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Una Lezione oltre Il Machsom (Barriera)

Domanda: Se, per esempio, l’intero gruppo centrale, trascende il Machsom insieme, cosa succederebbe alla lezione del mattino di Kabbalah?

Risposta: La lezione del mattino di Kabbalah avverrà oltre il Machsom. Anche ora vi do l’energia e la conoscenza di tutto ciò che succede oltre il Machsom.

Il Talmud Eser Sefirot ed altre fonti sono scritte su un livello spirituale ma al momento le percepisci al livello del mondo corporeo. Oltre il Machsom lo sentirai già su un livello diverso.

Supponiamo che io esamini un dipinto insieme all’artista e lui dice “Qui puoi aggiungere più giallo, o rosso, e qui un po’ più blu”. Lui si relaziona all’opera in maniera puramente tecnica, mentre io sono impressionato dai colori del dipinto e di come mi influenza. Di solito un artista disegna un contorno di un quadro usando la matita prima di iniziare a dipingere. E io questo non lo vedo.

Anche il Creatore fa un disegno a matita prima di dipingere tutto il dipinto colorato davanti a noi. Gradualmente inizi a vedere le connessioni interiori, le forze interiori nell’immagine generale. Inizi a sentire come egli aggiunge un certo coloro al dipinto, illumina qualcosa, qualcosa viene tolto, e crea nuovi contrasti. Tutto questo brilla davanti a te nei tuoi sensi.

Determinerai tu il livello di interazione in Aviut (nel profondo del desiderio) attraverso la Masach (schermo), attraverso le forze che dipingono questo mondo a noi. Ti sarà chiaro che tutto arriva da un’unica forza, da un’unica intenzione: renderti perfetto come Lui, come tua fonte.

Domanda: Cos’hai sentito appena prima di trascendere il Machsom?

Risposta: Gli stessi stati che uno sente primo dell’esodo dall’Egitto: pressione terribile da ogni lato, un desiderio in avanti, paura dello sconosciuto, di cosa c’è davanti a me, e allo stesso tempo, la paura di non arrivare all’ottenimento spirituale.

Tutto questo avviene non quando hai un desiderio artificiale, ma quando agisci veramente, desiderando il centro del gruppo, e allo stesso tempo, spingendoti da dietro attraverso la divulgazione del metodo integrale, proprio come inciti un cavallo con una frusta per spingerlo ad avanzare, e poi arrivi.
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(Dalla Conversazione sul Gruppo e sulla Divulgazione del 22.10.13)

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Il punto di svolta dello sviluppo

Attualmente, l’umanità ha raggiunto una nuova fase di sviluppo e ora deve lavorare insieme per correggere il mondo. Non c’è altra alternativa, perché i guai di oggi sono causati dalla Luce rivelata che ci costringe ad iniziare ad unirci. Altrimenti, continuerà ancora ad avvicinarsi a noi, ma in modi catastrofici, come un asteroide che minaccia di entrare in collisione con la Terra.

La Luce si sta veramente avvicinando e giorno dopo giorno ci troviamo a fronteggiarne le conseguenze. I posti di lavoro sono tagliati, malattie e problemi si moltiplicano, e le perversioni della natura umana crescono, ci sono delle mutazioni; in altre parole, dei cambiamenti seri in peggio stanno avvenendo nella società umana e nel mondo circostante.

Inoltre, le elites ed i governi perdono i loro mezzi di influenza che permettono loro di gestire il mondo, e non sanno cosa fare. Precedentemente, era possibile tirare una o l’altra delle “redini”: denaro -armi, denaro – armi. Ma in questi giorni, il denaro ha perso la sua aura di onnipotenza, e i metodi militari e della polizia non sono efficienti in condizioni in cui sempre più paesi stanno bussando alla porta del “club del nucleare”. Secondo me, circa venti paesi possiedono oggi delle armi nucleari.

Di conseguenza, ci troviamo davanti un grande problema perché ci viene richiesto di iniziare la correzione del mondo. Sto parlando di tutti coloro che sono insieme a noi, che sentono il punto nel loro cuore: Noi dobbiamo risvegliare l’unione. E se non siamo in grado di unirci prima che la Luce si avvicini, avanzeremo lungo il cammino della sofferenza.

La situazione è questa: se siamo attirati verso la Luce, sentiamo il positivo (+) ci muoviamo lungo il cammino dell’accelerazione (Achishena). Se non lo vogliamo e rimaniamo nel nostro egoismo (Ego), vediamo il lato opposto della Luce (-) e avanziamo come “programmato”, “a tempo debito”(Beito).

In questo modo, oggi ci ritroviamo in uno stato in cui scegliere, siamo al punto di domanda, dal quale possiamo elevarci o cadere. In questo punto di svolta, gli uomini che hanno un’attrazione allo sviluppo spirituale, che hanno sentito il punto nel cuore, che hanno ricevuto dall ‘Alto il desiderio di pensare a queste cose e di conoscere il progetto e l’obbiettivo che va al di là della nostra vita normale, possono fare in modo che tutta l’umanità li segua. E questi uomini lo devono fare. I Kabbalisti di tutte le generazioni hanno scritto a questo proposito.
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(Dal congresso virtuale “One America” del 16.11.2013, Lezione 1)

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Per la prima volta nella storia

Domanda: Sento che stando nel centro del gruppo otteniamo le impressioni più grandi. Potrebbe verificarsi che un amico cerchi modi diversi per passare al gruppo centrale? Il fatto che i piccoli gruppi siano distanti è utile al loro avanzamento?

Risposta: Siamo il primo sistema al mondo che si sta ricostruendo dopo aver subito tutte le precedenti fasi storiche dello sviluppo spirituale dell’umanità. Tutto sta accadendo per la prima volta. Non abbiamo alcuna esperienza precedente, quindi non sappiamo cosa dobbiamo fare esattamente e come rispondere a tutto ciò che accade.

Da un lato, naturalmente, potrebbe essere molto positivo se il nostro gruppo centrale diventasse più forte. Non c’è dubbio che se fosse più forte e più grande, questo rifletterebbe su tutti gli altri gruppi del mondo.

D’altra parte, però, ora dobbiamo impegnarci nella divulgazione in tutto il mondo. Quindi abbiamo bisogno di sostenere tutti i gruppi e svilupparli in tutto il mondo. Il fatto che essi al momento non siano sufficientemente stabili è il punto. Ci sono alcuni gruppi piuttosto deboli, così come ci sono gruppi molto forti, ma dobbiamo ancora continuare il nostro sviluppo.

Capisco i dubbi che hanno le persone che vivono lontano e il loro desiderio di essere nel gruppo centrale e di passare qui.

Personalmente, mi piacerebbe vederli tutti accanto a me, come una madre che vuole che tutti i suoi figli siano al suo fianco, non importa se sono grandi o piccoli.

Tuttavia, anche in Israele, la gente non può muoversi da altre città del nostro gruppo a causa di diverse circostanze. Inoltre, vedono dei vantaggi nel vivere lontano dal gruppo centrale, una certa indipendenza.

Se, tuttavia, una persona decide di muoversi, e sappiamo che si tratta di uno studente serio che è stato con noi per un po’, noi non lo rifiutiamo in alcun modo. Egli è il nostro amico, e il suo posto è con noi.
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Un eroe quantitativo e un eroe qualitativo

Non abbiamo bisogno di chiedere che gli altri conoscano o capiscano il metodo. Semplicemente devono capire che la crisi continuerà per tanti anni. Oggi molti scrivono di questo, ma nel frattempo nessuno capisce che la caduta continuerà per anni finché l’ultima goccia di un’esistenza normale sarà spremuta fuori di noi.

Questa è una legge delle natura che è compresa da coloro che vedono un po’ più profondamente degli altri; non ci sono miracoli. Se guardiamo al futuro sotto la giusta luce, allora un’immagine terribile appare davanti a noi: la crudeltà della gente, il vuoto spirituale e materiale, il ritiro e la degenerazione della generazione più giovane, città deserte e la completa indifferenza dell’essere umano che non è pronto a tutto. L’ego comincerà a divorare se stesso e finirà la sua esistenza, come un tumore cancerogeno che uccide tutto il corpo e poi muore egli stesso in seguito.

Dobbiamo spiegare tutto questo al pubblico, organizzare seminari integrali per loro, e non parlare di amore e amicizia, ma risolvere insieme i nostri problemi materiali. Insieme a questo, sono risolti con grande facilità perché dentro di loro partecipa una forza più alta. Le persone non hanno bisogno di conoscere ciò, non è necessario spaventarle e confonderle. E’ sufficiente per loro capire che dentro la connessione e l’unità si trova una forza unica della natura che ci aiuta. E loro sentono questo tramite i seminari.

Si dice che ci sia un eroe quantitativo ed un eroe qualitativo. Un eroe quantitativo si estende in larghezza mentre l’ eroe qualitativo si estende in altezza. Quindi al fine di essere un eroe quantitativo, dobbiamo connettere le masse a noi stessi. E allora possiamo salire.
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(Dal Congresso in Bulgaria “Alba del Nuovo Mondo” 03.11.2013. Lezione 5)

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Un dono senza prezzo

Domanda: Cos’è la falsa umiltà nelle relazione tra i gruppi?

Risposta: Nel nostro lavoro non esiste falsa umiltà perché se tu fossi sicuro che la salvezza è possibile soltanto attraverso la connessione con gli amici, non saresti timido. Pregheresti per il loro aiuto.

Supponiamo che io sappia di avere un problema di salute, ed esiste una cura in Sud America. Mi connetterei con uno dei gruppi li e gli chiederei di spedirmi questa cura. É naturale, perché ci aiutiamo spesso in questo modo.

Se questo è vero, perché non puoi chiedere ai gruppi un aiuto interiore? Sarebbe un aiuto non solo per te, visto che chiedi al tuo amico una connessione con lui, e quindi gli rendi lo stesso servizio. Per ora, non capisci ancora l’essenza del lavoro comune! Se so che il mio amico ed io abbiamo una relazione corretta, devo aspettarmi un dono da lui. In questo modo esprimo il mio atteggiamento verso di lui e capisco il suo atteggiamento verso di me.

Quando ami qualcuno desideri fargli un dono. Se lui dice “No, non mi serve, perché?” vuol dire che non capisce la tua azione. Deve mostrarsi felice di ricevere il tuo dono. “Lo volevo così tanto! É così bello che tu abbia indovinato quello che volevo!”
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Disattivando la “Modalità Dormiente”

Baal HaSulam, “L’Amore per il Creatore e l’Amore per gli esseri Creati”: …. ecco la dichiarazione di Hillel allo straniero che è venuto prima lui e ha chiesto di essere convertito, come è detto nella Gemara, “Convertirmi in modo che tu m’insegnerai la Torà intera mentre sto su una gamba sola.”

Lui disse “Quello che odi, non devi farlo al tuo amico.” Questa è tutta la Torà, e il resto significa vai e studia. Vediamo che gli disse che tutta la Torà è l’interpretazione del versetto: “Ama il tuo amico come te stesso.”

La Torà ci racconta dei metodi per salire alla fase di “Amare il prossimo come noi stessi”. Dalla prima parola fino all’ultima, la Torà spiega chiaramente come dobbiamo reagire e che cosa attraversiamo in modo da implementare completamente questo principio.

Domanda: Che tipo di precisione è se nessuno capisce di che cosa sta parlando?

Risposta: E’ un processo. Quando uno comincia a eseguire un metodo in gruppo, pian pianino comincia a realizzare e sentire che cos’è l’odio e l’amore, che sono ora completamente estranei a noi.

Oggi, odiamo o amiamo gli altri soltanto sul piano materiale, ma qui si rivelano nel concetto di amore completo, unità, e un altro passo spirituale. Quindi, la nostra auto-misurazione diventa completamente diversa. Prima, abbiamo vissuto soltanto in questo mondo, sperimentato numerose sensazioni in esso, e siamo entrati in vari rapporti a livello “bestiale”.

Ma ora dobbiamo cominciare ad implementare l’unità fra noi. Così facendo, saliamo a un livello totalmente nuovo. Ci uniamo al gruppo che non è soltanto un’assemblea di persone ma molto di più. Nel gruppo, condividiamo diversi rapporti fra ognuno di noi con gli altri. Costruiremo una connessione che io chiamo una “sfera di lamponi.”

Sicuramente non è una sfera di per sé, ma piuttosto un sistema che si manifesta fra noi. Essa esiste e dobbiamo svegliarla e portarla in vita provando a includerci in ogni altro, connettendoci con ognuno e sperando che la Luce che Ritorna venga per unirci.

Vediamo che non siamo in grado di farlo da soli. Ogni volta, quando proviamo a migliorare, (1) vediamo che abbiamo soltanto peggiorato (2). Questo dura fino a che raggiungiamo lo stato chiamato, le ”49 porte d’impurità” in cui noi riconosciamo che non c’é nessuna cosa buona in noi e che siamo completamente male. Poi, secondo questa comprensione, sentiremo la necessità di chiedere l’aiuto del Creatore.

1. Bene, un bisogno di trovare aiuto
2. Male

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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.10.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Un’azione senza l’intenzione

Domanda: Tutte le nostre azioni, tutto quello che facciamo, deve avere come obbiettivo la rivelazione del Creatore. Questo è il solo modo in cui possiamo determinare l’effettività della nostra azione. E se, dopo l’analisi, ne consegue che non ha l’obbiettivo di rivelare il Creatore, allora è meglio “sedersi e non fare nulla”, come è scritto?

Risposta: No, indipendentemente dallo stato in cui vi trovate, dovreste comunque agire. Ci sono dei casi nei quali una persona sembra essere “morta”, ma viene comunque in un gruppo, per essere presente, e anche se dorme durante la lezione, questa persona compie comunque certe azioni basilari.

Un’azione meccanica non è veramente meccanica. Se riesco a compiere anche il movimento più piccolo, significa che il mio desiderio ne prende parte, perché altrimenti non sarei in grado di muovermi.

Non una singola molecola o atomo potrebbe muoversi se non ci fosse alcun desiderio presente in essi. Gli elettroni che girano intorno al nucleo sono i desideri poiché tutta la materia è un desiderio di ricevere. In tutti gli atomi, molecole, ed elettroni, c’è un grande desiderio di raggiungere uno stato di saturazione.

Uno stato di saturazione che è raggiunto nelle particelle elementari – come conseguenza del Big bang, per esempio – discende dal livello spirituale e opera sull’universo intero in tutte le fasi della sua evoluzione. Questa è la ragione per cui queste particelle si muovono continuamente alla ricerca del piacere per appagarsi, poiché è solamente in questo modo che possono esprimere il loro bisogno di soddisfazione. Pensano di stare dando la caccia all’appagamento.

Noi siamo fatti di queste particelle elementari, quindi noi diamo la caccia al piacere per tutta la nostra vita. Questo desiderio ardente viene rivelato ad un livello diverso ma nella stessa direzione. Quindi, dobbiamo compiere delle azioni meccaniche, anche se ancora non possono essere compiute a livello emozionale.

Talvolta pensiamo, “Perché mi dovrei sedere con queste persone? Cosa ho da dire loro? Non lo voglio affatto. Come posso mentire a me stesso e agli altri?”

Mentite a voi stessi e agli altri. Fate finta. Comportatevi come se foste loro amici! Tuttavia, ricordatevi che è un’azione, una bugia, perché la state facendo consapevolmente. Questo fa parte del vostro sviluppo.

“Come posso farlo? Infatti, io sono una persona onesta! Perché mi dovrei sedere con loro, mangiare con loro, e abbracciarli? Non mi importa affatto di loro. Se ci amassimo, sarebbe diverso, ma non sento che sono miei amici in questo modo”.

E’ giusto! Non li sentite, e li odierete anche come gli studenti di Rabbi Shimon. Cosa farete allora? Tutti dovrebbero lasciar perdere perché si sentono in questo modo? Al contrario, dovreste esserne consapevoli ed elevarvi al di sopra di queste sensazioni mentre capite che questo è il modo in cui il nostro ego parla dentro di noi.

Agite, anche se non volete, perché i vostri desideri sono dentro di voi, e le azioni sono all’esterno. Dopo le azioni, ci saranno dei nuovi desideri poiché la Luce Superiore influenza anche le azioni senza desiderio. Come è scritto “le Mitzvot non richiedono l’intenzione”. Anche se li mettete in pratica meccanicamente, essi richiamano la Luce Superiore.
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(Dal Discorso sul Gruppo e la Divulgazione 21.10.2013)

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Una lotta che è sia fisica che spirituale

Domanda: I disturbi nella divulgazione sono il segno di un corretto avanzamento, ed il grande entusiasmo che sentiamo dopo queste azioni è il segno del successo?

Risposta: La vostra unione e la vostra connessione al di sopra degli ostacoli è un segno di successo. Allo stesso tempo, non dovete considerarli come degli ostacoli, come delle forze che devono essere corrette, perché questi sono i vostri problemi interiori, che voi vedete come esteriori, e vi rapportate ad essi nel modo non corretto.

Tuttavia, ciò non significa che dovete perdonare tutti per tutto. Dovete lavorare interiormente sui disturbi che vengono rivelati mentre tentate di connettervi, mentre esteriormente, in qualche modo ve ne dovete liberare. Non dovreste baciare le mani dei vostri nemici in nessuna situazione, pensando che vi stiano guidando alla spiritualità. Al livello di questo mondo, dovete lavorare esattamente come chiunque altro. Se, allo steso tempo, riuscite a liberarvi dei disturbi che si presentano, allora dovreste farlo. Non dovreste lasciare che le persone pensino che possono approfittarsi di voi. Tuttavia, tutto dipende dalle condizioni esterne.

Inoltre, tutto dovrebbe essere fatto in modo gentile, in modo da non macchiare la reputazione della saggezza della Kabbalah. Dobbiamo considerare le situazioni ogni volta e decidere come comportarci nel modo migliore possibile. Tuttavia, in ogni caso, dobbiamo agire in ogni modo possibile.

Il Re Davide, per esempio, che ha scritto il libro dei Salmi, regnò per quarant’anni e combatté per quarant’anni, ma la sua guerra fu sia spirituale che fisica.
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(Dalla conversazione sul Gruppo e la Divulgazione 21.10.2013)

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Una lunga strada verso il primo livello spirituale

Domanda: Hai detto più volte che l’invidia, l’odio e l’onore aiutano gli amici in un gruppo ad avanzare verso l’unione.

Risposta: Se gli amici in un gruppo desiderano l’unione ed iniziano a sentire ogni tipo di disturbo tra di loro, gelosia, odio, rifiuto, allora devono capire che questo è mandato dal Creatore appositamente per aggiungere forze aggiuntive, desiderio per l’unione, che essi richiedono per poter esistere al primo livello.

Quindi, quando avanziamo, riceviamo sempre disturbi, perché la nostra capacità non è abbastanza per innalzarci. Mi innalzo un po’ ma non è abbastanza, e vengo ributtato giù. Mi innalzo ancora un poco e vengo ributtato giù, ma dopo, tutti questi piccoli disturbi si connettono.

Non possiamo raggiungere il primo livello con un unico salto. Supponiamo di che io esisto al livello zero, e devo innalzarmi al primo livello. Come posso fare? Il Creatore frammenta questo livello in un moltitudine di stati dove salgo e scendo, salgo e scendo.

Non posso innalzarmi al di sopra di un particolare livello, e sono elevato, ma non in maniera significativa.

Ma dopo di questo, viene fatta una connessione delle somme dei miei stati precedenti che sono necessari per l’ascesa al primo livello.

Quindi ad una persona sembra che la stessa cosa continui a succedere, o potrebbe addirittura sembrare ancora peggio della volta precedente, ma in realtà è tutto connesso in un’unica somma. Come è detto, un centesimo sommato ad un altro equivale ad una grande somma fino a quando tutti i centesimi diventano un tesoro, che si rivela tutto in una volta.

Quindi la pazienza è la cosa più importante durante il cammino. E qualcuno che ha l’arroganza che parla dalla sua gola, è lasciato con i suoi propri interessi; non succedera niente per lui. La cosa principale è aggiustarsi pazientemente.

Ogni stato passerà, ogni congresso, lezione, workshop, ogni volta che divulghiamo, e così via, ogni cosa è raccolta. Queste attività non spariscono, vengono messi nel tuo “libretto dei conti” che stabilisce quanto ti manca per raggiungere il primo livello spirituale.

Ed una volta ottenuto, ogni cosa diventa chiara e procedi con gli occhi aperti. Ma il primo livello è anche il più difficile; quindi è chiamato “l’Esodo dall’Egitto”. Tutti gli altri livelli non sono semplici, ma li attraversiamo con comprensione, con consapevolezza, con vero movimento.Mentre questo primo livello è completamente chiuso da noi.
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(Dal Congresso in Bulgaria, “Alba del Nuovo Mondo” 11.12.2013)

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L’invidia non è un difetto

Grazie per l’invidia che ho di te

Domanda: Che cos’è l’invidia in un gruppo? Come lavora un uomo con la gelosia degli amici?

Risposta: Questa condizione continuerà per un po’, perché la gelosia, una delle principali caratteristiche dell’egoismo, viene corretta su livelli multipli. Perciò, non scomparirà velocemente e voi ci dovete lavorare metodicamente.

Ma, soprattutto lavorarci e non ucciderla, non annullarla perché grazie alla gelosia, avanzerete. L’invidia è allo stesso tempo motivazione e disturbo. Non vi permette di fermarvi e voi la dovete usare nel modo adeguato.

Se io mi sento geloso, mi sforzo, e se mi muovo in avanti, mi sento grato per questa caratteristica che ho in me e per l’amico che ha risvegliato in me la gelosia. Tutto dipende da come rendo il conseguimento dello scopo la cosa più importante. Se la gelosia mi aiuta a conseguire lo scopo, perché dovrei odiare questa caratteristica? Al contrario, devo accoglierla. Sono grato che il mio amico risvegli questa caratteristica in me. Altrimenti, resterei senza progredire, cioè come ero prima.

Domanda: La gelosia, come tutto il resto in natura, ha i suoi pro e i suoi contro. Ho capito che il negativo sta nel ricevere ed il positivo sta nel dare.

Risposta: Il negativo si ha quando si vuole distruggere la gelosia, ed il positivo si ha quando ci può aiutare ad elevarci.

Quando si arriva al punto di essere gelosi, si deve avanzare con l’aiuto di questa invidia: imparare di più, mostrare di più. Se non desiderate eliminare la persona che ha fatto entrare la gelosia in voi, e ringraziate invece questa persona per aver sviluppato questa sensazione dentro di voi, allora vi muoverete in avanti.

Domanda: Come si comporta un Kabbalista quando sente la gelosia degli altri contro di sé?

Risposta: Egli prova a sopprimere la gelosia attraverso l’amore. Al di sopra di tutta la rivelazione negativa, egli costruisce l’amore, come un padre per suo figlio. Perciò, come è scritto, “l’amore copre tutte le trasgressioni”, e prende la forza per costruirlo dalla connessione che ha nel gruppo.

Domanda: In altre parole, quando sento l’odio, devo immediatamente desiderare con forza il centro del gruppo?

Risposta: Se tu fossi al centro del gruppo, non sentiresti l’odio, ma visto che lo senti, vuol dire che è il segno che una maggiore porzione di ego è stata rivelata in te fino all’odio che brucia, come è stato per gli studenti di Rabbi Shimon. Ti spinge fuori dal centro del gruppo, e tu ti devi sforzare di lavorare su te stesso, sugli altri, per riunire di nuovo tutti al centro.

Se vi sentite ciechi dall’invidia, è segno che in tutti voi manca l’amore.

(Dalla Conversazione riguardo il Gruppo e la Divulgazione del 21.10.2013)

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