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La dispersione è un bene per coloro che sono malvagi ed il congresso è un bene per coloro che sono giusti

Gli Scritti del Maggid di Koznitz, “Il Lavoro di Israele”: I saggi dicono:“La dispersione è un bene per coloro che sono malvagi ed il congresso è un bene per coloro che sono giusti”. Questo per via del fatto che un uomo malvagio si separa dal Creatore, Pensa di poter gestirsi da solo grazie al suo proprio desiderio e quindi dice: “Comanderò io”, il che è la sorgente della frantumazione.

E quindi ciascun malvagio sente “Comanderò io” e così sono nel mondo della separazione e non possono collegarsi come un cerchio perché non possono sedere assieme, e quindi l’essere dispersi va bene per loro. Comunque anche se i giusti lavorano per il creatore secondo il loro proprio stile, hanno sempre un obbiettivo per una cosa in comune: Il loro Padre nei Cieli, e si riuniscono e radunano come fossero un solo uomo ed un solo cuore.

Quando ciascuno abbassa se stesso ed esalta il lavoro del Creatore, questo conferisce potere alla mente per lavorare per Lui così non si sente superiore al suo amico, e nel mondo della verità sono uniti l’uno all’altro.

Una persona deve convincersi il più velocemente possibile e non perdere tempo sino a che finalmente ascolta e crede che il mondo spirituale non è al di là di qualche galassia molto distante o in una dimensione lontana. Egli è invero in un’altra dimensione, ma questa è nel suo cuore e nei pensieri del suo cuore. Ogni cosa giace nel cuore dell’uomo, nei suoi desideri: “il cuore capisce,” il cuore pensa.

Solo controllando il desiderio è possibile raggiungere la dimensione superiore in cui abita colui che è superiore, dove è Colui che dona a quello inferiore, quello che riceve nei suoi pensieri, desideri ed intenzioni.

Uno può avere dei pensieri che sono volti all’unità ed agire per conto dell’unità solo attraverso l’annullamento di se stesso e attraverso la sottomissione; ovvero, il pensiero dei giusti si può unire visto che sono tutti volti alla stessa singola sorgente, verso la loro unificazione con il Creatore. I pensieri dei malvagi, comunque, sono ciascuno per il proprio tornaconto e così sono separati e non possono raggiungere nulla.

Quindi dovremmo scoprire il più velocemente possibile in un modo vero e decisivo che il primo livello spirituale consiste nell’auto annullamento, nella connessione con gli altri in ogni modo possibile. Non dovremmo aver paura che questo sia troppo schietto e che qualcuno possa spaventarsi e correre via. Il Creatore ci fornisce un esempio mostrandoci che l’intero mondo è in una crisi terribile che trafigge con la disperazione ed il senso di impotenza i cuori delle persone.

Quindi come risultato dei nostri sforzi di connetterci egoisticamente e di trovare la spiritualità dove in realtà non c’è, dobbiamo trovare questa impotenza. E quindi, da quest’impotenza, come è scritto “ed i bambini di Israele sospirano struggendosi per il lavoro” saremo forzati a rivolgerci alla forza superiore e chiedere che Egli ci salvi.

Il più velocemente e correttamente scopriamo il fatto di non aver il potere di raggiungere l’auto-annullamento, più velocemente saremo capaci di raggiungere la verità. Questo è possibile solo attraverso la connessione, l’unità e lo sforzo verso la singola sorgente.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah  del 22.04.2013)

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Tutti noi sappiamo che il desiderio di ricevere è materiale, e in altre parole, la base della creazione intera. Desiderio è tutto ciò che la Luce (il Creatore) ha creato. Pertanto il desiderio si chiama “qualcosa dal nulla” perché non esisteva prima di essere creato dalla Luce. Questa è l’unica azione, l’atto di creazione.

In seguito, il desiderio di ricevere si è evoluto dalla fase zero alla fase quattro, e con l’influenza della Luce ha cominciato a sentire la sua esistenza, cioè, chi è e cosa è. In questo stato all’improvviso ha cominciato a sentirsi come un ricevitore. Se sono stato creato in questo modo, questo è una cosa, e in aggiunta capisco anche che voglio ricevere e godere della ricezione; questo è già qualcos’altro. Qui stiamo parlando di intenzione: Il desiderio di ricevere ha rivelato l’intenzione al suo interno, ed era all’opposto dell’intenzione del Creatore.

Pertanto uno squarcio immenso è stato prodotto fra l’intenzione del desiderio creato (un’intenzione per lo scopo di ricevere il piacere per sé) e l’intenzione del Creatore, che il desiderio sente (un’intenzione a dare piacere alla creatura, a soddisfarlo, ad essere preoccupato per essa e così via).

La sensazione del grande divario, la sensazione d’occultamento fa nascere nel desiderio di ricevere quello che è chiamato, Tzimtzum Aleph – la prima restrizione. Infatti, questo fu l’inizio della creazione. Con l’influenza delle condizioni attuali, il desiderio di ricevere comincia a fare qualcosa per sé. Comincia a ricevere soltanto allo scopo di dare piacere al suo Creatore, significa provare a essere come Lui. E questa somiglianza al Creatore è il primo mondo fra i cinque mondi (perché il desiderio di ricevere è compreso di cinque livelli), il mondo di Adam Kadmon (AK), che è Adam HaRishon (il primo uomo), il prototipo dell’uomo.

Questo completa la prima fase dopo di che il desiderio di ricevere non può fare altro. Allo scopo di continuare a realizzare se stesso ha bisogno di azioni nuove. I dettagli di queste azioni sono più interessanti. Da sotto il Tabur alla fine di Galgalta ve Eynaim, una miscela di desideri viene fatta, più precisamente, questa è una miscela di intenzioni Lo Lishma e Lishma.

Dopo questo viene fatta, Tzimtzum Bet, la seconda restrizione. Dà una spinta per la continuazione dello sviluppo che è così grande, che a suo tempo il desiderio di ricevere ha ricevuto la Luce all’interno di sé come se fosse Lishma, e poi scopre che nonostante tutto, non è preparato a fare questo, non ha dentro di sé il potere di mantenere l’intenzione giusta, e riceve tutto per se stesso. Lo stato nel quale l’adempimento egoistico viene rivelato si chiama la frantumazione del desiderio di ricevere.

Dopo di che, dentro questo desiderio frantumato, appaiono nuovi mondi, nuovi sistemi vengono costruiti. E tutti questi sistemi sono già costruiti in uno stato nel quale il desiderio di ricevere capisce ed è consapevole di che cos’è, chi è, e come deve costruire un sistema nel quale può essere riparato,questo significa passare dall’intenzione al fine di ricevere all’intenzione al fine di dare.

Tutto questo avviene quando nulla esiste ancora tranne i due desideri, le forze opposte, in altre parole, anche prima della formazione del nostro mondo, prima del Big Bang, prima del nostro universo, prima di tutto. Queste due forze costruiscono il sistema intero di controllo tramite il quale i quattro mondi appariranno: Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya (ABYA). Così il sistema di controllo viene creato.

In seguito, dal punto centrale del mondo dell’infinito, Olam Ein Sof, (∞), che sentiva vergogna e quindi faceva uno Tzimtzum, restrizione, un Partzuf unico interiore viene formato, un sistema interno molto singolare. Questo si chiama Adamo e il suo scopo è di somigliare assolutamente al Creatore, di portare il desiderio intero all’equivalenza della forma con Lui. Anche questo sistema attraversa una frantumazione, una divisione in una moltitudine di parti che cadono nel nostro mondo.

Che cos’è questo mondo? In esso ci sono le condizioni con le quali il desiderio di ricevere può correggere la sua intenzione. Come può fare questo? Fa questo in una forma completamente indipendente dal Creatore. Altrimenti non può essere una correzione indipendente e il desiderio non sarebbe autonomo. Allora, dopo i cinque mondi: Adam Kadmon, Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya, la discesa attraverso tutti i 125 livelli cominciando dal mondo dell‘infinito al nostro mondo qui, sotto i mondi superiori, un unico livello viene formato.

Questo è unico dal fatto che esistono i corpi, quello che conosciamo come corpi che nascono, si sviluppano, diventano vecchi, e muoiono. E in aggiunta a questo, questi corpi sono anche divisi in maschi e femmine.

Un sistema completo viene formato qui dall’azione delle forze, che nel nostro stato e nella nostra coscienza vengono sentite come corpi. Nei mondi spirituali, esistono soltanto desideri e intenzioni. E nel nostro mondo fisico, ci sono tre fattori: il corpo, il desiderio, e l’intenzione. E per questo motivo, i corpi possono raggiungere diversi rapporti fra il loro approccio reciproco e l’allontanamento. E questo approccio e l’allontanamento non influenzano necessariamente il desiderio e l’intenzione.

I desideri possono essere completamente diversi, l’intenzione può essere completamente opposta, molto cattiva, e contemporaneamente fra i corpi può esserci vicinanza. E possiamo vedere questo nel nostro mondo. I politici o la gente che si odia riunita, dice “nascondendo il coltello o il fucile” dietro la schiena, sorridono cortesemente, stringono le mani di ciascuno, parlano e concordando delle cose fra loro.

Questa è l’unicità del nostro mondo; questo è il suo vantaggio e la sua mancanza. Qui, senza correzione dei desideri e dell’intenzione, è possibile avvicinare l’uno all’altro tramite i corpi. E se non capiamo questa condizione, l’unicità del nostro mondo, se giudichiamo la vicinanza interiore secondo la prossimità esteriore, poi è chiaro che perdiamo.

Un esempio addizionale è l’attrazione sessuale. In genere, a un’età giovane la gente non capisce ancora che questo è un impulso corporeo. Il risultato è che ci sono tanti problemi.

La gente non capisce che l’intimità principale deve essere molto più profonda, interna, intenzionale, lo scopo della vita. Quando non potete raggiungere questa meta senza un’altra persona, dopo sarà la vera intimità.

Nel nostro mondo quindi si forma questa immagine di “corpi” , un’illusione vera. Viene divisa in quattro livelli: immobile, vegetale, animato, e natura parlante.

E come a noi noto da una parte della Kabbalah che si chiama la percezione della realtà, tutti i corpi esistono soltanto nella nostra immaginazione interna. L’intero immenso mondo materiale viene sentito solo come esterno. Comunque, è rivelato in questo modo soltanto nella nostra coscienza. I fisici, i biologi, e gli psicologi hanno già parlato di questo.

Però d’altra parte, questa è l’unicità del nostro mondo, e in genere, la realizzazione dell’intero processo dell’evoluzione della creazione, per questo ci porta allo stato dal quale possiamo cominciare ad avvicinarci almeno corporalmente.

Dove porta tutto questo? In tutta la storia l’umanità si è sviluppata secondo una legge interessante, la legge dell’ego crescente. Se parliamo di natura semplice, poi anche in essa prima si evolve il livello immobile dopo il piano vegetale, in seguito il livello animato e solo dopo l’umano. Comunque, queste tappe sono temporanee dato che il processo aggiunge qualche tappa e dopo si ferma e non si evolve più. Questa è l’evoluzione graduale in fasi.

Tutti sanno quali sono i cataclismi naturali accaduti sulla superficie della terra durante l’evoluzione. E in seguito, l’essere umano si è evoluto dalla scimmia. La Kabbalah ci rivela perché e come è successo. E chiaro che i Kabbalisti hanno scritto tanto su questo molto prima di Darwin. Hanno parlato di questo nel Libro dello Zohar, nei libri dell’Ari (il Kabbalista che visse nel 16° secolo) e nell’introduzione a “Lo Studio delle Dieci Sefirot”, che è il commentario al Libro dello Zohar di Baal HaSulam.

L’evoluzione umana è molto interessante: centinaia di migliaia di anni sono passati fino al 20o secolo, la più seria tappa dell’evoluzione esponenziale è arrivata. All’inizio del 21o secolo, abbiamo raggiunto uno stato di saturazione: l’ego ha smesso di evolversi ed ha anche cominciato a declinare un po’.

In altre parole, ha cominciato a capire che c’è una fine all’ego. Bramiamo tutto il tempo per raggiungere la cima della nostra evoluzione; il nostro ego è cresciuto e abbiamo pensato che questa crescita può essere l’infinito.

Particolarmente nel 20o secolo nel sogno Americano di felicità generale in una società che ci ha attratto da un illimitato e infinito consumismo. Credevamo di poter vedere e conoscere tutto, di poter godere di tutto, che tutti noi potevamo essere liberi e felici, che potevamo vivere centinaia di anni e anche di più. Tutto sembrava un sogno roseo. Eravamo sicuri che i nostri figli sarebbero vissuti molto meglio di noi; che sarebbe stato possibile vivere per il nostro bene e per il loro bene, in altre parole, saremmo stati due volte più felici.

Dopo, l’ego è cresciuto in uno stato nel quale per entrambi di noi non c’è vita e anche per i nostri figli non sarebbe meglio. Già partendo da oggi, stiamo osservando e siamo a conoscenza di questo. Stiamo preparando un mondo peggiore per loro, molto peggio di quello precedente.

Questo si sente nei disastri naturali e in tutto ciò che succede nel mondo. Anche le nazioni sottosviluppate hanno rapidamente raggiunto una certa soglia e cominciano a crollare.

E poi il nostro ego ci ha portato ad uno sbocco e vediamo che abbiamo raggiunto “la fine della linea”. I Kabbalisti hanno indicato questo punto come il 1995. Questo è l’indicatore unico che ha sottolineato Baal HaSulam. Per lui, da quel punto, l’umanità sarebbe diventata consapevole della fine della sua evoluzione e consapevole che il nostro ego non è infinito.

E’ circa alla fine il processo che è iniziato con il Big Bang che era l’inizio del nostro universo, presumibilmente 14 bilioni di anni fa. Cominciando dal Big Bang fino al nostro tempo, tutto questo periodo, è stato quello dell’evoluzione dell’ego. E qui esso ha raggiunto la sua fine.

Potete immaginare in che tempo unico stiamo vivendo? Da oggi l’ego sta iniziando a “piegarsi,” e lo vediamo rispetto ai casi di depressione, i problemi in famiglia (figli, divorzio), la condizione sociale, i rapporti fra noi, l’avanzamento verso una nuova guerra mondiale, e così via. La gente vede di nuovo tutto il tempo le mancanze di percezione. Lo stato egoistico, per il suo bene, Lo Lishma, sta sopravvivendo lo stesso. Non siamo preparati ad essere staccati da esso, ma non ci sembra più di essere qualcosa di assoluto, sicuro, e irremovibile. Così, la natura ci obbliga a cambiare la vecchia percezione, il nostro rapporto verso il mondo, in confronto alla vita, e verso noi stessi.

La Kabbalah parla di questo, proprio ora, l’umanità ha l’opportunità di raggiungere la consapevolezza del fine dell’evoluzione e di pensare di nuovo allo scopo della sua esistenza: viviamo veramente soltanto per il bene dei nostri corpi? O se non dobbiamo veramente comprendere il nostro mondo tramite i nostri corpi, assorbendo tutto tramite i cinque sensi: vedendo, ascoltando, assaggiando, odorando e toccando? Vari tipi di onde ci influiscono e ci percepiamo e ci vediamo su qualche tipo di schermo interno.

Però percepiamo tutto? Esistiamo nella forma giusta? Tramite il nostro ego, tramite la preoccupazione soltanto per i nostri corpi, non stiamo inserendo noi stessi in una trappola psicologica d’informazione che comprime e distrugge i nostri conseguimenti e le nostre emozioni, la nostra esistenza? In breve, venite, controlliamo di nuovo, abbiamo ragione o no del nostro prudente approccio egoistico?

Questa è l’unicità del nostro tempo, il momento di scoprire la saggezza della Kabbalah come mezzo che rende possibile la scoperta dentro di noi di sentimenti nuovi. Rende possibile non essere bloccati nei nostri cinque sensi “bestiali” che moriranno insieme con i nostri corpi e fa sviluppare in noi un senso interiore nuovo che non dipende dal nostro corpo. Questa si chiama la Neshama, l’anima. In principio, questa è anche un corpo, ma un corpo spirituale. La sviluppiamo facilmente tramite un cambio d’intenzione da “per me stesso” a “per un altro”. Questa ci aiuta a uscire dalla limitazione di noi stessi e a cominciare a sentire ciò che gli altri sentono. Se sento tutto dentro di me, quindi la mia realtà si chiama “nostro mondo” e se sento tutto in tutta l’ umanità, poi sento un mondo superiore, soltanto se posso entrare nei sentimenti dell’ altro o essere fuori da me stesso.

Le sofferenze che sentiamo in noi sono le nostre vere crisi. E questo è un aiuto enorme così da poter uscire da noi stessi e cominciare a sentire il mondo che esiste fuori di noi.

E poi uno stato come questo arriva, in principio, non mi importa cosa provo dentro di me. E come se stessi vivendo dentro l’altro, e poi passo da “me stesso” mortale, limitato, a “il sé” immortale, infinito. La saggezza della Kabbalah ci dona questo.

Ed essenzialmente ci dà molto di più. Così la morte è collegata al mio corpo “bestiale” e l’Ein Sof è connesso all’anima.

In altre parole, entro in un’area completamente diversa all’interno della quale esisto veramente. E comincio a sentire questo mondo come immaginario, che non esiste veramente. Questo è perché io esisto soltanto dentro la mia erronea immaginazione, all’interno della mia percezione egoistica dove sono centrato soltanto su me stesso.

E quindi il nostro mondo è unico nel quale ci possiamo avvicinare con l’aiuto dei corpi, anche con le diverse intenzioni. Ci possiamo raccogliere insieme in un cerchio con un po’ di amici, accanto a una tavola rotonda e cominciare a connetterci uno con l’altro. E anche se la connessione fra noi è artificiale dato che per nostra natura siamo egoisti, tuttavia c’è un gruppo, c’è una tavola rotonda, c’è un’ “area giochi” nella quale tutti noi ci possiamo unire e sostenere l’un l’altro in questa connessione, e fra noi esiste un circolare Arvut, una responsabilità reciproca. E’ possibile, perché noi raggiungiamo lo scopo comune. E utilizziamo tutte le opportunità materiali, tutto quello in possesso nelle nostre mani. Di questo sostegno uno verso l’altro è detto, “Tutto ciò che è nelle vostre mani dovreste fare”. Proviamo ad arrivare alla connessione fra noi nella quale ognuno di noi può uscire da se stesso e diventare uno tutto unico.

Perciò è questo l’imperativo? E soltanto allo scopo di aiutare l’un l’altro. Non c’è altro più di questo. Perché esiste questo tutto unico? Perché è successa la frantumazione dell’unico desiderio in una moltitudine di desideri? Soltanto affinché tramite esso io possa anelare all’aiuto reciproco, significa che ognuno può uscire da se stesso per l’altro.

Così bramiamo per qualche tipo comune unità, anche se non vogliamo questo, ma proviamo ad agire insieme con l’aiuto dei corpi. Ci riuniamo in un gruppo, facciamo attività varie, organizziamo congressi, studiamo, insegniamo, e ci educhiamo. Proviamo a raggiungere la connessione fra noi, una “sfera di lamponi”. E i nostri impulsi passano da uno all’ altro. Noi ci possiamo sostenere, svegliare l’un l’altro. Noi possiamo ingrandire e aumentare psicologicamente la connessione fra noi.

E la prima condizione è in questo, che la connessione deve esistere secondo le leggi scritte per noi dai Kabbalisti. Per questa unità, l’accordo deve essere come un Kli , ciò significa la caratteristica di dazione massima e amore, per quanto possibile. Gli articoli Kabbalistici lasciati dai nostri insegnanti per noi ci dirigono verso essa. Loro hanno scritto e registrato per noi ciò che deve essere la connessione, hanno determinato tutte le sue condizioni.

Pertanto, “l’accordo” fra noi deve essere come un Kli. E in genere non c’è bisogno di inventare la condizione per la connessione. Per mezzo delle nostre menti storte che ci spingono egoisticamente dovunque tutto il tempo, inventiamo solo ciò che è utile per il nostro ego, ma in nessuna maniera verso la spiritualità. Non capiamo che cos’è questa spiritualità e quindi dobbiamo ascoltare le fonti. Questo è molto importante perché c’è una moltitudine di “saggi” che cominciano ad inventare qualcosa, è chiaro che dopo un po’ di tempo falliscono. Sono pronti a distruggere questa vita per noi, ma noi non riusciamo ad ottenere quello che stiamo cercando.

Però c’è una seconda condizione: tocca a noi esplorare il mondo superiore, in altre parole, quello che dobbiamo ottenere. E anche i nostri studi devono essere basati sulle fonti, sui libri che furono scritti da persone che hanno raggiunto il mondo superiore.

Aspiriamo al mondo superiore, e al grado del nostro anelito di essere più vicino ad esso, al grado di tensione, riceviamo l’influenza da esso, che si chiama Ohr Makif (la Luce Circostante).

Questa ci illumina tutti, illumina solo, ed è ovunque. Però continuerà a illuminare noi, soltanto in rapporto al grado che bramiamo per lei. Quando vogliamo avvicinarla, poi su quel grado svegliamo una Luce più forte su noi stessi.

Come per l’effetto Doppler, che nuove caratteristiche interne appaiono in me, in particolare perché mi sono trovato in un campo uniforme di uguale tensione, ma se mi sposto al suo interno, poi si crea una tensione in me come l’elettricità creata in un filo sotto l’influenza del campo magnetico. Questa è la nota Legge di Induzione; tutto ciò che ha elettroni liberi in esso può essere usato come un condotto che muove all’interno del campo elettrico.

Così ci muoviamo anche in un campo uniforme di Luce, e al grado che bramiamo per esso, significa, che proviamo a muoverci più rapidamente, per raggiungere, per ottenere, e scoprirlo, in tale misura sorge in noi l’“induzione” e la “corrente d’induzione” si forma in noi. E loro cambiano le nostre intenzioni, da Lo Lishma a Lishma. All’inizio non capiamo come succede questo, ma gradualmente il fenomeno agisce.

In questo modo, tutto lo sviluppo che si prevede per noi ci conduce alla connessione. Quindi, esistono vari impulsi come questi in natura, come i tentativi a connettere nazioni, organizzazioni professionali e la grande industria, l’ unione internazionale come l’Unione Europea e così via.

Però non sappiamo come connetterci. Allora tutto succede in modo opposto. L’Unione Sovietica si è anche sciolta perché non era possibile unire tutti in una base spirituale comune, e anche l’ Europa si spezzerà; il risultato di questo non è noto. Anche, negli Stati Uniti e, in genere, tutte le unioni cominciano a frammentarsi perché tutte sono costruite sull’ego reciproco. Soltanto se cominciamo a capire che tocca noi a connetterci, poi attraversiamo questo percorso, questa transizione da allontanamento reciproco ad attrazione reciproca, in un buon modo, facile, e confortevole. E per questo la saggezza della Kabbalah ci è stata data. Però se non possiamo usarla, poi purtroppo saremo spinti verso sofferenze maggiori, odio reciproco, con grandi perdite per tutta l’umanità verso la III e IV Guerra Mondiale, e così via ….

E così l’unificazione del nostro mondo è in questo, che in particolar modo in esso possiamo rimodellare le nostre intenzioni da Lo Lishma a Lishma e fare questo completamente senza dipendere dal Creatore, cioè, costruiamo noi stessi l’equivalenza della forma con Lui senza essere sotto la Sua influenza rivelata. Siamo preparati a costruire uno stato fra noi che sarà simile alla spiritualità e risveglierà su di noi la Luce che Riforma e noi procediamo in questo modo.

Allora la soluzione è soltanto nella connessione fra noi. Di conseguenza abbiamo sviluppato l’ Educazione Integrale per primo e innanzi tutto in modo da continuare ad unire il mondo e per secondo ad innalzarlo al Creatore.

Ci siamo trovati in una situazione unica, abbiamo ricevuto un risveglio unico dall’alto, e quindi ci ha portato alla connessione (S), alla Kabbalah, a studiare. E in questa condizione, dobbiamo essere occupati con la nostra divulgazione.

In principio, oggi il mondo intero è in crisi e dipende solo da noi se si capirà che cos’è questa crisi e qual è il suo scopo. Alla fine, noi, come la parte scelta e unica, dobbiamo prendere questo intero mondo e innalzarlo insieme con noi al livello del Creatore, e connetterlo al Creatore.

E’ possibile fare questo all’interno di un tempo breve; tutto dipende da noi. Spero che capiremo che la soluzione è nella connessione e che la connessione giusta esiste soltanto tramite noi; e che cominceremo seriamente ad essere coinvolti nella divulgazione dell’educazione e dell’apprendimento integrale.
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(Dal Congresso virtuale  di Mosca “Unità senza Confini” Giorno Due 14.12.2013, Lezione 2)

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Prepariamoci all’arrivo dell’ospite tanto atteso

Stiamo solo cercando di capire tutte le componenti del concetto di garanzia reciproca. Il garante di questa garanzia è il Creatore, la Forza Superiore. E questa forza deve manifestarsi in ogni azione: all’inizio, nel mezzo, e alla fine. Il Creatore è molto “geloso”, e se ci dimentichiamo di Lui, Egli ci abbandona subito, e cadiamo immediatamente dato che tutti i nostri progressi si verificano solo grazie a Lui.

Qual è la differenza? Dopo tutto, il Creatore supporta tutta la natura: i livelli di inanimato, vegetale, e animato. Ma lì non abbiamo bisogno di partecipare al nostro rapporto con Lui consapevolmente. Ma il nostro grado di sviluppo umano, dobbiamo rivolgerci al Creatore per tutto il tempo. In caso contrario, che tipo di uomo sarebbe Adamo se non sognasse di diventare come (Domeh) il Creatore?

Quindi, abbiamo bisogno di preoccuparci della componente mancante nel nostro avanzamento: il Creatore! Potremmo non riuscire immediatamente e in un primo momento avremo la sensazione che ci manca qualcosa per mantenere la nostra unione. Anzi, partiamo sempre con la rivelazione della nostra rottura. Ma il Creatore deve essere all’inizio e alla fine di ogni azione, in ogni suo momento.

Egli dovrebbe connetterci come la forza della garanzia, la forza che corregge, l’esempio che vogliamo vedere davanti a noi, il sistema di riferimento. Lo vedo in tutti gli amici e dentro la sfera di lamponi: il punto della nostra unione. Capisco che è Lui che realizza la nostra connessione e unione. Vedo solo Lui – Lui – Lui!

In sostanza, per che cosa lavoriamo con gli amici? Lavoriamo insieme alla rivelazione del Creatore tra noi! Egli è l’ospite d’onore più importante, noi aspettiamo Lui, siamo sempre pronti al suo arrivo! Prepariamo una tale connessione tra noi, una tale aspettativa e speranze così Egli verrà!
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.01.2014, Lezione sul tema: “9 Passi”)

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Tra due autorità

Ci potrebbe essere una condizione in cui una persona rimane dentro il gruppo fisicamente, va alle lezioni, partecipa ad ogni genere di attività ed eventi, ma di fatto ha già lasciato il percorso ed il suo cuore si trova in un altro posto…

Domanda: Com’è possibile fare attenzione e stare in guardia in una situazione del genere?

Risposta: Solamente attraverso l’umiltà ed abbassando la testa. L’ego brucia in tutti, e perciò la mia prima azione è l’annullamento verso il maestro, le lezioni, ed il gruppo. Prima di tutto, io non sono affatto la persona più saggia tra tutti gli studenti; è invece l’opposto, voglio che siano loro a stabilire il mio modo di vivere. Per cui, se faccio le cose così da solo, realizzerò esattamente la volontà del mio ego. E allora non sarò più nel gruppo. Nel momento in cui abbandono il “treno”, mi ritrovo immediatamente sotto il dominio dell’amore per me stesso.

In generale, si hanno solamente due “autorità”: il gruppo, che comprende il Rav, gli amici, i libri, ed il Creatore, che compongono un’entità completa; io ed il mondo.

Domanda: Io mi posso “sottomettere” esternamente? Ma come ci si sottomette internamente? Cosa ci faccio con i miei pensieri e le mie emozioni? Può una persona sottomettersi al gruppo?

Risposta: Ci sono due “valori”: Da una parte, il gruppo che attira l’ Ohr Makif (la Luce Circostante), e dall’altra parte, l’ego ed il mondo esterno. Quindi, cos’è più importante per me?

Certamente non mi posso garantire da solo il mio domani, ma se vengono usate tutte le possibilità che si trovano nella mia autorità, allora posso far pendere la bilancia dalla parte giusta. Non c’è altro modo.

Domanda: Se vedo che il mio gruppo non equipara sufficientemente lo spirito di Bnei Bruch, come mi posso sottomettere agli amici?

Risposta: Prova a “sottomettere te stesso a loro” tranne che in ciò che devi aggiungere a loro.

I genitori si soggiogano rispetto ai loro figli, non perché iniziano ad ascoltare le loro opinioni. Invece, la loro sottomissione deriva dall’attenzione e dalle premure che hanno per loro. Una mamma dà al suo bambino ciò di cui ha bisogno e non ciò che vuole. Il bambino può urlare: “Dammelo!” ma lei non glielo darà, ed in questo modo, da parte sua, lo sta servendo fedelmente.
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(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.12.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Dall’altra parte dello schermo

Domanda: Molte persone guardano i nostri programmi in TV, ma non ci hanno mai contattato e non hanno mai partecipato ad un congresso. Dovrebbero farlo? Forse per loro ciò che sperimentano guardano i nostri programmi è sufficiente.

Risposta: Ogni giorno ricevo molte mail con queste domande. Ci sono centinaia di migliaia di persone in Israele e in tutto il mondo che guardano le nostre trasmissioni in TV o su Internet. Da cosa differisce questo tipo di partecipazione dalla partecipazione fisica?

Potete giudicare dagli ultimi eventi: un gruppo di amici si è riunito e ha deciso che bisogna sviluppare il nuovo metodo di educazione. Come risultato, hanno scavato nel processo educativo e davanti a loro si sono aperti nuovi orizzonti. Alla fine erano entusiasti del potenziale che hanno trovato nella saggezza della Kabbalah poiché l’educazione è l’essenza di cambiare una persona.

La natura inanimata, vegetale, e animata si è sviluppata per secoli. Ma qui stiamo parlando di cambiamenti molto rapidi e significativi, il passaggio dal livello animato al livello umano.

Rispetto alla precedente forma di evoluzione, questi due livelli vengono uno dopo l’altro nell’ordine opposto dell’evoluzione. Questa opposizione è stata realizzata dalla Luce che Riforma, ed è possibile quando le persone si connettono, se sono insieme, se si toccano l’una con l’altra, se sono in un cerchio e respirano la stessa aria, altrimenti non funzionerà.

Quindi mi rivolgo a tutti coloro che sono abituati a guardarci su uno schermo e soprattutto su uno schermo TV. Secondo i dati riscontrati dalle società via cavo, ci sono centinaia di migliaia di queste persone in Israele. Voi siete i nostri telespettatori fedeli, voi siete quelli che spendono un sacco di tempo a guardare i nostri programmi. Vi consiglio vivamente di non perdere questa occasione. È possibile attraversare un intero livello con un salto, come è detto: “Una persona che raggiunge il suo mondo in un’ora”. Venite al congresso a febbraio e sarete in grado di sentire e scoprire ciò che avete percepito per un bel po’di tempo, ma che ancora non avete sentito e compreso. Sarà veramente qualcosa di nuovo, una rivelazione di un mondo intero. È un peccato perdere questa opportunità.

Mi rivolgo a voi come uno che capisce ciò che può essere acquisito nei due o tre giorni che trascorrerete con noi. Speriamo che voi, gli spettatori del canale 66, sarete anche con noi a Tel Aviv dal 5 al 7 febbraio 2014, insieme alle migliaia di persone che verranno da tutto il mondo.

Mi rivolgo anche ai nostri amici in tutto il mondo, naturalmente. Affrettatevi a comprare un biglietto e venire. È inoltre possibile partecipare al congresso di Arava, al congresso di educazione e al congresso sullo Zohar. Vi aspettiamo. La preparazione è già iniziata e noi la sosterremo e indubbiamente realizzeremo tutto ciò che abbiamo ascoltato. In realtà sta accadendo ora. Speriamo possa accadere per tutti.
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(Dalla seconda pate della Lezione qotidiana di Kabbalah del 30.12.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Un pranzo d’affari

Noi non sappiamo che cosa sia la dazione perché la nostra natura è il desiderio di ricevere. Ma con l’aiuto di particolari attività, è possibile risvegliare dentro di noi il desiderio di dare, che si trova in noi, ma è nascosto. Per questo, devo connettermi con il gruppo e seguire i consigli dei Kabbalisti, ossia, le persone che hanno già attraversato questo cammino con successo.

Pertanto, stiamo costruendo un gruppo come questo, connesso intorno all’idea di scoprire la caratteristica di dazione in aggiunta alla caratteristica naturale di ricevere che ci domina. Ciascuno si annulla di fronte alla grandezza della meta che dobbiamo raggiungere. E se tutti insieme cerchiamo di scoprire la caratteristica della dazione che è latente in noi, allora questo accadrà. Attraverso i nostri sforzi, scopriamo questa caratteristica dall’occultamento, lo risvegliamo dentro di noi, e lo obblighiamo a rivelarsi.

Per avere successo, abbiamo bisogno solo della giusta mancanza, desideri che sono diretti verso la scoperta della caratteristica di dazione tra noi. Non può essere scoperta all’interno di una sola persona, perché si tratta di dare a qualcuno. Anche la ricezione su un livello leggermente superiore del semplice riempimento bestiale avviene relazionandosi con un’altra persona da cui vogliamo ricevere e godere. Ma quando si parla di dazione, allora questa è scoperta solo tra noi, pertanto, non può essere rivelata a una sola persona.

Il lavoro comune al fine di scoprire la dazione tra noi è chiamato l’organizzazione di un gruppo di Kabbalisti. In particolare, il nostro gruppo si chiama Bnei Baruch perché seguiamo il metodo del mio maestro Baruch Ashlag che ha scritto articoli unici sulle regole generali di costruzione di un gruppo di Kabbalisti. Il gruppo è un mezzo per la scoperta della caratteristica della dazione.

Quando si raggiunge una forte carenza di questa caratteristica e la scopriamo, allora cominciamo a capire che appartiene alla forza superiore che si trova al di sopra della forza di ricezione che è sempre stata in noi. Vediamo che la nuova forza che si rivela per noi è la prima forza in realtà che controlla e determina in contrasto con la seconda forza, la forza della ricezione.

Più correttamente, non solo controlla, anzi, ha creato il desiderio di piacere a noi e quindi la chiamiamo “il Creatore”. Quando la scopriamo, noi lo chiamiamo con vari nomi: la divinità, il Compassionevole, il Misericordioso, il paziente, il gentile, il generoso, e così via. “Dalle tue azioni ti conosceremo”; noi chiariamo come avvengono i vari cambiamenti dentro di noi e in accordo con questo diamo nomi diversi. Questa è chiamata la “rivelazione del Creatore alle creature”.

Vediamo che veniamo costantemente cambiati grazie alle nostre scoperte, cioè, questa forza ci “crea” di nuovo tutto il tempo. Ci sentiamo come un computer a cui viene sempre aggiornato il software e così esso diventa sempre più intelligente, sensibile, e scopre sempre più dati. Scopriamo che questa forza agisce sempre per il nostro bene, sia nel presente che in tutti gli eventi che sono già accaduti. Fin dall’inizio della creazione che è passata attraverso vari stati chiamati “incarnazioni “.

Ogni realizzazione di una Reshimo che viene cambiata ogni momento viene chiamata “incarnazione”. Alla fine scopriamo che tutte le incarnazioni però che abbiamo passato erano per il nostro bene, e quindi decidiamo che la forza della dazione è la forza del Creatore buono e benefattore.

La cosa principale è raggiungere la giusta mancanza, un bisogno ardente di scoprire questa forza. Al livello della sofferenza, a causa della mancanza di scoperta, acquisiamo la disponibilità ad accettare il controllo della forza superiore. Dobbiamo accumulare il necessario livello di energia chiamato “Seah” per saltare ogni volta ad un nuovo livello e scoprire la forza della dazione.

È come in un ristorante, dove ogni piatto ha un certo prezzo. Fino a che non pago per intero, non ricevo nulla. Questo è esattamente ciò che accade con le “porzioni” di scoperta spirituale che sono composte da “dieci Sefirot“. Ogni porzione contiene dieci Sefirot, non meno e non più, come un “pranzo d’affari” che include tutto, a partire dall’insalata fino al dolce al termine del pasto. E tocca a noi scoprire la mancanza, l’ “appetito” per tutte e dieci le Sefirot. Questo è chiamato “Seah“.

La mancanza dipende solo dal gruppo. Se lavoriamo bene, ognuno per il gruppo e il gruppo per ognuno, allora raggiungeremo facilmente la mancanza richiesta. Tutto dipende da noi, non ci sono trucchi. I Kabbalisti hanno scritto una moltitudine di articoli su questo per noi, hanno lasciato una moltitudine di materiale che spiega come aumentare il nostro desiderio per la scoperta della Luce, la forza della dazione, cioè, risvegliare in noi l’appetito per la spiritualità.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.11.2013, Scritti di Rabash)

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Basta con l’autoflagellazione!

Domanda: Le persone che arrivano nel gruppo non solo possiedono potenzialità diverse, ma hanno anche problemi con un diverso tipo di desiderio: qualcuno non ha ancora finito con il suo lavoro sui desideri di natura fisica e per qualcun altro il compito più essenziale è una lotta, per esempio, con la sua brama di potere.

Risposta: Nessuno è alle prese con qualche cosa. Per una persona che sta imparando il metodo integrale non c’è lotta con se stesso, con consumare se stesso, con l’auto-flagellazione e anche con l’auto-esame. Non c’è nulla in lui da chiarire, perché questo è ego assoluto. E’ preferibile non aprire il “vaso di Pandora” e non esaminarlo.

L’unica cosa che viene richiesta è uscire da se stessi in tutti gli altri, per creare il centro del gruppo in modo che possa esistere un solo se stesso senza dipendere dagli altri. Io lo chiamo una “sfera di lamponi“, che inizia a brillare tra tutti come risultato dei nostri impulsi altruistici.
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(Da Kab.TV “Un Mondo Integrale” 26.10.2013)

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Una porta, un’apertura, un ingresso

Una porta, un’apertura, un ingresso appaiono all’improvviso nella spiritualità. Quindi, non aspettatevi di vedere una porta in lontananza, poi di avvicinarvi e di aprirla. Quando vedrete una porta, si aprirà immediatamente! Questa è la legge, e di conseguenza, se è osservata, accadrà.

E’ solamente se il mio vaso è uguale alla Luce – che accade improvvisamente come l’esodo dall’Egitto, che avvenne di fretta – che vedrò all’improvviso una porta che immediatamente diventerà un’apertura, ed entrerò.

Possiamo compiere una tale azione in completa fede, che significa che se metto sul mio vaso un Masach (schermo) “al fine di donare”, e divento uguale al livello superiore.

Baal HaSulam, Lettera 26: Questo potere, per ascoltare la parola dei saggi in questa realtà in Dalet, è chiamato “fede”…

L’uomo che vuole avvicinarsi all’apertura deve lavorare secondo la fede dei saggi. Nella misura in cui egli aderisce alla grandezza del suo maestro e del gruppo, nella stessa misura egli riceve forza dal suo impegno e può avvicinarsi a questa porta. Egli non ha alcun potere da sé. E’ così che funziona nel nostro mondo, e alla persona vengono dati un maestro, ed il gruppo, e lo studio, al fine di richiamare la Luce che Corregge, che può portare una persona più vicina all’ingresso, al mondo spirituale.

…è chiamato “fede,” poiché non è stabilito all’improvviso, ma attraverso l’educazione, l’adattamento, e attraverso il lavoro.

Questo è il senso dell’educazione integrale, di modo che, usandola, gli uomini riceveranno la Luce che Corregge che li cambierà. Questa è la differenza tra l’educazione integrale e l’educazione ordinaria che non richiama la Luce che Corregge e non cambia una persona. Perciò, è molto importante che ogni persona, che faccia da guida o maestro dell’educazione integrale e che lavori con il pubblico, sia grandemente connessa con il gruppo e con lo studio e solo allora dovrebbe uscire per la divulgazione.

E’ uguale al tutoraggio di un bambino, che sarebbe come un sasso lasciato lì se non fosse per il tutor che lo solleva. Ecco perché questo lavoro è generalmente chiamato “una tunica”, poiché è come un cappotto, “al di là” dell’umano concezione…

Cioè, al di sopra della mente del bambino.

Nel mondo fisico, ci sono dei bambini che non hanno ancora un pensiero, che sono pronti ad annullarsi davanti agli adulti, in modo che essi si prendano cura di loro. E’ così che funzionano le cose in modo naturale nella fisicità. Se un uomo nascesse già adulto – con una mente sviluppata, con i propri sentimenti e le proprie opinioni – sarebbe impossibile prendersi cura di lui. Solamente quando si annulla come un bambino egli permette agli altri di fare quello che vogliono con lui. Solamente quando abbassa la testa, credendo e sapendo che egli dipende totalmente dall’adulto, l’adulto sarà in grado di fare qualcosa per lui.

Pensate che sia facile per una persona adulta sottomettersi in questo modo? Tuttavia, questo è proprio quello che dobbiamo fare. Dobbiamo prendere un esempio da questo mondo relativo alla fase del concepimento, Ibur, allattamento, Yenika, e pensiero, Mochin. Altrimenti, non sarete in grado di avanzare.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.12.2013, Gli Scritti Baal HaSulam)

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Un canale di Luce

I nostri amici sono parti della nostra anima. Il fatto che abbiamo aderito al gruppo non è casuale: Siamo stati portati al gruppo dall’alto. Dobbiamo renderci conto che è il Creatore che ci ha dato questo particolare gruppo di amici. Egli è Colui che ha “messo le mani” su un buon destino, e ha detto: “Prendilo!” Da ora in poi, tutto quello che dobbiamo fare è rafforzare la nostra connessione e unione con gli altri.

Noi creiamo delle regole di base di unione che comprendono: workshop, pasti comuni, e attività. Ci riuniamo almeno diverse volte alla settimana. In questo modo, noi stabiliamo e estendiamo i fili che ci collegano. Tuttavia, non importa quanto ci sforziamo per migliorare la nostra connessione, non saremo in grado di creare una forza che è abbastanza forte per rivelare la Luce Superiore. Noi semplicemente non raggiungeremo una “tensione” sufficiente per “accenderla”.

Perché funziona così?

Generazioni precedenti di Kabbalisti sono stati integrati in piccoli gruppi, a volte meno di dieci persone. Ecco come hanno rivelato il Creatore tra di loro. Tuttavia, la nostra situazione è molto diversa. Oggi, tutta l’umanità è in uno stato corrotto, l’intero vaso dell’anima comune è andato in frantumi.

Questo spiega perché dobbiamo ricevere molti desideri e bisogni di ogni frammento rotto possibile. Poi dobbiamo “digerirli”, salire insieme a loro al Creatore, e chiedere che Egli ci si riveli. Dovremmo farlo non per il nostro bene (1 %), ma per il pubblico esterno (99/%).

Quindi, dobbiamo essere il canale di guida della Luce in modo che la Luce del Creatore si riveli in noi, per poi tramandarla agli altri.

Per fare questo, prima di tutto, dobbiamo rafforzare noi stessi (1), poi, ci rivolgiamo alle esigenze del pubblico in generale (2), dopo di che, ci appelliamo al Creatore (3). Poi, la Luce e l’abbondanza scenderà dal Creatore a noi (4) e la trasmettiamo in giù (5).

Noi studiamo la Kabbalah, mentre per il pubblico esterno presentiamo l’Educazione Integrale (EI). Di conseguenza, dobbiamo imparare come affrontare il pubblico in generale, in che forma e stile dovremmo presentare i materiali di EI, e quale insieme di termini utilizzare quando si parla con loro.

È detto: “Educare il bambino secondo il suo modo”. In altre parole, educhiamo le persone in modo che possano capire affinché essi saranno attratti da noi e non respinti. E poi, in base a quante persone saranno attirate da noi, saremo in grado di coinvolgere alcune di loro nei gruppi. Dovremmo essere molto gentili con loro in modo da non spaventare coloro che non sono pronti ad unirsi a noi.

I Kabbalisti hanno sempre parlato di lavorare in piccoli gruppi piuttosto che sulla divulgazione di massa progettata per coloro che sono lontani dallo studio della scienza della Kabbalah. Perché fino ad ora, il mondo non aveva mai vissuto una crisi globale e i kabbalisti non hanno dovuto fare questo passo, questo non è stato rivelato in loro. Tuttavia, Baal HaSulam scrisse riguardo “l’ultima generazione” e i problemi contemporanei; pubblicò il quotidiano “La Nazione“, ma tutto questo era solo l’inizio, un “progetto”.

D’altra parte, stiamo assistendo alla crisi, e siamo costretti ad affrontare il mondo intero. Altrimenti, noi non raggiungeremo la spiritualità, noi non sentiremo la necessità di fare appello al Creatore. Dopo tutto, siamo solo Galgalta ve Eynaim (GE), Hafetz Hesed, una parte molto piccola con una “profondità” del desiderio molto bassa, che si limita al livello zero e al primo livello; l’intera umanità rappresenta l’AHP con il secondo, il terzo e il quarto grado.

Quindi, se non riceviamo questo grande “spessore” dei desideri del resto del mondo, non avremo nulla per affrontare il Creatore. Non c’è altra scelta. A differenza delle generazioni precedenti, siamo semplicemente obbligati ad “andare al grande pubblico”, accettare le loro esigenze, e salire al di sopra.

Nei suoi articoliL’Arvut (La Garanzia Reciproca)” e  “Matan Torà (Il Dono della Torà)”, Baal HaSulam scrive che dobbiamo servire il mondo intero come un canale di trasmissione tra il Creatore e le nazioni. Non c’è posto per imparare a farlo, siamo sviluppando costantemente la metodologia chiamata Educazione Integrale. Lo sviluppo è in corso, e di giorno in giorno avanziamo costantemente.
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(Dal Congresso virtuale “One America” 17.11.2013, Lezione 3)

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Sinistra, destra, sinistra!

Camminiamo su due gambe: sinistra, destra, sinistra, destra. Dovremo sempre cercare la destra ma iniziamo sempre con il piede sinistro, dal crescente desiderio di ricevere. É impossibile fare qualsiasi cosa senza il desiderio, senza la mancanza, senza l’interesse.

L’azione stessa viene fatta dalla Luce che Riforma. Alla fine, è un processo molto semplice, ma siccome noi la percepiamo tramite queste sensazioni, ci lancia verso stati diversi. Quando ci troviamo sul lato sinistro, non riusciamo a vedere la destra, e dal lato destro, non riusciamo a credere che esista anche la sinistra. E quindi siamo come bambini che o piangono o ridono.

Il desiderio di provare piacere, il desiderio di ricevere, è tutta la nostra materia, che determina totalmente i nostri stati: tutte le nostre sensazioni, la nostra mente e la nostra prospettiva. Dipendiamo tutti da esso, fino a quando non raggiungiamo la linea di mezzo. Lì possiamo già essere al di sopra del nostro desiderio, sia nella linea di sinistra che nella linea di destra e gestiamo noi stessi, detto al di sopra della ragione, al di sopra delle impressioni piacevoli e spiacevoli nei nostri desideri di ricevere. Possiamo già usare tutti questi stati per il nostro avanzamento dal nostro libero arbitrio.

Ma saremo lanciati da un lato all’altro: da sinistra a destra, fino a quando otteniamo il controllo della linea di mezzo. Quando siamo a sinistra, dobbiamo in qualche modo controllare il nostro stato in modo da non perdere la testa e disperarci per il fatto che tutto va male, che tutto è buio, e che non vediamo nulla. Dobbiamo usare la linea di sinistra nella maniera giusta e costruttiva cercando di capirci qualcosa, e non semplicemente avere una brutta impressione, annegando nella disperazione, nell’impotenza, senza speranza.

É chiaro che se una persona è fatta interamente del desiderio di ricevere e si trova totalmente sotto l’influenza della Luce, allora niente lo potrà aiutare se non l’ambiente. Se non perde la connessione con l’ambiente, ma investe in esso, allora l’ambiente gli fornirà e lo influenzerà sempre con una certa misura di Luce. Se una persona mette il proprio sforzo nel “magazzino” dell’ambiente, la sua connessione, la sua sottomissione all’ambiente, riceverà supporto nel suo magazzino durante una discesa, riuscendo così ad innalzarsi più velocemente.

La stessa cosa vale anche al contrario, quando va tutto bene. Allora non dovrebbe perdere la testa, ma piuttosto cercare di usare la situazione per poter avanzare. Avremo anche bisogno del supporto dell’ambiente che ci bilancerà in questa ascesa. La cosa principale é di non dimenticare mai e di essere consapevoli del fatto che abbiamo bisogno di arrivare alla vera mancanza. L’unico modo per raggiungere la vera mancanza é tramite il supporto dell’ambiente, visto che una persona può sempre sfuggire dal lavoro in questi stati se si trova da solo. La cosa principale è attraversare i più possibili stati piacevoli e non pensare a quanto siano di aiuto per il proprio avanzamento.
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(Dalla preparazione alla Lezione del Mattino del 03.12.2013)

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