Pubblicato nella 'La mia somiglianza con il Creatore' Categoria

Il metodo che porta alla Luce

Il primo uomo che lo ha rivelato, che ha ottenuto la saggezza della Kabbalah, 5773 anni fa, si chiamava Adamo. Presto potremo celebrare il suo compleanno. Dopo tutto il nuovo anno della bibbia è il compleanno di Adamo come Kabbalista, il giorno in cui ha rivelato il mondo superiore, la forza superiore. Egli scrisse un libro riguardo a questo “L’angelo segreto”. Noi contiamo da questa prima rivelazione del mondo superiore.

Infatti l’umanità ha a disposizione 6.000 anni per capire se stessa ed il suo livello più elevato (lo stato identico alla luce). Dai giorni di Adamo, lo scopritore del mondo superiore, sono trascorsi  5.773 anni. Quindi rimangono 227 anni prima che il processo finisca.

Ma questo processo può essere completato prima. Per quale motivo? Per via del fatto che sino ad ora ci siamo evoluti per via dell’influenza della forza superiore, quasi senza usare la nostra conoscenza per innalzarci al livello della luce superiore, per rivelarla ed ascendere al prossimo livello alla prossima dimensione.

Così oggi la crisi globale che si sta svolgendo e che è stata prevista molto tempo dai Kabbalisti, serve a darci un impulso verso uno sviluppo combinato, comune e globale. E così ora possiamo adottare la saggezza della Kabbalah che ci insegna come attrarre la Luce superiore. L’intero metodo è questo non c’è nulla di più.

Siamo nel desiderio egoistico che deve essere soddisfatto per rivelare noi stessi. Di conseguenza il nostro desiderio deve essere riempito con la luce superiore. La Kabbalah è una guida che spiega come ogni stato può massimizzare l’attrazione della luce superiore dentro se stesso e così svilupparsi.

Noi abbiamo studiato questa metodologia già da un po’ di tempo. Prima ci fu un lungo “periodo latente” durante il quale abbiamo imparato, creato ogni sorta di aiuti per l’insegnamento, libri e tutto il resto. Ed ora la crisi globale sta iniziando ad infiammarsi. Questo avviene nel momento in cui il nostro egoismo globale mostra la sua fine, la sua incapacità di continuare ad esistere nel passato paradigma. Dovrà iniziare a cambiare perché nel suo stato attuale ci porterà alla morte in condizioni orribili. E stiamo già assistendo a questa cosa.

Nella maggior parte delle persone c’è un bisogno di fare qualcosa con se stessi. Così qui in qualità di portatori del metodo per attrarre la Luce, non dobbiamo pensare solo a noi stessi, ma anche a tutta l’umanità. Per questo ci viene data “l’ispirazione”, questo desiderio di essere attratti da lui di scoprire il significato della vita.

Ed il significato della luce è crescere al livello della Luce, il livello dell’eternità, infinito, il livello della perfezione ed armonia. Dobbiamo raggiungere questo livello nella pratica su noi stessi ed anche insegnarlo al mondo intero.

Siamo interconnessi. Solo nelle nostre sensazioni il desiderio creato dalla Luce è stato diviso in miliardi di pezzi. Ognuno di noi è un poco di quel desiderio e la sua relazione all’altro è una repulsione egoistica. Attirare la luce è possibile solo nella misura in cui cerchiamo di unirci oggi.

Questa condizione è chiamata la legge dell’uguaglianza, la legge dell’uguaglianza del desiderio e della Luce. Sino a quando il desiderio al posto del suo egoismo, cercherà di fare uno sforzo verso l’unione allora si innalzerà nella Luce, diventando sempre più simile ad essa.

Non è possibile diventare simili alla Luce solo cercando di unirsi perché questa unione è falsa e superficiale. Comunque gli sforzi ed i tentativi che compiamo per unirci attirano su di noi il risveglio alla Luce superiore, ci influenza ed il suo effetto inizia a correggere il nostro desiderio egoistico dal “bene per se stessi” (dalla forza egoistica) al “bene per la dazione” (all’unione con gli altri).

Quella luce realizzerà la connessione tra di noi e la nostra unione ci porterà alla similitudine con la luce e creerà una rete di relazioni fondate sulla dazione sino a relazioni di amore, che è l’inclusione mutua di ciascuno in tutti gli altri.

Quando sento i desideri degli altri come se fossero i miei, desidero poterli soddisfare io stesso e vivere per far questo, allora esco dal mio egoismo ed esisto nella soddisfazione degli altri. Questa esistenza è chiamata il superiore sopra il nostro egoismo. E così troviamo la connessione tra di noi in questo enorme sistema.

Questo sistema è rivelato gradualmente. Tutto quanto impariamo con voi nella Kabbalah: le Sefirot, Partzufim, i mondi, e tutti i tipi di relazione tra di loro sono le relazioni tra di noi e questo sistema. Tutto accade tra di noi sino alla misura per cui il sistema delle nostre relazioni diventa il mondo dell’infinito, che è, un sistema di interconnessione assoluta, integrata analogicamente ed interdipendente. E poi in esso, secondo quanto detto, la Luce superiore del Creatore è rivelata al suo interno senza alcuna interferenza, nella sua forma assoluta.
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(Dal Congresso di  Kharkov “Unirsi per ascendere” 17.08.2012, Lezione 1)

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Non vergognarti di giocare

Il Primo Grado Spirituale é il più difficile. Quanto lavoro un bambino piccolo deve fare per far questi primi passi. Quanto lavoro gli è necessario per impugnare qualcosa, per dire la prima parola. Quanti sforzi interiori la natura gli fa compiere. Perché? Per quale motivo non possiamo svilupparci pacificatamene, liberamente?

Guarda come un bambino piccolo lavora senza sosta, sette giorni alla settimana. Un bambino, può avere anche la febbre alta ma nonostante questo gioca e desidera qualcosa. Non ci sono inconvenienti che lo possono fermare; è così cocciuto e persistente. E noi dobbiamo seguire il suo esempio. Dobbiamo fare la stessa cosa per entrare nel mondo superiore, per diventare adulti.

Dopotutto questa è una cosa già nota anche se non completamente. Il medesimo bambino che ha già imparato a parlare e a camminare all’età di quattro, cinque o sei anni, inizia un processo completamente differente di acquisizione della conoscenza, con maggior consapevolezza. Nel nostro caso nel processo che ci porta all’ottenimento degli stati più elevati, otteniamo degli strumenti maggiormente consapevoli.

Abbiamo già trascorso la prima età, sappiamo già come collegarci, con chi “giocare”, come un bambino che a tre anni acquisisce la percezione di quanti gli sono attorno e comincia a capire che è meglio giocare con gli altri che per conto suo.

Così sviluppiamo le relazioni con gli altri: come interagire con loro, come sia possibile svilupparci in modo veramente saggio interagendo con loro, come fare i nostri “giochi”.

Ecco perché giochiamo così tanto. Sembra una cosa assurda, ma in realtà sono dei giochi molto importanti. Noi non desideriamo questo, ci sentiamo ridicoli. Dopo tutto, siamo adulti, gente seria! Cosa stiamo facendo? Vale forse la pena di spenderci del tempo?

Ed infatti, si, se comprendiamo che lo sviluppo di nuove proprietà in ciascun momento del processo avviene proprio come nel bambino; nel gioco nei workshop, in tutti i tipi di azioni insieme, abbiamo l’opportunità di avvicinarci gli uni agli altri e così attirare la luce superiore su di noi.

Anche se la nostra mente egoista considera queste azioni irrazionali, non serie, infantili, invece sono l’esercizio più elevato perché noi desideriamo andare contro la nostra natura.

In seguito, dopo aver superato il primo livello, otteniamo una sostanziale ricarica della mente, una comprensione dello schema iniziale, come un bambino piccolo che è già pratico nel nostro mondo e che per una certa misura comprende quel che è bene e male, come muoversi in avanti, dove trovare i giocattoli ed usarli, come svilupparsi ed imparare cose nuove etc. Il bambino inizia a capire come usare il mondo degli adulti per svilupparsi ulteriormente. La nostra relazione con il mondo superiore è simile a questo.

Quindi, la cosa importante per noi è raggiungere il primo grado. Dopo di quello, ogni cosa sarà chiara e compresa. Dopo quello nessuno scapperà dai nostri gruppi per ritornare di nuovo a quella vita, perché in questa vita non ha avuto la pazienza di scoprire lo strato più elevato.

Dobbiamo correre e raggiungere quel livello, in modo da aiutare tutti gli altri. Per questo motivo, abbiamo ricevuto un risveglio nel prossimo livello. Il nostro compito è rivelarlo, ottenerlo. La misura secondo cui ci sforziamo di far questo lavoro per il bene di tutti gli altri sarà un’indicazione della manifestazione della nostra attrazione verso la dazione. E così riceveremo una porzione ancora pù grande della luce superiore.
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(Dalla Congresso di Kharkov “Unirsi per Ascendere” 17.08.2012, Lezione 1)

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Le scintille che si accendono in un cerchio di cuori

Dagli scritti di Rabash, Volume II, Lettera 8: E una volta che ho raggiunto questo rivestimento sopra menzionato, le scintille di amore cominciano prontamente a risplendere al mio interno. Il cuore comincia a unirsi con i miei amici, e mi sembra che i miei occhi vedano i miei amici, le mie orecchie ascoltino la loro voce, la mia bocca gli parli, le mani abbraccino, la danza in cerchio, in amore e gioia insieme con loro, e io trascendo i miei limiti corporali. Ho dimenticato la grande distanza tra me e i miei amici, e l’estesa terra non si frapporrà tra noi per molte miglia.

E’ come se i miei amici stessero di fronte al mio cuore e vedessero tutto quello che sta succedendo là, e mi vergogno dei miei atti meschini contro i miei amici. Allora, io esco semplicemente dai vasi corporali, e mi sembra che non ci sia più la realtà eccetto che i miei amici e me. Dopo questo, anche l’ “Io” è cancellato e immerso, mescolato agli amici, fino a che io resto in piedi e dichiaro che non c’è nessuna realtà nel mondo – solo gli amici.

Chiaramente, è impossibile raggiungere questo stato solo con le mie semplici forze. Solo la Luce superiore può portarci allo stato come opera su di noi per un lungo tempo fino a che non evochiamo il desiderio collettivo. Allora, ci incorporiamo tutti in un network, e di conseguenza ognuno sente la società.

Ognuno osserverà che questo è il centro della sua vita, e questo è dove lui riceve la forza della vitalità e la sua impressione. In questa mutua connessione, lui gradualmente scopre la forma del Creatore partendo dalla mutua dazione, gli amici stabiliscono un campo dal quale, come nel caso di sviluppi e scoperte, la forma del Creatore è caratterizzata e rivelata.

Così, quando noi conseguiamo un desiderio collettivo, le condizioni corporali cessano di esistere. Il desiderio è l’unica cosa dalla quale, attraverso la dazione mutua, noi cominciamo a stabilizzare e a scolpire l’immagine del Creatore rivelandola a tutti. Una persona vede che fuori da questo network generale non c’è nulla tranne gli amici.

Questo è il perché noi stiamo in questo stato in questo mondo e, attraverso azioni e stati corporali, noi possiamo raggiungere il mondo spirituale. Non potremmo fare niente in altro modo.

Può essere solo in questa maniera, attraverso le azioni corporali e la Luce Circondante che ci eleva alle azioni spirituali, ma l’impressione viene dalla connessione generale tra ognuno di noi. Io credo che questo è già tra noi in qualche estensione.
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(Dalla preparazione per la Lezione quotidiana di Kabbalah 25.07.2012)

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Chi sta prendendo esempio dal Creatore?

Baal HaSulam, “Introduzione al Libro dello Zohar,” Articolo 46: Malchut è il rivestimento più ruvido, nascondendo la Luce di Ein Sof. La Luce che passa da Lui ai riceventi è solo una piccola porzione, in relazione alla purificazione del corpo inanimato dell’uomo.

La Luce è filtrata, e si indebolisce nel suo cammino verso il desiderio, e il livello, l’intensità, e la forza della connessione che porta, dipende da ciò. Quando passa attraverso Malchut, può purificare il desiderio solo al livello della natura inanimata.

Una persona che riceve la Luce da Malchut si annulla completamente. Non può intraprendere azioni indipendenti ed è totalmente annullata, permettendo così alla Luce di operare su di lui. Se la Luce viene da Zeir Anpin, si purifica al livello vegetativo, e in aggiunta al fine di annullare sé stessa, gli permette di muoversi per la prima volta.

Più tardi, la Luce che viene attraverso Bina eleva il desiderio al livello animato. Ora può operare da sé, dare vita a nuovi livelli, e assomigliare al Creatore. Infine, quando una persona riceve la Luce di Hochma, non ci sono limiti a quello che può fare con il suo desiderio e con la sua natura, con il proprio potenziale.

Quindi, tutto dipende dal livello dal quale arriva la Luce che Riforma. Noi dobbiamo stare al di sotto di quel livello e assomigliarle in qualche maniera.

Domanda: In che maniera il livello vegetativo è differente dal livello animato?

Risposta: Primo, misurare la crescita dall’inizio o, in altre parole, compararlo al livello della natura inanimata. La Natura inanimata non si può muovere da sola. E’ totalmente annullata dalla Luce ed è in assoluto riposo.

D’altra parte, al livello vegetativo, il desiderio che è cresciuto può prendere diverse forme avanzate e cambiare, ma questo non è stato ancora raggiunto, e quindi il livello della natura inanimata si sviluppa quando resiste ai cambiamenti.

Il desiderio di ricevere cambia, ma una persona rimane sé stessa, con la sua struttura, e i suoi attributi. Così acquisisce una base che è creata da tutte e quattro le fasi nelle quali risiede, non annullando il suo desiderio, ma soprattutto lasciandolo sotto il Masach (schermo) e la restrizione.

Poi, dal suo livello di natura inanimata, una persona può costruire i seguenti tre livelli: il vegetativo, l’animato e il parlante. Tutto è contenuto dal livello della natura inanimata. Quindi, al livello della natura inanimata, una persona attraversa tutte le fasi solo nel livello inanimato. Così, per ogni livello, ci sono i livelli particolari dell’inanimato, e loro sono il risultato di Keter della natura inanimata che è stata stabilita dal principio.

Come per il livello vegetativo, sotto l’influenza della Luce, si possono generare movimenti indipendenti. In altre parole, se all’inizio io posso solo ammirare diverse prelibatezze, coprendo la mia bocca con le mani, che significa coprire il desiderio con un Masach, ora io sono già pronto a provarne un pò al fine di dare.

Successivamente, c’è il livello animato che può già dare vita a nuove forme. Può muoversi ed estrarre materiali di scarto e organizzarsi in gruppi, ma solo in accordo con la sua natura. Non prende ancora alcun esempio dal Creatore e agisce come un bambino nel quale il livello dell’animato dal tempo in essere.

Questa è la differenza: il livello vegetativo non si può muovere in maniera indipendente, non dà vita a qualcosa di nuovo, e risponde solamente all’influenza della Luce Superiore. A questo punto, una persona gradualmente comincia a lavorare con il suo desiderio di ricevere, il che significa che non l’ha ancora ristretto, ma lo usa per donare al fine di donare. D’altra parte, il livello animato è pronto per ricevere al fine di donare.

Il livello del parlante prende già esempio dal Creatore, e questo è differente da tutto il resto. Il punto complessivo è di assomigliare al Creatore.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah  del 25.07.2012, “Introduzione al Libro dello Zohar”)

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Le fasi della formazione della mente: risvegliare la vita dalla pietra

La seconda fase, Binà, è caratterizzata dalla sua comprensione. Pertanto, una persona che la raggiunge nel suo sviluppo inizia a relazionarsi in modo diverso con ciò che sente. Anche quando sente che è nel buio, quando si sente male nell’indurimento del cuore, è come se stesse nella nebbia o in una nuvola scura, ma allo stesso tempo inizia ad acquisire dei poteri per staccarsi dai suoi sentimenti e per chiarirli in modo indipendente.

Questo gli permette di essere d’accordo con ciò che il Creatore fa con lui e di giustificare le azioni del Creatore, in quanto il Creatore vuole innalzare la persona al di sopra dei suoi sentimenti e lasciare che li osservi da un altro punto di vista. Ciò avviene perché ora è in una posizione difficile, prova dolore, che può chiarificare con la mente al di sopra dei suoi sentimenti. Così può accettare volentieri questo stato duale, dal momento che alla base di questo doppio atteggiamento può costruire un nuovo stato, più alto dello stato precedente e superiore al suo desiderio.

In questo modo una persona raggiunge la seconda fase (Behina Bet) anziché la prima fase (Behina Aleph). Si innalza dal livello vegetativo e inizia a muoversi in modo indipendente. Non si limita a sentire soltanto il bene e il male che arriva come fosse una pietra senza vita che non può reagire, bensì inizia a determinare da sé stesso lo stato in cui si trova.

Lui giustifica le azioni che lo possono aiutare ad avanzare e stabilire una relazione con il Creatore, e determina il trattamento del Creatore come “buono e benefattore” in ogni stato, inclusi gli stati in cui ci sentiamo bene o male nella nostra percezione egoistica. Ora è in contatto con il Creatore al di sopra di tutti questi stati.

Però voglio svilupparmi ancora di più e ottenere un tale stato per “fare restrizione” su me stesso sopra l’oscurità. Questo significa che non mi interessa ciò che sento nel mio desiderio di ricevere; non influisce su ciò che provo verso il Creatore, la sorgente. Non mi relaziono alla Luce come ad un piacere, come nella prima fase dove si sente solo il piacere o la mancanza del piacere. Io presto attenzione alla Luce come nella fase due, innalzo la Luce che ritorna sempre più in alto, non per via di un buon sentimento, bensì per aderire al Creatore al di sopra di questo sentimento.

Questo vuol dire che mi unisco al processo che la Luce mi provoca, con il quale mi insegna ad essere costantemente connesso ad essa, ai suoi piani, al di sopra di tutto il bene e di tutto il male. Poi aderisco a Lui al di sopra della mia sensazione.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 12.06.2012, Shamati #121)

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All’epicentro della correzione del mondo

Domanda: Qual è la connessione tra il centro del gruppo e la divulgazione per il mondo intero?

Risposta: Prima di tutto dobbiamo tutti ambire al centro del gruppo per realizzare la grande regola della Torà: Ama il tuo prossimo. Altrimenti non sarà il centro.

Ed attraverso questo punto centrale che determina l’inizio e che finisce alla fine della correzione, attraverso queste definizioni, mi collego con l’intera realtà e con il mondo (il 99%). Dopo tutto, voglio vedere tutta l’umanità in questo punto centrale. E la vedrò là di certo!

Nella misura secondo la quale correggo me stesso al centro del gruppo, in relazione al resto del mondo (verso il 99%), con tutte le qualità positive e negative che vi trovo, con tutte le opinioni e percezioni che si sono già formate dentro di me, in quella misura vedrò l’umanità al centro del gruppo, già collegata e pronta per la mia realizzazione. In questo modo agirò dall’interno del mondo verso l’esterno.

Con questi mezzi stabilirò la divulgazione spirituale. E poi vedrò come aiutare effettivamente il mondo e come questo avanzi e cambi.

Mentre la forma esterna rimane, allo stesso modo, questo mondo è obbligato ad esistere sino alla fine della correzione, fino a che questa realtà immaginaria scompare dalla nostra percezione. Ecco perché dobbiamo praticare degli sforzi anche nella divulgazione esterna.

Allora, comunque,  saremo capaci di definire le giuste relazioni tra l’interno e l’esterno e distribuire la nostra forza. Le nostre valutazioni cambieranno.

Così il centro del gruppo è un punto a cui aspiriamo più di qualunque altra cosa, come se stessimo partendo da tutti i mondi di BYA verso Malchut del mondo di Atzilut e poi dalla Malchut del mondo di Atzilut, con il desiderio di unirci ai desideri dell’intera realtà ed innalzarli ancora di più; conosciamo delle qualità ancora più elevate dette Zeir Anpin, Yeshsut, Binà e così via. Con queste nuove qualità e comprensioni correggiamo e costruiamo la Shechinà, la correzione di tutte le anime.

Questo per via del fatto che quando me ne occupo con le mie qualità non corrette, succede come se la stessimo costruendo; mi collego come una parte benefica ed attiva. La Shechinà esulta per il fatto di non dover più separare un suo organo da se stessa, ma può farlo ritornare e collegarlo a sé.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05 2012, “Discorso riguardo il Seminario”)

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“Voglio solo dare”

Domanda: Non si ottiene nessun piacere a livello “di dare al fine di dare,” Hafetz Hesed, dal momento che non stiamo usando il nostro desiderio a questo livello?

Risposta: Hafetz Hesed, pura Bina, non significa che la vita di un monaco in un monastero. Ecco, è importante per chi e per quello che sono in stato di Hafetz Hesed, il che significa che voglio Hassadim, solo Dazione. Una persona riceve piacere dal momento in cui il suo riempimento proviene dal Creatore.

Sembra che qualcosa manca, nello stato di Hafetz Hesed dal momento che non si riceve, quindi cosa può darvi? Niente! Tuttavia, si sta dando la sensazione di aderenza. Tu dici che si desidera aderire al Creatore in ogni modo che è possibile.

Non è un eremita che vive nei boschi dove niente lo preoccupa perché i suoi desideri non sono sviluppati e si accontenta di vivere una vita molto semplice, come un animale. Ci sono mendicanti che vivono per strada, che non vorrebbero una vita diversa.

Se si offrisse ad un ricco imprenditore di successo di fare il mendicante , rifiuterebbe. Chiederbbe: “A Cosa mi serve questo?” Si potrebbe rispondere: “Si farà un sacco di soldi e allora  sarà in grado di riposare e non fare niente!” Lui rispondrebbe: “Ma anche adesso, mi riposo e non faccio nulla. “Lui non capisce la differenza tra Hafetz Hesed che non ha nulla e vive per strada e qualcuno che vuole solo dazione dopo che ha già ricevuto tutto.

Tuttavia, questa è l’intera differenza che la gente non ottiene. Hafetz Hesed nel lavoro spirituale è una persona che ha superato i suoi desideri molto grandi, e non si tratta di questi desideri di piccole dimensioni come i desideri di un mendicante per strada. Sopra tutti i desideri molto grandi, ha il potere di rimanere aderito al Creatore in una forma chiamata “piccolezza.” Allora, è come un bambino che aderisce al padre, il Creatore. Egli annulla tutti gli altri vasi. Questo si chiama Hafetz Hesed.

Una persona raggiunge questo livello con grandi vasi crudeli, ma è pronto ad annullarli e di rinunciarvi solo per aderire al Creatore poiché questo è l’unico modo che può essere in dazione e in adesione con il Creatore. Egli è pronto a tutto, ma non ha nulla da dare.

Egli chiede al Creatore, “Almeno dammi la possibilità di essere accanto a te, solo per aderire a un certo punto in modo che io non potrò fuggire da te.” In quel momento, egli non può esprimere la sua fedeltà in modo più potente.
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(Dalla terza aprte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07.2012, Lo Studio delle dieci Sefirot)

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Pazientemente e ostinatamente proseguire sul sentiero

Domanda: Cosa devo fare in modo che la Luce mi senta: urlare, piangere?

Risposta: Non importa come la vostra richiesta sarà espressa verso l’esterno, se ballerete o piangerete, urlerete o tacerete. La cosa principale è per la richiesta di penetrare il più profondamente possibile nel cuore. C’è solo un modo per controllarla: è il vostro desiderio rivolto in modo sempre più preciso nei confronti della connessione, poiché solo tramite la connessione puoi avvicinarti alla Luce?

Se la luce non risponde alla vostra richiesta, significa che non avete ancora il desiderio. Il Desiderio nel cuore, questa è una richiesta verso la Luce. Se sviluppate il desiderio dentro di voi, allora la Luce inizierà a influenzarlo e riempirlo.

Si dice che ogni persona è in continua preghiera, la luce colpisce ogni desiderio che sorge nel nostro cuore. Dopo tutto, la Luce è a riposo assoluto, è una forza che riempie tutta la creazione, il campo di forza informativo in cui siamo tutti immersi come in un oceano d’ acqua. E il momento in cui appare un desiderio in me, colpisce la Luce.

Ma il fatto è che ci sono desideri che non vanno nella stessa direzione con lui. E la luce funziona ancora su di loro perché interessa tutto, è una legge immutabile, come in fisica. Ma poiché questi desideri non corrispondono alla Luce, la Luce li sviluppa in una forma negativa fino a quando una persona scopre che lui o lei si sentono male. Poi si comincia a cercare una causa e si scopre che ci si stava muovendo nella direzione sbagliata e si ha bisogno di cambiare i propri desideri. Questa è chiamata la via della sofferenza.

In alternativa, posso utilizzare il metodo proattivo, che spiega ciò che si deve chiedere, al fine di corrispondere alla luce fin dall’inizio. Per fare questo aderisco ad un gruppo, che mi incoraggia, alimentando il mio desiderio. Nessuno di noi si vuole unire, ma quando tutti noi parliamo dell’importanza della connessione, legge della natura, siamo rimasti colpiti dal nostro ambiente.

Così ho scelto un ambiente che mi infonde con i pensieri giusti e desideri, che parla continuamente sui vantaggi di unificazione e le grandi conquiste che sono possibili attraverso di essa. E poi vedo che non posso fare a meno di connessione con gli altri, e comincio a desiderarla.

Se tutto funziona in questo modo corretto rispetto agli altri e ci vogliamo unire insieme almeno in qualche modo, allora la luce comincia ad influenzare noi e ci porta più vicino alla connessione. E quando ci porta al primo, il più piccolo della connessione dei nostri desideri, allora si rivela in loro come la Luce di Nefesh. Questo significa che abbiamo iniziato a vivere, siamo nati nel mondo spirituale. Cioè, siamo uniti insieme anche se per il momento è attraverso la più debole connessione iniziale.

Poi continuiamo su questo tipo di collegamento, realizzato già avendo una sensazione del nostro stato e il processo in corso. Ancora una volta cominciamo a chiedere, ora per un collegamento ancora maggiore. La luce ci interessa più fortemente e ci eleva al livello di Ruach, dal grado ancora vegetativo. Questo significa che possiamo andare da soli, sentiamo un certo movimento nelle nostre connessioni con l’altro, la capacità di fare qualcosa di noi stessi. Il grado di Ruach significa che non siamo semplicemente nati nel mondo spirituale, ma stiamo agendo e  vivendo all’interno di essa! Ruach (vento) è un grado vegetativo e significa la capacità di muoversi.

E poi avanzare ancora di più e raggiungere il grado di animato, Neshamà (anima). A questo punto una persona finisce i suoi cicli di reincarnazione. C’è un grado ancora più elevato alla fine della correzione (Gmar Tikkun) in cui tutti saranno corretti e si uniscono insieme. Ma per ora abbiamo bisogno di salire lungo i gradi precedenti, e tutto questo progresso accade solo in un gruppo, in unità, al fine di rivelare la Luce che riempirà il legame corretto tra noi.

In altre parole, se otteniamo la giusta connessione tra di noi, il sentimento della nostra unità è chiamata una sensazione di luce.

Chiedere in ogni modo possibile, ancora e ancora, e ogni volta che riceverete un impressione, chiarirete le Reshimot, e alla fine accadrà. La cosa più importante è continuare. È necessario studiare, partecipare alla vita del gruppo, cercare di avvicinarsi a tutti, e poi verrà. Secondo quanto è scritto: “Ho lavorato e ho trovato”.

E se non è ancora successo, vuol dire che per ora c’è ancora un’ insufficienza, anche se non di tempo e di azioni, ma il vostro desiderio interiore deve ancora svilupparsi e diventare perfetto. Nuove Reshimot più avanzate ancora avranno bisogno di apparire, il che vi farà rendere conto, grazie al vostro lavoro, e poi accadrà.

Si può urlare e piangere, ma non sarà di aiuto. Solo una cosa aiuta: meticolosamente e con perseveranza, pazienza e ostinatamente continuare il vostro percorso.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 8.06.2012, Scritti di Rabash)

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Passi lungo una grande strada

Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, punto 14: Perciò necessariamente trovi che nell’insieme ci sono tre stati dell’anima:

Il primo stato è la loro presenza in Ein Sof, nel Pensiero della Creazione, dove hanno già il futuro dalla Fine della Correzione.

Il secondo stato è la loro presenza nei seicentomila anni, che sono stati divisi dai due sistemi superiori in un corpo e un’anima. Gli è stato dato il lavoro nella Torà e nei Mitzvot per poter invertire il loro desiderio di ricevere e tramutarlo in desiderio di donare contentezza al proprio Creatore e non a se stessi.

Il terzo stato è la fine della correzione delle anime, dopo la risurrezione dei corpi. A quel tempo, arriverà la completa correzione ai corpi, anche, perché allora ritorneranno alla ricezione per se stessi, che è la forma del corpo, per prendere la forma pura della dazione. E diventeranno valevoli di ricevere per se stessi tutta la gioia e il piacere e gradevolezza nel Pensiero della Creazione. E con tutto questo, raggiungeranno una grande adesione dalla forza della loro equivalenza di forma con il loro Creatore.

Adesso stiamo attraversando la fase della preparazione. Poi viene la fase della paura, Bina, Hafetz, Hesed, per donare per il bene di donare. Poi viene il livello di amore, per ricevere per il bene di donare.

In tutto, attraversiamo questi tre livelli. Nel cammino, il nostro desiderio di ricevere si rivela maggiormente in noi, e di conseguenza corretto, prima dalla “restrizione”, poi dall’attributo di Bina, e dopo dall’attributo di Hochma, finché arriva al livello di Keter.

Stiamo per iniziare la seconda fase di cui ci parla Baal HaSulam, il sistema di mondi ABYA per poter eventualmente raggiungere la terza fase e ritornare a Ein Sof (Infinito).

Nel frattempo, tuttavia, siamo “nel nostro mondo”, cioè, nel livello più basso di percezione del desiderio frammentato che è stato creato dopo la discesa dal mondo di Ein Sof. Possiamo dire che questa realtà è immaginaria, possiamo dire che viviamo in un sogno, ma in un modo o nell’altro, è da questa realtà che iniziamo a svegliarci.

Quando ci svegliamo non scopriamo niente di nuovo, ma solo ciò che c’è dentro di noi. Lavorando correttamente nel nostro desiderio di ricevere, scopriamo più strati interiori, ogni volta più profondi e cosi cresciamo. Questi strati sono divisi nei livelli dei mondi BYA, Azilut, ecc. tutto il cammino verso il livello di Ein Sof. Sono tutti rivelati nel nostro desiderio di ricevere. Adesso il nostro desiderio di ricevere è piccolo, come quello di un neonato, ma poi inizia a crescere, è tinto in diversi colori, e prende diversi attributi che riguardano la forza interiore chiamati il Creatore che rivive in noi.

Io non so chi è Lui o che cosa sia Lui, ma lo voglio raggiungere. Dopo tutto Lui è dentro di me, Lui é la fonte di tutti i miei poteri ed io voglio raggiungere questa radice dentro di me. Per poterlo fare, io devo somigliare Lui. Poiché non raggiungo il Creatore in se, poiché questo è impossibile, ma piuttosto raggiungere i Suoi attributi, la Sua attitudine, le azioni che Lui compie in me. Se io eseguo le azioni che Lui compie, io Lo comprendo, in base al principio: “Dalle Tue azioni Ti conoscerò”.

Questo è il raggiungimento, io non posso entrare nel Creatore, ma io posso fare delle azioni identiche alle Sue e da queste io comprenderò chi è Lui, come pensa Lui e che cosa voglia Lui.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28.06.2012, Introduzione al Libro dello Zohar)

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La connessione è l’inizio di tutto

Niente si risolverà se non iniziamo dal punto della nostra connessione. È il fondamento e tutto dovrebbe iniziare da lì. È a questo che noi aggiungiamo ogni parola, ogni attributo, tutto ciò che vogliamo. È il punto della connessione.

Perciò non dobbiamo attivare un singolo pensiero prima di determinare questo punto. Prima dovete stabilizzarlo dentro di voi e iniziare a pensare come rafforzarlo, come espandere il vostro controllo su altri attributi, come farlo diventare un cerchio.

Questo è riempito dall’ambiente. Se create questo punto e lavorate per poter incorporare gli amici in esso, si espande correttamente, e voi non dimenticate ciò che è veramente importante.

Domanda: Allora, per quale motivo si prolungano gli stati? Perché sentiamo la pesantezza?

Risposta: Voi sentite la pesantezza nei vasi corporei egoisti. Quando vi sentite bene e le cose sono più facili, vi sentite contenti. Dall’altra parte, se avanzaste connessi reciprocamente con gli altri, vi sentireste felici quando sentite la pesantezza.

La domanda per quale motivo gli stati siano prolungati è una domanda egoista. Una persona che avanza non ha tali pensieri. Domanda a se stessa solo una cosa: “Come posso essere sicuro che nel mio stato attuale io sono in dazione senza un profitto personale? Ho bisogno di un segnale di portare a Te contentezza, un segnale completamente staccato da me. Non ho bisogno di sensazioni né che le cose siano più facili, ho solo bisogno di sapere di fare la cosa giusta. Questo è dazione.

Domanda: Qual è il segnale se ho avuto successo?

Risposta: È in base alla Luce di Hassadim che ricevi. Non ti darà altro che l’appartenenza alla dazione. Poi io comprenderò che il Creatore non sa niente dei miei sforzi e raggiungimenti, e nemmeno nessun altro, e mi sento più contento per questo. È il segnale che sono totalmente staccato dall’ego.

Domanda: Come possiamo aggiustare quest’attitudine nei nostri cuori?

Risposta: Potete farlo solamente dall’opinione generale della società. Abbiamo bisogno di sapere “che cosa c’è nell’aria” sulla dazione, che è la mancanza di richieste diverse e opposte. Ho bisogno solamente della giusta direzione e i poteri per attraversarla e il cammino stesso è come un cammino a un senso.

Poi, correggendo i miei vasi in questa maniera, io mi elevo a un nuovo livello e inizio a gioire per il bene di donare. Questo non può essere descritto a parole. Io ricevo per il bene di donare e gioisco, ma il mio piacere non è sentito nei desideri ordinari, nonostante siano tutti lì.

Domanda: Che cos’è l’opinione generale nel gruppo?

Risposta: È la tendenza generale che mette la dazione al di sopra di tutto. Tutti devono sapere semplicemente che è cosi che dovrebbero parlare di questo anche se innalzano l’importanza del Creatore negli occhi uno dell’altro artificialmente.
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(Tratto dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.07.2012, Introduzione al Libro dello Zohar)

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