Pubblicato nella 'La mia somiglianza con il Creatore' Categoria

Il Machsom è una barriera psicologica

Il Machsom è un punto psicologico fino al momento in cui io lavoro solo per il mio piacere, dopo di esso, io lavoro per il piacere del Creatore o del prossimo, per qualcuno al di fuori di me. Questo è ciò che devo raggiungere.

Questo limite, questo grado, viene chiamato il Machsom. Il confine tra il nostro mondo e il mondo spirituale è semplicemente psicologico. Se io mi prendo cura di me stesso, anche se al tempo stesso sto aspirando al Creatore, alla spiritualità, ma agisco ancora per me, questo, il mio stato, si trova attualmente al di sotto del Machsom e viene chiamato “Lo Lishma.” Se invece io realizzo che sto pensando solo al piacere del Creatore, in modo che tutto il piacere non sia per me, allora io, i miei desideri e le mie intenzioni, sono già oltre il Machsom e questo, il mio stato, viene chiamato “Lishma“.

Il Machsom è un punto psicologico che devo attraversare, e poi sarò nella spiritualità, nell’intenzione di dare. In seguito, quando mi trovo al di là del Machsom, devo alzare sempre di più i miei desideri e le mie intenzioni oltre il Machsom.

Oppure si può anche metterla in questo modo: Insieme all’ego che cresce in me, insieme a tutti i piaceri che crescono, io elevo il punto più alto del mio Machsom, mentre, sulla base del desiderio di provare piacere, viene rivelato come l’inclinazione al male, passo dopo passo, alzo il punto del Machsom fino a Ein Sof fino a quando tutti i miei desideri saranno davvero per la dazione.

Non è importante come la si mette: elevare le intenzioni sul Machsom o elevare la condizione del Machsom fino a Ein Sof, ciò che conta è che sto lavorando per correggere l’intenzione di utilizzare i desideri che crescono, non per me, ma per gli altri/il Creatore.
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Il dolore è un esame per l’amore

Amiamo il  Creatore  perchè è la sorgente da cui deriva il piacere. Chiaramente questo è un amore egoistico e condizionato. Se il creatore ci avesse mandato invece dolore, certamente avremmo risposto odiandoLo.

 

Ma quando una persona chiamata un “lavoratore del Creatore,” soffre facendo il lavoro spirituale, egli associa il dolore con il suo  egoismo  e cerca di correlare il Creatore con l’amore. Significa che divide se stesso in due parti, quella che riceve e quella che da. Nella parte che riceve egli sente la sofferenza ma desidera trascendere al di sopra di essa. E allora, considera le sue sofferenze un “controllo” del fatto che il suo amore copra veramente tutte le trasgressioni e che può veramente salire sopra tutti gli stati che lo fanno soffrire.

Poi, capisce, vede e conosce per certo che la sua attitudine verso il Creatore non dipende dal suo ego. Altrimenti, egli non ha mezzo o criteri per fare il controllo.

Quindi la relazione con il Creatore è basata sul fatto che egli si annulla per il fine della dazione, e che egli percepisce il suo egoismo originario come fosse una cosa peggiore della morte. Ma solo sotto questa condizione egli può essere sicuro che il suo amore per il Creatore è incondizionato e perfetto.
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(Dalla preparazione alla lezione quotidiana di Kabbalah 12.08.2012)

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Ricreare armoniche superiori

Baal Ha Sulam ha scritto un articolo intitolato “La ragione della Difficoltà nell’Annullare Se Stessi al Creatore.” Basicamente, questo è molto importante. Dopo tutto, la cosa che giace tra noi oggigiorno è il nostro ego, o “Io”. Se provassimo ad annullarlo, noi sentiremmo il Creatore nell’estensione della nostra nullificazione.

Il mio egoismo si estende al mondo dell’Infinito. Io gradualmente mi annullo; in altre parole, io lo correggo in 125 gradini e il Creatore continua a manifestarsi sempre più nell’egoismo corretto.

Lasciateci marcare il punto del cuore in rosso. Sono io e il mio egoismo è davanti a me. Io mi sforzo il più possibile per togliere queste “fette” di egoismo, fino a che non le correggo tutte. E ogni volta che le correggo, il Creatore diventa rivelato in esse.

In questo modo, l’ “Io” giace prima di noi, tra noi e il Creatore. Questa è la ragione per cui l’articolo è chiamato: “La ragione della Difficoltà nell’Annullare Se Stessi al Creatore.”

Una persona sperimenta difficoltà quando desidera annullare se stessa per il bene del Creatore, in altre parole, quando lui desidera sacrificare il suo “Io” per la qualità della Dazione. Dopo tutto, annullare te stesso significa smettere di occuparti di te stesso. Inoltre, questo è solo il primo stadio. E poi, una volta corretto me stesso il mio intero egoismo passato “smette di occuparsi” di me, io comincio a usarlo per lavorare per il bene degli altri.

Allora, la ragione completa del perché sia difficile annullare te stesso risiede nella persona che si sente come se il mondo intero rimanesse al suo posto, ma lui scompare. Allora lui con cosa viene lasciato? Sembra che sia assolutamente nulla. Lui lascia la sua famiglia e gli amici al fine di annullare se stesso per il bene della dazione.

Allora ciò che sono io, i miei amici, i parenti, il mondo, è tutto quello che è in me e quello che possiedo? Altri problemi e domande emergono. Non importa quanto io voglia farlo, improvvisamente mi sento che qualcosa di nuovo mi trattiene dal di dentro, non mi permette di aumentare o investire pienamente me stesso.

Così l’ego, l’unico male nel nostro mondo, è multisfacettato. E si tiene dall’essere rivelato sempre più. Sembra che io sia andato al di sopra di lui, che io non abbia bisogno di niente per me stesso, sia pronto per entrare negli altri ed esista solo in loro, ma proprio nel momento in cui arrivo a quel punto, diversi pensieri che mi forzano improvvisamente si svelano in me, diversi desideri, intenzioni a molteplice direzione e una volta ancora perdo la concretezza, l’intenzione corretta.

Allora, tutto questo problema, la ragione della difficoltà è semplice, il problema è la mancanza di percezione del Creatore. E l’unica cosa che può venirci in aiuto con tutti i nostri sforzi è solo percependo, rivelando il Creatore. Non può esserci nient’altro: Sia nel caso tu percepisca sempre te stesso, sempre rimarrà in te, e questo egoismo ti fa “traballare”, prendendo i tuoi pensieri da un’altra parte, sia che il Creatore ti sia rivelato e solo allora sarai in grado di essere nella potenza del Creatore, il potere della dazione, e non il tuo egoismo.

E, Baal Ha Sulam scrive che appena la persona sente il Creatore, la sua anima, il suo desiderio immediatamente vorrà connettersi alla radice, essere una parte di ciò, annullare se stessa senza un singolo pensiero, solo compiendolo naturalmente. Noi dobbiamo raggiungere questo stato, in altre parole, noi dobbiamo forzare il Creatore a essere rivelato in noi. E allora tutti i problemi scompariranno.

Per questa ragione, la cosa più importante che una persona ha bisogno di raggiungere è la percezione del Creatore al fine di sentire che è questa qualità, questa forza che riempie l’intero mondo e controlla tutto e non c’é nient’altro dietro a Lui. Nessuna mancanza di egoismo rimarrà vuota. Tutto ciò diventa riempito con il Creatore e diventa il Suo assoluto obbediente “attrezzo operativo” facendo tutto in accordo alla qualità della dazione e connessa con lei senza alcun problema.

La Luce superiore ha creato questo desiderio, lo ha rotto e formato nella forma che percepiamo. La Luce ha fatto specificamente il desiderio in questa maniera e l’ha cambiato completamente riempiendolo. Questo perché la cosa più importante di cui ha bisogno una persona è di raggiungere la percezione del Creatore, di sentire che la sua qualità riempie l’intero mondo e controlla e governa tutto in assoluto.

Questo sta succedendo ora, ma è celato a noi al fine di obbligarci a rivelarLo, a desiderare la Sua rivelazione. Noi dobbiamo raggiungere questo grado di disperazione dove comprendiamo che solo la rivelazione del Creatore può salvarci. Nessun altro appello potrà funzionare: venendo insieme, dandoci le corrette intenzioni, dandoci forza, comprendendo ciò che succede, anche unendoci – tutte queste cose saranno conseguenze della rivelazione del Creatore.

Baal Ha Sulam scrive che l’intero sforzo di una persona nel lavoro spirituale si deve manifestare nel raggiungimento di questa sensazione, in altre parole, la realizzazione del fatto che in realtà, l’unica cosa che gli manca e che risolve assolutamente tutti i problemi è la percezione del Creatore. Lui non deve pensare a nient’altro ma alla ricompensa principale che vuole ricevere per tutti i suoi sforzi; essere riempito dal Creatore.

Non ci sono domande in questo stato. Tutto è chiaro. Ma noi perdiamo la libertà di scelta in questo caso? Diventiamo come “pupazzi sacri”? Il Creatore ci governa e questo ci obbliga a operare attraverso la dazione. Questo significa che noi ci trasformiamo in “angeli”?

Questo no. Questo è perché la qualità della dazione, che noi riceviamo dalla percezione del Creatore, non nullifica l’egoismo. Lo riempie solo e, assieme, loro diventano come due categorie, due forze, due qualità, che si completano mutualmente. Una persona raggiunge la vera libertà di scelta quando ha queste due forze in egual proporzione. Il Creatore non sopprime l’egoismo e non lo nullifica; Lui lo bilancia in una maniera tale che la persona raggiunga l’abilità di esistere tra queste due qualità, queste due forze della natura.

E allora noi cominciamo a far crescere il nostro punto nel cuore, connettendo queste due forze insieme con esso. Lui cresce come una goccia di sperma nell’utero materno.

Baal Ha Sulam rimarca che è necessario sapere che non c’é differenza tra la grande luce e una piccola illuminazione, che raggiunge una persona. Dopo tutto, non ci sono cambiamenti nella Luce. Tutti i cambiamenti avvengono solo nella percezione.

In altre parole, noi siamo sempre nel completo, enorme volume di Luce, ma noi lo sentiamo solo nell’estensione della sua corrispondenza, nella similarità delle nostre qualità alle sue. E solo i nostri sforzi nel rivelare il Creatore creano le qualità più grandi in noi. Se una persona è capace di incrementare il suo desiderio diretto attraverso la qualità della dazione alla stessa estensione, lui aumenta la quantità di Luce che entra in loro.

Cosa può fare lui per incrementare il suo desiderio, per espanderli e prepararli per essere più vicino alla Luce? La risposta di Baal Ha Sulam a questo: lodando ed esaltando il Creatore, le qualità dell’amore e dazione, le qualità di relazionarsi col vicino e gli altri al di fuori di te stesso.

Quando una persona agisce in questa maniera, lui si sente grato verso il Creatore per averlo portato più vicino a Lui, per avergli dato almeno una costituzione, un qualche punto di partenza che gli consente di cominciare ad agire in questa maniera, di salire al di sopra del nostro mondo, il nostro stato egoistico. La persona acquisisce l’abilità o almeno sente lievemente il Creatore, la qualità della dazione, per capire un po’ di cosa si parla nel gruppo, cercando di trovare il suo centro – il sentimento che sorge tra noi.

Questi sono già dei flash preliminari di Luce. Anche se noi sentiamo questi come se fossero i nostri desideri, i nostri pensieri, come se ci fossimo mossi e trovato qualcosa in noi. In realtà, noi non siamo capaci di trovare niente in noi. Quando noi sviluppiamo certe sensazioni, tutte loro provengono dalle vibrazioni della Luce, che sono talvolta vicine e talvolta distanti da noi. Quando una sensazione di calore avviene tra noi, quando noi esprimiamo una migliore connessione, una più grande rete di relazioni, è solo perché la Luce superiore sta cominciando a manifestarsi.

E la cosa più importante è che in aggiunta all’importanza di tutto questo, io ho sempre bisogno di essere conscio e tentare costantemente di verbalizzare dentro me stesso quanto è importante per me la connessione con il Creatore, questo potere di dare, questa forza universale, che ora mi é nascosta; come la rivelazione di queste due forze ti darà l’opportunità di agire liberamente, di essere come il Creatore in relazione a chiunque altro, nella stessa intenzione, amore e dazione.

Questo non è accidentale, è stato il creatore che ha dato all’uomo l’opportunità di avanzare spiritualmente. Lui è con noi, con tutti gli amici in giro per il mondo. E, più importante, la persona crede questo che è, all’espandere sempre più i Kelim, il posto dove la Luce, il Creatore, si manifesterà eventualmente.

La gratitudine al Creatore deve essere sempre maggiore della richiesta; all’interesse deve seguire gratitudine affinché la mia attitudine verso la qualità della dazione venga realmente dal mio movimento nella sua direzione. E questo avviene solo quando io armonizzo me stesso alla gratitudine.

Noi abbiamo bisogno di esprimere gratitudine per tutto, anche la più spiacevole delle sensazioni. In questa maniera una persona comincia a comprendere l’unicità del governo del Creatore sopra di lui. Lui comprende e realizza tutto questo, anche le influenze più negative di cui fa esperienza in questo mondo, che sono designate per il suo bene, per il suo beneficiare. E il Creatore soffre di questo miliardi di volte più di lui, come noi soffriamo riguardo ai nostri figli.

Questo perché noi non dobbiamo incolparlo di alcuna cosa, essere arrabbiati con lui, o essere infelici per qualcosa. Quando una persona comprende che lui è sotto l’influenza di una singola, costante, eterna Forza, allora, ovviamente, questo stato non potrà esistere. Lui all’inizio sperimenta sempre la sensazione di gratitudine enorme come se ci sciogliessimo in esso e poi il suo interesse ci segue nella stessa direzione.

Ma, Baal Ha Sulam scrive che dal momento in cui una persona sperimenta tutto dentro il suo desiderio, lui non sarà più capace di valutare precisamente il grado attuale di connessione tra lui e il Creatore. Questo è perché il nostro desiderio egoistico, fino a che non è corretto, sempre “assorda” la valutazione della nostra connessione al Creatore. Non importa come Lo percepisco, anche se è nella miglior maniera possibile, io continuo ad avere sensazioni riguardo a questo e le valuto. E la mia valutazione è sempre più bassa. Questo perché è fatto nel mio desiderio egoistico e non corretto e questo perché io rimango sempre infelice riguardo qualcosa. L’egoismo rimuove un’enorme quantità di “ipertono”, “alte armoniche” dalla percezione del Creatore e lascia solo una povera luce.

Immagina: invece del mio amato apparire prima di me per abbracciarmi e ricoprirmi di baci, io sono stato spedito in un sottile pacchetto. Similmente, il mio egoismo alla fine rimuove completamente tutto: io ricevo qualche pacco che sembra assolutamente  insignificante.

Noi dovremo completare questo da soli: queste “armoniche”, “ipertono”, le cose filtrate dall’egoismo, le cose superiori sono tagliate, l’attitudine speciale, il piacere e la sensazione. Noi dobbiamo aggiungere queste cose che sono state filtrate dal nostro egoismo attraverso l’utilizzo della gratitudine ed esaltando il Creatore.

Se sarò in grado di fare questo, allora comincerò a percepire la manifestazione del Creatore precisamente in queste “armoniche” aggiuntive. Il filtro rimuove Lui e mi lascia senza niente tranne un piccolo, insignificante regalo, un piccolo brivido ed io dovrò restaurarlo. E lo faccio rivolgendomi a Lui con ammirazione ed essendo grato. Allora, nel dirigermi verso di Lui, il Creatore si rivela.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” del 19.08.2012, Lezione 6)

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La vita impersonale

Domanda: Come sentiamo la connessione corretta?

Risposta: La connessione corretta è quando noi sentiamo solo la connessione e non sentiamo noi stessi. E’ l’esatto opposto di quello che ci succede ora.

Se tutti noi ci disconnettessimo da noi stessi, noi sentiremo solo la connessione tra noi, che significa il corpo generale che vive ed esiste. Ognuno di noi non sentirà la sua cella individuale, ma che è incluso nell’intero corpo e darà se stesso fino a che non sentirà ma solo il corpo generale. Questo significa che abbiamo raggiunto la connessione.

Allora la sensazione collettiva della vita nel corpo generale che non appartiene a nessuno personalmente ma è un risultato della connessione tra noi, questa sensazione è chiamata Creatore.

Questo vaso è chiamato Adamo (un umano), e il suo riempimento è chiamato Creatore, la Luce della vita, la forza mutua della dazione.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 20.09.2012, Scritti del Rabash)

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0% per Noi stessi

Domanda: Ora, mentre siamo ancora nel modo preparatorio chiediamo di ottenere il potere della  dazione. La nostra richiesta cambierà dopo che saremo entrati nel mondo spirituale o chiederemo ancora la stessa cosa?

Risposta: E’ ancora la stessa richiesta, ma durante il periodo preparatorio contiene una natura egoistica. Lo Lishma, chiedo che mi sia data la forza della dazione ma nel subconscio spero di ottenere un vantaggio per me stesso.

Il periodo della preparazione inizia con la mia prima richiesta per il potere della dazione. Questo periodo si conclude quando lo riceviamo, e lo usiamo per entrare nel mondo spirituale. Là, riceviamo il potere della dazione di nuovo.

Durante la preparazione, ho richiesto per il mio proprio bene, Lo Lishma, ho voluto ottenere il potere della dazione ed ho sperato che alla fine avrei ottenuto qualcosa di buono per me stesso. Le mie intenzioni egoistiche sono gradualmente diminuite dal 100%, all’inizio del mio viaggio, sino a che sono diventate lo 0% alla fine. Ecco come avanzo durante il periodo della preparazione.

Quando ottengo il potere della dazione preparando il desiderio per la dazione vera, uso questo potere per richiedere un potere ancora più forte di dare. A questo punto, la forza è al livello di Bina, Hafetz Hesed, dazione per la dazione. Nel prossimo livello di nuovo chiedo per il potere della dazione per ricevere al fine di dare, ma questa volta è il livello di Hochma. Ecco come mi muovo in avanti sino al livello della correzione finale (Gmar Tikkun), lo stato di Keter. Chiedo continuamente per il potere della dazione e la differenza risiede nel desiderio che è predominante  nella sua forza.

Realizzo che per poter acquisire il potere della dazione, devo sentire la grandezza del Creatore. Sarò capace di “piegare” il mio desiderio secondo la misura della mia capacità di percepirlo. Durante il periodo della preparazione e per quanto sento grande il creatore, riesco a correggere il mio Lo Lishma e desidero meno per il mio solo bene. Ecco come preparo i miei desideri di dazione per il prossimo stadio della dazione per la dazione ed, allo stesso tempo, i miei desideri di ricevere per lo stato di ricevere per dare.

Tutto dipende dalla comprensione della grandezza del Creatore, che mi aiuta ad innalzarmi sopra il mio egoismo. E’ possibile compiere la transizione dalla richiesta a parole al bisogno interiore del cuore solo con l’aiuto della luce. Questo è fatto dalla luce che riforma.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del  12.07.2012, Scritti del Rabash)

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Un integrale dal nostro mondo all’Infinito

Baal HaSulam, “Talmud Eser Sefirot, Parte 2″ Histaklut Pnimit, “Articolo 96: E’ una legge meravigliosa nei Mondi Superiori che in ogni Sefira che abbiamo scelto di esaminare, troveremo dieci Sefirot interiori. Se prendiamo una singola Sefira a partire da quelle dieci Sefirot interiori, troviamo altre dieci Sefirot interne a quella Sefira di prima. Inoltre, se prendiamo una Sefira di quella interna, la Sefirot interiore, ancora una volta troveremo in essa Dieci Sefirot, che sono all’interno della precedente interna interna, e così via e così via senza sosta.

La nostra mente non riesce a comprendere questi principi spirituali, l’incorporazione delle Sefirot in ogni altra fino all’ Ein Sof, incessantemente, dal momento che in ciascuna delle Sefirot vi sono altre dieci e in ciascuna di queste dieci ce ne sono altre dieci, ecc. Come possiamo capire cosa vuol dire Ein Sof? Dove comincia e dove finisce? Non riusciamo a capire perché la nostra mente non si basa su una valutazione qualitativa, ma sulla valutazione quantitativa. Sembra che anche qui si tratti di quantità: dieci, dieci e dieci ancora una volta, come in un discreto, sistema numerico. Ma questa è l’impressione sbagliata. Tutte le modifiche e le divisioni si basano sulla qualità in ambienti separati qualitativi.

Questo è il motivo per cui è attualmente così difficile per noi comprendere questo principio e il concetto di infinito. Nella nostra vita le persone più forti e le più intelligenti, i più grandi egoisti, vogliono usare questo mondo per il proprio beneficio, a piegarsi e ad estrarre i soldi il più possibile da esso, per vincere la gara, di ottenere il controllo e la conoscenza, mettersi in mostra davanti agli altri, e di sentirsi bene con se stessi, sentendosi sicuri nel presente e sul futuro.

Ma oggi vedono che non riescono a gestire nulla e non sanno cosa fare. I leader si sentono impotenti. Stanno cercando di calcolare quanto si può superare questa perdita di controllo, che è il problema principale della crisi attuale. Il problema non è la crisi stessa, vale a dire le percentuali indicate dagli indicatori economici. Al principio, si preoccupavano solo di queste percentuali e somme, ma ora vedono che questa non è la causa, ma piuttosto la mancanza di controllo della situazione.

Non si tratta di risultati che volevamo ottenere, ma anzi, riguarda il motivo dei nostri fallimenti. Non sanno questo motivo! In primo luogo, erano la causa di tutti i successi e gli insuccessi, tenendo le redini della gestione egoistica. Il mondo piegato davanti a loro e le loro regole obbedivano all’egoismo. Ma oggi non possiamo stipare il mondo nel sistema egoistico che abbiamo creato e che non possiamo gestire. Non ci ascolta più: è come se fosse organizzato in modo diverso, lasciandoci totalmente perplessi.

Così la differenza tra i due sistemi è rivelato gradualmente: il numerico e l’analogico, il sistema che opera su base quantitativa e il sistema basato sulla qualità. La Natura dalla sua parte ci rivela alcuni dei sistemi che operano secondo la qualità, un sistema analogico, che annoda tutto insieme per raggiungere il lavoro collettivo. Questo è come la forza del Creatore si rivela.

Noi, invece, abbiamo sempre lavorato in modo diverso, utilizzando la forza egoistica dell’essere creato, che era il risultato della frantumazione, ciascuno nel proprio. Questo è perché abbiamo sempre agito su base quantitativa, secondo i numeri. La nostra percezione si basa tutta su questo principio. Ecco perché ci sentiamo così impotenti quando il mondo spirituale si rivela a noi e si sta avvicinando a noi. E’ la rivelazione del sistema spirituale, del Creatore, e questo è ciò che provoca la crisi attuale.

Mentre nel mondo spirituale, le Sefirot sono divise in dieci e così via fino ad Ein Sof, questo mondo è basato sul principio numerico. Ma dal momento che stiamo parlando di infinito, distrugge la base quantitativa e lo trasforma in uno qualitativo. E’ come parte integrante e quindi la crisi e il mondo moderno sono chiamate parti integranti.

Un integrale non è solo una semplice somma. In una somma ci sono una serie di componenti. E l’integrale include Ein Sof, infinito: Comprende questi componenti che non possono essere inclusi in un calcolo quantitativo. E’ come il problema di fare un cerchio in un quadrato, in cui è richiesto per costruire un quadrato che è identico nella sua area di un cerchio. Questo problema non ha soluzione al nostro livello.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.07.2012, Lo studio delle dieci Sefirot)

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L’uomo nella persona

Domanda: Come cresce il “punto nel cuore”? Di che cosa è composto? Di che cosa è composto l’uomo in una persona?

Risposta: Il “punto nel cuore” è il punto di lancio da dove inizia la nascita dell’Essere Umano, come da una goccia di seme. Tutto il resto, che lui prende dall’ambiente, dagli amici, si unisce a questo punto nel cuore.

Domanda: Che cosa prendiamo dall’ambiente?

Risposta: Uno ha bisogno solamente di prendere gli attributi positivi. Poiché L’Arvut (La garanzia mutua) è stata creata per poter prendere dall’ambiente tutto ciò di positivo che c’è lì dentro.

Domanda: Come può una persona misurare il proprio punto e vedere che c’è già un microscopico uomo dentro di se che sta già crescendo?

Risposta: È in base a quanto lui si connette con il gruppo e quanto lavora con loro per la connessione e l’unione. Alla fine, tutto ciò che accade nella connessione raggiunge il suo punto nel cuore.

Domanda: Lei ha detto che il Creatore da forze, che Lui prende forze, e l’uomo si sente come uno straccio che ondeggia al vento.

Risposta: La Luce da’ e prende forze in base alle azioni dell’uomo. Se l’uomo si sente come uno straccio, allora va già bene. Vuol dire che da quel momento in poi, sarà capace di essere qualcosa di diverso di uno straccio.

All’inizio c’è il riconoscimento del male, cioè l’ego che lo dirige. Più tardi un altro grado del riconoscimento del male accade quando lui comprende che se lui è un egoista, allora è mosso dall’Alto e sbattuto fino a che tutto lo sporco dello straccio viene liberato. E più tardi lui inizia a comprendere cosa appartiene a cosa, e poi acquisisce la libera scelta e cerca di risolvere questo problema insieme alla società.
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(Tratto dalla lezione nr.7 del Congresso di Kharkov, 19.08.2012)

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La cosa più importante é un’aspirazione interiore

Domanda: Tu hai detto che dobbiamo giocare attivamente l’uno di fronte all’altro del fatto che siamo al livello successivo, di modo che gli altri siano invidiosi e ci seguano. Come può essere espresso questo? Dovremmo essere semplicemente buoni, gentili, generosi, sorridenti e questo emozionerà e attirerà gli amici? O dovremmo essere fermi in relazione allo scopo? Come dovrei mostrare questo al fine di causare la massima invidia?

Risposta: Noi siamo nel mondo dell’Infinito, la piena connessione tra noi. L’unico problema è che non lo percepiamo. Siamo come gattini ciechi. Noi dobbiamo cominciare a sentire dove siamo nella realtà attraverso le nostre proprietà.

Per questa ragione i 125 gradini spirituali sono chiamati i pioli della rivelazione, la rivelazione di quello in cui esisti. Ma tu sei sottosviluppato e non lo senti. Qui ora, come se fosse nello stesso spazio (benché non nello stesso spazio ma in altre dimensioni), ci sono una grande varietà di fenomeni, oggetti, relazioni e azioni. Non ne sentiamo nemmeno una di questa; è fuori dai nostri sensi.

Qualche persona, inclusi i fisici, la sentono un pochino. Infatti è così. I beduini che vivono in Israele sentono quello che sta accadendo a 100 miglia da loro in accordo a svariate manifestazioni della natura. Ma tutto questo è al livello del nostro mondo. Fisici come Wolf Messing sentono un pochino in più ovviamente, fuori dal tempo, perché il prossimo gradino va al di sopra del tempo, eccetera…

Cioè, noi giochiamo nel nostro livello successivo, così vogliamo attrarre le forze della natura verso di noi di modo che ci portino attraverso di esso. Noi facciamo la stessa cosa nelle nostre vite; le persone giocano: io voglio essere come qualcun’altro, per esempio, come uno scienziato o un musicista, faccio esercizi e così mi avvicino a loro.

Perché gli esercizi mi portano attraverso questo? Perché sto attraendo la stessa Luce Superiore, solo al nostro livello egoistico. Questa è una legge fisica; se io aspiro a qualcosa, queste forze di aspirazione realizzano qualsiasi cosa. Di conseguenza, dobbiamo diventare ispirati per giocare.

Ma più importante, noi dobbiamo desiderare questo dentro noi stessi perché inizialmente noi siamo connessi l’uno all’altro, e se io voglio qualcosa, i nostri desideri concentrati insieme e diretti allo stesso stato ci porteranno a questo.

Questo è perché ci sono persone che stanno danzando di fronte a te con un’armonica e ispirano gli altri e ci sono quelli che stanno in maniera umile in parte e non riescono ad aggiungersi al cerchio o cantare insieme a qualcun altro; ci sono persone differenti, non importa. Esternamente, noi dobbiamo anche mostrarlo ai nostri amici al fine di ispirarli insieme. Ma la cosa più importante è un’aspirazione interiore.
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(Dal Congresso di Kharkov “Uniting to Ascend” del 17.08.2012, Lezione 2)

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Sciogliersi nel vaso dell’unione

Immaginate, durante il workshop, di essere nella vostra anima e che le dieci persone sedute accanto in cerchio, non siano unicamente delle persone ma una connessione che crea il vaso della vostra anima. Noi scopriamo tale connessione tra di noi mentre riceviamo materiale, il desiderio, il vaso collettivo generale, nel quale viene rivelata la Luce.

Il desiderio e la Luce insieme ci daranno la sensazione del livello spirituale nel quale sentiamo una forza speciale che costruisce e sostiene questo livello, che significa il Creatore e che include tutti i desideri e Luci. Durante il workshop dobbiamo immaginare tutto questo.

Un’anima è la nostra dazione reciproca. Siete seduti in un cerchio di dieci persone e dovete immaginare una rete di dazione reciproca che vi connette tutti. Ognuno sente di annullare se stesso in essa e di essere incorporato del desiderio generale. Lì non c’è un io, tu o lui che doni agli altri, lì tutti sono in dazione verso tutti. Fino al punto che ognuno scompare completamente e al posto di dieci persone e il campo tra di loro, c’è solamente il campo di collegamento che rimane e le persone sembrano sparire.

Questo campo è chiamato “vaso” spirituale, la nostra attitudine, il desiderio di donare agli altri. Di conseguenza la Luce si veste nel desiderio della dazione reciproca.

Questo desiderio di dazione reciproca è chiamato “anima”, e la Luce che la riempie è chiamata la “Luce dell’anima”, la sua vita, la sua vitalità, NRNHY. Non c’è un’altra realtà! È in questa realtà che entri sempre più profondamente e inizi a sentire che è qui che si trova tutta l’umanità, tutte le forze, e tutte le relazioni. È qui che tu scopri il Creatore.

Diventi illimitato, perché prima hai annullato te stesso e sei entrato nel campo che ti connette. Così tu cancelli i limiti: non è assorbendo una quantità illimitata, ma essendo incorporato illimitatamente negli altri, come perdendosi dentro gli altri.

Grazie a questo tu inizi a sentire l’intero vaso. Questo è chiamato desiderio di donare che, di fatto, ti rimodella e ti da una forma illimitata.
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(Tratto dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.08.2012)

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Ego, non sono tuo

Domanda: Come possiamo controllare qual è la nostra intenzione mentre leggiamo Lo Zohar?

Risposta: Lo Zohar è la fonte di Luce che viene a noi se vogliamo usarla correttamente. Perciò, mentre studio libri Kabbalistici, io convoco l’illuminazione su di me, ma essa viene in base all’intensità dei miei sforzi e al mio essere pronto. Se io studio per guadagnare qualche cosa di corporale, o di guadagnare il mondo a venire come un privilegio personale, in questo caso la Luce, con la sua influenza, crea per me ancora più oscurità. Io mi allontano dalla comprensione del perché questo sistema mi sia stato dato, cosa devo fare di me stesso, e come dovrei trattare gli altri. Anche quando leggo parole meravigliose di amore e connessione, non sento più il senso di appartenenza, non vedo la connessione e non so come percepire il testo: Se farlo entrare o no nel mio cuore, questo significa che io studio come un pipistrello alimentato dalla notte e che non aspetta l’alba.

Ma se io cerco di connettermi e per questo motivo io imparo il metodo, mantenendo e osservando la condizione di accettarlo al Monte Sinai, anelando insieme a tutti gli altri di essere “un solo uomo in un solo cuore”, entrare nella garanzia mutua, raggiungere amore fraterno e attraverso esso l’amore del Creatore, allora la Luce inizia ad avanzare verso di me. Non è più il percorso ordinario che si supera a fasi, ma io inizio a scoprire gradualmente lo stato frammentato nel quale si trova.

Lo studio egoista nasconde il mio ego, ed io mi vedo come un giusto. Dall’altra parte, nello studio corretto, io scopro di essere immerso nel male. La prima cosa che la Luce rivela sono i miei attributi negativi, ed io devo lavorare di conseguenza. Scoprendo il male, io ho dei sentimenti ancora peggiori di prima. E allora, che posso fare? Dopo tutto, in base alla mia natura, io voglio scappare quando mi sento male.

Forse dovrei smettere di studiare e allontanarmi dal gruppo? Forse dovrei sentirmi disperato? O forse dovrei essere contento che mi sia stato consentito di rivelare il male? Dovrebbe essere una legge per me, un invito: Se io posso elevarmi sopra questa sensazione sgradevole, io anelerò la dazione sopra la ricezione.

Preferisco ricevere un colpo, poiché le sofferenze rivelate nel mio ego mi mostrano che non lavoro per quello. Malgrado io sperimenti delle sensazioni spiacevoli, io le supero e anelo l’unità. Io non scappo per addolcire l’amarezza; io non mi chiudo, non scendo, non smetto di studiare. Per il contrario, io accetto tutti i problemi che arrivano da ogni direzione nel cammino per unirmi agli amici, come inviati dal Creatore e che non c’è nessuno tranne Lui.

Io accetto ogni stato come vantaggioso per il mio avanzamento. Io non li annullo e continuo a studiare per poter neutralizzare la cattiva sensazione. Di fatto io lo voglio lì perchè mi si concentra esattamente come inalzarmi sopra di esso, di essere al di sopra della ragione. Io accetto contento tutti i problemi e le interruzioni, la pressione delle circostanze, lo scherno esteriore, le diverse sofferenze, poiché mi aiutano a mettere a fuoco correttamente sul traguardo, creando tali limiti, tali quadri, che lavorando in esse io senz’altro avanzo in avanti.

Perciò costruendo in me i vasi di dazione sopra i vasi di ricezione. Questi continuano a crescere e a soffrire, mentre io, essendo a un livello superiore da loro, voglio mantenere la connessione con il Creatore finché raggiungerò la fede completa, l’attributo di Binà, iniziando ad usare i miei vasi di ricezione per il bene della dazione.

Ma anche allora non intendo calmarmi, dato che mi sono elevato a tale grado dove non ci dovrebbe essere un pensiero di compiacimento. Per il contrario, io anelo ancora più in alto e sono quasi pronto per ricevere piacere, ma non per soddisfare me stesso, ma per soddisfare il desiderio del Creatore.

Questo è tutto il nostro lavoro. Io ho bisogno di una vera fonte lungo questo percorso, un desiderio egoista che mi fornisce la forza di dazione grazie al superamento dei problemi e delle sofferenze rivelate in esso, e per me è chiaro che tutto proviene dal Creatore.
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(Tratto dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.08.2012, Lo Zohar)

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