Tu cerchi tutto il supporto che puoi ottenere, che ti permette di chiedere non che il buio si dissolva, ma piuttosto di superare il buio e pensare al Creatore, e non ai propri sentimenti. La tua preoccupazione è quella di portare il piacere a Lui e non a te stesso.

Se riesci a pensare in questo modo, allora in quella misura tu senti già la contentezza. Quando puoi desiderare di portare al Creatore un appagamento ancora maggiore attraverso il gruppo e attraverso tutti gli altri mezzi, allora senti una gioia ancora più grande. Se non riesci, allora dovresti chiederlo affinché tu possa sentire la vita nei vasi esterni, nei vasi stranieri, che significa “al di fuori della propria pelle”, dove si trova la tua anima.

I sintomi della “malattia” andranno via nel momento in cui smetterai di pensare a loro e aderirai al Creatore non a causa dei sintomi corporei. Potrai venire fuori dalla tua pelle, come se tu morissi, e aderissi al Creatore, all’anima e non al corpo. Questo si chiama vivere nella fede al di sopra della ragione, venire fuori da te stesso, la transizione tra la vita e la morte, almeno in una certa misura.

Poi a poco a poco ti unisci a questa transizione, e quindi combatti la morte. Dobbiamo almeno capire il modello di questa transizione, e poi tutto avverrà secondo lo stesso principio, nella stessa maniera.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.04.2013, Shamati 36)

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La scelta tra il calcolo dell’asino e il calcolo dell’uomo

Dobbiamo accettare tutti gli eventi con pazienza e vederli in due modi, dal punto di vista del giudizio e della misericordia, allo scopo di distinguere con precisione tra ciò che influenza il mio “asino” (la mia sostanza egoistica) e ciò che potrebbe influenzare l’umano che c’è in me. Allora sentirò una rottura dentro di me e nella misura in cui ciò sarà possibile, aderirò all’umano che c’è in me.

Se improvvisamente scoprissi di essere stato dalla parte dell’asino per un po’ di tempo, avrò bisogno di essere riconoscente di questo invece che sentirmene rincresciuto. Infatti, è il Creatore che ha predisposto tutto senza che me accorgessi e così mi sono ritrovato ad essermi rivestito del mio “asino” ed in questo modo, di nuovo, ingloberò i desideri dell’asino e scoprirò che ancora ero ritornato ai calcoli dell’asino. Da qui, mi devo elevare ai calcoli dell’umano e sforzarmi sempre di più per restarci aggrappato con l’aiuto del gruppo.

Se mi dimentico del gruppo e non ho alcun posto da cui attingere il suo materiale e i suoi pensieri al fine di attaccare e sviluppare la parte umana che c’è in me, il Creatore mi getta di nuovo sul mio asino. Da qui gradualmente costruisco l’umano che c’è in me con l’aiuto di queste due fonti: il gruppo e l’asino.

Quando improvvisamente ci ritroviamo di sotto, dentro il nostro desiderio di ricevere, e di nuovo facciamo dei materiali calcoli pragmatici come se non ci fosse alcun Creatore e uno scopo superiore, come se non ci fosse alcun cammino spirituale, ma solo la nostra vita ordinaria, non ce ne dobbiamo dispiacere. Un uomo si dovrebbe dispiacere solamente un pochino del fatto che il Creatore lo ha gettato in un “luogo di lerciume”, nell’ego puzzolente, e la cosa principale è trarre le conclusioni, per separarsi da questa discesa ed iniziare a paragonare gli stati per comprenderli e percepirli meglio.

In questo modo, questi concetti entrano ancora più profondamente nella mente e nelle sensazioni di una persona che compie lo sforzo di analizzarli dentro di sé. Di conseguenza questa persona costruisce un sistema per controllare se stesso e i suoi stati, e da qui avanza.
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(Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 03.04.2013, TES)

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Estinguere insieme tutti i problemi

Domanda: In una comunità di donne, a volte, vengono a mancare l’accoglienza e il sostegno reciproco, e di conseguenza, i rapporti tra loro non sono sempre gentili. Che cosa possiamo fare?

Risposta: Prima di tutto, per le donne questo è naturale. Esiste tra di loro una naturale competizione, a differenza della concorrenza artificiale che esiste fra gli uomini. Per gli uomini deve esserci qualche motivo specifico per iniziare a competere tra loro. Mentre per le donne non è così, il conflitto tra loro è dettato dalla natura, e quindi dobbiamo calmarle costantemente.

Dentro di noi, degli uomini, le donne spengono i problemi connessi allo spostamento in avanti. Mentre all’interno delle donne dobbiamo spegnere i problemi connessi con il tornare indietro, perché quando tra loro nascono vari battibecchi, significa muoversi all’indietro. I conflitti tra gli uomini di solito avvengono a causa di oscillazioni causate dall’influenza della Luce, dalla sensazione dell’avanzamento spirituale in cui l’influenza superiore si scontra con il nostro egoismo, ma non perché essi sono uno contro l’altro. I conflitti delle donne derivano dalle loro interazioni a livello corporeo. Così, noi, gli uomini, dobbiamo aiutarle in questo, mentre loro devono aiutare gli uomini.
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(Dalla lezione virtuale del 07.04.2013)

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“Uno dovrebbe sempre vendere le travi della sua casa”

Uno dovrebbe vendere sempre le travi della sua casa e mettere le scarpe ai piedi” (Shabbat, 129).

Domanda: In senso spirituale, che cosa significa “vendere le travi della sua casa”?

Risposta: “Le travi della sua casa” sono tutti i pensieri, i desideri, e tutto il mio atteggiamento verso la vita, che mi obbligano a preoccuparmi di me e mi impediscono di unirmi agli amici. Per costruire un’immagine generale, un unico sistema, devo vendere questa “casa” che mi è tanto cara.

Ma neppure questo basta. Devo comprare delle scarpe da mettere ai piedi, il che significa che ho bisogno di una forza difensiva che mi tiene nei suoi settori. Non è sufficiente annullare la mia opinione e abbassare la testa davanti al gruppo, che è chiamato “vendere le travi della sua casa.” Ho anche bisogno di ricevere le forze che mi permettono di restare attaccato agli amici al di sopra di tutti i pensieri che sono evocati in me.

Questo significa che non è sufficiente annullare me stesso, ma che ho bisogno di una forza supplementare che mi leghi al gruppo. Questo è chiamato un “patto” o “scarpe ai suoi piedi (raglan),” in modo da non “spiare” (in ebraico, meragel, ha la stessa radice della parola piedi) a beneficio del mio ego.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.04.2013, Scritti di Rabash)

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Domanda: Cosa dovremmo fare realmente durante la lezione al fine di cambiare i nostri attributi interiori?

Risposta: Prima della lezione, coloro che stanno in posti differenti attorno al mondo, dovrebbero connettersi l’uno all’altro allorché noi potessimo stare insieme durante la lezione e tentare di assorbirla nel nostro vaso collettivo. Questo perché molte persone attendono queste lezioni e noi dobbiamo combinare i desideri al nostro interno per il cambiamento, per il nostro stato superiore dove siamo tutti incorporati l’uno all’altro, dove siamo un tutt’uno, un’anima.

Baal Ha Sulam ci scrive che solo un’anima è stata creata, il mondo di Ein sof (Infinito), e ci è gradualmente rivelata in 125 gradini, prima in scala minore e successivamente in scala crescente. Quindi dobbiamo immaginare lo stato in cui entriamo. Noi ci entriamo in accordo al livello della nostra mutua connessione, e nella misura in cui siamo riempiti con la Luce superiore e cominciamo a sentire il mondo dell’Infinito. Noi dobbiamo sentire tutto questo nel mondo spirituale ed esistervi in questo.
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(Dalla Lezione Virtuale del 17.03.2013)

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