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Come un pesce preso nella rete

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come è possibile che una persona sia in grado di annullare se stessa davanti all’ambiente?

Risposta: Una persona si dispera per il tempo passato e la grande fatica applicata, e ancora non vede il risultato. Ma se, tuttavia, resta nel gruppo e continua a partecipare, alla fine il suo desiderio cambia.

Ricordo che una volta sono venuto alla lezione di Rabash durante un terribile temporale. Nessuno aveva la macchina tranne me, quindi abbiamo aspettato per molto tempo, ma nessuno è arrivato. Allora ho cominciato a chiamare e chiedere perché la gente non è venuta, e poi le ho offerto un passaggio. E la risposta è stata: “Cosa posso fare se c’è un tale diluvio la fuori?”

E poi uno studente si presentò tutto bagnato. Quando gli abbiamo chiesto come è stato in grado di camminare sotto un tale diluvio, ha risposto: “Che cosa potevo fare, c’era la lezione, e non potevo starmene a casa?”

Ne risulta che uno si siede a casa e dice: “Che cosa potevo fare?” “Come potevo andare sotto questa pioggia?” E un altro è venuto completamente fradicio e ha anche detto, “Cosa potevo fare, c’era una lezione, e non potevo starmene a casa? “

Tutto dipende dall’atteggiamento di una persona verso una determinata condizione. Ogni momento dovete chiedervi riguardo il vostro atteggiamento. Non dovete dimenticarvi che tutto viene dall’alto, specialmente per voi in modo da poter lavorare su questo, e allora non hai scelta, devi agire di conseguenza.

Domanda: Come posso, in ogni possibilità che mi viene data, persuadermi a fare un passo verso il gruppo?

Risposta: E’ scritto: “Qualunque cosa non fa la mente, il tempo lo fa”. E in effetti è vero. Se non c’è la qualità, la quantità funzionerà. In ogni caso, dobbiamo renderci conto che un giorno, l’influenza della Luce realizzerà tutto, e null’altro vi aiuterà. Non si puo’ realizzare qualcosa affrontando il Creatore direttamente, dato che così non funziona.

Quando ti disperi e decidi di chiedere di essere connesso con l’ambiente, allora vorrai collegare i fili con tutti gli altri, e tutti gli altri vorranno connettersi con te, come se fossi un pesce catturato in una rete. Solo in questa forma avrai l’opportunità di fare qualcosa con te, e, soprattutto, far lavorare gli amici su di te.

Tu sei costretto a sentirti deluso fino al punto in cui dubiti delle tue proprie capacità al fine di essere d’accordo a sottomettere te stesso all’ambiente, per essere impigliati nella rete con una sola speranza, che gli amici ti influenzano. Tu credi che loro avranno il potere di farlo. Non puoi avere la connessione con il Creatore da solo, e Lui non vuole influenzarti per cambiarti.

Dopo tutto, tu vedi che sono passati molti anni, ma niente aiuta. Non c’è niente altro da fare, e allora prendi la tua decisione. Questo richiede un grande sforzo, tempo, perseveranza e persistenza. Non ci dovrebbe essere un giorno in cui ci si dimentica della lezione.
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Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 04.12.2014, Gli scritti di Rabash

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Dove e quando c’è tempo per la felicità?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Negli ultimi decenni, il tema della ricerca della felicità, in Israele e nel mondo è diventato una moda. C’è un gran numero di libri, corsi, e workshops che sono comparsi riguardo a questo argomento. Nel libro dell’Ecclesiaste del Re Salomone, la ricerca della felicità và di pari passo con la ricerca della verità. Di che verità sta parlando?

Risposta: La verità cambia continuamente. Ogni generazione determina le regole generali per se stessa secondo quello che è detta la verità e la falsità, bene e male, piacere e dolore. Cento o duecento anni addietro la felicità era avere un lavoro, un posto dove vivere, una famiglia e dei bambini.

Se una persona poteva dare un tetto e del cibo alla sua famiglia allora era felice. Non voleva nulla tranne questo. Se aveva un vestito in più rispetto a quello di tutti giorni era una cosa fantastica! E poi sono giunti a interi guardaroba che prima era piccole dimensioni. Ed adesso tutti hanno una stanza dedicata a se stessi nell’appartamento con un proprio armadio. Ma anche questo non è abbastanza; Abbiamo bisogno di una cabina armadio per i nostri vestiti!

Abbiamo raggiunto la saturazione ma siamo ancora coinvolti nei consumi. Le nostre vite sono diventate una corsa. Dove troviamo piacere? Io vivo in un’area dove la popolazione appartiene ad una forte classe media. Alle sette del mattino il mio vicino corre verso la sua macchina con un bimbo in una mano e una tazza di caffè nell’altra. Mette giù il caffè, sistema il bimbo e lo porta al nido e poi va al lavoro.

Non torna a casa prima delle otto o nove della sera. Quando sente la felicità? Forse il giorno della settimana in cui esce con gli amici? O quella volta all’anno in cui si fa una settimana di vacanza all’estero? Dov’è veramente il piacere? Egli guarda le altre persone e dice: “Tutti fanno questo e quindi lo faccio anch’io”.

Domanda: Allora non c’è felicità nel mondo?

Risposta: La felicità, nella “Vanità delle vanità” (Ecclesiaste 1:2), è la dazione agli altri! Se diamo gli uni agli altri e costruiamo una vita dove tutti sono connessi in un modo positivo alla società allora ci realizziamo gli uni con gli altri, non con le cose ma con la felicità. Al momento voglio avere la sensazione della felicità attraverso l’acquisizione di un oggetto che ho comprato e di cui poi godo. Quanto posso guardarlo e goderne?

La felicità deve essere rinnovata continuamente. La felicità per una nuova macchina dura per un mese, per una casa per un anno. Come posso organizzare la vita in modo che il mio desiderio di essere felice tutto il tempo sia sempre rinnovato e che il suo rifornimento sia sempre nuovo? E’ quel che succede quando ci si sveglia tutti i giorni come un bimbo con gli occhi ben spalancati!

Durante l’infanzia vivevo in una casa con un grosso cortile. Nel cortile crescevano alberi e fiori; avevamo un cane. La sera già immaginavo a quando sarei saltato fuori dal letto il mattino correndo in cortile per incontrare gli amici. Voglio vivere con questo tipo di umore!

Domanda: Nel libro dell’Ecclesiaste di Re Salomone c’è una stessa frase ripetuta due volte “Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.” (Ecclesiaste 1:9). Questa è una scoperta molto triste.

Risposta: Se vuoi solo godere del mondo allora ottieni solo futilità.

Domanda: E’ davvero necessario arrivare allo stato di assoluta mancanza di piacere per capire la necessità del rinnovamento? Non si può ottenere piacere sia dalle cose che dalla connessione con le persone?

Risposta: Una non interferisce con l’altra, ma io non penso che una persona possa stare in due mondi. Se sei diviso in due, allora nessuno dei due desideri sarà ritenuto completamente soddisfatto. Alla fine dobbiamo mostrare a noi stessi ed agli altri dove si trova la vera sorgente della felicità. Il rinnovamento delle relazioni tra di noi ci porterà un sentimento di felicità e questo sarà sempre un identico soffio vitale che gonfierà le nostre vele nel progresso verso stati migliori.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 23.05.13

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La mente ebraica

Dr. Michael LaitmanDomanda: Rapporti complessi sono stati creati fra cittadini ebrei e arabi della nazione. Siamo destinati a vivere insieme in una nazione, anche se non abbiamo scelto questo. Gli arabi sono circa il 20% della popolazione di Israele. Fra loro, l’83% sono musulmani, in maggioranza Sunniti. Abbiamo parità di diritti e responsabilità, ma ci sono due lati in ogni moneta. Da un lato, tanti cittadini arabi vogliono vivere in pace con noi. Ci sono città nelle quali gli ebrei e gli arabi sono stati in buoni rapporti di vicinato per decenni, per esempio in Acre e a Jaffa.

Dall’altro lato, questo settore è diventato una fonte di violenza con gli ultimi disordini.

Abbiamo vissuto insieme uno accanto all’altro per così tanti anni, e anche oggi, non abbiamo imparato ad andare d’accordo con l’altro! Gli ultimi sviluppi fanno paura, deludono, e suscitano sfiducia tra noi. Che cosa si può dire del sistema di rapporti tra i settori arabi ed ebrei in Israele?

Risposta: Suppongo che andando più in profondità nei livelli quotidiani umani psicologici e sociali, in ultima analisi, si confondono le persone. Infatti, spetta a noi fare una cosa sola a proposito degli arabi di Israele. Dobbiamo dimostrare come gli ebrei si connettono fra di loro e come possiamo accettare gli arabi fra noi in modo che anche loro si connettano con noi. Non è necessario fare altro.

In genere, il popolo arabo, come ogni nazione, ha un ruolo unico. Prima di tutto, storicamente sono nostri cugini. Dal punto di vista ebraico, la loro religione non è idolatria, poiché non s’inchinano a qualsiasi statua o immagine.

Dal punto di vista psicologico e filosofico abbiamo una visione molto simile del mondo. Per tutta la storia siamo stati in contatto l’uno con l’altro e in periodi particolari, c’erano buoni rapporti fra noi. Però questo non dipende da loro o da noi, piuttosto dal processo generale attraverso il quale siamo dovuti passare durante la storia. In altre parole, non c’è spazio per la lode o il biasimo qui.

Allora ignoro lo studio tradizionale che indaga la mentalità dei popoli, l’unicità, le caratteristiche e le loro linee naturali. Ora è giunto il momento per un cambiamento a livello di umanità in tutte la nazioni, allora perché andiamo più in profondità nei rapporti quotidiani? Possiamo cambiare in un momento se attiviamo le forze naturali fondamentali di base.

Scienziati e analisti stanno costruendo castelli di sabbia che spariscono in un momento. Non hanno alcun beneficio differente dal flusso di pubblicazioni di articoli di giornali e letteratura scientifica.

Sto semplificando questo in una certa misura, però spetta a noi pensare globalmente. Anche se l’immagine globale in cui ci stiamo dirigendo verso il completamento di cambiamenti di correzione cambia tutto il tempo, in particolare la legittimità a questo livello che influisce l’essenza della vita e la connessione fra noi. E questo è ciò su cui dobbiamo lavorare.

Allora dico: “Venite, cominciamo a connetterci fra noi.” E sulla strada, cominceremo ad attirare gli arabi israeliani verso di noi. Anche se non abbiamo ancora raggiunto la connessione noi stessi, è possibile verificare come stiamo facendo questo. È necessario imparare dal sistema di connessione fra noi, non più su un livello intellettuale ma secondo la forma corretta.

Nonostante tutto, dobbiamo avanzare in questa direzione, quindi questa sarà la ricerca costruttiva e sostanziale che ci aiuterà a capire di più la situazione, ad identificare le forze naturali che stanno lavorando in noi, per imparare ad attivarle, identificarle, e camminare su questa strada.

Dall’altro lato, qual è la ragione di masticare sui rapporti tra noi e i nostri vicini ripetutamente come le istituzioni che sono coinvolte con questo? Anche se ci forniscono dati precisi ed accurati, la situazione non cambia. Perché devo ottenere informazioni con le quali non posso fare nulla?

Supponiamo di ottenere un rapporto, una relazione completa e totale di una situazione, includendo i fatti e i calcoli statistici dettagliati. Che cosa facciamo con questo? È impossibile per noi sprofondare in una routine; al contrario, dobbiamo cambiarla. Non richiediamo statistiche dal passato ma informazioni su come attivare gli sforzi di connessione, come creare e aumentare il potere tra il popolo d’Israele, e con il loro aiuto, connetterci con tutta l’umanità in uno, cominciando con i nostri vicini più prossimi. Ad oggi, non abbiamo questo potere perché non lo abbiamo creato ancora fra la gente. E abbiamo bisogno di questo specificamente.

Per Israele è Li Rosh (la testa, la mente). Manchiamo della testa. Il corpo è pronto e sta gridando, piangendo con i disordini, i disturbi, gli atti antisemiti, e incolpa noi per l’inazione, perché non lo stiamo conducendo in un buona maniera, non stiamo prendendo su noi stessi il ruolo della testa per portarlo in un rifugio sicuro.

Allora, cosa ci resta da pensare? Dopo tutto, siamo in grave ritardo.

Pertanto, vale la pena, per noi, dare forma alla testa, la quale è il meccanismo unico in cui tutti noi ci connettiamo insieme. E nel momento in cui ci connettiamo, la gente capirà perché stiamo facendo questo e quale tipo di lavoro stiamo facendo nel connettersi l’uno con l’altro.

Così il popolo d’Israele, almeno gli ebrei che vivono in Israele, devono provare a costruire la connessione tra loro. Abbiamo il metodo, e sappiamo dalla saggezza della Kabbalah che cosa dobbiamo raggiungere. Tutto ciò che rimane è quello di realizzare l’obiettivo e poi i rapporti fra noi e i nostri vicini, e le nazioni del mondo si stabiliranno. Oltre a questo, verranno ad aiutarci. È perché con questo si sta parlando della testa che porta l’intero corpo al bene.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 13.01.2014

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Come noci in un sacco

Dr. Michael LaitmanDomanda: In che modo possiamo aiutarci a vicenda nello spingere il nostro carro comune in avanti e in anticipo?

Risposta: Tutto ciò che viene detto durante una lezione deve essere interiorizzato nel cuore della persona in modo che essa comincerà a viverlo. Tutto ciò che è rivestito da noi deve entrare nei Kelim, nelle sue emozioni, allo scopo di formattare e organizzare i suoi desideri interiori affinché senta dentro di sé i fenomeni di cui ha sentito.

Ognuno è certamente familiare con il testo che abbiamo già letto molte volte in precedenza. Ma è possibile realizzare l’azione spirituale più semplice solo se si pensa di connettere i nostri Kelim in frantumi. È necessario che ci raffiguriamo il quadro in modo preciso e chiaro: l’involucro egoistico all’interno del quale è avvolta la scintilla spirituale, non ci consente di connetterci.

Anche se dobbiamo cercare più volte di connetterci tra di noi con la giusta intenzione, certamente non siamo pronti per questo. E da questo, in ognuno di noi scoppierà un vero e proprio grido verso il Creatore che ci consentirà e aiuterà a connetterci.

Ognuno è nella sua capsula egoistica o bolla all’interno della quale la scintilla della dazione è tenuta prigioniera. E chiediamo al Creatore che ci aiuti a connetterci, anche se ognuno è avvolto in un guscio (involucro) rigido, esteriore, egoistico come delle noci in un sacco, come ha descritto il Baal HaSulam. E nonostante tutto, le noci con cui possiamo connetterci si trovano all’interno del sacco.

Per questo, dobbiamo scoprire il nostro vero stato e non nasconderci o fuggire da esso. Ciò è dovuto al fatto che è molto sgradevole percepire la nostra vera essenza egoistica, che scopriamo improvvisamente dopo tanti anni di sforzi per raggiungere la dazione. E in questo modo dentro di noi nasce la preghiera.

La Luce Superiore arriva solo se vi è una mancanza per essa. E noi dobbiamo raggiungere questa mancanza, perché è impossibile gridare artificialmente. Quindi è necessario per noi cercare di immaginare la nostra forma corretta e vera, e ci stiamo già avvicinando ad essa.

La divulgazione diffusa è molto utile a questo, in quanto attraverso essa, negli ultimi due mesi siamo avanzati di più rispetto ai precedenti diversi anni.

Solo la preghiera giusta ci aiuterà quando sentiamo che non siamo pronti per la connessione. Questo perché ci aspettiamo di scoprire il Creatore, con la giusta intenzione, nel senso di dare a Lui e non a noi stessi. Per questo, è necessario che accada una rivoluzione radicale, una rivoluzione interiore nei nostri Kelim, che dipende da tutto il nostro grande gruppo mondiale.
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Dalla 1. parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2014, Shamati 1

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Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: perché, quando si sente che non c’è altro oltre il Creatore, la prima cosa che si pensa è a tutto questo male che si è verificato nel mondo: le guerre, l’Olocausto che ha preso milioni di vite?

Risposta: Una persona non è d’accordo con il fatto che non c’è nessun altro oltre al Creatore perché sembra che elimina la persona stessa, inclusa la sua esistenza. Non capisce di cosa si tratta.

Ad oggi, le persone non sono d’accordo con il modo in cui il governo superiore tratta il popolo di Israele, il gruppo che cerca “diritto al Creatore” (Yashar-Kel), che Abramo ha organizzato come un popolo. Anche oggi, la gente ancora lamenta questo disastro.

Però sarebbe più corretto trasformare tutta la memoria della catastrofe nella base di correzione. Il Museo dell’Olocausto e il memoriale dovrebbe mostrare perché ciò è avvenuto, da dove è venuto questo difetto terribile, e cosa ci deve insegnare. Dovrebbe insegnarci come ci possiamo alzare da questa afflizione.

Al posto della catastrofe, possiamo far crescere un’attitudine nuova del popolo d’Israele al Creatore, che è più maturo e propositivo. Basta lacrime e promesse che non succederà mai più, ciò non ci protegge dai disastri futuri. A quel tempo non siamo riusciti ad evitare il disastro, e quindi non possiamo oggi.

Cosa si può fare allo scopo di essere in grado di influenzare gli eventi e non permettere che questo succeda un’altra volta? Come possiamo imparare dal passato e trovare la forza che ci permette d’ora in poi di agire in modo che effettivamente non accada mai più? Oggi dobbiamo correggere il danno che non abbiamo potuto eliminare nei giorni della catastrofe. Pertanto, si è svolto allo scopo di fare correzioni sullo stesso sentiero della sofferenza.

L’unicità del governo superiore non è accettato dalla persona comune con tutti i suoi guai e le tragedie di questa vita che deve attraversare. La gente non capisce come è possibile che il Creatore ha trattato la nazione d’Israele così male, la quale era il gruppo “aspirante diretto al Creatore,” guidandoli attraverso tale sofferenza.

Basta guadare il sentiero che ha attraversato il popolo d’Israele, e tutta la sofferenza sperimentata da noi durante i 2 000 anni di esilio. Perché questo è accaduto? Quale era il nostro errore e perché non abbiamo imparato da esso? Perché fino a questo giorno, non vogliamo trarre conclusioni? Infatti, con l’antisemitismo che cresce di giorno in giorno, oggi può essere una catastrofe ancora peggiore di quel che è accaduto in Europa 70 anni fa.

Questo è un argomento molto doloroso, però si deve discutere. Non c’è via d’uscita, e dobbiamo guardare a quel che è successo in termini dello scopo della creazione e delle forze che agiscono in natura. La nostra tristezza per coloro che perirono è solo il passo iniziale verso la produzione di un’azione pratica attraverso la corretta educazione per il popolo d’Israele e il mondo intero.

Questa educazione deve mostrare alla gente quali forze terribili possono essere rivelate se non le cambiamo in forze buone. La scelta è nelle nostre mani! Noi stessi scegliamo chi può assumere potere su di noi: la forza del male o la forza del bene, il Faraone/egoismo, o il Creatore/dazione; deve essere uno dei due.

Dobbiamo spiegare questo nei programmi televisivi, nei workshops, e nelle discussioni. Ciò vale non solo per gli ebrei. Oggi, siamo talmente avanzati che il mondo intero deve essere incluso nella correzione. È per questo il governo superiore ha cominciato a trattare il mondo nello stesso modo in cui trattava il popolo d’Israele prima.

Nel passato, il governo superiore ha domandato solo al popolo d’Israele di avvicinarsi alla dazione, però ora questo si chiede al mondo intero. Così, il mondo intero è sulla soglia di una grande sofferenza: la guerra di Gog e Magog, la terza guerra mondiale già descritta dai profeti, oltre alla moltitudine di problemi e miseria. E tutto questo può succedere perché il mondo non avanza sul percorso corretto.

Certo, il popolo d’Israele soffrirà di più perché deve passare la Luce al resto del mondo. Però il mondo intero verrà anche coinvolto in questo disastro. Non sarà come in precedenza, una catastrofe solo per il popolo ebreo. Rivolte, problemi e rivoluzioni si verificheranno in qualsiasi località del mondo. Vediamo già la prima agitazione dei conflitti che sono destinati a esplodere nel futuro e ad avvolgere tutta la terra.
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Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.10.2014, Shamati #1

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Racconti Brevi: Le scuole di Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDal tempo in cui una piccola parte dei Babilonesi si riunì ad Abramo e cominciarono a lavorare insieme sull’unità fra loro, è iniziato il punto di partenza del popolo ebreo.

Anche se non era ancora un popolo formato, il gruppo di discepoli di Abramo, che erano Kabbalisti, ricevettero da lui il metodo di unità con lo scopo di rivelare il Creatore e cominciarono ad andare avanti.

Dal punto di vista Kabbalistico, andare avanti non è la storia del loro trasloco dalla terra di Canaan, la discesa in Egitto e il ritorno alla terra di Israele, ma la crescita del loro egoismo e la loro costante salita sopra esso. Infatti, l’ideologia con cui erano d’accordo nell’antica Babilonia ha continuato a lavorare in loro.

Nel processo di crescita dell’ egoismo, il popolo ha cominciato a cambiare ed è diventato più sofisticato, sia egoisticamente che altruisticamente. La loro unità ha subito metamorfosi varie e ha preso diverse forme.

Pertanto, la scuola di Abramo si è trasformata nella scuola di Isaac, poi in nella scuola di Giacobbe, e, finalmente nella scuola di Mosé. Tutti loro rappresentano una varietà di movimenti del popolo per una rivelazione crescente dell’ego e l’aumento sopra di esso.

La scuola di Isaaco ripresenta il desiderio del popolo di rompere con il suo egoismo e salire certamente sopra esso. Questo è il sacrificio di Isacco, quando una persona è pronta, è pronta a massacrare il suo egoismo. Infatti, prima pensa che questo sia l’unico modo di mantenere il suo movimento in avanti.

Poi la scuola di Giacobbe si è formata, essa crede che uno non debba uccidere l’egoismo, ma bilanciarlo con la proprietà di clemenza, rappresentata da Isaaco (la spietatezza del giudizio), poi essa cambia nella proprietà di Israele, la quale significa diretto al Creatore.

Questo è un movimento serio in avanti, nel quale sia le forze egoistiche che altruistiche, si riuniscono, con l’egoismo che rimane in fondo e l’altruismo che sorge sopra di esse. Così, sorgendo e cadendo in sincrono, si muovono insieme. In questo modo le persone crescono, componendo le due parti della natura al loro interno, e nella simbiosi corretta fra loro, rivelano il Creatore.

Il movimento spirituale d’Israele porta gradualmente il popolo in Egitto. Lo sviluppo in Egitto significa che l’egoismo del popolo sorge anche di più, al livello di Faraone, e ad essi è stato richiesto di salire sopra di esso.

Il Faraone rappresenta l’egoismo, il quale semplicemente non può elevarsi al di sopra e utilizzare. È necessario che venga tirato fuori rapidamente, per correggerlo in piccole porzioni, trasformandolo in altruismo.

Il popolo d’Israele, trovandosi prigioniero in Egitto, cioè in un stato estremamente egoistico, ha scoperto che non poteva seguire l’ideologia di Abramo. Un nuovo leader (guida), il cui nome era Mosé, apparve fra loro. Egli è riuscito ad organizzarli in modo che hanno capito che il progresso doveva essere basato sul distacco dall’egoismo. Questo significava che dovevano scappare dalla prigionia in Egitto, la cattività dell’egoismo, e lentamente cominciare a correggere le sue parti.

Mentre in Egitto, sotto la pressione di un ego enorme, il popolo era nello stesso confronto, come nell’antica Babilonia. Mosè comprese che era necessario fare un altro sforzo, per uscire dall’Egitto e andare alla terra di Canaan, come il gruppo di Abramo una volta uscito da Babilonia.

La terra di Canaan simboleggia lo stato spirituale che dà alla gente l’opportunità di unirsi internamente fra loro, di sorgere sopra l’egoismo e allontanarsi da esso, cioè, lasciare l’Egitto, entrare nel deserto del Sinai e dirigersi verso la terra di Israele.

Questa è l’essenza della scuola di Mosè, il seguace diretto di Abramo. Nella storia dello sviluppo spirituale, non vi è alcuna personalità più luminosa di Mosè. Dopo tutto, il gruppo di Abramo è venuto da Babilonia, dopo essere salito sopra l’egoismo manifestato ed era abbastanza, però ora i suoi seguaci, scappando dall’Egitto, devono non solo salire sopra un ego enorme, ma anche correggerlo gradualmente.

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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 22.10.2014

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Dr. Michael LaitmanLa corretta restrizione dell’ego che porta all’equilibrio tra la qualità di Abramo di Hesed (misericordia) e la qualità di Isacco di Gvura (forza) è necessaria per avanzare spiritualmente e per prendere ciò che queste due qualità hanno in comune.

Ciò che hanno in comune è la fase successiva nello sviluppo del gruppo di Abramo che si chiama Giacobbe, poiché la connessione tra la linea di destra (Abramo) e la linea di sinistra (Isacco) disegna gradualmente la linea di mezzo (Giacobbe).

E’ proprio a questo punto che possiamo parlare dell’inizio della effettiva realizzazione del metodo della Kabbalah, perché ora comprende le due linee, quella di destra e di sinistra, la qualità di Hesed (dazione) e la qualità di Din (ricezione), che crea una terza forza che le connette nel modo corretto. La terza forza è chiamata Giacobbe.

La formazione della linea di mezzo (la qualità di Giacobbe) nel gruppo Kabbalistico che uscì da Babilonia è la base per lo sviluppo della saggezza della Kabbalah. Ogni movimento nello sviluppo spirituale è realizzato gradualmente ed è possibile ascendere al livello successivo solamente quando aggiungiamo la linea di sinistra alla linea di destra.

Se io mi trovo ad un certo livello, devo aggiungere la linea di sinistra e tutti i diversi tipi di desideri egoistici e di problemi ed elevarmi al di sopra di essi per ascendere al livello successivo. Questo è il solo modo con cui posso comprendere il livello successivo. In altre parole, gli spazi piatti sui gradini della scala sono le qualità del bene e l’ascesa da un livello al successivo sono le qualità della dominazione, del rispetto e del potere, al di sopra delle quali ascendo.

Questo è il modo in cui viene costruita la scala dell’ascesa spirituale chiamata la scala di Giacobbe. Giacobbe include sia le forze del bene che del male e le unisce correttamente realizzando interiormente il metodo della graduale ascesa lungo la scala. Giacobbe è proprio l’inizio dello sviluppo spirituale che è corretto e che ha un suo significato.

Questo spiega l’esistenza della linea di sinistra nel nostro mondo. Origina dal Creatore che ce la dona in modo che possiamo ascendere ancora più in alto al di sopra di noi stessi, fino a quando non conseguiremo il Suo livello.

La giusta combinazione tra la linea di destra e di sinistra, la qualità di Abramo e di Isacco, è compresa nella qualità di Giacobbe e che viene chiamato anche Israele. Se prendiamo queste due forze della natura e le colleghiamo correttamente e saliamo lungo la scala di Giacobbe, in questo modo diventiamo Israele (Yashar- El), che significa diritto al Creatore. Quando usiamo queste due forze, ci possiamo concentrare accuratamente sull’obbiettivo e dirigerci, porci, e lavorare costantemente sulla linea di mezzo.
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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 05.10.2014

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La mancanza di consenso

Dr. Michael LaitmanDomanda: Potreste dirci come avete deciso di assumervi la missione di diffondere la Kabbalah ampiamente in tutto il mondo, in modo da poter seguire il vostro esempio?

Risposta: Oggi, non avete un altra scelta in quanto vivete in un’altra generazione. Io ero ancora in un momento di transizione, stando con un piede nel momento in cui i kabbalisti di tutte le generazioni vivevano preparando i loro studenti in piccoli gruppi, nascosti da tutti gli altri.

Così è stato con il mio insegnante Rabash, prima del mio arrivo. Poi sono arrivato e ho cambiato quel luogo. All’inizio, tutta la sua famiglia mi ha accolto molto calorosamente, perché mi ero preso cura di lui.

Ma ben presto sono diventati freddi verso di me, perché attraverso di me, quaranta persone assolutamente laiche da Tel Aviv sono venute a studiare. Nel campo religioso di Bnei Brak, era inusuale avere questo tipo di studenti e questo ha gettato un’ombra sulla loro casa. Rabash era l’unico che era felice rispetto ai nuovi studenti, ma tutti i membri della sua famiglia sono stati sconvolti.

Io ero ancora nel processo di transizione e in qualche modo ho contribuito che questa rivoluzione abbia avuto inizio. Ma oggi, si vive in un’altra epoca e in una nuova generazione. Quindi, avete solo bisogno di unirvi tra di voi e trascinare tutto il mondo verso questo, a cominciare dai più vicini, unendovi strettamente in circoli verso i quelli più ampi.

In caso contrario, la pressione e i colpi supereranno i vostri progressi e rotoleranno su di voi con grande velocità, non come è stato nel secolo scorso. I politici e i sociologi affermano che il problema principale oggi è la salute della società, e l’intera lotta politica sarà effettuata intorno a questo problema.

Ma nessuno di noi ha i mezzi per migliorare la società; tutti gli altri modi hanno da tempo dimostrato di essere inefficaci. L’umanità è stata costretta a controllare all’esterno e scoprire che non solo non c’è aiuto, ma peggiora la situazione.

Così, ci viene mostrato che l’intera società può avere successo solo attraverso il percorso della Kabbalah. E se lo facciamo insieme, allora il miglioramento interesserà tutte le aree della vita della nazione, come la sicurezza e l’istruzione.

Domanda: Come noi possiamo prendere una tale decisione di fare davvero questo passo?

Risposta: Io non posso decidere per voi! Voi guardate me e aspettate che vi dico qualcosa. Ma non ho più niente da dire. Vi ho già detto cosa fare e l’implementazione spetta a voi.

Domanda: Che cosa ci impedisce di prendere questa decisione?

Risposta: Dovrebbe essere una decisione di unanime consenso, un impegno, firmate un accordo l’uno con l’altro, e poi chiedete a tutti di eseguire questa azione.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 14.11.2014, Workshop

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La saggezza di rivelare il Mondo

Come ha detto il grande Kabbalista Ari 300 anni fa prima di Darwin, l’Uomo si è originato dalla scimmia e si è sviluppato gradualmente. L’Ari ha detto che il corpo fisico di una persona è derivato dalla scimmia, mentre l’interiorità, il contenuto spirituale è determinato dalla combinazione delle forze superiori. La Kabbalah tratta con la persona stessa e non con il corpo materiale.

Ogni persona si sviluppa grazie ad una connessione con il suo ambiente, attraverso cui assorbe attributi e opinioni degli altri. Una persona non si può sviluppare se vive sola nel bosco. Ci sviluppiamo grazie alla nostra incorporazione reciproca.

E’ detto, “Vai e guadagnati da vivere con l’altro” questo, in spiritualità significa che tutti includono tutti gli altri e così ci si sviluppa. Al punto che una persona assorbe i desideri degli altri,egli sviluppa la conoscenza e le regole di comportamento. Nessuno si può sviluppare da solo. Una persona non si sviluppa perché diventa più sveglia, ma assorbendo dagli altri.

Nella misura in cui ci arricchiamo attraverso la nostra reciproca incorporazione, raggiungiamo scoperte scientifiche nuove e scopriamo una nuova società. Non c’è nessun altro fattore per il quale possiamo scoprire la nuova realtà, sia in senso corporeo che in senso spirituale, se non per la quantità della nostra incorporazione e connessione fra le persone. Così, espandiamo i nostri vasi di percezione e siamo tutti arricchiti grazie agli altri, e cominciamo a vedere un’immagine sempre più complessa. Questo include la rivelazione di nuove forze e leggi, lo sviluppo della scienza e tutto ciò si rivela a una persona secondo la complessità della sua incorporazione in tutti gli altri.

Viviamo in una realtà perfetta, e tutto quello che c’è da sapere su di essa già esiste. Comunque, allo scopo di scoprire questo, ci dobbiamo incorporare e connettere in modo più forte con tutte le parti che sono dentro ognuno di noi. Quando inizieremo a raccogliere queste parti dopo la frantumazione, questa connessione ci permetterà di scoprire la saggezza della realtà, la vera forma che si chiama lo sviluppo della scienza.

Scopriamo di più e ancora di più perché ognuno di noi è incorporato in tutti gli altri. Questa complessità, questa connessione, ci permette di capire l’immagine della realtà nonostante la separazione, paragonando il più e il meno, confrontando le condizioni e gli attributi opposti.

Allora, anche su ogni livello del mondo corporeo, il nostro successo dipende soltanto dalla connessione tra tutte le parti strane. Questo determina il nostro sviluppo mentale ed emotivo, sia il corporeo che lo spirituale, come risultato della frammentazione e la sua correzione.

Solo attraverso la connessione e la complementarietà reciproca giusta scopriremo l’essenza generale della realtà cioè quello che si chiama il Creatore, la forza che è al di là di tutta la realtà. Com é scritto, “Dalle Vostre azioni Vi conosceremo” significa che raggiungeremo l’idea originale che tutto è stato creato da Lui come il risultato della scoperta della realtà, delle sue forze e dei suoi differenti fenomeni.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  22.09.2013, Scritti di Baal HaSulam)

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Un doppio processore, il gruppo ed io

Domanda: Durante il workshop, come si fa a ricordare la necessità del lavoro interiore? Mi sento come se fossi un computer con due processori e uno di loro si dimentica dell’obiettivo, il lavoro, tutto il tempo. L’altro mi ricorda questo tutto il tempo e mi ricorda l’intero processo che ho attraversato.

Risposta: Non possiamo ricordare l’obiettivo costantemente, il lavoro, e scollegarci da esso tutto il tempo. Questo distacco è necessario per esistere, ma non dobbiamo essere in accordo con esso. E poi sarà utile per la nostra correzione, com’è detto: “Ogni cosa si trova al di fuori.” In altre parole, non si accetta di essere separati.

Siamo separati in modo da poterci connettere di nuovo sul livello successivo. Inoltre, non riesco a tenermi su tale livello alto, tranne solo che per mezzo dell’ambiente.

Qualsiasi circuito elettrico funziona in base a questo principio; ogni elemento trasmette la sua energia all’esterno e prende nuova energia in sé, trasmette poi nuovamente verso l’esterno, e la riceve di nuovo dentro. E’ come una bobina e un cavo che continuamente si scambiano l’energia nei circuiti fra loro; ecco come funzionano reciprocamente.

Non riesco a mantenermi in un buono stato; ho bisogno di un lavoro comune con il gruppo. Ecco come ci alterniamo nel nostro lavoro. Inoltre, ognuno dei miei amici passa attraverso i propri stati. E poi all’interno di questo sistema, il Creatore dispone il tasso con il quale gli stati si alternano in ognuno di noi e tutti insieme.

Dobbiamo sentire che noi non esistiamo in isolamento; anzi, noi apparteniamo ad un unico sistema con due processori, che lavorano alternativamente, qualche volta questo e qualche volta quello. Abbiamo bisogno di mettere in comune la nostra energia in modo da poter caricare se stessi ed essere nutriti con l’energia del lavoro reciproco. Nel gruppo, tutti gli stati che avete attraversato spariscono, tutti i livelli precedenti, tutta la vostra storia. Tutto succede solo dentro il gruppo, all’interno del Kli collettivo, finché in esso raggiungiamo la forma dell’infinito. Solo allora, in un’azione chiamata la fine della correzione, scopriremo tutto quello che abbiamo attraversato.

Tutto questo si trova all’interno del gruppo. Il primo stato spirituale comincia in relazione al gruppo, nella mia abilità a connettermi con esso. E’ così la mia prima e più piccola scoperta dell’inclinazione al male ha occupato un posto, e così via, fino all’ultima inclinazione al male, il grande ego sulla cima della scala di livelli. Pertanto, tutti i risultati del lavoro sono inghiottiti dal gruppo. Il gruppo è Malchut dell’infinito.

Il progresso spirituale viene misurato unicamente e solo in contrasto all’inclinazione maligna che cresce costantemente: cresce con qualsiasi tasso e con qualsiasi potere, da questo il rifiuto di connessione cresce in noi. Il rifiuto e l’oscurità diventano sempre più grandi, più forti, ma noi interpretiamo, capiamo, sentiamo, e riceviamo uno stimolo a lavorare con loro allo scopo di connetterci con il gruppo a fronte di questo buio. Siamo interessati a questo rifiuto; altrimenti, non accetteremmo i nostri “segnali di lavoro.” Il nostro avanzamento viene misurato con questo.

Nel frattempo, noi giudichiamo solo secondo i nostri sentimenti senza una misurazione oggettiva, ma dopo di questo, misureremo i nostri propri stati.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.02.2014)

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