Pubblicato nella 'Israele' Categoria

Alla fine dell’ultimo esilio

Siamo alla fine del periodo dei quattro esili, alla soglia della redenzione finale, completa. Abbiamo bisogno di trovare nel mondo tutte le persone che esistono con il punto nel cuore e somministrare loro tutto quello di cui necessitano per studiare ed avanzare nella struttura dei nostri gruppi ed unirsi alle attività.

In aggiunta, dobbiamo uscire nel mondo esterno e diffondere la saggezza della Kabbalah a coloro che non hanno il punto nel cuore. Il mondo è oggi stracolmo di un gran desiderio, il quale si manifesta in molte forme differenti. La gente si sta interrogando sul significato della vita, anche se nel senso materiale più che spirituale. Tuttavia, è sufficiente che cominciamo a spiegarglielo, poiché il vero riempimento verrà solo per mezzo di un’ascesa spirituale.

Per noi un’ascesa spirituale significa conseguire un grado più alto. È da questo che il nostro punto nel cuore è attratto; però per le persone, un’ascesa spirituale appartiene solo al livello materiale, come l’amore, la partecipazione mutua, l’unità universale, dare oppure impegnarsi per il bene di una vita pacifica in questo mondo. Questo è ciò l’umanità immagina come vita spirituale e noi dobbiamo dirigerla in concordanza a questo desiderio.

Tuttavia, a suo tempo, grazie all’unione con noi all’interno di un sistema, la gente sarà capace di aggrapparsi alla vera meta della connessione. Inoltre, la Luce sarà presente nella nuova relazione tra la gente, la quale impartirà una gran percezione e comprensione. A lungo andare, tutto il mondo si connetterà con la gente che ha il punto nel cuore, il che li renderà capaci di impegnarsi, di rifiutare se stessi ed ascendere insieme al vaso di Israele.
[42087]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.05. 2011, L’importanza della divulgazione della Kabbalah)

Essere un modello per le nazioni

Domanda: Durante l’olocausto, non solo i pensatori ma anche tutta la nazione odiava gli ebrei …

Risposta: Mettiamola in questo modo: tutta la nazione voleva accettare le idee del genocidio senza sentire nessun peccato né colpa. È una guerra ideologica, nella quale la vittoria può essere raggiunta solo in una maniera, ovvero sterminando la nazione che ha l’idea opposta.

Oggigiorno, decine di persone possono prendere lo stesso corso che in precedenza presero i tedeschi e tutti sentiranno istintivamente la cosa primaria e più importante, ovvero che gli ebrei sono loro rivali e nemici. Inoltre, non importa con quale paese vicino lotterà una nazione: “Abbiamo una guerra qui, ma tutta la colpa è degli ebrei”.

Qualsiasi nazione che sceglie il cammino del fascismo attaccherà inevitabilmente Israele con l’ideologia. Ciò è programmato in natura e non c’è niente che possiamo fare a riguardo.

Per questo, la nostra sola responsabilità è di accelerare la correzione. Dobbiamo correggerci ed unirci, diventare dei modelli ed una “luce per le nazioni”. Allora loro capiranno che questo è l’esempio corretto, perfetto, il quale non solo offre una soluzione nel livello di questo mondo, ma eleva inoltre la persona al grado spirituale, alla vita eterna.

Avendo mostrato questo modello, saremo capaci di prevenire la terza, la quarta guerra mondiale e tutte le disgrazie che seguirebbero loro. Non c’è altra soluzione, pertanto, tutti quelli che capiscono quale pericolo sta minacciando la nazione ebraica e tutta l’umanità, devono partecipare alla correzione con tutta la loro forza e tutto il loro cuore.
[42029]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Commemorazione della Memoria)

Una domanda retorica: “di chi è la colpa”?

Domanda: Cosa deve succedere perché tutta l’umanità abbracci il metodo di correzione della Kabbalah?

Risposta: La maggior parte degli uomini ancora non capisce da dove arrivano tutti i problemi. Non hanno a che fare con i governi, la disoccupazione, i giochi politici o economici, o con i complotti “segreti”. Lo stress dell’America e il lavoro sottopagato della Cina sono semplicemente la parti del gioco che si vedono, e così gli uomini pensano che ci sia qualcuno nel mondo che abbia ancora un potere su di loro, che potrebbero essere, per esempio, i capi politici come Ahmadinejad, Obama, o la Merkel i quali possono, di fatto, decidere su tutto.

Che senso ha riversarsi nelle strade per urlare il proprio dissenso, se poi non si ottengono dei risultati? Quanti governi devono cambiare per farci capire come si fa? Noi dobbiamo capire una volta per tutte che tutti i cambiamenti possono avvenire solamente dall’Alto, per mezzo del potere della natura, e non per volere di qualche governante. Si tratta di persone uguali alle altre. Cosa sanno questi governanti? Cosa potrebbero fare, concretamente, nel mondo globale, dove il benessere di ogni paese dipende da tutti gli altri?

C’è una semplice logica in tutto questo. Ci sono più di 250 paesi nel mondo. Cosa può fare un primo ministro di un dato paese sotto le condizioni della totale interdipendenza? Quali scelte si hanno in un mercato comune? L’economia globale è governata da leggi crudeli, ed è impossibile fare un passo a destra o a sinistra perché ognuno è legato alla propria zona di influenza. Il capo di un paese ha forse a disposizione una bacchetta magica compresa nel suo ufficio?

Gli uomini sperano in un cambiamento del potere quando, di fatto, la situazione non fa che peggiorare, e non per colpa dei governanti, ma soltanto perché guardano nella direzione sbagliata. Gli uomini devono ancora capire chi è che comanda veramente la situazione. Se non diffondiamo la saggezza della Kabbalah nel mondo, non lo sapranno mai, mentre penseranno che sia tutta colpa loro. Essi non hanno la consapevolezza della Kabbalah che noi teniamo nelle nostre mani, e questi uomini non potranno fare altro che puntare il dito contro di noi.

Allora, essendo la nostra epoca descritta come l’era di Gog e Magog (cioè un’epoca sanguinaria e violenta), il mondo intero rivolgerà la sua protesta contro di noi. Per prima cosa, ci saranno delle guerre tra le nazioni, seguite poi dalle rivolte delle stesse nazioni contro Israele. E’ del tutto naturale che avvenga così, perché esse sono in conflitto e non hanno la minima idea di cosa fare a questo riguardo.

Questi uomini, di queste nazioni, rimprovereranno gli altri uomini fino a quando non capiranno che tutti sono in pericolo, tutti sono disperati, e che non c’è salvezza in niente. Da dove arrivano queste sciagure? Di chi è la colpa? No, non è di Obama, di Ahmadinejad, della Merkel o di Sarcozy. Non sono loro da rimproverare; riguarda solo gli ebrei. Come mai è così? Perché è così che si sentono loro.

E’ una naturale reazione dell’anti-semitismo: “E’ tutta colpa vostra!”. Francamente, hanno davvero tutta questa colpa? No, non ce l’hanno. Ma è così che sarà se non diffonderemo il metodo della correzione al momento giusto e ci mostreremo disponibili a condividerlo con il resto del mondo.

Noi dobbiamo agire sulla spinta di tutte le proteste di questi uomoni e dobbiamo essere pronti a rispondere al desiderio del mondo. Dobbiamo ricorrere alle medicine prima che la malattia diventi troppo grave. Attenzione, non lo dobbiamo fare perché abbiamo paura di loro, ma perché questa è la volontà del Creatore, che non vuole vedere soffrire nessun uomo.
[44343]

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.05.2011 “La Pace”)

Materiale correlato:

Laitman blog: La soluzione è tra noi
Laitman blog: Una nuova educazione per tutti

Tra due fuochi

Baal HaSulam, “La Nazione”: l’unica speranza è stabilire un’educazione nazionale completamente nuova per noi, per scoprire ed accendere ancora una volta l’amore nazionale naturale che si è attenuato dentro di noi, per ridare vita ancora una volta ai muscoli nazionali che sono stati inattivi in noi per due millenni, mediante tutti i mezzi adeguati per tale fine. Allora sapremo che abbiamo un fondamento naturale ed affidabile per ricostruire e per continuare la nostra esistenza come nazione …

Domanda: Cos’è “l’amore nazionale”?

Risposta: E’ l’amore fraterno. Ogni nazione ha il suo amore inerente perché le nazioni traggono le loro origini dalle 70 radici di Zeir Anpin. Queste radici hanno un luogo per ogni nazione, ed è per questo che la gente sente una connessione con la radice comune.

A prescindere dall’egoismo e dall’individualismo di oggi, visibile in tutti, la gente ha un senso di appartenenza ad una nazione in particolare. Questo sentimento è comune a tutte le nazioni, eccetto ai Giudei. Dopotutto, Israele non è una nazione, non ha radice in quelle 70 radici. Di tutte le nazioni che abitarono l’antica Babilonia, Israele fu quella delle persone con il punto nel cuore. Esse si separarono dalle altre e si unirono tra di loro a causa di questa scintilla.

Quando la scintilla arde e li connette, essi vivono nel piano spirituale, saldati in una sola anima dai loro punti nel cuore; però quando quest’anima si rompe, il loro vaso scompare e cadono nei desideri comuni, i desideri delle altre nazioni.

Allora, Israele smette di essere una nazione, perché niente la unisce, soltanto l’odio degli altri verso di essa. Solo la pressione esterna la mantiene unita; se la pressione diminuisce, si dividono il più possibile gli uni dagli altri. Loro vivono nel comfort, quando la loro relazione si indebolisce e possiamo vederlo negli Ebrei che vivono nelle altre nazioni.

Quando Israele diventerà di nuovo una nazione? Solo quando si riuniranno intorno al messaggio che Abramo stabilì fondando la nazione: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Deve essere fatto non per se stessi, ma per il bene del mondo.

Siamo all’ultima tappa della redenzione, la correzione finale, che deve abbracciare tutto il mondo. Baal HaSulam scrisse riguardo a questa nei suoi articoli “La rivelazione della Divinità (Matan Torà)” e “La garanzia mutua”. Israele deve essere unita dal Creatore per correggere tutto il mondo attraverso di sé.

Desiderando correggersi, Israele eleva il MAN, una preghiera per il mondo intero. Allora, riceve la Luce superiore, la Luce che Riforma. Questa Luce si muove attraverso “il modello” chiamato Israele ed ottiene la forma corretta dell’unità. La Luce è astratta e senza forma, ma qui acquisisce la forma chiamata Mashiach (Messia). Allora il grande desiderio delle nazioni del mondo si corregge.

Se agiamo in questa maniera, siamo Israele. Se non lo facciamo, riceviamo colpi e problemi, tanto dalla Luce superiore, quanto dalle nazioni del mondo; siamo nel mezzo, tra di loro. O realizziamo il compito del coordinamento, o siamo peggiori degli altri e dobbiamo soffrire le conseguenze direttamente dal Creatore e indirettamente attraverso gli altri.

La Luce deve trovare il suo vaso e fino ad allora non si calmerà.
[42505]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 8.05.2011, “La Nazione”)

Gli extraterrestri

Domanda: Lei compara la nazione Ebraica ad un’unità di forze speciali inviata in missione speciale. Dove?

Risposta: E’ inviata a conquistare l’inclinazione al male. “Israele” è una scintilla, il punto nel cuore, la forza esterna nel “paese ostile”, nell’egoismo. Dobbiamo lottare per distruggere questo egoismo e correggerlo. Dobbiamo prima fortificarci e dopo, essendo stati riformati, dobbiamo dare agli egoisti la Luce e correggere il mondo intero.

Dopotutto, è vero che non siamo di qui, non siamo della terra dell’egoismo. La nostra radice si trova al di fuori di essa, noi la penetriamo per mezzo della frammentazione dei vasi dell’anima integrale. Dentro di questa, al principio ci siamo frammentati, ma alla fine dobbiamo riuscire a correggerci. In base al grado della nostra correzione, riformiamo l’ego collettivo.

Domanda: Chi è il comandante in capo che ha inviato in missione l’unità di forze speciali?

Risposta: Lo ha fatto il Creatore. Israele è una parte di Lui, i vasi di dazione collocati nell’egoismo, nei vasi di ricezione. Il comandante in capo ha inviato i soldati, avendoli riforniti di tutti gli equipaggiamenti e le munizioni necessarie e mettendoli in territorio ostile. Lui li “frammentò” intenzionalmente affinché loro potessero vedersi come chiunque altro e non restare al di fuori della moltitudine.

Pertanto, possiamo essere paragonati agli agenti segreti. Ognuno di noi si vede esattamente come tutti i nativi di questo paese egoista. Immagina di cadere in Africa e vederti esattamente come loro: hai lo stesso carattere, la stessa mentalità e gli stessi gusti. Tutto è identico a loro, dentro e fuori.

Per un periodo di tempo l’agente incorporato non riceve istruzioni. Lui deve istallarsi in un nuovo luogo, trovare un lavoro e formare una famiglia. Gli anni passano, prima che lui si imbarchi per la sua missione. Comunque un giorno riceve un avviso. Per adesso, ha dimenticato tutto ciò che è relazionato a questo, quando comincia a suonare un telefono: “Questo o quello parla …”. È come in un film.

È così che riceviamo una chiamata: è ora di svegliarti e di ricordarti che qui abbiamo una missione speciale, che questa non è la nostra casa e che proveniamo da un mondo totalmente diverso. In verità siamo di un altro pianeta, di un’altra dimensione. Abbiamo ricevuto un impulso e siamo usciti dal letargo. Tutti gli extraterrestri di questo pianeta si sono svegliati, si riuniscono in gruppo e cominciano a prepararsi per conquistare il pianeta Terra. Questa è la nostra missione.

Domanda: Allora, come ci riusciremo?

Risposta: Ci hanno inviato delle istruzioni, spiegandoci in esse gradualmente tutto quello che abbiamo bisogno di sapere e di mettere in azione. Allora, otteniamo una nuova mente ed una nuova sensazione. Il nostro pianeta madre ci sta inviando il potere della nostra natura iniziale, con l’aiuto del quale, conquisteremo ogni abitante della Terra.

Siamo venuti qui per una ragione: per stabilire lo stesso ordine che esiste nel nostro mondo, laddove tutto è opposto; questo è governato dall’amore e dalla dazione.

Adesso dobbiamo finirla con tutti gli orrori che qui vengono visti come una regola. Le persone stanno distruggendo se stesse, la vita sul pianeta, mentre noi siamo venuti ad aiutarle, a salvarle ed a fornire loro una vita totalmente diversa. Siamo stati risvegliati attraverso un segnale speciale da casa, in una frequenza speciale, il che significa che è tempo di agire.
[42616]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.05.2011, Sulla Nazione di Israele)

Cosa si nasconde dietro l’illusione del progresso

Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione: questo è quanto accadde con i tedeschi, i quali avevano pensato di essere una delle nazioni più civilizzate e che durante la notte, divennero una nazione di selvaggi, la più orribile delle società primitive che siano mai esistite al mondo. D’altra parte Hitler fu eletto dalla maggioranza.

Stiamo trattando della domanda sulla società umana: come avanziamo? Sembra che di generazione in generazione, diventiamo più avanzati, ma in che senso siamo più avanzati? Nella scienza e la tecnologia o nella struttura sociale? O forse ci evolviamo nei nostri valori umani? Proprio questo è particolarmente scorretto.

L’egoismo aumenta nel corso di tutta la storia, però non lo riformiamo e mentre si accumula, peggioriamo. Invece della vera correzione, rivestiamo e copriamo il nostro egoismo, affinché non ci sfugga dalle mani e ci disturbi mentre viviamo. Al contrario, semplicemente ci divoreremmo a vicenda. Essenzialmente, di generazione in generazione, diventiamo sempre più abili nell’occultare il nostro ego, mentre l’odio continua ancora a crescere.

Abbiamo l’opportunità di “scorrazzare” nascondendoci dietro i telefoni, i computer e tutti gli altri tipi di schermi e questo aiuta. Tutti hanno un’abitazione o anche un appartamento, tutti hanno la loro macchina, non passano a prendere nessuno, la gente non si sposa e rompe i suoi legami di sangue. In definitiva, costruiamo uno scudo, una cortina, tra i germogli dell’egoismo umano e pertanto, continuiamo a vivere come se tutto andasse bene.

Ci sfugge, ma i servizi che sviluppiamo nella società moderna, sono destinati a liberare lo spazio nel quale tutti vivono per evitare un confronto con gli altri. Lo stato e l’assicurazione medica, i piani pensionistici, le vacanze sono tutti esempi delle nostre intenzioni di dare alla persona sempre più opportunità di sentirsi indipendente dalla società e di isolarsi dall’ego altrui. Noi ci sforziamo di insegnare e di permettere a tutti di restare dentro di loro e di non uscire per il resto delle loro vite.

Come risultato, la nostra natura non si corregge e per questo è diventata molto più spietata di quello che era nei millenni precedenti. Impariamo semplicemente a tenerlo nascosto e pertanto, siamo aggrappati all’illusione che la nostra civilizzazione stia ancora progredendo.

In realtà, comunque, non è molto difficile risvegliare il nostro egoismo, mostrare il nostro male nella maniera più chiara. Dopotutto, si sta liberando all’interno e tutto quello che c’è da fare è aprire la valvola e questo si diffonderà come un’inondazione.

Inoltre, si diffonderà a tal punto che l’uomo sarà disposto a fare qualsiasi cosa, senza nessun tipo di empatia, visto che non sente gli altri sotto la corazza del suo ego. Lui ucciderà, massacrerà bambini ed adulti, famiglie ed intere nazioni. Lui classificherà la gente per conto proprio: lui è negro, è bianco, è ebreo, è gitano e così via. Una persona può inventare migliaia di criteri o ragioni per ammazzare: le persone più vecchie che hanno vissuto la loro vita, i bambini nati con difetti, ecc …

In altre parole, senza nessun tipo di pentimento o rimorso, ma con orgoglio e sangue freddo, l’uomo farà agli altri ciò che vuole, perché non sente che anche loro sono esseri umani, che hanno diritto ad esistere come lui. Non stiamo parlando dei tedeschi, ma di tutti noi, fintanto che non ci correggiamo. Se il nostro desiderio egoista si risveglia apertamente, tutti saremo così. È successo con i tedeschi proprio perché erano i più avanzati, mentre oggi può succedere con qualsiasi altra nazione.

Molti paesi si sono evoluti quanto basta affinché il nazismo si manifesti attraverso di loro in maniera naturale e semplice. Loro non sentiranno vergogna di fare qualsiasi cosa e di agire in accordo agli stessi calcoli che i tedeschi erano soliti fare per estinguere gli ebrei ed altri popoli. Oggigiorno, la maggior parte del mondo è pronta a farlo. Se non correggeremo il nostro egoismo, la più piccola scusa, una piccola scintilla, sarà sufficiente e la gente realizzerà il suo ego senza pietà, metodicamente ed in maniera precisa. Loro verranno e distruggeranno.
(42042)

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.05.2011, Commemorazione del Giorno dell’Olocausto)

Le miniere d’oro delle anime

Baal HaSulam, Beit Shaar HaKavanot (La Porta delle Intenzioni), capitolo “Sull’esodo di Pesach”: La prima generazione, la generazione di Enoc e la generazione della Torre di Babele, esiliarono la Shechinà verso l’alto, al “settimo cielo”.

El Israel della generazione della schiavitù in Egitto era delle stesse scintille Keri (seme sprecato) che Adam HaRishon continuò a gocciolare per 130 anni, fino a che generò Set.

Le scintille Keri sono la luce di Chokhmà (Saggezza) che cerco di ricevere in maniera egoistica, per il mio beneficio. Se la Luce di Chokhmà non raggiunge il luogo adeguato, che è al di sotto dello schermo e non si veste nella Luce di Hassadim (Misericordia), è considerata come “il seme che cade sulla terra” (dall’ebraico “Aretz”, terra o suolo, e “Ratzon”, desiderio o volontà), “sprecato”.

Ogni persona deve passare attraverso questi gradi, le generazioni di Enoc e la Torre di Babele, attraverso il desiderio egoista che non ha conto di nessuno e che desidera ricevere direttamente tutti i piaceri, il che è considerato come “seme sprecato”.

Un’anima è simile all’oro e quando questo viene estratto dalla “terra”, è mischiato ai rifiuti, fino a che non viene purificato, affinché tutta la sporcizia si separi e possa essere chiamata “oro”.

Dopo la frammentazione dei vasi che avvenne nelle nostre radici, nel mondo spirituale, le nostre anime sprofondarono nel desiderio di ricevere per l’auto gratificazione e si mischiarono in esso completamente. Ci sono pochissime scintille di dazione che finirono in questo desiderio egoista, le quali sono molto difficili da recuperare.

È simile ad una miniera d’oro: questo si estrae sottoterra, dove migliaia di tonnellate di terra devono essere setacciate e sottoposte a diversi processi, prima di poter estrarre da esse pochi grammi d’oro. Lo stesso suolo non proviene da un posto qualsiasi, ma da dove si trovava prima l’oro. Tuttavia, dei camion pieni di terra devono essere portati e purificati, lavati con acqua e setacciati con dei filtri, affinché qualche scarso grammo d’oro possa finalmente venire alla luce.

La stessa cosa corrisponde alle nostre anime dopo la frammentazione. All’interno di un enorme desiderio egoista, ci sono solo alcune scintille disperse, le quali continuano ad essere egoiste, esse sono adatte ad essere corrette allo scopo di dare. Sono queste che gradualmente dobbiamo estrarre e questo è il lavoro che dobbiamo portare a termine.
[40968]

(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.04.2011, Beit Shaar HaKavanot)

Materiale correlato:

Laitman blog: Imparare a volare
Laitman blog: Una scatola da mendicante per la Luce Superiore

In Egitto dove scorre il latte ed il miele

La gente considera la festa di Pesach come la ricorrenza dell’evento storico dell’esodo dall’Egitto. “Siamo stati degli schiavi ed abbiamo costruito le città e le piramidi per il Faraone, e poi siamo ritornati alla libertà”. Nella realtà non festeggiamo un ricorrenza storica. Infatti, la situazione attuale è molto peggiorata rispetto ad allora. Sarebbe sufficiente paragonare la situazione della nazione di Israele nell’antico Egitto con l’attuale situazione per correre a baciare di nuovo le mani del Faraone, pregandolo di riprenderci.

I giudei vivevano nella terra di Goshen, che è la parte migliore dell’Egitto con terre fertili e greggi abbondanti. Laggiù si poteva fare quello che si voleva perché il Faraone qui non aveva dominio, ma esercitava comunque la sua protezione.

Nessuno poteva torcere un capello della testa dei giudei, le loro scansie erano piene di cibo, le reti piene di pesci, e le dispense piene di scorte. Erano degli schiavi solo perché dovevano ascoltare il Faraone. Ciò significa: Esegui gli ordini del tuo egoismo, e niente di più.

I giudei avevano una vita meravigliosa, quindi non era per niente che si lamentavano con Mosè nel deserto, “Dov’è la carne ed il pesce, dove sono le cipolle e l’aglio che mangiavamo in Egitto!? Le nostre vite era stupende, e tu dove ci hai portato adesso?”

Quindi, cosa ci fa ricordare questa festa? Allora eravamo circondati da nemici come lo siamo oggi? Al contrario, avevamo a disposizione tutto quello che volevamo ed il potere del Faraone ci proteggeva dai nemici. Nel suo paese egli ci permetteva di vivere come volevamo, anche su terre separate con nostre leggi.Quindi cosa c’è di così male in tutto questo, paragonato alla nostra attuale situazione?

Come scrive Baal HaSulam, se oggi i giudei si disperdessero per il mondo a causa della Diaspora, allora quasi nessuno resterebbe in Israele. Dobbiamo capire questo: l’Egitto diventa una prigione solo quando incominciamo a pensare all’esilio spirituale, quando ci manca il Creatore. Se non fosse il bisogno della redenzione spirituale, l’Egitto di per sé sarebbe una terra dove scorre latte e miele. Qui si può avere tutto tranne che il Creatore, tranne la risposta alla domanda sul significato della vita. Si ha tutto il resto in abbondanza. Si vive la vita di un re e ci manca solamente una cosa, “Io voglio la dazione e l’amore per il prossimo”
Quando si desidera esattamente questo, allora l’Egitto ci sembrerà come un esilio.

Questa è l’unica cosa che qui manca – l’amore per il prossimo. Dunque, ne consegue che festeggiamo Pesach per commemorare la bella vita in Egitto e non la redenzione, di cui nessuno ha veramente bisogno. Infatti, uscire dall’Egitto significa gettare via tutto quello che abbiamo, tranne l’amore.

Ma noi ci sentiamo come se fossimo in esilio? No, e infatti la gente non capisce di che cosa si sta parlando. Ma l’amore per il prossimo deve diventare il nostro solo desiderio. Mosè chiede al Faraone, “Lascia andare il mio popolo! Io voglio andarmene!” Al che il Faraone risponde, “Cosa ti manca, Mosè? Sei cresciuto tra le mie braccia. Resta principe egiziano. Sii un principe! Perchè stai facendo una rivoluzione adesso? In nome dell’amore per il prossimo? Sei diventato pazzo!”
Solamente alla fine del cammino l’Egitto diventa per noi una terra d’esilio. Ma fino a quando non succede, ci sentiamo sazi di tutto tranne che della dazione.

Ne consegue che celebriamo questa festività per onorare il fatto che una volta ci mancava l’amore per il prossimo. Se solamente fosse possibile spiegare veramente questo concetto agli uomini e mostrare loro vera situazione attuale. Oggi, siamo disposti a rinunciare a tutto nelle nostre ricche vite in nome dell’amore per il Creatore, per il prossimo, per gli amici, per il bene del sostegno reciproco e della reciproca vicinanza? Ci siamo vicini? Meritiamo di celebrare la festa della redenzione?

Questa festa parla della liberazione dall’egoismo, quando l’egoismo ha tutto, tuttavia io voglio scappargli. Io odio questa abbondanza e non la desidero. Non ho bisogno di saziarmi di cibo, non ho bisogno nemmeno della sicurezza, delle comodità, nemmeno della salute – niente. Sono pronto a gettarmi nelle acque del Mare delle ristrettezze o a lasciarmi avvizzire dalla sete nel deserto – tutto pur di spezzare le catene.

Allora, vogliamo veramente uscire verso la libertà?

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.04.2011 , gli scritti del Rabash)

La schiavitù d’Egitto vuol dire che non hai il diritto di Dare

Scritti del Rabash, “Fino a che il governante d’Egitto cadde”: Una persona deve lavorare per il bene dei cieli, cioè per il bene della dazione. In esilio, questa valutazione si realizzò sotto il potere del Faraone, il re d’Egitto.

Non so cosa sia la vera dazione o come si possa dare qualcosa ad una persona che è completamente separata da me, quando non c’è una “base comune” per la bontà, come la morale comunemente accettata, il rispetto per gli altri intorno a me o qualsiasi altra cosa.

Alcune persone condividono dei soldi o sprecano delle fortune, e sentono piacere in questo. Esse ricevono un sufficiente compenso per la loro “donazione”. Una persona è soddisfatta con una parola gentile, un’altra per essere ricordata bene dalle generazioni future ed una terza per il rispetto verso se stessa.

In Occidente c’è una nuova tendenza chiamata “un dollaro al giorno”. Una persona contribuisce con un dollaro al giorno ad alimentare un bambino africano affamato che non arriverà mai ad individuare. Tuttavia, i contributi come questo, portano anche soddisfazione, perché sto dando la vita a qualcuno. Cos’è un dollaro in confronto ai sentimenti che questo provoca in me?

Tuttavia, stiamo parlando di una separazione totale dall’auto gratificazione. Non possiamo immaginare o sentire una cosa simile nella nostra vita. Non capiamo come sia possibile dare a qualcuno senza nessun tipo di risposta nel pensiero o nella sensazione. Questo ci è sconosciuto.

Questo è il significato dell’esilio quando lo incontriamo per la prima volta. Ne risulta che io non so cosa sia la dazione pura. Sono separato dalla spiritualità, proprio in questo senso.

Egitto (Mitzraim) significa una spaccatura (Metzer), ed una spaccatura significa un’insufficienza di misericordia, quando una persona sa solo ricevere senza dare niente.

Dobbiamo ancora scoprire di essere privi del principio della dazione e sappiamo solo ricevere. Se io ricevo allora do, ma in generale non si tratta di dazione. La chiamo in questo modo perché nel nostro mondo giudichiamo una persona per le sue azioni invece di farlo per le sue intenzioni. Le intenzioni appartengono alla scienza della Kabbalah, mentre che le azioni appartengono all’opinione di questo mondo.

“L’Ampiezza” è generosità, una grande dazione. Una “spaccatura” è il contrario, la carenza della dazione. Pertanto, il potere dell’Egitto fu che ogni persona poteva fare delle azioni solo in cambio di una ricompensa.

Questo siamo noi, ma in verità non ce ne rendiamo conto ed è per questo che il nostro stato ancora non viene considerato esilio. Sono le nostre vite e va bene così. È sicuro che siamo egiziani e con ciò?
Anche Lui, non ci permette di realizzare una sola azione senza una ricompensa, solo per il bene della dazione.

Questo è il nostro Faraone e non ci rendiamo neanche conto che lui ci controlla. Il potere del Faraone si rivela solo quando tu vuoi fare qualcosa per il bene della dazione e scopri che non puoi. È allora che il Faraone, il re d’Egitto si rivela; però, fino ad allora, tu stesso sei seduto sul trono e fai quello che vuoi.

Questo significa che l’Egitto fu una spaccatura per Israele.

In altre parole, questa ostruì la direzione giusta verso il Creatore. (Iashar El)

(Dalla 4°parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’ 11.04.2011, preparazione per l’uscita dall’Egitto)

Materiale correlato:

Laitman blog: Attraverso la baraccopoli delle belle città
Laitman blog: Dove è la nostra libertà?

Il problema del mondo è il mio problema

L’immagine del “mondo esterno”, come lo descrive Baal HaSulam, viene creata dalla “macchina fotografica” che si trova nella parte posteriore del nostro cervello, che proietta le mie qualità in quello che sembrerebbe essere lo schermo esterno, con quelle qualità che sono danneggiate o corrette fino ad un certo punto. Dentro di me esistono sotto forma di diverse forze; combinandole o dividendole in diversi modi, formano il vaso della mia anima.

Tuttavia, sono incapace di distinguere queste forze perché sono proiettate nello schermo della mia coscienza in modo tale da poterle contemplare. Pertanto, vedo diverse forme dei livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano. Tutte queste forme sono in movimento, subiscono dei cambiamenti e questo è ciò che ci permette di mantenere la connessione con le forze interne.

Come posso raggiungere lo stato corretto? Questo può essere ottenuto mediante il principio di amare il prossimo come se stessi. Devi conseguire che tutta la realtà “esterna” diventi tua, poiché ad ogni modo, si tratta davvero di te, anche se nella tua ingannevole percezione appare come qualcosa di esterno. Così dunque, ritorna in te, riporta questa immagine esterna dentro di te, fa ritornare questa visione dalla proiezione all’interno della “camera”. Come puoi riuscirci? Avvicinando tutte le tue parti e sentendo che sono tue.

Per adesso percepisci i problemi del mondo come disastri che succedono ad altre persone. Al contrario, Rabash si preoccupava molto di questi casi perché sentiva che il disastro succedeva a lui. Una persona che avanza verso l’equivalenza con il Creatore fa inclinare tutto il mondo verso il piatto del giudizio, o il piatto della giustificazione. È lì che radica la soluzione a questo problema.

Di conseguenza, a causa della frammentazione spirituale, la mia percezione si divide in interiorità ed esteriorità, il mondo ed io. Correggendomi, porto verso di me tutta la realtà, che sembra esterna, per sentirla dentro di me. Allora la mia percezione spirituale del mondo cambia: non c’è niente all’esterno. Tutto è dentro di me e si realizza dentro di me. Non c’è niente al di fuori di me. Vivo nel mio Kli e solo una “camera” mi crea l’immagine esterna.

Basandoci su questo, dobbiamo decidere una volta per tutte che sono proprio le persone che hanno ricevuto un risveglio dall’alto, un impulso verso la correzione, a poter cambiare il mondo se trasformano la percezione delle loro sensazioni. Tutto dipende da quanto cercano di avvicinare il mondo per sentirlo come una parte inseparabile di loro. Questa è la realizzazione del principio di amare il prossimo come se stessi. Dobbiamo attrarre a noi tutti i livelli che sembrano esterni, dobbiamo includere i livelli, inanimato, vegetale, animato ed umano in noi e vederli come una parte nostra inseparabile.

Pertanto, la nostra attitudine verso tutta la realtà deve essere almeno la stessa che verso noi stessi, come spiega Baal HaSulam che l’uomo deve elevare i desideri degli altri al di sopra dei suoi. Essendo un egoista penso a me stesso invece che al prossimo; ma se sono altruista, devo pensare agli altri.

È a causa di questo che la correzione del mondo dipende proprio dalle persone che in verità hanno ricevuto dall’alto il richiamo per correggersi. Nessun altro ha sentito questo risveglio e di conseguenza non hanno niente da chiedere.

Questo vuol dire che dobbiamo sentirci responsabili di tutti i disastri dell’umanità ed è in nostro potere correggerli e non solo a fatto compiuto, ma anche prima che le disgrazie succedano. Dobbiamo assicurarci che questo non succeda nuovamente nel livello inanimato, così come negli altri livelli, fino al grado dell’umano.

Per il momento le catastrofi si manifestano sotto forma di disastri naturali, nei livelli inanimato e vegetale, come gli tsunami, i terremoti, le inondazioni e gli incendi, e nella società umana sotto forma di crisi economiche ecc … Tuttavia, non siamo esenti da altre forme, come le piaghe dell’Egitto che furono così disgraziate, pericolose e terribili, come le sensazioni che abbiamo adesso.

Baal HaSulam scrive riguardo a questo verso la fine dell’Introduzione al Libro dello Zohar. Tutte le sofferenze del mondo sono provocate dal fatto che Israele non si è corretto a tempo, essendo Israele (che vuol dire diretto al Creatore) qualsiasi persona, non importa la sua origine, che ha l’opportunità di correggersi perché ha ricevuto un risveglio dall’alto, non importa il livello nel quale si trovi.

In questo modo, tutti noi uniti, siamo responsabili di quello che succede.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.03.2011)

Materiale correlato:

Laitman blog: La soluzione è tra noi
Laitman blog: Corretto significa unito