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Voglio elevarmi a te…

Domanda: Se il gruppo ha qualcuno con una dipendenza e lui è caduto dal processo generale, quali sforzi deve fare in modo da essere in accordo con il Creatore e per superare il nostro nemico, l’ego?

Risposta: Il Creatore non risponde alle richieste individuali di una persona. Egli in realtà risponde ma non realmente a favore della persona, in quanto la persona non Gli dà la possibilità di essere rivelato.

Supponiamo che io gridi ora che mi aspetto che il Creatore mi sia rivelato. Ho i libri e tutto ciò di cui ho bisogno! Mi chiudo in una stanza e comincio a pensare, a gridare, e soffrire.

Si rivelerà a me il Creatore? No. Perché no? Dov’è la resistenza che costruiamo tra noi? Dov’è il nemico? Lui se n’è andato. Dove è il posto in cui Lui dovrebbe essere rivelato?

Il Creatore dovrebbe essere rivelato nella resistenza, nell’ego, nel fatto che non riesco a connettere con gli amici e chiedo il suo aiuto. Solo allora si rivelerà!

Ma se penso a me stesso e borbotto solamente: “Beh, rivelaTi a me”, allora non si arriverà a nulla. Perché dovrebbe rivelare Se stesso?

“Voglio salire verso di te…” cosa significa salire verso di Lui? Significa diventare uguale a Lui, essere vicino a Lui nei miei attributi. Che cosa significa essere vicino a Lui nei miei attributi? Una cosa unica e speciale. Ciò significa che più ci connettiamo, più vicini siamo verso di Lui, e così Egli si rivela a noi.

Ci sono sette miliardi di persone nel mondo. Quando cominciamo a salire, poi nel livello successivo ci sentiamo come un miliardo e poi come un milione, e poi come un centinaio di persone, e, infine, come una sola. Questa è la scala su cui si sale al Creatore.

Ma se io grido: “Elevami, rivelaTi a me”! Allora, come può rivelare Se stesso? Non c’è niente in te, tu sei, ma solo un punto. Solo il nostro mondo può essere sentito in un punto.

Oggi, la sua condizione è che si può avere successo solo se s’inizia a connettersi e, allo stesso tempo, preoccuparsi di tutto il mondo. Vedere ciò che la crisi ha messo al mondo. Questo è ciò che Baal HaSulam scriveva. Solo pensando a tutto il mondo, possiamo gradualmente iniziare a salire.

Ogni livello dell’umanità si sentirà divenire sempre più piccolo, più compatto, ed i suoi membri si sentiranno più vicini l’uno all’altro come in un gruppo, finché diventeremo tutti uno. Solo quando diventeremo uno, saremo uguali al Creatore.

Quindi, non abbiamo altra scelta che avviare la connessione al fine di rivelarLo e di vedere che non siamo in grado di farlo da soli.

Quante volte abbiamo letto il brano dallo Zohar sugli studenti di Rabbi Shimon che erano grandi saggi ed erano al livello di Arich Anpin di Atzilut, il più alto livello di realizzazione, che è la rivelazione del Creatore, la sensazione del Mondo Superiore. Guardate come si odiavano l’un l’altro così intensamente, tanto che erano pronti a uccidersi a vicenda, quando hanno iniziato a scrivere Il Libro dello Zohar.

Dobbiamo raggiungere tali stati in cui chiediamo che il Creatore sia presente in modo che Egli si connetterà a noi. Ma i rapporti tra noi sono freddi: non mi sento realmente così; io sono di cattivo umore… non abbiamo ancora raggiunto il sentimento di odio.
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(Dal Congresso Europeo in Germania 23.03.2013, Lezione 3)

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Una famiglia nella quale tutti sono amati

I nostri desideri sono divisi in due:

• desideri “Animali” —relativi al cibo, sesso, famiglia
• desideri “Umani” — relativi al denaro, rispetto, e conoscenza.

In ogni circostanza, sia gli uni che gli altri riguardano il nostro mondo; in essi non c’è nulla di spirituale.

Rispetto al gruppo più basso di questo mondo, si può dire che questi sono desideri “personali”. E quelli superiori sono desideri “sociali”. E sopra, tutti noi siamo un’unica famiglia. In ogni situazione, tendiamo a questo.

Domanda: Quali di questi desideri risvegliano in noi la maldicenza e il pettegolezzo?

Risposta: In particolare i desideri del rispetto e del controllo.

Domanda: E come ci sforziamo in tutto questo per essere una sola famiglia?

Risposta: Con un linguaggio crudo: metti a tacere la bocca e chiudi le orecchie, per indurire il cuore. Questo è il lavoro. Nessuno chiede agli altri di essere corretti, ma è necessario comprendere il bisogno della correzione e volerla, o almeno aspirare a questo desiderio. Tu vedi se il desiderio è pronto, allora dal punto di vista della Luce, non ci sarà alcun intoppo. Elevo, così come è chiamata, una “preghiera prima della preghiera”, un desiderio per il desiderio.

Domanda: In che modo i miei pensieri negativi dividono la famiglia che vogliamo costruire?

Risposta: E’ lo stesso che scavare un buco sul fondo di una barca condivisa. Vedi, un solo buco è sufficiente per affondare tutti. Inoltre, anche se io non aggiungo il mio sforzo, la situazione è comunque dannosa. Dobbiamo volere con tutte le nostre forze di essere una sola famiglia. In questa famiglia non ci sono belli e brutti, saggi e stupidi, buoni e cattivi; il Creatore ci mette insieme, e noi abbiamo solamente bisogno di amarci a vicenda. Tutti sono belli, tutti sono saggi, tutti sono buoni, tutti sono amati.

Domanda: Il nostro gruppo è un unico Partzuf. Anche in esso esiste la stessa divisione dei desideri?

Risposta: Se già siamo un unico Partzuf, allora tutti i nostri desideri particolari sono mescolati insieme, sono inclusi in quelli degli altri. In generale, stiamo lavorando come se fossimo un conto cointestato. Ed in questo conto ognuno riceve un diverso Partzuf, diverso da com’era prima. Con questo merito, i desideri in ognuno sono integrati in una nuova forma. In questo modo siamo uniti dai pensieri e riceviamo un’immensa forza che ci guida in avanti, tanto positivamente quanto negativamente.

Domanda: Quali sono i minimi desideri obbligatori del gruppo?

Risposta: Io non dispongo di nessun posto da cui acquisire nuovi desideri spirituali se non sono incluso dentro il gruppo e non incomincerò a ricevere un nuovo “modello” dagli amici. Non ho altre possibilità. In generale, in base al livello di avanzamento, costruiamo piano piano un Partzuf, che comprende e copre tutti insieme.

Malchut del mondo di Atzilut di per sé è un punto nel quale non c’è nulla, un spazio vuoto, nel quale entriamo e ci uniamo gli uni agli altri. Tutti si sforzano di lavorare per il bene degli altri, e allora avremo una richiesta condivisa per la correzione (MAN).

Supponiamo che cinque uomini siano riuniti, ognuno ha una parte, un desiderio, pronto ad unirsi con gli altri. Malchut de Atzilut connette tutte queste parti, se ne prende cura, le aiuta a contrarre tutto il resto, e costruisce con esse un unico desiderio condiviso che ancora non si è realizzato. Questo è ciò, si alza per ricevere il Masach (schermo) che, in conclusione, tutti ricevono. Da questo Masach ognuno riceve indietro quello che ha investito.

In questo modo, tutti lavorano in base ad un unico desiderio. In base a questo principio, abbiamo l’interazione che esiste tra i neuroni nel cervello, tra le cellule del corpo, le sinapsi, che stabiliscono diverse interazioni con ogni azione, e così via. C’è un solo principio in tutto: raggiungere un desiderio comune, metterlo in pratica, e prepararsi per il passo successivo. Ogni stato, ogni momento di questo percorso, non è come il momento precedente, e alla fine li connettiamo tutti.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.03.2013 “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Il desiderio delle donne ci guida

Domanda: Lei ha detto spesso che un uomo fa ciò che una donna vuole, che lo voglia o no. Gli uomini influenzano globalmente il desiderio delle donne?

Risposta: Il desiderio femminile è il desiderio di ricevere, e il desiderio maschile è il desiderio di dare. Il desiderio maschile e il desiderio femminile esistono in ognuno di noi, e sappiamo questo anche secondo i nostri cromosomi.

Pertanto, è naturale che i gruppi degli uomini e i gruppi delle donne siano divisi in parti maschili e femminili. In ogni gruppo, il desiderio di ricevere e il desiderio di dare sono rivelati in modo diverso e dobbiamo usarli correttamente.

Le donne sono più organizzate, più dedicate e impegnate rispetto agli uomini. Esse costituiscono le fondamenta del nostro mondo. Un uomo, tuttavia, realizza il desiderio della donna. Se permettessimo alle donne del gruppo di avere una maggiore influenza nel gruppo, allora sono sicuro che i gruppi sarebbero più uniti, più seri, e più propositivi.
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Cosa cercare nell’assemblea degli Amici

Rabash, “Cosa Cercare nell’Assemblea degli Amici”: è lo stesso con l’amore degli amici. Bisogna fare un grande sforzo quando un uomo si trova a dover giudicare gli amici sulla scala del merito, e non tutti sono pronti a farlo.

Talvolta, è anche peggio. Qualche volta, un uomo vede che il suo amico non ha rispetto verso di lui. Ancor peggio, sente delle chiacchiere calunniose, nel senso che sente da un amico che questo amico, che si chiama pinco pallino, ha detto di lui delle cose che non sono carine per un amico da dire l’uno dell’altro. Ora, egli deve trattenere se stesso e giudicarlo sulla scala del merito. Il che, in verità, è un grande sforzo…Tuttavia, se questa persona lo calunnia, da dove il suo amico raccoglierà la forza di amarlo? Egli sa per certo che egli lo odia, altrimenti non lo starebbe calunniando, quindi che senso ha che egli si trattenga e lo giudichi sulla scala del merito?

La risposta è che l’amore per gli amici si costruisce sull’amore per gli altri, attraverso il quale essi possono conseguire il Creatore, è opposto a ciò che normalmente viene considerato come amore per gli amici. In altre parole, l’amore per gli altri non significa che gli amici mi ameranno. Piuttosto, sono IO che devo amare gli amici. Per questa ragione, non fa differenza se l’amico lo sta calunniando  certamente lo deve odiare. Invece, un uomo che desidera acquisire l’amore degli altri ha bisogno della correzione dell’amore per l’altro.

Perciò, quando un uomo compie lo sforzo e lo giudica sulla scala del merito, si ha Segula [rimedio/potere/virtù], da qui in poi il grande lavoro che l’uomo compie, che è chiamato “il risveglio dal basso“, gli viene data la forza dal basso per essere capace di amare tutti gli amici senza eccezioni.

Si tratta di una domanda difficile. L’atteggiamento di un uomo verso il gruppo ha degli aspetti diversi. Primo, io devo vedere il gruppo nello stato perfetto alla fine della correzione e comprendere che “Colui che incolpa un altro lo fa attraverso i propri difetti”. Quindi, devo vedere i miei amici come se fossero perfetti, e, se noto dei difetti, è un segno delle mie qualità non corrette. Io devo provare costantemente a giudicare gli amici sulla scala del merito, e questo mi mostra come mi dovrei correggere e come dovrei chiedere la forza della correzione.

Dall’altra parte, devo verificare cosa posso aggiungere al gruppo in modo che aumenterà la sua influenza su di me – il che eleverà il mio spirito, mi darà forza, e mi farà sentire sicuro. Al fine di riuscirci, ho bisogno di una prospettiva critica del gruppo in modo da poter vedere come può essere migliorato e dove manca la sua completezza. Io aspiro costantemente ad innalzarlo, e, così, al momento, lo devo vedere come imperfetto, ed in questo modo avrò qualcosa su cui lavorare. Investo delle forze nel gruppo ed in questo modo diventerà forte e si eleverà.

Tuttavia, se non ci si riferisce all’atteggiamento di un uomo verso il gruppo, ma allo stato del gruppo stesso e alla sua influenza su tutti gli amici, allora il gruppo deve essere forte abbastanza da far sentire tutti al sicuro e tenere ciascun membro ad una certa altezza, per guidarlo e tenerlo su di morale in modo che non potrà cadere. Questa è la ragione per cui dobbiamo vedere il vero stato del gruppo poiché siamo noi che lo costruiamo, e non ci possiamo accontentare dell’idea che sia già nel mondo di Ein Sof (Infinito) in uno stato perfettamente corretto.

Dobbiamo vedere come possiamo innalzare il gruppo, in modo che il gruppo ci innalzerà. Al fine di riuscirci, io devo uscire da me stesso, incorporarmi nella società, e fare in modo che il veleno della calunnia non lo faccia morire, ma che solamente la grandezza dello scopo e l’amore per tutti, senza eccezioni, risieda in esso. Poi, questa sensazione e questo sostegno passeranno ad ogni singolo amico e li obbligherà ad amarsi nello stesso modo.

Ci sono diverse sfumature in base al tipo di gruppo, che si tratti di un gruppo di principianti o di un gruppo di studenti più avanzati, di un gruppo di donne, di uomini, o un gruppo misto. In ogni caso, ci sono dei rapporti speciali, ma le due condizioni basilari sono l’atteggiamento di un uomo verso il gruppo che è perfetto e l’atteggiamento verso il gruppo che ha bisogno di essere innalzato al fine di irradiare questa perfezione su di noi. Come sempre, ci sono due poli opposti in tutto.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.03.2013)

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Fissare lo sguardo verso la meta

Domanda: Qual è il significato della frase: “Tutto ciò che c’è da raccogliere è come se fosse già raccolto?”

Risposta: Questo dice che tutto si trova di fronte a te fin dall’inizio. Tutte le cose che stai per scoprire esistono già. Quando una persona nasce, scopre a poco a poco nuove cose per se stesso, e gli sembra che non fossero esistite prima. Questo è come ci si sente. Ma in realtà, tutto ciò esiste già; abbiamo solo bisogno di preparare i nostri Kelim (desideri), e i corrispondenti limiti dell’universo verranno immediatamente rivelati in loro.

In generale, per l’intera realtà che si trova di fronte a noi è necessario solo aggiungere l’intenzione di dare, la Luce di Hassadim, e in quel grado scopriamo la realtà perfetta. Ci manca solo questo.

E quindi non ho intenzione di correggere l’attuale realtà corrotta. Ho intenzione di aggiungere l’attributo della fede, l’attributo della dazione, per il mio rapporto verso il tutto. Questa è la correzione – la fede al di sopra della ragione.

Di conseguenza, non ho bisogno di correggere me stesso dal di dentro, ho semplicemente bisogno di uscire da me stesso verso l’esterno e mettermi in contatto con quello che c’è già lì. Tutto è già di fronte a te, il problema è che non sei là, al di fuori di te stesso. E’ necessario eseguire questa azione, andando al di fuori di te stesso, e poi questa realtà diventerà tua. Oggi, non sei ancora pronto per rivelarlo, ma questo esiste. Hai solo bisogno di “mettere gli occhiali” per vederlo.

Costruiamo il Kli spirituale al di sopra della volontà di ricevere, al di sopra dell’impurità. “Il Faraone” non scompare da nessuna parte, il desiderio di ricevere rimane, e per di più, rimane nella sua forma brutale, e alla fine il “cuore di pietra” si aggiunge ad esso. Ma abbiamo bisogno di elevarci al di sopra di esso.

Io proteggo l’impurità (Klipa) che copre la mia volontà di ricevere, allo stesso modo, la buccia protegge il frutto maturo fino in fondo. In caso contrario, il frutto marcisce, e non raggiungerò la mia correzione completa. Costruisco l’intero mio rapporto con la realtà mentre la buccia protegge il mio desiderio di ricevere: “Non sparire per me. Il mio odio, la gelosia, la crudeltà, la pigrizia, tutte queste cose rimangono, ho bisogno di voi. “E’ come se avvolgessi le mie caratteristiche egoistiche in qualche pacchetto, e uscissi da loro verso l’esterno. E al contrario, se sono scomparse, sarei rimasto senza niente, e non avrei nulla su cui costruire me stesso.

Domanda: Quindi, come fa una persona ad andare al di fuori di se stessa?

Risposta: Per questo è necessario raggiungere la totale impotenza. Poi una specie di buco nel cuore si aprirà per te, in cui senti che si può andare fuori – e chiederai per questo. Ma nel frattempo non avete raggiunto la vera preghiera, non sei stato “spinto” abbastanza per trovare il Creatore.

Domanda: Come fa una persona a raggiungere la vera preghiera al fine di ottenere aiuto?

Risposta: Questo accade solo dopo che ha perso la speranza del tutto, ma lui si trova ancora sul sentiero. E’ necessario per raggiungere uno stato di riconoscimento del male da un lato, la grandezza dello scopo dall’altro, e per mantenere tale divario.

In primo luogo, mi sento male perché sono nello stato egoista. Questo stato è un male insopportabile per me. Ma il problema non è che sia un male per me. Devo cancellare il mio “io” e voglio che questo sia un male per me perché io non sono pronto a dare al Creatore. Così, il male si manifesta opposto all’amore del Creatore. E in secondo luogo, riconosco la grandezza della meta, che per me è la bontà.

Quando ottengo questi due estremi, raggiungo la vera preghiera, una richiesta di correzione.

L’obiettivo è così grande ai miei occhi che non posso abbandonarlo. E per tutto il tempo la mia preoccupazione è che la grandezza potrà solo crescere di più. In definitiva, mi aggrappo ai due estremi: la grandezza dello scopo e il male del mio stato attuale.

Ci deve essere la pressione del gruppo che mi dà la consapevolezza che la grandezza dell’obiettivo è letteralmente quella di portare soddisfazione al Creatore. E poi comincio a pensare a come fuggire dal mio attuale stato cattivo, che è un male proprio perché sono lontano dalla meta.

Queste sono le condizioni che si devono formare dentro di me. Per questo io ho tutto: il gruppo, il Creatore, le fonti … Ma la consapevolezza dell’importanza dello scopo è la chiave di tutto (1), è prioritaria rispetto a tutte le altre condizioni. Ho bisogno di mettere a fuoco l’obiettivo, e all’interno di tutti gli stati guardare solo ad esso, aderire solo ad esso. E poi, di conseguenza, ho veramente bisogno di un gruppo, un insegnante, gli studi e la divulgazione.

Dopo tutto, “la fine di una azione è nel suo pensiero iniziale.” L’obiettivo mi obbliga a tutto. Per aspirare alla meta, ho capito che non posso fare a meno dell’ambiente, perché io raggiungerò l’obiettivo specificamente tra gli amici. So che non posso fare a meno dell’insegnante perché mi tiene insieme con il gruppo sul sentiero e porta la Luce che ci riempie. Capisco che non posso fare a meno dei libri perché con il loro aiuto ho imparato il sistema spirituale e a risvegliare me stesso. Quando studio, è come se fossi in quel sistema, e invoco da lì la Luce che Riforma. E, infine, mi rendo conto che non posso fare a meno della divulgazione in quanto il gruppo è una piccola parte del desiderio collettivo dell’umanità, della quale ho necessità di preoccuparmi.

Tutto deriva dal rendersi conto dell’importanza dello scopo. Io interpreto a me stesso lo stato finale in cui io, il gruppo, e l’insegnante sono riuniti con tutta l’umanità in modo tale che l’intero sistema spirituale prenda vita in mezzo a noi. Le sue Luci riempiranno e ci legheranno l’uno con l’altro in un’unica Malchut del mondo dell’Infinito. E in essa, riveleremo Colui che l’ha formato, la Radice che ha prodotto le quattro fasi della Luce Diretta. E questo è il Creatore.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana 13.03.2013 Kabbalah, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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L’obbligo di illuminare tutta la Creazione

Domanda: Come puoi contenerlo se improvvisamente senti l’amore del Creatore per te?

Risposta: È davvero molto difficile, non esiste problema più grande che sentire l’amore del Creatore, esso semplicemente distrugge una persona. Quindi dobbiamo munirci in anticipo con il vaso dell’ottenimento della paura lavorando con gli amici nel gruppo e sviluppando la garanzia reciproca.

È per questo motivo che il vaso è stato frantumato in più parti e dobbiamo metterli di nuovo insieme contro la loro volontà. Resistono e non desiderano connettersi. Allora aderendo l’uno all’altro acquisiamo l’attributo della paura del Creatore. Lavorando con gli amici sulla connessione tra di noi, raggiungiamo la paura del Creatore.

Questo è ciò che dobbiamo aggiungere alla creazione da soli e questo è ciò per cui viviamo. Tutta la creazione esiste già e l’unica cosa che manca nel tesoro del re è la paura del Creatore. Questa missione è registrata nelle nostre Reshimot (geni spirituali), e cominciamo a realizzarla, scopriamo che vale la pena essere nell’attributo della dazione e che dobbiamo vivere nella paura. Devo temere  per iniziare a godere la mia dazione in modo che sia completamente fuori di me e in modo che nulla tornerà a me.

Anche se do e so a chi sto dando e quanto do, facendo un calcolo preciso, non ho bisogno di sentire alcun compenso. Non voglio sentire alcun piacere in esso, ma solo l’azione vera e propria. Poi decido che voglio anche provare piacere nell’azione stessa ma io trasmetto tutto ciò a colui a cui io do. Questo continua fino a raggiungere la quarta fase, che è l’ultima fase – la dazione completa.

Nella creazione è già tutto completo ad eccezione di ciò che una persona deve aggiungere, che è la paura. Immagina di essere in un grande mondo, ora che è completamente buio. È necessario accendere la luce che è fatta della tua paura e che illumina tutta la creazione.

Questo timore non è ricevere piacere dalla mia dazione, dal fatto che io gestisco la realtà al posto del Creatore, della mia vicinanza a Lui, dei piaceri che Egli mi da’, e del fatto che io improvvisamente scopro di essere la persona più importante del mondo.

Il Creatore viene da me e mi dice: “Io, tra tutte le persone, ho scelto te! Non c’è nessuno come te. Tu sei l’unico essere umano in tutta la creazione, in tutta la realtà. “Bisogna essere pronti ad accettare questo atteggiamento che può far esplodere una persona e non devi farti comprare da questo.

Sei riuscito a portare contentezza al Creatore e a sentire la contentezza che Gli stai procurando. Ognuno si sentirà speciale dal suo punto di vista e che non c’è nessuno, tranne lui là fuori. Quindi dobbiamo prepararci a questo per poter ricevere questa rivelazione, l’adesione. Qui diventa chiaro che non riceveremo mai nulla nei vasi di ricezione e che dobbiamo annullarli completamente.

Il vaso della paura annulla i vasi di ricezione ed è totalmente concentrato sul Creatore, come un proiettore. Poi tu inizi a lavorare con i vasi di dazione in cui si rivelano Luci enormi, ci si sposta dall’altra parte e si diventa colui che da’ al posto di colui che riceve: tu dai, dai, dai…

È come se il Creatore ti nominasse responsabile del suo tesoro affinché tu possa darlo a tutti. Si scopre che ora tu ti presenti dinanzi alle creature invece che al Creatore. Immagina che piacere c’è  da parte di colui che da’, che ha la possibilità di dare bontà a tutti. Questo è già il vero lavoro, e da questo punto il lavoro con i veri Masachim (schermi) si avvia quando si diventa come il Creatore per quanto riguarda il mondo intero. La paura non scompare mai, ma ti accompagna costantemente proprio come la base del desiderio di ricevere che rimane.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.03.2013, Shamati 38)

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Non aspettare, agisci!

Domanda: Quando gli uomini si riuniscono, causano un sentimento di ebrezza nelle donne. Noi donne, non vediamo veramente l’ora.

Risposta: Non dovresti aspettare ciò. Devi agire. Altrimenti, non succederà niente. Dovresti creare pressione sugli uomini, aiutarli, questo è, credere come una moglie a casa nei confronti del proprio marito. Questo è come l’intera componente delle donne del gruppo mondiale deve trasmettere alla parte maschile. In principio, l’anima era composta di una parte maschile e una femminile, e il Creatore tra loro.

Non dovresti affidarti solamente agli uomini. Da soli, non avrebbero costruito il mondo. Non possono dare la nascita, crescere figli, e destreggiarsi nelle faccende di casa. Questo è il perché loro hanno bisogno di supporto, aiuto, direzione e pressione. Questo è quello che generalmente fa una donna a casa, aiutando il marito.

L’intero Kli (vaso) è la parte femminile, non quella maschile. L’uomo, sì, attrae la Luce, ma verso il desiderio delle donne, all’aspirazione delle donne. Così, è necessario mettere insieme la parte maschile e femminile correttamente. Comunque, non aspettare! Al contrario, se non causi un bisogno urgente per attrarre la Luce negli uomini, loro non lo faranno. Questo è come siamo organizzati.
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(Dal Congresso Europeo in Germania 23.03.2013, Lezione 4)

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Zona ad alto voltaggio nel centro del gruppo

Possiamo trovare il Creatore solo nel vaso che creiamo da soli. Perciò si dice che la creatura forma il Creatore. Che cosa vuol dire, perché suona come un’eresia? Il fatto che si costruisca il vaso in cui si vogliono scoprire gli attributi della dazione da noi stessi significa che stiamo formando il Creatore.

Lo sentiamo solo nella forma in cui è rivestito nella materia, chiamato Bo-Re (vieni e vedi) che è il Creatore (Bore) e non in ciò che è esterno ad esso. Questo rivestimento esiste in una radice precedente, naturalmente, della quale non parliamo e non raggiungiamo; la nostra realizzazione è possibile solo fino al confine chiamato Bo-Re.

Quindi, nel workshop che abbiamo avuto ieri sera sul tema: “Non c’è nient’altro all’infuori di Lui,” ho cercato di spiegare che questo concetto è raggiunto solo nel centro del gruppo. Non c’è nessun altro posto dove possa essere raggiunto, e non possiamo dimostrarlo a noi stessi in qualsiasi altro modo. Solo se tutti noi, con il nostro ego negativo, anelassimo per la rivelazione del collegamento positivo tra di noi, possiamo creare una tale alta tensione tra le forze opposte che in ciascuno di noi ci sono: un “meno” e un “più”, che può essere raggiunto solo nel gruppo. Allora diventa compatibile con l’altezza del livello spirituale, e possiamo elevarci ad esso.

Il Creatore non ha avuto altra opzione che distruggere il vaso inizialmente, e consentirgli di sviluppare la sensibilità per gli attributi della dazione. E ‘impossibile farlo senza sentire questo e il desiderio di ricevere all’interno del recipiente.

Il Creatore è solo la forza di donare. L’essere creato è inizialmente solo una forza di ricevere. Così per assomigliare al Creatore, deve includere in Lui queste due forze: la forza di donare e la forza di ricevere, una sopra all’altra. Possiamo stabilire questo stato solo nel gruppo. Questo è quello che volevo farvi sentire nel workshop in modo che si capisse che è impossibile adempiere a questo senza un gruppo.

Nel frattempo l’equilibrio della forza è tale che ci siamo lasciati con un meno grande, non siamo entrati nei confini del gruppo ancora. Ognuno è in qualche maniera per la propria strada verso di esso, tutelando se stesso e non volendo entrarci.

Dobbiamo proteggere i nostri meno, e devono essere grandi. Si continuerà a crescere in quanto il negativo viene creato dalle Reshimot (geni spirituali). Nel momento in cui si riesce a gestire, in qualche modo, una nuova Reshimò verrà visualizzata immediatamente. Ma finché non stimolate voi stessi a lavorare e non soddisfate la Reshimò precedente, la nuova Reshimò non apparirà.

Le Reshimot sono rivelate in una catena, una dopo l’altra, secondo il piano. Ma il problema è che non si sviluppano i nostri “più” e così nel frattempo restiamo nel livello della conoscenza potenziale ma non nel suo reale adempimento. Al fine di essere sentito come parte della nostra realtà, dobbiamo creare un gruppo, uno spazio condiviso tra di noi, in cui possiamo formare il Creatore (“vieni e vedi”).

Il Creatore si forma in noi quando il desiderio di ricevere rimane all’interno, e all’esterno si assume la forma della dazione, che significa “ricevere al fine di dare.” Ricezione sotto e dazione sopra, e insieme sono chiamati il Creatore.

Per fare questo, dobbiamo piegare la testa e annullare il nostro orgoglio, dovremo strisciare al gruppo “a quattro zampe”, come riconosciamo il fatto che siamo un “animale”, la cui testa è meno valorizzata rispetto al proprio corpo giacché si preoccupa costantemente di come servire il corpo. Quando si piega la testa sotto il corpo, vorrà dire che avete raggiunto la consapevolezza che è inutile e quindi sarete in grado di essere Adamo, l’essere umano.
[100879]

(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 17.02.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Dalla teoria alla pratica

Domanda: Si sa che se un uomo non diventa egli stesso un padre, non può capire cosa significhi esserlo. Anche i numerosi esempi che ha davanti a sé non possono aiutarlo, fino a quando non assumerà le responsabilità di un padre e sentirà i doveri, la cura e l’amore. Anche gli stati futuri vengono studiati teoricamente, senza capire cosa voglia dire in realtà essere responsabili del livello inferiore….

Risposta: Assolutamente. Però, a noi viene data la possibilità di realizzarlo. Prima di tutto, una persona si annulla davanti all’insegnante, al gruppo, agli studi, al mondo e al Creatore. Restando nel vostro ambiente, verificate fino a che punto siete in grado di avanzare in questa direzione. In questo modo, vi preparerete per un auto-annullamento qualitativamente maggiore.

Domanda: Ma questo non è ancora reale – è un auto-annullamento teorico. Proprio come un uomo ascolta dei consigli sul vivere sano fino a quando la malattia non lo costringe a seguire le indicazioni del dottore.

Risposta: Ecco perché il nostro metodo contiene alcune parti. Il mondo ha un’influenza su di voi; vi unite ad un gruppo che studia con un insegnante attraverso dei libri speciali scritti dai saggi. In questo caso siete influenzati da una gamma di fattori e, inoltre, dovete percepire che la forza superiore è dietro a tutto questo, e che non c’è niente a parte questa forza. E allora, in base a queste manifestazioni, vedrete come annullarvi davanti ad esse.

Inoltre, esse vi spiegano che in realtà il “quadro” esterno è intrecciato con le nostre parti interiori della percezione: dovete unirvi ad una di queste parti e rifiutare le altre.

In una parola, vi viene dato un campo dove lavorare e tutto dipende se lo accetterete oppure no. Non vi potete isolare dagli altri, “Che cos’è un insegnante per me? Tutto è chiaro senza un insegnante. Perché ho bisogno degli amici? Ho la mia testa. Posso capire meglio i libri da solo che con gli altri. Non devo niente al mondo, può bruciare…”

Invece, se sentirete di aver bisogno di tutto questo, che questa è la proiezione della vostra anima, vi dovrete avvicinare a queste parti, includerle in voi stessi in base al principio “Io abito in mezzo al mio popolo“, allora il quadro appare in una luce diversa. In questo modo, aumenterete la vostra sensibilità, andrete verso il cambiamento, e risparmierete un sacco di tempo. Inoltre, il vostro atteggiamento verso il cambiamento si trasformerà; adesso lo desidererete.

Questa è la preparazione, un passaggio obbligatorio prima del passaggio dalla teoria alla pratica.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.03.2013, ”Introduzione al Libro dello Zohar”)

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La connessione distrugge il male

Baal HaSulam, “La Pace”: E tu scopri che tutti i semi da cui crescono gli stati buoni sono solo le opere corrotte stesse, il che significa che tutti i mali che vengono esposti da sotto le mani dei malvagi nella generazione si uniscono e si accumulano in una grande somma, fino a che non pesano così tanto che il pubblico non può più sopportarli. Poi, si alzano e lo rovinano e creano uno stato più desiderabile.

Se voglio avanzare correttamente devo partecipare, lungo il cammino, a distruggere il male con azioni concrete. Queste azioni scendono all’atto più efficace, che è la connessione tra gli amici. È la connessione che distrugge il male.

Domanda: Che cosa significa che il male appare durante la connessione?

Risposta: È vero. Il male vero si rivela solo quando voglio entrare in contatto con gli altri e vedere come sono respinto da loro e quanto li odio. Sono attratto da loro e questo mi ripugna e mi sento rifiutato. Questa è l’inclinazione al male e questa è l’unica cosa che dobbiamo correggere. Tutto il resto sono sentimenti animaleschi.

Dopo tutto, l’Adamo, l’essere umano, è solo uno che è attratto dalla connessione con gli altri. La risposta negativa alla connessione è l’inclinazione al male che io correggo e trasformo in buona.

Il mio primo istinto è quello di stabilire una connessione con il gruppo e con gli amici. Poi sento che non voglio studiare e non voglio fare più niente. Sento, invece, l’indurimento del cuore, io sono stanco di cercare, “Quanto tempo ancora? Non vedo venir fuori nulla di buono da tutto ciò…” Questa è l’inclinazione al male, il Faraone in me con il quale adesso devo lavorare. Il Suo male è che si oppone alla connessione.

D’altra parte, il risultato del collegamento si chiama “CreatoreBo-Re“, che significa vieni e vedi (in ebraico – Bo – vieni e Re – vedi). Se mi connetto con tutte le anime o con alcune, allora nella connessione tra di loro scopro il Creatore. In altre parole, raggiungo la connessione e lì dentro scopro il risultato.

Ma nel frattempo mi sento male dato che il mio desiderio si spegne e io mi addormento e non vedo il senso in nulla, né in questo mondo né nel mondo a venire. Nulla vale più la pena. Ora, quando sento l’indurimento del cuore, devo trovare la forza di agire, di elevare MAN, una richiesta.

Così come riesco a farlo se io desidero solo ricevere un sonnifero per il resto della mia vita? Qui abbiamo bisogno di un ambiente che ci aiuti a svegliarci. Questo ambiente fa due cose:

In primo luogo “seppellisce” la mia inclinazione al male.

In secondo luogo, quando ci connettiamo, e insieme saliamo verso la Santità, chiediamo con tutte le nostre forze, la forza della dazione dalla preghiera di molti.

Pertanto, la buona inclinazione può essere rivelata soltanto nel gruppo. Poi dall’Alto, ricevo la forza buona, la forza della dazione che mi unisce agli amici e al Creatore.
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