Pubblicato nella 'La mia somiglianza con il Creatore' Categoria

Una briciola di materia accanto ad una scintilla di Luce

Noi siamo nel mondo di Ein Sof (l’Infinito). Ma nel mondo di Ein Sof c’è una Luce piccolissima: Nefesh di Nefesh che ha creato l’essere creato come “qualcosa dal niente”, come un minuscolo granello di desiderio di ricevere. Questa è la prima fase, la “fase-radice” del mondo di Ein Sof. Allora, perché è chiamato infinito?

Perché non c’è nulla a parte una minuscola scintilla di Luce e una minuscola briciola di materia. Tutto il resto giunge grazie alla grandezza della Luce nelle sensazioni della briciola dell’essere creato, attraverso il grande rispetto verso la Luce che lo ha creato e che si prende cura di esso. Dal riconoscimento di questa grandezza giunge la sensazione del mondo di Ein Sof.

Poi questa briciola incomincia a svilupparsi e a diventare sempre di più indipendente, e tutti i mondi nascono nelle sue sensazioni. All’inizio avviene istintivamente, sotto l’influenza della Luce. Ma alla fine il suo sviluppo raggiunge il punto in cui ci troviamo adesso. Se ora, da questo stato, cerchiamo di risalire usando tutte le istruzioni che sono state realizzate per noi, raggiungeremo il verso riconoscimento della Luce.

Ma possiamo chiamare vero questo riconoscimento in modo condizionato, poiché è impossibile conseguire la vera essenza del Creatore e la Sua altezza rispetto all’essere creato. Ma quando ci eleviamo di nuovo, scopriamo la Luce di NRNHY, e la misura rispetto alla quale il Creatore ci permette di arrivare a Lui è chiamata “adesione”. In questa misura, in base alla Sua volontà, dobbiamo essere come Lui.

E’ scritto, “Egli ha sollevato il povero dalla polvere” (Salmo 113). Ma noi non chiediamo che Egli ci dovrebbe sollevare dalla polvere per essere ricchi, ma noi vogliamo essere sollevati solo perché così rispetteremo e loderemo il Creatore. Questa è la sola ragione per cui chiediamo a Lui di sollevarci dalla polvere: per conseguire la Sua grandezza e non per migliorare la nostra condizione.

Questa ascesa è al fine di comprendere chi ci ha creati e chi si è preso cura di noi. La materia in sé può restare in assoluta povertà poiché ciò che conta per noi è di unirci alla Luce superiore, la qualità della dazione, non per il nostro bene ma per rendere felice il Creatore. Questa è la nostra sola speranza. In questo modo arriviamo ad eguagliare perfettamente il quadro, l’immagine, che troviamo nel mondo di Ein Sof: una briciola di materia accanto ad una scintilla di Luce, e tutto il resto è l’infinita grandezza del Creatore.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 07.03.2013)

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Tutto viene misurato accuratamente

Domanda: Come possiamo cambiare il nostro atteggiamento negativo verso la realtà se è così che la percepiamo?

Risposta: Questa sensazione negativa ci viene data apposta. Tutto viene misurato accuratamente secondo le relazioni che ci sono tra la Luce ed i vasi. Il Creatore lo misura in base all’essere creato nel sistema frantumato in modo che ci possiamo sforzare al fine di correggerci e così conseguire la dazione. Allora, percepiremo il positivo stato corretto.

Se adesso non avessimo delle sensazioni negative, non percepiremmo mai lo stato in cui ci troviamo. I nostri vasi di percezione sono vasi di valutazione: io percepisco solamente solo ciò che valuto come positivo o negativo.

Se vedo qualcosa, allora si tratta di un segno che è importante per me: posso amare questa cosa oppure averne paura, posso volermi avvicinare oppure allontanarmi. Percepisco solamente ciò di cui mi preoccupo. La qualità della dazione non ci interessa affatto, e di conseguenza non la troviamo nel nostro mondo, e ci troviamo tutti solamente nella qualità della ricezione.

Ma se, in base al programma della natura, dobbiamo conseguire la qualità della dazione, allora ci viene data l’opportunità di arrivarci partendo dalla qualità della ricezione, ovvero partendo dalla qualità corrotta opposta alla dazione. Questo è ciò che viene chiamato “frantumazione”. C’è stato un programma che ha funzionato bene ma poi si è inceppato. Ora dobbiamo imparare come muoverci dallo stato corrotto verso quello corretto.

In questo modo impareremo i programma stesso, così da viverci come degli angeli. Quando correggerò il programma e vedrò tutto il male e le corruzioni che ci sono in esso, comprendendo come potrebbe essere bello se funzionasse in modo corretto nel sistema, nella sua forma opposta, allora scoprirò la precisa essenza del sistema, il programmatore del programma, ed arriverò a conoscere i Suoi pensieri per gli esseri creati, che viene chiamato “il pensiero della creazione”. Io sono attivamente incorporato in questo programma ed acquisisco la natura del Creatore che si è rivestita in me. Egli incomincia ad agire in me, costringendo i miei muscoli, le mie ossa, ed il mio cervello a muoversi. Allo stesso tempo, percepisco che è il Creatore che mi ha rivestito, non qualche forza sconosciuta.

Prima funzionavo in base al mio ego, ma non me ne rendevo conto. Poi c’è stata una divisione interiore quando ho scoperto che l’ego mi faceva agire, a questo punto ci sono due parti: io e l’ego con una disparità tra di esse. Poi ho voluto che fosse la qualità della dazione a farmi agire invece dell’ego. Allora, nella qualità della dazione, ho percepito la radice superiore che ha creato sia l’ego che la forza positiva, ed in questo modo raggiungo l’adesione.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.03.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam)

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Quando la luce incontra le Reshimot

Domanda: A volte mi stupiscono i miei stessi pensieri, ma da dove vengono?

Risposta: Dal Creatore.

Domanda: Ma anche quando penso ai miei pensieri, è sempre qualcosa che viene da Lui. Ed allora io nei fatti dove sono?

Risposta: Devo attribuire a Lui ogni cosa, tutto ad una stessa sorgente, alla Luce che si riversa da Sopra e richiama le Reshimot sotto. L’incontro della Luce con le Reshimot è quanto ha creato la realtà in cui sono. Da questo si sviluppa il mio senso della realtà.

Ci sono cinque livelli di sviluppo dentro di me ed io desidero ottenere la sorgente, il mio Creatore, il che significa che ho raggiunto il quinto livello. Poi desidero raggiungere quello di cui sono costituito: la “Luce” e le Reshimot.

In altri termini mi domando riguardo al significato della vita: Da dove viene la vita? A che scopo e come?

Di solito questa domanda arriva per via di sentimenti dolorosi, quando mi sento male. In questo caso i Kabbalisti ci dicono che una persona non può capire e fare nulla da sola. Prima deve raccogliere e costruire un sistema nel quale opererà – sia dalla prospettiva delle Reshimot e sia dalla prospettiva della Luce.

In questo sistema, ci sono io e gli altri, e questo mi permette di evocare le Reshimot e la Luce. Poi inizio ad assomigliare al Creatore, come è detto, “Ti conosceremo per via delle Tue azioni”

Questo sistema è detto un “gruppo“.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 01.03.2013, “La Pace”)

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Annullare se stessi e sapere=Rivelare=Connettersi

Domanda: Come è possibile integrare l’annullamento di se stessi verso il gruppo ed il desiderio di comprendere il significato del testo che viene studiato?

Risposta: Una sensazione non cancella l’altra. Devo desiderare ardentemente insieme agli altri di connettermi in un solo punto comune. In questo punto di connessione dove siamo insieme, percepiamo dei fenomeni che sono chiamati Malchut.

Prima di tutto, è richiesto il desiderio di tutti di integrarsi insieme agli altri. Per questo, sono necessari i seguenti elementi: auto-annullamento, la grandezza dello scopo, e l’importanza degli amici e del gruppo. Ci dobbiamo concentrare insieme su tutto questo e desiderare questo punto di connessione generale.

Gli altri uomini partecipano insieme a me in questo desiderio ardente. Agiamo insieme, ognuno annulla quello che ha. Lasciamo il mondo intero sul fondo e tutti noi ci spingiamo in avanti. Attraverso la nostra connessione, vogliamo formare il vaso della dazione nel quale la nostra relazione con il Creatore, il desiderio di donare, nascerà.

Poi, in questa brama di donare al Creatore, incominceremo a percepirLo, la Luce Superiore che cala su di noi e ci colma. Più questo desiderio si fa chiaro, crescendo secondo lo spessore del desiderio: 0, 1, 2, 3, e 4, più questo desiderio si svilupperà. E nella stessa misura, la forza della dazione, l’adesione con il Creatore si riveleranno in noi. Questo è in sostanza tutto il nostro lavoro.

La domanda è: come può essere combinato il desiderio di auto-annullamento e la comprensione del materiale studiato? Comprendere significa conoscere, nel senso di rivelare e connettersi. La Sefira Daat (Conoscenza) simboleggia la connessione, come è detto, “E Adamo conobbe Hava (Eva) sua moglie”.

Quando io mi annullo fino in fondo, mi aiuto a prepararmi per la connessione. Senza questo, non sarò in grado di connettermi con gli altri. Al fine di elevare il punto della connessione, devo annullare me stesso.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28.01.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Una ricetta per l’adesione: Non dimenticare di aggiungere la luce

Baal HaSulam, Shamati, articolo 25, “Le cose che vengono dal Cuore”: In altre parole, tutti i concetti sui quali lui costruisce il suo edificio, dicendo che uno deve sempre seguire il cammino del Creatore, è basato sulla Dvekut con il suo insegnante. Così, se lui perde le basi, allora tutti i concetti sono senza potere, giacché a loro mancheranno le fondamenta.

Quindi, uno non deve fare affidamento sulla propria mente, ma attaccarsi maggiormente ai libri e agli autori, perché solo questo può aiutarlo, e non con l’ingegno e l’intelletto, dato che questi non hanno vita.

Domanda: Cos’è l’adesione?

Risposta: Nel complesso, l’adesione avviene quando due persone hanno lo stesso desiderio, gli stessi pensieri, e gli stessi valori. In questi casi loro si “aderiscono” l’un l’altro.

La domanda è come possono due persone molto differenti aderirsi? Loro sono differenti in ogni senso e non si combinano in ogni caso. Non può esserci un adattamento perfetto in natura, quindi loro raggiungono la somiglianza e diventano “aderiti” l’un l’altro?

Se ogni lato si elevasse al di sopra di se stesso e non volesse utilizzare i propri attributi per se stesso, ma soprattutto dà all’altro tutto ciò che c’è in lui, e l’altro anche vuole elevarsi al di sopra dei propri interessi personali e agire in favore degli altri, di conseguenza loro si assomiglieranno. In che maniera? Nel dare, nella dazione, il che significa che loro si “aderiscono.”

Come può essere ottenuto questo? Loro non possono fare questo da soli, la Luce è necessaria qui per connetterli. E’ come un tipo di “sandwich” con la Luce nel mezzo, e questa è chiamata unione spirituale. Puoi inoltre comparare questo con un piccolo manubrio.

Domanda: Quindi come possiamo attirare la Luce affinché l’adesione si realizzi?

Risposta: Prima di tutto, ognuno deve elevarsi al di sopra di se stesso e chiedersi: ”Perché dovrei aderire a qualcuno? Cos’è l’adesione? Potrebbe essere che voglio connettermi agli altri per raggiungere qualcosa in questo mondo, come nel socialismo? O lo voglio al fine di raggiungere il Creatore? Chi è il Creatore?

In breve, al fine di raggiungere le azioni più semplici, devo rinnovare l’intero sistema giacché non esistono vie di mezzo nella spiritualità; tutto è integrale in essa. Come in una figura olografica dove al fine di cambiare una piccola linea necessito della giusta scala per cambiare l’intera figura.

Quindi ogni domanda che abbiamo realmente include tutto ciò in se stessa. Se chiedi cosa dobbiamo fare, la risposta è semplice – fallo completamente. Noi dobbiamo chiarificare chi è il Creatore, per cosa abbiamo bisogno di questo, cos’è l’atto della creazione, cos’è la libertà di scelta, e cos’è “ognuno dovrebbe aiutare il proprio fratello”, cos’è il gruppo, eccetera. Tutto dovrebbe essere incluso in questo. Noi possiamo vedere questa figura in differenti risoluzioni, ma in una maniera o nell’altra, tutto è incluso in questo.

Domanda: Possiamo elevarci sopra il nostro generale “circolare” desiderio di ricevere come in un pallone di aria calda e tenere questo stato generale tra noi?

Risposta: Ognuno di noi è un egoista e la spiritualità è la cosa che c’è tra noi che ci connette e ci porta all’unione.

Cosa sento dentro di me ora è chiamato “questo mondo,” e cosa sento tra noi è chiamato “il mondo superiore.”

Se tu ed io siamo vicini l’uno all’altro e differiamo solo da una misura (1), allora sento la Luce di Nefesh. Se la differenza tra noi si raddoppia (2), io raggiungo la Luce di Ruach tra noi giacché ora ho attraversato una distanza maggiore. Da un lato, il nostro ego cresce e ci separa, ma dall’altro lato, noi aderiamo all’altro nonostante l’ego e da questo raggiungiamo un’intensità maggiore.

La nostra missione è tenere duro in questo stato e costantemente ritornarvici e, se vuoi, puoi tenerlo al di sopra di te stesso. Cos’altro devi fare in questo mondo eccetto questo? Prendi una decisione su come la tua vita dovrebbe scorrere e se la vuoi far scorrere nella dimensione spirituale. Non posso importelo. Al congresso di Arava ti ho dato un esempio di cosa dovresti fare. Se vuoi riempire questo, allora fallo e i risultati saranno in accordo a questo riempimento.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 21.01.2013, Shamati #25)

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Un tronco che soffre

Baal HaSulam, “Un discorso per il completamento dello Zohar”: In quel momento raggiungerete l’equivalenza della forma con il Creatore – come tutte le Sue azioni sono per donare e per beneficiare gli altri, così voi, tutte le vostre azioni saranno solamente per donare e per beneficiare gli altri. Questo è il totale Dvekut.

Domanda: Che cos’è l’equivalenza della forma? Come posso essere uguale nella forma se io sono il desiderio di ricevere?

Risposta: Supponiamo che tu voglia assomigliare a me. Interagisco con te, mi presento a te in qualche forma, e allora tu cerchi di essere come me: fai quello che faccio, pensi come me e parli come me. Il giorno dopo ti presento una forma nuova e tu ti devi adattare a quello che sono io ancora di più, sia nel modo di parlare che nelle azioni e nei pensieri. Ti pongo degli esempi e tu li devi seguire; questo è ciò che si chiama equivalenza della forma.

A questo punto potresti chiedere: “Ma come posso assomigliare al Creatore se non Lo vedo?” E’ scritto: ‘Ritornate al Signore, vostro Dio’. Come posso ritornare a Lui, come posso diventare sempre più come Lui? Fammi almeno degli esempi…”

Chiedi. Chiedi al Creatore di darti un esempio, di mostrarti che Egli è e cosa Egli è, in modo che tu possa essere come Lui. Se non chiedi, significa che non vuoi essere come Lui. Quando tutto ciò di cui hai veramente bisogno è un esempio, lo riceverai.

Domanda: Ho un gatto, posso insegnargli tutto quello che so, ma alla fine diventerà come me?

Risposta: Un gatto non ha il punto nel cuore. Non lo si può insegnare, lo si può solo addomesticare. Ci si può creare qualcosa, ma non ci si può ricavare un essere umano, poiché l’essere umano, Adam, significa “Domeh– uguale” al Creatore. Un gatto non ha il punto di partenza che lo porta a questo, non ha la scintilla iniziale; non ha il punto nel cuore.

Se non fosse stato per il punto nel cuore che è entrato nel desiderio di ricevere durante la frantumazione dei vasi, anche noi non ci potremmo sviluppare fino al livello animato. Ma quando completiamo questa fase, il punto del livello parlante esplode in noi. Questo è ciò che sta succedendo oggi all’umanità: ha raggiunto la fine del suo sviluppo a livello “animato”.

Tutto ha avuto inizio da un punto zero, dal caos. Poi è apparso il livello della natura inanimata, poi il livello vegetativo, e poi il livello animato. Se non ci fosse stato il punto della parola nel livello animato, cioè l’essere umano che appartiene al livello della parola, allora non ci sarebbe stato nessun riferimento verso cui svilupparsi, tutto sarebbe terminato lì.

Questa è la sorpresa ed il problema del nostro mondo: gli uomini non capiscono che stanno affrontando un nuovo livello. Non capiscono perché non lo vedono; non è tangibile, è spirituale. Tutti i livelli precedenti erano concreti, mentre il livello della parola non lo è.

Se mi trovo al livello della natura inanimata, non posso individuare i livelli che sono più elevati del mio: i livelli vegetativi ed animati. C’è un collegamento tra di essi che è visibile sia a colui che è inferiore che a colui che è superiore, ma io non ho idea di cosa sia il livello umano, e come elevarmi verso questo livello è per me un grande mistero. Cosa posso fare, se non ho alcun sistema per attaccarmi ad esso, nessun esempio, ma solamente una grande incognita?

Questa è la ragione per cui il mondo intero non capisce cosa sta succedendo e non può accettare il messaggio della futura ascesa.

Inizialmente, il desiderio creato dal Creatore era la parte che funzionava da il punto nel cuore (•), Galgalta ve Eynaim (GE). Esso è chiamato Israele che significa “Yashar-El” (diritto al Creatore). Abramo portò fuori dall’antica Babilonia gli uomini che appartenevano a questa parte, mentre gli altri Babilonesi senza il punto nel cuore rimasero lì.

Poi con la frantumazione, la distruzione, i punti di Israele caddero e si mescolarono con la materia del desiderio. Questo è l’esilio del popolo di Israele, la reciproca incorporazione delle caratteristiche che si manifestano oggi in ogni uomo che ha il punto nel cuore.

Comunque, è molto difficile per gli uomini vedere che c’è un’altra fase nello sviluppo che è davanti a loro, un altro livello che è una qualità superiore ed è più importante e potente del livello “animato”. Immaginiamo di poter vedere solamente piante sulla superficie della terra. Sarebbe molto diverso questo scenario dal livello successivo, con gli animali, gli uccelli, i pesci e gli uomini con la loro civilizzazione.

Ora, quando ci troviamo davanti un nuovo livello, nessuno lo capisce e nessuno riesce a percepire il bisogno di elevarsi verso di esso.

Domanda: Se il punto nel cuore determina tutto, posso essere paragonato a Pinocchio oggi?

Risposta: Senza il punto nel cuore saresti un “tronco”, ma in questo tronco c’è qualcos’altro, e così quando Geppetto incomincia a tagliarlo con la sega, piange; questo è “il punto nel cuore” che innalza la voce dell’uomo. Tutto il resto che c’è in noi, in verità, è solamente un “tronco”.

Il livello successivo non può essere formato dal niente. Così, quando gli uomini che sentono il bisogno di svilupparsi vengono da noi, a Bnei Baruch, al fine di poter progredire per mezzo dell’amore, con una inclinazione che punta in alto. Altri uomini dovranno evolvere attraverso il cammino della sofferenza per raggiungere questo livello.

Se il punto nel cuore non si fa sentire e non ricorda agli uomini che esiste, sarà solamente la sofferenza a spingerli in avanti. Il punto attira gli uomini in avanti mentre la sofferenza li spinge da dietro. E’ come una corda con due vertici opposti e tutto dipende da quale scegliamo di muovere – se la Torà o la sofferenza.

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(Dalla 4.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 03.02.2013 ” Un Discorso per il completamento dello Zohar”)

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Esiste in me un “Essere Umano” che sta crescendo?

Domanda: Che cosa è considerato dare a un altro e perché non esiste una punizione diretta e immediata per chi non adempie questa Mitzvà di dare alla società?

Risposta: Dare all’altro significa che io aiuto l’altro ad avanzare verso lo scopo. Non è dazione a meno che non riguardi la necessità. Tutti hanno bisogno di necessità basilari per esistere, dal momento che i livelli della natura inanimato, vegetale, animato devono esistere su qualcosa, ma in ogni altro senso, non ci resta che aiutare l’altro ad attraversare la fase di sviluppo del livello “parlante”.

Per quanto riguarda la punizione immediata nel non mantenere la legge della dazione, questo non può essere. Questo perché la punizione immediata ti attiverebbe come i livelli di natura inanimato, vegetale, e animato – quando fai qualcosa di sbagliato, e vieni subito punito, fai qualcosa di giusto e immediatamente ottieni una ricompensa. Allora sei semplicemente “programmato”, proprio come un animale.

Qual è lo scopo di tutto ciò, se non c’è un “essere umano” che cresce in te? Può crescere solo dal riconoscimento e dalla comprensione, attraverso lo sviluppo e l’acquisizione di nuovi attributi e, soprattutto, con l’acquisizione di nuovi valori, elevando se stesso verso l’alto, al di sopra del livello attuale e al di sopra delle decisioni inutili.

Nella persona cresce qualcosa di simile al Creatore. Il mio corpo, tutto il mio mondo, appartiene ai livelli della natura inanimato, vegetale, e animato. Ora, però, io salgo più in alto e creo la parte “parlante” che si trova in me, che assomiglia al Creatore (∾).

Nel nostro mondo non esiste una cosa del genere, ma questo è in realtà ciò che diventa il mio “io”. Io sostengo tutto il resto solo sul piano dell’esistenza corporea necessaria.

Così non funziona secondo il principio del “dare e avere”, e il sistema di permesso e proibito non si adatta qui. Questo avviene perché devo costruire qualcosa al di sopra di me.

Domanda: Allora, chi rompe effettivamente le leggi della natura: la creatura o è il Creatore che ci permette di farlo?

Risposta: Certo che è il Creatore. Lo fa in modo che possiamo imparare “il vantaggio della Luce fuori dalle tenebre“.

La domanda qui riguarda la mia inclinazione e la mia tendenza. È un fatto che io cadrò e salirò più e più volte, come si dice: “Un giusto cadrà e salirà mille volte”, ma io lo voglio? Sono attratto da questo? Apprezzo questo percorso e questa direzione? Sono tenuto ad avere uno stimolo per questo: “Vuoi che questo accada?” “Mi prendo cura di sviluppare l’inclinazione e il desiderio per esso?” Ma come faccio? Non sono che un “pezzo” del desiderio egoistico? “Hai un ambiente, un gruppo, un insegnante, libri, la Luce che Riforma, tutto ciò di cui hai bisogno. Tocca a voi.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 08.02.2013, “La Pace”)

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Un desiderio, un punto, e la Luce

Baal HaSulam, Introduzione al Libro dello Zohar, punto 66: Si tenga presente che in tutto esiste l’interiorità e l’esteriorità. Nel mondo in generale, Israele, i discendenti di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, sono considerati l’interiorità del mondo.

Israele” sono coloro che hanno una propensione per le tre linee, per la dazione. Queste tre linee simboleggiano Abramo, Isacco e Giacobbe, e Israele aspira ad integrarle in modo che la forza della dazione e la forza di ricevere si connettano e raggiungano l’adesione con il Creatore nella linea di mezzo.

Dopo tutto, nella realtà esistono solo queste due forze – la forza di ricezione e la forza della dazione. Il primo si riferisce alla creatura e il secondo al Creatore.

Se la forza della dazione è anche nella creatura, una scintilla o un punto nel desiderio di ricevere, allora attraverso ciò la creatura può costruire la linea di mezzo. Il desiderio è la linea di sinistra, e il punto nel desiderio, la scintilla del Masach (schermo) prima della frantumazione, è la linea destra, e la Luce che è stato chiamata ad operare alla saldatura fornisce loro la linea di mezzo, al di sopra della ragione, dare al di sopra del ricevere.

Quindi abbiamo bisogno del desiderio e del punto che si trova in esso (●) e anche la tensione (Δ) tra di loro, a causa della quale una persona si sente male. Poi il suo punto riceve l’impulso di conoscere il Creatore. E in questo caso, tutti i suoi desideri diventano un mezzo che aiuta il punto nel cuore a raggiungere il Creatore.

Questo è il motivo per cui la Luce inizialmente, scendendo, ha creato un desiderio potente come se stessa. Ora, quando la creatura usa questo desiderio, può raggiungere il Creatore e salire a Lui.

“Abramo” è il punto di dazione, e quando una persona lo usa correttamente e guarda il desiderio da esso, egli è chiamato “Isacco.” E poi c’è la combinazione di essi, “Giacobbe”, la linea di mezzo. Abbiamo bisogno di queste tre componenti.

Domanda: Se la Luce e il desiderio hanno lo stesso potere, da dove proviene la differenza (Δ) tra di loro?

Risposta: La scintilla della Luce, o il Creatore, entra nel desiderio e in essa evoca un sentimento di un’altra natura, di un’altra essenza.

Allora una persona si sente male a causa della sua diversità con questa natura nell’ uso del suo desiderio.

La verità è che nessuno di noi sa che cosa sia il desiderio di ricevere, ma tutti conoscono i suoi benefici. Quindi non stiamo parlando del desiderio, ma dell’intenzione allo scopo di ricevere, viviamo nella volontà egoistica e non nel desiderio, e non si sente in sé.

La nostra intera percezione, il nostro intero programma, si basa solo sulla nostra intenzione, il nostro egocentrismo. La differenza non è tra due desideri, il desiderio di ricevere e il desiderio di dare, ma tra due caratteristiche fondamentali.

Le paragono non in base alle dimensioni ma secondo una differenza qualitativa. In effetti, sento la differenza, il divario tra il Creatore e la creatura. Questo è ciò che mi spinge a cominciare il percorso al livello del Creatore, ad una equivalenza della forma con Lui. Altrimenti non avrei ricevuto un tale impulso.
Successivamente salgo i livelli della somiglianza, i livelli attraverso i quali una persona si porta ad una equivalenza della forma con il Creatore.

Ci sono persone in cui esistono le tre linee e altre no. In realtà, esistono in tutti, perché alla fine tutti devono raggiungere lo stesso stato. La frantumazione è stata totale, l’incorporazione era totale, e la correzione deve anche essere totale.

Ancora, le tre linee non sono espresse in tutti allo stesso tempo. Nel desiderio generale c’è una parte superiore – GE, o in altre parole coloro nei quali il punto nel cuore (•) è già salito ed è stato rivelato, e vi è una parte inferiore, AHP, quelli in cui essa è ancora nascosta al di sotto. Di conseguenza, quelle sopra vengono attirate per l’unione (Yechud), al Creatore, e così sono chiamati “gli ebrei” (Yehudi). In basso, le persone hanno una quantità enorme di desideri, ognuno vive apparentemente nel proprio mondo, e così sono chiamati “le nazioni del mondo.” Al di sopra, tutti vogliono connettersi a un punto per poter raggiungere il Creatore mentre in basso, questo punto non è stato ancora rivelato e non significa ancora nulla, e così i diversi desideri attirare la gente in direzioni diverse.

Ma “l’individuo e il generale sono uguali”, e ogni persona è un piccolo mondo, così questo sistema, questa struttura, esiste già in tutti. Anche se nel cuore di una persona viene rivelato il punto, ci sono anche molti altri desideri, anche se possono essere nascosti al momento in attesa che venga il loro turno. Ognuno ha desideri che nel frattempo non accompagnano il punto nel cuore.

Eppure, le persone che dall’ Alto hanno ricevuto la base per le tre linee devono sentire che sono responsabili per la correzione del mondo.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.01.2013, “Discorso per il completamento dello Zohar”)

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Trasformare tutti i meno in più

Domanda: Come faccio a fare un patto con il Creatore se non Lo conosco?

Risposta: La domanda è: perché è solo lo sposo che firma l’accordo di matrimonio (Ketubah) e non la sposa? C’è una sorta di impegno unilaterale qui? Lo stesso accade quando una persona firma un accordo con il gruppo o con il Creatore.

Ciò significa che la mia firma su questo contratto è sufficiente dato che l’accordo della controparte è certo. Quindi, solo chi esita e non è sicuro deve firmare, e in questo modo, è obbligato a firmare l’impegno.

C’è una forza superiore, e per rivelarla, ci deve essere una forza inferiore. La forza del superiore è la dazione e la forza dell’inferiore è il ricevere. La forza dell’inferiore deve raggiungere l’interezza nella sua mancanza per connettersi alla forza superiore che è eternamente intera.

La forza inferiore raggiunge l’interezza attraverso la connessione di 10 persone, poi di 100, e poi di 1000. Aggiungiamo sempre un altro zero.

Se non mi connetto con 10 persone, non posso essere definito una “unità” spirituale, e, se non mi connetto con 100 persone, non posso essere definito una seconda “unità” spirituale, che significa salire al secondo livello spirituale. Il contatore conta solo gli zeri aggiuntivi, e questo è considerato un salto al livello successivo.

Per adattarmi all’intera forza superiore, devo raggiungere almeno la connessione dei primi 10. Questo significa che devo connettermi a 10 persone in quanto secondo la nostra natura interiore, raggiungiamo il primo, la misura minima della dazione, # 1, attraverso la connessione di dieci persone, come un solo cuore e una sola anima. Allora, ho la prima forza della dazione.

Se mi è possibile connettermi a 100 persone in un modo simile a un solo cuore e una sola anima annullando totalmente me stesso, io raggiungo la seconda forza della dazione, il secondo livello spirituale. Di conseguenza, devo passare attraverso 125 livelli.

Per entrare in contatto con loro, firmo un contratto reciproco. Dobbiamo essere connessi in modo che ognuno si dimentichi di sé e si connetta con tutti come un tutt’uno. È impossibile farlo da soli e dobbiamo aiutarci a vicenda. Dobbiamo offrire a tutti la grandezza della meta, la connessione, il calore, e gli esempi positivi. Per fare questo, firmiamo un contratto, e questo viene chiamato patto.

Ognuno di noi passa attraverso stati di “+” e “-“, e abbiamo bisogno dei meno, per salire ai più, per “raddrizzare” noi stessi. Ciò è possibile se, mentre io sono in uno stato di “meno”, la società intensifica la mia intenzione. Il mio meno cresce e cresce anche il più, essi aumentano costantemente. Dopo un piccolo più, c’è un grande meno, e dopo un grande più c’è un meno che è due volte più grande.

È per questo che non posso mai superare il segno meno che ricevo e che mi butta sempre a terra. Io posso essere completamente buttato fuori pista, e posso continuare a lavorare, ma senza l’ispirazione e il pensiero. Quando cado in un tale stato, in questi meno, la società deve intensificare la mia intenzione.

È una buona cosa che ho ricevuto questo meno dato che ho bisogno di un meno grande, devo raggiungere la sua piena misura per riempire la mia misura. Il problema è come trasformarlo in un vantaggio. Per fare questo, ho bisogno di un’intenzione! Se la mia mancanza e l’intenzione della società si connettono, posso trasformare ogni volta i meno in più, e di conseguenza, salire costantemente. Questo si chiama fare un patto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 25.01.2013, Scritti di Rabash)

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Perdere il proprio “io” materiale

Domanda: Come diventiamo un Partzuf inferiore che si annulla dinanzi a quello superiore e chiede di essere creato nel mondo spirituale durante il congresso?

Risposta: Il nostro Partzuf superiore è il gruppo e solo lì il Creatore si rivela. Trasformiamo il gruppo in Malchut, la Shechina, mentre la parte superiore è Zeir Anpin, il Creatore. Abbiamo bisogno di indurre lo stato in cui si rivela la nostra connessione con la forza superiore.

È abbastanza fattibile e molto probabile che accada. L’illuminazione da questo stato ci sarà concessa sicuramente, e la stiamo già ricevendo, ognuno secondo il proprio grado. Ma quando ci connettiamo veramente, allora invece di una illuminazione personale, noi riveliamo la Luce.

Sarà inoltre rivelata ad ogni persona nella misura in cui essa ha raggiunto l’unione e la esercita. Ma sarà una parte di Luce chiaramente definita e non un po’ di illuminazione esterna. Sono convinto che non solo durante il congresso degli uomini, ma anche durante quello delle donne potremo sentire una simile illuminazione. L’annullamento del nostro gruppo dinanzi al superiore significa che tutti rinunciano a sé stessi per il bene dell’unione e dell’ inclusione negli altri, e perdono lì i loro “io” materiali ed esistono unicamente sotto l’influenza spirituale.

Nell’articolo “600.000 anime” abbiamo studiato che vi è una sola anima, tutti raggiungono solo essa, e le spine nell’anima stessa. In verità, non c’è divisione e solo la forza dirompente ci sta causando dolore in questo momento perché pensiamo che ognuno di noi abbia la propria anima personale. Lo immaginiamo solo perché non abbiamo ancora ottenuto il raggiungimento completo e rimaniamo in confusione, nella nebbia, e nella perdita di coscienza. Pertanto, al congresso, speriamo di inserirci in questa anima.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2013, Talmud delle dieci sefirot)

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