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Seguendo l’insegnante

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa dobbiamo fare per avere quello che lei vuole darci in questo congresso?

Risposta: Anche nella scienza regolare, che si impara a scuola o all’ università, uno studente deve sempre attenersi all’insegnante. Nonostante ci sono altri insegnanti, lo studente deve sceglierne uno i cui consigli seguire. Allora si avrà successo.

Nel nostro mondo impariamo in questo modo. Quando si parla di qualcuno, ricordiamo che ha imparato con un noto scienziato ben conosciuto, un noto accademico. Per questo si dice che lui continua la sua strada.

Se non impariamo con qualcuno, rimaniamo come bestie. Però istintivamente le bestie possono proteggere se stesse, mentre un neonato umano non può sopravvivere da solo. Dobbiamo insegnargli tutto. Però anche questo è nulla in paragone al sentiero spirituale, dove non abbiamo nessuno da cui prendere esempio, perché noi non li vediamo. Non sappiamo come fare i passi e ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Loro confondono sempre tutti, ci sforziamo di chiarire tutti i nostri sentimenti che attraversano i nostri cuori e i pensieri che compaiono nelle nostre menti. Non c’è un sistema interno in noi che può consigliarci esattamente che cosa deve essere fatto, e ciò che è buono e ciò che è male.

Così avanziamo solo quando diventiamo un feto nel successivo livello, come una goccia di seme che entra nell’utero e comincia a svilupparsi lì. E tutto ciò che gli succede deriva dal superiore, dalla madre, che sviluppa questa goccia di seme.

Questo è anche ciò che si trova sul sentiero spirituale: Lo studente deve entrare nel livello superiore, significa nell’ insegnante, e scomparire lì, prendendo tutto da lui. Egli crescerà solo in questo modo, questa è una condizione obbligatoria.

La sezione undici dello Studio delle Dieci Sefirot parla della crescita di ogni anima. Non c’è un’altra possibilità per la crescita oltre ad annullare se stessi nei confronti del superiore, significa che accettate la sua condizione con i vostri occhi e lo seguite. Molti articoli sono stati scritti riguardo questo. Allora una persona deve annullare se stesso verso il gruppo e insieme a questo annullare se stesso riguardo l’insegnante: per quanto riguarda la sua strada, per quanto riguarda il suo consiglio. Non c’è altra possibilità.

Ecco come accade con ogni creatura nata nel nostro mondo sui livelli di inanimato, vegetale, e animato, e secondo lo stesso principio ciò succede per la nascita dei livelli spirituali. Impariamo dall’esempio del livello animato e di conseguenza ci comportiamo sul livello dell’anima umana.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno”. Giorno Uno 9.05.2014, Lezione 1)

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Dr. Michael LaitmanUno non deve pensare che la nostra connessione rende solo possibile passare il tempo piacevolmente o anche pensare che questo sia un onere inutile.

Sappiamo che per primo fu creato un vaso riempito con una Luce. Però, in tale forma, la creatura (1) non sente ciò che la riempie (2) sente se stesso e la sua vita, ma non la fonte della vita, significa che esiste solo sul livello dell’inanimato.

In modo che la creatura raggiunga uno stato dove percepisce il potere superiore che l’ha creata e diventa come esso, eterno e completo, ha bisogno di ricevere la stessa caratteristica, la stessa natura del potere superiore.

Com’è possibile fare questo? Il potere superiore è dazione assoluta, e il potere inferiore, la creatura, è il potere di ricezione. Segue che questo è necessario ad alzare le creature che sono solo fatte di desiderio di ricevere, “creato come qualcosa dal nulla” e chi non pensa a nulla tranne che di essere riempito al livello del potere superiore, la natura del Creatore.

Sicché la creatura era frammentata in una moltitudine di frammenti, diciamo sette miliardi di persone, quante sono in tutta l’umanità. E tutte loro sono distanti e separate l’una dall’altra a causa del potere egoistico che si trova in loro. Questo ego opposto al potere della Luce, significa che è uguale al meno del potere. Fra noi il rifiuto è opposto al Creatore. Quindi se tutti noi ci connettiamo insieme, il Creatore si scopre nelle nostre caratteristiche che si sono trasformate per diventare come Lui.

Così il Creatore (Bore) si chiama, “vieni e vedi” (Bo Re), significa, vieni a tale stato all’interno del quale Lo vedrai nei tuoi sentimenti e nelle tue caratteristiche corrette.

Così siamo nati dopo la frammentazione dell’anima, che va a spiegare la trasgressione del primo uomo con l’Albero della Conoscenza. E tutta la nostra correzione avviene tramite la trasformazione dell’odio in amore. Odio è il nostro potere di separazione (Delta). Se ci rivolgiamo all’emozione opposta, scopriamo che siamo sul livello del Creatore.

Questo è il livello eterno e perfetto che dobbiamo raggiungere, e raggiungiamo questo solo tramite la connessione attuale.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno,” Primo Giorno 9.05.2014, Lezione 1)

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Tutti siamo uguali, come figli per la Mamma

Dr. Michael LaitmanQuando veniamo ad un congresso, ci troviamo in compagnia con persone che ci sono estranee e che non abbiamo mai visto prima. Non sentiamo e non ci capiamo l’un l’altro, ma non è importante questo. Se so che devo connettermi con gli altri allo scopo di connetterci con il Creatore, poi entro in qualsiasi gruppo.

E non mi riguarda chi è seduto lì, da quale paese viene, o che lingua parla. La cosa principale per me è partecipare emotivamente e internamente in questo cerchio.

A me non importa se stiamo parlando la stessa lingua o ci conosciamo l’un l’altro bene, se siamo amici stretti o ci vediamo per la prima volta. Non cambia nulla. La cosa principale è salire oltre il nostro ego e volersi integrare nel cerchio allo scopo di ottenere l’unità e tramite essa, permettere al Creatore di ascoltare quel che vogliamo.

Allora le regole di condotta nel gruppo o altri momenti del workshop sono i seguenti:

  1. Nessuno pensa a se stesso. Non c’è Io!
  2. Tutti devono sentire che il resto degli amici è più di se stesso (I < 9). In tutto, gli amici sono più alti di me e io scompaio in loro come il più piccolo.
  3. Sopra tutta la connessione della nostra particolare caratteristica personale c’è il Kli (vaso) nel quale si scopre il Creatore. Il Creatore (Bore) è “Vieni e Vedi” (Bo-Re); significa che raggiungiamo questo stato e troviamo lì il Creatore. In questo modo il nostro Kli è uguale al Creatore. Al grado d’intensità del Kli, nel suo potere (Bo), posso scoprire il Creatore (Re). Non vi è alcuna misurazione del Creatore. Non sappiamo la Sua vera misura. Però lo scopriamo secondo quanto abbiamo preparato il nostro Kli (Bo): a questo grado lo vediamo (Re).
  4. Durante il workshop nessuna discordia con l’opinione dell’altro. Non ci sono domande: Ognuno aggiunge solamente (10 = 1 + 1 + 1 …). La cosa importante sono i più e non le unità. L’uno che ha il turno successivo aggiunge solo a quello precedente, e nessuno discute.

Anche se non ho successo nel salire oltre la mia attitudine critica, e a me sembra che qualcuno ha detto qualcosa di sbagliato, devo correggere me stesso immediatamente. Se sento che un amico ha detto qualcosa sbagliato, significa che non sono nel bene.

Così tutti aggiungono e aggiungono di nuovo, solo a ciò che è stato detto dagli altri. Qualcuno può fare un tipo di congettura, continuo, e poi viene il turno del prossimo. Così si aggiunge costantemente. Non ci sono i grandi o i piccoli nella nostra connessione, tutti sono uguali.

Non importa quale tipo di superiorità uno ha nel gruppo, giovane o anziano, maggiore o minore comprensione. Fra tutti noi, le nostre caratteristiche fisiche in questo mondo non c’è nulla che può violare la nostra uguaglianza. Nel mondo spirituale, tutti noi siamo uguali, come i figli per la loro madre.
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(Dal Congresso in Francia “Tutti per Uno e Uno per Tutti” Giorno Due 10.05.2014, Lezione 2)

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All’ingresso della galleria

Progredire tramite “l’accelerazione del tempo” (Achishena) è possibile soltanto se si cammina come un uomo vecchio piegato che sta cercando qualcosa che apparentemente ha perso. Poi, quando voi rilasciate il male, il bene sarà rivelato immediatamente di fronte ad esso, perché ho già cercato difetti mentre ero in uno stato buono.

Tutto dipende dall’andamento dell’ avanzamento. Vedo una tavola apparecchiata davanti a me, poi mi interessa avere un buon appetito per godere del rinfresco, cioè, cerco una mancanza.

Se otteniamo abbastanza influenza dall’ambiente, poi non è importante ciò che ci accade. In questi giorni siamo seriamente coinvolti in chiarimenti su ciò che è la garanzia reciproca, è chiaro che in accordo con questo sperimentiamo colpi forti, problemi comuni, ma noi li superiamo velocemente e facilmente. Tutto dipende dall’andamento.

Significa che non avrò mai fiducia nella mia forza e avrò sempre bisogno della garanzia reciproca. Non sarà mai sufficiente. Infatti, in questo momento, come io mi attrezzo con una qualche quantità di garanzia reciproca, immediatamente divento distante e vari disturbi sorgono, che posso trasformare nella linea mediana con l’aiuto della garanzia reciproca, trasformandoli in avanzamento.

Pertanto, dobbiamo sforzarci per la garanzia reciproca quanto più possibile, e questo causerà la nostra stanchezza, rifiuto, e sentimenti cattivi. Tutti questi ostacoli sono presenti nel lavoro di garanzia reciproca perché ci sono tre linee nella linea mediana, nella sinistra e nella destra. Con questo, sviluppiamo la nostra anima iniziando a lavorare con i nostri stati interni.

Ci sforziamo di ottenere la più forte garanzia reciproca possibile, e quando sentiamo che la nostra unità ha ottenuto abbastanza forza, poi noi stessi cominciamo a svegliare la linea sinistra, l’appetito, che è chiamato “svegliare l’alba” non aspettando finché “l’alba mi sveglia”. Abitualmente, questa opportunità viene tramite l’ambiente più ampio. Allora, abbiamo bisogno di lavorare sull’importanza del nostro gruppo concernente la società esterna.

Dentro il gruppo, io lavoro in modo che il gruppo sia più importante di me. Ora, devo lavorare con il mio gruppo, unito insieme, in modo che il resto dell’ambiente esterno sia meno importante di questo gruppo. Cioè, il gruppo è più importante di me e la società intera esterna (la società esterna non significa il nostro gruppo mondiale). In tal caso sarò in grado di trarre desideri nuovi da lì e aumentare la nostra garanzia reciproca.

Non c’è nulla di cui preoccuparsi tranne la garanzia reciproca perché nella misura della forza dell’unità, Ie forze di rottura, un nuovo Reshimot sarà risvegliato. Cominceremo a lavorare con loro in modo da ottenere l’immagine umana, incollando tutti i pezzi insieme. Non dobbiamo preoccuparci del Reshimot che emerge dalla rottura ma soltanto del nostro combustibile ed energia. In garanzia reciproca, riceviamo la forza proprio come “materia grezza”. Disturbi vari che si rivolgono a noi ci aiutano a dare una forma concreta a questa garanzia.

La forza di garanzia non ha forma; la forma viene dal negativo, dai difetti. Se non incontro ostacoli, quindi non sento di esistere. L’aria mette pressione su di me, tutti i miei organi di senso ricevono effetti diversi senza i quali non sento che esisto. La stessa cosa succede con la forza di garanzia reciproca: se ho questa forza, ma non sento la resistenza, allora non sento di essere in un mondo spirituale.

Sentiamo che siamo in un mondo spirituale soltanto a causa delle forze del buio. La Luce da sé non attrae alcuna forma, la forma nasce dal buio.

Passiamo attraverso questi stati in un sentiero finché ci troviamo sul fascio diretto (Kav), lungo il quale continuiamo il nostro movimento verso l’obiettivo. Questo ingresso alla galleria nel “tubo”, la linea mediana, è molto importante e difficile. Per lungo tempo giriamo in cerchi all’ingresso, non osando entrare, facciamo un passo e ci ritiriamo. Però quando entriamo, grazie alle lezioni che abbiamo imparato, continuiamo ad avanzare in esso.
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(Dalla preparazione per la Lezione quotidiana di Kabbalah del 01.01.2014)

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Dobbiamo dare qualcosa alla gente

Dr. Michael LaitmanUna persona deve essere in un gruppo preferibilmente compreso di dieci persone, ma dieci è il numero ottimale. E’ necessario provare ad organizzare un gruppo da cinque a dieci amici che sono pronti a connettersi, a raggiungere l’obiettivo.

In aggiunta a questo, poiché viviamo in una crisi, è possibile avanzare verso l’alto solo a condizione che divulghiamo all’esterno.

Ci sono tre livelli: superiore, medio e basso. Noi siamo nel mezzo e dobbiamo salire. Nel superiore (1) c’è Luce; è complesso e perfetto. Questo è l’insegnante, il Creatore, tutto ciò che è sopra di noi. In mezzo (2) c’è il nostro gruppo. E in basso (3) c’è il pubblico esterno e la società. Per ricevere la Luce dall’altro, dal Creatore, tramite l’insegnante, ci devono essere quelli che vogliono riceverla sotto di noi. Allora dobbiamo diffondere la saggezza della Kabbalah o il metodo della connessione integrale, che è fondamentalmente la stessa cosa tranne l’insegnamento della fisica dei mondi superiori.

Senza l’inferiore che vuole uscire dalla crisi, è impossibile. Lui non capisce che cos’è la saggezza della Kabbalah e i pensieri sul senso della vita non lo riguardano, però lui ha un ampio disavanzo in banca, nella famiglia, con i suoi figli, e nella sua intera vita, la quale lo ha amareggiato, lo deprime, lo costringe a usare droghe; le cose vanno male per lui.

E basta che ci preoccupiamo di lui, ci prendiamo cura di lui, e innalziamo i suoi desideri fino a noi. E quando cominciamo a occuparci della gente, cominciamo ad essere immersi nei loro bisogni. Loro stanno aspettando di avere qualcosa da noi. Allora ci assale la paura di come fornire loro ciò di cui hanno bisogno.

Dopo tutto, non abbiamo nulla, e sentiamo la mancanza. Però, questa ci sveglia e ci spinge ad innalzarci ancora più in altro con questa mancanza, all’insegnante, e al Creatore, e domandare che loro ci diano l’adempimento che quelli in basso necessitano da noi il più velocemente possibile. Ci vergogniamo di non essere in grado di fornirlo.

Noi interiorizziamo i desideri del pubblico generale, per questo ci forziamo di rivolgerci verso il Creatore. Questo perché dobbiamo per forza portare qualcosa a loro. Dobbiamo metterci in questo posto stretto (Tsar), portare problemi (Tsarot) su di noi, e la gente inizierà a rimproverarci e a domandare ciò che gli è stato promesso da noi. Però questo è necessario perché poi vorremo andare dall’insegnante, chiedere, e lo riceveremo da lui.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno,” Giorno Due 10.05.2014, Lezione 3)

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Cerchi del mondo spirituale

Dr. Michael LaitmanQuando cominciamo a connetterci fra noi sempre più saldamente contraendoci nel nostro cerchio, la nostra connessione diventa sempre più densa. All’interno della nostra prima connessione abbiamo già scoperto la caratteristica del Creatore, ma viene rivelato in una forma molto debole. Questo si chiama il mondo di Assiya.

Continuando a lavorare sulla nostra connessione, scopriamo il prossimo livello di connessione al suo interno, chiamato il mondo di Yetzira. Una connessione ancora più forte si scopre come mondo di Beria, e una connessione ancora più forte viene rivelata come mondo di Atzilut. Questa indica la fine della correzione. Scopriamo questo mondo spirituale all’interno della connessione fra noi nella misura in cui ci avviciniamo l’un l’altro più strettamente.

Dalla prima connessione all’ultima connessione ci sono 125 livelli di cinque mondi, in ognuno dei quali c’è un Partzufim spirituale con cinque Sefirot in ciascuno di essi. La saggezza della Kabbalah parla di tutto questo.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno”, Giorno Uno 9.05.2014, Lezione 1)

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Una vita germoglia dal grano marcito

Il primo articolo di Rabash riguardo il gruppo comincia con le parole: “Siamo riuniti qui per stabilire una società…” siccome senza la società un uomo non può raggiungere l’obiettivo. Soltanto tramite essa uno può realizzare se stesso e soltanto a causa di essa può crescere.

La crescita spirituale di ognuno non ha niente in comune con la materia di sviluppo quando uno è nutrito dal gruppo e così ci sviluppiamo. Lo sviluppo spirituale avviene dentro il gruppo per l’estensione della connessione e unità fra gli amici, al grado della mia scomparsa nel gruppo, la mia dissoluzione in esso.

Una volta che una persona capisce che questa è la propria crescita spirituale si concentra solamente su questo e può considerare di essere sulla strada giusta.

Prima di allora, rappresenta se stesso come “un seme non piantato”: è immagazzinato da qualche parte, ma niente può crescere da esso, e nessuno sa se qualcosa potrà mai crescere da esso. E questo è il modo per il quale possiamo valutare una persona che appartiene alla nostra organizzazione e che viene a noi, studia al Centro di Educazione di Kabbalah, all’Academia di Kabbalah o intraprende qualsiasi altro corso di Kabbalah.

Uno può stare con noi per lungo tempo, ma soltanto quando comincia a guardare se stesso non soltanto come una parte del gruppo, ma come un seme che deve essere piantato nella terra, o non crescerà mai ~ quando uno comincia a sentire e valutare se stesso in questo modo, la sua preparazione spirituale è cominciata.

La serietà ed efficacia della nostra preparazione dipende dalla capacità del gruppo di assorbire le persone nuove e farle sciogliere letteralmente in esso e farle sentire come nel posto dove ognuno può essere inserito fisicamente, moralmente, materialmente e spiritualmente.

Dobbiamo inserirci nel gruppo come dei semi che in pratica spariscono mentre stanno crescendo e diventano “nulla e nessuno”. Dobbiamo consideraci una materia che origina una nuova entità qualitativa: il gruppo. Questo è ciò che significa la nostra crescita spirituale.

Dobbiamo misurare e valutare noi stessi in rapporto alla nostra crescita spirituale per quanto riguarda il nostro assorbimento nel gruppo. Pertanto, le nostre salite e discese, tutti i tipi di cambiamenti nei nostri capricci, sensazioni, comprensioni, e così via, devono essere percepiti non individualmente ma collettivamente.

Non importa quanto si sa, se uno può sentire spiritualmente, cosa capisce o realizza, o quanto profondamente conosce la materia di studio. Quelli non sono i limiti, ma le false idee di ciò che è la crescita spirituale, perché la crescita spirituale è misurata solo da una qualità e dalla misura della sua abilità a unirsi con gli altri.

E per questo la prima cosa che dobbiamo raggiungere è un livello zero, quando diventeremo come una goccia di sperma o un seme piantato nel terreno che diventa nulla.

In altre parole, tutto il nostro egoismo, la nostra intera vita, tutto ciò che è accaduto prima, non deve affatto essere considerato. Naturalmente, dobbiamo prenderci cura della nostra vita materiale. Sul piano materiale dobbiamo continuare ad essere la persona che eravamo prima, ma la cosa principale per noi è trasformarsi in una goccia di sperma che inizia la vita spirituale, lo sviluppo del feto. Dobbiamo visualizzarci in questo modo.

Soltanto quando uno ha sentito che ha appena raggiunto questo stato, continua ad aspirare ad esso, valutare se stesso soltanto tramite questo prisma, quando questo stato diventa lo scopo dell’uno, il sogno di uno, quando qualsiasi cosa che uno fa e si sforza allo scopo di raggiungere questo risultato, soltanto in quel momento uno si trova sulla strada giusta. Il resto dei presunti successi e dei risultati non sono più importanti di nessuno. Questa ricarica di base e rivalutazione di se stessi è il cambiamento che è più importante di qualsiasi altra cosa. Questo tipo di rivalutazione pone una persona proprio all’inizio della scala spirituale.

Così, quando uno diventa uno zero, cioè quando la prima restrizione (Tzimtzum Aleph) accade, uno disegna una riga, e da questo momento in poi, il proprio apprezzamento per il gruppo e per l’ambiente continua ad incrementarsi. Una persona chiarisce se si pone soltanto all’interno del gruppo o se ne rappresenta la parte attiva che contribuisce pienamente ad esso ed è in grado di inserire i suoi amici e il gruppo intero come un elemento attivo non al di fuori del proprio passato, ma fuori dal proprio momento presente, quando uno lavora per gli altri come una madre per i suoi bambini, li serve e fa tutto ciò che può per l’ulteriore avanzamento.
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(Dal Congresso a San Pietroburgo 7.12.2013 Lezione 4)

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La vita eterna all’interno della connessione integrale

Dr.Michael LaitmanSiamo all’inizio della correzione della natura umana e della correzione del mondo. Il metodo di Abramo ci insegna che una persona deve salire oltre la sua natura e connettersi con gli altri in una forma tale in cui si crea un cerchio.

Se ognuno dovesse abbandonare se stesso e aderire al centro della connessione generale comune, con questo creeremmo un potere unico, un senso addizionale speciale. Come se indossassimo un paio di occhiali nuovi che consentissero di vedere il mondo tramite una visione integrale che non appartiene a me personalmente.

Nella vita normale siamo costruiti in modo tale che io vedo quello che è utile o dannoso per il mio desiderio di ricevere. E quello che non incide sul mio ego non mi riguarda, quindi non vedo, non sento, e non scopro questo.

Intorno a noi ci sono creazioni intere di sistemi e mondi, ma non li sentiamo. I nostri sensi di vista, udito, olfatto e tatto non percepiscono questa realtà, perché si trovano su un livello completamente diverso.

Però quando ci connettiamo insieme, ognuno con gli altri, acquisiamo il senso integrale condiviso di uno per tutti. Questo senso è chiamato la Neshama (anima). E cominciamo a sentire la vita in un’altra dimensione che non dipende dal corpo o dalla sua vita e dalla sua morte.

Acquisisco un senso integrale che non si trova nel mio corpo, invece, io mi trovo in esso! E così non fa nessuna differenza se il mio corpo vive o muore. Nulla fa differenza per me, per davvero sono salito ad un altro livello di esistenza.

All’inizio ci siamo sviluppati sul livello dell’immobile, e dopo di questo, il livello vegetale. Poi abbiamo raggiunto il livello dell’animato e stiamo vivendo in quel livello attraverso i nostri corpi. Ora dobbiamo salire al livello del parlante, ma non sappiamo ancora che cosa è questo livello. Però salire ad esso è possibile solo a condizione che tutti ci connettiamo e ci uniamo. Questo rende possibile per noi uscire da noi stessi e alzarci oltre i nostri corpi.

Allora la saggezza della Kabbalah parla della nostra connessione generale nel punto centrale del nostro rapporto. Questo è il modo in cui ognuno di noi acquisisce il sesto senso.
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(Dal Congresso in Francia “Uno per Tutti e Tutti per Uno” Primo Giorno 09.05.2014, Lezione 1)

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Il centro per la correzione del mondo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Tutti i problemi del mondo sono creati a causa della separazione fra il popolo di Israele. Il gruppo Bnei Baruch è il centro per la correzione del mondo. Che cosa manca al gruppo centrale per la connessione in Israele stessa?

Risposta: Non penso che il problema sia soltanto nel nostro gruppo. Non può essere connesso e unito con il resto dei gruppi se loro non lo aiutano e iniziano ad essere integrati in esso. Questo non riguarda solo Israele, ma il gruppo comune del mondo.

Quando diciamo che in Israele c’è un’atmosfera unica, significa che qui, in questa nazione, in questo territorio, c’è l’ obbligo soprattutto per prima cosa di offrire alla gente il metodo della saggezza di connessione. E in questo, il gruppo centrale, la cui missione è di servire il popolo di Israele, è unito.

Però intorno ad esso ci sono gruppi che devono unirsi a noi per aiutarci e per spingerci.

 

Abbiamo bisogno di ricevere il potere l’un l’altro. Però prima di tutto, abbiamo bisogno del supporto degli altri gruppi allo scopo di diffondere la saggezza di connessione fra il popolo d’Israele. E il resto dei gruppi deve fare questo nei propri territori.

Ecco, la prima cosa è l’unità fra la gente d’Israele. Se realizziamo l’idea di unità qui, questa, si diffonderà ulteriormente e abbraccerà il mondo intero.

Per ciò che riguarda la rete interiore di connessione fra tutta la gente nel mondo questa deriva da qui: l’egoismo è derivato da Babilonia e l’altruismo è derivato da Israele. Questo legame non esiste ora. La nostra missione è di crearlo.
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(Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.04.2014, Domande e Risposte con il Dott.Laitman)

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Il cuore del mondo

Dr. Michael LaitmanIl Libro dello Zohar, “Pinchasitem 152: Israele, il Creatore lo ha fatto come cuore del mondo, e questo è il modo in cui Israele si trova fra le altre nazioni, come un cuore fra gli altri organi. E come gli organi del corpo non possono esistere nel mondo neanche per un momento senza il cuore, le altre nazioni non possono esistere nel mondo senza Israele.

Non ci sono differenze nel mondo di Ein Sof (infinito). Là tutti sono uguali dato che la Luce superiore ha creato tutti ugualmente secondo la sua natura.

Poi ci fu la prima restrizione (Tzimtzum Aleph) e la Luce scomparve ugualmente da tutti i confini della Malchut di Ein Sof, concentrandosi intorno ad un punto medio. Questo periodo rimase così fino alla frammentazione dei vasi.

Dopo la frammentazione, i vasi caddero e furono organizzati dall’alto verso il basso, e da quel momento, i vasi con il più piccolo Aviut (spessore) sono in cima.

Nel mondo di Nikudim c’erano già dieci Sefirot. La sua parte superiore era Bina e la parte inferiore era Malchut. Così i vasi della fase radice, fase uno, e una parte della fase due sono i vasi di dazione (Israele) e i vasi di Aviut tre e quattro sono i vasi di ricezione (le nazioni del mondo).

Così i vasi di Bina sono classificati primi. Abramo ha cominciato questo processo in Babilonia antica. Abramo si rivolse a tutti i Babilonesi, a tutti i vasi, ma quelli che unì erano i vasi di dazione che avevano sentito la Luce che illuminava da Abramo quando egli diffondeva il suo messaggio. Pertanto, sono chiamati Israele secondo il Reshimot (gene spirituale) rivelato in loro.

Gli altri si dispersero in tutto il globo e oggi costituiscono tutta l’umanità, la quale è di sette miliardi di persone.

Dopo, dobbiamo capire che c’è una grande differenza nell’essenza interiore delle persone che fanno parte di queste due categorie: Israele e le nazioni del mondo. In Israele, c’è il Reshimot di Malchut in Bina, e nelle nazioni del mondo c’è il reshimot di Bina in Malchut, di conseguenza Malchut domina le nazioni del mondo e il livello di Bina è in essa, e Bina domina Israele con Malchut incorporato in esso.

Così il Reshimot di Malchut e Bina sono stati integrati come risultato della frammentazione, e quest’integrazione esiste in ogni persona, poiché siamo tutti prodotti dalla frammentazione dell’anima comune di Adam HaRishon (il primo uomo). In qualche persona, comunque, Malchut domina Bina, e in altre Bina domina Malchut.

Questo porta alla differenza durante il risveglio. Israele si sveglierà quando la Luce che Riforma la colpisce, mentre quelli che sono sotto il dominio di Malchut non possono svegliarsi con questa Luce. Possono soltanto raggiungere Bina come Malchut. Quando Malchut annulla se stesso davanti a Bina, si costruisce.

Fondiamo la nostra divulgazione su questo. Dopo tutto, anche in Israele, ci sono quelli che sono simili alle nazioni del mondo, e nelle nazioni del mondo, ci sono quelli che sono simili a Israele. Quelli dalle nazioni del mondo che somigliano a Israele si uniscono a noi. Quelli di noi che somigliano alle nazioni del mondo si uniscono con le nazioni del mondo. La divulgazione avviene in questo modo, da qui si dice: “Israele andò in esilio solo allo scopo di legare ad esso le anime dei gentili”. Questo processo determina il nostro lavoro e capiamo che la legge secondo la quale viene fatta la correzione, dalla parte più leggera alla parte più seria. Questo è il motivo per cui cominciamo con le persone che sono attratte da noi e poi espandiamo i cerchi della nostra divulgazione.

Inoltre, secondo lo Zohar, Israele è il cuore del mondo. Significa che la Luce può venire nel mondo solo tramite qualcuno connesso, qualcuno che può essere il tubo, un adattatore, una connessione, fra il Creatore e i vasi, i quali sono le nazioni del mondo. È il ruolo di Israele, poiché essa è connessa sia a Bina che a Malchut come Malchut è connessa a Keter nella parte superiore, e la parte bassa, ZAT di Bina è connessa a Malchut.

Pertanto, Israele è un gruppo speciale che dobbiamo raccogliere in tutto il mondo. Tramite questo tipo di lavoro stabiliamo il passaggio in questo mondo tra l’umanità e il Creatore.

Però l’obiettivo della creazione, per conto del Creatore, è che l’umanità verrà in contatto con Lui. Siamo semplicemente un viottolo e serviamo sia il Creatore, sia l’umanità. Il nostro onore e il nostro destino effettivamente istituiscono questo contatto. Se non fosse per questa connessione tra il Creatore e le nazioni del mondo e se non pensavamo che avremmo dato gioia a Lui, portando tutta l’umanità a Lui, non avremmo realizzato il nostro ruolo.

Allora dobbiamo trattare le nazioni del mondo molto bene e preoccuparci di quello che succede a loro. Oggi vediamo che hanno problemi, guai, e afflizioni e questo deve essere un segno per noi che non stiamo riuscendo nel nostro lavoro.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.05.2014, La Missione del popolo di Israele)

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