Pubblicato nella 'La mia somiglianza con il Creatore' Categoria

L’inizio di tutti gli inizi

Il contenuto dei Libri Kabbalistici può essere diviso in due parti.

Una di loro descrive il nostro lavoro nelle sensazioni tra di noi e spiega come attraversarle per raggiungere il Creatore, che non è situato da qualche parte bensì è tra noi.

Dall’altra, ci vengono forniti determinati testi Kabbalistici, come L’introduzione alla Scienza della Kabbalah, Lo Studio delle Dieci Sefirot e Il Libro dello Zohar, che sono assolutamente incomprensibili a noi. Questi libri parlano riguardo il grado verso il quale dobbiamo ascendere e le azioni che dovremmo compiere, quindi avendo riunito e ricevuto la proprietà della dazione, iniziamo a sentire il mondo superiore in questa proprietà.

Questo perché, basandoci sugli articoli e consigli di Baal Ha Sulam e Rabash, noi dobbiamo condurre azioni di unità tra di noi, e durante la lettura dei libri di testo riguardo ai mondi spirituali, noi attiriamo la Luce superiore a noi.

In altre parole, una parte delle risorse primarie è educazionale, formando le nostre connessioni corrette fino al punto che all’interno di queste noi sentiamo la qualità della dazione, il Creatore.

La seconda parte è dedicata al perseguimento dello scopo di unità tra di noi, durante lo studio, nella misura in cui la Luce superiore, le forze superiori, proprietà, gradi, mondi e Luci siano rivelati tra noi.

Noi dovremmo sforzarci in questo come un bambino che desidera diventare un adulto guidato dalla sua natura egoistica. Continua a mettergli pressione, insegnandoli come crescere e s’impegna instancabilmente in questo. Quindi, nella nostra crescita spirituale, noi dobbiamo provare ad essere come i bambini, e con la stessa energia giocare tutto il tempo ad arrivare al prossimo livello, a diventare adulti, esplorare questo mondo di adulti e relazioni adulte.

Per fare questo, da una parte, dobbiamo annullare noi stessi prima degli amici e dall’altra, essere sopra di loro, lavorando sull’unità all’interno del gruppo, cercare ogni opportunità da aggiungere, più profonda, più vasta e concentrare questo affinché ogni grande scintilla si unisca e brilli tra noi. Non dovremmo spaventarci che noi ci “sfreghiamo” l’uno contro l’altro come noci in un sacchetto, perché questa frizione produce anche scintille. Se noi conosciamo il perché facciamo questo, noi avremo successo.

La cosa più importante è che dovremmo costantemente essere coscienti del bisogno di unirsi e aderire al Creatore, e non aver paura. Non appena il gruppo o le persone individuali dimenticano perché sono qui, loro immediatamente diventano da un gruppo Kabbalistico ad una “cozzaglia di schernitori.”

Com’è scritto nei Salmi: “Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori.” Con queste parole il Re Davide comincia i conosciutissimi Salmi, il libro delle ragioni dell’uomo e appelli al Creatore. Sono accettati in tutto il mondo come lo sfogo del cuore umano. Questa è la cosa più importante! Questo è l’inizio di tutti gli inizi!

Noi sappiamo che i gruppi hanno molte condizioni particolari e problemi, ma tutti convergono in un punto – la realizzazione della legge “ama il prossimo tuo come te stesso” perché è la legge del Creatore. Quando l’egoismo si corregge all’amore, uno diventa simile al Creatore.
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(Dal Congresso di Novosibirsk 08.12.2012, Lezione 4)

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“Sbattere la testa contro il muro” o cominciare a pensare?

Domanda: Cosa significa chiedere al Creatore? Dov’è il Creatore? Come posso chiedere qualcosa da Lui se non lo conosco?

Risposta: Tu devi cercarLo! Ognuno dovrebbe immaginarLo nel suo cuore, o magari nella sua mente, benché i Kabbalisti non abbiano a che fare con l’immaginazione mentale.

Il Creatore è chiamato la forza generale della natura. Perché diciamo che ci rivolgiamo a Lui? E’ molto confondente questo. Ma c’è una forza che posso scoprire in accordo al mio desiderio. Nella nostra vita corporale scopro diversi fenomeni in accordo al mio desiderio. Se non avessi nessun desiderio, non vedrei, non respirerei. Per tutto, c’è prima un desiderio e poi l’esperienza, la scoperta, l’ascolto e la comprensione, apri maggiormente i tuoi occhi e fai un passo in avanti. E’ tutto in accordo al desiderio.

Qui è lo stesso. Il mondo spirituale è meramente una connessione che s’è occultata per il momento. In questa scopriamo la nostra vita che è indipendente dal corpo; il corpo è morto, mentre noi continuiamo a vivere in questa connessione. Questa è chiamata un’ ”anima.” Ora noi dobbiamo scoprirla. Il nostro corpo non interferisce. Se lo annulliamo – che significa che viviamo in esso perché siamo vivi, senza dargli attenzioni particolari, senza glorificarlo, usandolo com’è, alimentandolo, dandogli da bere, lavandolo e portandolo a dormire, prendendosi cura di lui come se accudissimo un animale e non più di questo – e investi tutto il resto nello scoprire l’anima, allora così la riveleremo.

Un’anima è la connessione tra tutti. Al fine di scoprirla, hai un punto, l’inizio di un’anima. Se questo punto è mancante, non c’è niente di cui possiamo parlare, sei libero, accudisci il tuo corpo, gioisci della vita. Ma se tu hai il punto nel cuore, l’inizio di un’anima che ti chiama, che non ti dà riposo, allora arriverai a un gruppo Kabbalistico e ti diranno come cominciare a rivelare la tua anima, la tua connessione con gli altri.

Non è una connessione tra umani, tra i loro corpi, ma una connessione tra desideri individuali nei quali c’è un punto, l’inizio di un’anima.

Immagina che ci sia una rete nascosta tra un milione di membri del nostro gruppo globale (benché ce ne sono molti di più). Questo è quello che dobbiamo scoprire. Nel momento in cui scopro la prima parte su 125 di questa connessione, io sono già sul primo livello del mondo spirituale e in questa rete, io scopro il mondo spirituale, me stesso, l’eternità al di sopra del tempo, movimento, e spazio, l’intera dimensione spirituale e la fonte di tutto ciò è chiamata “il Creatore.” Questo è quello verso cui siamo attratti.

Ci sono persone che hanno già scoperto la spiritualità, scritto riguardo a questo, e ci hanno detto accuratamente e in grande dettaglio come riempire questa rivelazione gradualmente e cosa dovremmo fare. Tutto questo è chiamato “Torà, il libro delle istruzioni. Non parla di alcuna azione fisica o movimento col nostro corpo; possiamo lasciare stare questo. E’ solo riguardo a come possiamo sviluppare la nostra sensibilità mediante la connessione con gli altri, con la forza superiore, e così raggiungerai l’eternità.

Domanda: Sto sedendo qui con il testo dello Zohar, cercando di sentire qualcos’altro rispetto a quello che c’è qui come un risultato dei nostri sforzi collettivi, ma non posso. Continuo, e fallisco continuamente. Tu dici: ”Chiedi al Creatore!” ma non so niente di Lui, non ho niente per cui possa tenere duro.

Risposta: Il mio consiglio è che se tu hai sbattuto la testa contro il muro un centinaio di volte, allora magari qualcosa si è “smosso” nella tua testa come risultato e puoi cominciare a pensare più profondamente riguardo al Creatore: “Chi si sta nascondendo là? Chi c’è nel mio cammino? Chi ha posto questo muro prima di me?” Tu non stai più colpendo la tua testa contro il muro, ma tu stai aggiungendo pensieri a questo. Una persona cresce saggiamente come risultato dei colpi, giusto? Questo è quello che mi aspetto da te.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 06.01.2013, Lo Zohar)

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Una busta vuota vale più di mille dollari

Dall’articolo di Baal HaSulamIntroduzione allo studio delle dieci Sefirot”: …è il cammino della Torà, cioè l’estesa preparazione che uno deve fare per preparare la purificazione del proprio corpo, prima che sia ricompensato realmente ottenendo Torà e Mitzvot.

Questo è parlare del cosiddetto “tempo di preparazione.” Una persona arriva a studiare Kabbalah, ma lui ancora non arriva a comprendere dov’è. Lui inizia con qualche lezione introduttiva, poi viene a conoscenza di un gruppo; lui partecipa in vari workshop e lavoro comune. Se lui si aggrega ad un gruppo, lui acquisisce nuovi valori e attitudini dal suo gruppo sia che lo voglia o no. Questo è come il suo periodo di preparazione comincia; dura fino a che uno non raggiunge uno stato chiamato “Lishma,” che significa che la Luce che Riforma comincia ad impattare in lui in una maniera in cui i suoi desideri sono alterati.

“Completezza del Cammino della Torà” sta per “chiedere un miracolo” significa gioire del processo della dazione. Si deve voler liberare degli interessi egoistici. Comunque, lui deve aspirare a questa condizione non perché vuole scappare dalle sofferenze, ma soprattutto per diventare capace di dare. Il dare deve diventare l’unico piacere. Quando una persona si eleva al di sopra dei suoi desideri egoistici, lui è ancora preoccupato di diversi problemi, ma sarà per il bene di prendersi cura degli altri. Lui considera solo questo tipo di comportamento come “vita.”

Una volta guidando con il Rabash verso una sauna, gli ho chiesto riguardo a come verificare il mio livello di “Lishma.” Lui mi ha spiegato che: ”Un tuo amico ti sta riconsegnando una busta con dei soldi che ti doveva. Ci sono 1000 dollari nella busta. Li conti e scopri che ce ne sono 999. Tu pensi che non sia un grande problema e decidi che il tuo amico semplicemente abbia sbagliato i calcoli dell’ammontare e abbia trascurato la mancanza di quel dollaro. Tu pensi inoltre che non valga la pena nemmeno menzionarglielo. Allora, sigilli la busta e chiudi la pratica.

Questo è chiamato “agire con la ragione.” Se conti i soldi e sei guidato da una sorta di calcolo, significa che sei governato dalla tua mente. Se conti il denaro e ancora accetti la stima dell’amico, (è ovvio che lui vuole restituire l’ammontare totale di 1000 dollari), poi tu accetti la busta senza esitazioni sia che contenga o meno l’intero ammontare che dovrai ricevere. Significa che vai al di là della tua opinione e al di sopra della tua mente.

Non importa quanti ti avrà restituito l’amico. Tu accetterai qualunque ammontare da lui anche se fosse un migliaio di dollari; non c’è un minimo che potresti accettare. Non prendi nessuna condizione e nemmeno pensi ad un possibile errore. E’ semplicemente impossibile! Accettando 999 dollari, sei 1 dollaro “sopra la ragione.”

Se apri la busta e trovi solamente un dollaro lì dentro, e tu comunque lo accetti come se fossero 1000 dollari, significa che la tua “fede al di sopra della ragione vale 999 dollari. E’ abbastanza significativo…

E’ il tipo di fede che non ti lascia avere niente in ritorno. Tu prendi il giudizio del Creatore o la stima del tuo amico come garanzia; così, tu senti come se avessi ricevuto tutto l’ammontare indietro. Senti “come se” il tuo amico ti avesse restituito l’intero ammontare di 1000 dollari, il 100%. Questa situazione ti riempie e ti dà forza per elevarti dal livello di “Lo Lishma” a “Lishma.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.11.2012, “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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ll desiderio, brucia!

Baal HaSulam, Shamati 241, “ChiamandoLo mentre Egli è vicino:
Pertanto, quanto il Creatore vuole portarlo fuori dalla fitta foresta, Egli gli mostra una Luce remota, e la persona raccoglie i resti della sua forza per camminare sul sentiero che la Luce gli mostra, al fine di conseguirla.

Ma se uno non attribuisce la Luce al Creatore, e non dice che il Creatore lo sta chiamando, allora la Luce per lui è persa, ed egli rimane giacente nella foresta.

Ogni momento della nostra vita avviene sotto l’influenza della Luce, la proprietà di dazione, il Creatore. E se una persona prova a rivelare quest’influenza dall’Alto, per collegare il suo sentiero al Creatore, malgrado egli non veda, non senta ancora tale connessione, allora tutti i momenti della sua vita gli attribuisce alla Prima Causa, alla forza superiore.

Il Creatore gli dà le opportunità di compiere gli sforzi, nell’oscurità e nella luce, in svariate condizioni. Grazie a questo, una persona crea e calibra il suo senso per percepire il Creatore, e dunque ad ogni passo, ad ogni evento e stato, in ogni situazione, egli vede la forza del Creatore in modo più chiaro come la causa di ciò che accade finché non Lo rivela (rivela il Creatore) su una base costante.

Inizialmente, la persona aveva soltanto una sottile sensazione dal di dentro, da qualche fonte nascosta. Questa fonte si manifesta in tutti i tipi di circostanze, e gradualmente la persona si rende conto che questo è il Creatore che dimostra questa o quella forma di relazione verso  lui. La persona impara a collegare ogni cosa ad una sola Causa, oltre la quale non vi è nulla. Elevandosi al di sopra degli eventi della sua vita, egli comprende: essi sono tutti progettati per lui per rivelare il Creatore in tutto il tempo. Ecco perché egli deve passare attraverso stati diametralmente opposti.

Ora la persona vede che tutto va per il meglio, e costruisce una base dentro di sé, “Non vi è nessuno tranne Lui, il Benevolo che fa del Bene.” Qualunque cosa accada, la persona capisce che il Creatore lo risveglia, lo modella in ogni secondo della sua vita. Ogni cosa è diretta alla connessione con il Creatore, che ordina e corregge tutte le proprietà di una persona, in modo che in ciascuna di esse la persona senta solo Lui, come il Benevolo che fa del Bene.

Così noi avanziamo, chiamandoLo mentre (Egli) è vicino. Quando si presenta uno sforzo, la persona riconosce che i momenti attuali vengono dal Creatore; egli deve capire che anche gli sforzi sono stati richiamati dall’Alto. Il Creatore vuole che la persona Lo riveli. Persino un contatto piccolo e leggero è pur sempre vicinanza, ed ora è necessario rafforzare il legame che ne è emerso.

Tuttavia è impossibile rafforzare le relazioni nella persona stessa. Dopo tutto, ognuno di noi ha soltanto un esile punto, che rappresenta l’inizio dell’anima, un desiderio altruistico. Questo è solo una scintilla della Luce Riflessa-l’intenzione di dare che avevamo prima della frammentazione. Così, se sono vicino a questa scintilla, se risplende e cerca di ascendere sopra tutti i desideri cosicché insieme a loro si possa stabilire la connessione con il Creatore, allora io devo unirmi con le altre scintille, così come era prima della frammentazione quando erano tutti uniti nella fiamma generale, nella grande Luce.

Abbiamo bisogno di questa Luce Riflessa di una tale forza che insieme prevaleremo sul desiderio comune nel primo grado spirituale. Unendo le nostre scintille nel fuoco generale della Luce Riflessa, ci sforziamo di essere nella dazione, nell’unità sopra l’egoismo, e pertanto creiamo il primo vaso spirituale per la dazione, ed in esso, in accordo alla legge dell’equivalenza della forma, riveliamo il Creatore.

Abbiamo quest’opportunità, soprattutto dopo così tanto sforzo investito. Dobbiamo ringraziare gli amici che sono venuti da lontano per i loro sforzi perché vengono al costo di molto lavoro e soldi. Tutto ciò viene aggiunto allo schermo, alla Luce Riflessa, al superamento, che dobbiamo realizzare per il bene dell’unità.

Ora creiamo condizioni speciali per sforzarci costantemente a stabilire un contatto, senza lasciarci uscire dall’intenzione generale, dall’idea comune. Dobbiamo vivere in essa-questo è l’esercizio che pemette l’ingresso al mondo spirituale. Noi siamo insieme e ognuno sente dentro di sé che egli include tutti gli altri in sé stesso e che con loro, egli è come una sola forza, una sola sensazione, in adesione.

Così, raggiungeremo un grado spirituale, e allora saremo in grado di ritornare alla vita normale, ed essa non ci distrarrà, bensì verranno solo aggiunti nuovi livelli di desideri, “materiale” per il fuoco, per far crescere la Luce Riflessa.

Dopo tutto, così come una persona non può rivelare il Creatore con la sua scintilla, così nella nostra unità noi possiamo rivelare la forza di dazione relativamente piccola. A confronto con lo stato attuale, sarà una grande Luce, la rivelazione del Creatore, qualcosa di enorme. Vedremo e sentiremo come sono interconnesse tutte le parti della realtà, come la forza superiore condiziona ciascuno nella rete unificata-al di sopra del tempo, in ogni epoca, in tutte le anime individuali. E allora, uscendone con questa forza, inizieremo a venire in contatto con gli eventi correnti di questo mondo, sulla strada di casa, a casa, al lavoro…

Poi, avremo bisogno di rafforzare la forza di dazione, nonostante tutti i “disturbi“, che sono in realtà aggiunte di “materiale” che ci permette di mantenere il fuoco. Il desiderio di ricezione man mano che crescerà aggiungerà “legna da ardere” in questa fiamma, moltiplicando la Luce rivelata nell’unità fra noi, che diventerà più forte nella connessione con il mondo.

Allora, qui dovremmo vedere l’inizio del grande sentiero. Dopo tutto, il nostro scopo finale non è solo quello di unirci e rivelare il Creatore. Vi sono tre fasi; l’inferiore dovrebbe vedere il superiore e essere consapevole del superiore sopra di lui. Poi, connetteremo la forza dei disturbi dall’intero mondo a noi e li bruceremo nella nostra “fornace.” Questa forza diverrà “carburante” per noi e ci aiuterà a rivelare il Creatore tra noi sempre più.

Quindi, non si dovrebbe essere dispiaciuti di ciò che accade dopo il congresso, “Devo ricominciare tutto da capo? Dove ritorno?” No, dopo i nostri sforzi, quando torneremo nel mondo, saremo diversi. Avremo le forze per connettere il mondo a noi, facendoci seguire, ed esso ci rifornirà con il “carburante” che accende il desiderio di dazione che regna tra noi.

E tutto ciò inizia con un piccolo punto, quando una persona prova a rivelare il Creatore, che sta dietro il suo desiderio per gli amici e lo spinge a unirsi con loro.
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(Dal Congresso di Arava del 17.01.2013, Lezione 1)

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Non è bene per un uomo stare da solo

Una donna è in grado di connettersi con un’altra donna in un tutt’uno (1) solo se entrambe vanno sopra se stesse, al di sopra al punto nel cuore (•). A livello corporeo attuale, il collegamento con un amica è impossibile. Ciò significa che se una donna si collega con un’altra donna, deve essere chiaro a lei che questo stato è già molto vicino a una connessione spirituale. In altre parole l’ obiettivo obbliga le donne.

D’altra parte, gli uomini si possono collegare più facilmente tra di loro, dal momento che loro vedono un premio nel nostro mondo. Loro possono mettersi insieme sulla base del loro business, sport, o seduti in un pub.

Ma dobbiamo ricordare che dietro agli uomini che si connettono ci sono le donne che, grazie a questa connessione sono pronte anche loro per la connessione in qualche modo.

Questa è la natura delle cose, e non può essere condannato o lodato. Possiamo, tuttavia, usarlo, dal momento che per molte donne è più facile organizzare un vaso spirituale, e se gli uomini li sostengono, sarà la giusta direzione di spiritualità per tutti noi.

Questo è il significato dell’espressione “un aiuto contro di lui” di cui dobbiamo ancora capire la profondità. All’uomo gli è stato dato un aiuto e se lo usa correttamente, raggiungerà l’obiettivo. Perciò il Creatore disse: “Non è bene per un uomo stare da solo” (Genesi, 2,18), o in altre parole, non è bello vivere senza il Creatore. “Le farò un aiuto contro di lui”, così che Egli mi possa raggiungere (il Creatore).
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.01.2013 , Shamati # 7)

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Il Comandamento dell’amore

Domanda: Che cosa significa dare piacere al Creatore?

Risposta: Deliziare, dare piacere al Creatore, amare il Creatore, queste sono tutte parole molto belle. Ma come si può amare una forza, anche se questa è eterna e gestisce tutto quello che c’è? Tutte queste parole sono dette ad una persona in modo da potersi adattare in qualche modo.

Dobbiamo imparare ad amare il Creatore solo attraverso l’amore per gli altri. Nell’articolo, “Un comandamento,” non vi sono delle istruzioni per arrivare ad amare il Creatore. Ma come possiamo essere obbligati ad amare? Possiamo farlo solo quando lavoriamo sull’ amore di un altro, dobbiamo creare una massa comune dei nostri desideri verso l’altro, una connessione comune al di sopra del nostro egoismo, e ricoprirla con l’amore reciproco. È scritto: “L’amore copre tutte le colpe”. Quando costruiamo una proprietà collettiva di mutua connessione e desideriamo verso tutti mentre interiormente coltiviamo l’amore, allora all’interno del nostro egoismo sorge una struttura completamente nuova: l’adesione reciproca, la mutua inclusione.

Amore vuol dire che io mi assumo tutti i vostri desideri e mi prendo cura di loro, pensando solamente a come soddisfarli, mentre voi pensate al mio, e così via. Amore significa soddisfare i desideri dell’ altro al posto del mio, utilizzandoli per questo scopo. Se organizzo dentro di me tali condizioni, allora, così facendo, sviluppo un vaso che lavora per il bene della dazione. E questo vaso comune che tutti noi stiamo creando insieme contiene la nostra componente collettiva chiamata “amore per il Creatore”.

Cominciamo a sperimentare non solo il vaso comune, il nostro atteggiamento verso gli altri, l’amore per loro, il dare a loro, ma anche noi cominciamo a percepire ciò che mi riempie lungo la strada. Questa sensazione è chiamata il Creatore, Boreh in ebraico (“Bo” – vieni, “Reh” – vedi). Quando creiamo un vaso collettivo spirituale, come risultato il Creatore si rivela.

Quindi, la Mitzvà principale è molto semplice: “Ama il prossimo tuo”. Attraverso l’amore per un altro, nel vaso che hai creato, sentirete l’amore per il Creatore e, rispettivamente, il suo amore per voi.

Domanda: Qual è l’obiettivo finale di questo lavoro?

Risposta: È nel fatto che si arriva ad una completa somiglianza e adesione con Lui nel nostro egoismo riformato. Questo è il modo per elevarsi al livello del Creatore. Questo è l’obiettivo finale della creazione. Si inizia a sperimentare una sensazione di essere in totale adesione con Lui, ma non vi dissolvete in essa, perché il vostro intero vaso rimane con voi.

In altre parole, la sensazione di essere opposti non viene distrutta dall’adesione con il Creatore che si verifica al di sopra, altrimenti si verificherebbe l’annientamento reciproco. Quindi, dobbiamo vedere il nostro egoismo, come l’aiuto attraverso cui ci muoviamo in avanti. Dovremmo trattarlo con il dovuto rispetto in quanto è l’immagine rovesciata del Creatore. Al contrario, il nostro mondo è la Sua immagine inversa al nostro livello.
[95561]

(Dal congresso di Novosibirsk del 08.08.2012, Lezione 4)

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Guardare dal punto di vista del Creatore

Domanda: L’egoismo è il motore del progresso. Come posso raggiungere la sua essenza?

Risposta: Incominciando a relazionarti ad esso in modo corretto: l’egoismo ti sta assistendo, è “aiuto contro”. Si sviluppa in modo che tu possa trasformarlo nel suo contrario, e allora diventerà un aiuto. Se guardiamo le cose per bene, la vita smetterà di sentire una dura resistenza e un “muro infrangibile”. Al contrario, continuerai sempre a giocare con il tuo egoismo, “manipolandolo” costantemente. Vi aiutate l’un l’altro, ed è risaputo che sia la cosa più giusta da fare.

E ad un tratto, dietro l’egoismo appare il Creatore. Si scopre che Lui sta tirando le corde, e ora Egli diventa il vostro partner. Prova a vedere tutto, non solo dal basso verso l’alto, ma anche dall’alto verso il basso e, non dal punto di vista della creazione, ma dal punto di vista del Creatore, il che significa come Egli deve limitare stesso, ciò che deve inviarti e come.

Supponi di aver ricevuto qualcosa da lui. Ora considera come lavorare con esso dal basso, inoltre, puoi prendere uno sguardo dal Suo punto di vista e visualizzare come Egli ti manda certe condizioni e come scendano verso il basso fino a formare l’esatta situazione in cui ti trovi.

E cosa dovrei fare adesso? È necessario ricorrere a Lui dal basso verso l’alto, dargli credito per tutto, e cominciare a studiare con pazienza mentre distingui come organizzare le cose in modo da rafforzare la consapevolezza di due principi:

  1. Non esiste nessuno tranne Lui
  2. Buono e Benefattore

Questa è la chiave. Dopo tutto, non importa ciò che il Creatore mi sta dando, ogni caso si riduce a questo, e per tutto il tempo l’obiettivo deve essere questo. Come risultato, ogni volta, la risposta dovrebbe essere come segue: portare questi due principi (1, 2) da stato a stato, migliorarli sempre di più. Questo è il solo scopo di tutto ciò che accade.

Ovviamente, al fine di attuare questo, ho bisogno di una garanzia, il supporto, la Luce che Riforma (Luce Circostante, Ohr Makif – O “M), e, in generale, il metodo kabbalistico. Ma in un modo o in un altro, tutto ciò avviene al solo scopo di darmi la possibilità di avvicinarmi a rivelare il Creatore, come “Non esiste nessuno tranne Lui, che è Buono e Benefattore”.

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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2012, “La Pace”)

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Le azioni del fronte casalingo preparano le armi per l’attacco nel deserto

Domanda: Ultimamente il Creatore ci sta fornendo le perfette condizioni per esprimere il nostro atteggiamento positivo verso di Lui nei due prossimi congressi: il congresso delle donne Un’unica Donna Globale ed il congresso degli uomini Una Fiamma nel Deserto. Come ci dovremmo preparare per realizzare con successo l’opportunità che ci viene data?

Risposta: E’ molto importante rispettare il congresso delle donne e non denigrarlo con arroganza. Questo perché si tratta di un’azione spirituale e non di un’azione corporale. E’ un’azione molto significativa nella spiritualità, che non è meno importante del congresso degli uomini. Io li vedo come assolutamente uguali e spero veramente che la generale mancanza che le donne conseguiranno e stabilizzeranno in questo congresso ci influenzerà ed opererà con forza su di noi, gli uomini.

Raggiungeremo il congresso nel deserto pronti ed equipaggiati con questa grande, buona e corretta mancanza con un desiderio ardente per la correzione, e saremo in grado di rivelare e mettere insieme con tutte queste parti la prima parte dell’anima corretta.

Ogni persona ha i suoi punti di forza e i suoi punti deboli. Ma la spiritualità è un sistema perfetto, e quindi chiunque compia una rivelazione colma tutti gli altri. Ci colmiamo reciprocamente. Spero che questo si possa veramente realizzare. Se ci impegneremo seriamente a camminare verso la connessione, ce la faremo.

La prima parte dell’anima corretta è l’obbiettivo dei prossimi due congressi per raggiungere la rivelazione del Creatore all’essere creato, per renderLo felice, per rivelare il primo livello dei 125 livelli spirituali.
[97651]

(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.01.2013 “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Passare avanti la Luce come in una catena

Domanda: Se un uomo raggiunge un certo livello di correzione, influisce sul resto del mondo?

Risposta: Naturalmente, la correzione di ogni uomo influenza tutti gli altri poiché siamo tutti nello stesso sistema. Abbiamo quindi il concetto di “diritto di nascita”, che ci aiuta a progredire. Come può aiutarci il concetto di “diritto di nascita” e che cos’è? E’ una specie di documento storico tenuto in un archivio? Naturalmente no.

Si tratta della correzione dei desideri. I grandi Kabbalisti, i saggi del Talmud, hanno compiuto una correzione speciale dopo la quale non dobbiamo più attraversare una penitenza fisica per uscire dal nostro ego. E’ sufficiente fare lo sforzo di studiare la Kabbalah. Se studio in un gruppo e mi voglio connettere agli altri al fine di scoprire il Creatore nella connessione tra di noi ed in questo modo renderLo felice, è abbastanza per farmi progredire. Non devo tormentare il mio corpo, picchiarmi e farmi buttare a terra.

Prima della correzione dei saggi del Talmud, un uomo affliggeva il proprio corpo se voleva raggiungere l’elevazione spirituale. In base alle leggi della natura dovevamo umiliare il nostro corpo fisico e affliggerlo in modo da voler uscire dalla nostra pelle. I Kabbalisti del passato hanno compiuto le correzioni in modo che non dovessimo più usare questi metodi.

I nostri progenitori appartenevano alle Sefirot: Keter, Hochma, Binà, e Daat (HBD). Poi sono arrivati i saggi del Talmud che appartenevano a Hessed, Gevura, Tifferet (HGT) e per questo essi sono chiamati i “figli”. Il periodo dei saggi del Talmud è durato fino alla distruzione del secondo Tempio. Questi Kabbalisti hanno corretto la parte della creazione che apparteneva al loro desiderio. Perciò, la Luce si è rivestita negli stessi vasi e si è avvicinata a noi!

Noi apparteniamo alle ultime Sefirot: Netzach, Hod, Yesod (NHY). Ogni periodo: HBD, HGT, e NHY dura duemila anni e oggi abbiamo raggiunto l’anno 5773, il che significa che abbiamo quasi raggiunto la fine dei 6000 anni di correzione.

Prima la Luce Circostante raggiungeva solamente il cerchio più esterno – HBD. Ma i padri l’hanno avvicinata attraverso le loro correzioni ed ha raggiunto le Sefirot di HGT. I saggi del Talmud hanno portato la Luce Circostante ancora più vicino a NHY, e poi i Kabbalisti che sono vissuti durante l’ultimo esilio ci hanno portato la Luce ancora più vicino. Ciò significa che i Kabbalisti del passato ci hanno preparato le correzioni che adesso possiamo usare. Si tratta di un solo sistema generale.

Con le nostre correzioni, stiamo preparando l’infrastruttura per la prossima generazione. Questo aiuto non è solo nei libri e nei video che produciamo; l’importante è che stiamo preparando un sistema pieno di Luce per le prossime generazioni e stiamo avvicinando la Luce ancora di più! Grazie a ciò, il mondo intero si sta svegliando e non è a causa di alcuni articoli o video su internet.

Tutto si risveglia dal basso, attraverso il sistema generale delle anime. Quindi, più siamo uniti, desiderando la rivelazione della Luce nella connessione tra di noi, più avviciniamo la Luce a tutta l’umanità.

In questo modo possiamo comprendere la connessione tra tutte le anime, in tutte le generazioni. Grazie ad ogni correzione, la Luce si avvicina gradualmente ai desideri che sono più corposi e più interiori. Fin tanto che non ci saremo corretti, ci saranno parti del desiderio del mondo che non saranno in grado di risvegliarsi.
[96994]

(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 31.12.2012, “Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot”)

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Ritornando all’abbraccio del Creatore

Baal HaSulam, Lettera 25: E’ scritto nello Zohar che la Santa Shechinà è rivelata ad una persona che è premiata con il pentimento, come una madre amorevole che non ha visto suo figlio per un lungo tempo, e loro compiono molti sforzi per vedersi l’un l’altro e per questa ragione incontrano grandi pericoli; e finalmente loro hanno raggiunto questa lunga libertà attesa e sono ricompensati vedendosi l’un l’altro e allora la madre cade sul suo collo e lo bacia e lo conforta; e gli parla tutto il giorno e tutta la notte, raccontandogli dei suoi desideri e pericoli che ha incontrato sulla sua strada fino a quel giorno; e come lei sia sempre stata con lui, e non l’abbia mai lasciato, ma ha sofferto in ogni luogo dov’è stata, ma lui non può vedere questo.

Giudicando da come i Kabbalisti ci raccontano, il Creatore, la Shechinà, produce grandi sforzi in noi, per le anime, aiutandoci a svegliarci e ad avvicinarci gradualmente salendo la scala spirituale così alla fine saremo incorporati nella Shechinà e connessi ad essa. Infatti, non ci sono cambiamenti nella realtà. Tutti i cambiamenti risiedono solo nella nostra comprensione, nella nostra percezione, fino a che non scopriamo la buona e stabile Provvidenza superiore che non ci lascia per un sol momento ed è immutabile.

Alla fine una persona raggiunge che tutta la realtà è in assoluto riposo. Tutto ciò che è nato nelle sue sensazioni è la rivelazione dei vasi che devono essere corretti. Tutti i cambiamenti sono solo l’apparenza dei vasi corrotti, uno ad uno. La sensazione della creatura nei vasi che non sono corretti è ciò che dipinge il ritratto di un mondo corrotto per lui, e della cattiva Provvidenza, significando che non è eterna ed è incompleta.

Ma se la creatura avanza correttamente, lui comprende che dovrà costruire un supporto esterno per se stesso in forma di gruppo e un insegnante, com’è scritto: ”Fai di te stesso un Rav e comprati un amico e giudica ogni persona nella scala dei meriti.” Questo ambiente lo influenza costantemente e lo evoca. Questo agiterà una persona e farà in modo che non si dimentichi che tutto ciò che accade in ogni momento è la rivelazione e riempimento di Reshimot (geni spirituali) attraverso le quali una persona vede il mondo e lui deve correggere queste Reshimot.

L’ambiente lo aiuta a non dimenticare e lui verrà costantemente rinforzato da questo. Allora “colui che sceglierà un miglior ambiente” in accordo alle Reshimot che possono essere rivelate in lui al fine di correggerlo, non dimenticherà per un momento lo scopo della sua vita. Lui deve scoprire la giusta attitudine e allora sarà in grado di avanzare alla correzione fino a che non abbraccerà il Creatore.

Il luogo d’incontro tra una persona e il Creatore è chiamato la Santa Shechinà. La creatura prepara i desideri, i suoi vasi, in accordo ai quali il Creatore è rivelato. Così noi raggiungiamo l’adesione che è lo scopo della creazione.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 02.01.2013)

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