Pubblicato nella 'Il senso della vita' Categoria

In base alla prima legge della termodinamica, l’energia non si distrugge mai. Questo potrebbe significare che la morte non esiste?

La morte non esiste, ma non ha nulla a che vedere con la prima legge della termodinamica. La vita stessa non è una questione di trasferimento di energia. Ciò che chiamiamo vita, la nostra esistenza, le nostre esperienze, i nostri pensieri e i nostri sentimenti, non deriva dall’energia fisica. Esiste all’interno della nostra percezione, che è interamente modellata dalla nostra programmazione interiore.

Il nostro mondo, tutto ciò che vediamo e sperimentiamo, non è altro che un’immagine costruita dentro di noi. Sembra reale, proprio come un sogno sembra reale mentre dormiamo. Ma quando ci svegliamo, ci rendiamo conto che il sogno non c’è mai stato davvero. Era solo nella nostra mente. Lo stesso vale per la nostra cosiddetta realtà. La nascita, la vita e la morte fanno parte di questo stato onirico in cui attualmente ci troviamo.

Che cos’è dunque una persona? Anche la persona è un’illusione. La nostra coscienza elabora le informazioni in modo da far apparire questo mondo solido e tangibile, ma si tratta semplicemente di una proiezione. Ci muoviamo nella vita come se fosse assoluta, ma è solo uno stato temporaneo, dal quale non ci siamo ancora risvegliati.

È per questo che le persone indagano sul mistero della morte. In realtà non stanno cercando ciò che accade dopo che il corpo ha smesso di funzionare. Nel profondo, cercano la vita vera, qualcosa che vada oltre questa esistenza transitoria. Ma non sanno ancora come trovarlo. Invece, continuano a cercare all’interno della stessa illusione, inseguendo nuove esperienze che alla fine non le portano da nessuna parte.

La vera vita inizia quando ci svegliamo, quando ci eleviamo al di sopra dei limiti della nostra percezione egoistica e ci colleghiamo a qualcosa di più elevato. Svegliarsi significa passare da una vita in cui si riceve per se stessi a una vita di dazione, in cui si dà e ci si connette al di là dell’io. Questo è il percorso che la Kabbalah ci rivela. È un metodo per scoprire il segreto della vita, per liberarsi dall’illusione e per vivere veramente.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché molte persone vogliono essere distratte dai loro pensieri da cose come i social, la musica e la televisione?

Uno dei miei studenti mi ha fatto questa domanda dopo aver riassunto l’anno passato in termini di eventi, tendenze e avvenimenti globali. Le persone hanno cercato, seguito e si sono impegnate in tematiche che, in apparenza, possono sembrare significative: la politica, le elezioni e le Olimpiadi, considerate tra gli argomenti più discussi in tutto il mondo nell’ultimo anno. 

Allo stesso tempo, masse di persone sono state affascinate da un ippopotamo pigmeo di nome Mu Deng, nato in Thailandia. L’hanno osservata mentre faceva il bagno, sorrideva e semplicemente esisteva. Hanno seguito la faida rap tra Kendrick Lamar e Drake, due artisti che un tempo convivevano pacificamente ma che all’improvviso si sono scagliati l’uno contro l’altro, riversando la loro rivalità nella loro musica. E la gente l’ha ingurgitata, desiderosa di assistere a ogni insulto e a ogni reazione.

Poi ci sono stati i progressi di SpaceX, perché la gente sogna ancora di fuggire dalla Terra. Anche il cioccolato di Dubai, tra tutte le cose, ha catturato l’attenzione globale, con una combinazione di cioccolato al latte e pistacchio che ha ottenuto miliardi di visualizzazioni. Nel frattempo, le guerre infuriavano, sia qui che in Europa, ma l’interesse del mondo per tali questioni sembrava minimo. Scoperte scientifiche, premi Nobel e momenti storici? Quasi del tutto trascurati.

Come riassumere l’anno appena trascorso? Francamente, è ora di chiudere tutto.

Non lo dico in senso pessimistico, ma semplicemente non vedo nulla di solido su cui basare l’ottimismo. Tutto si sta deteriorando. Le persone sono attratte dalle distrazioni perché non hanno altro a cui rivolgersi. I loro problemi personali fanno passare in secondo piano le crisi del mondo. Quando ci si porta dietro abbastanza dolore personale, la sofferenza degli altri viene a malapena percepita.

E così, l’intrattenimento domina. Lo sport, la musica e le tendenze di Internet sono delle fughe. Ma anche in questo caso c’è un potenziale punto di svolta. A un certo punto, dopo aver guardato un numero sufficiente di contenuti senza senso, una persona potrebbe iniziare a chiedersi: “Perché lo sto guardando? Cosa sto cercando davvero?”.

La domanda sulla ricerca del significato è la chiave. Tutto questo alla fine condurrà le persone a raggiungere tale obiettivo. Ma oggi non vedo l’umanità su questa soglia. Le persone in generale non stanno valutando la loro vita, la loro missione o il loro scopo in modo tale da chiedere una risposta alla domanda sul significato e sullo scopo della vita, per cogliere il quadro completo della creazione. L’umanità ha perso se stessa.

Questa è la mia diagnosi. Molti potrebbero obiettare, indicando vari sviluppi o successi, sostenendo che le cose non sono così desolanti come le faccio sembrare. Ma aspettate e vedrete. Non importa cosa si aggiunga alla miscela, alla fine si dissolverà nella stessa palude impraticabile.

Se potessi indirizzare l’umanità a concentrarsi su una cosa, sarebbe sul significato della vita. Questa è l’unica vera domanda. Tutto il resto è solo rumore. Mi affido completamente al Creatore, credo in Lui senza riserve. E non vedo altre opzioni. Al Creatore dobbiamo dare ciò che è Suo. E all’umanità, ciò che rimane dopo che Lui è preso il Suo.

Basato sulla trasmissione televisiva di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 16 dicembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Quale complimento pensi che le persone dovrebbero sentire oggi?

Viviamo in un mondo in cui le persone sono molto prese dai propri affari, dimenticando per lo più di accorgersi degli altri. Una parola gentile, un’espressione sincera di apprezzamento possono sembrare piccole cose, eppure hanno un impatto sulle persone. Ma perché è così importante per noi ricevere complimenti?

Perché siamo egoisti. L’egoismo è nella natura umana. Tutti desideriamo sentir parlare bene di noi stessi perché ci fa piacere, rafforza la nostra autostima e aumenta il nostro senso di importanza. Al contrario, quando sentiamo qualcosa di negativo su di noi, questo colpisce il nostro ego e ci ferisce.

Un complimento è una forma di ricompensa. Quando ne riceviamo uno, possiamo sentirci portati a rispondere gentilmente: ad essere più aperti, a ricambiare e ad agire in modo cortese. Questo è semplicemente il modo in cui opera il nostro egoismo.

Tuttavia, se abbiamo un obiettivo più alto nella vita, che siamo sicuri di raggiungere e per il quale ci impegniamo pienamente, il fatto che gli altri parlino bene o male di noi non ha alcun impatto. La nostra direzione è stabilita e le opinioni esterne non ci influenzano. Cerchiamo quindi qualcosa di molto più elevato dell’approvazione altrui.

Nel mondo di oggi, caratterizzato da un ego umano smisurato, la maggior parte dei complimenti sono poco autentici e finalizzati a una logica di transazione, con un’aspettativa di contraccambio. Fanno parte dello scambio egoistico che regola le relazioni umane.

Invece di fare complimenti per il gusto di compiacere gli altri, sarebbe più saggio concentrarsi sull’ispirare le persone verso uno scopo più elevato. Se vogliamo fare veramente del bene a qualcuno, non lo facciamo con vuote parole di elogio, ma aiutandolo a progredire verso il significato e lo scopo della vita: elevarsi al di sopra dell’egoismo ed entrare in equilibrio con le leggi naturali dell’amore, della dazione e della connessione. Non c’è nulla di male nel fare complimenti agli altri, ma perché abbiano un valore molto più significativo di un semplice incoraggiamento temporaneo all’ego della persona, dovremmo porgerli  in modo da incentivare il progresso di chi li riceve verso l’obiettivo fondamentale dell’esistenza.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 27 giugno 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Quanto è dannoso trascorrere la vita senza un progetto?

Dipende da quale progetto si segue. Se si abbandonano i propri progetti e ci si allinea a un disegno superiore, il disegno stesso della natura, allora non si è affatto senza direzione. Anzi, si vive secondo l’unico vero piano che esiste.

Cosa significa vivere secondo il piano della natura? Vivere secondo il piano della natura significa desiderare unicamente di essere in stretto contatto con essa, cioè di essere così generosi, amorevoli e positivamente connessi con gli altri come lo è la forma di amore, dazione e interconnessione propria della natura. A quel punto, qualsiasi cosa accada e in qualsiasi modo si svolga la vita è secondaria. Dovete concentrarvi solo su questa connessione e lasciare che il disegno della natura si manifesti in voi.

Questo non significa che dobbiate conoscere in anticipo il piano della natura. Significa semplicemente che vi abbandonate completamente ad essa.

All’inizio potrebbe sembrare spaventoso. Per esempio, cosa succede se il piano della natura prevede qualcosa per cui non siete pronti? Tuttavia, non sta a voi controllare o mettere in discussione. Qualsiasi cosa la natura abbia pianificato è l’unico vero percorso di vita che esiste.

Vivere in questo modo significa annullarsi di fronte alla natura, consegnarsi completamente al disegno della natura. Non si tratta di una mancanza di direzione. È piuttosto il percorso più diretto verso lo scopo della vostra vita.

Basato sul programma dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso il 1° settembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché le persone vogliono scalare il Monte Everest, rischiando la propria vita?

Molti aspirano a scalare il Monte Everest, una delle vette più alte della Terra, che raggiunge gli 8.848 metri sul livello del mare. Gli alpinisti e gli scienziati hanno addirittura definito questa altitudine estrema come la “zona della morte”. Ma perché così tante persone cercano di scalare queste vette, mettendo a rischio la propria vita?

È uno sport, un gioco, un modo per dimostrare a se stessi che si può fare, proprio come hanno fatto gli altri. Nel profondo, abbiamo il desiderio di affermarci al di sopra della natura, di dimostrare che possiamo superare i suoi limiti. Questa inclinazione a salire più in alto, a ottenere di più e a dimostrare quanto valiamo si estende anche al di là dei limiti fisici.

La stessa spinta interiore esiste nella nostra ascesa spirituale, cioè nell’innalzamento al di sopra del nostro io individuale fino a una completa connessione positiva con gli altri e con la natura. In generale, desideriamo conquistare le vette, essere al di sopra della natura, elevarci al di sopra di noi stessi e realizzarci al punto più estremo. È una qualità umana fondamentale.

A differenza degli animali, che cercano istintivamente il massimo del benessere e della sicurezza, noi esseri umani non troviamo soddisfazione nella sola comodità. Se rimane un’opportunità per affermarci, la perseguiamo. Questo perché dentro di noi, oltre ai livelli inanimato, vegetativo e animato della natura, esiste qualcosa di ancora più elevato: il livello umano.

Che cos’è questo livello umano che ci fa rischiare e mettere in pericolo la nostra vita? È il desiderio di essere al di sopra della natura. In noi esiste un punto aggiuntivo chiamato “umano”, ma risiede all’interno della natura animalesca. Questo crea un conflitto interiore: quando sviluppiamo questa qualità umana superiore, la parte animalesca inizia a soffrire. Protesta, chiedendosi: “Perché mi trascuri? Perché ti impegni per qualcosa che va al di là di me?”. Si tratta di una lotta: la parte umana aspira a salire, mentre la parte animalesca resiste, temendo la propria svalutazione.

Se ci concentrassimo sull’innalzamento del livello animale che è in noi, non avremmo bisogno di attraversare gli oceani, scalare le montagne più alte o immergerci nelle profondità del mare. Infatti, la più grande ascesa che possiamo compiere come esseri umani, il raggiungimento del significato e dello scopo della vita, non si trova in queste conquiste fisiche, ma nel superamento della nostra natura interiore. La nostra ascesa più significativa non consiste nello sfidare i nostri limiti fisici, ma nell’elevarci al di sopra dell’ego che risiede in noi.

Elevarsi al di sopra della natura significa elevarsi al di sopra della natura egoistica umana, cioè il desiderio di favorire noi stessi a spese degli altri. L’ego umano si manifesta su tre livelli: inanimato, vegetativo e animato. Elevarsi al di sopra di esso significa passare da uno stato di odio verso il prossimo a uno stato di amore. Questa è l’elevazione più significativa che possiamo fare nella nostra vita, che non richiede di scalare montagne o di immergersi in acque profonde, ma piuttosto di raggiungere la vetta più alta dentro di noi: la trasformazione dall’amore egoistico per se stessi all’amore per gli altri.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 agosto 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Si dovrebbero porre domande esistenziali alle persone?

Non si dovrebbero sollevare domande esistenziali nelle persone. Le persone devono invece avere una preparazione propria, in cui le domande esistenziali dovrebbero risvegliarsi apparentemente da sole. Secondo un detto, se si pone un ostacolo davanti a un cieco, si commette un crimine terribile, ovvero se si pone una pietra o un albero davanti a un cieco, questi inciamperà e cadrà.

Per quanto riguarda le domande più importanti sulla vita, sul suo significato e scopo ultimo, tutti gli uomini sono ciechi. Come possiamo allora cercare di suscitare in loro la domanda esistenziale se essi stessi non si sono ancora risvegliati?

Non hanno risposte a queste domande e quindi sollevarle non farebbe altro che deprimerli. Dovremmo quindi rivelare gradualmente le domande esistenziali, cioè le domande sul significato e sullo scopo della vita, solo quando sappiamo in anticipo come fornire simultaneamente risposte accurate e collaudate ad esse, risposte che le persone troveranno accettabili e desiderabili. In questo modo, le persone vedranno aprirsi orizzonti gioiosi e non bui.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV in onda il 6 febbraio 2018 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Come si può aiutare un figlio adulto ad affrontare la sensazione di smarrimento nella vita?

Ho ricevuto questa domanda da una studentessa, Natalia, che ha scritto quanto segue:

“Ho un figlio adulto. Quando era bambino, era felice per tutto. Ogni nuova scoperta lo faceva sorridere di cuore: libri, campeggio, film e musica. Ora che è cresciuto, è come se il mondo si fosse oscurato per lui. Si guarda intorno, ma non vede nulla. Il suo cuore è chiuso, come se avesse perso il gusto della vita. Spesso mi chiedo: dove abbiamo sbagliato come genitori? Forse non gli abbiamo dato abbastanza? Forse ci siamo persi qualcosa di importante? Mi spaventa vedere come mio figlio stia perdendo interesse per questo mondo! Non so come aiutarlo”.

Le nostre vite sono strutturate in modo tale che, a un certo punto, perdiamo il fascino del mondo che ci circonda. È una dinamica naturale, ma pone un problema significativo.

La soluzione sta nell’aiutarlo a capire la struttura del mondo, cosa può cambiarla e come può vederla sotto una nuova luce. I genitori spesso faticano a spiegare questi concetti a un figlio adulto, ma questa è la realtà che dobbiamo affrontare. Ognuno, a modo suo, attraversa una fase in cui mette in discussione il proprio senso e scopo. Alcuni si disinteressano completamente di tale questione, mentre altri cercano di distrarsi cercando ciò che ritengono sia significativo.

Il cambiamento che Natalia osserva in suo figlio deriva probabilmente da una domanda di fondo che si sta risvegliando in lui: “Per cosa vivo?”. Questo è un momento cruciale, perché riflette la mancanza di un significato e di uno scopo più grandi nella vita. Senza una direzione, la gioia e la curiosità naturali che un tempo lo alimentavano sono svanite. Questa trasformazione può avvenire a qualsiasi età, in genere quando ci sembra di avere tutto, ma sentiamo un vuoto dovuto all’assenza di un obiettivo. La natura orchestra questa mancanza in noi non come una punizione, ma per incoraggiare una ricerca consapevole del significato e della connessione con le sue leggi integrali e fondamentali.

I genitori come Natalia e suo marito possono influenzare in modo significativo il percorso di suo figlio. Anche se possono sentirsi impotenti, hanno la capacità di guidarlo in modo sottile, indirizzandolo verso ambienti e idee che stimolino questa ricerca più profonda. Il loro ruolo non è imporre, ma facilitare, aiutandolo a trovare gli strumenti e la saggezza di cui ha bisogno per scoprire il senso della vita da solo. Essere buoni psicologi, comprendere la sua natura e offrire supporto senza pressioni sono elementi chiave.

Il senso di colpa che i genitori provano per le difficoltà dei figli spesso deriva dalla loro stessa mancanza di chiarezza sul significato e sullo scopo della vita. Cercando loro stessi questa comprensione, possono mostrare al figlio un senso di scopo e di direzione. In questo modo le domande interiori del figlio possono stimolare anche i genitori a intraprendere la propria ricerca del significato della vita. Questo modo di procedere non consiste nel correggere il figlio, ma nel compiere un viaggio reciproco verso una scoperta.

L’obiettivo finale è che il figlio si connetta alla fonte della vita, alle leggi della natura: una forza positiva di amore, dazione e connessione che può appagarlo come nessun altro piacere mondano. Stabilendo questa connessione, egli non si sentirà più perso o senza meta. Al contrario, troverà un soddisfacimento continuo approfondendo il suo rapporto con questa fonte, che gli porterà una soddisfazione autentica e duratura.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV  “News with Dr. Michael Laitman” in onda il 1° settembre 2024 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Come possiamo cambiare i nostri pensieri per creare risultati diversi nella vita?

Per prima cosa, dobbiamo comprendere che i nostri pensieri plasmano la nostra vita e cosa significa questo. Il nostro atteggiamento verso chi siamo, cosa siamo, cosa ci circonda e qual è il nostro scopo, sono tutti considerati “i nostri pensieri”. Perciò, sarebbe saggio cercare attivamente risposte a domande esistenziali che dimorano in noi, come: perché siamo qui? Qual è questo processo attraverso cui stiamo evolvendo nella nostra vita? Come finirà la nostra vita e cosa rimarrà di noi?

Tali domande potrebbero emergere in un modo puramente egoistico, cioè in modi in cui ci preoccupiamo solo di ciò che immaginiamo come la nostra bolla individuale di vita, che include principalmente noi stessi e poche persone intorno a noi. Tuttavia, in ogni caso, dovremmo cercarne le risposte. Alla fine, dobbiamo arrivare a capire che, se ci concentriamo solo sulla soddisfazione dei nostri desideri egoistici per il beneficio personale, finiremo per trovarci sempre nello stesso punto.

Se desidero elevarmi a un livello superiore di esistenza, al di sopra del nostro modus operandi egoistico innato e verso una forma spirituale, dobbiamo iniziare a vivere secondo valori completamente diversi: non limitandoci a immaginare lo scopo della vita come il riempimento del nostro corpo fisico il più possibile, ma riempiendoci delle qualità supreme che esistono in natura, quelle di amore, dazione e connessione positiva. Questi ultimi rappresentano un sistema di valori completamente diverso, che ci conduce a una vita del tutto differente: una vita eterna e perfetta, con una connessione interiore assoluta tra tutti noi, contrapposta alle nostre vite transitorie e incomplete qui nel nostro mondo attuale, dove siamo interiormente disconnessi gli uni dagli altri.

A questo punto, ci troviamo di fronte a una sfida significativa. Cominciamo a vederci su un piano apparentemente vasto, con i valori egoistico-materialistici di ricchezza, rispetto e potere da un lato, cioè valori che la società in cui siamo nati e cresciuti considera degni di essere perseguiti, e un vago e sconosciuto “qualcosa” dall’altro lato, dove le domande sul nostro significato e scopo più importante nella vita ci pungolano. Di conseguenza, iniziamo a riposizionarci in un modo completamente diverso in termini di ciò che apprezziamo nella vita e a cercare come possiamo scoprire uno scopo molto più elevato rispetto agli obiettivi egoistico-materialistici, che cominciamo a considerare sempre meno importanti.

Questo piano è un piano interiore dei nostri desideri e pensieri. Sempre più persone oggi si trovano ad affrontare questo tipo di domande esistenziali. È una forma di introspezione che può portare un vero cambiamento nelle nostre vite. Cercando un ambiente ottimale, cioè testi, insegnanti e amici che non si limitino a seguire i flussi egoistico-materialistici della vita che portano a un vicolo cieco, ma che si dirigano regolarmente verso valori, significati e scopi molto più elevati, possiamo influenzare in modo ottimale i nostri pensieri per evolvere verso un significato e uno scopo della vita superiori.

Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) descrive ampiamente questo principio nel suo articolo “La Libertà”. Nella mia organizzazione, il Bnei Baruch Kabbalah Education & Research Institute, lavoriamo per sviluppare questo ambiente per il massimo sviluppo spirituale di chiunque lo desideri.

Basato su “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 giugno 2019. Scritto/modificato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

In quale Era ci troviamo?

Stiamo vivendo in un’era di transizione caratterizzata dal passaggio da uno stato di letargo all’aspirazione verso l’armonia, l’equilibrio e la pace con le leggi della natura, ossia alla scoperta del significato della vita. Anche la scoperta del senso della vita è un processo di transizione che si esprime nel bisogno di elevarsi al nuovo stato successivo.

Questo cambiamento inizia quando siamo sempre più assillati da domande esistenziali. Cominciamo a sentire che, per quanto ci sforziamo nella vita, e in effetti ci sforziamo molto, finiamo per non vedere la luce alla fine del tunnel, che le nostre vite sono prive di senso e inutili. Di conseguenza, viviamo in un’epoca in cui sempre più persone scelgono l’uso di droghe come mezzo per provare una forma più diretta di piacere, il mezzo più universale per calmarsi e trasformarsi in una specie di vegetale. In altre parole, sempre più persone sentono il bisogno di staccare la spina dalla crescente sofferenza in cui si trovano.

Tuttavia, poiché esistiamo all’interno del piano della natura, scopriremo che fuggire dalla vita con l’aiuto delle droghe alla fine non sarà utile. In ogni caso, l’umanità sta ancora cercando di calmarsi in qualche modo con i mezzi a sua disposizione.

Allo stesso tempo, assistiamo a importanti trasformazioni relative allo spostamento delle popolazione nelle nazioni; l’esempio più evidente è l’Europa, che si è riempita di rifugiati. Non si tratta della stessa migrazione che avvenne mille anni fa, quando i popoli dell’Asia cominciarono a spostarsi in l’Europa. Il processo migratorio odierno è molto più serio, un vero e proprio mescolamento che ci spinge a confrontarci con la domanda sul significato e lo scopo della vita. Inoltre, al livello attuale della nostra intelligenza e delle nostre emozioni, non siamo in grado di rispondere a questa domanda in modo ampio, dimostrabile e definitivo. 

Proprio per questo motivo il più famoso kabbalista del XX secolo, Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), così come Il Libro dello Zohar, ha indicato la nostra epoca attuale come quella in cui la Kabbalah sarebbe emersa come un insegnamento molto necessario: per spiegare che il senso della vita sta nella transizione verso il raggiungimento del livello dell’essere umano. La saggezza della Kabbalah fornisce un metodo per questo conseguimento. “Umano“ in ebraico, “”, deriva dalla parola ‘simile’ (”“), che deriva dal detto “ ” (”simile all’Altissimo”). In altre parole, i kabbalisti spiegano come lo scopo della vita sia quello di innalzarci dal nostro grado attuale al grado in cui raggiungeremo la somiglianza con le leggi della natura – leggi d’amore, di dazione e di connessione.

Oggi, siamo sulla soglia del nostro prossimo livello di evoluzione per conseguire ciò che realmente significa essere un umano. Questo livello deve  manifestarsi in noi,  se non in questa vita, allora nella prossima. Ora ci troviamo in un processo in cui sentiamo una crescente pressione che ci sta indicando la nostra strada verso questo ottenimento e la Saggezza della Kabbalah ci permette di farlo con maggiore consapevolezza, comprensione e piacere rispetto a se non utilizzassimo la sua metodologia. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

 

Perché il tuo obiettivo non è così semplice?

C’è l’idea che i nostri obiettivi debbano essere semplici, chiari e scritti. Tuttavia, se ci stiamo davvero sviluppando verso l’obiettivo più grande della vita, che è raggiungere l’equilibrio con le leggi della natura basate sull’amore, la dazione e la connessione positiva, che la saggezza della Kabbalah descrive anche come “adesione al Creatore”, allora non abbiamo né semplicità né chiarezza. Siamo invece in un tumulto costante, impegnati in infinite verifiche ed esami. Appena risolviamo qualcosa, ci troviamo immediatamente di fronte a nuove sfide.

Anche negli obiettivi materiali principali possiamo osservare una simile dinamica. Ci sono, ad esempio, numerosi casi di persone che hanno realizzato invenzioni o scoperte scientifiche di cose che l’umanità non aveva mai visto né immaginato prima del loro sviluppo e queste persone di solito hanno attraversato molti alti e bassi per raggiungere quei traguardi.

Pertanto, se siamo in un processo di sviluppo verso il nostro più grande obiettivo come esseri umani, viviamo  allora perennemente in stati  di confusione e chiarimento. Più ci sviluppiamo, più grandi e intensi diventano i desideri, i dubbi e i pensieri che emergono in noi. Ci troviamo continuamente a chiederci come possiamo davvero trovare il senso della vita.

Una volta ho rappresentato questo processo come un sistema di coordinate in cui una persona si muove lungo una linea sinusoidale, progredendo verso l’obiettivo della vita attraverso fratture sempre più profonde. Questo disegno mostrava che dobbiamo raggiungere il punto più basso ripetutamente per poter risalire ulteriormente nel nostro sviluppo. Nella saggezza della Kabbalah, il cui obiettivo non è altro che l’adesione al Creatore, ossia la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, mentre siamo vivi in questo mondo, attraverso la correzione della nostra natura egoistica innata in una natura altruistica simile a quella del Creatore, impariamo dai più grandi Kabbalisti che, prima di raggiungere la correzione completa, si trovavano al punto più basso.

Conoscendo questo principio, costruiamo intorno a noi un ambiente di supporto formato da insegnanti, amici e testi che ci sostengano in questi momenti di difficoltà, aiutandoci ad accelerare il processo verso il raggiungimento dell’obiettivo più elevato della vita.

 Scritto/editato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”