Pubblicato nella 'Globalizzazione' Categoria

Cosa serve per sconfiggere il Coronavirus

Domanda: Come kabbalista vedi i colpi che ci aspettano come le dieci piaghe d’Egitto, cioè dieci colpi all’egoismo di tutta l’umanità? E’ questo ciò che verrà?

Risposta: Non dobbiamo superare tutti e dieci i colpi. Li abbiamo già passati tanto tempo fa e quindi non possono essere così forti oggi come lo sono stati in Egitto.

Abbiamo solo bisogno di qualche richiamo serio, di esserne punti come un asino che viene spinto con un bastone affilato per farlo andare avanti. Abbiamo bisogno di questo incentivo per avanzare correttamente.

Spero che questo virus, oltre alle nostre spiegazioni, sia più che sufficiente. È del tutto possibile che l’umanità sia già in grado di trarre le giuste conclusioni in qualche modo.

E qui molto dipende dai governi. Sono i primi che devono iniziare a pensarci seriamente perché il virus sta colpendo l’intera economia.

Domanda: Che consiglio daresti ai governanti?

Risposta: Consiglierei loro di sfruttare l’intelligenza e capire che lo sviluppo dell’umanità non è nelle loro mani; pertanto, dovrebbero ascoltare ciò che dicono i kabbalisti.

Domanda: Che dire delle persone che sono state tanto tempo in isolamento e a quelle che tuttora sono ancora sedute nelle loro case? Cosa dovrebbero fare?

Risposta: Desidero che le persone capiscano che le relazioni positive sono la migliore, più sicura e unica medicina che può condurci al bene e al benessere.

Domanda: In altre parole, le persone dovrebbero semplicemente capire che il piano per lo sviluppo della natura è nelle giuste connessioni fra noi. È la natura che genera problemi e disastri a tutti i livelli. E da parte nostra tutto ciò che serve è una reazione reciproca. Se c’è una reazione in tal senso, i problemi diminuiscono; se non vi è alcuna reazione, i problemi e la pressione aumentano. Ho capito bene?

Risposta: Sì. Dobbiamo solo avvicinarci l’uno all’altro nei nostri sentimenti in modo positivo, e basta. Buona fortuna a tutti noi!

[262430]

Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 12/03/2020

Materiale correlato: 
Il Coronavirus e l’antisemitismo
In tempi di problemi su scala globale
Coronavirus: il boomerang della natura

Il Coronavirus

Cosa devono fare i governi per aiutarci a superare questo difficile periodo? Tutti i governi dovrebbero capire che hanno un ruolo speciale e cambiare un po’ i loro pensieri. Dovrebbero sapere che il futuro del mondo sta nell’integrazione globale fra tutte le persone, e ogni governo deve lottare per questo.

È necessario organizzare forme specifiche di educazione per bambini e adulti, atte a stabilire un sistema educativo che permetta a tutti di comprendere che l’essere umano è la forza più distruttiva della natura. E dobbiamo diventare la forza che connette tutte le parti della natura.

Dopotutto, siamo intelligenti e ben sviluppati, ma trasformiamo il nostro intero sviluppo in male, lo indirizziamo alla distruzione. Pertanto, i governi sono obbligati a cambiare; le persone dovranno spiegarglielo.

Non è un caso che il nuovo virus abbia ricevuto il nome di “Coronavirus”; fa davvero un lavoro reale, domina il mondo intero e organizza le nostre vite come farebbe un re. Spero che vedremo ancora molte conseguenze del suo regno, il che significa cambiamenti nella nostra vita.

Il Coronavirus ha messo in quarantena ognuno di noi. Ma penso che questo ci gioverà. Dobbiamo superare questo isolamento unendoci insieme e soprattutto, praticamente, da lontano. E nella misura in cui impareremo a tollerarci l’un l’altro, a connetterci e riunirci internamente, mentalmente, saremo in grado di lasciare ciascuna delle nostre case e connetterci con gli altri.

Questa condizione, che ci obbliga a stare a distanza, funzionerà a nostro vantaggio, aiutando il nostro riavvicinamento in modo selettivo. Per quanto riesco a relazionarmi bene con il mio vicino, sarò in grado di avvicinarmi a lui, non per guadagnare dei soldi a sue spese, ma per stabilire dei buoni rapporti.

Tutti hanno bisogno di imparare questo per costruire insieme una nuova umanità. E allora si aprirà davanti a noi un vero, eterno e perfetto mondo in cui vale la pena vivere.

Mi chiedono come vedo il mondo tra un anno, cosa gli succederà? Come al solito, abbiamo due alternative: o il mondo non ascolta ciò di cui parla la saggezza della Kabbalah, la necessità di raggiungere l’unificazione e condurremo il mondo alla distruzione, o comunque avverranno dei cambiamenti.

Se guardi il mondo attraverso la saggezza della Kabbalah, puoi vedere come il mondo si sta avvicinando alla correzione.

Tuttavia, guardandolo astrattamente, puoi vedere come il mondo non è in grado di cambiare. Ma proveremo a lavorare insieme; altrimenti, ciò sarà molto negativo. Spero che saremo comunque in grado di trasmettere la corretta metodologia di unificazione a tutta l’umanità.
[262536]

Dalla trasmissione di KabTV “Conversazione con David Blumenfeld”, il 25/03/20

Materiale correlato:
Come sarà il mondo dopo l’epidemia?
Un vaccino per il Coronavirus
Il virus addolcisce i nostri cuori

Non saremo più gli stessi

In questo momento difficile della pandemia di Coronavirus, le donne possono svolgere un lavoro molto più grande rispetto agli uomini perché hanno più connessione con la vita, così come un forte senso della vita in relazione alla propria famiglia e ai propri figli.

Dopo questa epidemia, le persone non saranno più le stesse. Ci vorranno diversi mesi e tutti si abitueranno a questo nuovo stato. Inizieremo a percepire il mondo in un modo nuovo; sentiremo che è sotto il controllo della forza superiore.

Ora tutti si pongono le stesse domande: da dove arriva questo problema? Perché si è presentato ? Cosa succederà dopo? Improvvisamente abbiamo perso la nostra forza di perseguire i diversi piaceri di questo mondo, la cosa principale è sopravvivere e vivere in pace in questo mondo, sia noi che i nostri figli.

Questa è una fase molto importante dell’educazione dell’umanità. Il virus ci educherà in modo che non saremo più le stesse persone. Immaginate che tra quattro, cinque o sei mesi vedremo l’epidemia placarsi e il Coronavirus smetterà di circolare tra di noi, allora saremo già diversi.

Nel frattempo, dobbiamo solo sostenerci a vicenda e continuare a spiegare che questo colpo proviene dalla natura perché violiamo le sue leggi e violiamo la sua integrità e globalità.

Distruggiamo la natura e, di conseguenza, involontariamente tiriamo fuori da essa tutti questi virus e li costringiamo a manifestarsi. Se continuiamo a trattare la natura in questo modo, ci saranno molti più virus nuovi, molto più terribili del Coronavirus. Pertanto, non c’è scelta, dobbiamo cambiare le relazioni tra di noi e il nostro atteggiamento nei confronti della natura, e quindi tutto andrà a posto.

Prima di tutto, dobbiamo capire che il Coronavirus è una conseguenza dello squilibrio nella natura creato dall’uomo. Questo squilibrio deriva dalla mancanza di connessioni amichevoli tra le persone.

Dobbiamo esistere in un sistema integrale, ma invece facciamo il contrario e ci stiamo allontanando sempre più l’uno dall’altro. L’egoismo cresce continuamente e ci mette sempre più l’uno contro l’altro. Se non fermiamo il processo di separazione globale, provocheremo la comparsa di virus ancora più dannosi.

Tutti concordano sul fatto che sia necessaria la connessione tra le persone, ma non credono che sia possibile realizzarla e la considerano un bellissimo sogno. Tuttavia, il fatto è che non siamo tenuti a raggiungere la connessione, dobbiamo solo volerci arrivare.

Desiderando ardentemente la connessione, stiamo già investendo i nostri sforzi nella natura e, di conseguenza, la nostra natura verrà corretta e migliorata. Quindi tutti i tipi di parassiti, compresi i virus, smetteranno di prendere vita nel mondo.
[262771]

Dalla lezione di Kabbalah per le donne, 04/04/2020

Materiale correlato:
“Disperdere i malvagi; meglio per loro e per il mondo”
In tempi di problemi su scala globale
Anticorpi contro l’egoismo

Previsioni sull’epidemia di Coronavirus

Quali previsioni possono essere fatte in merito allo sviluppo dell’epidemia di Coronavirus, si diffonderà ulteriormente in tutto il mondo o potrà essere fermata? Esistono ormai diversi livelli di protezione.

Innanzitutto, dipende dalla diffusione della scienza della Kabbalah, dal fatto che le persone almeno sentiranno parlare dell’equilibrio e dell’armonia del mondo, delle connessioni positive nella società umana a cui la natura ci obbliga e che la nostra discrepanza con le leggi della natura dà origine a tutti questi virus. Questo deve essere spiegato e diffuso attraverso tutti i social network. Tutto è nelle nostre mani. Non aver paura di essere troppo piccolo per farlo da solo, pensando che nulla dipenda da te. È nostra responsabilità svolgere il nostro lavoro, spiegare che la natura ci guida verso il nostro obiettivo e che dobbiamo iniziare ad agire di conseguenza. Non possiamo liberarci del Coronavirus: se non questo virus, ne compariranno altri. L’era della fine della correzione è un tempo di colpi intensi.

La Kabbalah ci insegna che la cura migliore per il virus è l’unità tra le persone. Ma l’umanità ha trovato un rimedio diverso e opposto contro l’epidemia: l’isolamento, per non infettarsi a vicenda. Sembra che ci sia una contraddizione, ma in realtà non c’è: in tali condizioni l’unificazione è espressa tramite l’isolamento.

Prendersi cura degli altri in una tale epidemia si esprime nella separazione, nell’isolamento. Il mio amore per il mio prossimo si manifesta in quanto fisicamente sono lontano dagli altri. Per questo motivo, mi avvicino a loro internamente, mentalmente; dopo tutto, mi prendo cura di loro e quindi mi allontano fisicamente. La mia azione di alienazione è in realtà una connessione.
[261265]

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05/03/2020, Gli Scritti di Baal HaSulam, “La Pace”

Materiale correlato:
Il rimedio per il Coronavirus
Il virus addolcisce i nostri cuori
In tempi di problemi su scala globale

Le fasi dello sviluppo dell’umanità: la paura e l’impotenza

Domanda: Quali fasi nel nostro sviluppo sensoriale dobbiamo attraversare? Per esempio, prima l’indifferenza, poi la paura, poi il senso di impotenza e così via…

Risposta: Il senso di impotenza funziona molto bene. Dopotutto, se senti che sei impotente e che c’è solo una via d’uscita, quella del supporto reciproco, allora nulla ti è più necessario.

Siamo completamente dipendenti dalla natura che ci circonda. Essa può fare di tutto con noi al di fuori di una cosa: se ci avviciniamo gli uni agli altri, entreremo in un buon contatto con questo, e così agiremo reciprocamente, noi con la natura e la natura con noi. Così saremo collegati integralmente da connessioni positive tra di noi e con la natura.

Commento: Io parlo con molte persone e vedo che lo stato di indifferenza è ormai finito. Quando il Coronavirus è comparso in Cina, c’era un’indifferenza totale all’estero. Adesso c’è una fase di paura perché si è già diffuso in molti paesi.

La mia risposta: Io non penso che questo sia già uno stato di paura. Prima di tutto le persone ancora hanno del cibo.

La paura arriverà quando saremo a corto di cibo, quando i medici non potranno farcela più a curare tanti pazienti, ci sarà allora la paura perché non so cosa succederà a me, al mio vicino, figuriamoci al mio lavoro e tutto il resto.

In aggiunta, finiranno i fondi per pagare gli stipendi, e comunque nessuno accetterà soldi nei negozi perché non ci sarà niente da vendere, quindi niente da far pagare.

Ma quando le persone vedranno tutto questo con gli occhi pieni di paura, allora saranno pronte a dire: “Si, si, sono pronto all’interazione positiva con gli altri!”
[261980]

Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 4′ parte, 12/03/2020

Materiale correlato:
Il Coronavirus è l’inizio delle piaghe d’Egitto?
“Disperdere i malvagi; meglio per loro e per il mondo”.
Lo scopo della natura e l’epidemia globale

Un vaccino universale contro tutti i virus

In questo periodo tutto il mondo sta tentando di sviluppare un vaccino contro il Coronavirus. Ma esiste un vaccino spirituale contro questa epidemia, e non c’è dubbio che sarà l’unica vera protezione contro la malattia.

Temo che dopo questo Coronavirus, molte altre sue mutazioni appariranno e non saremo in grado di uscire da questo circolo vizioso. I colpi si susseguiranno con grande frequenza, uno dopo l’altro: se non sarà questo virus, allora sarà qualcos’altro. Siamo già in un periodo del genere e non possiamo uscirne.

Tuttavia, la soluzione è semplice: implementare il metodo della connessione che la scienza della Kabbalah ci offre, che spiega come connetterci in maniera appropriata e gentile. Appena sostituiremo le nostre relazioni distruttive ed egoistiche con relazioni amichevoli, il Coronavirus scomparirà.

Vediamo che questo Coronavirus lavora in maniera molto selettiva: ci separa, distrugge tutte le relazioni industriali e commerciali, i sistemi bancari, e le società.
Sembrerebbe spiegarci con il suo personale linguaggio che l’intero mondo che abbiamo costruito è sbagliato, egoista, e basato sullo sfruttamento reciproco. Contraddice la forma integrale della natura e della reciprocità, che la natura richiede anche al livello umano.

A tutti gli altri livelli della natura, inanimato, vegetale, e animato, c’è una simbiosi perfetta. E solo al livello umano c’è una costante guerra. La natura richiede che usando il nostro animo e i nostri sentimenti umani, la nostra comprensione, costruiamo la giusta connessione. Ed il virus ci sta aiutando in questo.

[262486]

Dalla trasmissione di KabTV: “Conversazione con David Blumenfeld”, 25/03/2020

Materiale correlato:
Un vaccino per il Coronavirus
Coronavirus: il boomerang della natura
Il virus non distingue tra nazionalità e colore della pelle

Cosa ci insegna il Coronavirus

L’umanità ha fatto molta strada nel proprio sviluppo e ha raggiunto il punto in cui inizia a sembrare un unico organismo. Dobbiamo ringraziare il Coronavirus per aver portato il mondo intero a tale unità. Se questa epidemia andrà avanti, allora l’umanità scoprirà che apparteniamo davvero a un unico sistema e siamo tutti dipendenti l’uno dall’altro.

Finora, questa dipendenza si esprimeva di fatto nella paura dell’infezione, mi isolo dagli altri e mi disconnetto dall’influenza negativa.

Quindi iniziamo a rivelare la dipendenza positiva. Se ci connettiamo correttamente, inizieremo a produrre dei virus positivi.

In questo momento la natura ci sta svelando i virus dannosi come rivelazione del male. Allora dobbiamo continuare questo processo verso la realizzazione del bene, pertanto scopriremo che unendoci gli uni con gli altri, potremo raggiungere un enorme successo.

La soluzione principale non si trova nella sospensione dei voli aerei o nel rilancio di un’economia paralizzata, ma nella connessione fra le persone. Il virus inizierà a scomparire quando ci sarà almeno un leggero spostamento verso l’unificazione, e poi vedremo che non vorremo più interrompere i legami con gli altri perché vorremo connetterci. E vorremo metterci in contatto per non vagare di nuovo da una parte all’altra del mondo, ma vorremo connetterci con le persone.

La connessione precedente era scadente, ma ora costruiremo una buona connessione. È questa la medicina che vogliamo usare in questa condizione critica: ripristinare la nostra connessione, ma ad un livello completamente diverso, essendo gentili invece che sfruttarci a vicenda. In virtù della nostra connessione, sconfiggeremo qualsiasi male, qualsiasi virus e arriveremo ad una buona vita.

La natura ci condurrà comunque a questo obiettivo, e se noi stessi siamo disposti a muoverci verso di esso, non dovremo essere infettati da altri virus lungo il percorso. Tutto dipende dalla nostra necessità di correzione delle relazioni tra le persone. Questa conoscenza dovrebbe essere diffusa in tutto il mondo in tutte le forme: nei pensieri, nelle conversazioni e nelle azioni. E allora il potere superiore, la natura, farà il suo lavoro. Un potere superiore unisce tutte le parti della creazione insieme. E noi vogliamo correggere il livello umano in cui si è verificata la frammentazione, riportarlo alla sua unità in modo da poterlo vedere nella sua vera forma non distorta dalla nostra visione egoistica. Correggendo noi stessi, correggiamo la realtà.

Il Coronavirus ci rivela la nostra dipendenza negativa l’uno dall’altro. Innanzitutto, scopriamo che non siamo in grado di sopravvivere senza lavorare insieme, senza essere utili l’uno all’altro. Dovrebbe essere chiaro a tutti che ognuno di noi è sostenuto da tutto il mondo. Ma tutto ciò può essere portato avanti solo a condizione che la nostra connessione diventi positiva. Una connessione negativa distrugge l’umanità e noi non possiamo continuare a esistere in questa forma. Il mondo cadrà in uno stato tale che le persone non avranno nulla da mangiare o aria da respirare.

Immagina come diventerà bella la vita quando l’umanità sarà unita, come tutte le altre parti della natura, inanimata, vegetale e animata, in un sistema integrale in cui ognuno include tutte le altre parti in se stesso. Dove possiamo ottenere una forza che ci unirà in un unico organismo, in grado di “cucirci” e “incollarci” in un unico sistema? È ovvio che in un sistema così perfetto tutti si sentiranno bene. Naturalmente, se fosse chiaro a tutti noi che uno sguardo gentile verso un’altra persona ci guarirà immediatamente dal Coronavirus, tutti sulla terra diventerebbero all’istante dei giusti.

Ma non è solo questo che il potere superiore ci chiede. Le persone hanno bisogno di rendersi conto che dovrebbero lottare per la dazione, non per il guadagno egoistico, pensare agli altri, non a se stesse. E quando grazie a questo, tutti si sentiranno bene, nessuno si ammalerà più.

Nel frattempo, mentre l’epidemia continua, noi abbiamo qualcosa da imparare da essa …
[261484]

Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’11/03/2020, Baal HaSulam, “La pace”.

Materiale correlato:
La linea rossa
Il rimedio per il Coronavirus
Un vaccino per il Coronavirus

Il virus addolcisce i nostri cuori

Ci troviamo in un periodo speciale, in preparazione per l’uscita dall’Egitto. Questa è una preparazione multilaterale perché dobbiamo realizzare che siamo catturati nella schiavitù egizia sotto il dominio del faraone, il nostro ego, che ci mantiene e non ci fa fuggire.

Dobbiamo sentirci connessi, come se fossimo nelle camicie di forza, nella cattività del nostro egoismo che governa tutti i nostri pensieri, desideri e movimenti. Quanto più sentiremo questa forza estranea, tanto più saremo in grado di avanzare verso l’uscita e ottenere il desiderio di scappare dall’egoismo.

Tutti i giorni sentiremo sempre più la forza dell’egoismo. Il Coronavirus ci aiuterà a capire che siamo sempre stati schiavi del faraone, anche se non ci avevamo fatto caso. Tutta la nostra vita passata è stata organizzata a seconda delle leggi, regole di condotta e programmi del faraone.

Tutto il mondo è l’Egitto, ma le persone non si sentono come schiavi di un sovrano malvagio, ma considerano le loro vite normali, sotto un re buono che si prende cura di loro. Il faraone non ci chiede niente tranne di onorare le sue leggi e di venerare i suoi valori.

Così è come stavano le cose, poi all’improvviso una forza esterna chiamata Coronavirus ci ha dimostrato quanto sono brutte le nostre relazioni e quanto è insopportabile il potere del faraone. Questo diventa evidente soprattutto se uno lo guarda da un aspetto invece che accettarlo come inevitabile e come legge della natura.

È necessario rivalutare tutti i legami industriali e familiari che abbiamo costruito prima e il nostro comportamento verso la vita e la morte. Non dobbiamo tornare alle nostre abitudini passate. Questo virus ci sta dando l’opportunità di risolvere il nostro passato. Analizziamolo e vediamo se vogliamo continuare con la nostra vita senza che sia successo niente.

Ci piaceva quel tipo di vita ? Che tipo di gioia abbiamo sperimentato viaggiando da un posto all’altro tutto il tempo comprando tutto quello che la pubblicità ci dice di comprare? Tutta la nostra vita è stata costruita a seconda di quello che hanno imposto su di noi i media e le pubblicità che dettano cosa pensare, cosa comprare e come comportarci. Il primo passo verso la correzione è una revisione completa.

Noi proveremo a valutare cosa era buono e cosa era sbagliato. Poi, ci immagineremo un altro stato, una nuova vita e come possiamo cambiarla. Dopotutto, anche prima dell’epidemia, le nostre vite non erano senza nuvole.

Noi non abbiamo deciso come vivere; il nostro egoismo lo ha fatto per noi e ci ha spinto a costruire il tipo di società, l’ambiente, in un mondo conveniente per lui. Ci ha trasformato in nemici della natura. L’abbiamo distrutta, abbiamo bruciato e ucciso piante e animali così che non c’è più un posto sulla terra in cui possiamo vivere normalmente.

Abbiamo costruito case di cemento dove ci nascondiamo da tutti e abbiamo paura l’uno dell’altro. I nostri figli sono andati anche oltre e si nascondono dentro i computer, così che non gli resta niente se non il mondo artificiale che gli abbiamo creato.

Il Coronavirus che ci ha scosso così tanto, ci dà l’opportunità di vedere dove siamo, dove siamo arrivati, chi siamo, così orgogliosi delle nostre menti, illuminati e liberi, potremmo costruire un’altra vita per noi stessi.

Forse siamo solo animali che si sono sviluppati a seconda del programma egoistico che la natura ha istallato in noi? L’egoismo ci porta a costruire relazioni che ci portano alla guerra, alla distruzione e alla crisi globale. Abbiamo aspettato a lungo che scoppiasse una crisi. Ma il Coronavirus si è presentato al posto suo.

Questo è qualcosa di nuovo, non è una crisi finanziaria oppure una guerra, ma una crisi tra le nostre relazioni. Prima di tutto il virus sta rompendo i nostri legami, ci sta forzando ad isolarci e ad avere un solo nemico comune. Oggi tutti gli abitanti del mondo hanno paura della stessa cosa. È una cosa buona che non abbiamo paura l’uno dell’altro ma di un solo nemico.

Forse grazie alla paura del Coronavirus, possiamo connetterci meglio tra di noi, aiutarci l’uno con l’altro, riavvicinarci e sentire che siamo parte di una sola umanità? Ne viene fuori che il Coronavirus è nostro amico e assistente, mandato dal Creatore dal cielo. In fin dei conti è stato capace di eliminare le nostre discordie e di unirci!

Immagina di avere tanti figli che litigano tra di loro, bestemmiano e non sai come calmarli. Adesso, all’improvviso, appare qualcosa che risolve la questione, separa i bambini e invece di arrabbiarsi tra di loro, arriva qualcosa dall’esterno che li mette in allarme generale. Una sfortuna comune, che ci unisce e ci dà un motivo per pensare a qualcosa per sentirci uniti. Vediamo in questo virus un modo per essere uniti gli uni con gli altri addolcendoci il cuore.

Anche se lo associamo alla privazione e alla paura, non è così, proviene dall’amore. Viene da noi con amore e non come un bastone, un ricatto o una minaccia.

Invece di separarci, il virus ci darà l’opportunità di costruire relazioni nuove tra di noi. Il virus esprime il nostro egoismo perché arriva dove vi è egoismo, ne consegue che dobbiamo stare attenti non al virus, ma all’egoismo. In questo modo riveleremo il nostro male sempre di più e ce ne allontaneremo, e avendo cambiato il nostro comportamento in positivo, guariremo tutto con questo.

Saremo in grado di abbracciarci senza paura di infezioni e di virus. Tutto il mondo sarà connesso con legami buoni e amichevoli.

Tutti penseremo, prima di tutto a cosa è bene per gli altri e ci approcceremo nel modo più adatto. Ovvero, io vado al di sopra del mio egoismo e scopro cosa c’è di buono nell’opinione degli altri e costruisco delle connessioni con loro su queste basi. Questo assomiglia all’ordine del lavoro spirituale: restrizione, osservazione, (rifiuto di lavorare con i propri desideri) e la luce riflessa (il desiderio di dare a seconda della propria percezione del bene).

Ne consegue, che ogni crisi ci è stata data per il nostro bene. È scritto: “Nessuno è crudele nel dominio del re”. Bisogna solo avanzare velocemente, giorno dopo giorno, e la cosa più importante non sono le azioni fisiche, ma quelle spirituali.

Altrimenti l’opportunità di correzione che ci è stata data da questo virus scompare. E quindi la natura ci spinge con misure più dure, ma non dobbiamo aspettare questo. Avanziamo nella sua direzione e alimentiamola con il nostro libero arbitrio.

[261825]

Dalla prima parta della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/03/2020 Lezione sull’argomento di Pesach (Pasqua)

Materiale correlato:

Un vaccino per il Coronavirus
Coronavirus: il boomerang della natura
Quando scomparirà il coronavirus?

Il Coronavirus è l’inizio delle piaghe d’Egitto?

Domanda: E’ da poco passata la Pasqua ed il simbolo di questa festività sono le dieci piaghe inviate al Faraone. L’epidemia di Coronavirus è l’inizio di una serie di cataclismi?

Risposta: Non c’è dubbio che siamo arrivati ad una fase molto interessante del nostro sviluppo, che oggi ci richiede di avvicinarci sempre di più e nel modo più corretto. Ciò che ci viene richiesto non è di commerciare e guadagnare usandoci a vicenda per trarre profitto a spese di qualcun altro, ma relazioni reciproche attraverso delle buone connessioni. Dopodiché potremo volare, muoverci e connetterci quanto vorremo.

Domanda: Stai parlando di qualche genere di relazione sensoriale interiore?

Risposta: Parlo delle intenzioni.

Domanda: Oggi, infatti, sentiamo una grande dipendenza reciproca. Quando in passato un ghiacciaio si scioglieva da qualche parte, o se c’era una guerra, ciò non era affatto avvertito. Oggi, invece, ha un effetto sul mondo intero e ovviamente tutti sono interessati. Esiste una certa solidarietà ma è apparentemente negativa: non voglio essere dipendente dagli altri.

Quando sentiamo questa dipendenza, come possiamo passare da un’integrazione forzata un’integrazione positiva?

Risposta: Non c’è nulla che possiamo fare. Possiamo solo imparare dall’esempio dell’antico Egitto. Anche lì tutto avvenne attraverso i colpi, attraverso le dieci piaghe egiziane.

Immagina che se non ci sia il Coronavirus allora ci sarà qualcos’altro. Diciamo che viviamo serenamente come facevamo due mesi fa.

E all’improvviso comincia una guerra in Africa o in America Latina, non importa dove, a causa della quale l’estrazione di qualche materia prima, per esempio qualche metallo raro, si ferma. A causa della produzione di quei soli due paesi che si trovano in guerra, l’intera economia si può fermare. Cosa faremo allora?

Tutti i governi cominceranno a perseguitare questi due paesi che combattono fra loro e che hanno fermato l’esportazione di materiali necessari al mondo intero. Il mondo scoprirà nuovamente la dipendenza globale e dovrà adottare misure che assicurino relazioni buone e regolari tra tutti. Altrimenti non ci sarà nulla.

Commento: Wikipedia, comunque, dà la seguente definizione di interdipendenza: “In una relazione interdipendente si presume che tutti i partecipanti si influenzino reciprocamente a livello emotivo, economico, ambientale, morale ed in altri modi”. In altre parole, la dipendenza non è solo fisica ma anche morale.

La mia risposta: Sì, si manifesta a tutti i livelli.

Domanda: Significa che nella società esiste una mancanza di comprensione di questa dipendenza?

Risposta: Questa è la cosa principale. Questo è il motivo per cui quando vogliamo rovinarci la vita a vicenda, cessiamo gli scambi commerciali, persino a nostro discapito, solo per essere sicuri che per gli altri sarà ancora peggio.

Domanda: Quale genere di dolore pensi che le persone provino oggi? In che modo il virus influenza le persone? In che stato è l’umanità?

Risposta: Oggi le persone non sentono ancora la piena essenza di questo problema. Lo digeriscono ma, per così dire, lo stanno ancora soffocando; non sono veramente preoccupate….“Bene, certamente c’è un virus. Bene, su 100 milioni di persone ne sono morte 100. E allora?”. Vedi, questa portata non può impressionare il mondo.

Commento: Fu lo stesso in Egitto, anche quei colpi cominciarono lentamente, tuttavia, abbiamo la possibilità di tornare in noi.

La mia risposta: Sì. Diffondendo il metodo della connessione integrale possiamo spiegare che tutto questo può essere fermato.

[261940]

Dalla trasmissione di KabTV “Il Coronavirus sta cambiando la realtà”, 12/03/2020

Materiale correlato:
L’epidemia non è una punizione ma il rimedio
Coronavirus: il boomerang della natura
La linea rossa

Il virus non distingue tra nazionalità e colore della pelle

Il Coronavirus opera senza riconoscere confini e differenze sociali. Non distingue nazionalità o colore della pelle: nero, bianco, giallo, rosso. Il sistema umano nei confronti della natura è come fratelli, diversi l’uno dall’altro, in relazione alla propria madre. La madre ama tutti.

Noi non lo vediamo con i nostri occhi egoistici e dobbiamo correggere la nostra visione. La correzione sta nel cambiare completamente la natura della connessione tra le persone in aiuto reciproco integrale. Se ciò non accade, ci aspetta una serie di continui colpi della natura, che tuttavia ci costringeranno a trarre le giuste conclusioni.
[262491]

Dalla conversazione con David Blumenfeld, 25/03/2020

Materiale correlato:

Coronavirus: il boomerang della natura
Lo scopo della natura e l’epidemia globale
La linea rossa